Possiamo praticare la “Guerra Santa”?

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Joshua Commanding the Sun to Stand Still by Gustave Dore

Nel libro di Giosuè vengono narrate le guerre tra Israele e le popolazioni di Canaan. Tali guerre di conquista, da parte del popolo eletto, furono ordinate da Dio. I Cristiani come dovrebbero interpretare questi passaggi della Scrittura? La Bibbia ci incoraggia a praticare la cosiddetta “guerra santa”?

Riguardo alla conquista di Canaan da parte degli Israeliani, dobbiamo ricordare questi punti:

  1. Il popolo di Canaan era estremamente malvagio e le sue abitudini sociali e religiose erano un abominio per Dio

«Non vi contaminate con nessuna di queste cose; poiché con tutte queste cose si sono contaminate le nazioni che io sto per cacciare davanti a voi. Il paese ne è stato contaminato; per questo io punirò la sua iniquità; il paese vomiterà i suoi abitanti.  Voi dunque osserverete le mie leggi e le mie prescrizioni, e non commetterete nessuna di queste cose abominevoli: né colui che è nativo del paese, né lo straniero che abita in mezzo a voi. Poiché tutte queste cose abominevoli le ha commesse la gente che vi era prima di voi, e il paese ne è stato contaminato. Badate che, se contaminate il paese, esso non vi vomiti come ha vomitato le nazioni che vi stavano prima di voi. Poiché tutti quelli che commetteranno qualcuna di queste cose abominevoli saranno eliminati dal mezzo del loro popolo. Osserverete dunque i miei ordini e non seguirete nessuno di quei costumi abominevoli che sono stati seguiti prima di voi, e non vi contaminerete con essi. Io sono il SIGNORE vostro Dio”». (Levitico 18: 24-30)

  1. Dio aveva dato loro il tempo di pentirsi, ma non l’avevano fatto:

«Il SIGNORE disse ad Abramo: «Sappi per certo che i tuoi discendenti dimoreranno come stranieri in un paese che non sarà loro: saranno fatti schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni; ma io giudicherò la nazione di cui saranno stati servi e, dopo questo, se ne partiranno con grandi ricchezze. Quanto a te, te ne andrai in pace presso i tuoi padri e sarai sepolto dopo una prospera vecchiaia. Alla quarta generazione essi torneranno qua; perché l’iniquità degli Amorei non è giunta finora al colmo». (Genesi 15: 13-16)

  1. Dio usò gli Israeliti come suo strumento di giudizio contro il popolo di Canaan:

«Giosuè fece per lungo tempo guerra a tutti quei re. Non ci fu città che facesse pace con i figli d’Israele, eccetto gli Ivvei che abitavano a Gabaon; le presero tutte, combattendo; infatti il SIGNORE faceva sì che il loro cuore si ostinasse a dar battaglia a Israele, perché Israele li votasse allo sterminio senza che ci fosse pietà per loro, e li distruggesse come il SIGNORE aveva comandato a Mosè» (Giosuè 11: 18-20),

Proprio come in seguito usò gli Assiri e i Babilonesi per giudicare Israele e Giuda

«Nel nono anno di Osea il re d’Assiria prese Samaria; deportò gli Israeliti in Assiria, e li collocò in Ala e sull’Abor, fiume di Gozan, e nelle città dei Medi. Questo avvenne perché i figli d’Israele avevano peccato contro il SIGNORE loro Dio, che li aveva fatti uscire dal paese d’Egitto, sottraendoli al potere del faraone, re d’Egitto; e avevano adorato altri dèi» (2Re 17:6-7)

«A causa dell’ira del SIGNORE contro Gerusalemme e Giuda, le cose arrivarono al punto che il SIGNORE li cacciò via dalla sua presenza. E Sedechia si ribellò al re di Babilonia» (2Re 24:20). «L’anno nono del regno di Sedechia, il decimo giorno del decimo mese, Nabucodonosor, re di Babilonia, venne con tutto il suo esercito contro Gerusalemme; si accampò di fronte a essa, e le costruì attorno delle trincee. La città fu assediata fino all’undicesimo anno del re Sedechia.
Il nono giorno del quarto mese, la carestia era grave nella città; e non c’era più pane per il popolo del paese. Allora venne fatta una breccia nelle mura della città. Tutta la gente di guerra fuggì, di notte, per la via della porta fra le due mura, in prossimità del giardino del re, mentre i Caldei stringevano la città da ogni parte; e il re prese la via della pianura; ma l’esercito dei Caldei lo inseguì, lo raggiunse nella pianura di Gerico, e tutto l’esercito di lui si disperse e l’abbandonò. Allora i Caldei presero il re, e lo condussero al re di Babilonia a Ribla, dove fu pronunciata la sentenza contro di lui. I figli di Sedechia furono uccisi in sua presenza; poi cavarono gli occhi a Sedechia; lo incatenarono con una doppia catena di bronzo, e lo portarono a Babilonia. Il settimo giorno del quinto mese – era il diciannovesimo anno di Nabucodonosor, re di Babilonia – Nebuzaradan, capitano della guardia del corpo, funzionario del re di Babilonia, giunse a Gerusalemme, bruciò il tempio del SIGNORE e il palazzo del re, e diede alle fiamme tutte le case di Gerusalemme, tutte le case dei grandi personaggi. Tutto l’esercito dei Caldei, che era con il capitano della guardia, abbatté tutte le mura di Gerusalemme. Nebuzaradan, capitano della guardia, deportò i superstiti che erano rimasti nella città, i fuggiaschi che si erano arresi al re di Babilonia, e il resto della popolazione. Il capitano della guardia non lasciò che alcuni dei più poveri del paese a coltivare le vigne e i campi. I Caldei spezzarono le colonne di bronzo che erano nella casa del SIGNORE, le basi e il mare di bronzo che era nella casa del SIGNORE, e ne portarono via il metallo a Babilonia. Presero le pignatte, le palette, i coltelli, le coppe e tutti gli utensili di bronzo con i quali si faceva il servizio. Il capitano della guardia prese pure i bracieri, le bacinelle: ciò che era d’oro e ciò che era d’argento. Quanto alle due colonne, al mare e alle basi che Salomone aveva fatte per la casa del SIGNORE, il metallo di tutti questi oggetti aveva un peso incalcolabile. Ciascuna di queste colonne era alta diciotto cubiti, e aveva sopra un capitello di bronzo alto tre cubiti; e attorno al capitello c’erano un reticolato e delle melagrane, ogni cosa di bronzo; così era la seconda colonna, munita pure di reticolato. Il capitano della guardia prese Seraia, il sommo sacerdote, Sofonia il secondo sacerdote, e i tre custodi della porta d’ingresso, e prese nella città un eunuco che comandava la gente di guerra, cinque uomini dei consiglieri intimi del re che furono trovati nella città, il segretario del capo dell’esercito che arruolava il popolo del paese, e sessanta privati che furono anch’essi trovati nella città. Nebuzaradan, capitano della guardia, li prese e li condusse dal re di Babilonia a Ribla; e il re di Babilonia li fece uccidere a Ribla, nel paese di Camat» (2Re 25:1-21).

  1.  La “Guerra Santa” (o la pratica di herem[1]) si è verificato solo in determinati momenti durante la storia di Israele (1 Samuele 15: 1-3, 2 Cronache 20: 15-23), e non dovremmo vederlo come un modello per le generazioni future.

La distruzione di Israele dei Cananei dimostra quanto seriamente Dio prenda il peccato. Governa le nazioni, e può e giudicherà coloro che si oppongono a lui. La giustizia di Dio è molto diversa da quella degli uomini corrotti che vogliono un dio bonaccione, affinché possono fare tutto quello che vogliono. Sono sicuro che se Dio fosse stato un bonaccione, l’accuserebbero ugualmente di essere debole e ingiusto, perché non sentenzia la morte del malvagio facendo giustizia. Inoltre, onde evitare fraintendimenti, anche se credo che se ne creeranno, con questo non voglio assolutamente affermare che adesso il Cristiano è chiamato a distruggere i malvagi. Essendo sotto la Legge di Cristo, dobbiamo pregare per la loro conversione senza fare guerre fisiche. La guerra del Cristiano è spirituale (credo sia più dura) e non fisica come quelle dell’Antico Testamento:

«poiché il combattimento nostro non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono ne’ luoghi celesti». (Efesini 6:12)

Dio, di certo, continuerà a castigare i malvagi tramite calamità naturali, malattie, nazioni ecc… Basta leggere l’interpretazione della storia dei cosiddetti padri della Chiesa. Uno di questo è Lattazio (Africa, 250 circa – Gallie, dopo il 317), scrittore, retore e apologeta romano di fede cristiana, fra i più celebri del suo tempo. Scrisse un’opera dal titolo De ira Dei, composto intorno al 313, dove in esso, contrapponendosi alla tesi degli stoici e degli epicurei che parlavano di un Dio apatico o atarassico, sostenne che è ammissibile la collera divina. Come espressione di opposizione e rifiuto del male, e che Dio punisce l’uomo colpevole e peccatore dinanzi all’eterna giustizia divina, mirando attraverso ciò a ripristinare l’ordine compromesso dall’insorgere e dal prevalere del male.[2]

Gian Michele Tinnirello

Note:

[1] «Guerra santa?». Thompson, Mayes e molti altri commentatori, si riferiscono all’invasione di Canaan come a una “guerra santa”. Poiché questo non è un termine biblico, ma uno inventato o almeno appropriato dai commentatori, richiede un’attenta definizione. L’uso moderno (in particolare in un contesto islamico, o con uno sguardo arretrato alle Crociate) potrebbe non riflettere le idee bibliche.» (J.P.U. Lilley, Understanding the herem, «Tyndale Bulletin», 44.1, 1993, pp. 169-177 – http://www.tyndalehouse.com/…/TynBull_1993_44_1_11_Lilley_H…)

[2] Lattanzio: https://it.wikipedia.org/wiki/Lattanzio; http://www.treccani.it/enciclopedia/firmiano-lattanzio/. Per un ulteriore approfondimento su Lattanzio (vita, opere ecc..), si rimanda alla consultazione di manuali di letteratura cristiana latina.

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