Gli angeli caduti

103074_meteor-yang-melintas-di-langit-as_300_225Quando Satana si ribellò contro Dio molti angeli lo seguirono nella sua ribellione; non conosciamo il loro numero, ma sappiamo che sono molti. Gli angeli di Satana sono liberi di agire in tutto il mondo. Paolo scrisse ai Corinzi che un angelo di Satana era stato dato a lui per tormentarlo, al fine di impedirgli di diventare superbo a causa delle eccezionali rivelazioni dal Signore (2 Corinzi 12: 7). Come abbiamo visto in precedenza, prima del ritorno di Cristo, Michele e i suoi angeli combatteranno contro Satana e i suoi angeli, ma Satana e i suoi angeli non prevarranno e saranno scagliati a terra (Apocalisse 12: 7-9). Il fuoco eterno è stato preparato da Dio per Satana e i suoi angeli (Matteo 25:41), quindi gli angeli di Satana, sono stati designati ad essere gettati nel fuoco eterno, dove saranno tormentati nei secoli dei secoli.

Oltre a questi angeli, ci sono altri angeli malvagi che – a differenza degli angeli menzionati prima – non sono liberi di agire in questo mondo, perché sono in una prigione chiamata Tartaro (parola greca che indica il più profondo abisso dell’Ades). Dio li gettò giù in questo luogo, e li diede nelle catene delle tenebre, per essere riservati per il giudizio, perché non mantennero la loro primiera gloria, ma hanno lasciato la propria abitazione e si sono dati loro stessi alla fornicazione (2 Pietro 2: 4; Giuda 6 -7). Per quanto riguarda questi angeli, nel libro della Genesi è scritto che videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli tutte quelle che scelsero (Genesi 6: 1-4). Secondo la Parola di Dio, noi giudicheremo gli angeli caduti (1 Corinzi 6:3).

Giacinto Butindaro

Fonte: http://www.the-new-way.org/

Il Figlio ha confermato che il Padre uccide

image3344Noi sappiamo che il Figliuolo di Dio ci ha fatto conoscere Dio (Giovanni 1:18). Ma l’Iddio che Gesù ci ha fatto conoscere è lo stesso Dio di cui era stato scritto: “Ma Er, primogenito di Giuda, era perverso agli occhi dell’Eterno, e l’Eterno lo fece morire” (Genesi 38:7), ed anche: “egli percosse grandi nazioni, e uccise re potenti: Sihon, re degli Amorei, e Og, re di Basan, e tutti i regni di Canaan” (Salmo 135:10-11)? Sì, è lo stesso Dio, infatti Gesù ha detto a noi che siamo suoi amici: “Non temete coloro che uccidono il corpo, e che dopo ciò, non possono far nulla di più; ma io vi mostrerò chi dovete temere: temete Colui che, dopo aver ucciso, ha potestà di gettar nella geenna. Sì, vi dico, temete Lui” (Luca 12:4-5). Se qualcuno dunque vi annuncia un Dio che non uccide i malvagi, sappiate che vi sta annunciando un altro Dio, un Dio che si è inventato lui, e non certamente l’Iddio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo! E badate bene che anche il Figlio di Dio uccide, infatti quando apparve a Giovanni gli disse di scrivere all’angelo della Chiesa di Tiatiri quanto segue: “Ma ho questo contro a te: che tu tolleri quella donna Jezabel, che si dice profetessa e insegna e seduce i miei servitori perché commettano fornicazione e mangino cose sacrificate agl’idoli. E io le ho dato tempo per ravvedersi, ed ella non vuol ravvedersi della sua fornicazione. Ecco, io getto lei sopra un letto di dolore, e quelli che commettono adulterio con lei in una gran tribolazione, se non si ravvedono delle opere d’essa. E metterò a morte i suoi figliuoli; e tutte le chiese conosceranno che io son colui che investigo le reni ed i cuori; e darò a ciascun di voi secondo le opere vostre” (Apocalisse 2:20-23). Nessuno quindi vi seduca con vani ragionamenti.

Giacinto Butindaro

Dio castiga, eccome se castiga

tempesta

Introduzione

Fratelli nel Signore, voglio che sappiate che l’Iddio che adoriamo e serviamo è un Dio che castiga, flagella, giudica, punisce – ora, qui sulla terra – in quanto è giusto. Egli è un giusto giudice (Salmo 7:11) e in quanto tale “non tiene il colpevole per innocente” (Nahum 1:3) ma lo giudica con giustizia, e si badi che il giudicio ha da cominciare dalla casa di Dio, cioè da noi (1 Pietro 4:17).

E con questo mio scritto voglio ricordarvi proprio questo aspetto del carattere di Dio – ignorato o rigettato dalla stragrande maggioranza delle Chiese anche qui in Italia – trascrivendo gran parte dei castighi di Dio presenti nella Bibbia, escludendo però da essi quelli che Dio deve ancora infliggere (tra i quali ci sono quelli che infliggerà al mondo degli empi, e che sono trascritti nell’Apocalisse).

Ecco contro chi, come e per quale ragione Dio ha esercitato i suoi giudizi. Continua a leggere

La Cena del Signore

pane e vinoPer ciò che riguarda la cena del Signore, nell’epistola di Paolo ai santi di Corinto troviamo scritto: “Ho ricevuto dal Signore quello che anche v’ho trasmesso; cioè, che il Signor Gesù, nella notte che fu tradito, prese del pane e dopo avere rese grazie, lo ruppe e disse: Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me. Parimente, dopo avere cenato, prese anche il calice, dicendo: Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. Poiché ogni volta che voi mangiate questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finch’egli venga. Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo ed il sangue del Signore. Or provi l’uomo se stesso, e così mangi del pane e beva del calice; poiché chi mangia e beve, mangia e beve un giudicio su se stesso, se non discerne il corpo del Signore. Per questa cagione molti fra voi sono infermi e malati, e parecchi muoiono. Ora, se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati; ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, affinché non siamo condannati col mondo” (1 Cor. 11:23-32).

Ora, dato che con la cena del Signore noi annunciamo il sacrificio espiatorio compiuto da Gesù Cristo è necessario prima di tutto dire quali sono i benefici che sono scaturiti dall’offerta della carne e del sangue di Cristo.

1.  Che cosa ha fatto Cristo per noi offrendo la carne del suo corpo

Gesù offrì la sua carne in sacrificio a Dio per vivificarci (perché tutti noi eravamo morti nei nostri falli) infatti un giorno disse: “Io sono il pane vivente che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che darò è la mia carne, che darò per la vita del mondo” (Giov. 6:51). Ed anche per santificarci, difatti è scritto che “noi siamo stati santificati, mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre” (Ebr. 10:10). Dunque se oggi noi siamo spiritualmente vivi e santi nel cospetto di Dio lo dobbiamo al corpo di Cristo.

Gesù offrì il suo corpo in sacrificio per i nostri peccati al fine di annullare il dominio del peccato nella nostra vita infatti Paolo dice ai Romani che Gesù “ha condannato il peccato nella carne, affinché il comandamento della legge fosse adempiuto in noi” (Rom. 8:4). Cosicché noi, mediante l’offerta del suo corpo, siamo morti al peccato, perché il peccato che ci signoreggiava è stato annullato nella sua carne. Paolo spiega questo concetto ai santi di Roma in questi termini: “O ignorate voi, fratelli (poiché io parlo a persone che hanno conoscenza della legge) che la legge signoreggia l’uomo per tutto il tempo ch’egli vive?” (Rom. 7:1). Noi sappiamo che la legge signoreggia l’uomo solamente mentre egli è in vita, perché una volta morto, l’uomo non è più soggetto ad essa, e difatti come fa la legge ad avere potestà su una persona morta che ha esalato l’anima? In niuno modo può signoreggiarla. E così anche noi per non essere più schiavi della legge dovevamo morire spiritualmente alla legge, e questo è avvenuto mediante la fede nella morte di Gesù. La crocifissione del corpo di Gesù Cristo ha dunque per noi un valore immenso perché noi avendo creduto in lui, siamo stati con lui crocifissi; è per questa ragione che la legge non ci signoreggia più, perché noi siamo morti con Cristo, infatti è scritto: “Così, fratelli miei, anche voi siete divenuti morti alla legge mediante il corpo di Cristo per appartenere ad un altro, cioè a colui che è risuscitato dai morti” (Rom. 7:4). Grazie siano quindi rese a Dio che, mediante il corpo di Cristo, ci ha fatti morire alla legge che ci teneva schiavi; sì, siamo morti con Cristo al peccato che ci signoreggiava mediante la legge (che è la forza del peccato), per diventare la proprietà particolare di Cristo e per vivere per lui. Continua a leggere

Il battesimo con lo Spirito Santo

Bible1. La promessa dello Spirito fatta dal Padre e confermata dal Figlio

Gesù Cristo dopo essere risuscitato dai morti apparve ai suoi discepoli, e si fece vedere da loro per quaranta giorni. E poco prima di essere assunto in cielo alla destra di Dio, ordinò agli apostoli “di non dipartirsi da Gerusalemme, ma di aspettarvi il compimento della promessa del Padre, la quale, egli disse, avete udita da me. Poiché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo fra non molti giorni” (Atti 1:4,5). Quindi Egli per promessa del Padre intese il battesimo con lo Spirito Santo. Vediamo quindi di spiegare cosa aveva promesso Dio, quale era questa sua promessa al fine di capire bene il battesimo con lo Spirito Santo. Dio, sotto l’antico patto, aveva detto che sarebbero venuti i giorni nei quali Egli avrebbe sparso lo Spirito Santo sopra la casa d’Israele, infatti Egli disse mediante Isaia ad Israele: “Ascolta…o Israele, che io ho scelto!…io spanderò il mio Spirito sulla tua progenie” (Is. 44:1,3). Questa promessa, Dio la confermò tramite Ezechiele (cfr. Ez. 39:28,29), ed anche tramite il profeta Zaccaria (cfr. Zac. 12:10). Dunque il Signore aveva promesso di benedire il popolo che aveva preconosciuto, spandendo su di esso il suo Santo Spirito. Ma il Signore non disse che avrebbe sparso il suo Spirito solo sopra Israele, ma anche sopra di noi Gentili di nascita, difatti Egli disse tramite il profeta Gioele: “E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profeteranno…” (Atti 2:17; Gioe. 2:28). Come potete vedere, Dio, dicendo: “Sopra ogni carne” (Atti 2:17), preannunziò che Egli non avrebbe mostrato dei riguardi personali in verso nessuno, ma avrebbe dato lo Spirito Santo a tutti, sia Giudei che Gentili. Abbiamo dunque visto che Dio tramite i profeti promise che avrebbe mandato lo Spirito Santo su ogni carne. Vediamo ora in che circostanze e in che maniera Gesù confermò e preannunziò lo spandimento dello Spirito Santo, perché come abbiamo detto i suoi discepoli udirono la promessa del Padre da lui. Continua a leggere

Contro la dottrina di Balaam

BalaamMuleTalkingIntroduzione

Dalla Scrittura è chiamata la dottrina di Balaam, perché fu lui ad insegnarla per prima. Ed è una dottrina perversa che viene insegnata da taluni pastori evangelici (soprattutto in ambito non Pentecostale). Innanzi tutto vediamo chi era questo Balaam e perché insegnò questa dottrina.

La Scrittura dice: “Or Balak, figliuolo di Tsippor, vide tutto quello che Israele aveva fatto agli Amorei; e Moab ebbe grande paura di questo popolo, ch’era così numeroso; Moab fu preso d’angoscia a cagione dei figliuoli d’Israele. Onde Moab disse agli anziani di Madian: ‘Ora questa moltitudine divorerà tutto ciò che è dintorno a noi, come il bue divora l’erba dei campi’. Or Balak, figliuolo di Tsippor era, in quel tempo, re di Moab. Egli mandò ambasciatori a Balaam, figliuolo di Beor, a Pethor che sta sul fiume, nel paese dei figliuoli del suo popolo per chiamarlo e dirgli: ‘Ecco, un popolo è uscito d’Egitto; esso ricopre la faccia della terra, e si è stabilito dirimpetto a me; or dunque vieni, te ne prego, e maledicimi questo popolo; poiché è troppo potente per me; forse così riusciremo a sconfiggerlo, e potrò cacciarlo dal paese; poiché so che chi tu benedici è benedetto, e chi tu maledici è maledetto” (Numeri 22:2-6).

Ora, questo Balaam che era profeta rifiutò di andare da Balak, ma Balak lo mandò a chiamare di nuovo, ed a questo suo secondo invito egli decise di recarsi da Balak. Quando Balaam arrivò presso Balak pronunziò degli oracoli di Dio perché Dio gli mise le sue parole in bocca; ed invece di maledire Israele, come Balak pensava avrebbe fatto, egli lo benedisse infatti Balaam disse: “Ecco, ho ricevuto l’ordine di benedire; egli ha benedetto; io non revocherò la benedizione” (Numeri 23:20). Continua a leggere

La dottrina è importante

bible“Alla legge! alla testimonianza! Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui alcuna aurora! Andrà errando per il paese, affranto, affamato; e quando avrà fame, s’irriterà, maledirà il suo re ed il suo Dio. Volgerà lo sguardo in alto, lo volgerà verso la terra, ed ecco, non vedrà che distretta, tenebre, oscurità piena d’angoscia, e sarà sospinto in fitta tenebria” (Isaia 8:20-22).

Oggi da parte di molti credenti c’è la tendenza a sottovalutare o sprezzare la dottrina, ecco perchè mi sono trovato costretto a scrivervi, fratelli nel Signore, affinchè nessuno di costoro vi seduca con vani ragionamenti.

Generalmente, il discorso che fanno è questo: ‘L’importante è evangelizzare il mondo, la dottrina è qualcosa di secondario su cui non ci si deve dividere’. Per dottrina si intende l’insegnamento.
Ora, innanzi tutto voglio dirvi che è certamente importante evangelizzare il mondo, ma è anche importante farlo come si conviene. Cosa intendo dire? Che la Bibbia quando dice che gli apostoli (o anche altri credenti che non erano apostoli) evangelizzavano, vuole dire che costoro annunziavano al mondo il ravvedimento e la fede nel Signore Gesù Cristo. Continua a leggere

Versetti biblici sul sangue di Cristo

versetti-sangueI seguenti versetti biblici si riferiscono al sangue prezioso di Cristo Gesù, il nostro Salvatore e Signore, che Egli ha sparso per la remissione dei nostri peccati, affinché noi fossimo così riconciliati con il Padre. Teneteli sempre davanti ai vostri occhi e nel vostro cuore, e sempre pronti sulle vostre labbra. E che coloro che sono preposti nel Signore ad ammaestrare i santi, predichino sul sangue di Cristo, parlando del suo valore e della sua efficacia, senza alcuna paura, con ogni franchezza, affinché Cristo Gesù sia ringraziato, esaltato e glorificato e celebrato dai santi per avere sparso il Suo sangue per noi.

“Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per la remissione dei peccati. (Matteo 26:27-28)
“Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, e tutti ne bevvero. Questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti” (Marco 14:23-24)
“Parimente ancora, dopo aver cenato, dette loro il calice dicendo: Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, il quale è sparso per voi.” (Luca 22:20)
“Perciò Gesù disse loro: In verità, in verità io vi dico che se non mangiate la carne del Figliuol dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete la vita in voi. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, ed io in lui (Giovanni 6:53-56)
“Venuti a Gesù, come lo videro già morto, non gli fiaccarono le gambe, ma uno de’ soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue ed acqua.” (Giovanni 19:33-34)
“Badate a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, la quale egli ha acquistata col proprio sangue.” (Atti 20:28)
“Ora, però, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata una giustizia di Dio, attestata dalla legge e dai profeti: vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti i credenti; poiché non v’è distinzione; difatti, tutti hanno peccato e son privi della gloria di Dio, e son giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù; il quale Iddio ha prestabilito come propiziazione mediante la fede nel sangue d’esso, per dimostrare la sua giustizia, avendo Egli usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza; per dimostrare, dico, la sua giustizia nel tempo presente; ond’Egli sia giusto e giustificante colui che ha fede in Gesù.” (Romani 3:21-26)
“Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, sarem per mezzo di lui salvati dall’ira. (Romani 5:9)
“Il calice della benedizione che noi benediciamo, non è egli la comunione col sangue di Cristo?” (1 Corinzi 10:16)
“Parimente, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. (1 Corinzi 11:25)
“Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo ed il sangue del Signore.” (1 Corinzi 11:27)
“Poiché in lui noi abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione de’ peccati, secondo le ricchezze della sua grazia” (Efesini 1:7)
“Ma ora, in Cristo Gesù, voi che già eravate lontani, siete stati avvicinati mediante il sangue di Cristo” (Efesini 2:13)
“Poiché in lui si compiacque il Padre di far abitare tutta la pienezza e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della croce d’esso; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli.” (Colossesi 1:19-20)
“Ma venuto Cristo, Sommo Sacerdote dei futuri beni, egli, attraverso il tabernacolo più grande e più perfetto, non fatto con mano, vale a dire, non di questa creazione, e non mediante il sangue di becchi e di vitelli, ma mediante il proprio sangue, è entrato una volta per sempre nel santuario, avendo acquistata una redenzione eterna. Perché, se il sangue di becchi e di tori e la cenere d’una giovenca sparsa su quelli che son contaminati santificano in modo da dar la purità della carne, quanto più il sangue di Cristo che mediante lo Spirito eterno ha offerto se stesso puro d’ogni colpa a Dio, purificherà la vostra coscienza dalle opere morte per servire all’Iddio vivente?” (Ebrei 9:11-14)
“Avendo dunque, fratelli, libertà d’entrare nel santuario in virtù del sangue di Gesù, per quella via recente e vivente che egli ha inaugurata per noi attraverso la cortina, vale a dire la sua carne, e avendo noi un gran Sacerdote sopra la casa di Dio, accostiamoci di vero cuore, con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell’aspersione che li purifica dalla mala coscienza, e il corpo lavato d’acqua pura.” (Ebrei 10:19-22) Continua a leggere

Chi crede nel Vangelo di Cristo è «esclusivista»

esclusivistaChi crede nel Vangelo di Cristo, crede fermamente che coloro che non credono nel Vangelo sono dei peccatori sulla via della perdizione e quindi che quando muoiono discendono nelle fiamme dell’inferno (Ades) e poi nel giorno del giudizio risorgeranno in resurrezione di condanna per essere giudicati da Dio e gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo dove saranno tormentati per l’eternità.

Non può essere altrimenti, perché la Parola di Dio afferma che chi non avrà creduto sarà condannato (cfr. Marco 16:16), e che chi rifiuta di credere nel Figliuolo non vedrà la vita ma l’ira di Dio resta sopra di lui (cfr. Giovanni 3:36). Chi dunque ha creduto nel Vangelo di Cristo è «esclusivista», perché esclude dalla salvezza coloro che non credono in esso, in quanto questo è quello che afferma la Parola di Dio. Se infatti è vero che “in nessun altro è la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati” (Atti 4:12) – e quindi non c’è alcun altro nome al di fuori di quello di Gesù Cristo per il quale gli uomini possono essere salvati – allora è vero anche che se uno segue Maometto, Buddha, Zarathustra, Platone, e tanti altri sedicenti maestri di morale, sarà condannato. D’altronde il Vangelo afferma che Gesù Cristo è morto per i nostri peccati (cfr. 1 Corinzi 15:3), spargendo il Suo sangue per la remissione dei nostri peccati (cfr. Matteo 26:28), ed è risuscitato il terzo giorno a cagione della nostra giustificazione (cfr. Romani 4:25), per cui la remissione dei peccati e la riconciliazione con il Padre si possono ottenere solo credendo in Gesù Cristo e in nessun altro.

Se la Scrittura afferma che “il Padre ha mandato il Figliuolo per essere il Salvatore del mondo” (1 Giovanni 4:14), ciò significa che si può essere salvati solo per mezzo di Cristo Gesù. Quindi chi crede in Gesù Cristo, esclude che gli increduli saranno salvati! Il Vangelo è la Buona Novella relativa alla salvazione di Dio (cfr. Atti 28:28), che è il solo vero Dio il cui nome è YAHWEH, e quindi esclude ogni altro messaggio ‘redentivo’.

Inoltre, chi ha creduto nel Vangelo di Cristo, essendo passato da uno stato in cui era perduto ad uno stato in cui è salvato, sa cosa significa essere sia perduto che salvato, in quanto sa che quando non credeva era perduto, ma ora che crede è salvato per mezzo della fede in Cristo Gesù (cfr. 1 Corinzi 15:1); sa che prima era un figlio d’ira ma ora è un figlio di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo (cfr. Galati 3:26; Giovanni 1:12); sa che prima era uno schiavo del peccato, mentre ora è affrancato dal peccato (cfr. Romani 6:17-18); sa che prima era morto mentre ora è vivo (cfr. Efesini 2:1-10). Quindi la sua esperienza personale gli conferma pienamente che quello che afferma la Parola di Dio è la verità. Una pecora sa, una volta che è stata trovata dal pastore (cfr. Luca 15:3-6), di non essere più perduta o errante (cfr. 1 Pietro 2:25), non vi pare? Essa dunque sa per esperienza personale che senza Cristo l’uomo è perduto.
Un vero Cristiano quindi si contraddistingue per la sua ferma fiducia nel Vangelo di Cristo, che significa una ferma fiducia nel valore espiatorio della morte di Gesù Cristo, e quindi per il suo esclusivismo. Non può essere altrimenti perché è discepolo di Gesù Cristo che ha detto: “Io son la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6), ed anche: “Io son la porta; se uno entra per me, sarà salvato, ed entrerà ed uscirà, e troverà pastura” (Giovanni 10:9), ed ancora: “Perciò v’ho detto che morrete ne’ vostri peccati; perché se non credete che sono io (il Cristo), morrete nei vostri peccati” (Giovanni 8:24).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Fonte: http://giacintobutindaro.org/

Guardatevi dal lievito dei Farisei e dei Sadducei

fariseoAi giorni di Gesù tra gli Ebrei esistevano diverse sette, ma le due più importanti erano quelle dei Farisei e dei Sadducei. E tra le due la più rigida in quanto a norme comportamentali era quella dei Farisei.

Ora un giorno Gesù disse ai suoi discepoli: “Vedete di guardarvi dal lievito dei Farisei e dei Sadducei. Ed essi ragionavano fra loro e dicevano: Egli è perché non abbiamo preso dei pani. Ma Gesù accortesene disse: O gente di poca fede, perché ragionate fra voi del non avere dei pani? … Come mai non capite che non è di pani ch’io vi parlavo? Ma guardatevi dal lievito dei Farisei e dei Sadducei. Allora intesero che non aveva loro detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dalla dottrina dei Farisei e dei Saddu­cei” (Matteo 16:6-8, 11-12).

Vediamo dunque qual’era questa dottrina dei Farisei e dei Sadducei da cui si dovevano guardare i discepoli di Gesù.

La dottrina dei Farisei

E’ scritto: “Allora si radunarono presso di lui i Farisei ed alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme. E videro che alcuni de’ suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate. Poiché i Farisei e tutti i giudei non mangiano se non si sono con gran cura lavate le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi; e quando tornano dalla piazza non mangiano se non si sono purificati con delle aspersioni. E vi sono molte altre cose che ritengono per tradizione: lavature di calici, d’orciuoli e di vasi di rame. E i Farisei e gli scribi gli domandarono: Perché i tuoi discepoli non seguono essi la tradizione degli antichi, ma prendon cibo con mani impure? Ma Gesù disse loro: Ben profetò Isaia di voi ipocriti, com’è scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro è lontano da me. Ma invano mi rendono il loro culto insegnando dottrine che son precetti d’uomini. Voi, lasciato il comandamento di Dio, state attaccati alla tradizione degli uomini. E diceva loro ancora: Come ben sapete annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra! Mosè infatti ha detto: Onora tuo padre e tua madre; e: Chi maledice padre o madre sia punito di morte; voi, invece, se uno dice a suo padre od a sua madre: Quello con cui potrei assisterti è Corban, (vale a dire, offerta a Dio), non gli permettete più di far cosa alcuna a pro di suo padre o di sua madre; annullando così la parola di Dio con la tradizione che voi vi siete tramandata. E di cose consimili ne fate tante! Poi chiamata a sé di nuovo la moltitudine, diceva loro: Ascoltatemi tutti ed intendete: Non v’è nulla fuori dell’uomo che entrando in lui possa contaminarlo; ma son le cose che escon dall’uomo quelle che contaminano l’uomo. E quando, lasciata la moltitudine, fu entrato in casa, i suoi discepoli lo interrogarono intorno alla parabola. Ed egli disse loro: Siete anche voi così privi d’intendimento? Non capite voi che tutto ciò che dal di fuori entra nell’uomo non lo può contaminare, perché gli entra non nel cuore ma nel ventre e se ne va nella latrina? Così dicendo, dichiarava puri tutti quanti i cibi. Diceva inoltre: È quel che esce dall’uomo che contamina l’uomo; poiché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidî, adulterî, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose malvage escono dal di dentro e contaminano l’uomo” (Marco 7:1-23). Continua a leggere