Alcune parole per Michela Marzano

Signora Michela Marzano, salve. Dopo avere ascoltato quello che lei ha detto in risposta alla domanda «Perché le religioni odiano gli omosessuali?», voglio dirle le seguenti cose.

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Sappia che in quanto Cristiani (da voi etichettati come integralisti e fondamentalisti) non manifestiamo nessuna forma di odio o persecuzione verso gli omosessuali, infatti non facciamo loro alcun male e non li insultiamo e neppure li deridiamo come invece fanno tanti. Ma ciò detto, sappia anche questo, che gli omosessuali agli occhi di Dio, che è il Creatore di tutte le cose, sono dei peccatori in quanto violano la sua santa legge che afferma: “Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole” (Levitico 18:22), e, come ha detto Gesù Cristo, il Figlio di Dio, “chi commette il peccato è schiavo del peccato” (Giovanni 8:34), e quindi in quanto peccatori essi devono ravvedersi e credere nel Vangelo di Cristo, per essere liberati dai loro peccati ed ottenere la remissione dei loro peccati. Questa è la ragione per cui noi li esortiamo a ravvedersi, convertirsi dai loro peccati, e credere nel Signore Gesù Cristo. E’ odio questo? E’ persecuzione questa? Non mi pare proprio! Anzi è l’amore di Cristo che ci costringe ad annunciare anche agli omosessuali questo messaggio, che è l’unico messaggio salvifico che esiste. Sì, proprio l’amore di Cristo, perché il nostro desiderio e la nostra preghiera è che essi siano salvati, e non solo dai loro peccati, ma anche dalle fiamme dell’inferno dove sono diretti; e solo mediante la fede nel Vangelo di Cristo (e quindi nella morte espiatoria e nella resurrezione di Cristo) si può ottenere la salvezza. E sì, perché coloro che muoiono nei loro peccati (tra cui ci sono oltre agli omosessuali, pure i fornicatori, gli adulteri, i ladri, gli omicidi, gli idolatri, gli effeminati, gli ubriachi, gli oltraggiatori, gli stregoni, gli ingiusti e altri) vanno nelle fiamme dell’inferno, che è un luogo di tormento nel cuore della terra. Quindi, noi da Dio non siamo chiamati ad avere alcun rispetto o sentimento di accettazione verso l’omosessualità, in quanto è peccato, è qualcosa di abominevole agli occhi di Dio. Come si può accettare un comportamento che conduce le anime all’inferno? Lungi da noi il fare una tale cosa. Ma l’amore verso il prossimo che noi nutriamo – e che si manifesta anche annunciandogli il ravvedimento e il Vangelo – viene da molti scambiato per odio, e questo perché il mondo in cui viviamo è un mondo di tenebre, sotto la potestà del diavolo, che è il seduttore di tutto il mondo, che induce il mondo a credere che noi odiamo gli omosessuali. Ma, vede, signora Marzano, noi odieremmo gli omosessuali se dicessimo loro che Dio li accetta così come sono e che quindi Dio non li condannerà, perché li inganneremmo e dimostreremmo così di non avere a cuore la loro salvezza! Ma dato che abbiamo a cuore la loro salvezza, come anche la salvezza di tutti gli altri peccatori, noi continueremo a dirgli: “Ravvedetevi dunque e convertitevi, onde i vostri peccati siano cancellati” (Atti 3:19).

La saluto cordialmente.

Giacinto Butindaro

Fonte: http://giacintobutindaro.org/

Come reagisce il papato quando un governo di una nazione si mette contro la chiesa cattolica romana togliendogli i suoi privilegi

Lo Stato ‘Città del Vaticano’ è uno Stato anomalo perché oltre ad essere uno Stato è anche una organizzazione religiosa che possiede centinaia di milioni di membri in tutto il mondo che quantunque non possono definirsi cittadini dello Stato ‘Città del Vaticano’, perché sono cittadini di un altro Stato, hanno come loro capo chi governa questo minuscolo Stato presente sulla penisola italiana per cui si trovano a dover ubbidire a due capi di Stato, quello della loro nazione di cui sono effettivamente cittadini e dove abitano e quello dello Stato del Vaticano qui a Roma perché egli si ritiene anche il capo visibile della chiesa di cui loro fanno parte e fuori dalla quale – secondo loro – non c’è salvezza. Naturalmente nel caso il capo dello Stato di cui loro fanno parte va contro gli interessi della chiesa cattolica romana essi sono tenuti a disubbidire al capo della loro nazione e opporglisi con la forza per ubbidire al loro sommo pontefice che per loro è il vicario di Cristo sulla terra non importa quello che egli dice pena la scomunica che comprometterebbe il loro destino eterno. Leone XIII (1878-1903) lo ha detto chiaramente nell’enciclica Sapientiae Christianae quello che devono fare i cittadini cattolici in questo caso: ‘Se le leggi dello Stato apertamente dissuonino dal diritto divino, se impongano offese alla Chiesa o contrarino i doveri religiosi o manomettano l’autorità di Gesù Cristo nel suo Vicario, allora è dovere il resistere e colpa l’ubbidire..’ (quel ‘resistere’ significa insorgere contro l’autorità civile). Ecco perché molti capi di Stato cercano di conciliarsi il favore del papa di Roma perché sanno che avendo il suo favore avranno i loro cittadini di religione cattolica dalla loro parte. Ed ecco perché sempre il papa riesce ad influenzare politicamente molte nazioni della terra perché sa di avere sotto di sé tante e tante persone, che sono persuase che la loro salvezza eterna dipende da lui e che per non andare all’inferno quindi sono pronti ad ubbidirgli in tutto e per tutto, per cui egli si fa forte perché sa di averle dalla sua parte o meglio in pugno. Facciamo un esempio esplicativo. Mettiamo caso che il Governo italiano un giorno emanasse una legge che ordina di distruggere tutte le cosiddette statue e immagini sacre presenti sul territorio italiano perché ritiene che esse siano degli idoli e di sopprimere i pellegrinaggi che si fanno qui in Italia e le processioni del Corpus domini e di pregare Maria, e di togliere alla chiesa papista tutti i suoi privilegi (tra cui ricordiamo c’è la esenzione da tasse e tributi di svariato genere), ecc. Che cosa avverrebbe? Che ciò farebbe infuriare il papa che lancerebbe subito una scomunica sia contro il Governo italiano che contro tutti coloro che ardiranno distruggere le statue e le immagini ed ubbidire agli altri ordini governativi. E siccome che il Governo italiano sarebbe considerato eretico e apostata per avere preso queste decisioni i cittadini italiani cattolici non sarebbero più tenuti ad ubbidirgli (magari anche non pagando le tasse) per non essere considerati anche loro eretici ed apostati. Succederebbe pure che molti zelanti Cattolici (incitati e aiutati come sempre succede in questi casi dai Gesuiti) si rivolterebbero pure contro il governo fomentando tumulti di ogni genere, e, come sempre è avvenuto in questi casi, molti rimarrebbero feriti ed uccisi. E perché tutto questo? Per paura di incorrere nella scomunica del papa che li priverebbe del paradiso, a loro dire. Ma c’è di più, potrebbe pure succedere che il papa chiami l’esercito di una nazione sua amica sul territorio italiano al fine di difendere le sue statue e le sue immagini e permettere i pellegrinaggi e le processioni e che si continui a dire l’Ave Maria, e per ripristinare la ‘libertà cristiana’ in questa nazione (il che significa per fare ritornare la chiesa cattolica in possesso di tutti i suoi privilegi affinché possa continuare a svolgere tranquillamente la sua missione) in altre parole per impedire che gli ordini governativi surriferiti non siano messi in pratica, e così lo Stato italiano si troverebbe invaso da un esercito straniero e costretto a difendersi con la forza per cui molti cadrebbero morti. Ricordatevi infatti che il papa è a capo di uno Stato e come capo di Stato può pure chiamare in suo aiuto una nazione straniera quando sono in gioco i suoi interessi economici e temporali in Italia o in qualche altra nazione. Succederebbe insomma quello che è già successo nel passato; niente di nuovo. Forse alcuni, sentendoci parlare in questa maniera, diranno che simili cose non possono più succedere nel nostro secolo. Ma costoro si sbagliano grandemente e per dimostrarlo citerò due casi avvenuti in questo ventesimo secolo in cui la chiesa cattolica romana quando il governo di una nazione gli si è messo contro compromettendo i suoi grandi interessi gli si è lanciato contro fomentando tra il popolo la rivoluzione contro il governo a suo dire ribelle. I casi sono quelli della Spagna e dell’Argentina, due paesi dove la chiesa cattolica ha goduto e gode tuttora di molti privilegi. Continua a leggere