Falsificazioni apportate alla Bibbia Cattolica

Bibbia

Una delle accuse che è stata sempre fatta dai Cattolici romani ai Protestanti sin dai tempi della Riforma è quella di avere falsificato la Bibbia per sostenere le loro dottrine sbagliate! Questa è la ragione per cui la curia romana aveva dato ordine ai suoi seguaci di non leggere Bibbie ‘protestanti’, e di gettarle nel fuoco nel caso entrassero in possesso di esse. Questa naturalmente era ed è una calunnia per tenere il popolo lontano dalle Bibbie tradotte fedelmente, ma anche per evitare ai Cattolici di leggere Bibbie che non portassero ai margini le note cosiddette esplicative – ma che in effetti sono fuorvianti – poste dai traduttori cattolici per ordine del papa nelle loro Bibbie. Ora, con questo, non vogliamo dire che le Bibbie tradotte dai Protestanti (uso questo termine solo per distinguerle dalle Bibbie cattoliche) siano delle traduzioni perfette, ma solo che non è vero che esse siano state contorte per sostenere eresie. Ma vediamo ora di dimostrare come siano stati invece i Cattolici a falsificare la Bibbia e non i Protestanti. Innanzi tutto farò riferimento ad alcune Bibbie cattoliche di alcuni secoli fa. Quella pubblicata a Bordeaux nel 1686 per comando dell’arcivescovo e col consenso dei dottori in Teologia della Università di quella città, e quella di monsignor De Sacy. E poi quella italiana, chiamata di Antonio Martini, arcivescovo di Firenze, che porta la data del 1799. Qualcuno dirà: ‘Ma perché ricordarle?’ Per far capire come la chiesa cattolica romana, per mantenere il popolo nell’ignoranza e lontano dalla verità e affossato nelle tenebre delle sue eresie, nei secoli passati ha fatto ricorso anche alla manomissione delle Scritture come hanno fatto nel corso dei secoli tanti e tanti scellerati a loro perdizione. Continua a leggere