Dialogo tra un Cristiano Fondamentalista ed un Arminiano

Conversation

Premessa

Il Cristiano Fondamentalista crede nella predestinazione e nelle perdita della salvezza. Quindi non è un calvinista. L’Arminiano è un pentecostale delle ADI. Il presente dialogo è un dialogo immaginario che però rispecchia il modo di ragionare degli arminiani delle ADI.

Dialogo

Cristiano Fondamentalista: «Gesù è stato crocifisso per volontà di Dio o di Satana?»

Arminiano: «per volontà di Dio!»

Cristiano Fondamentalista: «Allora i Giudei hanno fatto la volontà di Dio quando hanno fatto uccidere Gesù gridando a Pilato: «Crocifiggilo, Crocifiggilo!» (Luca 23:21)?

Arminiano: «No, che centra. I Giudei hanno peccato perché hanno ucciso un innocente».

Cristiano Fondamentalista: «Però se non ammazzavano quell’innocente il mondo non poteva ottenere la remissione dei peccati. E se era volontà di Dio, secondo il tuo ragionamento, i Giudei non dovrebbero avere alcuna colpa. Perché sta scritto: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è ne’ cieli.» (Matteo 7:21) Chi fa la volontà di Dio ENTRERÀ nel regno dei cieli.»

Arminiano: «Allora i Giudei, nonostante abbiano ucciso un innocente, sono in paradiso perché hanno fatto la volontà di Dio.»

Cristiano Fondamentalista: «Quindi Dio manda in paradiso delle persone che uccidono un innocente? Ma poi non hai letto le parole di Gesù che disse a Pilato: chi m’ha dato nelle tue mani, ha maggior colpa (Giovanni 19:11)? E le parole che gli apostoli rivolsero ai Giudei addossandogli la colpa dell’uccisione di Gesù?

Pietro disse al Sinedrio: «sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele che ciò è stato fatto nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che VOI avete crocifisso, e che Dio ha risuscitato dai morti» (Atti 4:10) E più avanti negli Atti, dopo che gli apostoli vengono liberati da un angelo dalla prigione, «il sommo sacerdote li interrogò, dicendo: Noi vi abbiamo del tutto vietato di insegnare in cotesto nome; ed ecco, avete riempita Gerusalemme della vostra dottrina, e volete trarci addosso il sangue di cotesto uomo.» (Atti 5:27-28) «Ma Pietro e gli altri apostoli, rispondendo, dissero: Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini. L’Iddio de’ nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi uccideste appendendolo al legno.» (Atti 5:29-30) Come puoi dire che i Giudei erano innocenti se Gesù prima e poi gli apostoli li accusarono di aver ucciso una vittima innocente?»

Arminiano: «Ci sono alcune cose nella Bibbia che sono difficili da capire. Sicuramente Dio si è usato dei Giudei per adempiere la Sua volontà.»

Cristiano Fondamentalista: «Quindi ammetti che ci sono cose difficili da capire nella Bibbia e che Dio si è usato dei Giudei per adempiere la sua volontà. La domanda sorge spontanea: Quindi, secondo te, Dio si è usato dei Giudei per adempiere la sua volontà e gli addossa la colpa a loro. Ma non credevi nel «libero arbitrio»? Quei Giudei non erano liberi di decidere? Che colpa hanno quei Giudei allora. È stato Dio ad ammazzare Gesù. Questo dovrebbe essere il tuo ragionamento da arminiano, visto che per te se uno crede che Dio predestina delle persone alla morte significa che Dio sia un burattinaio, sadico e ingiusto.»

L’arminiano inizia a dare delle risponde senza senso girando attorno sull’argomento.

Cristiano Fondamentalista: «l’uomo, nonostante sia predestinato all’inferno, è colpevole dinanzi a Dio. Il profeta Isaia disse che: «…piacque all’Eterno di fiaccarlo coi patimenti» (Isaia 53:10) e in altri passi c’è scritto che furono i Giudei a fare uccidere Gesù. Perché accadde tutto ciò? Perché si doveva adempiere la volontà di Dio, secondo che è scritto: …«in questa città, contro al tuo santo Servitore Gesù che tu hai unto, si sono raunati Erode e Ponzio Pilato, insiem coi Gentili e con tutto il popolo d’Israele, PER FAR TUTTE LE COSE CHE LA TUA MANO E IL TUO CONSIGLIO AVEANO INNANZI DETERMINATO che avvenissero.» (Atti 4:27-28) Cosa vuol dire: PER FAR TUTTE LE COSE CHE LA TUA MANO E IL TUO CONSIGLIO AVEANO INNANZI DETERMINATO che avvenissero? Vuol dire che Dio aveva determinato, secondo il suo consiglio, che i Giudei e i Gentili (romani) si riunissero per uccidere Gesù. Tutto questo perché aveva preordinato la morte e risurrezione di Gesù. Infatti Pietro disse: «sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatovi dai padri, ma col prezioso sangue di Cristo, come d’agnello senza difetto né macchia, PREORDINATO prima della fondazione del mondo, ma manifestato negli ultimi tempi per voi» (1Pietro 1:18-20)

Arminiano: «Ma allora perché Dio si lamenta ancora trovando colpa in noi?

Cristiano Fondamentalista: «Piuttosto, o uomo, chi sei tu che replichi a Dio? La cosa formata dirà essa a colui che la formò: Perché mi facesti così? Il vasaio non ha egli potestà sull’argilla, da trarre dalla stessa massa un vaso per uso nobile, e un altro per uso ignobile? E che v’è mai da replicare se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta longanimità de’ vasi d’ira preparati per la perdizione, e se, per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso de’ vasi di misericordia che avea già innanzi preparati per la gloria, li ha anche chiamati (parlo di noi) non soltanto fra i Giudei ma anche di fra i Gentili?» (Romani 9:20-24)

Conclusione

Questo dialogo immaginario è stato scritto per rispondere agli attacchi di quanti ci giudicano che siamo gente in contraddizione. Tutto ciò viene dal fatto che crediamo sia nelle predestinazione (Sovranità di Dio) sia nella possibilità di perdere la salvezza (responsabilità dell’uomo). Purtroppo, molti evangelici, usano la «logica» dei Testimoni di Geova, anziché quella di Dio. I Testimoni di Geova giudicano i trinitari di credere in una dottrina contraddittoria in quanto Gesù, nonostante sia Dio, è distinto dal Padre. La loro «logica» non riesce a conciliare le due cose. La Bibbia, essendo che è la Parola di Dio, segue, giustamente, la logica di Dio e non quella dell’uomo. Altrimenti sarebbe parola dell’uomo anziché di Dio. La Sovranità di Dio e la responsabilità dell’uomo sono due facce della stessa medaglia. La Sovranità di Dio mostra le cose dal punto di vista di Dio. La responsabilità dell’uomo mostra le cose dal punto di vista dell’uomo. È semplice. La stessa cosa si può osservare con il moto del sole. L’uomo, guardando il sole dalla terra, dice che sorge o tramonta. Dio, guardando il sole dal terzo cielo, dice che è la terra che gira attorno il sole. 

Gian Michele Tinnirello

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Il presunto errore nel Vangelo di Luca sul censimento di Quirino

quirinius

Publio Sulpicio Quirinio

Frederick Fyvie Bruce, nel suo libro “Possiamo fidarci del Nuovo Testamento?, a proposito del Censimento di Quirino nel Vangelo di Luca, scrive:

In riferimento in Luca 2:2 a Quirino come governatore di Siria al tempo della nascita di Cristo (prima della morte di Erode il Grande nel 4 a. C.), è stato spesso ritenuto un errore perché si sa che Quirino divenne legato imperiale di Siria nell’anno 6 D.C.(Giuseppe Flavio, Antichità Giudaiche XVIII.I,1), ed ebbe la supervisione, in quello stesso anno, del censimento menzionato in Atti 5:37, che provocò l’insurrezione guidata da Giuda il galileo. Oggi, però, è ampiamente accettato che un censimento precedente, come descritto in Luca 2:1ss,

(a) potrebbe essere avvenuto durante il regno di Erode il Grande,
(b) potrebbe aver costretto ciascuno a tornare nella propria terra natia,
(c ) potrebbe aver fatto parte di un censimento di tutto l’impero,
(d) potrebbe essere avvenuto durante un precedente governatorato di Quirino in Siria.

(a) Giuseppe Flavio ci informa che verso la fine del regno di Erode (37-4 a.C.) l’imperatore Augusta lo trattò più come subordinato che come amico (Ibid. XVI.9,3), e che tutta la Giudea fece voto di obbedienza ad Augusto come Erode (Ibid. XVII.2,4). L’effettuazione di un censimento imperiale in un regno vassallo (come era la Giudea durante il regno di Erode) non è un eccezione; durante il regno di Tiberio fu imposto un censimento al regno vassallo di Antioco, nell’est dell’Asia Minore (Tacitus, Annales VI.41).

(b) L’obbligo fatto a ciascuna persona di registrarsi nel proprio domicilio di origine, che costrinse Giuseppe a ritornare a Betlemme, è stato illustrato da un editto nel 104 d.C. in cui C. Vibius Maximus, prefetto romano dell’Egitto, ne dà notizia in questo modo: “Siccome deve iniziare l’ascrizione per casate, è necessario notificare a tutti quelli che, per qualunque motivo, siano lontani dalla loro area amministrativa, di tornare a casa, alfine di adempiere alle regole abituali del censimento, e di rimanere poi nelle loro terre” (Cfr. A. Deissmann, Light from the ancient East, trad. dal ted., Hodder and Stoughton, Londo, 1927, p. 270ss.)

(c) Vi sono prove sparse di censimenti effettuati in varie parti dell’impero tra gli anni 11 e 8 a.C., che terminano praticamente col papiro proveniente dall’Egitto, sopra citato.

(d) Vi sono parecchie iscrizioni attestanti che quado Quirino iniziò il suo ufficio in Siria, nell’anno 6 d.C., era la seconda volta che fungeva da legato imperiale. La prima volta fu quando comandò una spedizione contro gli Homanadensiani, una tribù delle montagne dell’Asia Minore, all’incirca tra il 12 e il 6 a.C. Ma le prove non dicono espressamente in quale provincia egli fu legato imperiale in questo periodo. Sir William Ramsey proponeva che fosse la provincia di Siria (The bearing of recent discovery, op. cit., p. 275ss.). Abbiamo comunque un resoconto ininterrotto di quegli anni relative ai governatori della Siria, e in esso non troviamo Quirino; Ramsay suggeriva che egli ricevette l’icarico di legato straordinario aggiunto, per scopi militari. Per contro, ci sono buone ragioni per credere che il suo primo incarico nell’ufficio di legato imperiale fosse espletato in Galazia, e non in Siria (R. Syme, “Galatia and Pamphylia under August”, Klio XXVII (1934), p 122). Il problema non ha ancora una soluzione definitiva, ma è consigliabile seguire quei commentatori e filologi che traducono Luca 2:2 in questo modo: “Questo censimento avvenne prima di quello che Quirinio, governatore della Siria, fece” (Cfr N. Turner, Grammatical insights into the New Testament, T. & T. Clark, Edinburgh, 1965, p. 23-24. Alcuni studiosi seguendo così Tertulliano cambierebbero “Quirino” con “Saturnino”, che fu legato imperiale di Siria negli anni 8-6 a.C. (Adv. Marc. IV.19))

F.F. BRUCE, Possiamo fidarci del Nuovo Testamento?, Luglio 2006, GBU, pag. 101, 102

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I cosiddetti padri della Chiesa l’uno contro l’altro

Da come parlano i teologi cattolici romani della loro tradizione i loro padri sono degni di fiducia e quindi sono arbitri della fede degli uomini. Molti quindi, nella loro ignoranza, si fanno l’idea che essi erano tutti di pari consentimento. Noi adesso dimostreremo invece che gli amati padri della chiesa romana non andavano d’accordo neppure tra loro su diverse cose (alcune di queste divergenze che citeremo si evincono dalle loro citazioni fin qui viste) e scrissero l’uno contro l’altro.

Policarpo (70 ca. – 155) affermava che la Pasqua andava celebrata il quattordicesimo giorno del mese di Nisan non importa che giorno della settimana fosse, mentre Aniceto (II sec.) vescovo di Roma affermava che la Pasqua andava celebrata la domenica più vicina al quattordici del mese di Nisan.

Foto: Policarpo di Smirne

Cipriano affermava che il battesimo degli eretici non era valido infatti disse: ‘Abbiamo decretato che il battesimo stabilito nella Chiesa cattolica deve rimanere unico. Per questo motivo noi non ribattezziamo, ma battezziamo coloro che provengono da un’acqua adultera e profana, perché costoro devono essere lavati e santificati dall’acqua vera che dona la salvezza’ (Opere di San Cipriano, Lettera 73, pag. 697), ma Agostino non era d’accordo con Cipriano sul ribattezzare gli eretici: ‘..ribattezzare un eretico il quale abbia ricevuto quel carattere di santità che è stato tramandato dalla dottrina cristiana, è indubbiamente una colpa…’ (Opere di Sant’Agostino. Le lettere 23,2: pag. 121), ed afferma che Cipriano era nel torto infatti disse: ‘Ma che Cipriano avesse avuto del battesimo un’opinione contraria alla norma e alla pratica della Chiesa, si riscontra non già nelle Scritture canoniche, ma nelle opere scritte da lui e in una sua lettera indirizzata ad un concilio’ (ibid., 93, 10;38: pag. 857), ed ancora: ‘…tra il battesimo di Cristo conferito dall’Apostolo e il battesimo di Cristo conferito da un eretico non v’è differenza di sorta poiché, per quanto grande possa essere la differenza di coloro che li amministrano, l’essenza dei Sacramenti è sempre la medesima’ (ibid., 93, 11;48: pag. 871). E con Cipriano non era d’accordo neppure Stefano (che era vescovo di Roma) il quale non voleva che gli eretici fossero ribattezzati infatti diceva: ‘Se dunque degli eretici vengono a noi, da qualsiasi setta, non si faccia alcuna innovazione, ma si segua solo la tradizione, imponendo loro le mani per riceverli a penitenza, visto che gli eretici stessi, da una setta all’altra, non battezzano affatto secondo il loro rito particolare quelli che passano alla loro parte, ma li ammettono semplicemente alla comunione’. Continua a leggere