B’nai B’rith, il ramo ebraico della massoneria

B'nai_B'rith_International_-_logo_-_2017_to_PresentL’Ordine Indipendente B’nai B’rith (‘figli dell’alleanza’) fu fondato il 13 ottobre del 1843 a New York da Henry Jones e altri undici immigranti Ebrei tedeschi come società di mutuo soccorso per occuparsi della ‘deplorevole condizione degli ebrei’ in America. Un mese dopo la sua fondazione cambiò il nome dal nome tedesco originario ‘Bundes-Brueder’ (che significa ‘Lega dei fratelli’), in quello attuale che conserva le iniziali (‘BB’). Almeno quattro dei fondatori del BB erano massoni.

Il B’nai B’rith fu organizzato in logge con sei gradi gerarchici sul modello della Massoneria. E poco dopo, cominciò ad occuparsi di costruire ospedali, ospizi e orfanotrofi, e fornire servizi di assistenza sociale e scolastica per i nuovi immigrati. Nel 1913 il B’nai B’rith fondò la Lega Antidiffamazione ‘per fermare con appelli alla ragione, alla coscienza e, se necessario, alla legge, la diffamazione contro il popolo ebraico’. Ferruccio Pinotti nel suo libro Fratelli d’Italia, definisce l’Anti-Defamation League ‘una delle più influenti organizzazioni ebraiche americane, figlia del B’nai B’rith, una sorta di potentissima massoneria in rapporti con molti gruppi di potere’ (pag. 474), e cita una dichiarazione del massone Giuliano Di Bernardo che afferma: ‘La ricerca delle certezze lo porta [l’uomo] a vedere, sotto una luce nuova non più negativa, i poteri forti che, in modo più o meno occulto, hanno guidato le sorti dell’umanità. Si tratta di quei poteri secolari come, ad esempio, gli ordini preposti all’esercizio del potere temporale che esistono all’interno di alcune Chiese (l’Opus Dei nella Chiesa cattolica), la massoneria, certe organizzazioni ebraiche (l’Anti-Defamation League) e altre’ (pag. 465). Come potete vedere, un massone di alto grado come il Di Bernardo ha definito La Lega Antidiffamazione uno dei poteri forti.  Continua a leggere

La salvezza si può perdere? Si può scadere dalla grazia?

Domanda:

La grazia si può perdere o in altre parole, coloro che hanno fatto una reale esperienza con Dio possono perdere il loro stato di grazia?

Molti credenti che non accettano la dottrina del proponimento di Dio credono che la salvezza non si può perdere. Ovviamente alla luce della scrittura ciò è falso. Ho preso questa risposta dal sito ‘La nuova Via’ di Illuminato e Giacinto Butindaro su questa domanda. La risposta è molto esaustiva e completa.

Risposta:
La risposta a questa domanda è affermativa; la Scrittura dice chiaramente che esiste questa eventualità o possibilità.

Vediamo quali sono le Scritture che attestano ciò.

Lo scrittore agli Ebrei afferma quanto segue: “Perché quelli che sono stati una volta illuminati e hanno gustato il dono celeste e sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo a venire, se cadono, è impossibile rinnovarli da capo a ravvedimento, poiché crocifiggono di nuovo per conto loro il Figliuol di Dio, e lo espongono ad infamia. Infatti, la terra che beve la pioggia che viene spesse volte su lei, e produce erbe utili a quelli per i quali è coltivata, riceve benedizione da Dio; ma se porta spine e triboli, è riprovata e vicina ad esser maledetta; e la sua fine è d’esser arsa” (Ebr. 6:4-8). A riguardo di queste parole vorrei dire alcune cose per spiegarle. Innanzi tutto voglio dire che coloro dei quali si dice “se cadono” sono identificati come veri credenti. Perché dico questo? Perché alcuni quando devono spiegare queste parole vogliono far passare coloro dei quali parla lo scrittore per dei non credenti o meglio per dei non veri credenti, insomma per qualcuno che sembrava esteriormente un credente ma nella realtà non lo era. Questo è falso perché le caratteristiche enunciate dallo scrittore non lasciano minimamente pensare a una cosa del genere, anche perché lo scrittore si rivolgeva a dei credenti e non avrebbe avuto senso avvertirli su un pericolo che per loro non esisteva perché erano dei veri credenti prendendo come esempio quello che poteva succedere a dei credenti finti! E non solo, diciamo anche che le parole sopra citate si riferiscono a credenti maturi, ben versati nella Parola di Dio, e non a dei bambini in Cristo. Ma vediamo da più vicino le parole prima menzionate. Continua a leggere

Rabbi Asher Levy – L’ex-rabbino ebreo Asher Levy racconta la sua conversione

Io sono stato un Rabbino Ebreo per 35 anni. Nato in Yugoslavia, fui allevato in una famiglia Ebrea molto ortodossa. Mi fu insegnato a dire delle preghiere cerimoniose e a indossare i filatteri come è prescritto per ogni pio Ebreo (Deut. 6:8; 11:18). All’età di 15 anni andai alla scuola teologica per Rabbini dove io studiai l’Antico Testamento e i commentari Talmudici e sei anni più tardi io fui ordinato Rabbino in Romania. In seguito servii come Rabbino in Belgio, in Inghilterra e in California.

Esteriormente io ero felice e avevo successo nel mio ministerio ma nel mio cuore io ero irrequieto e insoddisfatto perché soffrivo molto come risultato del vuoto della vita in generale. Sei anni fa io incontrai un Ebreo con cui discussi questa questione. Io non sapevo che lui era un credente in Gesù Cristo. Il suo consiglio fu: ‘Leggi Isaia 53’. Io allora lessi questo ben conosciuto capitolo che concerne Gesù di Nazareth, che dice che Egli fu trafitto per le nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità. Io mi sentii spinto più in là, a esaminare le Scritture Ebraiche e trovai queste parole scritte dallo stesso profeta: “Poiché un fanciullo ci è nato, un figliuolo ci è stato dato, e l’imperio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace, per dare incremento all’impero e una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno, per stabilirlo fermamente e sostenerlo mediante il diritto e la giustizia, da ora in perpetuo: questo farà lo zelo dell’Eterno degli eserciti” (Is. 9:5-6). Io lessi anche: “Or ascoltate, o casa di Davide! È egli poca cosa per voi lo stancar gli uomini, che volete stancare anche l’Iddio mio? Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figliuolo, e gli porrà nome Emmanuele” (Is. 7:13,14). “Emmanuele” significa ‘Dio con noi”. Continua a leggere