«The Fabulous Frank Gigliotti» in pdf

tha fabulos frank bruno gigliottiIl fratello Giacinto Butindaro ha deciso di digitalizzare il libro «The Fabulous Frank Gigliotti» [Il Favoloso Frank Gigliotti], (terza ristampa, La Mesa, California, s. d. [post 10 lug. 1950]), un libro rarissimo ormai fuori stampa, che traccia una parte della storia di questo potente massone ed agente della CIA che svolse un ruolo molto importante nella storia del dopoguerra in Italia, e che è un personaggio chiave nella storia delle Assemblee di Dio in Italia (ADI), come ha ampiente dimostrato nel suo libro «La Massoneria Smascherata». Voglio renderlo anch’io disponibile a tutti i santi, ma anche a studenti universitari, giornalisti, scrittori, storici che non sono Cristiani, perché si tratta di un libro che contiene delle informazioni e dei documenti storici importanti su questo personaggio, nonché la foto in cui Gigliotti – assieme ad altri massoni – è con l’allora ambasciatore italiano negli USA Alberto Tarchiani assieme al primo presidente delle ADI, Umberto Gorietti.

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Il presunto errore nel Vangelo di Luca sul censimento di Quirino

quirinius

Publio Sulpicio Quirinio

Frederick Fyvie Bruce, nel suo libro “Possiamo fidarci del Nuovo Testamento?, a proposito del Censimento di Quirino nel Vangelo di Luca, scrive:

In riferimento in Luca 2:2 a Quirino come governatore di Siria al tempo della nascita di Cristo (prima della morte di Erode il Grande nel 4 a. C.), è stato spesso ritenuto un errore perché si sa che Quirino divenne legato imperiale di Siria nell’anno 6 D.C.(Giuseppe Flavio, Antichità Giudaiche XVIII.I,1), ed ebbe la supervisione, in quello stesso anno, del censimento menzionato in Atti 5:37, che provocò l’insurrezione guidata da Giuda il galileo. Oggi, però, è ampiamente accettato che un censimento precedente, come descritto in Luca 2:1ss,

(a) potrebbe essere avvenuto durante il regno di Erode il Grande,
(b) potrebbe aver costretto ciascuno a tornare nella propria terra natia,
(c ) potrebbe aver fatto parte di un censimento di tutto l’impero,
(d) potrebbe essere avvenuto durante un precedente governatorato di Quirino in Siria.

(a) Giuseppe Flavio ci informa che verso la fine del regno di Erode (37-4 a.C.) l’imperatore Augusta lo trattò più come subordinato che come amico (Ibid. XVI.9,3), e che tutta la Giudea fece voto di obbedienza ad Augusto come Erode (Ibid. XVII.2,4). L’effettuazione di un censimento imperiale in un regno vassallo (come era la Giudea durante il regno di Erode) non è un eccezione; durante il regno di Tiberio fu imposto un censimento al regno vassallo di Antioco, nell’est dell’Asia Minore (Tacitus, Annales VI.41).

(b) L’obbligo fatto a ciascuna persona di registrarsi nel proprio domicilio di origine, che costrinse Giuseppe a ritornare a Betlemme, è stato illustrato da un editto nel 104 d.C. in cui C. Vibius Maximus, prefetto romano dell’Egitto, ne dà notizia in questo modo: “Siccome deve iniziare l’ascrizione per casate, è necessario notificare a tutti quelli che, per qualunque motivo, siano lontani dalla loro area amministrativa, di tornare a casa, alfine di adempiere alle regole abituali del censimento, e di rimanere poi nelle loro terre” (Cfr. A. Deissmann, Light from the ancient East, trad. dal ted., Hodder and Stoughton, Londo, 1927, p. 270ss.)

(c) Vi sono prove sparse di censimenti effettuati in varie parti dell’impero tra gli anni 11 e 8 a.C., che terminano praticamente col papiro proveniente dall’Egitto, sopra citato.

(d) Vi sono parecchie iscrizioni attestanti che quado Quirino iniziò il suo ufficio in Siria, nell’anno 6 d.C., era la seconda volta che fungeva da legato imperiale. La prima volta fu quando comandò una spedizione contro gli Homanadensiani, una tribù delle montagne dell’Asia Minore, all’incirca tra il 12 e il 6 a.C. Ma le prove non dicono espressamente in quale provincia egli fu legato imperiale in questo periodo. Sir William Ramsey proponeva che fosse la provincia di Siria (The bearing of recent discovery, op. cit., p. 275ss.). Abbiamo comunque un resoconto ininterrotto di quegli anni relative ai governatori della Siria, e in esso non troviamo Quirino; Ramsay suggeriva che egli ricevette l’icarico di legato straordinario aggiunto, per scopi militari. Per contro, ci sono buone ragioni per credere che il suo primo incarico nell’ufficio di legato imperiale fosse espletato in Galazia, e non in Siria (R. Syme, “Galatia and Pamphylia under August”, Klio XXVII (1934), p 122). Il problema non ha ancora una soluzione definitiva, ma è consigliabile seguire quei commentatori e filologi che traducono Luca 2:2 in questo modo: “Questo censimento avvenne prima di quello che Quirinio, governatore della Siria, fece” (Cfr N. Turner, Grammatical insights into the New Testament, T. & T. Clark, Edinburgh, 1965, p. 23-24. Alcuni studiosi seguendo così Tertulliano cambierebbero “Quirino” con “Saturnino”, che fu legato imperiale di Siria negli anni 8-6 a.C. (Adv. Marc. IV.19))

F.F. BRUCE, Possiamo fidarci del Nuovo Testamento?, Luglio 2006, GBU, pag. 101, 102

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nom-stemma-ok1-150x150BREVE STORIA Quando ho parlato dei rapporti tra Massoneria e Illuminati ho parlato del Nuovo Ordine Mondiale che Massoni e Illuminati si sono prefissati di instaurare sulla terra. Per capire un pò meglio nella pratica in che maniera è sorto il programma del Nuovo Ordine Mondiale e alcune delle sue più importanti tappe, vi propongo questa breve storia del Nuovo Ordine Mondiale, che ho redatto attingendo da diverse fonti, tra cui lo scritto A History of the New World Order (http://www.michaeljournal.org/nwo1.htm) tradotto in italiano da Paolo Baroni. Continua a leggere

Quali prove ci sono che Gesù è storicamente esistito?

Scritto tratto da corsobiblico.org

Foto: Nazaret (1842, David Roberts)

Oggi molte persone negano l’esistenza storica di Gesù Cristo, Possiamo affermare, invece, che ci sono prove documentate riguardo l’esistenza storica di Gesù, noi abbiamo la testimonianza del Nuovo Testamento e le testimonianze extrabibliche.

Testimonianze del Nuovo Testamento

Il Nuovo Testamento contiene 27 libri che sono stati scritti nel primo secolo, in gran parte da testimoni oculari, che hanno avuto un’esperienza diretta di ciò che avevano visto e udito (Luca 1:1-3; 1 Giov.1:1). Ci sono più di 5000 manoscritti in lingua greca del Nuovo Testamento che vanno dall’intero Testamento a frammenti di papiri che contengono una parte di un versetto. Alcuni frammenti esistenti risalgono al periodo che va da 25 a 50 anni dopo il testo scritto.

Il numero dei manoscritti che abbiamo a disposizione e la loro vicinanza agli originali dimostrano che sono affidabili. Attualmente, ci sono circa 25.000 frammenti di manoscritti del Nuovo Testamento in greco e in altre lingue. Questo è molto importante perché nessun altro documento dell’antichità si avvicina lontanamente a tali cifre!

L’Iliade di Omero, per esempio, è seconda con 343 manoscritti. Noi, possiamo essere sicuri che il Nuovo Testamento è degno di fede! John Warwick Montgomery, professore di legge, afferma che:

“ essere scettici sul testo risultante il Nuovo Testamento significa scivolare nell’oscurità, dato che nessun documento del periodo antico è tanto attestato bibliograficamente quanto il Nuovo Testamento.” [1]

W.F. Albright, archeologo e studioso, parlando della documentazione unica del Nuovo Testamento afferma:

“Nessun’altra opera dell’antichità greco-romana è così bene attestata da una tradizione di manoscritti antichi del Nuovo Testamento. Ci sono molti più manoscritti antichi del Nuovo Testamento che di qualunque altra opera di altri autori classici, e le parti più lunghe che ne restano risalgono a solo due secoli dopo la loro composizione originaria”. [2]

I manoscritti del Nuovo Testamento non solo sono affidabili per il loro numero maggiore rispetto agli altri testi antichi, ma anche perché le copie risalgono al massimo a due secoli dopo. Sir Frederic G. Kenyon direttore e principale bibliotecario del British Museum a riguardo afferma:

“A parte il numero, i manoscritti del Nuovo Testamento differiscono da quelli degli autori classici…In nessun altro caso l’intervallo di tempo fra la composizione del libro e la data dei più antichi manoscritti esistenti è così breve come nel caso del Nuovo Testamento. I libri del Nuovo Testamento furono scritti sul finire del primo secolo; i più antichi manoscritti esistenti (ad eccezione di brani trascurabili…) risalgono al IV secolo, diciamo dai 250 ai 300 anni più tardi. Questo potrebbe sembrare un intervallo di tempo considerevole, ma non è nulla in confronto a quello che separa molti dei grandi autori classici dai loro primissimi manoscritti. Crediamo di avere in tutte le sue parti essenziali un testo accurato delle sette opere teatrali di Sofocle; tuttavia, il primissimo manoscritto sostanziale sul quale si basa fu scritto più di 1400 anni dopo la morte del poeta.” [3] 

Se si accettano come affidabili le opere antiche, se nessuno mette in dubbio la loro autenticità, sebbene i più antichi manoscritti, siano stati scritti, molto tempo dopo gli originali e il numero esistente è molto esiguo, a maggior ragione lo sono i documenti del Nuovo Testamento!! Nessuna opera letteraria antica, né religiosa può reggere il confronto con le credenziali del Nuovo Testamento!

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Altre prove cristiane

Alla prova bibliografia delle copie dei 5500 circa manoscritti, si aggiungono le prove di almeno 15000 versioni tradotte in altre lingue e le prove fornite dagli scritti dei primi cristiani, i padri della chiesa primitiva (commentari, lettere, sermoni). Gli studiosi concordano sul fatto che se tutti i manoscritti del Nuovo Testamento fossero stati persi, sarebbe stato possibile ricostruire il tutto dalle citazioni di questi scritti e di altri primi cristiani!!

In riferimento a questo J. Harold Greenlee afferma:

“Queste citazioni sono così estese che il Nuovo Testamento potrebbe praticamente essere ricostruito da essi, senza l’uso dei manoscritti”. [4]

Della stessa opinione è lo studioso Bruce Metzger :

“Oltre alle testimonianze testuali derivanti dai manoscritti greci del Nuovo Testamento e da versioni antecedenti, la critica testuale ha a disposizione le numerose citazioni comprese nei commentari, sermoni, ed altri trattati scritti dai primi Padri della chiesa. In effetti, queste citazioni sono così articolate che se tutte le altre fonti da cui attingiamo nozioni riguardo al Nuovo testamento fossero distrutte, esse basterebbero per risalire all’intero testo”. [5]

Testimonianze extrabibliche

Tacito storico Romano.

Lo storico romano, Tacito vissuto tra il I e il II secolo d.C., è considerato una fonte attendibile, a riguardo il professore Robert E. Van Voorst afferma:

“Tacito scrive in uno stile terso ed efficace; pare usare le fonti in modo accurato e redige resoconti la cui fondamentale credibilità non è mai stata seriamente messa in dubbio”. [6]

Gli Annali sono l’ultima opera di Tacito (scritto fra 115-117 d.C.) e sono considerati come l’opera migliore di Tacito e in genere sono riconosciuti dagli storici moderni come la migliore fonte d’informazione su questo periodo. I capitoli 38 al 45 del libro XV, descrivono il grande incendio di Roma avvenuto nel 64 d.C. e il tentativo di Nerone di attribuirne la colpa ai cristiani, che egli definisce una sorta di persone detestate per i loro vizi e da un breve resoconto delle loro origini, Tacito dice:

“Essi prendevano nome da Cristo, che aveva subito il supplizio per ordine del procuratore Ponzio Pilato sotto l’impero di Tiberio; quella funesta superstizione, repressa per breve tempo, ora riprendeva forza non solo in Giudea, dove quel male era nato, ma anche a Roma, in cui tutte le cose vergognose e atroci confluiscono e si affermano.” (Annali XV, 44).

Quindi Tacito afferma, testimoniandone la Sua storicità, due cose che, Cristo è esistito storicamente e che subì un supplizio sotto Ponzio Pilato come dicono anche i Vangeli!

Giuseppe Flavio Storico giudeo.

Lo storico Ebreo (37-circa 100 d.C.) scrisse la “Guerra giudaica” tra il 75 e l’80 d.C. e le “Antichità giudaiche” scritto agli inizi ddegli 90 del I secolo. Robert E. Van Voorst dice:

“Le due opere sono fonti importanti per la conoscenza della storia biblica, e soprattutto della politica e della guerra in Palestina nel I secolo d.C ”.[7]

Nel XVIII libro delle Antichità troviamo almeno tre informazioni interessanti.

La prima informazione che lo storico riporta è l’esistenza di Giovanni Battista. Giuseppe menziona una grave sconfitta del re Erode Antipa, tetrarca della Galilea. Secondo alcuni giudei questa sconfitta è un giudizio di Dio, un castigo giusto per l’assassinio di Giovanni Battista, Erode infatti lo aveva ucciso per quanto Giovanni fosse un uomo buono, che esortava i giudei a praticare le virtù, a mostrarsi giusti nei riguardi gli uni degli altri, a mostrare pietà verso Dio e a formare una comunità mediante il battesimo. Anche i Vangeli parlano sia che Giovanni battezzava (Gesù fu battezzato proprio dal Battista) e sia che fu ucciso da Erode, quindi questo dimostra l’attendibilità storica dei Vangeli (Matt. 3:1-12; 14:1-12; ecc).

La seconda informazione dello storico, che racconta nelle sue Antichità, è Giacomo il Giusto, fratello di Gesù. Giuseppe Flavio narra che il procuratore romano Festo morì improvvisamente mentre era in carica (verso il 62 d.C.). Ci fu un vuoto di potere di tre mesi prima dell’arrivo in Giudea del suo successore Albino. In questo periodo fu nominato sommo sacerdote Anna il giovane.

Giuseppe Flavio racconta un episodio riguardo questo sommo sacerdote:

“…convocò una sessione del Sinedrio e vi fece comparire il fratello di Gesù detto Cristo che si chiamava Giacomo, e alcuni altri, che accusò di trasgressione della legge e che condannò a essere lapidati.” (Antiquitates XX,200).

Ora è scritto nel Nuovo Testamento che Gesù aveva diversi fratelli, tra cui uno che si chiamava Giacomo (Matte. 13:55, Mar.6:1-6; Gal.1:19). Giacomo era anche un responsabile della chiesa di Gerusalemme (Atti 15:13; 21:18; Gal.2:9,12). Questo, non solo prova l’esistenza storica di Gesù, ma anche l’attendibilità storica del Nuovo Testamento.

Vi è una terza informazione dello storico ebreo Giuseppe Flavio, la più importante, conosciuta tradizionalmente come “Testimonium Flavianum” questa riguarda direttamente Gesù.

Nel libro XVIII delle sue Antichità, Giuseppe Flavio narra varie difficoltà che il popolo giudaico ha dovuto affrontare durante il governo di Ponzio Pilato (26-36 d.C.). Giuseppe, scrive riguardo a Gesù dicendo:

“Ora, all’incirca nello stesso periodo, sorse una fonte di ulteriori disordini in un Gesù, un uomo saggio, che compì opere eclatanti e fu maestro di persone che accoglievano con piacere cose strane. Egli convinse a seguirlo molti Ebrei, e molti Gentili. Egli era il cosiddetto Cristo. Quando Pilato, sulla base delle informazioni fornitegli dai principali nostri uomini, lo condannò alla croce, coloro che si erano uniti a lui all’inizio non cessarono di provocare disordini. E fino ad oggi non è venuta meno la tribù di coloro che da lui sono detti cristiani.” (Antiquitates XVIII, 63-64).

Anche se questi riferimenti provvedono soltanto scarse informazioni circa la nascita, il ministero, la morte e la resurrezione di Gesù, stabiliscono concretamente l’esistenza di Gesù di Nazaret.

Alcuni pensano che nel Testimonium Flavianum ci siano delle interpolazioni cristiane. Infatti il defunto professor Joseph Klausner, dell’Università ebraica di Gerusalemme, suggerisce che la versione originale del paragrafo fosse questa:

A quel tempo c’era Gesù, un uomo saggio; infatti egli faceva cose meravigliose ed era maestro di quegli uomini che ricevono la verità con piacere. Egli attirò a sé molti ebrei e anche molti pagani. E quando Pilato, su proposta degli uomini più importanti che stanno in mezzo a noi, lo ebbe condannato alla croce, coloro che lo avevano amato non per questo smisero di farlo; e la razza dei cristiani, che da lui prese il nome, non è estinta neppure ora. [8] 

Quindi se queste interpolazioni fossero vere, la storicità di Gesù è ugualmente testimoniata.

Il Gesù Cristo Signore predicato, non riguarda semplicemente la fede dei cristiani, è lo stesso Gesù che è nato in un momento e luogo specifico della storia, che ha vissuto una vita umana, che ha pronunciato determinate parole, fatto determinate cose e sofferto dolori specifici. Nessuno mai dubiterebbe dell’esistenza storica di Gesù, a meno che non abbia prima il dubbio, il pregiudizio e il desiderio di affermare che Gesù non sia mai esistito!

L’uomo non vuole il Signore a cui deve dare conto e ubbidire! “Accettare che Napoleone sia esistito non richiede alcun impegno da parte nostra; ma accettare l’esistenza di Cristo implica la necessità di prendere una decisione circa il rapporto da stabilire con Lui.” [9]

Queste testimonianze Bibliche ed extrabibliche sono più che sufficienti per dimostrare che Gesù è veramente esistito storicamente! 2 Pietro 1:16:

“Infatti vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del nostro Signore Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole abilmente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua maestà”.

Note

[1] John Warwick Montgomery, cit. da Josh McDowell, Nuove Evidenze che richiedono un verdetto, Lago Patria, Napoli, 2004, pag. 88

[2] W. F. Albright, cit. da Josh McDowell, op. cit. pag. 86, 87

[3] Sir Frederic G. Kenyon, cit. da Josh McDowell, op. cit. pag. 87

[4] J. Harold Greenlee, cit. da Josh McDowell, op. cit. pag. 94

[5] Bruce Metzger, , cit. da Josh McDowell, op. cit. pag. 95

[6] Robert E. Van Voorst, Gesù nelle fonti exstrabibliche, Edizioni San Paolo s.r.l., Cinisello Balsamo (Milano), 2004, pag. 55

[7] Robert E. Van Voorst, op. cit., pag. 101

[8] J. KLAUSNER, Jesus of Nazareth, Londra, 1929 citato da Frederick F. Bruce in Testimonianze extrabibliche su Gesù, pag.38, Claudiana, seconda edizione 2003

[9] Josh McDowel e Don Stewart, Risposte alle domande spinose degli atei, Edizioni Centro Biblico, Casoria (Napoli), 1993, pag. 58

Bibliografia

F.F. Bruce, Gesù visto dai contemporanei, Claudiana Editrice, Torino,1989.

Josh McDowell, Nuove Evidenze che richiedono un verdetto, Lago Patria, Napoli, 2004.

Josh McDowell e Don Stewart, Risposte alle domande spinose degli atei, Edizioni Centro Biblico, Casoria (Napoli), 1993.

Robert E. Van Voorst, Gesù nelle fonti extrabibliche, Edizioni San Paolo s.r.l., Cinisello Balsamo (Milano), 2004.

Frederick F. Bruce, Testimonianze extrabibliche su Gesù, Claudiana, seconda edizione 2003

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Rotoli del Mar Morto online: Più di 1 milione di visite in una settimana

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Più di un milione di persone hanno visitato il nuovo sito web, lanciato meno di una settimana fa dal Museo di Israele e Google Israele, che contiene fotografie ad alta risoluzione di diversi Rotoli del Mar Morto tra cui quello del Libro di Isaia.

Un’analisi dei visitatori del sito, che è raggiungibile a questo indirizzo dss.collections.imj.org.il, mostra ampio interesse da quasi ogni paese del mondo tra cui Iraq, Iran, Pakistan e Siria.

L’interesse ha superato le aspettative, infatti tra Lunedì scorso, quando il sito è stato lanciato, e Domenica mattina, Google ha registrato 1.042.104 visitatori al sito.

Il paese che mostra il più alto interesse per il sito sono gli Stati Uniti, con 400.000 visitatori.

C’è stato anche un considerevole interesse dal Giappone (58.000 visitatori) e Canada (48.000), seguito dai Paesi Bassi, Croazia, Gran Bretagna e Brasile, con circa 35.000 visitatori ciascuno.

Visitatori provenienti da quasi tutti gli stati arabi e musulmani del mondo hanno anche visto il sito, tra cui diverse centinaia da Arabia Saudita, Egitto e Turchia.

Il sito ha anche ricevuto visite – anche se pochi hits – da parte di persone in Iran, Afghanistan e Iraq.

Via | haaretz.com

La Bibbia è davvero corrotta? I Rotoli del Mar morto dimostrano il contrario

Colui che viene chiamato papa non ha il potere di fare santo nessuno

L’Enciclopedia Cattolica alla voce ‘canonizzazione’ afferma: ‘La canonizzazione è un atto o sentenza definitiva, con la quale il Sommo Pontefice decreta che un servo di Dio, già annoverato tra i beati, venga iscritto nel catalogo dei santi e si veneri nella Chiesa universale con il culto dovuto a tutti i canonizzati’ (Enciclopedia Cattolica, vol. 3, 569) [1]. Colui che viene chiamato papa quindi ha pure il potere di dichiarare santi taluni che durante la loro vita si sono contraddistinti per delle virtù eroiche o per delle loro qualità particolari. Ma che dice la Scrittura? Innanzi tutto la Scrittura dice che Colui che santifica e dichiara santi è Cristo secondo che è scritto: “Poiché e Colui che santifica e quelli che son santificati, provengon tutti da uno” (Ebr. 2:11); e poi essa insegna che tutti i credenti sono santi (sia coloro che vivono sulla terra e sia coloro che sono morti e sono ora alla presenza del Signore), e questo perché essi sono stati santificati “mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre” (Ebr. 10:10).

Le seguenti Scritture attestano che noi figliuoli di Dio siamo stati santificati e perciò siamo i santi che sono sulla terra.

Paolo scrisse ai Corinzi: “Paolo, chiamato ad essere apostolo di Cristo Gesù per la volontà di Dio, e il fratello Sostene, alla chiesa di Dio che é in Corinto, ai santificati in Cristo Gesù” (1 Cor. 1:1,2), ed ancora: “Non v’illudete; né i fornicatori, né gl’idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapaci erederanno il regno di Dio. E tali eravate alcuni; ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signor Gesù Cristo, e mediante lo Spirito dell’Iddio nostro” (1 Cor. 6:9-11);

  • ai Filippesi: “Paolo e Timoteo, servitori di Cristo Gesù, a tutti i santi in Cristo Gesù che sono in Filippi” (Fil. 1:1);
  • ai Colossesi: “Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Timoteo, ai santi e fedeli fratelli in Cristo che sono in Colosse..” (Col. 1:1,2);
  • ai Romani: “Colui che investiga i cuori conosce qual sia il sentimento dello Spirito, perché esso intercede per i santi secondo Iddio” (Rom. 8:27), ed anche: “Ma per ora vado a Gerusalemme a portarvi una sovvenzione per i santi” (Rom. 15:25).

Come potete vedere da voi stessi i santi non sono quelli canonizzati dal capo dello Stato del Vaticano ma quelli resi tali da Dio mediante lo Spirito, perciò la canonizzazione fatta in seno alla chiesa romana é una pratica che si oppone alla Scrittura e che non ha nessun valore. (Vedi anche ‘Coloro che la chiesa cattolica romana fa santi non erano altro che dei peccatori che ora sono all’inferno’ e ‘I miracoli falsi operati dalle reliquie dei loro santi’). Continua a leggere

Colui che viene chiamato papa non è affatto il santo Padre

Che dire poi del fatto che il capo dello Stato del Vaticano si faccia chiamare padre santo? Diciamo che sia lui che si fa chiamare così e sia coloro che lo chiamano così sono nell’errore. Gesù ha detto: “Non chiamate alcuno sulla terra vostro padre, perché uno solo é il Padre vostro, quello che é ne’ cieli” (Matt. 23:9); quindi il nostro Padre é in cielo e non sulla terra. A conferma che nessun altro, all’infuori di Dio, é degno di essere chiamato Padre santo vi ricordo che il Figlio di Dio nei giorni della sua carne chiamò “Padre santo” (Giov. 17:11) il Padre suo che é nel cielo; quindi imitiamo Cristo.

La Chiesa Cattolica Romana, di Giacinto Butindaro.

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Ma quale tipo di cristiano era Costantino? Egli governava con tutta la brutalità di un imperatore pagano – o di un re dell’Antico Testamento, se vogliamo – uccidendo addirittura il figlio primogenito per proteggere il suo trono. Ma così come aveva legalizzato il cristianesimo, cristianizzò la legge: mise fuori legge la crocifissione, l’uccisione dei figli indesiderati, i maltrattati di schiavi e contadini, le lotte tra gladiatori e il marchio sul volto (perché «l’uomo è fatto a immagine di Dio») e impose che tutti i prigionieri potessero vedere il sole ogni giorno.

Sebbene sia dubbia la genuinità della storia riguardo la visione al ponte Milvo, a vantaggio di una ispirata mossa promozionale, non c’è alcun dubbio riguardo la sincerità della conversione cristiana di Costantino. Tuttavia si può dubitare sul suo modo di essere cristiano. Le sue monete e i suoi archi di trionfo non accennano al cristianesimo o ai suoi simboli, preferendo la divinità del Sole e Marte, dio della guerra. Quando nel 321 inventò di testa sua il concetto di domenica come giorno di riposo (anziché di culto), la sua motivazione non era propriamente cristiana: «ci sembra inopportuno che il Giorno del Sole, che esiste per la sua venerazione, venga investito in dispute legali». Dovendo governare con prudenza e – seguendo la tradizione di Giustino e Clemente – vedeva il cristianesimo non quale negazione dell’antica fede, ma come completamento. Non aveva egli visto la croce nel sole? Il Figlio crocifisso era il Sole Indomito. Continua a leggere

Papi che comandarono massacri e stragi di altri cristiani (storia scomoda)

Papa Innocenzo III

Nella crociata indetta dal papa Innocenzo III contro i pacifici albigesi e valdesi, contrari alle dottrine di Roma e agli eccessi del clero, migliaia furono massacrati.

Papa Innocenzo III decretò che gli albigesi venissero perseguitati. “Se necessario”, disse, “potete . . . sopprimerli con la spada”. — Storia della Civiltà, Parte IV, op. cit., pagina 863.

Dunque nel 1209 Innocenzo III bandì la crociata contro gli albigesi. Albi era una delle città in cui i catari erano particolarmente numerosi, per cui i cronisti ecclesiastici chiamarono i catari albigesi (in francese Albigeois) e usarono il termine per designare tutti gli “eretici” di quella regione, inclusi i valdesi.

Il papa Innocenzo III, tuttavia, organizzò di persona una campagna militare contro gli albigesi della Francia meridionale. Questa campagna si concluse nel 1209 con lo spaventoso massacro di migliaia di albigesi a Béziers e con il rogo in massa delle vittime da parte della Santa Inquisizione. Una crociata, originariamente preparata per la Palestina, fu fatta deviare mediante intrighi politici affinché includesse Costantinopoli. Lì i cavalieri “cristiani” si diedero a “tre terrificanti giorni di saccheggi, assassini, lussuria e sacrilegi”. Nei confronti di chi? Di altri “cristiani”! Uno storico dice: “Persino le chiese furono spietatamente depredate”.
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