Francesco è nato di nuovo?

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Chi afferma, come Corrado Salmè, che il cosiddetto papa, ossia il capo della Chiesa Cattolica Romana, è nato di nuovo, mostra in maniera evidente che non sa cos’è la nuova nascita.Perché quando uno nasce di nuovo diventa una nuova creatura, le cose vecchie sono passate, ecco sono diventate nuove (2 Corinzi 5:17). Per cui chi è nato di nuovo cammina in novità di vita. Se dunque prima di nascere di nuovo uno era un idolatra, quando nasce di nuovo smette di esserlo perché comincia ad adorare Dio in spirito e verità, e lo Spirito di Dio lo spingerà ad aborrire gli idoli e a distruggere tutti quelli che sono di sua proprietà, e smetterà di rendere il culto ai morti o ai dèi che prima serviva! Ma tutto ciò non si vede affatto in Francesco, perché lui ama gli idoli e prende piacere nell’idolatria, e infatti rende il culto a Maria e ai santi che sono in cielo.

E poi quando uno nasce di nuovo, essendo che diventa un figlio di Dio, ha la certezza della remissione dei propri peccati come anche la certezza di avere la vita eterna e quindi la certezza che quando si dipartirà dal corpo andrà ad abitare con il Signore nel Suo regno celeste, come ce l’avevano gli apostoli, certezze che Francesco non ha perché la dottrina della Chiesa Cattolica Romana rigetta queste certezze per il Cristiano e difatti Francesco non solo si confessa regolarmente, ma afferma anche che andrà in purgatorio infatti ha affermato: «A presto, se non ci vediamo più qui, ci troveremo in Purgatorio» (http://www.unionesarda.it/).

Spieghiamo brevemente ciò.

Uno che va a confessarsi non ha la certezza di avere la remissione dei suoi peccati e di essere giustificato da Dio, e difatti – secondo la teologia papista – quando morirà dovrà andare in purgatorio per purgarsi del residuo di colpa che rimane, mediante delle pene molto severe, prima di accedere al paradiso!!! Egli dunque non può essere nato di nuovo, perché coloro che sono nati di nuovo o nati da Dio, secondo quello che insegna la Parola, hanno la remissione dei peccati per il nome di Gesù Cristo e secondo le ricchezze della grazia di Dio (1 Giovanni 2:12; Efesini 1:7). Questa è la fiducia che essi hanno nel Signore. Noi che siamo nati da Dio abbiamo questa fiducia, che però la Chiesa Cattolica Romana definisce «fiducia vana e lontana da ogni vera pietà» (Concilio di Trento, Sess. VI, cap. IX).

Uno che afferma che quando morirà andrà in purgatorio non ha la certezza che quando morirà il Signore lo salverà nel suo regno celeste, mentre coloro che sono nati da Dio hanno lo Spirito di Dio che attesta con il loro spirito che sono figli di Dio, e quindi eredi di Dio e coeredi di Cristo (Romani 8:15-17), e che gli attesta che dove si trova il Signore là andranno pure loro quando si dipartiranno dal corpo (2 Corinzi 5:5-8; Filippesi 1:23), Spirito che gli attesta anche che il sangue di Gesù Cristo li purifica da ogni peccato (1 Giovanni 1:7) e quindi non c’è alcuna condanna per essi (Romani 8:1).

Francesco quindi non è nato di nuovo, ma è ancora morto nei suoi falli e nelle sue trasgressioni, essendo un figlio d’ira, e se non si ravvederà e convertirà dagli idoli e crederà nel Vangelo di Cristo, l’ira di Dio continuerà a restare sopra di lui e quando morirà se ne andrà certamente nel fuoco dell’Ades, dove si trovano di già i papi che lo hanno preceduto e che sono morti nei loro peccati tra cui c’era anche quello di idolatria.

Ma come si fa a dire che un idolatra, un nemico di Dio (basta solo considerare infatti che Francesco ritiene di essere il vicario di Cristo e il capo della Chiesa di Dio sulla terra per capire che egli è nemico di Dio), uno che insegna eresie di perdizione, come Francesco, che sta aiutando centinaia di milioni di anime ad andare perdizione, è nato di nuovo? Bisogna proprio essere tra coloro di cui la Scrittura dice: “Non sanno nulla, non capiscono nulla; hanno impiastrato loro gli occhi perché non veggano, e il cuore perché non comprendano” (Isaia 44:18), per affermarlo! E difatti, costoro non sanno discernere tra uno morto nei suoi peccati e uno vivificato con Cristo.

Guardatevi e ritiratevi da essi.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Leggi questo mio studio sulla nuova nascita e la confutazione della dottrina della salvezzainsegnata dalla Chiesa Cattolica Romana

Fonte: http://giacintobutindaro.org/

«E discesero ambedue nell’acqua, Filippo e l’eunuco; e Filippo lo battezzò»

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Una parola per coloro che insegnano ed hanno ricevuto il battesimo per aspersione. Voglio farvi presente che la Scrittura non dice: «L’eunuco prese una brocca d’acqua che aveva con sè sul carro e disse a Filippo: ‘Ecco dell’acqua; che impedisce che io sia battezzato?’ E Filippo disse: Se tu credi con tutto il cuore, è possibile. L’eunuco rispose: Io credo che Gesù Cristo è il Figliuol di Dio. E quindi Filippo prese dell’acqua e gliela versò sul capo», ma un altra cosa e cioè: “E cammin facendo, giunsero a una cert’acqua. E l’eunuco disse: Ecco dell’acqua; che impedisce che io sia battezzato? Filippo disse: Se tu credi con tutto il cuore, è possibile. L’eunuco rispose: Io credo che Gesù Cristo è il Figliuol di Dio. E comandò che il carro si fermasse; e discesero ambedue nell’acqua, Filippo e l’eunuco; e Filippo lo battezzò. E quando furon saliti fuori dell’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo” (Atti 8:36-39).Quindi, il battesimo per aspersione che voi insegnate e che avete ricevuto non ha alcun valore agli occhi di Dio, perché non è in accordo con la Parola di Dio, in quanto il battesimo che Gesù Cristo ha comandato di ministrare a coloro che hanno creduto (e quindi i neonati sono esclusi) è per immersione.

Vi esorto dunque, voi che avete la fede nel Figliuolo di Dio e che quindi siete nati da Dio, e che fate parte di queste Chiese che insegnano un falso battesimo, ad uscire e separarvi da queste Chiese, ed unirvi ad una Chiesa che si attiene all’insegnamento di Cristo (e non alla tradizione degli uomini che volta le spalle alla verità a cui invece si attengono le Chiese di cui fate parte), e a farvi battezzare quindi per immersione nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo come ha comandato il Signore Gesù Cristo (Matteo 28:19).

Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese

Giacinto Butindaro

Fonte: http://giacintobutindaro.org/

Contro le statue e le immagini cosiddette sacre

idoli-chiesa-cattolica-romaLa dottrina dei teologi papisti

Le sacre immagini vanno esposte per la venerazione. Dio gradisce il culto alle immagini perché davanti ad esse avvengono dei miracoli. Il concilio di Nicea II, che fu convocato dall’imperatrice Irene, decretò: ‘Noi definiamo con ogni accuratezza e diligenza che, a somiglianza della preziosa e vivificante Croce, le venerande e sante immagini sia dipinte che in mosaico, di qualsiasi altra materia adatta, debbono essere esposte nelle sante chiese di Dio, nelle sacre suppellettili e nelle vesti, sulle pareti e sulle tavole, nelle case e nelle vie; siano esse l’immagine del Signore e Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo, o quella della immacolata Signora nostra, la santa madre di Dio, degli angeli degni di onore, di tutti i santi e pii uomini’ (Concilio di Nicea II). Per dimostrare che la chiesa cattolica non fa nulla di male nel fare queste immagini e statue ed esporle alla venerazione dei fedeli i teologi papisti fanno presente che Mosè fece dei cherubini d’oro per porli sull’arca e un serpente di rame che pose su un antenna.

Il culto del sacro cuore di Gesù. L’origine di questa devozione al cuore di Gesù è strettamente collegata alle visioni che ebbe una certa Margherita Maria Alacoque (1647-1690) perché esse servirono ai Gesuiti come appoggio per divulgare questo culto al cuore di Gesù. Questa giovane raccontò che le era apparso Gesù Cristo sopra l’altare, che egli s’era aperto il petto e le aveva mostrato il cuore tra le fiamme, circondato da una corona di spine, squarciato da una ferita e con sopra una piccola croce; insomma quel cuore che oggi è riprodotto in milioni di immagini e su milioni di medaglie. In un’altra apparizione, avuta tempo dopo, ella disse che Gesù le chiese il culto pubblico, con l’istituzione di una festa riparatrice e le indicò come collaboratore Claudio de La Colombière, un Gesuita che era il suo confessore. E fu appunto questo de La Colombière che, spinto da grande zelo, riuscì a diffondere, vivente ancora Alacoque, il culto al cuore di Gesù tra molte persone. Ancora oggi il culto al sacro cuore di Gesù è molto diffuso, soprattutto tra le donne, che più degli uomini vengono colpite nell’immaginazione e nei sensi da questa immagine del cuore di Gesù coronato di spine. Ma come giustificano questo culto al cuore di Gesù i teologi cattolici? In questa maniera: ‘Il suo cuore perciò, considerato unito alla persona divina, è degno di adorazione, la quale termina alla persona stessa di Gesù (….) Oggetto proprio del culto quindi non è solo il cuore fisico, né solo l’amore, ma il cuore fisico come simbolo dell’amore (…) Il cuore infatti è stato sempre preso come simbolo dell’amore (…) Comunemente con l’espressione Sacro Cuore si suole significare tutta la persona di Gesù…’ (Enciclopedia Cattolica, vol. 4, 1062). Continua a leggere

L’apostolo Paolo: mandato dalle Chiese o da Cristo?

Nicola Martella afferma quanto segue in merito agli apostoli:
‘Bisogna distinguere dapprima gli apostoli del Signore Gesù, che erano solo dodici e vissero con lui dall’inizio alla fine del suo ministero (At 1,22). Poi, bisogna distinguere gli apostoli delle chiese, tra cui c’erano, ad esempio, Paolo e Barnaba (At 13,1ss).
La chiamata da parte del Signore è una cosa, il mandato della chiesa è un’altra. Paolo poteva stare benissimo ad Antiochia e da lì organizzare l’opera intorno. Poteva organizzare pure una particolare azione a favore di altre chiese e guidare una particolare delegazione al riguardo (cfr. At 11,29s; 12,21). Continua a leggere

Giuseppe Basile, l’ennesimo pastore che fa cadere le persone a terra

Le foto che state vedendo si riferiscono ad una conferenza tenutasi il 05 maggio 2011 con la partecipazione di vari pastori, tra cui Giuseppe Basile e Mario Mangano (Qui tutte le foto dell’evento), in cui  si puo vedere come si verifichi il fenomeno della caduta a terra; fenomeno da cui (già da diversi anni) è stata messa in guardia la fratellanza essendo questa pratica chiaramente antiscritturale.

Evidentemente i nostri ammonimenti sono ignorati e disprezzati da molti, che nonostante i nostri avvisi e messa in guardia tirano innanzi come se niente fosse.

E che il pastore Giuseppe Basile prosegua tutt’ora nell’approvare queste manifestazioni, è visibile anche in questo video che si riferisce alla promozione pubblicitaria di quest’altra conferenza, tenutasi a Roma, giovedì 8 dicembre 2011, dove anche qui si possono vedere le persone che cadono, accompagnate a terra affinchè non si faccian del male: Continua a leggere

L’Epistola agli Ebrei è stata indirizzata a cristiani di origine ebraica

Frontespizio Bibbia Diodati 1640

Dopo aver letto su facebook che un certo esegeta, di matrice antipentecostale, si è permesso di scrivere che l’Epistola agli Ebrei non era rivolta a giudei che avevano creduto in Gesù Cristo, cioé nel Messia promesso, alla pari di noi oggi, mi sono sentito in cuore di scrivere qualcosa in merito alla questione, affinché i santi siano confortati e incoraggiati a continuare a credere che l’Epistola agli Ebrei era indirizzata ai credenti di origine ebraica, e per distruggere questa fortezza che si eleva contro la verità.

Oltre alle ben più importanti prove interne della stessa epistola, dove in diversi passi viene affermato chiaramente che l’autore ha indirizzato tale epistola a dei credenti, ho voluto riportare di seguito ciò che credevano certi scrittori e studiosi della Bibbia, anche loro di matrice cessazionista, che sicuramente ne sapevano qualcosa in più di questo esegeta moderno che si è permesso di lanciare questa affermazione falsa e deviante, con lo scopo di creare le basi su cui poter edificare false dottrine, tra cui la possibilità per un credente di perdere la salvezza, che nella epistola in questione vi sono importanti e incontrovertibili riferimenti. Continua a leggere

Confutazione del ‘rapimento segreto’


Confutazione del rapimento segreto
(120 minuti – mp3) scarica audio

[audio http://www.diretta.lanuovavia.org/c-rapimento-segreto.mp3]

christianraptureIntroduzione

C’è una dottrina molto diffusa in ambito Evangelico che afferma che il ritorno di Cristo sarà suddiviso in due fasi.

La prima fase consisterà nel ritorno di Cristo dal cielo per i suoi santi che sarà immediatamente seguito dalla risurrezione dei morti in Cristo prima e dalla traslazione dei credenti viventi dopo. Questo evento avrà luogo prima della grande tribolazione, per cui la Chiesa – i credenti viventi al tempo immediatamente precedente alla tribolazione assieme con i morti in Cristo risuscitati – sarà rapita prima che inizi la tribolazione. Questo ritorno di Cristo è invisibile (e oltre a ciò può avvenire in ogni istante), per cui la Chiesa sarà presa in maniera invisibile: il mondo non vedrà nulla. I motivi addotti si possono racchiudere in uno solo che è questo; la Tribolazione è un periodo in cui Dio riverserà la sua ardente ira sul mondo e la sua Chiesa non è stata destinata ad ira. A sostegno di questa tesi vengono presi gli esempi di Lot e di Noè, che furono messi al sicuro prima che Dio riversasse la sua ira sugli empi. Subito dopo il rapimento segreto della Chiesa sarà manifestato l’uomo del peccato ovvero l’anticristo, che perseguiterà gli Ebrei che durante questo periodo si convertiranno a Cristo come anche quei Cristiani freddi o sviati che al ‘ritorno di Cristo’ saranno lasciati sulla terra essendo non preparati ad incontrarlo e che durante il regno dell’anticristo si convertiranno a Cristo ma a costo della loro vita (moriranno infatti martiri). Continua a leggere