Il Padre di Gesù è un vendicatore

padre-vendicatore-300x198Gesù Cristo un giorno fece riferimento a due tremendi giudizi esercitati da Dio nell’antichità, il diluvio sul mondo degli empi e il fuoco e lo zolfo sulle malvagie città di Sodoma e Gomorra, infatti un giorno disse:

“E come avvenne a’ giorni di Noè, così pure avverrà a’ giorni del Figliuol dell’uomo. Si mangiava, si beveva, si prendea moglie, s’andava a marito, fino al giorno che Noè entrò nell’arca, e venne il diluvio che li fece tutti perire. Nello stesso modo che avvenne anche ai giorni di Lot; si mangiava, si beveva, si comprava, si vendeva, si piantava, si edificava; ma nel giorno che Lot uscì di Sodoma piovve dal cielo fuoco e zolfo, che li fece tutti perire. Lo stesso avverrà nel giorno che il Figliuol dell’uomo sarà manifestato.” (Luca 17:26-30).

Gesù Cristo credeva dunque a quello che dice la Scrittura. E siccome “c’è un Dio solo, il Padre” (1 Corinzi 8:6), Gesù ha confermato in questo modo che il Padre che Egli ci ha fatto conoscere “è un Dio geloso e vendicatore” (Nahum 1:2) e “si vendica dei suoi avversari, e serba il cruccio per i suoi nemici” (Nahum 1:2). Il Padre di Gesù dunque è lo stesso Dio di Abrahamo, di Isacco e di Giacobbe. Non è forse scritto che quando uno scriba gli chiese: “Qual è il comandamento primo fra tutti?” (Marco 12:28), Gesù rispose: “Il primo è: Ascolta, Israele: Il Signore Iddio nostro è l’unico Signore: ama dunque il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua e con tutta la forza tua” (Marco 12:29-30), e che davanti a questa sua risposta lo scriba riconobbe che per Gesù “v’è un Dio solo e che fuor di lui non ve n’è alcun altro” (Marco 12:32), e questo Dio è l’Iddio di Israele o degli Ebrei? Non ci sono due Dei dunque, uno dell’Antico Patto e un altro del Nuovo Patto, il primo malvagio e il secondo buono; come non c’è stato alcun innovamento del volto vero di Dio operato da Gesù, come se il volto di Dio che ci hanno presentato gli antichi profeti non fosse quello vero e aveva quindi bisogno di essere innovato. No, fratelli, esiste un solo Dio, il cui nome è YHWH, e il Suo Figliuolo Gesù Cristo ce lo ha fatto conoscere, ed è lo stesso Dio che sia prima che dopo che diede la legge ad Israele esercitava le sue vendette contro i suoi nemici. Investigate tutti gli scritti che vanno da Matteo all’Apocalisse e troverete tante conferme a ciò, ossia al fatto che l’Iddio e Padre di Gesù è un vendicatore perché è lo stesso Dio che disse ai giorni di Mosè: “A me la vendetta e la retribuzione” (Deuteronomio 32:35) ed anche: “Com’è vero ch’io vivo in perpetuo, quando aguzzerò la mia folgorante spada e metterò mano a giudicare, farò vendetta de’ miei nemici e darò ciò che si meritano a quelli che m’odiano” (Deuteronomio 32:40.41)! Nessuno dunque vi seduca con vani ragionamenti.

Giacinto Butindaro

Fonte: http://giacintobutindaro.org/

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Con quale presupposto leggi la Bibbia?

Mauro Biglino, in un’intervista, parlando del suo ultimo libro intitolato “Antico e Nuovo Testamento. Libri senza Dio”, dice queste testuali parole (dal min. 2:05):

…si procede in un analisi che parte da un presupposto che è il presupposto che sto dichiarando in modo manifesto palese da sei anni. Facciamo finta che gli autori antichi c’abbiano scritto, cioè ci abbiano voluto dire, ciò che realmente scrivevano, letteralmente scrivevano, è vediamo che ne viene fuori un mosaico completamente diverso. Un quadro completamente diverso da quello che ci è stato tanto raccontato dalla teologia che invece parte dal presupposto che la Bibbia parli di Dio…

Lui afferma in modo chiaro che, a differenza della teologia che parte dal presupposto che Dio esiste, presuppone che Dio nella Bibbia non esiste e cerca di adattarla ai suoi presupposti. Cosa significa presupposto? Significa, in poche parole, che lui guarda la Bibbia con un filtro o una premessa. Paragonabile ad un uomo che indossando un paio di occhiali con il vetro arancione, vede tutto arancione (vedi foto). Biglino se ne esce sempre con la sua famosa frase – «facciamo finta che» – per sedurre le persone. Tutti i suoi seguaci, purtroppo, non si limitano a far «finta che», ma accettato come verità quello che lui presuppone. Insomma, ha creato un circolo vizioso, dove chi ci entra non esce più. In questi circoli viziosi si estrapolano con facilità parole dal contesto per farne un pretesto, vedi il caso del Salmo 82 citato per affermare che Dio è morto.

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Anche i cosiddetti filologi tedeschi per negare l’infallibilità della Bibbia dovettero partire da dei presupposti. Infatti questi presupposti sulla Torah sono conosciuti con il termine «teoria documentaria o documentarista» che parte dal presupposto che non esiste una rivelazione soprannaturale. E quel libro che la presenta non va preso come documento vero. Qualsiasi evidenza a favore della soprannaturalità della Bibbia viene scartata a priori per assecondare il presupposto ateo.

Gleason L. Archer, studioso di Antico Testamento, infatti ha detto:

La teoria documentaria è stata caratterizzata da un sottile circolo vizioso, in quanto tende e trarre la sua conclusione: «La Bibbia non è una rivelazione soprannaturale» da una sua fondamentale premessa: «perché non vi può essere una rivelazione soprannaturale». Questa premessa era naturalmente un articolo di fede per tutta la intelligentsia occidentale sin dallo illuminismo del diciottesimo secolo […] in quanto era implicita nella filosofia allora prevalente del deismo. (Gleason L. Archer, La parola del Signore vol. 1 Introduzione all’Antico Testamento, Modena, 1972, p. 120)

In conclusione, queste cose ci fanno capire innanzi tutto che le argomentazioni dei cosiddetti scettici sono misere ed anche che senza il convincimento dello Spirito Santo non accetteranno mai la verità della Bibbia.

Gian Michele Tinnirello

Dio avalla gli stupri e le abominazioni?

biglinianoUn seguace di Mauro Biglino, dopo essere stato indottrinato dai suoi libri, ha affermato in un commento che Dio avalla gli stupri e le abominazioni. Leggendo queste parole gli ho chiesto, innanzi tutto, su quali basi morali giudica Dio? Queste parole fanno entrare in crisi qualsiasi ateo. Fino ad oggi non ricevuto alcuna risposta. Tra l’altro nella Bibbia, precisamente la Legge di Mosè, c’era la pena di morte verso coloro che stupravano una donna fidanzata:

se l’uomo trova per i campi la fanciulla fidanzata e facendole violenza si corica con lei, allora morirà soltanto l’uomo che si sarà coricato con lei; non farai niente alla fanciulla; nella fanciulla non c’è colpa degna di morte; si tratta di un caso come quello di un uomo che aggredisce il suo prossimo e lo uccide, perché egli l’ha trovata per i campi; la fanciulla fidanzata ha gridato, ma non c’era nessuno per salvarla. (Deuteronomio 22:25-27)

Adesso metterò alcuni passi che parlano delle abominazioni dei Cananei, così una volta per tutte si sfata questo mito delle ingiustizie di Dio.

Dio mandò Giosuè con il popolo di Israele ad uccidere i Cananei perché compivano abominazioni:
praticavano verso i loro dèi tutto ciò ch’è abominevole per l’Eterno e ch’egli detesta; davan perfino alle fiamme i loro figliuoli e le loro figliuole, in onore dei loro dèi. (Deuteronomio 12:31)

Il paese n’è stato contaminato; ond’io punirò la sua iniquità; il paese vomiterà i suoi abitanti. Voi dunque osserverete le mie leggi e le mie prescrizioni, e non commetterete alcuna di queste cose abominevoli [sodomia, bestialismo, fornicazione, adulterio, impurità, stregoneria, idolatria ecc.. ndr]; né colui ch’è nativo del paese, né il forestiero che soggiorna fra voi. Poiché tutte queste cose abominevoli le ha commesse la gente che v’era prima di voi, e il paese n’è stato contaminato. Badate che, se lo contaminate, il paese non vi vomiti come vomiterà la gente che vi stava prima di voi. (Levitico 18:25-28)

Questi sono alcuni passi dove si parla dei peccati/abominazioni dei Cananei. Nonostante sia scritto in modo così chiaro, continuano imperterriti ad accusare Dio di essere ingiusto e malvagio, soltanto perché sentenzia la morte di popolazioni malvagie.

Dio, secoli prima, aveva avvertito Abrahamo che avrebbe punito gli Amorei (abitanti di Canaan), ma prima di agire aspettava che la loro iniquità arrivasse fino al colmo:

E alla quarta generazione essi torneranno qua; perché l’iniquità degli Amorei non è giunta finora al colmo. (Genesi 15:16)

Infatti nel libro di Giosuè troviamo l’adempimento di queste parole:

E Giosuè disse a tutto il popolo: ‘Così parla l’Eterno, l’Iddio d’Israele: I vostri padri, come Terah padre d’Abrahamo e padre di Nahor, abitarono anticamente di là dal fiume, e servirono ad altri dèi. […] Io vi condussi quindi nel paese degli amorei, che abitavano di là dal Giordano; essi combatterono contro di voi, e io li diedi nelle vostre mani; voi prendeste possesso del loro paese, e io li distrussi d’innanzi a voi. (Giosuè 24:2, 8)

Queste parole ci fanno capire che la giustizia di Dio è molto diversa da quella degli uomini corrotti che vogliono un dio bonaccione, affinché possono fare tutto quello che vogliono. Sono sicuro che se Dio fosse bonaccione, l’accuserebbero ugualmente di essere debole e ingiusto, perché non sentenzia la morte del malvagio facendo giustizia. Inoltre, onde evitare fraintendimenti, anche se credo che se ne creeranno, con questo non voglio assolutamente dire che adesso il Cristiano è chiamato a distruggere i malvagi. Essendo che siamo sotto la Legge di Cristo dobbiamo pregare per la loro conversione senza fare guerre fisiche. La nostra guerra è spirituale, penso che sia più dura, e non fisica come quello dell’Antico Testamento:

poiché il combattimento nostro non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono ne’ luoghi celesti. (Efesini 6:12)

Dio, di certo, continua a castigare i malvagi tramite calamità naturali, malattie, nazioni e popoli. Il Cristiano sa che un giorno Gesù tornerà e farà vendetta degli uomini malvagi, instaurando un perfetto Regno sulla terra di 1000 anni e dopo una nuova creazione con la Nuova Gerusalemme celeste.

Gian Michele Tinnirello

CORRADO SALMÈ HA BESTEMMIATO CONTRO DIO!

Ritiratevi immediatamente dal cantante Corrado Salmè, perché insegna che Yahweh, l’Iddio di Abrahamo, di Isacco e di Giacobbe, ovvero l’Iddio degli Ebrei, non è l’Iddio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo. In altre parole, egli insegna che Yahweh non è il solo vero Dio, che ha mandato Gesù Cristo nel mondo.

Ecco le sue diaboliche parole che ha scritto sulla sua pagina Facebook:
«Se Il Dio dell’Antico Testamento ha ordinato tali barbarie (in seno al Suo popolo e verso gli stranieri) e dopo qualche secolo, nel Nuovo Testamento, ha ordinato l’esatto contrario invitandoci ad amare i nostri nemici, allora è un Dio schizofrenico e degno di essere messo alla stregua di tutti gli altri dei pagani che avevano bisogno di essere soddisfatti solo mediante sangue e sacrifici. Se Dio non è come Gesù lo ha mostrato, cioè l’Abba Padre amorevole e misericordioso, allora non è Dio. Solo in Gesù noi troviamo la vera immagine di Dio. Tutte le altri immagini proposte (compresa quella di Mosè) non corrispondono a Dio. Dobbiamo avere il coraggio di dire e affermare certe cose, altrimenti saremo sempre schiavi di tradizioni, religioni e dogmi incomprensibili. Dio non è un Dio di morte. Lui non toglie la vita, Lui la dona.»

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Fonte: https://www.facebook.com/adoratore1970/posts/769669209827474

E’ una antica eresia di perdizione questa, già presente nei primi secoli dopo Cristo. Niente di cui meravigliarsi quindi. Ma vi scongiuro a non avere niente a che fare con questo eretico che è evidente ha rigettato il solo vero Dio, che si chiama Yahweh. Questo uomo mena le anime in perdizione. Io vi ho avvertiti. Salmè ha insultato il solo vero Dio, ha bestemmiato contro di Lui.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Fonte: http://giacintobutindaro.org/

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«E discesero ambedue nell’acqua, Filippo e l’eunuco; e Filippo lo battezzò»

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Una parola per coloro che insegnano ed hanno ricevuto il battesimo per aspersione. Voglio farvi presente che la Scrittura non dice: «L’eunuco prese una brocca d’acqua che aveva con sè sul carro e disse a Filippo: ‘Ecco dell’acqua; che impedisce che io sia battezzato?’ E Filippo disse: Se tu credi con tutto il cuore, è possibile. L’eunuco rispose: Io credo che Gesù Cristo è il Figliuol di Dio. E quindi Filippo prese dell’acqua e gliela versò sul capo», ma un altra cosa e cioè: “E cammin facendo, giunsero a una cert’acqua. E l’eunuco disse: Ecco dell’acqua; che impedisce che io sia battezzato? Filippo disse: Se tu credi con tutto il cuore, è possibile. L’eunuco rispose: Io credo che Gesù Cristo è il Figliuol di Dio. E comandò che il carro si fermasse; e discesero ambedue nell’acqua, Filippo e l’eunuco; e Filippo lo battezzò. E quando furon saliti fuori dell’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo” (Atti 8:36-39).Quindi, il battesimo per aspersione che voi insegnate e che avete ricevuto non ha alcun valore agli occhi di Dio, perché non è in accordo con la Parola di Dio, in quanto il battesimo che Gesù Cristo ha comandato di ministrare a coloro che hanno creduto (e quindi i neonati sono esclusi) è per immersione.

Vi esorto dunque, voi che avete la fede nel Figliuolo di Dio e che quindi siete nati da Dio, e che fate parte di queste Chiese che insegnano un falso battesimo, ad uscire e separarvi da queste Chiese, ed unirvi ad una Chiesa che si attiene all’insegnamento di Cristo (e non alla tradizione degli uomini che volta le spalle alla verità a cui invece si attengono le Chiese di cui fate parte), e a farvi battezzare quindi per immersione nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo come ha comandato il Signore Gesù Cristo (Matteo 28:19).

Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese

Giacinto Butindaro

Fonte: http://giacintobutindaro.org/

Una riprensione pubblica per il pastore evangelico ‘cessazionista’ John MacArthur

Domenica 16 agosto, qualcuno è salito sul palco mentre il noto predicatore John MacArthur stava parlando, e lo ha ripreso pubblicamente a cagione della sua falsa dottrina che dice che lo Spirito Santo ha cessato di distribuire i suoi doni (cosa che John MacArthur aveva ribadito anche durante la «Strange Fire Conference» di due anni fa dicendo: ‘Noi soltanto crediamo che Egli [lo Spirito Santo] ha cessato una funzione e cioè Egli non dona più ai credenti oggi i doni spirituali miracolosi, doni come il parlare in lingue, profezia e doni di guarigioni – We only believe He has ceased one function and that is He no longer gives believers today the miraculous spiritual gifts, gifts like speaking in tongues, prophecy and healing. – http://www.gty.org/resources/sermons/TM13-7/a-case-for-cessationism).

Questa falsa dottrina è chiamata ‘cessazionismo’, ed anche in Italia è sostenuta da tanti.

E’ un video drammatico, ma che fa riflettere molto.

Ma l’insensato MacArthur e quelli che lo seguono si sono fatti beffe della riprensione! Guardate e sentite da voi stessi in questo video infatti ciò che avviene subito dopo.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

P.s. Leggi ‘La spudorata menzogna diffusa dagli antipentecostali sulle lingue’ in cui confuto proprio quello che dice MacArthur.

Comunicazione (nuovi libri)

Fratelli nel Signore, vi comunico che Giacinto Butindaro ha pubblicato altri due libri: «Pensieri» versione aggiornata (pag. 728 incluso l’indice ), e «Confutazioni» (pag. 991 incluso l’indice).

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I libri sono scaricabili in versione PDF gratuitamente da qua http://imieiscritti.lanuovavia.org/

Gian Michele Tinnirello

P.s. Invito coloro che hanno scaricato il file pdf del libro ‘Pensieri’ il giorno 14 agosto 2015, a riscaricarlo in quanto l’ho dovuto sostituire, perchè il precedente aveva le pagine doppie di numero in seguito ad un errore compiuto tramite il programma di conversione file.

La vendetta di Dio su Gerusalemme nell’anno 70

witness-of-70ad-300x217Fratelli nel Signore, voglio parlarvi della distruzione di Gerusalemme avvenuta nell’anno 70 dopo Cristo per opera dell’esercito romano, e per farlo nella maniera migliore dovrò innanzi tutto parlarvi della rivolta giudaica scoppiata nell’anno 66. Per scrivere questo resoconto storico mi sono avvalso degli scritti di alcuni storici.

Stando al racconto di Giuseppe Flavio (37 – 100 dopo Cristo circa [1]) la scintilla che fece scoppiare la rivolta giudaica e portò alla guerra contro Roma fu il prelevamento da parte di Gessio Floro, il procuratore della Giudea, di diciassette talenti dal tesoro sacro, usando come pretesto le esigenze di Cesare. Il popolo turbatosi di ciò corse in massa al tempio e a gran grida invocava Cesare di liberarli dalla tirannia di Floro. Alcuni di tra la folla cominciarono a lanciare ingiurie pesantissime contro Floro e per schernire Floro fecero passare in mezzo alla gente un canestro domandando l’elemosina per il ‘povero’ Floro. Quando Floro seppe ciò mandò il suo esercito a Gerusalemme, intimando ai principali della città di consegnargli coloro che avevano commesso quell’affronto contro di lui, altrimenti avrebbero subito la sua vendetta. Costoro invece chiesero a Floro di perdonare i colpevoli, al che Floro ordinò ai suoi soldati di saccheggiare una parte della città e di fare strage tra i Giudei: ‘Costoro, allora accogliendo il comando del generale come gente avida di bottino, non solo saccheggiarono il luogo contro cui erano stati inviati, ma irrompendo dentro tutte le case fecero strage degli abitanti. Si fuggiva per i vicoli e chi era preso restava ucciso, né vi fu genere alcuno di rapina che fosse tralasciato; molti pacifici cittadini furono arrestati e condotti davanti a Floro, ed egli, fattili prima percuotere con i flagelli, li crocifisse. Il numero totale degli uccisi in quel giorno, comprese le donne con i figli (…) sommò a circa tremila e seicento’ (Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, Libro II, 14 § 9). In quei giorni era a Gerusalemme la sorella del re Agrippa, Berenice, la quale visto ciò che i soldati romani stavano facendo pregò Floro di fare smettere la strage, ma egli rifiutò e Berenice rischiò pure di perdere la vita per mano dei soldati romani. Il giorno dopo la folla si adunò sulla Piazza superiore e si mise a imprecare contro Floro. Visto ciò, i maggiorenti e i sommi sacerdoti si lacerarono le vesti e supplicarono la gente di non provocare Floro; la gente si lasciò persuadere dai loro discorsi. Floro però fu dispiaciuto che il tumulto si fosse spento e cercò di riaccenderlo. Egli chiamò dunque i sommi sacerdoti e disse loro che c’era solo una maniera per capire che il popolo non mirava più ad alcuna innovazione, e cioè che la gente andasse incontro ai soldati che risalivano da Cesarea. Lui intanto mandò ad avvisare i centurioni dicendogli che impartissero l’ordine ai soldati di non rispondere al saluto dei Giudei, e nel caso questi dicessero qualcosa contro di lui usassero le armi contro di essi. La folla andò dunque incontro ai soldati e li salutarono, ma nessuno dei Romani rispose, e i turbolenti allora alzarono delle grida contro Floro. A questo punto i soldati reagirono e massacrarono parecchi Giudei. Siccome però gli Ebrei temevano che i soldati romani si impadronissero del tempio, fecero in modo da impedire ai soldati di Floro di prenderlo. Floro visto ciò, partì dalla città alla volta di Cesarea, lasciando in Gerusalemme una guarnigione dei suoi soldati. Continua a leggere

7 menzogne molto diffuse nel mondo

mondo-seduttore-serpenteQuelle che seguono sono tra le menzogne del diavolo più diffuse nel mondo, tramite le quali egli tiene sotto la sua potestà tantissime anime e le porta in perdizione.

1) In fondo in fondo tutti sono buoni. E’ una menzogna perchè la Scrittura dice: “Non v’è alcun giusto, neppur uno. Non v’è alcuno che abbia intendimento, non v’è alcuno che ricerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti quanti son divenuti inutili. Non v’è alcuno che pratichi la bontà, no, neppur uno. La loro gola è un sepolcro aperto; con le loro lingue hanno usato frode; v’è un veleno di aspidi sotto le loro labbra. La loro bocca è piena di maledizione e d’amarezza. I loro piedi son veloci a spargere il sangue. Sulle lor vie è rovina e calamità, e non hanno conosciuto la via della pace. Non c’è timor di Dio dinanzi agli occhi loro” (Romani 3:10-18).

2) Tutti gli uomini sono figli di Dio. E’ una menzogna perchè tutti gli uomini sono creature di Dio ma non tutti gli uomini sono figli di Dio, in quanto figli di Dio si diventa credendo nel Signore Gesù Cristo come dice l’apostolo Giovanni: ” a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome; i quali non son nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma son nati da Dio” (Giovanni 1:12-13).

3) Nessuno conosce o possiede la verità. E’ una menzogna perchè coloro che credono nel Figliuolo di Dio conoscono o hanno la verità. Dice infatti l’apostolo Giovanni: “Quanto a voi, avete l’unzione dal Santo, e conoscete ogni cosa. Io vi ho scritto non perché non conoscete la verità, ma perché la conoscete, e perché tutto quel ch’è menzogna non ha che fare colla verità” (1 Giovanni 2:20-21), e Paolo gli fa eco chiamandoci “quelli che credono e hanno ben conosciuta la verità” (1 Timoteo 4:3).

4) Alla fine Dio nella sua misericordia salverà tutti. E’ una menzogna perchè Dio salverà solo coloro che credono nel suo Figliuolo Gesù Cristo, ossia che Egli è morto per i nostri peccati, che fu seppellito e che il terzo giorno risuscitò dai morti a cagione della nostra giustificazione. E’ scritto infatti: “Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato” (Marco 16:16), ed ancora: “Chi vince erediterà queste cose; e io gli sarò Dio, ed egli mi sarà figliuolo; ma quanto ai codardi, agl’increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda” (Apocalisse 21:7-8).

5) Tutte le religioni portano a Dio. E’ una menzogna perchè a Dio ci si arriva solo tramite il Suo Figliuolo Gesù Cristo il quale disse: “Io son la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6). Per cui c’è “un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, il quale diede se stesso qual prezzo di riscatto per tutti; fatto che doveva essere attestato a suo tempo” (1 Timoteo 2:5-6).

6) Dio è lo stesso Dio in ogni religione. E’ una menzogna perchè “sebbene vi siano de’ cosiddetti dèi tanto in cielo che in terra, come infatti ci sono molti dèi e molti signori, nondimeno, per noi c’è un Dio solo, il Padre, dal quale sono tutte le cose, e noi per la gloria sua, e un solo Signore, Gesù Cristo, mediante il quale sono tutte le cose, e mediante il quale siam noi” (1 Corinzi 8:5-6). Il solo vero Dio dunque è l’Iddio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che è anche chiamato “l’Iddio d’Abrahamo, l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe” (Esodo 3:6).

7) Quando l’uomo muore si va a reincarnare o in un altro essere umano o in un animale. E’ una menzogna perchè l’uomo ha un’anima immortale dentro il suo corpo che dopo la morte continua a vivere o in paradiso che è un luogo di riposo celeste (se la persona è un figlio di Dio) o nell’Ades che è un luogo di tormento dove c’è il fuoco posto nel cuore della terra (se la persona muore nei suoi peccati). E’ scritto infatti: “Beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, essendo che si riposano dalle loro fatiche, poiché le loro opere li seguono” (Apocalisse 14:13), e: “Gli empi se n’andranno al soggiorno de’ morti” (Salmo 9:17). Coloro che sono in paradiso risusciteranno corporalmente in resurrezione di vita al ritorno di Gesù Cristo, mentre coloro che sono nell’Ades risorgeranno in resurrezione di condanna nel giorno del giudizio.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Fonte: http://giacintobutindaro.org/

Confutazione della dottrina ‘Una volta salvati sempre salvati’

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In seno a molte Chiese Evangeliche viene insegnata la seguente dottrina: che chi ha creduto nel Signo­re non corre in alcun modo il rischio o il pericolo di andare in perdizione; in altre parole la dottrina che esclude possa esserci la possibilità che un credente dopo avere creduto per un certo tempo rinneghi la fede e vada così in perdizione. Tra le Chiese che la insegnano ci sono le chiese Battiste, le Chiese Riformate, le Chiese Valdesi, le Chiese Presbiteriane, e le Chiese dei Fratelli.

Ecco alcune dichiarazioni a tale proposito: citerò prima dichiarazioni di singoli credenti e poi alcuni articoli di fede di alcune famose confessioni di fede.

Renè Pache, che è stato direttore della Scuola Biblica Emmaus di Ginevra, i cui libri tradotti anche in Italiano sono molto apprezzati anche in seno alle Chiese dei Fratelli, ha scritto: ‘Chi può commettere il peccato contro lo Spirito Santo? Per defi­nizione, tutti coloro che, fino alla fine, rifiutano di pentirsi e di ac­cettare il Salvatore. Ma è possibile per un figliuolo di Dio, veramente rigenerato, di commettere questo peccato? Noi non lo crediamo, perchè egli ha già permesso allo Spirito di entrare in Lui e di convincerlo’ (Renè Pache, La persona e l’opera dello Spirito Santo, Arezzo 1950, pag. 63).

Rinaldo Diprose, della Chiesa dei Fratelli, ha detto: ‘Non credere in Cristo equivale a ritrarsi dall’Iddio vivente e non otte­nere la salvezza eterna (…) Concludiamo, dunque, nell’affermare che i brani esortativi sopra considerati [Ebrei 3:12; 4:1-3; 4:9-11] non insegnano che il credente corra il pericolo di perdere la salvezza. Essi insegnano piuttosto che quanti sono religiosi corrono il pericolo di non giungere alla salvezza per mancanza di una fede incondizionata in Cristo’ (Rinaldo Diprose,‘Il problema dell’apostasia nei brani esortativi della lettera agli Ebrei’ in Lux Biblica, N° 6 1992, pag. 59).

Guglielmo Standridge, pastore della Chiesa Bereana, ha detto: ‘Chi è salvato ha già ricevuto in dono la vita eterna e non si perderà mai, né commetterà dei peccati così gravi da potergli togliere la salvezza. (…) Chi è veramente salvato, invece ‘vincerà’, non ‘calpesterà’ mai il sangue di Cri­sto, e vivrà con il Signore per l’eternità. Quale grande salvezza Gesù ha acquistata con il suo sangue! Il‘buon pastore’ non perderà mai una delle sue pecore’ (Guglielmo Standridge, ‘Si salva solo chi vince?’ in La voce del Vangelo, N° 7 Luglio 1994, pag. 8),
Ernest F. Kevan, che è stato rettore del London Bible College, famosa università Biblica di Londra, ha scritto: ‘La risposta evangelica al problema della perseveranza ultima è che essa è interamente assicurata in Cristo, che Dio non ritira mai il suo aiuto da coloro che Egli ha scelti e ha giustificati e che, anche se talvolta Egli permette che il credente vacilli e pecchi, provvede che nessuno di essi cada irrimediabilmente (….) La dottrina della salvezza finale dei credenti attraverso la preservazione divina e la loro perseveranza nella santità trova pieno appoggio nell’intero sistema della verità cristiana. Essa è conforme alla dottrina della sovranità di Dio nell’elezione e nella predestinazione, con il patto di redenzione in cui il Padre diede al Figlio quella moltitudine che nessun uomo può contare; con il carattere sostitutivo della morte di Cristo e la Sua attuale opera diintercessione; con la profonda unione mistica che esiste tra Cristo e coloro che condividono la sua vita; con la fattiva opera dello Spirito Santo che rende reale nell’esperienza del credente tutto ciò che Cristo ha fatto per lui; e, infine, con la sicurezza della salvezza che è data al credente per mezzo della fede in Cristo e l’intima testimonianza dello Spirito Santo’ (Ernest F. Kevan, Salvezza, Genova 1979, pag. 108,117)

Il quinto articolo di fede della Southern Baptist Convention (La Convenzione Battista del Sud) accettato anche dai Battisti in Italia dice: ‘Tutti i veri credenti perseverano fino alla fine. Quelli che Dio ha accettato in Cristo, e santificato per mezzo del suo Spirito non scadranno mai dallo stato di grazia, ma persevereranno fino alla fine. I credenti possono cadere nel peccato per mezzo della negligenza e della tentazione, e per mezzo di esso essi contristano lo Spirito, essi danneggiano le loro grazie e i loro conforti, ed espongono la causa di Cristo al biasimo, e attirano su loro stessi dei giudizi temporanei; ma essi saranno conservati dalla potenza di Dio per mezzo della fede a salvezza’.

La Confessione di fede di Westminster pubblicata la prima volta nel 1646 (a cui si rifanno le Chiese Riformate e le Chiese Presbiteriane) nel suo diciassettesimo articolo afferma quanto segue: ‘1. Quelli che Dio ha accolto nel suo amato Figliolo, quelli che efficacemente ha chiamato e santificato per il suo Spirito, non possono scadere né totalmente né definitivamente dallo stato di grazia; anzi, persevereranno certamente in quello stato fino alla fine, e saranno salvati eternamente. 2. Questa perseveranza dei santi non dipende dalla loro libera volontà, ma dall’immutabilità del decreto dell’elezione, il quale procede dall’amore gratuito ed immutabile di Dio Padre, dall’efficacia del merito e dell’intercessione di Gesù Cristo; dalla dimora in essi dello Spirito, dal seme di Dio presente in loro, e dalla stessa natura del patto di grazia. Tutti questi fattori danno luogo alla certezza ed infallibilità della perseveranza dei santi. 3. I santi tuttavia possono cadere in peccati molto gravi a causa delle tentazioni di Satana e del mondo, dal prevalere in essi della loro corruzione residua, e dal fatto di avere trascurato i mezzi che Dio ha provveduto per preservarli. E’ possibile che continuino in questo stato per un certo tempo, in modo da causare su di loro il dispiacere di Dio, da contri­stare il suo Spirito Santo e da venire privati in qualche misura delle loro grazie e consolazioni, da subire l’indurimento del loro cuore ed il ferimento della loro coscienza, da offendere e scandalizz­are gli altri e da attirare su di sé giudizi temporanei’.

L’articolo ventiseiesimo della Confessione di fede dei Valdesi del 1662, a cui si rifanno anche i Valdesi di oggi, afferma: ‘Che la Chiesa non può mancare e essere ridotta al niente, ma che deve esser perpetua, tutti gli eletti essendo, ognuno nel suo tempo, chiamati da Dio nella comunione dei santi, e talmente per la virtù del suo santo Spirito sostenuti e conservati nella fede, che perseverando in essa conseguono l’eterna salvezza’.

Per ciò che concerne le dichiarazioni presenti nella Confessione di fede di Westminster e nella Confessione di fede dei Valdesi, si tenga presente che esse furono promulgate sulla base di quanto aveva insegnato a tale proposito Giovanni Calvino (1509-1564), il noto riformatore nato in Francia e che svolse la sua opera nella città di Ginevra, che nelle Istituzioni della Religione Cristiana scrisse quanto segue: ‘….. fra quelli che Gesù Cristo ha unito al suo corpo, non permetterà che alcuno perisca, visto che per attuare la loro salvezza spiegherà la potenza di Dio, che, secondo la promessa, è più forte di ogni cosa’ (Giovanni Calvino, Istituzioni della Religione Cristiana, libro terzo, cap. XXII, 7 ), ed ancora: ‘Inoltre è cosa certa che Gesù Cristo, pregando per tutti gli eletti, chiede per loro quel che aveva chiesto per Pietro: che la loro fede non venga meno. Ne concludiamo che non corrono il pericolo di una caduta mortale, visto che la richiesta del figlio di Dio, che rimanessero saldi, non è stata respinta. Che cosa Cristo ci ha voluto qui insegnare, se non renderci certi che avremo la salvezza eterna, poiché una volta siamo stati fatti suoi?’ (ibid., libro terzo, cap. XXIV, 6). Ma oltre a quelle Confessioni, ce ne sono altre di confessioni antiche che praticamente si basarono sull’insegnamento di Calvino, come per esempio la Confessione di fede Belga del 1561.

Come si può vedere, in tutte queste dichiarazioni c’è la chiara attestazione che un credente non corre in nessuna maniera il pericolo di perdere la salvezza, o di scadere dalla grazia: una simile eventualità è rigettata categoricamente.

Ma con quali Scritture viene sostenuta questa dottrina? Per sostenere questa dottrina vengonoprese principalmente le seguenti parole di Gesù: “Le mie pecore ascoltano la mia voce, e io le conosco, ed esse mi seguono; e io do loro la vita eterna, e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date, è più grande di tutti; e nessuno può rapirle di mano al Padre” (Giovanni 10:27-29), “Tutto quel che il Padre mi dà, verrà a me; e colui che viene a me, io non lo caccerò fuori; perché son disceso dal cielo per fare non la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di Colui che mi ha mandato: ch’io non perda nulla di tutto quel ch’Egli m’ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figliuolo e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Giovanni 6:37-40); e queste altre parole di Paolo: “Poiché io sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potestà, né altezza, né profondità, né alcun altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 8:38-39), e queste altre ancora sempre di Paolo: “Colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù” (Filippesi 1:6). Tutte parole queste che vengono messe in relazione al proponimento dell’elezione di Dio che dipende non dalle opere ma dalla volontà di Colui che chiama, e secondo il quale Dio fa misericordia a chi vuole e indura chi vuole, e secondo il quale quelli che Dio  “ha preconosciuti, li ha pure predestinati ad esser conformi all’immagine del suo Figliuolo, ond’egli sia il primogenito fra molti fratelli; e quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati” (Romani 8:29-30). Quest’ultimo mio discorso vale in particolare per i Battisti, i Valdesi, i Riformati e i Presbiteriani, perché per ciò che concerne le Chiese dei Fratelli, la predestinazione non è una dottrina insegnata nel loro mezzo. Continua a leggere