Il battesimo con lo Spirito Santo

Bible1. La promessa dello Spirito fatta dal Padre e confermata dal Figlio

Gesù Cristo dopo essere risuscitato dai morti apparve ai suoi discepoli, e si fece vedere da loro per quaranta giorni. E poco prima di essere assunto in cielo alla destra di Dio, ordinò agli apostoli “di non dipartirsi da Gerusalemme, ma di aspettarvi il compimento della promessa del Padre, la quale, egli disse, avete udita da me. Poiché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo fra non molti giorni” (Atti 1:4,5). Quindi Egli per promessa del Padre intese il battesimo con lo Spirito Santo. Vediamo quindi di spiegare cosa aveva promesso Dio, quale era questa sua promessa al fine di capire bene il battesimo con lo Spirito Santo. Dio, sotto l’antico patto, aveva detto che sarebbero venuti i giorni nei quali Egli avrebbe sparso lo Spirito Santo sopra la casa d’Israele, infatti Egli disse mediante Isaia ad Israele: “Ascolta…o Israele, che io ho scelto!…io spanderò il mio Spirito sulla tua progenie” (Is. 44:1,3). Questa promessa, Dio la confermò tramite Ezechiele (cfr. Ez. 39:28,29), ed anche tramite il profeta Zaccaria (cfr. Zac. 12:10). Dunque il Signore aveva promesso di benedire il popolo che aveva preconosciuto, spandendo su di esso il suo Santo Spirito. Ma il Signore non disse che avrebbe sparso il suo Spirito solo sopra Israele, ma anche sopra di noi Gentili di nascita, difatti Egli disse tramite il profeta Gioele: “E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profeteranno…” (Atti 2:17; Gioe. 2:28). Come potete vedere, Dio, dicendo: “Sopra ogni carne” (Atti 2:17), preannunziò che Egli non avrebbe mostrato dei riguardi personali in verso nessuno, ma avrebbe dato lo Spirito Santo a tutti, sia Giudei che Gentili. Abbiamo dunque visto che Dio tramite i profeti promise che avrebbe mandato lo Spirito Santo su ogni carne. Vediamo ora in che circostanze e in che maniera Gesù confermò e preannunziò lo spandimento dello Spirito Santo, perché come abbiamo detto i suoi discepoli udirono la promessa del Padre da lui.

Gesù confermò e preannunziò lo spandimento dello Spirito un giorno a Gerusalemme, durante la festa delle Capanne, quando esclamò: “Se alcuno ha sete, venga a me e beva. Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno. Or disse questo dello Spirito, che doveano ricevere quelli che crederebbero in lui; poiché lo Spirito non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato” (Giov. 7:37-39). Come potete vedere l’espressione “come ha detto la Scrittura” (Giov. 7:38) sta a dimostrare come già negli oracoli che ricevettero i profeti antichi vi era la promessa dello Spirito Santo; cosa questa che abbiamo visto poco fa. Ma perché Gesù parlò di fiumi di acqua viva proprio in relazione allo Spirito Santo che sarebbe stato dato? Perché i profeti parlarono dello spandimento dello Spirito anche sotto forma di spandimento di acque su suolo assetato e arido. Isaia per esempio disse da parte di Dio: “Io spanderò delle acque sul suolo assetato, e dei ruscelli sulla terra arida… Farò scorrere dei fiumi nella solitudine. Le bestie dei campi, gli sciacalli e gli struzzi, mi glorificheranno perché avrò dato dell’acqua al deserto, dei fiumi alla solitudine per dar da bere al mio popolo, al mio eletto… I miseri e poveri cercano acqua, e non ve n’è; la loro lingua è secca dalla sete; io, l’Eterno, li esaudirò; io, l’Iddio d’Israele, non li abbandonerò. Io farò scaturir dei fiumi sulle nude alture, e delle fonti in mezzo alle valli; farò del deserto uno stagno d’acqua, e della terra arida una terra di sorgenti… Delle acque sgorgheranno nel deserto, e dei torrenti nella solitudine; il miraggio diventerà un lago, e il suolo assetato, un luogo di sorgenti d’acqua… E tu sarai come un giardino ben annaffiato, come una sorgente la cui acqua non manca mai” (Is. 44:3; 43:19,20; 41:17,18; 35:6,7; 58:11). Come potete vedere, Dio promise che avrebbe sparso delle acque sul deserto e che avrebbe fatto scaturire dei fiumi e delle fonti in mezzo alla terra arida e assetata. E qual’è l’acqua che può dissetare l’anima assetata se non quella viva che dà il nostro Signore Gesù Cristo a coloro che vanno a lui e che è lo Spirito Santo che quando entra nel cuore del credente diventa una sorgente d’acqua che scaturisce in vita eterna? Ma come c’è bisogno che prima piova su un deserto, per vedere fiumi e sorgenti sgorgare in mezzo ad esso, così era necessario che lo Spirito Santo fosse sparso perché fiumi d’acqua viva sgorgassero dal ventre dei credenti in Cristo Gesù. I fiumi d’acqua viva di cui ha parlato la Scrittura sono dunque lo Spirito Santo che ricevono tutti coloro che credono in lui; sì, perché, per ricevere lo Spirito Santo è indispensabile credere in Gesù Cristo. Paolo conferma questo quando dice agli Efesini: “In lui voi pure, dopo aver udito la parola della verità, l’Evangelo della vostra salvazione, in lui avendo creduto, avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso” (Ef. 1:13), e ai Galati: “Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi… affinché ricevessimo, per mezzo della fede, lo Spirito promesso” (Gal. 3:13,14). Le parole di Paolo confermano dunque pienamente quelle di Cristo: “Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno” (Giov. 7:38). Un’altra cosa importante da dire in relazione alle suddette parole di Gesù è che quando Gesù pronunziò quelle parole, lo Spirito Santo non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora stato assunto in cielo. In altre parole affinché fosse dato lo Spirito Santo era necessario che Gesù fosse prima glorificato, cioè affinché lo Spirito Santo fosse sparso, era necessario che Gesù morisse, risuscitasse, e lasciasse questo mondo per tornare al Padre suo che lo aveva mandato (quindi la promessa del Padre non si poteva adempiere mentre Gesù era ancora sulla terra).

Gesù confermò e preannunziò lo spandimento dello Spirito anche la notte in cui fu tradito, in quella notte infatti menzionò spesso la venuta dello Spirito Santo. Egli disse per esempio: “E io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi in perpetuo, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi” (Giov. 14:16-17), e: “Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati meco fin dal principio” (Giov. 15:26-27), ed ancora: “Pure, io vi dico la verità, egli v’è utile ch’io me ne vada; perché, se non me ne vo, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vo, io ve lo manderò. E quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia, e al giudizio” (Giov. 16:7-8). Queste ultime parole confermano quello che abbiamo detto prima, e cioè che affinché lo Spirito Santo fosse dato era necessario che Gesù fosse glorificato. E difatti la promessa dello Spirito si adempì giorni dopo l’assunzione di Gesù, e precisamente il giorno della Pentecoste.

Qualcuno a questo punto dirà: ‘Ma se lo Spirito Santo non era ancora stato dato, e i discepoli non lo ricevettero fino a che Gesù non fu assunto in cielo, e fino a che non giunse il giorno della Pentecoste, come mai è scritto che quando Gesù apparve ai suoi discepoli, disse loro: Ricevete lo Spirito Santo?’ Perché quando Gesù disse ai suoi discepoli, il giorno che egli risuscitò: “Ricevete lo Spirito Santo” (Giov. 20:22), i discepoli ricevettero una certa misura di Spirito Santo, ma non la pienezza dello Spirito Santo (cioè non ne furono ripieni), perché la pienezza dello Spirito si ottiene quando si viene battezzati con lo Spirito Santo, e i discepoli quando Gesù disse loro quelle parole non furono battezzati con lo Spirito Santo. Tu dirai allora: ‘Ma perché i discepoli non furono battezzati con lo Spirito Santo in quell’occasione?’ Perché Gesù, quaranta giorni dopo essere risuscitato, disse loro: “Voi sarete battezzati con lo Spirito Santo fra non molti giorni” (Atti 1:5). Come potevano infatti i suoi discepoli essere stati battezzati con lo Spirito quel giorno in cui apparve loro Gesù, se Gesù stesso quaranta giorni dopo gli disse che sarebbero stati battezzati con lo Spirito fra non molti giorni? Che senso avrebbero avuto le sue parole? Nessuno.

2. Il compimento della promessa il giorno della Pentecoste

Gesù dunque disse ai suoi discepoli che essi sarebbero stati battezzati con lo Spirito Santo dopo non molti giorni (ripeto, egli disse questo quaranta giorni dopo la Pasqua). E così avvenne: il giorno della Pentecoste, che secondo la legge viene sette settimane dopo la Pasqua, i discepoli mentre si trovavano riuniti a pregare furono battezzati con lo Spirito Santo. Ma cosa avvenne in quel giorno? Avvenne che mentre tutti erano insieme nel medesimo luogo, verso le nove di mattina, “di subito si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, ed esso riempì tutta la casa dov’essi sedevano. E apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e se ne posò una su ciascuno di loro. E tutti furono ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d’esprimersi” (Atti 2:2-4). Soffermiamoci ora su quello che avvenne nel momento in cui i discepoli furono riempiti di Spirito Santo. Luca dice che quando tutti i discepoli furono ripieni dello Spirito, “cominciarono a parlare in altre lingue” (Atti 2:4). Alle nove circa del mattino di quel giorno di Pentecoste, i discepoli ricevettero lo Spirito Santo, e dal loro ventre cominciarono a sgorgare ‘fiumi di parole sante’ in lingue a loro sconosciute.

3. Il segno delle lingue

Un fenomeno nuovo, quello del parlare in lingue nuove che non si era mai verificato prima di quel giorno. Sotto l’antico patto, è vero, quando lo Spirito Santo investiva qualcuno o si posava su qualcuno, avveniva qualcosa di particolare. Nel caso di Sansone, per esempio, ogni qual volta lo Spirito lo investì, gli conferì una forza soprannaturale, nel caso dei settanta anziani di Israele essi profetizzarono (cfr. Num. 11:25), nel caso di Saul lo Spirito lo fece profetare assieme ai profeti (cfr. 1 Sam. 10:10), nel caso di Zaccaria, figliuolo del sacerdote Jehoiada, lo fece profetizzare contro il popolo (cfr. 2 Cron. 24:20). Ma mai nessuno si era messo a parlar in altre lingue quando lo Spirito si era posato su di lui. E’ un qualcosa questo che cominciò a verificarsi solo a partire da quel giorno della Pentecoste in avanti e solo su coloro (nessuno escluso) sui quali discendeva lo Spirito Santo. Essi cominciavano dal momento in cui lo Spirito scendeva su loro a parlare in lingue nuove. Questo è confermato da questi fatti trascritti da Luca nel suo secondo libro a Teofilo. “Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo cadde su tutti coloro che udivano la Parola. E tutti i credenti circoncisi che erano venuti con Pietro, rimasero stupiti che il dono dello Spirito Santo fosse sparso anche sui Gentili; poiché li udivano parlare in altre lingue, e magnificare Iddio” (Atti 10:44-46); l’apostolo Pietro, in questa circostanza, si trovava a casa di Cornelio, un centurione romano, e stava parlando ad un gruppo di Gentili, e mentre annunziava loro l’Evangelo lo Spirito scese su quei Gentili, ed essi cominciarono a parlare in altre lingue. I Giudei credenti che erano andati con Pietro a casa di Cornelio, rimasero stupiti che lo Spirito Santo venisse sparso da Dio anche sui Gentili, perché pensavano che la promessa dello Spirito fosse solo per i Giudei di nascita, e non anche per i Gentili. Ma come fecero quei credenti circoncisi a capire che Dio aveva dato lo Spirito Santo anche a quei Gentili? Lo capirono perché all’improvviso, mentre Pietro parlava, li udirono parlare in altre lingue. Ecco invece cosa avvenne ad Efeso; Paolo “venne ad Efeso; e vi trovò alcuni discepoli, ai quali disse: Riceveste voi lo Spirito Santo quando credeste? Ed essi a lui: Non abbiamo neppure sentito dire che ci sia lo Spirito Santo. Ed egli disse loro: Di che battesimo siete dunque stati battezzati? Ed essi risposero: Del battesimo di Giovanni. E Paolo disse: Giovanni battezzò col battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo che credesse in colui che veniva dopo di lui, cioè, in Gesù. Udito questo, furon battezzati nel nome del Signor Gesù; e dopo che Paolo ebbe loro imposto le mani, lo Spirito Santo scese su loro, e parlavano in altre lingue, e profetizzavano” (Atti 19:1-6). Quelli che Paolo incontrò ad Efeso erano dei discepoli del Signore, quindi dei credenti, e Paolo domandò loro se avevano ricevuto lo Spirito Santo quando avevano creduto; ora, qualcuno dirà: ‘Ma quando si crede si riceve lo Spirito Santo, perché dunque Paolo fece questa domanda a quei discepoli?’ Perché ‘avere ricevuto lo Spirito Santo’, secondo quello che insegna la Scrittura, significa essere stati riempiti di Spirito Santo, o, detto in altre parole, essere stati battezzati con lo Spirito Santo. Se si ricevesse lo Spirito Santo quando si crede, Paolo non avrebbe fatto quella domanda a quei credenti. Quando si crede si riceve la remissione dei propri peccati e la vita eterna, ma non si riceve automaticamente lo Spirito Santo, cioè non si viene battezzati con lo Spirito Santo. Quello che voglio dire è che il battesimo con lo Spirito Santo è un esperienza che segue la nuova nascita, e che la nuova nascita e il battesimo con lo Spirito Santo sono due esperienze diverse tra loro, perché quando si nasce di nuovo si viene purificati dai propri peccati, mentre quando si viene battezzati con lo Spirito Santo si riceve potenza dall’alto e si comincia a parlare in altra lingua. Notate che quei credenti di Efeso non dissero a Paolo: ‘No, non lo abbiamo ancora ricevuto’, ma: ‘Non abbiamo neppure sentito dire che ci sia lo Spirito Santo’. Paolo comprese dalla loro risposta che essi ancora non avevano ricevuto lo Spirito Santo e dopo che egli ebbe inteso che erano stati battezzati del battesimo di Giovanni, quei credenti furono battezzati in acqua nel nome di Gesù; e dopo che Paolo ebbe loro imposto le mani essi ricevettero lo Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue ed a profetizzare. Nel caso di questi circa dodici discepoli, essi non solo parlavano in altre lingue, dopo che lo Spirito Santo scese su loro, ma profetizzavano pure; ciò ci insegna che quando un credente riceve lo Spirito Santo, comincia a parlare in altra lingua, ma può pure mettersi a profetizzare se lo Spirito gli dà di profetare. Alcuni sostengono che questi passi non sono sufficienti per attestare che quando si riceve lo Spirito Santo si comincia a parlare in altra lingua; ebbene, noi diciamo invece che questi passi appena citati, assieme a quelli che parlano di ciò che avvenne il giorno della Pentecoste a Gerusalemme, sono sufficienti per affermare che se uno ha ricevuto lo Spirito Santo, necessariamente parla in altra lingua, ma anche che se uno non parla in altra lingua mediante lo Spirito, non ha ancora ricevuto lo Spirito Santo (cioè la pienezza dello Spirito).

4. Lo Spirito Santo viene donato da Dio quando e come vuole Lui

Lo Spirito Santo è il dono di Dio, quindi non lo si può guadagnare e neppure meritare. Le Scritture che attestano che sia il dono di Dio sono queste: “Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo” (Atti 2:38); “E tutti i credenti circoncisi che erano venuti con Pietro, rimasero stupiti che il dono dello Spirito Santo fosse sparso anche sui Gentili..” (Atti 10:45); “Il quale (Iddio) anche vi comunica il dono del suo Santo Spirito” (1 Tess. 4:8). Dato dunque che lo Spirito Santo è il dono di Dio è lecito domandarlo a Dio, secondo che è scritto: “Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figliuoli, quanto più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo domandano!” (Luca 11:13). Qualcuno dirà: ‘Ma Dio dona il suo Spirito subito a chi glielo domanda?’; se per subito si intende nel medesimo giorno in cui per la prima volta lo si domanda a Dio, devo rispondere: ‘Alcune volte sì, altre no’. Dio ha fatto ogni cosa bella al suo tempo, quindi, sia che Egli lo dà subito, sia che Egli lo dà dopo qualche tempo, noi sappiamo che lo Spirito scende sui credenti al tempo fissato da Dio e non dagli uomini. ‘Ma come lo dona lo Spirito Santo?’ Alcune volte mediante l’imposizione delle mani e altre volte senza. Un po’ insomma come faceva anticamente: infatti i credenti di Samaria, i circa dodici discepoli di Efeso, Timoteo e Saulo da Tarso ricevettero lo Spirito Santo mediante l’imposizione delle mani secondo che è scritto: “Allora imposero loro le mani, ed essi ricevettero lo Spirito Santo” (Atti 8:17); “E dopo che Paolo ebbe loro imposto le mani, lo Spirito Santo scese su loro, e parlavano in altre lingue e profetizzavano. Erano, in tutto, circa dodici uomini” (Atti 19:6,7); “Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te per la imposizione delle mie mani” (2 Tim. 1:6); “E Anania se ne andò, ed entrò in quella casa; e avendogli imposte le mani, disse: Fratello Saulo, il Signore, cioè Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale tu venivi, mi ha mandato perché tu ricuperi la vista e sii ripieno dello Spirito Santo” (Atti 9:17). Mentre i circa centoventi il giorno della Pentecoste lo ricevettero senza l’imposizione delle mani; e così anche Cornelio e quelli di casa sua secondo che è scritto: “Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo cadde su tutti coloro che udivano la Parola. E tutti i credenti circoncisi che erano venuti con Pietro, rimasero stupiti che il dono dello Spirito Santo fosse sparso anche sui Gentili; poiché li udivano parlare in altre lingue, e magnificare Iddio” (Atti 10:44-46).

5. L’utilità del battesimo con lo Spirito Santo

Abbiamo detto fino a questo momento che il battesimo con lo Spirito Santo è per tutti i credenti, sia essi Ebrei che Gentili, che esso è un’esperienza distinta dalla nuova nascita, che si riceve da Dio per fede gratuitamente, che lo si può ricevere sia con o senza l’imposizione delle mani, e che quando lo si riceve lo Spirito dà di esprimersi in altre lingue. Ma vediamo ora di dire il perché il battesimo con lo Spirito Santo è necessario ad un credente.

Esso è necessario perché conferisce potenza a chi lo riceve secondo che ha detto Gesù: “Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi…” (Atti 1:8) e: “Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso; quant’è a voi, rimanete in questa città, finché dall’alto siate rivestiti di potenza” (Luca 24:49), quindi, non è ammissibile che uno dica di aver ricevuto lo Spirito Santo, e nello stesso tempo dica di non avere ricevuto potenza dall’alto. Chi ha ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo ha ricevuto per forza di cose anche potenza dall’alto. Ma potenza per fare che cosa? Potenza per testimoniare del Vangelo, potenza per l’uomo interiore affinché si fortifichi, potenza per affrontare meglio la lotta contro il diavolo e tutte le sue macchinazioni. A proposito di ciò bisogna infatti tenere presente che lo Spirito Santo “sovviene alla nostra debolezza; perché noi non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili; e Colui che investiga i cuori conosce qual sia il sentimento dello Spirito, perché esso intercede per i santi secondo Iddio” (Rom. 8:26,27). Ma in che maniera avviene ciò? Eccolo spiegato. Ora, come abbiamo detto prima, chi viene battezzato con lo Spirito Santo comincia a parlare in altra lingua a Dio, mediante lo Spirito Santo. Ma che cosa dice a Dio? Paolo dice che “in ispirito proferisce misteri” (1 Cor. 14:2). Ma in che consistono questi misteri? Talvolta sono delle intercessioni che lo Spirito fa per i santi. Chi prega mediante lo Spirito, cioè chi prega in altra lingua, proferisce in ispirito dei misteri, e questo perché lo Spirito Santo in quel momento intercede per i santi, domandando a Dio di fare delle cose in loro favore che sono nascoste a chi prega in altra lingua. “Noi non sappiamo pregare come si conviene” (Rom. 8:26) significa infatti che noi non sappiamo cosa chiedere a Dio di particolare per ciascuno dei santi di Dio (che conosciamo o che non conosciamo, che sono vicini a noi o lontani da noi), e questo perché la nostra conoscenza è limitata (in questo consiste la nostra debolezza). Per esempio, noi non sappiamo quale sia lo specifico bisogno nel quale un credente (che conosciamo o che non abbiamo mai conosciuto) si viene a trovare all’improvviso a nostra insaputa, ma quello che non sappiamo noi, lo sa lo Spirito di Dio che conosce ogni cosa perché è onnisciente. Che fa allora lo Spirito Santo? Ci viene in aiuto (sovviene alla nostra mancanza di conoscenza) facendo delle intercessioni specifiche per quel credente, per bocca dei santi; questo è quello che avviene quando uno prega in altra lingua. I sospiri ineffabili sono quei sospiri che fa fare lo Spirito Santo mentre uno prega in altra lingua. Paolo ha detto che lo Spirito “intercede per i santi secondo Iddio” (Rom. 8:27); ciò significa che lo Spirito chiede a Dio di fare delle cose in favore nostro che sono secondo la volontà di Dio in verso noi, in altre parole Egli chiede a Dio delle cose di cui noi abbiamo bisogno e che rientrano nel volere di Dio per la nostra vita. Giovanni dice: “E questa è la confidanza che abbiamo in lui: che se domandiamo qualcosa secondo la sua volontà, Egli ci esaudisce; e se sappiamo ch’Egli ci esaudisce in quel che gli chiediamo, noi sappiamo di aver le cose che gli abbiamo domandate” (1 Giov. 5:14,15); una delle circostanze in cui si domanda a Dio qualcosa che è secondo la sua volontà, è quando si prega in altra lingua (cioè mediante lo Spirito), e questo perché lo Spirito intercede per noi secondo Iddio. Il battesimo con lo Spirito Santo dunque è necessario riceverlo anche per essere in grado di pregare Dio in altra lingua. Che c’è dunque da meravigliarsi se la dottrina del battesimo con lo Spirito Santo è fatta passare da alcuni come una dottrina che non deve essere insegnata alla chiesa in questi giorni? Non è forse vero che il diavolo si scaglia con furore contro qualsiasi vera dottrina che insegnata e accettata contribuisce all’edificazione della Chiesa di Dio? E che c’è da meravigliarsi se coloro che ricevono lo Spirito Santo e cominciano a parlare in altra lingua, cominciano a subire persecuzioni ed oltraggi di ogni genere (talvolta persino da credenti che non conoscono né le Scritture e né la potenza di Dio)? Non è forse vero che il diavolo cerca di scoraggiare i figliuoli di Dio dal fare ogni cosa – in questo caso a parlare in altre lingue – che si oppone efficacemente ai principati, alle potestà, ai dominatori di questo mondo di tenebre e alle forze spirituali della malvagità che sono nei luoghi celesti? La preghiera fatta mediante lo Spirito è un’arma potente di cui la chiesa è stata equipaggiata da Dio per combattere la buona guerra, quindi non meravigliatevi se Satana con la sua astuzia sia riuscito a privare alcuni credenti di quest’arma, facendogli credere che le lingue non sono da Dio, o che non sono utili, o che sono cessate. Sappiate che se la dottrina del battesimo con lo Spirito Santo fosse una dottrina falsa essa si sarebbe manifestata tale e non avrebbe potuto contribuire all’edificazione della chiesa di Dio e alla salvezza di molte anime, ed oltre a ciò Dio non avrebbe confermato questa dottrina in questa maniera così potente e così meravigliosa. Il battesimo con lo Spirito Santo conferisce potenza ed amore ai santi, e gli apre la strada per accedere ai doni dello Spirito Santo, perciò i nostri nemici fanno di tutto perché esso non sia insegnato e non sia bramato dai credenti. Ma grazie siano rese a Dio perché il battesimo con lo Spirito Santo, benché abbia incontrato ed incontri tuttora una grande opposizione, viene insegnato con cura ancora oggi per tutto il mondo; ma non solo, esso viene tuttora ricevuto e l’effetto che esso produce è lo stesso di quello che produsse nei discepoli antichi. A Colui che ancora oggi nella sua fedeltà battezza con lo Spirito Santo, sia la gloria in eterno. Amen.

6. Un avvertimento

Ben conoscendo la situazione esistente in mezzo alle Chiese anche in questa nazione sono costretto a dare una parola di avvertimento a coloro che ricercano il battesimo con lo Spirito Santo.

Oggi in seno a molte chiese si mette così tanta enfasi sul parlare in altre lingue quale segno che accompagna il battesimo con lo Spirito Santo, che molti credenti trascinati da tanti pastori e predicatori si mettono da loro stessi a parlare in altre lingue, o meglio cominciano a proferire sillabe e vocali per fare credere agli altri credenti di avere ricevuto lo Spirito Santo. Evidentemente però essi non hanno ricevuto nulla. Si sono solo ingannati o sono stati ingannati, perché in molti casi sono i conduttori che mettono delle strane parole in bocca a questi credenti o magari gli dicono di cominciare a dire una parola e poi un’altra e così via. E così questi credenti si illudono pensando di avere ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo. Naturalmente prima di loro si sono illusi i loro conduttori, perché è evidente che se i conduttori insegnano di seguire questa prassi anche loro l’hanno seguita. E’ una cosa questa che oramai si trascina da decenni e che ha prodotto i suoi amari e nefasti frutti.

Dunque fratelli, quello che dovete fare, oltre che pregare con fede Dio di donarvi lo Spirito Santo è di aspettare fiduciosi senza nessuna ansietà che lo Spirito Santo venga su voi e vi sospinga Egli a parlare in altre lingue. Non vi preoccupate di nulla, perché sarà lo Spirito Santo a farvi parlare in altre lingue. Voi dovrete solo aprire la bocca, ma chi vi farà parlare è lo Spirito Santo. Per farvi capire ciò con un esempio prenderò l’esempio di un indemoniato. Ora, ci sono persone agitate da spiriti maligni che quando vengono impossessate da uno o più spiriti maligni cominciano a parlare e a dire cose che essi non sanno e non vogliono dire, e questo perché lo spirito maligno si impossessa della loro bocca e gli fa dire quello che vuole lui. Ora, quando invece lo Spirito di Dio che è santo e buono viene su una persona avviene una cosa simile, perché Egli si impossessa dell’organo vocale della persona e lo fa parlare in altre lingue e se questa è la sua volontà anche profetizzare; tutto dipende dalla sua volontà. Quindi, sapendo ciò è del tutto inutile sforzarsi di mettere assieme parole che sembrano straniere ma sono solo il frutto della propria immaginazione; occorre aspettare che sia lo Spirito Santo a farvi parlare.

Qualcuno forse leggendo queste parole, giunge alla incontrovertibile conclusione di essere uno di coloro che è rimasto vittima di questo inganno. A costui voglio dire questo: Fai bene a riconoscere questo, quindi smetti di proferire quelle parole assurde che ti sei inventato e aspetta di essere battezzato con lo Spirito Santo

Giacinto Butindaro

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