Possiamo praticare la “Guerra Santa”?

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Joshua Commanding the Sun to Stand Still by Gustave Dore

Nel libro di Giosuè vengono narrate le guerre tra Israele e le popolazioni di Canaan. Tali guerre di conquista, da parte del popolo eletto, furono ordinate da Dio. I Cristiani come dovrebbero interpretare questi passaggi della Scrittura? La Bibbia ci incoraggia a praticare la cosiddetta “guerra santa”? Continua a leggere

Casi in cui i cosiddetti padri hanno insegnato dottrine false non accettate dalla chiesa cattolica romana oggi

I cosiddetti padri della chiesa insegnarono delle dottrine false che vengono rigettate dalla Chiesa Cattolica. Meno male che si basano sulla tradizione dei cosiddetti ‘padri della Chiesa’. Ecco gli esempi che lo confermano:

ŸIreneo insegnava che i santi non vanno subito in cielo appena morti perché vi entreranno solo dopo la risurrezione: ‘Poiché il Signore ‘se n’è andato in mezzo all’ombra della morte’, dove erano le anime dei morti, poi è risorto corporalmente e dopo la risurrezione è stato elevato al cielo, è chiaro che anche le anime dei suoi discepoli, per i quali il Signore ha fatto queste cose, andranno nella regione invisibile, assegnata loro da Dio, e lì dimoreranno fino alla risurrezione, aspettando la risurrezione; poi riprenderanno i loro corpi e risusciteranno integralmente, cioè corporalmente, come risuscitò il Signore, e così andranno al cospetto di Dio. (…) Come dunque il nostro Maestro non se n’è andato appena si fu allontanato dal corpo, ma fu elevato al cielo dopo avere atteso il tempo della sua risurrezione stabilito dal Padre, il tempo indicato precedentemente per mezzo di Giona, ed essere risuscitato dopo tre giorni, così anche noi dobbiamo attendere il tempo della nostra risurrezione stabilito da Dio e preannunziato dai Profeti per poi risuscitare ed essere elevati al cielo, quelli che il Signore giudicherà degni di questo’ (Ireneo, Contro le eresie, Lib. V, 31,2). La chiesa cattolica non accetta questa dottrina di Ireneo, perché per essa in cielo ci vanno subito (cioè senza passare dal purgatorio) coloro che sono puri di ogni colpa, che non hanno nessuna pena temporanea da scontare in purgatorio; e dopo un certo tempo quelle anime che sono andate a purificarsi in purgatorio, e perciò ambedue le categorie di anime, per essa, ci vanno prima della risurrezione corporale.. Continua a leggere

Casi in cui i cosiddetti padri vanno contro la tradizione cattolica romana

Vediamo adesso di vedere come dei cosiddetti padri erano contro alcune delle dottrine che oggi sono parte della tradizione romana.

Ireneo (150 ca.- 200 ca.) riprovò il culto delle immagini infatti affermò che i primi ad introdurre nella Chiesa il culto delle immagini furono gli Gnostici: ‘Si denominano gnostici ed hanno alcune immagini dipinte, altre fabbricate anche con altro materiale, dicendo che sono l’immagine di Cristo fatta da Pilato nel tempo in cui Gesù era con gli uomini. E le incoronano e le espongono con le immagini dei filosofi del mondo, cioè con l’immagine di Pitagora, di Platone, di Aristotele e degli altri, e riservano ad esse tutti gli altri onori, proprio come i pagani’ (Ireneo, Contro le eresie, Lib. I, cap. 25,6).

Atenagora (II sec.) era contro l’offrire incenso a Dio: ‘L’artefice e il padre di questo universo non ha bisogno né di sangue, né di grasso, né di profumo di fiori o di aromi..’ (Atenagora, Supplica per i cristiani, Alba 1978, pag. 62).

Tertulliano (160 ca. – 220 ca.) era contro il primato del vescovo di Roma sostenuto dalla chiesa romana, infatti scrivendo al vescovo di Roma che si era appellato al “Tu sei Pietro” per sostenere la propria autorità dice: ‘Chi sei tu che (in tal modo) sovverti e deformi l’intenzione manifesta del Signore, che conferiva tale potere personalmente a Pietro?’ (Tertulliano, De pudicitia 21); Tertulliano era contro la perpetua verginità di Maria infatti egli sosteneva che Maria non rimase vergine dopo avere partorito Gesù [6]. E sempre Tertulliano era contrario alla dottrina della transustanziazione infatti affermò: ‘Dopo avere dichiarato, dunque, di desiderare di fare la cena di Pasqua in quanto Gli apparteneva, – ché sarebbe stato indegno se Dio avesse desiderato qualcosa che non gli apparteneva – prese il pane e lo distribuì ai suoi discepoli e fece di esso, il suo corpo, dicendo: ‘Questo è il mio corpo’, cioè ‘la forma del mio corpo’. Ma non sarebbe potuto essere la forma del corpo, se non ci fosse stato il corpo di realtà. Del resto, una cosa vuota, cioè un fantasma, non avrebbe potuto ammettere una raffigurazione. O se Cristo si raffigurò il corpo nel pane per questo motivo, che mancava della realtà del corpo, allora avrebbe dovuto dare il pane per noi’ (Tertulliano, Contro Marcione IV, 40). Tertulliano era pure contro l’uso dell’incenso nel culto: ‘La nostra offerta non consiste già in grani di incenso di poco prezzo, in lacrime di pianta arabica…’ (Tertulliano, Apologetico, Bologna 1980, pag. 123); e contro il farsi le statue e le immagini: ‘Il diavolo ha introdotto nel mondo gli artisti che fanno le statue e le immagini e tutte le altre rappresentazioni (…) dicendo Dio: tu non farai alcuna somiglianza delle cose che sono sul cielo né sulla terra né nel mare, ha proibito ai suoi servi in tutto il mondo di abbandonarsi all’esercizio di coteste arti’ (Tertulliano, Sull’idolatria, libro 3, IV). Egli era anche contro il battesimo dei neonati: ‘Per questo, pur tenendo conto delle situazioni, delle disposizioni e anche dell’età di ogni persona, rimandare il battesimo presenta maggiori utilità, soprattutto quando si ha a che fare con bambini. Se non ci sono casi proprio gravi, che necessità c’è di mettere anche i padrini nel rischio di non poter neppure mantenere, in caso di morte, le promesse che hanno fatto o di trovarsi frustrati se quei bambini crescono poi con cattive tendenze? Certamente il Signore ha detto: Non impedite ai bambini di venire a me (Mt 19,14). Vengano pure, ma quando saranno più grandi e potranno essere istruiti, vengano pure quando potranno sapere dove vanno; diventino pure cristiani, quando saranno in grado di conoscere Cristo! Perché mai bambini innocenti dovrebbero aver tanta fretta di ricevere il perdono dei peccati? Per gli affari della nostra vita ordinaria nel mondo ci comportiamo con prudenza assai più guardinga; ad un bambino nessuno affida l’amministrazione di beni terreni, perché allora affidargli la responsabilità di beni divini? Imparino pure anche loro a chiedere la salvezza perché si veda con chiarezza che tu la salvezza la dai a chi la chiede!’ (Tertulliano, Il battesimo, Roma 1979, pag. 162-163). Continua a leggere