Come dimostrare che i testi che compongono la Bibbia non sono arrivati a noi modificati, manomessi o pieni di errori?

isaiaDomanda: “ammesso che i libri del nostro sacro canone siano effettivamente gli scritti divini, perfetti e completi, come possiamo dimostrare che sono stati preservati da modifiche, che il testo è genuino, privo di manomissioni ed errori?”

Risposta: “per tutto il tempo che precedette la venuta di Cristo, uno speciale gruppo di uomini detti «scribi» furono scelti con l’incarico specifico e la responsabilità di ricopiare e conservare le Scritture.

Poiché la stampa non esisteva ancora, tutte le copie delle Scritture dovevano essere fatte a mano; ma a nessun privato era però concesso di ricopiare una sola frase delle Sacre Scritture. Ciò doveva essere fatto ufficialmente dagli scribi scelti e istruiti per questo compito.

Così precisi e meticolosi erano questi uomini nel riprodurre le copie delle Sacre Scritture, che se essi avessero notato nel testo un puntino di cui non fossero in grado di dare una spiegazione, dovevano comunque riprodurlo fedelmente, per non essere accusati di aver modificato le Scritture. Se nel testo da ricopiare, una lettera ebraica era scritta un po’ più grande delle altre, lo scriba doveva riprodurla fedelmente con dimensioni maggiorate, anche se ciò non era giustificato dal punto di vista letterario. Questo dimostra la fedeltà dei copisti.

Quegli scribi conoscevano il numero esatto delle parole contenute in tutto il Vecchio Testamento e in ciascun singolo libro, come pure quale fosse la parola centrale. Conoscevano persino il numero esatto delle lettere dell’alfabeto ebraico di ogni libro del Vecchio Testamento e quale fosse la lettera centrale. In questo modo, se ad esempio nel lavoro di ricopiatura veniva per caso dimenticata una lettera, questa dimenticanza veniva presto individuata in seguito al conteggio del numero totale delle lettere contenute in una certa parte. Ponendosi immediatamente a controllare con attenzione il lavoro fatto, essi scoprivano qual era la lettera dimenticata e quindi distruggevano tutte le copie contenenti l’omissione. Continua a leggere

Nazareth dei vangeli: storia, non favola

Nel 1962 l’archeologo israeliano M. Avi Jonah con la sua scoperta dava prova storica che Nazareth esiteva già 300 anni prima di Cristo.

nazareth

Nazaret (dove secondo gli evangelisti Gesù avrebbe vissuto i suoi anni oscuri prima di iniziare la predicazione) non è mai citata nell’Antico Testamento. E non è nominata neppure negli antichi commentari ebraici alla Scrittura. Una situazione sorprendente, visto che in quei libri troviamo traccia di borghi ben più insignificanti di quanto dovesse essere questa “patria” di Gesù.

Anche su Nazareth e sull’aggettivo Nazareno con cui Gesù è chiamato dagli evangelisti e si sono così scatenate le interpretazioni. Un mito, certamente; un nome simbolico per una città immaginaria.

Nel 1962, però, una èquipe di archeologi israeliani diretta dal prof. Avi Jonah dell’università di Gerusalemme, compì una campagna di scavi tra le rovine di Cesarea Marittima, sede estiva dei procuratori romani in Giudea.

Da quelle rovine gli archeologi estrassero una lapide in marmo grigio, di circa 15 centimetri per 12, con quattro righe di iscrizione in scrittura ebraica quadrata, sicuramente non posteriore al terzo secolo prima di Cristo. Su quell’antico marmo, inciso quindi almeno trecento anni prima di Gesù, una grossa sopresa: il nome di una località, quello di Nazareth.

nazaret_lapide

Per la prima volta era raggiunta la sicurezza scientifica dell’esistenza della città ai tempi di Gesù. Nella fossa degli scavatori israeliani cadevano le innumerevoli teorie elaborate per spiegare le ragioni per cui i vangeli avrebbero inventato un posto chiamato Nazareth.

cesareaSpiace che, malgrado quel marmo di Cesarea sia esposto da anni al museo archeologico di Gerusalemme [attualmente, conservata in un Museo nei pressi di Cesarea di proprieta dell’ Autorità Israeliana per le Antichità, nota di redazione-gesustorico.it], si susseguono ancora interpretazioni che lo ignorano. Un difetto d’informazione che dà un sapore quasi comico alle molte pagine sui “significati mitologici dei termini Nazareth e Nazareno” che ancora si pubblicano gabellandole per scientifiche.

“Vita di Gesù” di Marello Craveri […]: “Secondo vari studiosi – informa Craveri – Nazareth non è mai esistita”. Quindi, l’appellativo Nazareno dato a Gesù nel Nuovo Testamento sarebbe da “ricollegare al vocabolo aramaico Nazirà con cui a quei tempi erano chiamati coloro che avessero fatto voto, perenne o temporaneo, di castità edi obbedienza, tenendo la chioma intonsa per la durata del voto”. Continua a leggere

Quali prove ci sono che Gesù è storicamente esistito?

Scritto tratto da corsobiblico.org

Foto: Nazaret (1842, David Roberts)

Oggi molte persone negano l’esistenza storica di Gesù Cristo, Possiamo affermare, invece, che ci sono prove documentate riguardo l’esistenza storica di Gesù, noi abbiamo la testimonianza del Nuovo Testamento e le testimonianze extrabibliche.

Testimonianze del Nuovo Testamento

Il Nuovo Testamento contiene 27 libri che sono stati scritti nel primo secolo, in gran parte da testimoni oculari, che hanno avuto un’esperienza diretta di ciò che avevano visto e udito (Luca 1:1-3; 1 Giov.1:1). Ci sono più di 5000 manoscritti in lingua greca del Nuovo Testamento che vanno dall’intero Testamento a frammenti di papiri che contengono una parte di un versetto. Alcuni frammenti esistenti risalgono al periodo che va da 25 a 50 anni dopo il testo scritto.

Il numero dei manoscritti che abbiamo a disposizione e la loro vicinanza agli originali dimostrano che sono affidabili. Attualmente, ci sono circa 25.000 frammenti di manoscritti del Nuovo Testamento in greco e in altre lingue. Questo è molto importante perché nessun altro documento dell’antichità si avvicina lontanamente a tali cifre!

L’Iliade di Omero, per esempio, è seconda con 343 manoscritti. Noi, possiamo essere sicuri che il Nuovo Testamento è degno di fede! John Warwick Montgomery, professore di legge, afferma che:

“ essere scettici sul testo risultante il Nuovo Testamento significa scivolare nell’oscurità, dato che nessun documento del periodo antico è tanto attestato bibliograficamente quanto il Nuovo Testamento.” [1]

W.F. Albright, archeologo e studioso, parlando della documentazione unica del Nuovo Testamento afferma:

“Nessun’altra opera dell’antichità greco-romana è così bene attestata da una tradizione di manoscritti antichi del Nuovo Testamento. Ci sono molti più manoscritti antichi del Nuovo Testamento che di qualunque altra opera di altri autori classici, e le parti più lunghe che ne restano risalgono a solo due secoli dopo la loro composizione originaria”. [2]

I manoscritti del Nuovo Testamento non solo sono affidabili per il loro numero maggiore rispetto agli altri testi antichi, ma anche perché le copie risalgono al massimo a due secoli dopo. Sir Frederic G. Kenyon direttore e principale bibliotecario del British Museum a riguardo afferma:

“A parte il numero, i manoscritti del Nuovo Testamento differiscono da quelli degli autori classici…In nessun altro caso l’intervallo di tempo fra la composizione del libro e la data dei più antichi manoscritti esistenti è così breve come nel caso del Nuovo Testamento. I libri del Nuovo Testamento furono scritti sul finire del primo secolo; i più antichi manoscritti esistenti (ad eccezione di brani trascurabili…) risalgono al IV secolo, diciamo dai 250 ai 300 anni più tardi. Questo potrebbe sembrare un intervallo di tempo considerevole, ma non è nulla in confronto a quello che separa molti dei grandi autori classici dai loro primissimi manoscritti. Crediamo di avere in tutte le sue parti essenziali un testo accurato delle sette opere teatrali di Sofocle; tuttavia, il primissimo manoscritto sostanziale sul quale si basa fu scritto più di 1400 anni dopo la morte del poeta.” [3] 

Se si accettano come affidabili le opere antiche, se nessuno mette in dubbio la loro autenticità, sebbene i più antichi manoscritti, siano stati scritti, molto tempo dopo gli originali e il numero esistente è molto esiguo, a maggior ragione lo sono i documenti del Nuovo Testamento!! Nessuna opera letteraria antica, né religiosa può reggere il confronto con le credenziali del Nuovo Testamento!

img opere antiche 2

Altre prove cristiane

Alla prova bibliografia delle copie dei 5500 circa manoscritti, si aggiungono le prove di almeno 15000 versioni tradotte in altre lingue e le prove fornite dagli scritti dei primi cristiani, i padri della chiesa primitiva (commentari, lettere, sermoni). Gli studiosi concordano sul fatto che se tutti i manoscritti del Nuovo Testamento fossero stati persi, sarebbe stato possibile ricostruire il tutto dalle citazioni di questi scritti e di altri primi cristiani!!

In riferimento a questo J. Harold Greenlee afferma:

“Queste citazioni sono così estese che il Nuovo Testamento potrebbe praticamente essere ricostruito da essi, senza l’uso dei manoscritti”. [4]

Della stessa opinione è lo studioso Bruce Metzger :

“Oltre alle testimonianze testuali derivanti dai manoscritti greci del Nuovo Testamento e da versioni antecedenti, la critica testuale ha a disposizione le numerose citazioni comprese nei commentari, sermoni, ed altri trattati scritti dai primi Padri della chiesa. In effetti, queste citazioni sono così articolate che se tutte le altre fonti da cui attingiamo nozioni riguardo al Nuovo testamento fossero distrutte, esse basterebbero per risalire all’intero testo”. [5]

Testimonianze extrabibliche

Tacito storico Romano.

Lo storico romano, Tacito vissuto tra il I e il II secolo d.C., è considerato una fonte attendibile, a riguardo il professore Robert E. Van Voorst afferma:

“Tacito scrive in uno stile terso ed efficace; pare usare le fonti in modo accurato e redige resoconti la cui fondamentale credibilità non è mai stata seriamente messa in dubbio”. [6]

Gli Annali sono l’ultima opera di Tacito (scritto fra 115-117 d.C.) e sono considerati come l’opera migliore di Tacito e in genere sono riconosciuti dagli storici moderni come la migliore fonte d’informazione su questo periodo. I capitoli 38 al 45 del libro XV, descrivono il grande incendio di Roma avvenuto nel 64 d.C. e il tentativo di Nerone di attribuirne la colpa ai cristiani, che egli definisce una sorta di persone detestate per i loro vizi e da un breve resoconto delle loro origini, Tacito dice:

“Essi prendevano nome da Cristo, che aveva subito il supplizio per ordine del procuratore Ponzio Pilato sotto l’impero di Tiberio; quella funesta superstizione, repressa per breve tempo, ora riprendeva forza non solo in Giudea, dove quel male era nato, ma anche a Roma, in cui tutte le cose vergognose e atroci confluiscono e si affermano.” (Annali XV, 44).

Quindi Tacito afferma, testimoniandone la Sua storicità, due cose che, Cristo è esistito storicamente e che subì un supplizio sotto Ponzio Pilato come dicono anche i Vangeli!

Giuseppe Flavio Storico giudeo.

Lo storico Ebreo (37-circa 100 d.C.) scrisse la “Guerra giudaica” tra il 75 e l’80 d.C. e le “Antichità giudaiche” scritto agli inizi ddegli 90 del I secolo. Robert E. Van Voorst dice:

“Le due opere sono fonti importanti per la conoscenza della storia biblica, e soprattutto della politica e della guerra in Palestina nel I secolo d.C ”.[7]

Nel XVIII libro delle Antichità troviamo almeno tre informazioni interessanti.

La prima informazione che lo storico riporta è l’esistenza di Giovanni Battista. Giuseppe menziona una grave sconfitta del re Erode Antipa, tetrarca della Galilea. Secondo alcuni giudei questa sconfitta è un giudizio di Dio, un castigo giusto per l’assassinio di Giovanni Battista, Erode infatti lo aveva ucciso per quanto Giovanni fosse un uomo buono, che esortava i giudei a praticare le virtù, a mostrarsi giusti nei riguardi gli uni degli altri, a mostrare pietà verso Dio e a formare una comunità mediante il battesimo. Anche i Vangeli parlano sia che Giovanni battezzava (Gesù fu battezzato proprio dal Battista) e sia che fu ucciso da Erode, quindi questo dimostra l’attendibilità storica dei Vangeli (Matt. 3:1-12; 14:1-12; ecc).

La seconda informazione dello storico, che racconta nelle sue Antichità, è Giacomo il Giusto, fratello di Gesù. Giuseppe Flavio narra che il procuratore romano Festo morì improvvisamente mentre era in carica (verso il 62 d.C.). Ci fu un vuoto di potere di tre mesi prima dell’arrivo in Giudea del suo successore Albino. In questo periodo fu nominato sommo sacerdote Anna il giovane.

Giuseppe Flavio racconta un episodio riguardo questo sommo sacerdote:

“…convocò una sessione del Sinedrio e vi fece comparire il fratello di Gesù detto Cristo che si chiamava Giacomo, e alcuni altri, che accusò di trasgressione della legge e che condannò a essere lapidati.” (Antiquitates XX,200).

Ora è scritto nel Nuovo Testamento che Gesù aveva diversi fratelli, tra cui uno che si chiamava Giacomo (Matte. 13:55, Mar.6:1-6; Gal.1:19). Giacomo era anche un responsabile della chiesa di Gerusalemme (Atti 15:13; 21:18; Gal.2:9,12). Questo, non solo prova l’esistenza storica di Gesù, ma anche l’attendibilità storica del Nuovo Testamento.

Vi è una terza informazione dello storico ebreo Giuseppe Flavio, la più importante, conosciuta tradizionalmente come “Testimonium Flavianum” questa riguarda direttamente Gesù.

Nel libro XVIII delle sue Antichità, Giuseppe Flavio narra varie difficoltà che il popolo giudaico ha dovuto affrontare durante il governo di Ponzio Pilato (26-36 d.C.). Giuseppe, scrive riguardo a Gesù dicendo:

“Ora, all’incirca nello stesso periodo, sorse una fonte di ulteriori disordini in un Gesù, un uomo saggio, che compì opere eclatanti e fu maestro di persone che accoglievano con piacere cose strane. Egli convinse a seguirlo molti Ebrei, e molti Gentili. Egli era il cosiddetto Cristo. Quando Pilato, sulla base delle informazioni fornitegli dai principali nostri uomini, lo condannò alla croce, coloro che si erano uniti a lui all’inizio non cessarono di provocare disordini. E fino ad oggi non è venuta meno la tribù di coloro che da lui sono detti cristiani.” (Antiquitates XVIII, 63-64).

Anche se questi riferimenti provvedono soltanto scarse informazioni circa la nascita, il ministero, la morte e la resurrezione di Gesù, stabiliscono concretamente l’esistenza di Gesù di Nazaret.

Alcuni pensano che nel Testimonium Flavianum ci siano delle interpolazioni cristiane. Infatti il defunto professor Joseph Klausner, dell’Università ebraica di Gerusalemme, suggerisce che la versione originale del paragrafo fosse questa:

A quel tempo c’era Gesù, un uomo saggio; infatti egli faceva cose meravigliose ed era maestro di quegli uomini che ricevono la verità con piacere. Egli attirò a sé molti ebrei e anche molti pagani. E quando Pilato, su proposta degli uomini più importanti che stanno in mezzo a noi, lo ebbe condannato alla croce, coloro che lo avevano amato non per questo smisero di farlo; e la razza dei cristiani, che da lui prese il nome, non è estinta neppure ora. [8] 

Quindi se queste interpolazioni fossero vere, la storicità di Gesù è ugualmente testimoniata.

Il Gesù Cristo Signore predicato, non riguarda semplicemente la fede dei cristiani, è lo stesso Gesù che è nato in un momento e luogo specifico della storia, che ha vissuto una vita umana, che ha pronunciato determinate parole, fatto determinate cose e sofferto dolori specifici. Nessuno mai dubiterebbe dell’esistenza storica di Gesù, a meno che non abbia prima il dubbio, il pregiudizio e il desiderio di affermare che Gesù non sia mai esistito!

L’uomo non vuole il Signore a cui deve dare conto e ubbidire! “Accettare che Napoleone sia esistito non richiede alcun impegno da parte nostra; ma accettare l’esistenza di Cristo implica la necessità di prendere una decisione circa il rapporto da stabilire con Lui.” [9]

Queste testimonianze Bibliche ed extrabibliche sono più che sufficienti per dimostrare che Gesù è veramente esistito storicamente! 2 Pietro 1:16:

“Infatti vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del nostro Signore Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole abilmente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua maestà”.

Note

[1] John Warwick Montgomery, cit. da Josh McDowell, Nuove Evidenze che richiedono un verdetto, Lago Patria, Napoli, 2004, pag. 88

[2] W. F. Albright, cit. da Josh McDowell, op. cit. pag. 86, 87

[3] Sir Frederic G. Kenyon, cit. da Josh McDowell, op. cit. pag. 87

[4] J. Harold Greenlee, cit. da Josh McDowell, op. cit. pag. 94

[5] Bruce Metzger, , cit. da Josh McDowell, op. cit. pag. 95

[6] Robert E. Van Voorst, Gesù nelle fonti exstrabibliche, Edizioni San Paolo s.r.l., Cinisello Balsamo (Milano), 2004, pag. 55

[7] Robert E. Van Voorst, op. cit., pag. 101

[8] J. KLAUSNER, Jesus of Nazareth, Londra, 1929 citato da Frederick F. Bruce in Testimonianze extrabibliche su Gesù, pag.38, Claudiana, seconda edizione 2003

[9] Josh McDowel e Don Stewart, Risposte alle domande spinose degli atei, Edizioni Centro Biblico, Casoria (Napoli), 1993, pag. 58

Bibliografia

F.F. Bruce, Gesù visto dai contemporanei, Claudiana Editrice, Torino,1989.

Josh McDowell, Nuove Evidenze che richiedono un verdetto, Lago Patria, Napoli, 2004.

Josh McDowell e Don Stewart, Risposte alle domande spinose degli atei, Edizioni Centro Biblico, Casoria (Napoli), 1993.

Robert E. Van Voorst, Gesù nelle fonti extrabibliche, Edizioni San Paolo s.r.l., Cinisello Balsamo (Milano), 2004.

Frederick F. Bruce, Testimonianze extrabibliche su Gesù, Claudiana, seconda edizione 2003

Articoli correlati:

  1. Cosa sono i rotoli del mar Morto?
  2. I rotoli del Mar Morto

Cosa sono i rotoli del mar Morto?

Psalms_Scroll

Foto: Il Rotolo dei Salmi con la sua trascrizione

Nell’edizione del 1948 del suo libro, Our Bible and Ancient Manuscripts (La nostra Bibbia e gli antichi manoscritti), lo studioso Sir Frederic Kenyon affermava: «Purtroppo non ci sono reali possibilità di trovare manoscritti del testo ebraico risalenti a periodi anteriori a quello del testo ebraico risalente a periodi anteriori a quello del testo cosiddetto Masoretico». (C. F. Pleiffer, The Dead Sear Scrolls and the Bible, Grand Rapids, Baker, 1967 p. 107) (testo dell’Antico Testamento risalente al IX o X secolo d. C.).

Proprio mentre si stava stampando il suo libro, nel 1947, iniziò una serie di scoperte archeologiche che avrebbe vanificato per sempre affermazioni del genere. Sino a quel momento gli unici testi antichi che contribuivano alla comprensione della storia biblica, erano le tavolette di argilla babilonesi e i papiri egiziani; nessun manoscritto dell’Antico Testamento risalente al periodo anteriore a Cristo era mai stato ritrovato.

Tutto ciò cambiò radicalmente con la scoperta di alcuni rotoli conservati in vasi di terracotta in caverne lungo il lato nord-occidentale del Mar Morto. Con questi rotoli, il mondo ebbe a disposizione manoscritti dell’Antico Testamento che erano di ben mille anni più antichi di quelli conosciuti in precedenza. Continua a leggere

I rotoli del Mar Morto

Rotoli del Mar Morto online: Più di 1 milione di visite in una settimana

rotolo-di-isaia-online-google-isarele

Più di un milione di persone hanno visitato il nuovo sito web, lanciato meno di una settimana fa dal Museo di Israele e Google Israele, che contiene fotografie ad alta risoluzione di diversi Rotoli del Mar Morto tra cui quello del Libro di Isaia.

Un’analisi dei visitatori del sito, che è raggiungibile a questo indirizzo dss.collections.imj.org.il, mostra ampio interesse da quasi ogni paese del mondo tra cui Iraq, Iran, Pakistan e Siria.

L’interesse ha superato le aspettative, infatti tra Lunedì scorso, quando il sito è stato lanciato, e Domenica mattina, Google ha registrato 1.042.104 visitatori al sito.

Il paese che mostra il più alto interesse per il sito sono gli Stati Uniti, con 400.000 visitatori.

C’è stato anche un considerevole interesse dal Giappone (58.000 visitatori) e Canada (48.000), seguito dai Paesi Bassi, Croazia, Gran Bretagna e Brasile, con circa 35.000 visitatori ciascuno.

Visitatori provenienti da quasi tutti gli stati arabi e musulmani del mondo hanno anche visto il sito, tra cui diverse centinaia da Arabia Saudita, Egitto e Turchia.

Il sito ha anche ricevuto visite – anche se pochi hits – da parte di persone in Iran, Afghanistan e Iraq.

Via | haaretz.com

La Bibbia è davvero corrotta? I Rotoli del Mar morto dimostrano il contrario