La Cena del Signore

pane e vinoPer ciò che riguarda la cena del Signore, nell’epistola di Paolo ai santi di Corinto troviamo scritto: “Ho ricevuto dal Signore quello che anche v’ho trasmesso; cioè, che il Signor Gesù, nella notte che fu tradito, prese del pane e dopo avere rese grazie, lo ruppe e disse: Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me. Parimente, dopo avere cenato, prese anche il calice, dicendo: Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. Poiché ogni volta che voi mangiate questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finch’egli venga. Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo ed il sangue del Signore. Or provi l’uomo se stesso, e così mangi del pane e beva del calice; poiché chi mangia e beve, mangia e beve un giudicio su se stesso, se non discerne il corpo del Signore. Per questa cagione molti fra voi sono infermi e malati, e parecchi muoiono. Ora, se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati; ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, affinché non siamo condannati col mondo” (1 Cor. 11:23-32).

Ora, dato che con la cena del Signore noi annunciamo il sacrificio espiatorio compiuto da Gesù Cristo è necessario prima di tutto dire quali sono i benefici che sono scaturiti dall’offerta della carne e del sangue di Cristo.

1.  Che cosa ha fatto Cristo per noi offrendo la carne del suo corpo

Gesù offrì la sua carne in sacrificio a Dio per vivificarci (perché tutti noi eravamo morti nei nostri falli) infatti un giorno disse: “Io sono il pane vivente che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che darò è la mia carne, che darò per la vita del mondo” (Giov. 6:51). Ed anche per santificarci, difatti è scritto che “noi siamo stati santificati, mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre” (Ebr. 10:10). Dunque se oggi noi siamo spiritualmente vivi e santi nel cospetto di Dio lo dobbiamo al corpo di Cristo.

Gesù offrì il suo corpo in sacrificio per i nostri peccati al fine di annullare il dominio del peccato nella nostra vita infatti Paolo dice ai Romani che Gesù “ha condannato il peccato nella carne, affinché il comandamento della legge fosse adempiuto in noi” (Rom. 8:4). Cosicché noi, mediante l’offerta del suo corpo, siamo morti al peccato, perché il peccato che ci signoreggiava è stato annullato nella sua carne. Paolo spiega questo concetto ai santi di Roma in questi termini: “O ignorate voi, fratelli (poiché io parlo a persone che hanno conoscenza della legge) che la legge signoreggia l’uomo per tutto il tempo ch’egli vive?” (Rom. 7:1). Noi sappiamo che la legge signoreggia l’uomo solamente mentre egli è in vita, perché una volta morto, l’uomo non è più soggetto ad essa, e difatti come fa la legge ad avere potestà su una persona morta che ha esalato l’anima? In niuno modo può signoreggiarla. E così anche noi per non essere più schiavi della legge dovevamo morire spiritualmente alla legge, e questo è avvenuto mediante la fede nella morte di Gesù. La crocifissione del corpo di Gesù Cristo ha dunque per noi un valore immenso perché noi avendo creduto in lui, siamo stati con lui crocifissi; è per questa ragione che la legge non ci signoreggia più, perché noi siamo morti con Cristo, infatti è scritto: “Così, fratelli miei, anche voi siete divenuti morti alla legge mediante il corpo di Cristo per appartenere ad un altro, cioè a colui che è risuscitato dai morti” (Rom. 7:4). Grazie siano quindi rese a Dio che, mediante il corpo di Cristo, ci ha fatti morire alla legge che ci teneva schiavi; sì, siamo morti con Cristo al peccato che ci signoreggiava mediante la legge (che è la forza del peccato), per diventare la proprietà particolare di Cristo e per vivere per lui. Continua a leggere

Il battesimo con lo Spirito Santo

Bible1. La promessa dello Spirito fatta dal Padre e confermata dal Figlio

Gesù Cristo dopo essere risuscitato dai morti apparve ai suoi discepoli, e si fece vedere da loro per quaranta giorni. E poco prima di essere assunto in cielo alla destra di Dio, ordinò agli apostoli “di non dipartirsi da Gerusalemme, ma di aspettarvi il compimento della promessa del Padre, la quale, egli disse, avete udita da me. Poiché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo fra non molti giorni” (Atti 1:4,5). Quindi Egli per promessa del Padre intese il battesimo con lo Spirito Santo. Vediamo quindi di spiegare cosa aveva promesso Dio, quale era questa sua promessa al fine di capire bene il battesimo con lo Spirito Santo. Dio, sotto l’antico patto, aveva detto che sarebbero venuti i giorni nei quali Egli avrebbe sparso lo Spirito Santo sopra la casa d’Israele, infatti Egli disse mediante Isaia ad Israele: “Ascolta…o Israele, che io ho scelto!…io spanderò il mio Spirito sulla tua progenie” (Is. 44:1,3). Questa promessa, Dio la confermò tramite Ezechiele (cfr. Ez. 39:28,29), ed anche tramite il profeta Zaccaria (cfr. Zac. 12:10). Dunque il Signore aveva promesso di benedire il popolo che aveva preconosciuto, spandendo su di esso il suo Santo Spirito. Ma il Signore non disse che avrebbe sparso il suo Spirito solo sopra Israele, ma anche sopra di noi Gentili di nascita, difatti Egli disse tramite il profeta Gioele: “E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profeteranno…” (Atti 2:17; Gioe. 2:28). Come potete vedere, Dio, dicendo: “Sopra ogni carne” (Atti 2:17), preannunziò che Egli non avrebbe mostrato dei riguardi personali in verso nessuno, ma avrebbe dato lo Spirito Santo a tutti, sia Giudei che Gentili. Abbiamo dunque visto che Dio tramite i profeti promise che avrebbe mandato lo Spirito Santo su ogni carne. Vediamo ora in che circostanze e in che maniera Gesù confermò e preannunziò lo spandimento dello Spirito Santo, perché come abbiamo detto i suoi discepoli udirono la promessa del Padre da lui. Continua a leggere

La dottrina è importante

bible“Alla legge! alla testimonianza! Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui alcuna aurora! Andrà errando per il paese, affranto, affamato; e quando avrà fame, s’irriterà, maledirà il suo re ed il suo Dio. Volgerà lo sguardo in alto, lo volgerà verso la terra, ed ecco, non vedrà che distretta, tenebre, oscurità piena d’angoscia, e sarà sospinto in fitta tenebria” (Isaia 8:20-22).

Oggi da parte di molti credenti c’è la tendenza a sottovalutare o sprezzare la dottrina, ecco perchè mi sono trovato costretto a scrivervi, fratelli nel Signore, affinchè nessuno di costoro vi seduca con vani ragionamenti.

Generalmente, il discorso che fanno è questo: ‘L’importante è evangelizzare il mondo, la dottrina è qualcosa di secondario su cui non ci si deve dividere’. Per dottrina si intende l’insegnamento.
Ora, innanzi tutto voglio dirvi che è certamente importante evangelizzare il mondo, ma è anche importante farlo come si conviene. Cosa intendo dire? Che la Bibbia quando dice che gli apostoli (o anche altri credenti che non erano apostoli) evangelizzavano, vuole dire che costoro annunziavano al mondo il ravvedimento e la fede nel Signore Gesù Cristo. Continua a leggere

Il tralcio infruttuoso era nella vite

taglio-del-tralcio-1024x595Gesù Cristo disse: «Io sono la vera vite, e il Padre mio è il vignaiuolo. Ogni tralcio che in me non dà frutto, Egli lo toglie via» (Giovanni 15:1-2). Quindi il tralcio che non dà frutto e che viene perciò tolto via, VIENE TRONCATO DALLA VITE. Esso era a tutti gli effetti un tralcio della vite, ma diventato infruttuoso, ha indotto il vignaiuolo a tagliarlo. Quindi un membro del corpo di Cristo può essere tolto via dal corpo di Cristo, anzi ci sono taluni che vengono tolti via perché smettono di dimorare in Cristo. Come ha detto di Gesù infatti: “Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; cotesti tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano.” (Giovanni 15:6).

Chi dunque ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Fonte: http://giacintobutindaro.org/

Alcuni apostateranno dalla fede

apostateranno

Dice l’apostolo Paolo a Timoteo: “Ma lo Spirito dice espressamente che nei tempi a venire ALCUNI APOSTATERANNO DALLA FEDE, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demonî per via della ipocrisia di uomini che proferiranno menzogna, segnati di un marchio nella loro propria coscienza; i quali vieteranno il matrimonio e ordineranno l’astensione da cibi che Dio ha creati affinché quelli che credono e hanno ben conosciuta la verità, ne usino con rendimento di grazie. Poiché tutto quel che Dio ha creato è buono; e nulla è da riprovare, se usato con rendimento di grazie; perché è santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera” (1 Timoteo 4:1-5).Chi sono dunque costoro che apostateranno? Sono delle anime che hanno la fede nel Figliuolo di Dio, e difatti poco prima Paolo ha detto che Gesù Cristo “è stato creduto nel mondo” (1 Timoteo 3:16). Essi crederanno dunque per un tempo, perché ad un certo punto si trarranno indietro a loro perdizione.

E badate che questa apostasia è stata predetta dallo Spirito della verità, e quindi essa si compirà certamente.

“Ma noi non siamo di quelli che si traggono indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per salvar l’anima” (Ebrei 10:39).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Fonte: http://giacintobutindaro.org/

La Chiesa – Che cos’è la Chiesa?

verde_paesaggioCos’è la Chiesa

La parola italiana chiesa deriva dal greco ekklesia che significa ‘assemblea’ e indica quell’insieme di persone che sono state riscattate dal presente secolo malvagio e trasportate nel regno del Figliuolo di Dio. Naturalmente questo termine indica sia la Chiesa universale che comprende riscattati di ogni tribù, lingua, popolo e nazione; che la Chiesa locale come quella di una città o di un paese che comprende i riscattati presenti solo in quella città o paese (il che non esclude che della Chiesa di quel posto facciano parte persone di diversa etnia e razza). La Chiesa universale quindi è composta da molte chiese locali.

Nella Scrittura il termine Chiesa inteso come assemblea universale è usato per esempio in questi passi: “Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa,…” (Matt. 16:18); “Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei….” (Ef. 5:25); “Or a Colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente al di là di quel che domandiamo o pensiamo, a Lui sia la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù, per tutte le età, ne’ secoli de’ secoli. Amen” (Ef. 3:20-21). Lo stesso termine inteso invece come Chiesa locale è usato per esempio in quest’altri passi: “Salutate anche la chiesa che è in casa loro” (Rom. 16:5); “Paolo, apostolo di Cristo Gesù per la volontà di Dio, e il fratello Timoteo, alla chiesa di Dio che è in Corinto, con tutti i santi che sono in tutta l’Acaia” (2 Cor. 1:1).

Essendo questo il significato della parola ‘chiesa’ è sbagliato chiamare ‘chiesa’ il luogo di culto. Ma riflettete: ‘Come si può chiamare ‘chiesa’ un locale di culto quando Paolo diceva di salutare la chiesa che si radunava in casa di Aquila e Priscilla? Continua a leggere