Il fratello Giuseppe Piredda confuta Giancarlo Rinaldi, servo del GADU – Prima parte

piredda-giuseppe-giancarlo-rinaldiIl massone Giancarlo Rinaldi nel marzo del 2014, dopo che Giacinto Butindaro fece sapere che lui era massone, scrisse in nome del GADU (Grande Architetto Dell’Universo, che è Satana il Serpente Antico – ascolta quello che dice un ex massone del Grande Oriente d’Italia) che lui come massone serve e adora, una lettera contro di Giacinto Butindaro e in difesa della Massoneria; una lettera chiaramente ispirata dal GADU, che lui ha voluto scrivere alla gloria del GADU con cui lui ha fatto un patto quando è stato iniziato nella Massoneria del Grande Oriente d’Italia.

Il fratello Giuseppe Piredda, che serve e adora YAHWEH, che è il Padre del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, e che è il solo vero Dio, ha voluto confutare la lettera di questo servitore del GADU. Ecco la prima parte di questa sua confutazione, dal titolo«Considerazioni sulla lettera scritta dal massone Rinaldi contro Butindaro: 1) Il dittico che a buon diritto si attaglia ai massoni e non a Butindaro»

Chi ha orecchi da udire, oda

La foto di Giancarlo Rinaldi (alla destra) è stata presa dalla pagina facebook di Elpidio Pezzella

7 menzogne molto diffuse nel mondo

mondo-seduttore-serpenteQuelle che seguono sono tra le menzogne del diavolo più diffuse nel mondo, tramite le quali egli tiene sotto la sua potestà tantissime anime e le porta in perdizione.

1) In fondo in fondo tutti sono buoni. E’ una menzogna perchè la Scrittura dice: “Non v’è alcun giusto, neppur uno. Non v’è alcuno che abbia intendimento, non v’è alcuno che ricerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti quanti son divenuti inutili. Non v’è alcuno che pratichi la bontà, no, neppur uno. La loro gola è un sepolcro aperto; con le loro lingue hanno usato frode; v’è un veleno di aspidi sotto le loro labbra. La loro bocca è piena di maledizione e d’amarezza. I loro piedi son veloci a spargere il sangue. Sulle lor vie è rovina e calamità, e non hanno conosciuto la via della pace. Non c’è timor di Dio dinanzi agli occhi loro” (Romani 3:10-18).

2) Tutti gli uomini sono figli di Dio. E’ una menzogna perchè tutti gli uomini sono creature di Dio ma non tutti gli uomini sono figli di Dio, in quanto figli di Dio si diventa credendo nel Signore Gesù Cristo come dice l’apostolo Giovanni: ” a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome; i quali non son nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma son nati da Dio” (Giovanni 1:12-13).

3) Nessuno conosce o possiede la verità. E’ una menzogna perchè coloro che credono nel Figliuolo di Dio conoscono o hanno la verità. Dice infatti l’apostolo Giovanni: “Quanto a voi, avete l’unzione dal Santo, e conoscete ogni cosa. Io vi ho scritto non perché non conoscete la verità, ma perché la conoscete, e perché tutto quel ch’è menzogna non ha che fare colla verità” (1 Giovanni 2:20-21), e Paolo gli fa eco chiamandoci “quelli che credono e hanno ben conosciuta la verità” (1 Timoteo 4:3).

4) Alla fine Dio nella sua misericordia salverà tutti. E’ una menzogna perchè Dio salverà solo coloro che credono nel suo Figliuolo Gesù Cristo, ossia che Egli è morto per i nostri peccati, che fu seppellito e che il terzo giorno risuscitò dai morti a cagione della nostra giustificazione. E’ scritto infatti: “Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato” (Marco 16:16), ed ancora: “Chi vince erediterà queste cose; e io gli sarò Dio, ed egli mi sarà figliuolo; ma quanto ai codardi, agl’increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda” (Apocalisse 21:7-8).

5) Tutte le religioni portano a Dio. E’ una menzogna perchè a Dio ci si arriva solo tramite il Suo Figliuolo Gesù Cristo il quale disse: “Io son la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6). Per cui c’è “un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, il quale diede se stesso qual prezzo di riscatto per tutti; fatto che doveva essere attestato a suo tempo” (1 Timoteo 2:5-6).

6) Dio è lo stesso Dio in ogni religione. E’ una menzogna perchè “sebbene vi siano de’ cosiddetti dèi tanto in cielo che in terra, come infatti ci sono molti dèi e molti signori, nondimeno, per noi c’è un Dio solo, il Padre, dal quale sono tutte le cose, e noi per la gloria sua, e un solo Signore, Gesù Cristo, mediante il quale sono tutte le cose, e mediante il quale siam noi” (1 Corinzi 8:5-6). Il solo vero Dio dunque è l’Iddio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che è anche chiamato “l’Iddio d’Abrahamo, l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe” (Esodo 3:6).

7) Quando l’uomo muore si va a reincarnare o in un altro essere umano o in un animale. E’ una menzogna perchè l’uomo ha un’anima immortale dentro il suo corpo che dopo la morte continua a vivere o in paradiso che è un luogo di riposo celeste (se la persona è un figlio di Dio) o nell’Ades che è un luogo di tormento dove c’è il fuoco posto nel cuore della terra (se la persona muore nei suoi peccati). E’ scritto infatti: “Beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, essendo che si riposano dalle loro fatiche, poiché le loro opere li seguono” (Apocalisse 14:13), e: “Gli empi se n’andranno al soggiorno de’ morti” (Salmo 9:17). Coloro che sono in paradiso risusciteranno corporalmente in resurrezione di vita al ritorno di Gesù Cristo, mentre coloro che sono nell’Ades risorgeranno in resurrezione di condanna nel giorno del giudizio.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Fonte: http://giacintobutindaro.org/

Confutazione della dottrina ‘Una volta salvati sempre salvati’

sheep-homeIntroduzione

In seno a molte Chiese Evangeliche viene insegnata la seguente dottrina: che chi ha creduto nel Signo­re non corre in alcun modo il rischio o il pericolo di andare in perdizione; in altre parole la dottrina che esclude possa esserci la possibilità che un credente dopo avere creduto per un certo tempo rinneghi la fede e vada così in perdizione. Tra le Chiese che la insegnano ci sono le chiese Battiste, le Chiese Riformate, le Chiese Valdesi, le Chiese Presbiteriane, e le Chiese dei Fratelli.

Ecco alcune dichiarazioni a tale proposito: citerò prima dichiarazioni di singoli credenti e poi alcuni articoli di fede di alcune famose confessioni di fede.

Renè Pache, che è stato direttore della Scuola Biblica Emmaus di Ginevra, i cui libri tradotti anche in Italiano sono molto apprezzati anche in seno alle Chiese dei Fratelli, ha scritto: ‘Chi può commettere il peccato contro lo Spirito Santo? Per defi­nizione, tutti coloro che, fino alla fine, rifiutano di pentirsi e di ac­cettare il Salvatore. Ma è possibile per un figliuolo di Dio, veramente rigenerato, di commettere questo peccato? Noi non lo crediamo, perchè egli ha già permesso allo Spirito di entrare in Lui e di convincerlo’ (Renè Pache, La persona e l’opera dello Spirito Santo, Arezzo 1950, pag. 63).

Rinaldo Diprose, della Chiesa dei Fratelli, ha detto: ‘Non credere in Cristo equivale a ritrarsi dall’Iddio vivente e non otte­nere la salvezza eterna (…) Concludiamo, dunque, nell’affermare che i brani esortativi sopra considerati [Ebrei 3:12; 4:1-3; 4:9-11] non insegnano che il credente corra il pericolo di perdere la salvezza. Essi insegnano piuttosto che quanti sono religiosi corrono il pericolo di non giungere alla salvezza per mancanza di una fede incondizionata in Cristo’ (Rinaldo Diprose,‘Il problema dell’apostasia nei brani esortativi della lettera agli Ebrei’ in Lux Biblica, N° 6 1992, pag. 59).

Guglielmo Standridge, pastore della Chiesa Bereana, ha detto: ‘Chi è salvato ha già ricevuto in dono la vita eterna e non si perderà mai, né commetterà dei peccati così gravi da potergli togliere la salvezza. (…) Chi è veramente salvato, invece ‘vincerà’, non ‘calpesterà’ mai il sangue di Cri­sto, e vivrà con il Signore per l’eternità. Quale grande salvezza Gesù ha acquistata con il suo sangue! Il‘buon pastore’ non perderà mai una delle sue pecore’ (Guglielmo Standridge, ‘Si salva solo chi vince?’ in La voce del Vangelo, N° 7 Luglio 1994, pag. 8),
Ernest F. Kevan, che è stato rettore del London Bible College, famosa università Biblica di Londra, ha scritto: ‘La risposta evangelica al problema della perseveranza ultima è che essa è interamente assicurata in Cristo, che Dio non ritira mai il suo aiuto da coloro che Egli ha scelti e ha giustificati e che, anche se talvolta Egli permette che il credente vacilli e pecchi, provvede che nessuno di essi cada irrimediabilmente (….) La dottrina della salvezza finale dei credenti attraverso la preservazione divina e la loro perseveranza nella santità trova pieno appoggio nell’intero sistema della verità cristiana. Essa è conforme alla dottrina della sovranità di Dio nell’elezione e nella predestinazione, con il patto di redenzione in cui il Padre diede al Figlio quella moltitudine che nessun uomo può contare; con il carattere sostitutivo della morte di Cristo e la Sua attuale opera diintercessione; con la profonda unione mistica che esiste tra Cristo e coloro che condividono la sua vita; con la fattiva opera dello Spirito Santo che rende reale nell’esperienza del credente tutto ciò che Cristo ha fatto per lui; e, infine, con la sicurezza della salvezza che è data al credente per mezzo della fede in Cristo e l’intima testimonianza dello Spirito Santo’ (Ernest F. Kevan, Salvezza, Genova 1979, pag. 108,117)

Il quinto articolo di fede della Southern Baptist Convention (La Convenzione Battista del Sud) accettato anche dai Battisti in Italia dice: ‘Tutti i veri credenti perseverano fino alla fine. Quelli che Dio ha accettato in Cristo, e santificato per mezzo del suo Spirito non scadranno mai dallo stato di grazia, ma persevereranno fino alla fine. I credenti possono cadere nel peccato per mezzo della negligenza e della tentazione, e per mezzo di esso essi contristano lo Spirito, essi danneggiano le loro grazie e i loro conforti, ed espongono la causa di Cristo al biasimo, e attirano su loro stessi dei giudizi temporanei; ma essi saranno conservati dalla potenza di Dio per mezzo della fede a salvezza’.

La Confessione di fede di Westminster pubblicata la prima volta nel 1646 (a cui si rifanno le Chiese Riformate e le Chiese Presbiteriane) nel suo diciassettesimo articolo afferma quanto segue: ‘1. Quelli che Dio ha accolto nel suo amato Figliolo, quelli che efficacemente ha chiamato e santificato per il suo Spirito, non possono scadere né totalmente né definitivamente dallo stato di grazia; anzi, persevereranno certamente in quello stato fino alla fine, e saranno salvati eternamente. 2. Questa perseveranza dei santi non dipende dalla loro libera volontà, ma dall’immutabilità del decreto dell’elezione, il quale procede dall’amore gratuito ed immutabile di Dio Padre, dall’efficacia del merito e dell’intercessione di Gesù Cristo; dalla dimora in essi dello Spirito, dal seme di Dio presente in loro, e dalla stessa natura del patto di grazia. Tutti questi fattori danno luogo alla certezza ed infallibilità della perseveranza dei santi. 3. I santi tuttavia possono cadere in peccati molto gravi a causa delle tentazioni di Satana e del mondo, dal prevalere in essi della loro corruzione residua, e dal fatto di avere trascurato i mezzi che Dio ha provveduto per preservarli. E’ possibile che continuino in questo stato per un certo tempo, in modo da causare su di loro il dispiacere di Dio, da contri­stare il suo Spirito Santo e da venire privati in qualche misura delle loro grazie e consolazioni, da subire l’indurimento del loro cuore ed il ferimento della loro coscienza, da offendere e scandalizz­are gli altri e da attirare su di sé giudizi temporanei’.

L’articolo ventiseiesimo della Confessione di fede dei Valdesi del 1662, a cui si rifanno anche i Valdesi di oggi, afferma: ‘Che la Chiesa non può mancare e essere ridotta al niente, ma che deve esser perpetua, tutti gli eletti essendo, ognuno nel suo tempo, chiamati da Dio nella comunione dei santi, e talmente per la virtù del suo santo Spirito sostenuti e conservati nella fede, che perseverando in essa conseguono l’eterna salvezza’.

Per ciò che concerne le dichiarazioni presenti nella Confessione di fede di Westminster e nella Confessione di fede dei Valdesi, si tenga presente che esse furono promulgate sulla base di quanto aveva insegnato a tale proposito Giovanni Calvino (1509-1564), il noto riformatore nato in Francia e che svolse la sua opera nella città di Ginevra, che nelle Istituzioni della Religione Cristiana scrisse quanto segue: ‘….. fra quelli che Gesù Cristo ha unito al suo corpo, non permetterà che alcuno perisca, visto che per attuare la loro salvezza spiegherà la potenza di Dio, che, secondo la promessa, è più forte di ogni cosa’ (Giovanni Calvino, Istituzioni della Religione Cristiana, libro terzo, cap. XXII, 7 ), ed ancora: ‘Inoltre è cosa certa che Gesù Cristo, pregando per tutti gli eletti, chiede per loro quel che aveva chiesto per Pietro: che la loro fede non venga meno. Ne concludiamo che non corrono il pericolo di una caduta mortale, visto che la richiesta del figlio di Dio, che rimanessero saldi, non è stata respinta. Che cosa Cristo ci ha voluto qui insegnare, se non renderci certi che avremo la salvezza eterna, poiché una volta siamo stati fatti suoi?’ (ibid., libro terzo, cap. XXIV, 6). Ma oltre a quelle Confessioni, ce ne sono altre di confessioni antiche che praticamente si basarono sull’insegnamento di Calvino, come per esempio la Confessione di fede Belga del 1561.

Come si può vedere, in tutte queste dichiarazioni c’è la chiara attestazione che un credente non corre in nessuna maniera il pericolo di perdere la salvezza, o di scadere dalla grazia: una simile eventualità è rigettata categoricamente.

Ma con quali Scritture viene sostenuta questa dottrina? Per sostenere questa dottrina vengonoprese principalmente le seguenti parole di Gesù: “Le mie pecore ascoltano la mia voce, e io le conosco, ed esse mi seguono; e io do loro la vita eterna, e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date, è più grande di tutti; e nessuno può rapirle di mano al Padre” (Giovanni 10:27-29), “Tutto quel che il Padre mi dà, verrà a me; e colui che viene a me, io non lo caccerò fuori; perché son disceso dal cielo per fare non la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di Colui che mi ha mandato: ch’io non perda nulla di tutto quel ch’Egli m’ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figliuolo e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Giovanni 6:37-40); e queste altre parole di Paolo: “Poiché io sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potestà, né altezza, né profondità, né alcun altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 8:38-39), e queste altre ancora sempre di Paolo: “Colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù” (Filippesi 1:6). Tutte parole queste che vengono messe in relazione al proponimento dell’elezione di Dio che dipende non dalle opere ma dalla volontà di Colui che chiama, e secondo il quale Dio fa misericordia a chi vuole e indura chi vuole, e secondo il quale quelli che Dio  “ha preconosciuti, li ha pure predestinati ad esser conformi all’immagine del suo Figliuolo, ond’egli sia il primogenito fra molti fratelli; e quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati” (Romani 8:29-30). Quest’ultimo mio discorso vale in particolare per i Battisti, i Valdesi, i Riformati e i Presbiteriani, perché per ciò che concerne le Chiese dei Fratelli, la predestinazione non è una dottrina insegnata nel loro mezzo. Continua a leggere

Giacinto Butindaro è l’accusatore dei fratelli?

giacinto-butindaro-2Fratelli nel Signore, siccome nel confutare le false dottrine e smascherare i compromessi e gli scandali, come anche nel riprovare le mondane concupiscenze, presenti in mezzo alle diverse denominazioni evangeliche, io vengo accusato da tanti pastori e non pastori di fare l’opera del diavolo, in quanto essi dicono che il diavolo è l’accusatore dei fratelli, e quindi chi accusa i ministri di Dio o altri credenti è dal diavolo e non da Dio, mi sono trovato costretto a scrivervi per dimostrarvi come anche questa accusa è falsa, in quanto non è dimostrabile affatto che faccio la stessa opera che compie il diavolo, anzi è dimostrabile proprio il contrario e cioè che faccio un’opera che è da Dio, opera che prima di me hanno fatto tanti altri e che assieme a me fanno altri sia in Italia che all’estero.

Ora, ecco cosa è scritto nel libro dell’Apocalisse: “E vi fu battaglia in cielo: Michele e i suoi angeli combatterono col dragone, e il dragone e i suoi angeli combatterono, ma non vinsero, e il luogo loro non fu più trovato nel cielo. E il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato Diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo, fu gettato giù; fu gettato sulla terra, e con lui furon gettati gli angeli suoi. Ed io udii una gran voce nel cielo che diceva: Ora è venuta la salvezza e la potenza ed il regno dell’Iddio nostro, e la potestà del suo Cristo, perché è stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli, che li accusava dinanzi all’Iddio nostro, giorno e notte. Ma essi l’hanno vinto a cagion del sangue dell’Agnello e a cagion della parola della loro testimonianza; e non hanno amata la loro vita anzi l’hanno esposta alla morte. Perciò rallegratevi, o cieli, e voi che abitate in essi. Guai a voi, o terra, o mare! Perché il diavolo è disceso a voi con gran furore, sapendo di non aver che breve tempo” (Apocalisse 12:7-12).

Dunque, il diavolo è chiamato l’accusatore dei nostri fratelli, e quindi lui accusa i figli di Dio nel cospetto di Dio. Che egli compie questo è confermato anche da quello che dice il profeta Zaccaria: “E mi fece vedere il sommo sacerdote Giosuè, che stava in piè davanti all’angelo dell’Eterno, e Satana che gli stava alla destra per accusarlo. E l’Eterno disse a Satana: ‘Ti sgridi l’Eterno, o Satana! ti sgridi l’Eterno che ha scelto Gerusalemme! Non è questi un tizzone strappato dal fuoco?’ Or Giosuè era vestito di vestiti sudici, e stava in piè davanti all’angelo. E l’angelo prese a dire a quelli che gli stavano davanti: ‘Levategli di dosso i vestiti sudici!’ Poi disse a Giosuè: ‘Guarda, io ti ho tolto di dosso la tua iniquità, e t’ho vestito di abiti magnifici’ (Zaccaria 3:1-4)
Ma come sono le sue accuse? Vere o false? Le sue accuse sono false, e non potrebbe essere altrimenti in quanto Gesù disse che il diavolo “non si è attenuto alla verità, perché non c’è verità in lui. Quando parla il falso, parla del suo, perché è bugiardo e padre della menzogna” (Giovanni 8:44). Continua a leggere

Non è giusto, sotto la grazia, ordinare o insegnare ai santi il pagamento della decima

tithingFratelli nel Signore, sapendo che molte Chiese Pentecostali insegnano la decima (tra le quali per esempio, le Chiese ADI, le Chiese Elim, le Chiese ‘la Parola della Grazia’, la Chiesa Apostolica in Italia), e che praticamente dicono che chi non dà la decima deruba Dio, vi propongo questo trattato confutatorio fatto dal fratello Giacinto Butindaro, che risale agli anni ’90.

Perchè Dio comandò agli Israeliti di dare la decima ai Leviti

Nella legge di Mosè è scritto: “Ogni decima della terra, sia delle raccolte del suolo sia dei frutti degli alberi, appartiene all’Eterno; è cosa consacrata all’Eterno…E ogni decima dell’armento o del gregge, il decimo capo di tutto ciò che passa sotto la verga del pastore, sarà consacrata all’Eterno” (Lev. 27:30,32); questo è il comandamento relativo alla decima che l’Eterno diede a Mosè per i figliuoli d’Israele sul Monte Sinai.

Vediamo ora la ragione per cui Dio ordinò agli Israeliti di dare le decime delle loro entrate ai Leviti, in altre parole vediamo a che cosa le decime dovevano servire sotto la legge.

Dio, dopo avere tratto dall’Egitto il popolo d’Israele comandò agli Israeliti di costruirgli un santuario. Questo santuario terreno fu costruito come Dio aveva ordinato, e furono costruiti anche gli arredi del culto che furono poi disposti per ordine dentro il santuario, e cioè il candeliere, la tavola della presentazione dei pani e l’altare dei profumi che furono collocati nel Luogo santo, e l’arca del patto con il suo propiziatorio che fu posta nel Luogo santissimo. Il Luogo santo era separato dal Luogo santissimo da un velo. Fuori, all’ingresso del tabernacolo, fu posto l’altare degli olocausti, e fra la tenda e questo altare fu posta la conca di rame con dell’acqua dentro che serviva ad Aaronne e ai suoi figliuoli a lavarsi le mani e i piedi quando entravano nella tenda o quando si accostavano all’altare.

Dio, scelse Aaronne e i suoi figliuoli per esercitare il sacerdozio nel suo cospetto infatti disse a Mosè: “E tu fà accostare a te, di tra i figliuoli d’Israele, Aaronne tuo fratello e i suoi figliuoli con lui perchè mi esercitino l’ufficio di sacerdoti” (Es. 28:1); Aaronne e i suoi figliuoli erano della tribù di Levi, e precisamente della famiglia patriarcale dei Kehathiti. Da Levi erano discesi Gherson, Kehath e Merari, e da questi erano discesi tutti i Leviti, ma mentre Aaronne e i suoi figli furono appartati per esercitare il sacerdozio, il resto dei Leviti furono appartati e dati ad Aaronne e ai suoi figliuoli affinchè si prendessero cura di tutti gli arredi del culto e di tutto ciò che concerneva il tabernacolo. Ciascuna famiglia dei Leviti aveva il suo specifico servizio da compiere secondo che è scritto: “E l’Eterno parlò a Mosè, dicendo: Fa avvicinare la tribù dei Leviti e ponila davanti al sacerdote Aaronne, affinchè sia al suo servizio. Essi avranno la cura di tutto ciò che è affidato a lui e a tutta la raunanza davanti alla tenda di convegno e faranno così il servizio del tabernacolo. Avranno cura di tutti gli utensili della tenda di convegno e di quanto è affidato ai figliuoli d’Israele e faranno così il servizio del tabernacolo” (Num. 3:5-7). Ora, siccome che Aaronne e i suoi figli come anche i Leviti dovevano del continuo esercitare l’ufficio datogli da Dio e non svolgevano un’attività lavorativa per il loro sostentamento, Dio provvide al loro sostentamento e a quello delle loro famiglie in questa maniera; ad Aaronne ed ai suoi figli diede una parte delle cose consacrate dai figliuoli d’Israele, ed ai Leviti il possesso delle decime che dava il popolo d’Israele. Vediamo da vicino questo diritto che avevano Aaronne e i suoi figli, e il resto dei Leviti. Continua a leggere

Alcune delle menzogne dette da Roberto Benigni sui Dieci Comandamenti

roberto-benigni-posa-foto-300x300Fratelli nel Signore, mi sono trovato costretto a scrivere in merito a quanto detto di recente dall’attore Roberto Benigni in televisione su RAI 1 (durante il programma «Roberto Benigni – I Dieci Comandamenti andato in onda il 15 e 16 dicembre 2014), perché ho visto che in ambito evangelico non pochi hanno accolto con entusiasmo i suoi discorsi sui Dieci Comandamenti. Il che è scandaloso e vergognoso perché Roberto Benigni in questi suoi discorsi ha inserito molto abilmente delle menzogne, mescolandole con alcune cose giuste. Ha compiuto una opera diabolica quindi che va smascherata pubblicamente, in difesa della Parola di Dio e della Chiesa di Dio in mezzo alla quale sappiamo si sono insinuati non pochi empi che amano e praticano la menzogna. Continua a leggere

Chiesa Pentecostale vende olio e ribes nero che ‘guariscono’ pure gli ammalati di cancro

In Inghilterra la Chiesa Pentecostale «Victorious Pentecostal Assembly» (VPA), vende bottiglie di olio e di ribes nero sostenendo che questi prodotti, che prima di essere spediti vengono benedetti dal ‘pastore’, guariscono pure i malati di cancro!
olio-ribes-curano

Fonte notizia: http://www.dailymail.co.uk/news/article-2185953/Church-slammed-selling-blackcurrant-cordial-olive-oil-drink-miracle-cure-cancer-HIV.html

Foto dei prodotti tratte da http://alexomokudu.org/shop/

La notizia apparsa sul Manchester Evening News

Men-investigation

Ecco l’ennesima impostura escogitata da un servo di Mammona per arricchirsi.

L’apostolo Paolo chiama coloro che agiscono in questa maniera: “Uomini corrotti di mente e privati della verità, i quali stimano la pietà esser fonte di guadagno” (1 Timoteo 6:5). Guardatevi e ritiratevi da costoro, che hanno il cuore esercitato alla cupidigia e sfruttano le anime con parole finte. Continua a leggere

Conoscitori dell’ebraico e del greco che contrastano la verità

ebraico-greco-luzziÈ possibile conoscere l’ebraico e il greco ed essere in grado di tradurre gli Scritti Sacri e contemporaneamente anche contrastare la verità. In altre parole è possibile conoscere l’ebraico e il greco ed essere ignoranti delle Scritture e avversi alla dottrina di Dio.
Prendo ad esempio Giovanni Luzzi (1856-1948), noto teologo protestante a cui nel 1902 il Sinodo valdese affidò la cattedra di teologia sistematica alla Facoltà valdese di Teologia, dove insegnò Dogmatica, Etica cristiana, Teologia biblica dell’Antico e del Nuovo Testamento, Apologetica, Simbolica, Polemica, Omiletica e Storia ecclesiastica fino al 1923, e che fu il capo revisore del Comitato di revisione incaricato dalla Società biblica di rivedere il testo della Bibbia Diodati (per una esaustiva biografia di Luzzi si vada qua http://www.studivaldesi.org/dizionario/evan_det.php?evan_id=281). Ascoltate quali eresie insegnava Luzzi. Continua a leggere

Ennesima ciancia di Corrado Salmé – Non chiedere a Dio di salvare le persone

Il titolo di questo video fatto da Salmè è chiaro ‘Non chiedere a Dio di salvare le persone’, ed il contenuto del video riflette esattamente il titolo del video. Ma ciò che dice Corrado Salmè è falso perchè l’apostolo Paolo pregava Dio per gli Ebrei increduli affinchè fossero salvati, secondo che dice ai santi di Roma: “Fratelli, il desiderio del mio cuore e la mia preghiera a Dio per loro è che siano salvati” (Romani 10:1), e quindi è ovvio che l’apostolo pregava anche per i Gentili increduli affinchè fossero salvati. Quindi rigettate questa menzogna di Salmè. Semmai nella Bibbia non esiste la pratica di legare il diavolo affinchè lasci andare quelli che sono suoi schiavi, proprio quella che Salmè promuove in questo video. Guardatevi dunque dal suo lievito malvagio, e ritiratevi da lui. Ecco la confutazione della pratica di legare l’uomo forte. Continua a leggere

Avvertimenti ed esortazioni in merito alla Massoneria

squadra-e-compasso-150x150Perchè un Cristiano non può essere un massone

Alla luce di quanto abbiamo detto sulla Massoneria, è evidente che se un Cristiano entrasse nella massoneria, e vi ricordo che vi si entra tramite dei giuramenti che peraltro sono vietati dal Signore Gesù Cristo, egli avallerebbe le seguenti dottrine massoniche: l’Iddio di qualsiasi religione è Dio, il nome di Dio è Jahbulon, la Trinità non è accettabile, Dio non ha creato le cose dal nulla, e non è un Dio vendicatore che si adira e fa morire i malvagi; Gesù Cristo è solo uno dei tanti maestri di morale che sono vissuti sulla terra e quindi non è nè il Cristo e neppure il Figlio di Dio (e quindi non è Dio), e di Lui nella loggia non si deve menzionare neppure il nome quindi ogni preghiera a Dio non può essere fatta nel nome di Gesù Cristo; la Bibbia è uno dei tanti libri sacri esistenti (assieme al Corano, i Veda e così via) e quindi non è la sola Parola di Dio; il peccato originale non esiste, l’uomo non è un essere completamente depravato, l’uomo ha il libero arbitrio e quindi è libero di credere e fare quello che vuole, e quindi nessuno può dire di avere la verità assoluta in quanto ognuno ha la sua verità e nessuno ha il diritto di interferire nel credo di un altro affermando che sia sbagliato e quindi degno della condanna eterna da parte di Dio; tutti gli uomini sono figli di Dio e quindi non esistono figli del diavolo; non esiste un inferno con un fuoco vero come neppure una città celeste d’oro puro che si chiama Nuova Gerusalemme; il diavolo non esiste, la credenza nell’esistenza del diavolo è una superstizione; la vita eterna si deve guadagnare mediante le opere buone, non è quindi necessaria la fede in Gesù Cristo per avere la vita eterna, in quanto per arrivare in paradiso ci sono molte strade. Ed oltre a ciò, egli affermerebbe che si avvicina alla Loggia in uno stato di tenebre spirituali e di ignoranza (quando invece egli un giorno è diventato luce nel Signore o figlio di luce e conosce la verità per la grazia di Dio) e una volta iniziato alla massoneria sarebbe costretto a dichiarare di non essere sicuro di avere la verità ma di essere alla continua ricerca della verità; userebbe il nome di Dio invano; si impegnerebbe a dire menzogne per difendere i suoi fratelli massoni (tra i cui fratelli ci sono buddisti, mussulmani, satanisti, maghi e tanti altri figli del diavolo); si contaminerebbe tramite i rituali e i simboli massonici, impregnati di esoterismo ed occultismo, cadendo sotto l’influenza del principe della potestà dell’aria, ossia il diavolo, che lo spingerebbe così ad avvicinarsi a pratiche e dottrine esoteriche-occulte che conducono le anime all’inferno; una volta diventato maestro massone dovrebbe farsi chiamare ‘maestro’ violando così il comandamento di Cristo; ed infine darebbe la mano d’associazione ad una istituzione che ha come fine ultimo quello di portare i suoi adepti a servire e adorare Satana, servizio e adorazione a Satana che la Massoneria riesce a dissimulare molto abilmente e a nasconderli persino a tanti massoni (mi riferisco alla stragrande maggioranza di massoni che appartengono ai primi tre gradi della Massoneria), che infatti quando sentono accusare la Massoneria di promuovere il culto a Satana pare che non sappiano proprio nulla di tutto ciò e d’altronde Albert Pike ha chiaramente detto che il massone nei primi tre gradi ‘viene intenzionalmente indotto in errore tramite false interpretazioni’. Continua a leggere