I due ordinamenti istituiti da Cristo per la sua Chiesa

Cristo non ha istituito sette sacramenti ma solo due ordinamenti o riti, che sono il battesimo per immersione e la cena del Signore; perciò non ha nessun fondamento scritturale l’affermazione che attribuisce a Cristo l’istituzione di sette sacramenti. Di conseguenza coloro che negano i sacramenti della chiesa romana perché non conformi a verità e perché riconoscono solo i due ordinamenti qui sopra citati non possono essere definiti degli eretici perché non sono propagatori di nessuna eresia. Facciamo notare che la ragione per cui preferiamo chiamare il battesimo e la cena del Signore ordinamenti o riti anziché sacramenti è perché per sacramenti la chiesa romana intende dei ‘segni efficaci della grazia, istituiti da Gesù Cristo per santificarci’ (Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 430), cioè dei segni efficaci che ‘significando la grazia realmente la conferiscono’ (ibid., pag. 430). E secondo la Scrittura il battesimo e la cena del Signore che Cristo ha istituiti non conferiscono la grazia che essi rappresentano, ma solo la rappresentano infatti il battesimo simboleggia il lavacro compiuto da Cristo in noi mediante la sua parola, mentre la cena del Signore annuncia la morte di Cristo avvenuta una volta per sempre.

Un altra ragione per cui preferiamo chiamare il battesimo e la cena del Signore ordinamenti (od anche riti) è perché la parola sacramento nel latino classico significa giuramento ed al tempo dell’impero romano era il giuramento di fedeltà (sacramentum) che i soldati romani facevano al loro vessillo. E noi sappiamo che il battesimo e la cena del Signore non costituiscono affatto un giuramento di fedeltà a Dio che ci ha salvati, ma semplicemente degli atti simbolici. Il primo è il seppellimento del credente morto al mondo e rinato a nuova vita, ed il secondo è una rammemorazione della morte del Signore.

Giacinto Butindaro, La Chiesa Cattolica Romana, pag. 88

Gli ordinamenti

Confutazione Dottrina Cattolica Romana: Il Matrimonio

La dottrina dei teologi papisti

Il matrimonio fu elevato da Cristo al rango di sacramento; esso dà ai coniugi la grazia di vivere santamente e di allevare cristianamente i figli. Non si può contrarre un vero matrimonio fuori dal sacramento. Il controllo delle nascite è ammesso, ma senza fare uso di contraccettivi. Il matrimonio è indissolubile, ma in alcuni casi la chiesa, in virtù di un potere divino, lo può sciogliere e dare la facoltà di passare a seconde nozze. La chiesa ammette i matrimoni misti a certe condizioni. Secondo la dottrina della chiesa romana ‘il Matrimonio è il Sacramento che unisce l’uomo e la donna indissolubilmente, (come sono uniti Gesù Cristo e la Chiesa sua sposa), e dà loro la grazia di santamente convivere e di educare cristianamente i figliuoli’ (Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 569). Il matrimonio è un sacramento perché ‘Gesù Cristo lo elevò alla dignità di Sacramento che conferisce la grazia’ (ibid., pag. 569). Ma quando avvenne questa elevazione? Molti teologi non lo sanno dire; ma alcuni ritengono che questo avvenne alle nozze di Cana di Galilea dove Gesù mutò l’acqua in vino. A sostegno del matrimonio come sacramento i teologi papisti prendono le seguenti parole di Gesù: “Talché non son più due, ma una sola carne; quello dunque che Iddio ha congiunto, l’uomo nol separi” (Matt. 19:6), e quelle di Paolo: “Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, affin di santificarla, dopo averla purificata col lavacro dell’acqua mediante la Parola… Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e s’unirà a sua moglie, e i due diverranno una stessa carne. Questo mistero è grande; dico questo, riguardo a Cristo ed alla Chiesa” (Ef. 5:25,26,31,32). E per chi non lo accetta come sacramento c’è il seguente anatema tridentino: ‘Se qualcuno dirà che il matrimonio non è in senso vero e proprio uno dei sette sacramenti della legge evangelica, istituito da Cristo, ma che è stato inventato dagli uomini nella chiesa, e non conferisce la grazia, sia anatema’ (Concilio di Trento, Sess. XXIV, can. 1). Continua a leggere

Confutazione Dottrina Cattolica Romana: L’ordine

La dottrina dei teologi papisti

L’ordine è il sacramento con cui il prete riceve la potestà di ministrare l’eucarestia e di rimettere i peccati. Il prete che lo riceve non può sposarsi. Ci sono otto ordini nella Chiesa; quattro minori e quattro maggiori. Poi ci sono i cardinali, ed infine il papa; questa è la gerarchia ecclesiastica istituita da Cristo nella sua Chiesa. ‘L’Ordine è il Sacramento che dà la potestà di compiere le azioni sacre riguardanti l’Eucarestia e la salute delle anime, e imprime il carattere di ministri di Dio’ (Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 556). Il significato di queste parole è che questo sacramento conferisce, a chi lo riceve, la potestà di ‘celebrare la S. Messa, di rimettere i peccati, ecc.’ (ibid., pag. 556). ‘Ministro dell’Ordine è il Vescovo, che dà lo Spirito Santo e la potestà sacra coll’imporre le mani e consegnare gli oggetti sacri propri dell’Ordine, dicendo le parole della forma prescritta’(ibid., pag. 557); ‘Amministrando l’Ordine, il Vescovo impone le mani all’ordinando per esprimere che diviene cosa di Dio, e gli consegna gli oggetti sacri propri dell’Ordine, che pel prete sono il calice col vino e la patena coll’ostia, dicendo le parole della forma prescritta che pel prete sono: ‘Ricevi la potestà di offrire a Dio il Sacrificio pei vivi e pei morti.. Ricevi lo Spirito Santo; saranno perdonati i peccati a chi tu li perdonerai; e saranno ritenuti a chi tu li riterrai’ (ibid., pag. 558). Per sostenere il sacramento dell’ordine Bartmann afferma questo: ‘Cristo ha trasmesso agli Apostoli il potere di offrire il sacrificio e di perdonare i peccati e gli Apostoli l’hanno esercitato subito fin dall’inizio. Tuttavia non si può dimostrare che Cristo si sia servito di un rito esteriore per trasmettere tali poteri. Ciò d’altra parte non era necessario, perché Cristo non è legato ai suoi sacramenti; egli poteva produrne l’effetto con un semplice atto di volontà. Ha però prescritto un rito per questa trasmissione ai discepoli; lo prova il fatto che essi hanno subito adoperato tale rito – la preghiera e l’imposizione delle mani – il cui effetto era la comunicazione della grazia’ (Bernardo Bartmann, op. cit., pag. 347), e poi cita gli esempi dei sette diaconi i quali furono presentati agli apostoli i quali dopo avere pregato imposero loro le mani, l’esempio di Barnaba e Saulo ad Antiochia che ricevettero l’imposizione delle mani, degli anziani fatti eleggere da Paolo e Barnaba, dopo avere pregato e digiunato, al ritorno del loro viaggio missionario, e quello di Timoteo che aveva ricevuto il dono di Dio per l’imposizione delle mani di Paolo, e un dono quando gli furono imposte le mani dal collegio degli anziani. Continua a leggere

Confutazione Dottrina Cattolica Romana: L’Estrema Unzione

La dottrina dei teologi papisti

L’estrema unzione è il sacramento per i malati gravi, con esso il malato riceve piena remissione di tutti i suoi peccati e viene guarito se questo rientra nel volere di Dio. Lo amministra il sacerdote con l’olio santo. ‘L’Estrema Unzione è un vero e proprio sacramento istituito da Cristo. –E’ di fede’ (Bernardo Bartmann, op. cit., pag. 328). Per quale motivo è stato istituito da Cristo? I teologi papisti affermano che ‘l’Estrema Unzione, detta pure Olio santo, è il Sacramento istituito a sollievo spirituale e anche corporale dei cristiani gravemente infermi’ (Giuseppe Perardi, op. cit.,pag. 551). Secondo loro infatti mediante questo sacramento il malato che versa in gravi condizioni di salute riceve le grazie necessarie al suo stato, in modo particolare sollievo e conforto, la forza per vincere le insidie e gli assalti del diavolo, remissione completa di tutti i suoi peccati, la grazia di morire santamente e talora, se é nei disegni di Dio, anche la salute del corpo. Citiamo le parole del Perardi a proposito degli effetti di questo loro sacramento: ‘L’Estrema Unzione accresce la grazia santificante; cancella i peccati veniali e anche i mortali che l’infermo, attrito, non potesse confessare; dà forza per sopportare pazientemente il male, resistere alla tentazione e morire santamente e aiuta anche a recuperare la sanità, se è bene per l’anima’ (ibid., pag. 553). E per sostenere questo sacramento e i suoi effetti i teologi papisti s’appoggiano sulle seguenti parole di Marco: “E partiti, predicavano che la gente si ravvedesse; cacciavano molti demonî, ungevano d’olio molti infermi e li guarivano” (Mar. 6:12,13) e su quelle di Giacomo: “C’é qualcuno fra voi infermo? Chiami gli anziani della chiesa, e preghino essi su lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore; e la preghiera della fede salverà il malato, e il Signore lo ristabilirà; e s’egli ha commesso dei peccati, gli saranno rimessi” (Giac. 5:14,15). Continua a leggere

Confutazione Dottrina Cattolica Romana: La Penitenza (o confessione)

La dottrina dei teologi papisti

Mediante la penitenza vengono rimessi dal prete, che ne è il ministro, i peccati mortali commessi dopo il battesimo perché il prete ha ricevuto da Cristo il potere di rimettere i peccati. Questo sacramento è assolutamente necessario alla salvezza. Chi commette i peccati mortali e non si confessa va all’inferno. La confessione va fatta almeno una volta all’anno; e tra le altre cose vanno specificati al prete le specie e le circostanze dei peccati mortali. Il penitente però dopo avere ricevuto l’assoluzione deve fare delle opere di penitenza per ottenere piena assoluzione dei suoi misfatti. Ed inoltre egli deve lucrare le indulgenze per ottenere la remissione della pena temporanea dovuta per i suoi misfatti. ‘La Penitenza o Confessione è il Sacramento istituito da Gesù Cristo per rimettere i peccati commessi dopo il Battesimo’ (Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 518). Per ciò che concerne il tempo nel quale la penitenza fu istituita da Cristo, il Perardi, sempre nel suo catechismo, afferma: ‘Il Sacramento della Penitenza fu istituito da Gesù Cristo quando disse agli Apostoli, e in essi ai loro successori: Ricevete lo Spirito Santo: a chi rimetterete i peccati saranno loro rimessi e saranno ritenuti a chi li riterrete’ (ibid., pag. 518). Oltre a queste parole di Gesù i teologi papisti prendono altri passi della Scrittura per confermare la penitenza; quello che dice che Dio aveva posto la parola della riconciliazione in Paolo e negli altri apostoli che erano con lui (cfr. 2 Cor. 5:19), quello che dice che le turbe andavano da Giovanni ed erano battezzate nel fiume Giordano confessando i loro peccati (cfr. Mar. 1:5), quello che dice che ad Efeso molti di coloro che avevano creduto venivano a confessare e a dichiarare le cose che avevano fatte (cfr. Atti 19:18), quello che dice di confessare i falli gli uni agli altri (cfr. Giac. 5:16), e le parole che Gesù pronunciò dopo avere risuscitato Lazzaro: “Scioglietelo, e lasciatelo andare” (Giov. 11:44). La ragione per cui questo sacramento è chiamato penitenza è ‘perché per ottenere il perdono dei peccati è necessario pentirsene e fare la penitenza che ingiunge il confessore’ (Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 518); è chiamato confessione invece ‘perché è necessario confessare al sacerdote tutti i propri peccati mortali’ (ibid.,pag. 518). E’ bene tenere presente che, secondo la teologia romana, la penitenza concerne soprattutto la confessione dei cosiddetti peccati mortali, perché per quelli cosiddetti veniali i Cattolici possono essere assolti anche senza di essa; e che l’assoluzione, ossia ‘la sentenza con cui il sacerdote, in nome di Gesù Cristo, rimette i peccati al penitente (dicendo: Io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo. Così sia) è considerato un vero atto giuridico pronunziato da un giudice con il quale il peccatore viene assolto. E per chi non lo reputa tale c’è questo anatema tridentino: ‘Se qualcuno dirà che l’assoluzione sacramentale del sacerdote non è un atto giudiziario (…) sia anatema’ (Concilio di Trento, Sess. XIV, can. 9). Continua a leggere

Confutazione Dottrina Cattolica Romana: Il Battesimo

battesimo-cattolicoLa dottrina dei teologi papisti

Il battesimo rimette i peccati, fa nascere di nuovo chi lo riceve che diventa così un cristiano. Esso è assolutamente necessario alla salvezza. I neonati quindi lo devono ricevere al più presto perché senza il battesimo, in caso di morte, non possono andare in paradiso, ma vanno nel limbo. Il battesimo lo amministra il sacerdote versando l’acqua benedetta sul capo del battezzando. ‘Il Battesimo è il sacramento della remissione dei peccati e della rigenerazione. E’ di fede (…) Per disposizione divina, il Battesimo è assolutamente necessario a tutti gli uomini per la salvezza. E’ di fede’ (Bernardo Bartmann, Teologia Dogmatica, vol. III, pag. 91, 96). In altre parole, il battesimo per i teologi papisti rimette i peccati all’uomo e a sostegno di ciò essi prendono le parole che Pietro disse ai Giudei il giorno della Pentecoste; “Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remission de’ vostri peccati” (Atti 2:38), e lo fa rinascere e diventare un figlio di Dio e per sostenere questo prendono le seguenti parole di Gesù: “In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio” (Giov. 3:5), e le seguenti parole di Paolo: “Egli ci ha salvati non per opere giuste che noi avessimo fatte, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione…” (Tito 3:5).Questo potere di rigenerare, il battesimo lo possiede perché l’acqua usata nel ministrarlo è un’acqua del tutto speciale infatti viene ‘consacrata mediante una preghiera di Epiclesi (sia al momento stesso, sia nella notte di Pasqua). La Chiesa chiede a Dio che, per mezzo del suo Figlio, la potenza dello Spirito Santo discenda su quest’acqua, in modo che quanti vi saranno battezzati ‘nascano dall’acqua e dallo Spirito’…’ (Catechismo della chiesa cattolica, Città del Vaticano 1992, pag. 327). Essendo il battesimo indispensabile alla salvezza, i genitori devono portare il proprio bambino al battesimo non più tardi di otto o dieci giorni; per ‘assicurargli subito la grazia e la felicità eterna, potendo egli molto facilmente morire’ (Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 461). Esso è amministrato dal sacerdote cattolico ‘versando l’acqua sul capo del battezzando e dicendo nello stesso tempo le parole della forma’ (ibid., pag. 453) che sono: Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo [5]. Continua a leggere

Confutazione Dottrina Cattolica Romana: La Cresima (o confermazione)

cresimaLa dottrina dei teologi papisti

La cresima fa ricevere lo Spirito Santo in una misura abbondante. Viene ministrata dal vescovo con l’imposizione delle mani sui cresimandi, e con l’unzione fatta con il sacro crisma sulla fronte dei cresimandi. I bambini la devono ricevere quando giungono all’età della discrezione. La Cresima o Confermazione è il Sacramento che ci fa perfetti cristiani e soldati di Gesù Cristo, e ce ne imprime il carattere’ (Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 463). Detto in altre parole la cresima per i Cattolici romani è il sacramento che completa e rende perfetta l’inserzione del cristiano nel corpo mistico di Cristo operata dal battesimo perché il cresimato riceve l’abbondanza dello Spirito Santo che lo fortifica interiormente e gli dà la grazia di testimoniare nel mondo il Vangelo di Cristo. Secondo loro infatti mediante la cresima avviene l’effusione dello Spirito Santo sui cresimandi come il giorno della Pentecoste avvenne sui discepoli del Signore. Rino Fisichella ha affermato: ‘Risulta dalla celebrazione che l’effetto del sacramento della Confermazione è la piena effusione dello Spirito Santo, come già fu concessa agli Apostoli il giorno di Pentecoste’ (Rino Fisichella, Il Catechismo della Chiesa cattolica, Casale Monferrato 1993, pag. 257) [8]. Questo loro sacramento viene ministrato dal vescovo (per gravi motivi il vescovo può concedere la facoltà di amministrare la cresima a dei sacerdoti), il quale, stese le mani sopra i cresimandi, invoca lo Spirito Santo, poi col sacro Crisma [9] (olio d’oliva mischiato con balsamo, consacrato dal vescovo il giovedì santo) unge in forma di croce la fronte di ciascuno, pronunziando le parole della forma (che sono per l’occasione: ‘Ricevi il sigillo del dono dello Spirito Santo’) e alla fine benedice solennemente tutti i cresimati. Per sostenere biblicamente l’imposizione delle mani del vescovo i teologi papisti prendono i passi della Scrittura che si riferiscono all’imposizione delle mani che gli apostoli facevano sui credenti affinché ricevessero lo Spirito Santo. In particolare essi prendono questi versetti degli Atti degli apostoli: “Allora imposero loro le mani, ed essi ricevettero lo Spirito Santo” (Atti 8:17); “E dopo che Paolo ebbe loro imposto le mani, lo Spirito Santo scese su loro…” (Atti 19:6). L’età più conveniente per ricevere la cresima, secondo il catechismo cattolico, è quella di sette anni circa. Il concilio di Trento, ritenuto infallibile dalla teologia romana, ha decretato quanto segue in difesa della cresima: ‘Se qualcuno afferma che la confermazione dei battezzati è una vana cerimonia, e non, invece, un vero e proprio sacramento (….) sia anatema’ (Concilio di Trento, Sess. VII, can. 1). Continua a leggere

Confutazioni Dottrina Cattolica Romana: I Sacramenti

La dottrina dei teologi papisti

I sacramenti sono segni efficaci della grazia istituiti da Cristo, sono sette e conferiscono la grazia che rappresentano. Secondo i teologi papisti ‘i Sacramenti sono segni efficaci della grazia, istituiti da Gesù Cristo per santificarci(Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 430). Ma qual’è il significato di queste parole? Questo: ‘I Sacramenti sono segni della grazia, perché con la parte sensibile che hanno, significano o indicano quella grazia invisibile che conferiscono; e ne sono segni efficaci,perché significando la grazia realmente la conferiscono’ (ibid., pag. 430). Ma quali sono per la chiesa romana questi sacramenti istituiti da Gesù Cristo? Questi: Il battesimo, la confermazione, l’eucarestia, la penitenza, l’estrema unzione, l’ordine e il matrimonio, quindi sono sette [1]. E per chi non li accetta tutti e ne nega l’efficacia ci sono i seguenti anatemi: ‘Se qualcuno afferma che i sacramenti della nuova legge non sono stati istituiti tutti da Gesù Cristo, nostro signore, o che sono più o meno di sette, e cioè: il battesimo, la confermazione, l’eucarestia, la penitenza, l’estrema unzione, l’ordine e il matrimonio, o anche che qualcuno di questi sette non è veramente e propriamente un sacramento; sia anatema’ (Concilio di Trento, Sess. VII, can. 1) [2]; ‘Se qualcuno afferma che i sacramenti della nuova legge non contengono la grazia che significano, o che non conferiscono la stessa grazia a quelli che non frappongono ostacolo, quasi che essi siano solo segni esteriori della grazia o della giustizia già ricevuta mediante la fede, o note distintive della fede cristiana, per cui si distinguono nel mondo i fedeli dagli infedeli; sia anatema’ (Concilio di Trento, Sess. VII, can. 6) [3].

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Confutazione Dottrina Cattolica Romana: L’Eucarestia (La Messa)

La dottrina dei teologi papisti

La cena del Signore è chiamata eucarestia; quando il prete consacra il pane e il vino avviene un mutamento di sostanza degli elementi per cui il pane e il vino diventano il vero corpo e sangue di Cristo. Il pane quindi va adorato con il culto di latria. L’eucarestia va servita al popolo solo sotto la specie del pane. I comunicanti devono prendere l’eucarestia a digiuno. L’eucarestia è anche la messa ossia la ripetizione del sacrificio di Cristo; sacrificio che viene offerto per i vivi e per i morti per la propiziazione dei loro peccati. La messa va offerta anche in onore dei santi. L’eucarestia rimette i peccati veniali e preserva da quelli mortali. I Cattolici romani chiamano la cena del Signore eucarestia, che viene dal greco eucharistia che significa ‘ringraziamento’, a ricordo del ringraziamento fatto da Gesù Cristo prima di rompere il pane e di distribuire il calice nella notte in cui fu tradito [10]. I teologi papisti a proposito di questo sacramento affermano: ‘L’Eucarestia è il Sacramento che, sotto le apparenze del pane e del vino, contiene realmente Corpo, Sangue, Anima e Divinità del Nostro Signore Gesù Cristo per nutrimento delle anime’ (Giuseppe Perardi,op. cit., pag. 471), e questo perché secondo la teologia romana l’ostia che viene usata nella comunione, nelle mani del prete, diventa il corpo, sangue, anima e divinità di Gesù Cristo (questa dottrina è chiamata transustanziazione). Voglio a tale proposito citare le parole del Perardi, per farvi comprendere che cosa viene insegnato ai Cattolici romani riguardo all’eucarestia: ‘Ministro dell’Eucarestia è il sacerdote; eglipronunciando, nella Messa le parole di Gesù Cristo, cioè della consacrazione, sul pane e sul vino,applicando cioè la forma alla materia, cambia il pane nel Corpo e il vino nel Sangue di Gesù Cristo’ (ibid., pag. 474); ‘Dopo la consacrazione, l’ostia non è più pane; il pane è mutato nel vero Corpo di nostro Signore Gesù Cristo. (…) L’ostia sembra pane, o meglio sembra ostia; ma dell’ostia-pane non vi è più la sostanza ma solo le specie, le apparenze esterne; in realtà essa è il corpo di Gesù Cristo, vivo e vero. Continua a leggere