Testimonianza di un ex massone: la massoneria è una setta satanica

Tra le cose che ha detto, ci sono queste parole:

«[…] La Massoneria è una setta satanica vera e propria. Voi pensate che dagli studi esoterici al 18° grado si parte con l’applicazione dell’esoterismo, ossia spiritismo e magia; dal 24° grado si diventa milizia di Satana, dal 28° al 33° corpo mistico di Satana. Questa è la realtà della MASSONERIA […]»

La testimonianza di Andrea Farioli

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QUELLA PAURA DI MORIRE

5 AGOSTO 2014

Andrea Farioli racconta brevemente la storia di come il Signore lo ha salvato, dopo averlo portato a conoscenza della verità tramite il libro “La Massoneria Smascherata”.

“Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.” (Matteo 24:35)

Mi chiamo Andrea Farioli, e questa è la testimonianza della mia conversione a Gesù Cristo, il Figlio di Dio.
Ero perso. Un uomo come tanti, senza alcun rispetto verso il Creatore. Non conoscevo chi fosse Iddio, e bestemmiavo il Suo santo nome in faccia al sole, quale povero illuso. Ora, al solo ricordo di quello che un tempo era il mio stile di vita, completamente dettato dal peccato, mi si raccapriccia l’animo, ma allora, di tutta la mia sozzura non ne scorgevo neppure l’ombra.

Tuttavia il Signore della grazia, nella Sua più infinita e inscrutabile misericordia, ebbe riguardo di me chiamandomi in un modo alquanto singolare. Di fatti in quel periodo, nonostante la mia condotta puramente mondana, stavo percorrendo il tratto più triste del mio cammino. Soffrivo di una forte depressione che aveva ormai raggiunto il culmine, la cui entità era diventata veramente grave, tanto da causarmi vari disturbi gastrointestinali e frequenti attacchi di panico che non riuscivo proprio a sedare, e che mi crucciavano fastidiosamente notte e dì. Stavo davvero male, piangevo e ridevo allo stesso momento. Questa malattia era alimentata per lo più da alcuni miei futili problemi privati e familiari, che mi alteravano parecchio, ma anche da un’altra questione sopraggiunta, che da quando la conobbi progredì solo a turbarmi maggiormente: la Massoneria. Si può benissimo dire che questa fu la goccia che fece traboccare il vaso. Continua a leggere

La conversione di Frank e Joan Testa

200px-081pzaspietroLa vera storia di un ex-sacerdote ed una ex-suora, che per oltre 20 anni hanno servito la religione Cattolica senza conoscere veramente il Cristo vivente. Dopo anni dalla loro conversione si sono conosciuti, ed ora sono felicemente sposati, servendo insieme il Signore.

FRANK

La mia prima esperienza con il Signore risale all’età di 17 anni. Fino ad allora avevo sempre avuto un certo timore per le cose di Dio, ma l’unico modo che conoscevo per piacere a Lui era attraverso la messa, servendo come chirichetto.

Durante gli anni turbolenti dell’adolescenza il Signore toccò il mio cuore mentre leggevo la testimonianza di un uomo condannato alla sedia elettrica. Mi resi conto di essere un peccatore bisognoso di perdono e di salvezza e decisi allora di dare la mia vita interamente per servire Dio. L’unico modo che conoscevo per farlo era di diventare un sacerdote nella chiesa Cattolica, così, dopo le scuole superiori entrai in seminario. Dopo quattro anni di studi, l’Arcivescovo mi mandò all’università di teologia in Belgio per altri quattro anni e nel giugno del 1964 fui ordinato ufficialmente sacerdote e tornai negli USA per cominciare il mio servizio in una parrocchia.

Per i prossimi 13 anni feci servizio in diverse parrocchie nelle grandi città del New Jersey, affrontando spesso problemi come razzismo, povertà, droga e alcool. Fui soprannominato “Prete di strada”, perché mi occupavo del recupero degli emarginati e di trovare alloggio per i poveri. Dopo 8 anni di preparazione e oltre 12 anni di servizio come sacerdote mi resi conto del compromesso e della corruzione da parte dei miei collaboratori, coinvolti piuttosto nell’edificare strutture che nel destino eterno delle anime. Continua a leggere

Dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita – Testimonianza di Carlo Fumagalli ex prete ed antropologo

Carlo FumagalliLa mia vita fu sballottata e portata qua e là da ogni vento di dottrina (Efesini 4:14), fino a che incontrai Gesù, la Roccia, la Pietra Angolare (Matteo 21:42; Atti 4:11; Efesini 2:20; 1 Pietro 2:6-7), o meglio, fino a che Gesù, il mio glorioso Signore e Salvatore, trovò me. Ora posso dire con Davide (Salmo 40:2-3): “Egli mi ha tratto fuori da una fossa di perdizione, dal pantano fangoso; ha fatto posare i miei piedi sulla roccia, ed ha stabilito i miei passi. Egli ha messo nella mia bocca un nuovo cantico di lode al nostro Dio”.

Nacqui ad Olgiate Molgora (Como) nel 1934. A nove anni entrai nel Seminario Arcivescovile di Milano a Masnago (Varese). Dopo cinque anni mi associai ai Missionari della Consolata di Torino, presso i quali frequentai il ginnasio, liceo, noviziato, due anni di filosofia e quattro di teologia.

Nel Seminario Maggiore della Consolata a Torino (come in ogni altro seminario e collegio cattolico), la filosofia scolastica, strutturata sulla filosofia greco-aristotelica, era un prerequisito alla teologia, e la teologia era un prerequisito per ogni ulteriore grado accademico in S. Scrittura. Come conseguenza, la teologia cattolica è organizzata attorno a una filosofia pagana. La Bibbia, a sua volta, è condizionata e filtrata da una teologia adulterata. Questo approccio alla Bibbia è ovviamente in errore perché la Parola di Dio non può essere legata o condizionata da alcuna filosofia o dottrina umana (Colossesi 2:8; 2 Timoteo 2:9).

Dopo la mia ordinazione sacerdotale, nel 1961, fui destinato a insegnare nel Seminario della Consolata di Bevera (Castello Brianza). Nel 1966, fui nominato direttore spirituale del Seminario; in questa carica rimasi fino al 1968, quando mi fu offerto di andare negli Stati Uniti per ulteriori studi. Prima di varcare l’oceano, andai per alcuni mesi a Londra (Inghilterra), dove aprii un collegio teologico.

Nel settembre del 1969, iniziai a frequentare la facoltà di antropologia dell’Università Statale di New York a Buffalo. Messo a confronto con nuove aree di studio e ricerca (costumi, culture, credenze, organizzazione sociale, e svariati sistemi di economia, politica e religione, archeologia ed evoluzione), mi trovai ben presto con la mente ripiena di nuove questioni e problemi. Studiando vari fenomeni socio-culturali scopersi, fra l’altro, che i sacramenti e la magia hanno sostanzialmente le stesse componenti. Entrambi infatti, usando un rito e una formula, garantiscono un particolare risultato. Continua a leggere

‘Dio mi ha aperto il cuore’

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Carissimi Fratelli e Sorelle, pace a voi tutti.
E’ mio desiderio farvi partecipi della mia conversione a Gesù.
Sono nato nel 1965 in un piccolo paesino nel centro dell’Abruzzo in provincia di L’Aquila, a 720 s.l.m.
Come tutti sapranno, viviamo in una nazione dove la chiesa romana detta legge, ed anch’io (mio malgrado, ma questo l’ho capito molto tempo dopo), sono stato battezzato per aspersione dopo pochi giorni di vita.
Nei primi anni della mia vita mi sono state impartite dottrine “cattoliche”. Ho fatto la prima comunione; ricordo ancora quando ci facevano imparare a memoria i 10 comandamenti (non quelli di Esodo 20!!!), i 7 sacramenti e preghiere varie, tra le quali l’“Atto di dolore”. Ricordo ancora quel giorno davanti al prete, che ci insegnava il catechismo, e ad altri miei coetanei, ho dovuto recitare tale preghiera nonostante avessi un terribile mal di gola e la voce mi era quasi sparita del tutto (ricordo i miei compagni che mentre mi ascoltavano, ridevano…!!!); ero tantissimo imbarazzato, ma nonostante ciò il prete ha voluto che continuassi.
Qualche anno dopo feci anche la cresima. In quegli anni ho svolto anche l’attività di chierichetto (durante la messa si indossava la “cotta”) e il prete dopo la funzione religiosa di qualche festa particolare o festa patronale, ci elargiva qualche spicciolo preso dalle offerte. A scuola, a iniziare dalle elementari fino alle superiori, durante l’ora di religione, si parlava di tutto fuorché di Gesù; a tal proposito permettetemi un paragone banale: a scuola il professore insegna la sua materia, poi, a casa gli studenti studiano, analizzano e approfondiscono sui libri ciò che ha spiegato; nella chiesa romana non è così: il professore (in questo caso i preti) ti insegnano la loro dottrina (extra-biblica!!!) e quella e solo quella esiste; non esistono i compiti a casa (cioè leggere la Parola di Dio), altrimenti si scopre la verità e loro si darebbero la classica “zappa sui piedi”. Continua a leggere

[Libro] Morte di un Guru – Rabindranath R. Maharaj, ex guru, racconta la sua conversione dalle tenebre dell’Induismo a Cristo Gesù

E’ stato messo on line (in formato html , word (zippato)  e pdf ) il libro Morte di un Guru di Rabindranath R. Maharaj.

rabindranath r maharaj [Libro] Morte di un Guru   Rabindranath R. Maharaj, ex guru, racconta la sua conversione dalle tenebre dellInduismo a Cristo GesùLa testimonianza della conversione a Cristo Gesù di un Bramino indù che praticava lo yoga e i riti orientali nella ricerca del significato della vita. Il racconto illumina il lettore sulle religioni orientali, in special modo sull’induismo, mostrando che le manifestazioni spirituali che si verificano altro non sono che manifestazioni di spiriti maligni e del diavolo. È scritto in modo semplice e chiaro, la lettura è molto scorrevole, anche se nei primi capitoli è un po’ pesante in quanto descrive i riti indù. Consiglio a tutti i credenti di leggerlo e di farlo leggere a tutti coloro che parlano bene dei riti orientali. Molto edificante. (Recensione tratta da: Sentieri Antichi )

Sean Sellers, prigioniero di un incubo. La testimonianza di un ex-satanista

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Doreen Irvine da sacerdotessa di satana a figlia di Dio

All’età di 14 anni, Doreen fece un netto taglio con la sua fanciullezza, vissuta in estrema povertà, abbandonandosi alla prostituzione. Poco dopo iniziò a lavorare con il nome di “Darèsto ling Diana”, diventando ben presto una nota ballerina di stripteás. Nel tentativo di colmare il grande vuoto del suo cuore, cominciò a fare abuso di alcolici e di stupefacenti, diventando così tossicodipendente.
Alcune amiche fecero conoscere a Doreen gli adoratori di Satana, ed unitasi a loro, diventò ben presto sacerdotessa. Il culmine della sua carriera satanica, ci fa vedere Doreen incoronata da regina delle streghe nere. Per brevità, citiamo solo una piccolissima parte del suo racconto di quell’orribile evento:

“Con passo sicuro m’inoltrai tra le alte fiamme, chiamando per nome il mio grande maestro. All’improvviso egli cominciò a materializzarsi davanti ai miei occhi: era una grande sagoma nera. Presi la sua mano ed andai con lui al centro del fuoco. Lì restai immobile, mentre le alte fiamme ondeggiavano intorno a me.
Il mio maestro sparì soltanto quando io ebbi completamente attraversato le fiamme e fui al sicuro. Sul mio largo vestito da strega e sui miei lunghi capelli, il fuoco non aveva lasciato nessuna traccia. Molti dei presenti erano intanto svenuti. “Salute a te Diana, regina delle streghe nere!”, gridarono allora più di mille streghe presenti.”
Più di mille streghe festeggiarono Doreen quale loro conduttrice, dopo che essa aveva dato dimostrazione delle sue capacità soprannaturali, davanti alle rappresentanti della magia nera di molte nazioni d’Europa. Oggi la vita di Doreen è radicalmente cambiata. Non abbisogna più di alcolici né di droghe, e non è più una schiava di Satana. Continua a leggere

‘C’è qualche speranza per un uomo come me?’ di Hyman Appleman

Fu Charles G. Finney che raccontò questa storia. Egli stava tenendo un risveglio a Detroit. Una sera quando egli cominciò ad entrare in chiesa, un uomo venne da lui e gli domandò: ‘Sei il Dottor Finney?’

‘Sì’

‘Mi domando se tu mi farai un favore. Quando avrai terminato questa sera, vuoi venire a casa con me e parlarmi della mia anima?’

‘Con piacere. Aspettami’.

Finney entrò dentro, e alcuni degli uomini lo fermarono: ‘Fratello Finney, che cosa voleva quell’uomo?’

‘Egli voleva che io andassi a casa con lui’

‘Non andarci’

‘Mi dispiace, ma io gliel’ho promesso, e devo andare con lui’.

Quando la riunione finì, Finney uscì dalla porta. L’uomo stava aspettando, prese il suo braccio e disse: ‘Vieni con me’. Camminarono tre o quattro blocchi, voltarono in una strada laterale, scesero un vicolo, e alla seconda casa l’uomo si fermò: ‘Rimani qua un minuto, Fratello Finney’. Egli mise la mano nella sua tasca, tirò fuori una chiave, e aprì la porta, si voltò verso il predicatore e disse: ‘Entra dentro’.

Finney entrò dentro la stanza. C’era un tappeto sul pavimento, un caminetto, una scrivania, una sedia girevole, due poltrone e nient’altro.

C’era una specie di sottile tabellone divisorio tutt’intorno alla stanza eccetto dove c’era il caminetto.

Finney si voltò indietro. L’uomo aveva chiuso la porta, aveva messo la mano nella sua tasca posteriore e aveva tirato fuori una rivoltella e la stava tenendo nella sua mano. ‘Io non intendo farti alcun male’, egli disse: ‘Io voglio solo farti alcune domande. Intendevi dire quello che hai detto nel tuo sermone ieri sera, cioè che il sangue di Gesù Cristo ci purifica da ogni peccato?’

‘Sì, Dio dice questo’.

‘Fratello Finney, la vedi questa rivoltella? Ha ucciso quattro persone. E’ la mia. Due di loro sono state uccise da me, due dal mio barista in una rissa nel mio saloon. C’è speranza per un uomo come me?’

Finney rispose: ‘Il sangue di Gesù Cristo ci purifica da ogni peccato’.

‘Fratello Finney, un’altra domanda. Nel retro di questo divisorio c’è un saloon. E’ di mia proprietà sia il saloon che tutto quello che c’è dentro. Noi vendiamo ogni tipo di liquore a chiunque viene dentro. Molte volte io ho preso l’ultimo centesimo dalla tasca di un uomo, facendo patire la fame a sua moglie e ai suoi figli. Molte volte delle donne hanno portato qua i loro neonati e mi hanno supplicato di non vendere più nessuna bevanda alcolica ai loro mariti, ma io le ho cacciate fuori ed ho continuato con la vendita del whisky. C’è speranza per un uomo come me?’

Finney disse: ‘Dio dice: ‘Il sangue di Gesù Cristo, suo Figliuolo, ci purifica da ogni peccato’. Continua a leggere

Dal cattolicesimo romano a Cristo

La conversione di Giovanni Ferri

Siccome alcuni giovani della tenda mi avevano chiesto di dare una breve testimonianza, non la mia testimonianza completa perché poi assorbirebbe tutto il tempo e forse neanche basterebbe, ma voglio soltanto dare un cenno della mia testimonianza come sono venuto a Gesù, come sono arrivato al Signor Gesù.

Ero molto religioso, avevo soltanto diciannove anni e ero tutto preso dalla religiosità. Avevo in me il problema, non ero un ragazzo distratto, tanti non si avvedono, camminano nella vita e non si pongono mai quelli che sono i problemi fondamentali della vita, i problemi più importanti. Ma io mi ponevo questi problemi, anche se ero in istituto, mi ponevo questi problemi. Avevo avuta una educazione religiosa di un certo livello, ma quell’educazione non aveva portato in me nessun cambiamento; l’angoscia e la tristezza erano all’ordine del giorno, eppure ero giovane, pieno di prosopopea direi, pieno di fantasia, ma il male stava dentro. Molte volte noi non ci accorgiamo, ma il male sta dentro e questo male produceva terribili conseguenze. Pensavo che facendomi prete, così, pensavo io, essendo stato in un istituto salesiano, uno degli ordini più rigorosi del Cattolicesimo, pensavo che lì avessi potuto soddisfare la mia anima, avessi potuto soddisfare queste mie ansie tormentose ed acute. Pregavo sempre, mentre i miei compagni andavano a divertirsi, c’erano i divertimenti interni, un po’ ridotti, un po’ moralizzati; ma io sentivo una fame, una fame grande, inspiegabile, una fame di conoscere il Signore. E mi riducevo in un piccolo sgabuzzino, pregavo sempre, ma non pregavo il Signore, pregavo ora una madonna ora un’altra madonna. Pregavo tanto ‘san Luigi’, tanti altri santi; ma le cose non cambiavano mai. Io ero di una natura molto veemente, una natura aggressiva e quante volte mi affliggevo perchè dicevo: ‘Signore, ma io non cambio mai! Leggo qui la biografia di questo santo, di quest’altro santo, questo santo si è cambiato quell’altro santo si è trasformato – almeno la storia diceva così – ma io perché non cambio mai?’ Ma chi mi poteva cambiare? La religione? Mi andavo a confessare regolarmente, non dai preti, andavo dai frati perché li pensavo più generosi, più spirituali, andavo da loro, mi preparavo tutta una lista di peccati, cercavo di essere scrupoloso, attento, quasi simmetricamente preciso. Non volevo dimenticare nessuna colpa, e cercavo e ricercavo dentro di me qualche colpa qualche peccatuccio che mi avesse potuto sfuggire e così portavo questa lista. E quando andavo dal confessore, questo confessore mi diceva: ‘Ma tu ne sai troppe di cose! Ma che ti posso fare io? Dimmi i peccati più grossi, i più grossolani, e poi il resto insomma non sono peccati poi troppo gravi da potere rischiare l’inferno’. E così dopo la confessione, mi diceva: ‘Adesso reciti tre Ave Marie, quattro Gloria Patri, un Pater noster, qualche Atto di Dolore e tutto è finito’. Ma io dicevo: ‘Ma io meriterei solo di fare questo?’ E non mi convinceva questo fatto perché io magari facevo quello che mi dicevano ma la piaga rimaneva. Ero scoraggiatissimo, perché non cambiava nulla nella mia vita, non facevo un progresso di un capello, ero triste. Ma una notte, gloria al Signore, nel mio sonno profondo ebbi un’apparizione di un angelo. Prima dell’apparizione dell’angelo ci fu un apparizione di due uomini giganteschi, molto alti, robusti, i quali mi chiesero: ‘Che stai facendo là?’ E io stavo contemplando il mare dove c’era tanta folla. Sapete voi il mare, chi ci va lo sa. E io guardavo da lontano. E mi dissero: ‘Ma perché ti stai qui? Andiamo, andiamo a divertirci, uniamoci alla folla, a questa babilonia!’ Ma io dissi: ‘Mai in quei posti!’ Ma non è che io ero veramente scrupoloso di quelle cose, era nel sogno questo. Forse ci sarei andato in mezzo a quella gente io, nella vita diciamo sveglia. Ma io dissi: ‘Non vengo! Non posso venire’. Allora mi hanno preso, uno di qua e uno di là, e mi hanno cominciato a trascinare con violenza verso questo posto. Allora ecco quest’angelo che appare dal cielo con una spada fiammeggiante, mi pare di rivederlo questa sera, con un viso raggiante e glorioso, vibrare un colpo a destra e un altro a sinistra e ha sprofondato quei due colossi, non li ho visti più e siamo rimasti io e lui soltanto. Ho detto: ‘Abbi pietà di me! ‘Non temere’, mi ha detto, ‘stai tranquillo, da qui a poco tempo sarai salvato’. Gloria al Signore. Continua a leggere