La conversione di Frank e Joan Testa

200px-081pzaspietroLa vera storia di un ex-sacerdote ed una ex-suora, che per oltre 20 anni hanno servito la religione Cattolica senza conoscere veramente il Cristo vivente. Dopo anni dalla loro conversione si sono conosciuti, ed ora sono felicemente sposati, servendo insieme il Signore.

FRANK

La mia prima esperienza con il Signore risale all’età di 17 anni. Fino ad allora avevo sempre avuto un certo timore per le cose di Dio, ma l’unico modo che conoscevo per piacere a Lui era attraverso la messa, servendo come chirichetto.

Durante gli anni turbolenti dell’adolescenza il Signore toccò il mio cuore mentre leggevo la testimonianza di un uomo condannato alla sedia elettrica. Mi resi conto di essere un peccatore bisognoso di perdono e di salvezza e decisi allora di dare la mia vita interamente per servire Dio. L’unico modo che conoscevo per farlo era di diventare un sacerdote nella chiesa Cattolica, così, dopo le scuole superiori entrai in seminario. Dopo quattro anni di studi, l’Arcivescovo mi mandò all’università di teologia in Belgio per altri quattro anni e nel giugno del 1964 fui ordinato ufficialmente sacerdote e tornai negli USA per cominciare il mio servizio in una parrocchia.

Per i prossimi 13 anni feci servizio in diverse parrocchie nelle grandi città del New Jersey, affrontando spesso problemi come razzismo, povertà, droga e alcool. Fui soprannominato “Prete di strada”, perché mi occupavo del recupero degli emarginati e di trovare alloggio per i poveri. Dopo 8 anni di preparazione e oltre 12 anni di servizio come sacerdote mi resi conto del compromesso e della corruzione da parte dei miei collaboratori, coinvolti piuttosto nell’edificare strutture che nel destino eterno delle anime. Continua a leggere

Dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita – Testimonianza di Carlo Fumagalli ex prete ed antropologo

Carlo FumagalliLa mia vita fu sballottata e portata qua e là da ogni vento di dottrina (Efesini 4:14), fino a che incontrai Gesù, la Roccia, la Pietra Angolare (Matteo 21:42; Atti 4:11; Efesini 2:20; 1 Pietro 2:6-7), o meglio, fino a che Gesù, il mio glorioso Signore e Salvatore, trovò me. Ora posso dire con Davide (Salmo 40:2-3): “Egli mi ha tratto fuori da una fossa di perdizione, dal pantano fangoso; ha fatto posare i miei piedi sulla roccia, ed ha stabilito i miei passi. Egli ha messo nella mia bocca un nuovo cantico di lode al nostro Dio”.

Nacqui ad Olgiate Molgora (Como) nel 1934. A nove anni entrai nel Seminario Arcivescovile di Milano a Masnago (Varese). Dopo cinque anni mi associai ai Missionari della Consolata di Torino, presso i quali frequentai il ginnasio, liceo, noviziato, due anni di filosofia e quattro di teologia.

Nel Seminario Maggiore della Consolata a Torino (come in ogni altro seminario e collegio cattolico), la filosofia scolastica, strutturata sulla filosofia greco-aristotelica, era un prerequisito alla teologia, e la teologia era un prerequisito per ogni ulteriore grado accademico in S. Scrittura. Come conseguenza, la teologia cattolica è organizzata attorno a una filosofia pagana. La Bibbia, a sua volta, è condizionata e filtrata da una teologia adulterata. Questo approccio alla Bibbia è ovviamente in errore perché la Parola di Dio non può essere legata o condizionata da alcuna filosofia o dottrina umana (Colossesi 2:8; 2 Timoteo 2:9).

Dopo la mia ordinazione sacerdotale, nel 1961, fui destinato a insegnare nel Seminario della Consolata di Bevera (Castello Brianza). Nel 1966, fui nominato direttore spirituale del Seminario; in questa carica rimasi fino al 1968, quando mi fu offerto di andare negli Stati Uniti per ulteriori studi. Prima di varcare l’oceano, andai per alcuni mesi a Londra (Inghilterra), dove aprii un collegio teologico.

Nel settembre del 1969, iniziai a frequentare la facoltà di antropologia dell’Università Statale di New York a Buffalo. Messo a confronto con nuove aree di studio e ricerca (costumi, culture, credenze, organizzazione sociale, e svariati sistemi di economia, politica e religione, archeologia ed evoluzione), mi trovai ben presto con la mente ripiena di nuove questioni e problemi. Studiando vari fenomeni socio-culturali scopersi, fra l’altro, che i sacramenti e la magia hanno sostanzialmente le stesse componenti. Entrambi infatti, usando un rito e una formula, garantiscono un particolare risultato. Continua a leggere

‘Dio mi ha aperto il cuore’

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Carissimi Fratelli e Sorelle, pace a voi tutti.
E’ mio desiderio farvi partecipi della mia conversione a Gesù.
Sono nato nel 1965 in un piccolo paesino nel centro dell’Abruzzo in provincia di L’Aquila, a 720 s.l.m.
Come tutti sapranno, viviamo in una nazione dove la chiesa romana detta legge, ed anch’io (mio malgrado, ma questo l’ho capito molto tempo dopo), sono stato battezzato per aspersione dopo pochi giorni di vita.
Nei primi anni della mia vita mi sono state impartite dottrine “cattoliche”. Ho fatto la prima comunione; ricordo ancora quando ci facevano imparare a memoria i 10 comandamenti (non quelli di Esodo 20!!!), i 7 sacramenti e preghiere varie, tra le quali l’“Atto di dolore”. Ricordo ancora quel giorno davanti al prete, che ci insegnava il catechismo, e ad altri miei coetanei, ho dovuto recitare tale preghiera nonostante avessi un terribile mal di gola e la voce mi era quasi sparita del tutto (ricordo i miei compagni che mentre mi ascoltavano, ridevano…!!!); ero tantissimo imbarazzato, ma nonostante ciò il prete ha voluto che continuassi.
Qualche anno dopo feci anche la cresima. In quegli anni ho svolto anche l’attività di chierichetto (durante la messa si indossava la “cotta”) e il prete dopo la funzione religiosa di qualche festa particolare o festa patronale, ci elargiva qualche spicciolo preso dalle offerte. A scuola, a iniziare dalle elementari fino alle superiori, durante l’ora di religione, si parlava di tutto fuorché di Gesù; a tal proposito permettetemi un paragone banale: a scuola il professore insegna la sua materia, poi, a casa gli studenti studiano, analizzano e approfondiscono sui libri ciò che ha spiegato; nella chiesa romana non è così: il professore (in questo caso i preti) ti insegnano la loro dottrina (extra-biblica!!!) e quella e solo quella esiste; non esistono i compiti a casa (cioè leggere la Parola di Dio), altrimenti si scopre la verità e loro si darebbero la classica “zappa sui piedi”. Continua a leggere

Dal cattolicesimo romano a Cristo

La conversione di Giovanni Ferri

Siccome alcuni giovani della tenda mi avevano chiesto di dare una breve testimonianza, non la mia testimonianza completa perché poi assorbirebbe tutto il tempo e forse neanche basterebbe, ma voglio soltanto dare un cenno della mia testimonianza come sono venuto a Gesù, come sono arrivato al Signor Gesù.

Ero molto religioso, avevo soltanto diciannove anni e ero tutto preso dalla religiosità. Avevo in me il problema, non ero un ragazzo distratto, tanti non si avvedono, camminano nella vita e non si pongono mai quelli che sono i problemi fondamentali della vita, i problemi più importanti. Ma io mi ponevo questi problemi, anche se ero in istituto, mi ponevo questi problemi. Avevo avuta una educazione religiosa di un certo livello, ma quell’educazione non aveva portato in me nessun cambiamento; l’angoscia e la tristezza erano all’ordine del giorno, eppure ero giovane, pieno di prosopopea direi, pieno di fantasia, ma il male stava dentro. Molte volte noi non ci accorgiamo, ma il male sta dentro e questo male produceva terribili conseguenze. Pensavo che facendomi prete, così, pensavo io, essendo stato in un istituto salesiano, uno degli ordini più rigorosi del Cattolicesimo, pensavo che lì avessi potuto soddisfare la mia anima, avessi potuto soddisfare queste mie ansie tormentose ed acute. Pregavo sempre, mentre i miei compagni andavano a divertirsi, c’erano i divertimenti interni, un po’ ridotti, un po’ moralizzati; ma io sentivo una fame, una fame grande, inspiegabile, una fame di conoscere il Signore. E mi riducevo in un piccolo sgabuzzino, pregavo sempre, ma non pregavo il Signore, pregavo ora una madonna ora un’altra madonna. Pregavo tanto ‘san Luigi’, tanti altri santi; ma le cose non cambiavano mai. Io ero di una natura molto veemente, una natura aggressiva e quante volte mi affliggevo perchè dicevo: ‘Signore, ma io non cambio mai! Leggo qui la biografia di questo santo, di quest’altro santo, questo santo si è cambiato quell’altro santo si è trasformato – almeno la storia diceva così – ma io perché non cambio mai?’ Ma chi mi poteva cambiare? La religione? Mi andavo a confessare regolarmente, non dai preti, andavo dai frati perché li pensavo più generosi, più spirituali, andavo da loro, mi preparavo tutta una lista di peccati, cercavo di essere scrupoloso, attento, quasi simmetricamente preciso. Non volevo dimenticare nessuna colpa, e cercavo e ricercavo dentro di me qualche colpa qualche peccatuccio che mi avesse potuto sfuggire e così portavo questa lista. E quando andavo dal confessore, questo confessore mi diceva: ‘Ma tu ne sai troppe di cose! Ma che ti posso fare io? Dimmi i peccati più grossi, i più grossolani, e poi il resto insomma non sono peccati poi troppo gravi da potere rischiare l’inferno’. E così dopo la confessione, mi diceva: ‘Adesso reciti tre Ave Marie, quattro Gloria Patri, un Pater noster, qualche Atto di Dolore e tutto è finito’. Ma io dicevo: ‘Ma io meriterei solo di fare questo?’ E non mi convinceva questo fatto perché io magari facevo quello che mi dicevano ma la piaga rimaneva. Ero scoraggiatissimo, perché non cambiava nulla nella mia vita, non facevo un progresso di un capello, ero triste. Ma una notte, gloria al Signore, nel mio sonno profondo ebbi un’apparizione di un angelo. Prima dell’apparizione dell’angelo ci fu un apparizione di due uomini giganteschi, molto alti, robusti, i quali mi chiesero: ‘Che stai facendo là?’ E io stavo contemplando il mare dove c’era tanta folla. Sapete voi il mare, chi ci va lo sa. E io guardavo da lontano. E mi dissero: ‘Ma perché ti stai qui? Andiamo, andiamo a divertirci, uniamoci alla folla, a questa babilonia!’ Ma io dissi: ‘Mai in quei posti!’ Ma non è che io ero veramente scrupoloso di quelle cose, era nel sogno questo. Forse ci sarei andato in mezzo a quella gente io, nella vita diciamo sveglia. Ma io dissi: ‘Non vengo! Non posso venire’. Allora mi hanno preso, uno di qua e uno di là, e mi hanno cominciato a trascinare con violenza verso questo posto. Allora ecco quest’angelo che appare dal cielo con una spada fiammeggiante, mi pare di rivederlo questa sera, con un viso raggiante e glorioso, vibrare un colpo a destra e un altro a sinistra e ha sprofondato quei due colossi, non li ho visti più e siamo rimasti io e lui soltanto. Ho detto: ‘Abbi pietà di me! ‘Non temere’, mi ha detto, ‘stai tranquillo, da qui a poco tempo sarai salvato’. Gloria al Signore. Continua a leggere

Come conoscere la vera libertà

La testimonianza di Antonio Pezzotta, ex missionario della Chiesa Cattolica Romana

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La Bestemmia dei sacerdoti della Chiesa Cattolica Romana

Nel suo libro (approvato dalla Chiesa Cattolica) “Faith of Millions” (fede di milioni) il prete cattolico John O’ Brien scrive:

“Quando il sacerdote pronuncia le tremende parole della consacrazione, si arriva fino al cielo, porta Cristo a scendere dal Suo trono e lo rende presente sul nostro altare, per essere offerto di nuovo come vittima per i peccati degli uomini. Si tratta di un potere più grande di quello di monarchi e imperatori, superiore ai santi e agli angeli, serafini e cherubini, addirittura più grande della potenza della Vergine Maria. Mentre la Vergine Maria era l’agente umano col quale Cristo si è incarnato una sola volta, il sacerdote porta Cristo che discende dal cielo e Lo rende presente sul nostro altare come vittima eterna per i peccati dell’uomo non una, ma mille volte”.

“Il sacerdote parla ed ecco, Cristo, l’eterno onnipotente Dio, china la testa in umile obbedienza al comando del sacerdote”.

“I sacerdoti cattolici romani di tutto il mondo, credono che Gesù il Re dei Re scende dal Suo Trono al loro comando, ed è presente sui loro altari come offerta per i peccati dei vivi e dei morti”. ( CCC, 1371-1374).

Che grande bestemmia!

Ancora una volta i cattolici ignorano la Parola di Dio, che dichiara che Gesù: Continua a leggere

Ero un sacerdote cattolico…poi conobbi la verità che mi fece libero

Salvatore Gargiulo, dopo un lungo ministero sacerdotale, scopre che il cattolicesimo non è cristianesimo e lo abbandona per trovare la liberazione in Cristo e nell’Evangelo

Ero fermamente convinto che il Papa fosse il successore di Pietro ed il vicario di Cristo. Licenziatomi in teologia, nel 1951, e divenuto prete, mi ero proposto di essere per tutta la vita un figlio devoto del romano pontefice, il “santo padre”. Un buon sacerdote è anche un fervoroso devoto della Madonna, e tale ero anch’io, propugnatore della recita del rosario, divulgatore dei messaggi mariani di Lourdes e di Fatima.

Ora che conosco la Parola di Dio, so che le apparizioni mariane non sono altro che inganni diabolici, tesi a fuorviare le anime impedendo che esse vengano a contatto con la Verità (si legga, per esempio, ciò che ha scritto l’apostolo Paolo nella 2^ lettera ai Corinti capitolo 11 verso 14 ed in 2^ Tessalonicesi capitolo 2 versi 9-12). La Madonna che appare ed annunzia un altro vangelo non ha nulla a che vedere con l’umile Maria, madre di Gesù, le cui ultime parole su questa terra, quasi un suo testamento, furono: “Fate tutto quello che Gesù vi dirà” (Vangelo di Giovanni cap. 2 v.5).

Io però m’ero formato in questo sistema di errori. Ero tenuto a fidarmi del magistero ecclesiastico, che si dichiara infallibile, ma avevo una conoscenza superficiale e distorta delle Sacre Scritture, e pertanto “ingannavo gli altri, essendo io stesso ingannato” (dalla 2^ lettera di Paolo a Timoteo cap. 3 v.13). Nondimeno nel mio intimo ero profondamente insoddisfatto. Amministravo i sacramenti ed a mia volta vi facevo ricorso, ma mi mancava il dono più bello che Dio vuol dare all’essere umano: la certezza della vita eterna mediante la fede nel sacrificio di Gesù Cristo. Evidentemente le “cisterne screpolate” dei sacramenti non potevano darmi l’acqua viva di cui avevo sete. Continua a leggere

Prete, ma lontano da Dio

Dio può salvare chiunque, in qualunque momento, in qualunque luogo. Non importa dove si trova la persona, non importa quale sia la sua professione e quali siano le sue origini etniche.

Dio è ancora oggi capace di salvare ogni persona che decide di ravvedersi dei propri peccati e di confidarsi in Gesù Cristo per essere salvata. La mia esperienza personale ne è un esempio.

Tutto iniziò nel 1964 in Cile, mentr’ero missionario della Congregazione degli Oblati di Maria Immacolata, poi finii in Canada nel 1966. Che cosa accadde fra queste due date? La mia anima venne salvata! Il mio desiderio era di consacrarmi al Signore. Pensavo veramente che fossi già salvato, visto che appartenevo alla religione nella quale ero nato; ma un giorno Dio mi aprì gli occhi e mi fece capire il mio peccato e la Sua via della salvezza. Ecco com’è accaduto tutto ciò.

Sono nato in Québec, Canada, nel 1924. Fin dall’infanzia i miei genitori mi inculcarono un gran rispetto per Dio. Desideravo intensamente servirLo nel miglior modo possibile e consacrarmi interamente a Lui per piacerGli, come dice l’Apostolo Paolo: “Io vi esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, accettevole a Dio; il che è il vostro culto spirituale.” (Romani 12:1). Fu questo desiderio di piacere a Dio che mi spinse ad entrare negli Ordini della Chiesa cattolica romana. Continua a leggere

La conversione di Giovanni Battista Treccani

Quella che segue è la testimonianza della conversione di Giovanni Battista Treccani a Gesù Cristo, trascritta (dal fratello Renato Giliberti) da una registrazione audio effettuata in Svizzera francese anni fa (29 Ottobre 1989) durante una riunione in cui Giovanni Battista Treccani rese la sua testimonianza.

Scarica la testimonianza audio (formato Mp3 – 76 MB circa) di Giovanni Battista Treccani

Ringrazio il Signore di questa buona opportunità in questa mattina. Certamente il Signore ha qualche cosa di speciale per ciascuno di noi. Io ne sono certo. Da questa mattina presto, sentivo la presenza del Signore, e pregavo che potessi giungere qui in tempo. Il treno andava sempre più adagio, però, sono arrivato qualche minuto prima. Grazie al Signore per questo.

Mi piacerebbe di più predicare in spagnolo, è la mia lingua attuale, però approfitterò dell’occasione di predicare in italiano, benché molti termini non me li ricordo bene. Gloria al Signore. Continua a leggere

Dal convento di suore alla conversione biblica

Jacqueline Kassar, ex suora della chiesa cattolica romana, racconta la sua conversione a Cristo

Sono stata quarantacinque anni una Cattolica Romana, e di questi ventidue li ho passati da suora in un convento appartato dedicato alla all’adorazione, alla riparazione e alla sofferenza. Io credevo che una suora fosse chiamata ad essere un salvatore del mondo, come Gesù Cristo, in miniatura.

La mia decisione di farmi suora

Dopo avere frequentato per otto anni le scuole elementari Cattoliche ed avere memorizzato il catechismo, che è il libro di testo Cattolico Romano, io giunsi a credere nel mio cuore che una famiglia che aveva un figlio prete o una figlia suora avrebbe avuto il favore di Dio e delle speciali benedizioni. Decisi di entrare in convento quando ebbi abbastanza anni per lasciare casa. Questo era il mio obbiettivo quando avevo ancora tra i tredici e i diciannove anni. Al mio ventunesimo compleanno, nel 1954, entrai in convento contro il volere dei miei genitori. La mia fede nella mia chiamata ad essere una suora soppiantò l’opposizione veemente dei miei genitori. Nonostante il fatto di lasciare i miei genitori mi spezzò il cuore, i mi consolai con il fatto che io, facendo questo sacrificio per la salvezza della mia famiglia e di tutti quelli che erano fuori dalla fede Cattolica che credevo fossero destinati all’inferno, stavo compiendo la volontà di Dio. Continua a leggere