Pedofilia: «card. Levada, 4.000 casi denunciati a Vaticano in 10 anni». Considerazioni

(ASCA) – Roma, 6 feb. 2012 – ”Nel corso dell’ultimo decennio sono arrivati all’attenzione della Congregazione per la Dottrina della Fede oltre 4.000 casi di abusi sessuali compiuti da ecclesiastici su minori”. A fornire i dati e’ stato oggi pomeriggio il card. Joseph William Levada, prefetto della Congregazione della dottrina della fede, aprendo il simposio internazionale all’Universita’ Gregoriana sugli abusi sessuali su minori nella Chiesa riservato a vescovi e superiori religiosi.

Per il porporato, i casi di abusi sessuali su minori ”hanno rivelato, da un lato, l’inadeguatezza di una risposta esclusivamente canonica (o di diritto canonico) a questa tragedia e, dall’altro, la necessita’ di una risposta piu’ complessa”. Levada ha anche ribadito che ”la collaborazione della Chiesa con le autorita’ civili in questi casi riconosce la verita’ fondamentale che l’abuso sessuale di minori non e’ solo un crimine in diritto canonico, ma e’ anche un crimine che viola le leggi penali nella maggior parte delle giurisdizioni civili”. Esiste un ”obbligo per la Chiesa di ascoltare e comprendere la gravita’ di quanto le vittime hanno sofferto”, ha aggiunto.  Continua a leggere

Suore violentate dai sacerdoti (dal sito de “La Repubblica”)

di Marco Politi, 20 marzo 2001

ROMA – Preti che molestano suore, preti che abusano di suore, preti che costringono ad abortire le monache con cui hanno avuto rapporti sessuali. Emergono dagli archivi della Chiesa le denunce su un fenomeno che abbraccia i cinque continenti e che sino ad ora è stato soffocato sotto la coltre del silenzio. Le denunce sono precise, firmate con nome e cognome e presentate a più riprese durante gli anni Novanta, alle istanze maggiori della Chiesa: la Congregazione vaticana per la vita consacrata, le riunioni dei Superiori degli ordini religiosi, varie Conferenze episcopali. […] >>>>

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L’annuncio del sacerdote: «Vado in ritiro» Poi la scoperta: era sulla Costa Concordia

Massimo Donghi Massimo Donghi. MILANO – Difficile credere che una nave da crociera possa essere il luogo più adatto a ospitare un ritiro spirituale. Tutti quei comfort, quelle luci, quei divertimenti di ogni genere certo poco si addicono al silenzio che la meditazione e la preghiera richiedono. Questo devono aver pensato i fedeli della comunità di Besana Brianza, scoprendo che un loro sacerdote si trovava sulla Costa Concordia naufragata al Giglio, invece che in ritiro come aveva loro comunicato.

VERITÀ IN RETE – Protagonista della vicenda, riportata daLeggo.it, don Massimo Donghi, responsabile per la zona di Besana degli oratori, della catechesi e dell’Unione pastorale giovanile, che è stato smascherato dal naufragio e dalla Rete. L’incidente del Giglio ha fatto venire a galla la verità che il sacerdote aveva prontamente occultato. Nessun ritiro in un luogo silenzioso e spartano: don Massimo era in vacanza a bordo della Concordia. E con lui i familiari più intimi. A “tradirlo” un post della nipote su Facebook: la notte del naufragio la giovane si è salvata e appena arrivata a riva ha rassicurato online parenti e amici, spiegando che era riuscita a raggiungere le scialuppe di salvataggio della Concordia assieme alla nonna e allo zio (il don appunto). Continua a leggere

Il Vescovo di Ragusa Paolo Urso: Lo Stato sostenga i gay

Favorevole alle coppie omosessuali, ma con gli opportuni distinguo. E’ quanto ribadisce il vescovo di Ragusa, mons. Paolo Urso, dopo che le sue dichiarazioni sono apparse su internet a seguito di un’intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale e ripresa dal sito Gay.it e da vari blog in rete. Urso ha spiegato che lo Stato dovrebbe riconoscere questo stato di fatto, anche se l’unione di coppie gay dovrebbe essere chiamata in modo differente da “matrimonio”, perché, spiega, “altrimenti non ci intendiamo”.
Poi rincara: “Uno Stato laico come il nostro non può ignorare il fenomeno delle convivenze, deve muoversi e definire diritti e doveri per i partner. La valutazione morale spetterà ad altri”. Il vescovo fa comunque delle importanti precisazioni ribadendo che lo Stato non può tacere o girarsi dall’altra parte. Cosa ben diversa è la Chiesa e il credo cattolico. “L’omosessualità resta oggettivamente disordinata, ma ciò non toglie che la Chiesa deve sempre essere una casa dalle porte aperte, anche per i gay e le lesbiche. Non va confuso il peccato con il peccatore”.
Nel corso dell’intervista Urso ha detto anche che “la Chiesa debba essere una casa dalle porte aperte per tutti. Per gli immigrati, che sbarcano sulle coste di Pozzallo, per le donne in fuga da mariti violenti, per chi è omosessuale e si sente escluso”. Le dichiarazioni nelle ultime ore sono divenute oggetto di rimbalzo mediatico da un sito internet all’altro. E se le affermazioni sono sembrate un tantino forti per una comunità cattolica come quella di Ragusa che è abbastanza conservatrice, Urso conferma punto per punto l’intervista. Non ci sono stati errori di interpretazione. Poi chiarisce: “Non mi sembra di aver detto qualcosa di nuovo rispetto al mio pensiero e nemmeno mi sembra di aver detto cose così stravolgenti. Lo ribadisco, davanti a persone che chiedono diritti, lo Stato laico deve occuparsene e regolamentarli opportunamente. Continua a leggere

Il vescovo di Medjugorje ribadisce: «a Medjugorje la madonna non è mai apparsa»

pericDichiarazione del Vescovo di Mostar – Duvno, Mons. Ratko Peric, in occasione della visita del card. Schönborn a Medjugorje Il cadr. Christoph Schönborn con la sua visita a Medjugorje ha suscitato un’impressione errata, come se con la sua presenza abbia riconosciuto l’autenticità delle “apparizioni” di Medjugorje, ma tempestivamente il Vescovo di Mostar – Duvno, sotto la cui giurisdizione ricade Medjugorje, ci tiene a ribadire che la Chiesa ha negato l’autenticità di quelle apparizioni e mette ancora una volta in evidenza l’irregolare e assurda posizione di quei “francescani” disubbidienti e sospesi a divinis che hanno gestito e gestiscono tutto l’imbroglio. Il Vescovo Ratko Peric dimostra carattere, fermezza e dirittura morale contrariamente al card. Schönborn, il quale fa una pessima figura, predicando male e razzolando peggio, come si evidenzia, oltre che nella sua visita a Medjugorie, nell’episodio dell’“Ultima Cena” dello squallido “artista” … Continua a leggere