L’ombra della massoneria sulle Assemblee di Dio in Italia (ADI) – parte 8

libro-squadra-compasso1E LE ADI SI APPOGGIARONO AD UN IMPORTANTE ESPONENTE DELL’ORDINE DEI CAVALIERI DI MALTA, CHE E’ INTRECCIATO CON LA MASSONERIA

Su The Pentecostal Evangel del 4 Dicembre 1948 in un articolo dal titolo ‘C’è Maggiore Libertà in Italia’, si legge tra le altre cose: ‘I credenti Italiani stanno godendo di molta più libertà che nel passato per tenere i culti’, riferisce Henry H. Ness, dopo la sua terza visita in Europa quest’estate. ‘In effetti, nelle città più grandi non c’è alcuna persecuzione. Le Assemblee di Dio in Italia stanno compiendo grandi progressi, e le benedizioni del Signore sono sopra di esse in una maniera marcata’. [….] Il Barone William Frary Von Blomberg si è unito al Fratello Ness a Roma, ed assieme si sono consultati con leaders politici e religiosi d’Italia, continuando i loro sforzi per ottenere la completa libertà religiosa per tutti i Protestanti, e specialmente per le Assemblee di Dio […] L’ultima tappa del loro viaggio è stata Lisbona, in Portogallo, dove il Fratello Ness e il Barone Von Blomberg sono stati ricevuti da Sua Maestà, Re Umberto d’Italia; dal Re Carol di Romania; e da alcuni alti funzionari. Il Fratello Ness sente che è stato posto un buon fondamento per un lavoro futuro relativamente all’assicurazione di una maggiore libertà religiosa ai Protestanti d’Europa’ (pag. 10- vedi foto).

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Come si può vedere, già nel 1948 i movimenti massonici a favore delle ADI stavano portando i loro frutti, infatti in base alle parole di Ness nelle città italiane più grandi di fatto la persecuzione non c’era. Altra cosa da tenere ben presente è che nel viaggio accennato nell’articolo tra i leaders religiosi incontrati da Henry Ness ci furono ‘Monsignor’ Domenico Tardini della Segretaria di Stato in Vaticano, e il Nunzio papale in Spagna, mentre tra i leaders politici ci fu anche Myron C. Taylor l’ambasciatore americano in Vaticano (che era un massone). Continua a leggere

L’ombra della massoneria sulle Assemblee di Dio in Italia (ADI) – parte 6

libro-squadra-compasso1ESPONENTI DELLE ASSEMBLEE DI DIO ASSIEME A MASSONI

Umberto Gorietti e altri esponenti delle Assemblee di Dio in bella posa con i massoni: la prova visiva della collusione delle ADI con la Massoneria

In questa foto scattata negli USA nel 1948 e apparsa sull’organo ufficiale delle Assemblies of God USA The Pentecostal Evangel (7 Agosto 1948, pag. 11 – le scritte dei cognomi sono mie), potete vedere nel mezzo l’ambasciatore italiano negli USA Alberto (non Umberto come riportato erroneamente su The Pentecostal Evangel) Tarchiani (che era massone e a cui tempo prima Frank Gigliotti aveva fatto arrivare per conto delle ADI una memoria difensiva dei Pentecostali ed una sua lettera personale), e alla sua destra e sinistra i massoni Gigliotti e Fama, e vicino a quest’ultimo Umberto Gorietti allora presidente delle Assemblee di Dio in Italia (ADI). Ci sono anche Dominic Lisciandrelli (Dominick Lisciandrello) e Anthony Piraino, come anche Alexander Mauriello, importanti esponenti del ramo italiano delle Assemblee di Dio che era sorto nel Gennaio del 1948 a Syracuse (New York) e che operava in maniera simile ad un distretto all’interno delle Assemblee di Dio USA (cfr. Heritage, 2010, vol. 30, pag. 39-40). Ma di massoni in questa foto ce ne sono altri due che sono i ‘reverendi’ Angelo Di Domenica (vedi più avanti la prova che era un massone) e Francis J. Panetta.

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Ora, quelli che avete visto nella foto formavano un comitato che era sorto a seguito del viaggio di Umberto Gorietti negli USA nel 1948, infatti il massone Frank Gigliotti, sotto la medesima foto che lui ha messo in bella mostra nel suo libretto The Fabulous Frank Gigliotti a mò di trofeo per mostrare una delle tante ‘imprese’ in cui lui ebbe un ruolo di primo piano, ha scritto: ‘Comitato del National Association of Evangelicals degli Stati Uniti fa appello all’Ambasciatore Alberto Tarchiani a Washington D.C. sulla persecuzione dei Protestanti Italiani’ (pag. 6). Continua a leggere

L’ombra della massoneria sulle Assemblee di Dio in Italia (ADI) – parte 5

libro-squadra-compasso1QUELLO CHE HA FATTO IL MASSONE FRANK. B. GIGLIOTTI PER LE ADI

Passiamo ora ad esaminare quello che Frank Bruno Gigliotti ha fatto per le Assemblee di Dio in Italia secondo quello che abbiamo potuto trovare.

Preparò ed inviò all’Ambasciatore d’Italia una memoria a favore del Movimento Pentecostale

Innanzi tutto, come abbiamo visto, Frank Gigliotti scrisse una memoria difensiva del Movimento Pentecostale che inviò all’Ambasciatore Alberto Tarchiani da consegnare al Governo Italiano. Ve la propongo qua di seguito in lingua inglese come apparve sul The Pentecostal Evangel del 8 febbraio del 1947, seguita dalla lettera personale che sempre Gigliotti inviò all’ambasciatore (‘An Appraisal of the Pentecostal Movement’, in The Pentecostal Evangel, 8 Febbraio 1947, pag. 6-7, 11 – vedi foto).

Tenete presente che questa memoria aveva come titolo ‘La libertà religiosa in Italia’, ma sul The Pentecostal Evangel apparve con il titolo ‘Una valutazione del Movimento Pentecostale’ (An appraisal of the Pentecostal Movement). E poi considerate che a Dicembre del 1947 erano state già stampate ben 10 milioni di copie di questo scritto, e che era stato tradotto in una decina di lingue (San Diego Union, 6 Dicembre 1947, pag. 13 – vedi foto). Continua a leggere

L’ombra della massoneria sulle Assemblee di Dio in Italia (ADI) – parte 4

libro-squadra-compasso1GIGLIOTTI E FAMA MANDATI IN ITALIA DA UNA ORGANIZZAZIONE ‘MASSONICA’

Abbiamo visto prima che Gigliotti e Fama nella primavera del 1947 vennero in Italia per perorare la causa sia dei Massoni che dei Pentecostali davanti alle autorità e fare loro avere la libertà religiosa. Chi li mandò qui in Italia? Chi pagò le loro spese? Luke Eugene Ebersole nel suo libro Church Lobbying in the Nation’s Capital, fa sapere che fu una organizzazione chiamata Citizens United for Religious Emancipation (CURE) ossia Cittadini Uniti per l’Emancipazione Religiosa, sorta nel 1946 (cfr. Luke Eugene Ebersole, Church Lobbying in the Nation’s Capital, The MacMillan Company, New York 1951, pag. 68 – vedi foto). Continua a leggere

Charles Fama: Un potente massone antifascista e agente della CIA

Vediamo ora di dare qualche altra notizia su Charles Fama, il compagno di viaggio di Gigliotti – i due erano amici da molti anni – in Italia durante la primavera 1947. Fama era conosciuto come un importante massone: peraltro grande amico del famoso sindaco di New York Fiorello Henry LaGuardia che era anche lui massone (tanto che nel 1940 in occasione della posa della prima pietra di un locale di culto di una Chiesa Battista Italiana Fama vi si recò come rappresentante del sindaco LaGuardia); Fama era amico anche del massone James Zellerbach, che tra il 1948 e il 1950 fu direttore dell’ECA (Economic Cooperation Administration), ossia l’ente incaricato di gestire i fondi del piano Marshall, come anche ‘di George C. Marshall, segretario di Stato e segretario alla Difesa, padre del piano americano di aiuti per i paesi usciti dalla guerra, anche lui massone, e di Paul Gray Hoffmann, presidente della Studebaker Co., amministratore per l’Europa del piano Marshall membro della loggia Wilshire di Los Angeles, California, dal 1926′ (Gianni Rossi & Francesco Lombrassa, In nome della «Loggia»: le prove di come la massoneria segreta ha tentato di impadronirsi dello Stato italiano: i retroscena della P2, pag. 22). Ma Fama era anche conosciuto come uno zelante antifascista (tanto che alcune volte ebbe bisogno della scorta della polizia per proteggerlo). Qui sotto, nell’articolo di giornale a sinistra c’è una foto di lui mentre parla durante un comizio antifascista per protestare contro l’accoglienza dell’allora ministro degli Esteri Italiano Dino Grandi, comizio finito in una sommossa tra differenti fazioni degli anti Fascisti, e Fama viene definito ‘leader degli anti-Fascisti negli USA’ (Huntingdon Daily News, 18 Novembre 1931, pag. 1), mentre in quello a destra viene definito ‘un Massone importante’ (Le Grand Reporter, 2 Luglio 1926, pag. 6). Dunque Charles Fama era un personaggio pubblico molto conosciuto; sia il suo antifascismo che la sua appartenenza alla Massoneria erano cose ben note. Secondo il giornalista Mario Bariona, Charles Fama era anche lui – assieme a Gigliotti – un agente segreto della CIA (‘Nata una supermassoneria: trama per l’«ordine nuovo»’ in Stampa Sera, 8 marzo 1977, pag. 3).

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Per farvi capire quanto fosse potente Charles Fama ai suoi giorni, a livello massonico, vi segnalo questo articolo del Lewiston Daily Sun del 9 Luglio 1931, in cui viene detto che Charles Fama, Presidente dei ‘Difensori della Costituzione’ e Massone, ha annunciato che ‘protesterà presso i dignitari dell’Ordine Massonico contro l’uso del Mecca Temple, una istituzione massonica, per scopi di propaganda fascista’ e che ’100.000 massoni di New York City non permetteranno la dissacrazione di una delle loro istituzioni da parte di persone che sono piegate a suonare l’inno Fascista tra le sue mura’.

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Inoltre Charles Fama fu tra i fondatori nel 1930 di una società massonica antifascista chiamata ‘Fides’ che aveva tra i suoi obbiettivi di aiutare anche i massoni, che durante il regime fascista sappiamo furono perseguitati da Mussolini a partire dal 1925 quando la Massoneria fu messa al bando dal Governo fascista. Dice infatti Marco Novarino: ‘I massoni italiani, infine, contribuirono in modo rilevante al sostegno delle attività antifasciste grazie ai collegamenti, a livello personale e individuale, con i “fratelli” francesi e d’oltreoceano anche se è da ritenersi una montatura del regime fascista l’accusa lanciata alla massoneria internazionale, come istituzione, di essere la finanziatrice occulta dell’antifascismo. Anche in questo caso risultarono fondamentali l’opera e le relazioni di Giuseppe Leti. Dopo un intenso carteggiò con il Sovrano Gran Commendatore, Charles Fama e Arturo Di Pietro costituirono negli USA la società nazionale “Fides”, con chiara influenza massonica tanto che il consiglio direttivo era formato da sette massoni, un repubblicano e un socialista. Oltre alla sovvenzione del bollettino “Italia” sponsorizzato da Francesco Saverio Nitti, Eugenio Chiesa e con Filippo Turati direttore, la “Fides” svolse una intensa propaganda antifascista nella comunità italo americana in particolare e nell’opinione pubblica nord americana in generale, in collaborazione con la sezione di Washington della Lega dei diritti dell’uomo. Per ultimo, ma non per importanza, si impegnò nella raccolta di fondi da destinare all’antifascismo esule in Europa, fondi che, inviati a Leti, vennero gestiti da un comitato composto da tre membri in rappresentanza del Grande Oriente d’Italia, di Giustizia e Libertà e della “Concentrazione Antifascista” (Marco Novarino, Storia della Massoneria in Italia: Hiram in esilio. Rapporti e convergenze tra Massoneria e Repubblicanesimo nell’emigrazione antifascista). Charles Fama – secondo lo storico Mola – presiedeva il comitato generale di questa società (Alessandro Mola, Storia della Massoneria Italiana, pag. 611).
Charles Fama, scrivendo sul Bollettino delle News del Rito Scozzese (quindi un importante organo ufficiale del Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico ed Accettato), nel maggio del 1943, scrisse sull’argomento ‘Ricostruzione in Italia’, ricordando a tale proposito alcuni importanti fatti della recente storia italiana, tra i quali quello che tra le compensazioni e privilegi concessi da Mussolini alla Chiesa o richiesti e ricevuti dalla Chiesa, c’era anche ‘la distruzione di tutte le organizzazioni che la Chiesa contrastava, come la Massoneria, il socialismo, il comunismo, il Giudaismo, il Protestantesimo ecc.’ (in Signs of the Times, 20 Luglio 1943, vol. 70, n° 28 – vedi foto). Vorrei che notaste che Charles Fama mise al primo posto la Massoneria. D’altronde lui era un massone, e nella sua mente aveva come obbiettivo primario il bene dell’Istituzione a cui apparteneva.

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Charles Fama inoltre scrisse un opuscolo dal titolo ‘La persecuzione di Mussolini contro i Massoni’ (vedi foto), a difesa della Massoneria e contro Mussolini e il suo regime che perseguitavano i Massoni.

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A conferma della potenza massonica di Charles Fama, facciamo presente anche questa cosa, e cioè che anche lui fu coinvolto nel riconoscimento del Supremo Consiglio d’Italia del RSAA da parte del Supremo Consiglio Madre del RSAA con sede a Washington avvenuto nel secondo dopoguerra, in quanto assieme a Frank Gigliotti fu rappresentante di quest’ultimo.
Sulla rivista massonica francese ‘La Chaîne d’Union’ infatti fu riportato quanto segue: ‘Riconoscimento internazionale della Massoneria italiana. Il Supremo Consiglio Madre del R.S.A.A. che risiede a Washington, ha riconosciuto, tramite i suoi rappresentanti, dottor Charles Fama e dottor Frank B. Gigliotti, il Supremo Consiglio d’Italia, con sede a palazzo Giustiniani, il cui capo è il professor Tito Signorelli. Esso mantiene rapporti di fratellanza con il G.O.I. presieduto dal dottor Guido Laj. Questo comunicato apparso sulla stampa italiana è stato trasmesso all’agenzia ANSA dalle autorità massoniche del Supremo Consiglio di Washington. Il Sovr. comm.: “L’alto significato di questo atto che consacra di nuovo nella sua piena regolarità la Comunità universale del R.S.A.A. di giurisdizione italiana, non dove sfuggire a nessuno e noi siamo fieri di aver contribuito a questo evento fondamentale’ (citato in Léon de Poncins, Christianisme et Franc-Maçonnerie, Editions De Chiré, Terza Edizione, 2010, pag. 229-230).

Quindi mentre questi due cosiddetti ‘reverendi’ peroravano la causa delle ADI in Italia e negli USA, si davano da fare per operare a favore della Massoneria italiana.

Dal libro ‘La Massoneria Smascherata’ (pag. 430-433)

L’ombra della massoneria sulle Assemblee di Dio in Italia (ADI) – parte 3

libro-squadra-compasso1CHARLES FAMA: UN POTENTE MASSONE ANTIFASCISTA E AGENTE DELLA CIA

Vediamo ora di dare qualche altra notizia su Charles Fama, il compagno di viaggio di Gigliotti – i due erano amici da molti anni – in Italia durante la primavera 1947. Fama era conosciuto come un importante massone: peraltro grande amico del famoso sindaco di New York Fiorello Henry LaGuardia che era anche lui massone (tanto che nel 1940 in occasione della posa della prima pietra di un locale di culto di una Chiesa Battista Italiana Fama vi si recò come rappresentante del sindaco LaGuardia); Fama era amico anche del massone James Zellerbach, che tra il 1948 e il 1950 fu direttore dell’ECA (Economic Cooperation Administration), ossia l’ente incaricato di gestire i fondi del piano Marshall, come anche ‘di George C. Marshall, segretario di Stato e segretario alla Difesa, padre del piano americano di aiuti per i paesi usciti dalla guerra, anche lui massone, e di Paul Gray Hoffmann, presidente della Studebaker Co., amministratore per l’Europa del piano Marshall membro della loggia Wilshire di Los Angeles, California, dal 1926′ (Gianni Rossi & Francesco Lombrassa, In nome della «Loggia»: le prove di come la massoneria segreta ha tentato di impadronirsi dello Stato italiano: i retroscena della P2, pag. 22). Ma Fama era anche conosciuto come uno zelante antifascista (tanto che alcune volte ebbe bisogno della scorta della polizia per proteggerlo). Qui sotto, nell’articolo di giornale a sinistra c’è una foto di lui mentre parla durante un comizio antifascista per protestare contro l’accoglienza dell’allora ministro degli Esteri Italiano Dino Grandi, comizio finito in una sommossa tra differenti fazioni degli anti Fascisti, e Fama viene definito ‘leader degli anti-Fascisti negli USA’ (Huntingdon Daily News, 18 Novembre 1931, pag. 1), mentre in quello a destra viene definito ‘un Massone importante’ (Le Grand Reporter, 2 Luglio 1926, pag. 6). Dunque Charles Fama era un personaggio pubblico molto conosciuto; sia il suo antifascismo che la sua appartenenza alla Massoneria erano cose ben note. Secondo il giornalista Mario Bariona, Charles Fama era anche lui – assieme a Gigliotti – un agente segreto della CIA (‘Nata una supermassoneria: trama per l’«ordine nuovo»’ in Stampa Sera, 8 marzo 1977, pag. 3). Continua a leggere

Le ADI e la libertà religiosa

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In questo articolo potete ascoltare la predicazione numero 15 di Giacinto Butindaro sulla Massoneria. In questa predicazione audio potrete rendervi conto come le neonate Assemblee di Dio in Italia si sono colluse con la Massoneria per uscire dalla persecuzione.

Inoltre vi invito a leggere l’articolo che ho pubblicato di recente sul mio blog dal titolo L’ombra della massoneria sulle Assemblee di Dio in Italia (ADI) che è il 13° capitolo del libro La Massoneria Smascherata.

Gian Michele Tinnirello

L’ombra della massoneria sulle Assemblee di Dio in Italia (ADI)

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Nelle ADI è presente uno spirito massonico che promuove principi e insegnamenti della Massoneria. Voglio dire però che questo stesso spirito massonico esiste, oltre che nelle Chiese Protestanti storiche, anche nella stragrande maggioranza delle Chiese Pentecostali ‘non ADI’. A quando risale questa sua intrusione in mezzo alle ADI? A quanto pare questo è avvenuto nel dopoguerra quando le ADI si sono alleate con i massoni – con i quali condividevano la lotta per la libertà di religione – per poter ottenere la fine della persecuzione. Noi sappiamo infatti che quando la Chiesa permette a dei Massoni di entrare nel suo mezzo o essa si allea con la Massoneria, con i massoni entra anche lo spirito diabolico della Massoneria che porta corruzione e distruzione. I Massoni infatti sono ministri di Satana che fanno la sua volontà, e quindi è del tutto ovvio che con questi ministri fraudolenti è entrato anche uno spirito diabolico. E in questo capitolo ci sono le prove inconfutabili della presenza di questo spirito nelle ADI, che sono fiducioso nel Signore indurranno coloro che amano e temono Dio a uscire dalle ADI per mettersi in salvo, già proprio in salvo, perchè le ADI sono come una nave che sta imbarcando acqua da tutte le parti e sta colando a picco.

  1. Massoni e amici della Massoneria nei rapporti tra ADI e Governo Italiano
  2. I massoni nel governo Craxi, sotto il quale venne conclusa l’intesa tra Stato e ADI
  3. Simboli esoterici-occulti-massonici nelle Assemblee di Dio in Italia
  4.  La ‘massoneria dei ragazzi’ è entrata nelle ADI
  5. Le teorie scientifiche inventate da massoni accettate dalle ADI
  6. Il parlare e l’agire massonico presenti nelle ADI
  7. Collaborazione con la Società Biblica Britannica e Forestiera
  8.  Tre storici che ci fanno indignare
  9. Giuseppe Gangale, il maestro massone che frequentava la Chiesa ADI di Crotone ed il suo pastore
  10.  Alcune parole ai nostri fratelli che sono nelle ADI

Fonte: http://www.lanuovavia.org/massoneria/text/54ed2693(massoneria_smascherata)-35.html

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L’ombra della massoneria sulle Assemblee di Dio in Italia (ADI) – parte 1

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INTRODUZIONE

Nelle ADI è presente uno spirito massonico che promuove principi e insegnamenti della Massoneria. Voglio dire però che questo stesso spirito massonico esiste, oltre che nelle Chiese Protestanti storiche, anche nella stragrande maggioranza delle Chiese Pentecostali ‘non ADI’. A quando risale questa sua intrusione in mezzo alle ADI? A quanto pare questo è avvenuto nel dopoguerra quando le ADI si sono alleate con i massoni – con i quali condividevano la lotta per la libertà di religione – per poter ottenere la fine della persecuzione. Noi sappiamo infatti che quando la Chiesa permette a dei Massoni di entrare nel suo mezzo o essa si allea con la Massoneria, con i massoni entra anche lo spirito diabolico della Massoneria che porta corruzione e distruzione. I Massoni infatti sono ministri di Satana che fanno la sua volontà, e quindi è del tutto ovvio che con questi ministri fraudolenti è entrato anche uno spirito diabolico. E in questo capitolo ci sono le prove inconfutabili della presenza di questo spirito nelle ADI, che sono fiducioso nel Signore indurranno coloro che amano e temono Dio a uscire dalle ADI per mettersi in salvo, già proprio in salvo, perchè le ADI sono come una nave che sta imbarcando acqua da tutte le parti e sta colando a picco.

MASSONI ED AMICI DELLA MASSONERIA NEI RAPPORTI TRA ADI E GOVERNO ITALIANO

Cominciamo dunque con la storia delle Assemblee di Dio in Italia, e precisamente con i suoi rapporti con il Governo Italiano a partire dal secondo dopo guerra, quando le Chiese Pentecostali erano ancora sottoposte a persecuzioni e discriminazioni e vessazioni da parte delle autorità governative di concerto ovviamente con prelati della Chiesa Cattolica Romana. Infatti dopo la caduta del regime fascista, continuò a rimanere in vigore la circolare emanata nel 1935 dal sottosegretario Guido Buffarini-Guidi, che vietava ai pentecostali di rendere il loro culto a Dio sia privatamente che pubblicamente. Ecco il testo di quella circolare (che fu emanata dal governo Mussolini sotto pressione della Chiesa Cattolica Romana e che rimase in vigore fino al 1955):

‘Esistono in alcune province del regno semplici associazioni di fatto che, sotto la denominazione di pentecostali o pentecostieri o neumatici o tremolanti, attendono a pratiche di culto in riunioni generalmente presiedute da ‘anziani’. Il culto professato dalle anzidette associazioni, non riconosciute a norma dell’articolo 2 della legge 24 giugno 1929, n. 1159, non può ulteriormente essere ammesso nel regno, agli effetti dell’articolo 1 della citata legge, essendo risultato che esso estrinseca e concreta in pratiche religiose contrarie all’ordine sociale e nocive all’integrità fisica e psichica della razza. Pertanto le Loro Eccellenze provvederanno subito per lo scioglimento, dovunque esistano, delle associazioni in parola, e per la chiusura dei relativi oratori e sale di riunione, disponendo conseguentemente anche per una opportuna vigilanza, allo scopo di evitare che ulteriori riunioni e manifestazioni di attività religiosa da parte degli adepti possano avere luogo in qualsiasi altro modo o forma. Si gradirà sollecita assicurazione dell’adempimento’.

Nel 1946, le ADI (che però allora si chiamavano ‘Chiese Cristiane Evangeliche Pentecostali’) per cercare di far cambiare atteggiamento al Governo Italiano verso di loro, si rivolsero ad una associazione diretta da massoni con sede a New York, che si chiamava American Committee for Religious Freedom in Italy (Comitato Americano per la Libertà Religiosa in Italia), che mise in moto i suoi potenti canali in favore delle ADI. Nel 1952, poi, le ADI nel presentare il ricorso contro il Ministero dell’Interno si rivolsero ad Arturo Carlo Jemolo (1891-1981) e Leopoldo Piccardi (1899-1974), che erano degli avvocati molto conosciuti ed ambedue massoni.

Negli anni ’80 poi le ADI misero Giorgio Spini (1916-2006), che era un amico della Massoneria, a capo della delegazione che doveva rappresentare le ADI nella Commissione di studio istituita dalla Presidenza del Consiglio dei ministri ‘per valutare le richieste delle Assemblee di Dio in Italia in vista della predisposizione del progetto di intesa’.

FRANK BRUNO GIGLIOTTI, CHARLES FAMA, PATRICK J. ZACCARA, E FRANCIS J. PANETTA, DEL COMITATO PER LA LIBERTA’ RELIGIOSA IN ITALIA Continua a leggere