Riti satanici, droga e orge in Vaticano

Guardate con molta attenzione il seguente filmato. E’ un’intervista in cui il pentito di mafia Vincenzo Calcara racconta diversi episodi della sua vita passata inerenti il suo rapporto con il Vaticano (e i suoi esponenti). Le dichiarazioni rilasciate da Vincenzo Calcara sono molto forti, infatti parla di uso di droga (dichiara di avere consegnato lui stesso tre chili di cocaina ad un «monsignore» in Piazza San Pietro), di riti satanici (la droga veniva usata durante i riti satanici, le messe nere dentro il Vaticano) e orge in cui venivano coinvolti anche delle minorenni, e di sacrifici umani in Vaticano (parla di ragazzine) e di occultamento di cadaveri dentro le mura vaticane.

Riti satanici, droga e orge in Vaticano from Giacinto Butindaro on Vimeo.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

La sconvolgente testimonianza dell’ex massone John Salza

John Salza, un avvocato americano cattolico, ex massone del 32° (che era un grande esperto di massoneria tanto che insegnava i rituali massonici ai massoni), racconta come è entrato nella Massoneria, le sue esperienze nella Massoneria, e come dopo alcuni anni ne è uscito. Esorto tutti i fratelli ad ascoltare questa sconvolgente e interessantissima e dettagliata testimonianza (racconta infatti in maniera dettagliata in particolare il rituale massonico del primo e del terzo grado, ma soprattutto del terzo con cui i massoni oltraggiano e scherniscono Gesù Cristo), perché le cose che dice questo ex massone sulla Massoneria sono molto importanti. Peraltro Salza conferma che il Grande Architetto dell’Universo (GADU), che i massoni adorano e servono, è Satana. Fa vedere alcune strette di mano massoniche, e poi parla di alcuni segnali segreti massonici che i massoni fanno anche durante i processi in tribunale per essere aiutati dai giudici! Nell’intervista si parla anche dell’infiltrazione massonica nella Chiesa papista.

Ho fiducia nel Signore che questa intervista spaventerà e scuoterà tanti, e spingerà molti a riconoscere finalmente che la Massoneria è una istituzione satanica, e che essa va condannata dalla Chiesa con ogni franchezza. E quindi che bisogna uscire e separarsi immediatamente da tutte quelle Chiese che rifiutano di condannare la Massoneria o dicono che la Massoneria è buona o che si sono alleate con la Massoneria.

Naturalmente, dovete considerare che sia l’intervistatore che l’intervistato sono cattolici romani, quindi lasciate perdere tutte quelle menzogne papiste che vengono dette (su Maria, ecc).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Francesco è nato di nuovo?

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Chi afferma, come Corrado Salmè, che il cosiddetto papa, ossia il capo della Chiesa Cattolica Romana, è nato di nuovo, mostra in maniera evidente che non sa cos’è la nuova nascita.Perché quando uno nasce di nuovo diventa una nuova creatura, le cose vecchie sono passate, ecco sono diventate nuove (2 Corinzi 5:17). Per cui chi è nato di nuovo cammina in novità di vita. Se dunque prima di nascere di nuovo uno era un idolatra, quando nasce di nuovo smette di esserlo perché comincia ad adorare Dio in spirito e verità, e lo Spirito di Dio lo spingerà ad aborrire gli idoli e a distruggere tutti quelli che sono di sua proprietà, e smetterà di rendere il culto ai morti o ai dèi che prima serviva! Ma tutto ciò non si vede affatto in Francesco, perché lui ama gli idoli e prende piacere nell’idolatria, e infatti rende il culto a Maria e ai santi che sono in cielo.

E poi quando uno nasce di nuovo, essendo che diventa un figlio di Dio, ha la certezza della remissione dei propri peccati come anche la certezza di avere la vita eterna e quindi la certezza che quando si dipartirà dal corpo andrà ad abitare con il Signore nel Suo regno celeste, come ce l’avevano gli apostoli, certezze che Francesco non ha perché la dottrina della Chiesa Cattolica Romana rigetta queste certezze per il Cristiano e difatti Francesco non solo si confessa regolarmente, ma afferma anche che andrà in purgatorio infatti ha affermato: «A presto, se non ci vediamo più qui, ci troveremo in Purgatorio» (http://www.unionesarda.it/).

Spieghiamo brevemente ciò.

Uno che va a confessarsi non ha la certezza di avere la remissione dei suoi peccati e di essere giustificato da Dio, e difatti – secondo la teologia papista – quando morirà dovrà andare in purgatorio per purgarsi del residuo di colpa che rimane, mediante delle pene molto severe, prima di accedere al paradiso!!! Egli dunque non può essere nato di nuovo, perché coloro che sono nati di nuovo o nati da Dio, secondo quello che insegna la Parola, hanno la remissione dei peccati per il nome di Gesù Cristo e secondo le ricchezze della grazia di Dio (1 Giovanni 2:12; Efesini 1:7). Questa è la fiducia che essi hanno nel Signore. Noi che siamo nati da Dio abbiamo questa fiducia, che però la Chiesa Cattolica Romana definisce «fiducia vana e lontana da ogni vera pietà» (Concilio di Trento, Sess. VI, cap. IX).

Uno che afferma che quando morirà andrà in purgatorio non ha la certezza che quando morirà il Signore lo salverà nel suo regno celeste, mentre coloro che sono nati da Dio hanno lo Spirito di Dio che attesta con il loro spirito che sono figli di Dio, e quindi eredi di Dio e coeredi di Cristo (Romani 8:15-17), e che gli attesta che dove si trova il Signore là andranno pure loro quando si dipartiranno dal corpo (2 Corinzi 5:5-8; Filippesi 1:23), Spirito che gli attesta anche che il sangue di Gesù Cristo li purifica da ogni peccato (1 Giovanni 1:7) e quindi non c’è alcuna condanna per essi (Romani 8:1).

Francesco quindi non è nato di nuovo, ma è ancora morto nei suoi falli e nelle sue trasgressioni, essendo un figlio d’ira, e se non si ravvederà e convertirà dagli idoli e crederà nel Vangelo di Cristo, l’ira di Dio continuerà a restare sopra di lui e quando morirà se ne andrà certamente nel fuoco dell’Ades, dove si trovano di già i papi che lo hanno preceduto e che sono morti nei loro peccati tra cui c’era anche quello di idolatria.

Ma come si fa a dire che un idolatra, un nemico di Dio (basta solo considerare infatti che Francesco ritiene di essere il vicario di Cristo e il capo della Chiesa di Dio sulla terra per capire che egli è nemico di Dio), uno che insegna eresie di perdizione, come Francesco, che sta aiutando centinaia di milioni di anime ad andare perdizione, è nato di nuovo? Bisogna proprio essere tra coloro di cui la Scrittura dice: “Non sanno nulla, non capiscono nulla; hanno impiastrato loro gli occhi perché non veggano, e il cuore perché non comprendano” (Isaia 44:18), per affermarlo! E difatti, costoro non sanno discernere tra uno morto nei suoi peccati e uno vivificato con Cristo.

Guardatevi e ritiratevi da essi.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Leggi questo mio studio sulla nuova nascita e la confutazione della dottrina della salvezzainsegnata dalla Chiesa Cattolica Romana

Fonte: http://giacintobutindaro.org/

Quando la Chiesa Cattolica Romana introdusse nel Canone della Bibbia i libri apocrifi

imageNella sessione del 8 Aprile 1546 del concilio di Trento furono dichiarati canonici, oltre ai sessantasei libri da cui é formata la Bibbia, anche altri libri che portano questi nomi: Tobia, Giuditta, Sapienza, Ecclesiastico, Baruc e 1 e 2 Maccabei. Inoltre furono fatte delle aggiunte al libro di Ester e a quello di Daniele perché furono anch’esse ritenute Scritture ispirate. Nel documento redatto in quel concilio, a proposito di questa loro decisione, sono scritte tra le altre cose queste parole: ‘Se qualcuno, poi, non accetterà come sacri e canonici questi libri, interi con tutte le loro parti, come si é soliti leggerli nella chiesa cattolica e come si trovano nell’edizione antica della volgata latina e disprezzerà consapevolmente le predette tradizioni, sia anatema’ (Concilio di Trento, Sess. IV, primo decreto.). Questi libri aggiunti sono apocrifi (da apokryphos, termine greco che significa ‘nascosto’ [1]) e sono chiamati dalla chiesa romana deuterocanonici ossia aggiunti al canone. Ora, i Cattolici ci accusano di avere mutilato la Bibbia togliendogli i libri qui sopra enumerati con le aggiunte a Ester e a Daniele, ma questo non è affatto vero perché noi non abbiamo tolto alcunché al canone delle Scritture. La verità è che loro hanno adulterato il canone delle Scritture aggiungendovi i libri che hanno voluto e ci accusano di averli tolti perché non ci siamo conformati alla decisione del concilio di Trento. In altre parole loro non sopportano che noi ci siamo astenuti dall’includere nel canone dei libri che sin da quando comparvero non furono dichiarati canonici! Le ragioni per cui noi non riconosciamo i libri apocrifi come canonici, cioè come parte del canone delle Scritture, sono le seguenti. Continua a leggere

Cattolici Romani, la confessione al prete non vi riconcilia con Dio

confessionaleAscoltatemi, Cattolici Romani, vi è stato insegnato che la confessione al prete è il sacramento della riconciliazione perché il prete mediante la sua assoluzione riconcilia l’uomo con Dio.

Ma questa affermazione è falsa perché l’uomo può riconciliarsi con Dio direttamente mediante Cristo Gesù senza il bisogno di nessun mediatore terreno.

I vostri teologi per sostenere che i preti hanno in loro la parola della riconciliazione per riconciliare gli uomini con Dio, come l’avevano prima di loro gli apostoli, prendono le seguenti parole di Paolo ai Corinzi: “Iddio… ha posta in noi la parola della riconciliazione” (2 Corinzi 5:19); ma voglio farvi notare che questa parola della riconciliazione che avevano gli apostoli non si riferisce affatto alla formula assolutoria dei preti: ‘Io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo’, che essi rivolgono ai confessanti dopo avere udito la loro confessione, perché gli apostoli non confessavano e non assolvevano né i peccatori e neppure i credenti quando essi si rendevano colpevoli ma li esortavano a ravvedersi e a fare pace con Dio.

L’apostolo Paolo spiega in che consisteva questa parola della riconciliazione quando dice: “Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: Siate riconciliati con Dio” (2 Corinzi 5:20). Gli apostoli quindi non obbligavano gli uomini a confessarsi a loro, come fanno i preti, ma li esortavano a riconciliarsi con Dio, il che è tutt’altra cosa!
Loro facevano la loro ambasciata esortando gli uomini a ravvedersi e a credere nel Vangelo; mentre Colui che li aveva mandati assolveva coloro che accettavano le loro parole. Questa è una ulteriore prova che la confessione auricolare al prete non ha fondamento scritturale e che per sostenerla i teologi cattolici romani fanno ricorso ad arbitrarie interpretazioni scritturali.

Dunque, anch’io come Paolo vi annuncio la parola della riconciliazione, scongiurandovi a ravvedervi e a credere nel Vangelo, perché è soltanto mediante il ravvedimento e la fede nella morte espiatoria di Cristo e nella sua resurrezione, che si viene riconciliati con Dio.
E una volta ottenuta la riconciliazione, dovete uscire immediatamente dalla Chiesa Cattolica Romana ed unirvi ad una Chiesa Evangelica Pentecostale che annuncia tutto il consiglio di Dio, dove la prima cosa che dovete fare è farvi battezzare per immersione nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo, perché il battesimo da voi ricevuto da bambini non è valido.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Fonte: http://giacintobutindaro.org/

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Secondo la Chiesa Cattolica Romana l’uomo discende dai bruti; secondo la Bibbia NO

evoluzione_R375Dottrina papista

Pio XII (1939-1958) nell’enciclica Humani Generis (1950) affermò quanto segue: ‘Il Magistero della Chiesa non proibisce che in conformità dell’attuale stato delle scienze e della teologia, sia oggetto di ricerche e discussioni, da parte dei competenti in tutti e due i campi, la dottrina dell’evoluzionismo, in quanto cioè essa fa ricerche sull’origine del corpo umano, che proverrebbe da materia organica preesistente (la fede cattolica ci obbliga a ritenere che le anime sono state create immediatamente da Dio)’. Come potete vedere in questa enciclica l’evoluzione non venne affatto condannata, ma venne implicitamente ammessa sia pure come ipotesi e con prudenza. Il fatto che anche i teologi furono incoraggiati a fare delle ricerche e a discuterne dimostrò certamente un certo favore della chiesa cattolica verso questa teoria dell’evoluzione. Sono passati quasi cinquanta anni da quella enciclica; come stanno oggi le cose? Stanno che la chiesa cattolica romana insegna l’evoluzione dell’uomo cioè che l’uomo deriva da esseri inferiori o da bruti. Ma non è un evoluzione che esclude l’atto creativo di Dio ma un evoluzione che presuppone la creazione. Ecco infatti quanto ha affermato Giovanni Paolo II in un Simposio su Fede cristiana e teoria dell’evoluzione: ‘Una fede rettamente compresa nella creazione e un insegnamento rettamente inteso dell’evoluzione non creano ostacoli (…) L’evoluzione infatti presuppone la creazione; la creazione si pone nella luce dell’evoluzione come un avvenimento che si estende nel tempo – come una creatio continua – in cui Dio diventa visibile agli occhi del credente come creatore del cielo e della terra’ (L’Osservatore Romano 27 Aprile 1985).

Questo tipo di evoluzione sostenuto dalla chiesa romana è chiamato evoluzionismo antropologico mitigato e si differenzia dall’evoluzionismo antropologico radicale di Lamarck, di Darwin e di Haeckel e professato da molti biologi, perché esso afferma che l’evoluzione è ristretta solo all’origine del corpo umano (giacché l’anima è creata direttamente da Dio) mentre quello radicale afferma che l’evoluzione dell’uomo comprende anche l’anima. Ma nella sostanza che cosa dice questo tipo di evoluzionismo sostenuto dalla chiesa romana? Questo; che Dio mediante uno speciale intervento sia causa principale del corpo umano, ma si è servito di un bruto come di materia e strumento. In altre parole, come dice Fiorenzo Facchini, ‘l’uomo è frutto, a un tempo, dell’evoluzione biologica e di un concorso particolare creativo di Dio’, perché si è evoluto da un essere inferiore creato da Dio. Uno studioso cattolico, per spiegare questo concetto, ha affermato: ‘Non discendiamo dai bruti, ma ascendiamo da essi’. Quindi a distanza di circa mezzo secolo dall’enciclica Humani Generis di Pio XII l’evoluzione non è più una semplice ipotesi ma una verità da abbracciare a braccia aperte che non si deve mettere in dubbio: ecco come recentemente Giovanni Paolo II ha posto fine ad ogni dubbio: ‘L’Enciclica Humani generis considerava la dottrina dell’’evoluzionismo’ un’ipotesi seria, degna di una ricerca e di una riflessione approfondite al pari dell’ipotesi opposta (…) Oggi, circa mezzo secolo dopo la pubblicazione dell’Enciclica, nuove conoscenze conducono a non considerare più la teoria dell’evoluzione una mera ipotesi. E’ degno di nota il fatto che questa teoria si sia progressivamente imposta all’attenzione dei ricercatori, a seguito di una serie di scoperte fatte nelle diverse discipline del sapere’ (L’Osservatore Romano, 24 Ottobre 1996). Continua a leggere

La Chiesa Cattolica Romana nacque nel IV secolo d.C.

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Foto: Leone I detto Magno

Il primo papa non fu Pietro, ma Leone I detto Magno (390 – 461)

Una posizione di preminenza di Roma e del suo vescovo sulle altre comunità cristiane si era andata profilando già in età precostantiniana. Nel III secolo, specialmente ad opera di Cipriano, era stato elaborato il concetto della cathedra Petri, cioè dell’episcopato concepito come un tutt’uno affidato da Cristo a san Pietro e rimasto nei suoi successori romani. Nel IV e V secolo questa concezione si andò trasformando in una ricca e precisa dottrina del primato di Roma su tutte le chiese e diede luogo sia alla concreta rivendicazione della superiore autorità del papa e del suo diritto di intervento nei confronti degli altri vescovi, sia una «teologia del primato», che rimase la base della successiva elaborazione medievale. (A cura di Filoramo Giovanni e D. Menozzi, Storia del cristianesimo. Vol. 1: L’antichità, Editori Laterza, 2008, pag. 378)

[Leone I detto Magno] esporrà nelle linee definitive la dottrina del primato di Roma e saprà imporla ai vescovi dell’Occidente. Ma gli toccherà anche registrare, dopo Calcedonia, il definitivo distacco dell’Oriente e avviare la chiesa di Roma lungo linee che ne segneranno la storia nei secoli medievali. (Ibid., pag. 380, 381)

La lettera Divinae cultum, con la quale Leone riaffermava ai vescovi gallici il primato della chiesa di Pietro e Paolo, era accompagnata da un rescritto imperiale, nel quale anche l’imperatore ribadiva che il vescovo romano è il capo di tutta la cristianità e che a nessuno è lecito opporsi alla sua autorità. (Ibid., pag. 400, 401)

Nel complesso, durante il lungo pontificato di Leone crebbero l’unità e la forza morale di Roma e della chiesa cattolica, che si riconobbe in essa sempre più ampiamente. Prospero di Aquitania in un poemetto in versi contro i pelagiani, e lo stesso papa Leone in un sermone, celebrarono come nuova capitale del mondo, erede della Roma imperiale e più di essa grande e universale la Roma cristiana, civitas sacerdotalis et regia, che «governa con la religione ciò che non possiede con le armi», che «regna più con la religione divina che con la dominazione terrena» Romanus divenne per antonomasia il seguace delle fede cattolica, cioè il cristiano che segue la formula di fede del vescovo di Roma e perciò si distingue sia dal barbaro che dall’ariano sia da ogni altro eretico o seguace di chiese, dottrina, liturgie difformi da quelle romane. (Ibid., pag. 402, 403)

Va inoltre detto che «il titolo di vescovo universale fu dato per la prima volta dall’imperatore Foca (che nel 602 era salito sul trono di Costantinopoli dopo avere fatto uccidere il suo predecessore e la sua famiglia) al vescovo di Roma Bonifacio III (607), titolo che peraltro era stato rifiutato dal suo predecessore Gregorio I (590-604).» (Giacinto Butindaro, La Chiesa Cattolica Romana, Roma, 1998, pag. 104)

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Roberto Benigni non ha detto la verità sul culto delle immagini

Il secondo comandamento afferma: “Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m’amano e osservano i miei comandamenti” (Esodo 20:4-6).

La Chiesa Cattolica Romana invece insegna oltre che a fare statue e immagini, anche a prostrarsi davanti ad esse e a servirle: per cui essa insegna ai Cattolici a darsi all’idolatria (impedendogli così di entrare nel regno dei cieli perché gli idolatri non erediteranno il regno di Dio – 1 Corinzi 6:9-10).

Ecco infatti cosa dice nel suo Catechismo:

‘Fondandosi sul mistero del Verbo incarnato, il settimo Concilio ecumenico, a Nicea (nel 787), ha giustificato, contro gli iconoclasti, il culto delle icone: quelle di Cristo, ma anche quelle della Madre di Dio, degli angeli e di tutti i santi. Incarnandosi, il Figlio di Dio ha inaugurato una nuova «economia» delle immagini. Il culto cristiano delle immagini non è contrario al primo comandamento che proscrive gli idoli. In effetti, «l’onore reso ad un’immagine appartiene a chi vi è rappresentato», e «chi venera l’immagine, venera la realtà di chi in essa è riprodotto». L’onore tributato alle sacre immagini è una «venerazione rispettosa», non un’adorazione che conviene solo a Dio’ (Catechismo della Chiesa Cattolica, Libreria Editrice Vaticana, Prima Ristampa 2006, pag. 576)

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La Chiesa Cattolica Romana dunque insegna il culto delle immagini.

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Roberto Benigni invece durante il suo spettacolo sui Dieci Comandamenti (serata del 15 dicembre 2014) ha affermato:

«… per i cattolici non sono vietate le immagini, è vietato il culto delle immagini ….»

Egli dunque ha detto una palese falsità: una delle sue tante falsità che ha piazzato qua e là durante le sue due serate sui Dieci Comandamenti.

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Giacinto Butindaro

Le cadute degli idoli dei Cattolici Romani

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La Cena del Signore non è la ripetizione del sacrificio di Cristo

pope-francis-mass-300x200Il Catechismo della Chiesa Cattolica Romana afferma in merito all’Eucarestia (così viene chiamata la Cena del Signore nella Chiesa papista) che “il sacrificio di Cristo e il sacrificio dell’Eucaristia sono un unico sacrificio: «L’Eucaristia è dunque un sacrificio perché ripresenta (rende presente) il sacrificio della croce, perché ne è il memoriale e perché ne applica il frutto: Cristo « Dio e Signore nostro, […] si è immolato a Dio Padre una sola volta morendo sull’altare della croce per compiere una redenzione eterna: poiché, tuttavia, il suo sacerdozio non doveva estinguersi con la morte (Eb 7,24.27), nell’ultima Cena, “nella notte in cui veniva tradito” (1 Cor 11,23), […] [volle] lasciare alla Chiesa, sua amata Sposa, un sacrificio visibile (come esige l’umana natura), con cui venisse significato quello cruento che avrebbe offerto una volta per tutte sulla croce, prolungandone la memoria fino alla fine del mondo, e applicando la sua efficacia salvifica alla remissione dei nostri peccati quotidiani». Si tratta infatti di una sola e identica vittima e lo stesso Gesù la offre ora per il ministero dei sacerdoti, egli che un giorno offrì se stesso sulla croce: diverso è solo il modo di offrirsi ». «E poiché in questo divino sacrificio, che si compie nella Messa, è contenuto e immolato in modo incruento lo stesso Cristo, che “si offrì una sola volta in modo cruento” sull’altare della croce, […] questo sacrificio [è] veramente propiziatorio» (http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p2s2c1a3_it.htm#V. Il sacrificio sacramentale: azione di grazie, memoriale, presenza).

Quindi l’Eucarestia (o la Messa) – per i Cattolici Romani – è la ripetizione del sacrificio di Cristo. Ma ciò è falso perché Cristo ha offerto se stesso una volta per sempre perché la Scrittura dice: “Noi siamo stati santificati, mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre” (Ebrei 10:10), ed anche che egli è entrato “nel cielo stesso, per comparire ora, al cospetto di Dio, per noi; e non per offrir se stesso più volte, come il sommo sacerdote, che entra ogni anno nel santuario con sangue non suo; ché, in questo caso, avrebbe dovuto soffrir più volte dalla fondazione del mondo; ma ora, una volta sola, alla fine de’ secoli, é stato manifestato, per annullare il peccato col suo sacrificio” (Ebrei 9:24-26). La messa che fa il prete quindi é un atto di presunzione in abominio a Dio e che inganna tutti coloro che ci credono, perché il prete pretende con la messa di rinnovare il sacrificio di Cristo, mentre la Scrittura insegna che Cristo Gesù nella pienezza dei tempi ha offerto se stesso per i nostri peccati una volta per sempre.

Certo, il clero romano ammette che il sacrificio della messa è un sacrificio incruento in cui Cristo non versa il suo sangue, ma questo non giustifica affatto la messa. La Scrittura infatti condanna questo insegnamento.
E’ un sacrificio incruento senza spargimento di sangue? Per noi non è né un sacrificio e neppure incruento; ma solo un rito in abominio a Dio. Ma dato che i teologi papisti parlano in questa maniera a riguardo della messa e dicono nello stesso tempo che essa viene offerta per placare Dio e dargli soddisfazione dei nostri peccati, e dato che la Scrittura dice che “senza spargimento di sangue non c’è remissione” (Ebrei 9:22), noi domandiamo loro: ‘Ma non vi rendete conto che vi contraddite da voi stessi? Dite infatti che «nel sacrificio della Messa Gesù placa per noi l’Eterno Padre, offrendogli se stesso, affinché dopo il peccato non ci punisca come avremmo meritato (…) e offre a soddisfazione per i nostri peccati», e nello stesso tempo dite che la messa è un sacrificio senza spargimento di sangue, quindi senza il potere di rimettervi i vostri peccati! E poi, ancora: ‘Ma come fate a dire che la vostra messa è il sacrificio di Cristo e poi nello stesso tempo dire che non avviene nessun spargimento di sangue quando la Scrittura insegna che quando Gesù offrì se stesso a Dio vi fu lo spargimento del suo sangue? Ma è o non è un sacrificio? Quante contraddizioni si notano nelle parole dei teologi papisti anche quando parlano della messa!

Quello che noi dunque constatiamo nel leggere quello che afferma il catechismo della Chiesa Cattolica Romana in merito alla Cena del Signore è che essa ha per l’ennesima volta adulterato e pervertito la Parola di Dio, perché mentre la Scrittura afferma che “ogni volta che voi mangiate questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finch’egli venga” (1 Corinzi 11:26) per cui tramite la cena del Signore si annunzia il sacrificio espiatorio di Cristo perché con essa viene annunziata la sua morte, la Chiesa papista insegna che uno durante la cena istituita da Cristo partecipa alla ripetizione del sacrificio espiatorio di Cristo!!

Basta dunque solo questo aspetto dell’Eucarestia – perché potremmo parlare di altre cose storte e perverse che la Chiesa Cattolica Romana insegna sulla Cena del Signore – per comprendere che essa non è la vera Cena del Signore che ha istituito Gesù Cristo.
Colgo infine l’occasione per rinnovare ai Cattolici Romani l’esortazione a ravvedersi e a credere nel Vangelo, per ottenere la remissione dei peccati e la vita eterna, e ad uscire dalla Chiesa Cattolica Romana.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Fonte: http://giacintobutindaro.org/

P.s. Leggete il libro ‘La Chiesa Cattolica Romana’ di Giacinto Butindaro in cui confuta tutte le eresie della Chiesa papista

Peres da Francesco: “Facciamo l’Onu delle religioni”

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Peres dal Papa: “Facciamo l’Onu delle religioni” – Per l’ex presidente israeliano servirebbe a evitare i conflitti odierni.

04 settembre 2014

CITTA’ DEL VATICANO – “Creare un organismo che raggruppi le principali confessioni e agisca come forza di interposizione nei conflitti”. È la proposta che l’ex presidente israeliano Shimon Peres ha fatto al Papa, in un incontro durato 45 minuti. Francesco non ha personalmente assunto impegni particolari ma si è dimostrato interessato all’iniziativa. “In passato, la maggior parte delle guerre erano motivate dall’idea di nazione. Oggi, invece, le guerre vengono scatenate soprattutto con la scusa della religione. Servirebbe a stabilire a nome di tutte le fedi che sgozzare la gente, o compiere eccidi di massa, come vediamo fare in queste settimane, non ha nulla a vedere con la religione”, ha spiegato il premio Nobel. Per l’ex presidente di Israele la guida perfetta di questa organizzazione sarebbe lo stesso papa Francesco perchè “forse per la prima volta nella storia, il Santo padre è un leader rispettato anche dalle altre religioni e dai loro esponenti”.
Fonte: http://www.repubblica.it/esteri/2014/09/04/news/

La Massoneria continua ad operare per creare una religione universale. Questa notizia lo conferma pienamente. Leggete il libro ‘La Massoneria Smascherata’ di Giacinto Butindaro per capire cosa è e quali sono i principi e gli obbiettivi della Massoneria. Continua a leggere