Maghi e riti magici nel calcio

calcio-magia-nera-300x211Tutto il mondo giace nel maligno (1 Giovanni 5:19), e quindi anche il mondo del calcio – che è lo sport più famoso e diffuso nel mondo – che è sotto la potestà di Satana, il principe di questo mondo. E nel calcio ci sono sia allenatori che giocatori di calcio che consultano maghi o stregoni, o che praticano loro stessi dei rituali magici, per vincere le partite o per altre ragioni.

Molti che si definiscono Cristiani si mettono a ridere quando sentono parlare di ciò, ma vi assicuro che non c’è niente da ridere perchè la stregoneria o magia è una opera del diavolo reale e coloro che la praticano sono ministri del diavolo che mettono in atto quello che gli suggeriscono i demoni che li assistono e con i loro poteri riescono a compiere delle opere malvagie.

Cosa ci insegna infatti la Scrittura? Che quando Mosè ed Aaronne si recarono da Faraone, re d’Egitto, per parlargli da parte di Dio affinché facesse uscire il popolo d’Israele dal paese di Egitto, e compirono dei prodigi da parte di Dio, anche i maghi che erano al servizio di Faraone compirono dei prodigi. Ecco infatti cosa leggiamo nel libro dell’Esodo: “Mosè ed Aaronne andaron dunque da Faraone, e fecero come l’Eterno aveva ordinato. Aaronne gettò il suo bastone davanti a Faraone e davanti ai suoi servitori, e quello diventò un serpente. Faraone a sua volta chiamò i savi e gl’incantatori; e i magi d’Egitto fecero anch’essi lo stesso, con le loro arti occulte. Ognun d’essi gettò il suo bastone, e i bastoni diventaron serpenti; ma il bastone d’Aaronne inghiottì i bastoni di quelli. E il cuore di Faraone s’indurò, ed egli non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne, come l’Eterno avea detto. L’Eterno disse a Mosè: ‘Il cuor di Faraone è ostinato; egli rifiuta di lasciar andare il popolo. Va’ da Faraone domani mattina; ecco, egli uscirà per andare verso l’acqua; tu sta’ ad aspettarlo sulla riva del fiume, e prendi in mano il bastone ch’è stato mutato in serpente. E digli: L’Eterno, l’Iddio degli Ebrei, m’ha mandato da te per dirti: Lascia andare il mio popolo, perché mi serva nel deserto; ed ecco, fino ad ora, tu non hai ubbidito. Così dice l’Eterno: Da questo conoscerai che io sono l’Eterno; ecco, io percoterò col bastone che ho in mia mano le acque che son nel fiume, ed esse saran mutate in sangue. E il pesce ch’è nel fiume morrà, e il fiume sarà ammorbato, e gli Egiziani avranno ripugnanza a bere l’acqua del fiume’. E l’Eterno disse a Mosè: ‘Di’ ad Aaronne: Prendi il tuo bastone, e stendi la tua mano sulle acque dell’Egitto, sui loro fiumi, sui loro rivi, sui loro stagni e sopra ogni raccolta d’acqua; essi diventeranno sangue, e vi sarà sangue per tutto il paese d’Egitto, perfino ne’ recipienti di legno e ne’ recipienti di pietra’. Mosè ed Aaronne fecero come l’Eterno aveva ordinato. Aaronne alzò il bastone, e in presenza di Faraone e in presenza dei suoi servitori percosse le acque ch’erano nel fiume; e tutte le acque ch’erano nel fiume furon cangiate in sangue. E il pesce ch’era nel fiume morì; e il fiume fu ammorbato, sì che gli Egiziani non potevan bere l’acqua del fiume; e vi fu sangue per tutto il paese d’Egitto. E i magi d’Egitto fecero lo stesso con le loro arti occulte; e il cuore di Faraone s’indurò ed egli non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne, come l’Eterno avea detto. E Faraone, volte ad essi le spalle, se ne andò a casa sua, e neanche di questo fece alcun caso. E tutti gli Egiziani fecero degli scavi ne’ pressi del fiume per trovare dell’acqua da bere, perché non potevan bere l’acqua del fiume. E passaron sette interi giorni, dopo che l’Eterno ebbe percosso il fiume. Poi l’Eterno disse a Mosè: ‘Va’ da Faraone, e digli: Così dice l’Eterno: Lascia andare il mio popolo perché mi serva. E se rifiuti di lasciarlo andare, ecco, io colpirò tutta l’estensione del tuo paese col flagello delle rane; e il fiume brulicherà di rane, che saliranno ed entreranno nella tua casa, nella camera ove dormi, sul tuo letto, nelle case de’ tuoi servitori e fra il tuo popolo, ne’ tuoi forni e nelle tue madie. E le rane assaliranno te, il tuo popolo e tutti i tuoi servitori’. E l’Eterno disse a Mosè: ‘Di’ ad Aaronne: Stendi la tua mano col tuo bastone sui fiumi, sui rivi e sugli stagni e fa salir le rane sul paese d’Egitto’. E Aaronne stese la sua mano sulle acque d’Egitto, e le rane salirono e coprirono il paese d’Egitto. E i magi fecero lo stesso con le loro arti occulte, e fecero salire le rane sul paese d’Egitto. Allora Faraone chiamò Mosè ed Aaronne e disse loro: ‘Pregate l’Eterno che allontani le rane da me e dal mio popolo, e io lascerò andare il popolo, perché offra sacrifizi all’Eterno’. E Mosè disse a Faraone: ‘Fammi l’onore di dirmi per quando io devo chiedere, nelle mie supplicazioni per te, per i tuoi servitori e per il tuo popolo, che l’Eterno distrugga le rane intorno a te e nelle tue case, e non ne rimanga se non nel fiume’. Egli rispose: ‘Per domani’. E Mosè disse: ‘Sarà fatto come tu dici, affinché tu sappia che non v’è alcuno pari all’Eterno, ch’è il nostro Dio. E le rane s’allontaneranno da te, dalle tue case, dai tuoi servitori e dal tuo popolo; non ne rimarrà che nel fiume’. Mosè ed Aaronne uscirono da Faraone; e Mosè implorò l’Eterno relativamente alle rane che aveva inflitte a Faraone. E l’Eterno fece quello che Mosè avea domandato, e le rane morirono nelle case, nei cortili e nei campi. Le radunarono a mucchi e il paese ne fu ammorbato. Ma quando Faraone vide che v’era un po’ di respiro, si ostinò in cuor suo, e non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne, come l’Eterno avea detto” (Esodo 7:10-25; 8:1-15).

Va tuttavia detto che i magi d’Egitto poterono operare fino ad un certo punto, perchè i poteri dei maghi sono sempre limitati. Peraltro è Dio che decide fino a che punto i maghi possono spingersi o riuscire nelle loro arti occulte. E difatti leggiamo sempre nel libro dell’Esodo: “E l’Eterno disse a Mosè: ‘Di’ ad Aaronne: Stendi il tuo bastone e percuoti la polvere della terra, ed essa diventerà zanzare per tutto il paese di Egitto’. Ed essi fecero così. Aaronne stese la sua mano col suo bastone, percosse la polvere della terra, e ne vennero delle zanzare sugli uomini e sugli animali; tutta la polvere della terra diventò zanzare per tutto il paese d’Egitto. E i magi cercarono di far lo stesso coi loro incantesimi per produrre le zanzare, ma non poterono. Le zanzare furon dunque sugli uomini e sugli animali. Allora i magi dissero a Faraone: ‘Questo è il dito di Dio’. Ma il cuore di Faraone s’indurò ed egli non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne, come l’Eterno avea detto” (Esodo 8:16-19).

Questo ci mostra che la potenza di Dio è infinitamente superiore a quella del diavolo e dei suoi demoni. Dunque, quando si parla delle arti occulte compiute dai maghi e dei loro risultati, occorre sempre tenere presente che comunque Dio regna sopra tutti e tutto, e che anche i maghi potranno operare o riuscire nei limiti postigli da Dio, e questo perchè il piano di Dio è sempre quello che sussiste ed Egli per farlo sussistere annulla i disegni o i piani dei malvagi.

Certamente però noi figliuoli di Dio non dobbiamo temere eventuali incantesimi fatti da maghi contro di noi, perchè noi siamo protetti da Dio e il diavolo non ci tocca (1 Giovanni 5:18).

Ma dobbiamo prendere atto che nel mondo tanti si rivolgono a maghi e stregoni per avere successo nel calcio, e non solo nel calcio, ma anche nello spettacolo, in campo economico, finanziario, politico, ed anche religioso. E così facendo essi fanno un patto con il diavolo a cui vendono la loro anima.

Qui di seguito vi propongo alcuni scritti o alcune parti di essi che ho trovato qua e là in Internet che dimostrano l’usanza di ricorrere a maghi o di compiere rituali magici presente nel mondo del calcio. Ho fiducia nel Signore che i savi di cuore rifletteranno e capiranno. Gli stolti invece, come al solito, si metteranno a ridere e schernirci. Peggio per loro, porteranno la pena della loro stoltezza.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Di macumba si vince

RIO DE JANEIRO – Ogum, Oxalà, Xango, Exu, Oxòssi: grazie a questo quintetto formidabile il River Atletico Clube di Teresina (Brasile) si è portato in vetta alla classifica del campionato regionale del Piauì sommergendo di gol gli avversari. Di questi cinque nomi, tuttavia, nessuno compare nella formazione che l’ allenatore Cacapava manda in campo. Ogum, Oxalà, Xango, Exu e Oxòssi sono le divinità della macumba, gli orixà del culto afro-brasiliano ai quali prima delle partite la squadra si rivolge attraverso rituali che vanno dai sacrifici di animali alle invocazioni e all’ incenso bruciato. La strana vicenda è cominciata tre mesi fa con l’ arrivo di Cacapava in panchina. E’ lui che ha dato il via al nuovo corso trasformando gli spogliatoi in un centro di macumba e i calciatori in figli di Santo. Da principio la perplessità era grande, ma i risultati hanno dissolto ogni dubbio ed ora anche i tifosi più scettici si stanno trasformando in adepti. Questi riti, scanditi dal suono degli atabaques – quelli che nelle nostre curve si chiamano tamburi – non sono altro che un modo di aggregare i tifosi, di avvicinare la squadra. Un modo di fare calcio in coerenza con la propria cultura e con le proprie origine. Nel nord-est del Brasile, specie a Bahia, c’ è molta Africa: nella musica, nella religione, nell’ artigianato. E, ovviamente, anche nello sport, che è insieme al carnevale il grande spettacolo popolare. Cacapava è un allenatore che usa le antiche tradizioni e chissà che non vada presto a tenere una lezione a Coverciano. Nei minuti che precedono le partite l’ allenatore distribuisce ai giocatori cachassa, un liquore forte che serve ad allontanare gli spiriti negativi. Poi li riempie di talco, per difenderli dal malocchio. Infine dirige la preghiera collettiva ritmata dal suono dei tamburi. E non di rado, specie negli incontri importanti, nelle intersezioni delle linee che delimitano il campo appaiono galline morte e rospi rinsecchiti sacrificati per ingraziarsi gli orixà. Candele accese e collane adagiate dietro le porte completano il rituale pagano. Un rituale che a Cacapava è stato ispirato direttamente dal diavolo, sostiene il centravanti Ivo Carioca, che per essersi rifiutato di aderire al nuovo corso è stato messo fuori squadra insieme a un altro dissidente, il terzino Fanta. I due sono membri di una setta evangelica nemica della macumba, gli atleti di Cristo, alla quale appartengono anche i nazionali brasiliani Baltazar e Jorginho, e il neacquisto della Lazio, Amarildo. Ogni volta che nomina il suo allenatore, Ivo Carioca si fa il segno della croce. Fra le sue aspirazioni, quando fu acquistato dal River, c’ era anche quella di fare proseliti fra i compagni. Invece, non solo non ha convertito nessuno, ma si è ritrovato in mezzo alla puzza di zolfo e alle fiamme. Per Ivo Carioca e Fanta il destino terreno, comunque, è segnato: a fine campionato saranno ceduti e non serve a niente protestare con i dirigenti, che appoggiano incondizionatamente Cacapava: Non ci interessa se il nostro allenatore usa la macumba o se ci trascina tutti all’ inferno – conferma il vicepresidente del River Geraldo Magno da Sousa – Ciò che vogliamo sono i risultati e finché Cacapava riuscirà ad ottenerli rispetteremo ogni sua decisione. Storie del Brasile sospeso fra l’ Africa e il Duemila. Del resto, in Italia si butta il sale dietro le porte, ogni allenatore ha il suo amuleto da portare in panchina. Cacapava è solamente un po’ più sincero: evidentemente sa di avere dalla sua il pubblico. Ma quanto potrà durare? In Brasile c’ è un detto: Se il Candomblé servisse per far vincere la partita, il Bahia sarebbe ogni anno campione. Quest’ anno, guarda caso, è successo. Magari non grazie a Xango, ma ai gol di Charles, il cannoniere di Salvador la cui esclusione della nazionale è costata al tecnico Lazaroni fischi, insulti e uova marce. Forse per vincere la Coppa America anche Lazaroni si sarà dedicato alla macumba, ma sicuramente non lo ha detto in giro.

Edoardo Maggio

4 agosto 1989

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/08/04/di-macumba-si-vince.html

E la squadra si risollevò anche grazie al rito voodoo…

Dai mondiali di calcio ai rituali magici: Papa Bouba Diop risolleva le sorti della squadra londinese del Fulham grazie ai suoi riti. Coincidenze o bravura, la strana storia di un ragazzo alle prese con i riti dei suoi antenati…

Nel calcio l’importante è certamente partecipare, ma anche vincere non è cosa di poco conto. Ed ogni modo è buono per riuscirci, purchè, è chiaro, sia lecito e sportivo. Sicuramente è lecito quanto fatto da un calciatore africano attualmente impegnato nel campionato inglese. Il suo nome è Papa Bouba Diop, gioca nella squadra del Fulham e non è affatto uno sconosciuto, anzi. Con la sua nazionale, il Senegal, fu protagonista della prima gara del mondiale di Corea e GIappone del 2002, quando nella partita inaugurale il Senegal riuscì nell’impresa di battere i campioni del mondo in carica, la Francia. E a segnare il gol partita fu proprio Papa Bouba Diop. Quel mondiale finì assai male per la Francia, fini forse peggio per noi (ah!, la Corea e l’arbitro Moreno…) e finì anche per il Senegal, comunque migliore formazione africana della competizione.

Non è dato sapere se le prestazioni del mondiale nippo-coreano furono facilitate da alcune piccole abitudini che Bouba Diop è solito realizzare invece in Inghilterra. E precisamente a Londra, visto che il Fulham è una delle squadre della capitale. L’estate scorsa, al suo arrivo in squadra, Diop celebra il primo rituale, cospargendo sulle porte e sul terreno di gioco una speciale mistura preparata da uno stregone voodoo. Mistura composta di sangue di animale, incenso e terra. Scopo di tutto è quello di richiamare la protezione degli spiriti benigni e creare uno stato confusionale agli avversari.

Le cose non vanno proprio come dovrebbero e ad andare in stato confusionale sono i giocatori londinesi: i punti non arrivano, le sconfitte fioccano, la zona retrocessione è cosa quotidiana. Insomma, la pratica magica derivata dalla religione Vodum, importata dagli schiavi africani in Brasile e ad Haiti, sembra proprio fare cilecca nella multietnica Londra. E Diop che s’inventa? S’inventa il bis, o il replay, se preferite. E a dicembre 2004 effettua una nuova cerimonia voodoo davanti al Craven Cottage, lo stadio del club, sempre al fine di allontanare gli ‘spiriti maligni’. Il rituale in questione è il ‘ju-ju’, la versione della cerimonia voodoo che si pratica nell’Africa dell’Ovest.

Beh, potenza delle coincidenze, da allora le cose cambiano: anno nuovo, vita nuova e il Fulham inanella solo risultati positivi, perdendo una sola partita su dieci incontri del 2005. Si risalgono posizioni in classifica, ci si qualifica al quinto turno della FA Cup, si mantiene l’imbattibilità interna. Insomma, un trionfo, o quasi. E il bello è che le partite sono davvero fortunate: nel turno casalingo contro il West Bromwich, la squadra avversaria ha avuto almeno dodici occasioni non trasformate, prima del gol vittoria per il Fulham realizzato, guarda un po’, proprio da Diop sul finale di partita. Nella gara successiva, il portiere Edwin Van der Sar (si, quello delle papere quando giocava nella Juve) riuscì nell’impresa di parare ben due rigori all’attaccante dell’Aston Villa, Juan Pablo Angel, prima che arrivasse il gol del pareggio di Lee Clark. E ancora, nella gara di FA Cup contro il Derby, il Fulham si è aggiudicato la ripetizione dell’incontro nei tempi supplementari, dopo che gli avversari avevano sfiorato più volte la vittoria. L’unico neo, la sconfitta del 5 febbraio all’Anfield Road contro il Liverpool. I ‘diavoli rossi’ (Red Devils), come vengono chiamati gli undici del Liverpool, sono stati più forti anche del voodoo.

Parola al protagonista, per concludere: “Il voodoo è un rituale praticato dalle mie parti, appartiene alla mia cultura: per questo sono in grado di celebrare il rituale. E’ servito per aiutare il Fulham, e se servirà ancora sono pronto a rifarlo. So che devo stare attento a parlare di questo tipo di magia qui in Occidente ma non c’è niente di male in queste pratiche. Sono legato al Fulham, e quando appartieni ad una squadra cerchi di fare tutto quello che puoi per aiutarla”.

17/02/2005

Stefano Caredda

http://www.korazym.org/http://www.maxhead.org/pol2009/showthread.php?t=148677

Quante “magie” per una vittoria

Per un posto in Nazionale o per la vittoria della propria squadra, non solo prodezze, ma anche riti pericolosi. E in Congo un’amichevole sfocia in tragedia.

In Sud America e in Europa la magia del calcio vive nelle punizioni di Del Piero e nei giochi di prestigio di Leo Messi. In Africa e in Medio Oriente il binomio calcio magia si intreccia in un modo diverso, spesso molto pericoloso.

A strani riti si fa spesso ricorso, infatti, per ottenere un posto da titolare in nazionale o per far vincere la propria squadra, ma sono molto lontani da quelle prodezze-magie che fanno impazzire i tifosi.

Negli Emirati Arabi, due stelle locali, Faisal Khalil e Subait Khater, hanno ingaggiato due stregoni dell’Oman con la speranza di poter tornare a vestire la maglia del loro paese, dopo la mancata convocazione da parte del nuovo CT, il francese Dominque Bathenay. Non è una novità per un CT transalpino fare scelte così impopolari.

La stessa sorte delle due stelle arabe era toccata al francese David Trezeguet. L’attaccante juventino venne, infatti, lasciato a casa dal CT Domeneque durante gli ultimi Europei, nonostante l’ottima stagione disputata in maglia bianconera. Trezeguet pare aver accettato la decisione del ct senza ricorrere a soluzioni estreme, come invece hanno preferito fare Khalil e Khater.

A svelare il retroscena di questa strana storia il quotidiano “Al Shams”. Pare che i due campioni esclusi avessero chiesto agli stregoni di fare in modo, usando diverse pratiche (dai sacrifici di animali alle automutilazioni) che ai due calciatori scelti al loro posto accadesse qualcosa. Nonostante i due vantassero un palmares di tutto rispetto, hanno deciso di riprendersi il loro posto in un modo che con il calcio ha poco o nulla a che fare.

Khalil, attaccante dell’Al Ahly, lo scorso anno ha vinto il titolo di capocannoniere del campionato ed è stato premiato con un assegno da 40mila euro ed una macchina di lusso come miglior calciatore del torneo. Tra i suoi successi anche tre scudetti e la prestigiosa Gulf Cup vinta con la nazionale. Khater invece è stato uno dei colpi di mercato più importanti dell’Al Jazeera, il club in cui milita attualmente e che con lui ambisce a conquistare per la prima volta nella sua storia lo scudetto.

I due campioni sono stati però ulteriormente sfortunati, perché pare che i due stregoni a cui si erano rivolti, fossero già nel mirino della polizia di Dubai. Khalil e Khater sono pertanto stati fermati e mentre il secondo è stato poi subito rilasciato, il primo pare sia stato trattenuto. Ora i due rischiano grosso perché i paesi arabi proibiscono tutte le pratiche di stregoneria, punendole con la decapitazione.

In Africa invece la magia nera è molto diffusa e proprio a causa di queste pratiche “juju” non molto tempo fa una partita nella Repubblica Democratica del Congo, ex Zaire, è finita in tragedia. Nella cittadina di Butembo si stava disputando una gara amichevole tra due squadre locali, il Nyuki System e il Socozaki.

I padroni di casa erano sotto di un goal incassato su rigore e il cronometro si stava ormai avvicinando al 90° quando, il portiere del Nyuki ha deciso di salvare la propria squadra con una magia. Non di quelle a cui noi siamo abituati, che si fanno con una parata impossibile che vale un goal, ma di quelle che consistono nell’appendere un feticcio alla porta avversaria e dargli poi fuoco. I tifosi del Sokozaki non hanno sorriso però davanti alla magia né si sono lasciati ammaliare…anzi.

Il risultato è stato una violenta sassaiola tra le due tifoserie. La polizia è allora intervenuta per placare gli animi, ma lo ha fatto sparando colpi in aria e gettando lacrimogeni, e questa misura ha contribuito ad alimentare la tragedia. Il pubblico sugli spalti impaurito tentava la fuga e nella calca generale in molti sono rimasti feriti. La “trovata” del portiere è costata secondo un’emittente locale, Radio Okapi, 13 morti e circa 50 feriti, molti dei quali erano bambini da sempre affascinati dallo sport del calcio. L’episodio pare sia stato soltanto un deja vu per i tifosi del Nyuki che già nel 2002 erano stati protagonisti di un brutto gesto di violenza, uccidendo l’allenatore del Butembo Sports.

Non si sa se alcune di queste pratiche di magia nera abbiano dato qualche risultato o se si tratta solo di coincidenze, visto che Khalil e Khater sono tornati in Nazionale. Ad ogni modo queste magie sono molto lontane da quello che gli appassionati di calcio si aspettano di vedere in campo.

E piuttosto che ricorrere ad esse, ben vengano i “siparietti” di Antonio Cassano, ogni volta che qualcosa non va come vorrebbe. D’altra parte non hanno mai ucciso nessuno.

12/11/2008

Ursula Cospito

http://www.nannimagazine.it/notizie/sport-e-viaggi/sport/cronaca-sport/12/11/2008/Quante-magie-per-una-vittoria/1734

Quando la scaramanzia vale un gol

‘Maghi e stregoni. Spesso nel calcio si sconfina nella magia, anche nera come testimoniano i riti voodoo del Brasile e di molte squadre africane ma anche a casa nostra molti allenatori hanno fatto ricorso all’ausilio a esperti di magia. Nils Liedholm era solito consultare il mago di Buscate Mario Maggi prima di decidere la formazione mentre negli anni ’70 il Napoli aveva praticamente in organico due maghi’.

http://lacittadisalerno.gelocal.it/sport/2013/08/23/news/quando-la-scaramanzia-vale-un-gol-1.7626140

A proposito del noto Nils Liedholm.

In una scheda biografica dell’allenatore Nils Liedholm si legge quanto segue:

‘Si tratta di un mago, un mago vero. Liddas ha un debole per l’astrologia, attribuisce parte del proprio successo nel calcio al segno della Bilancia, di cui ha condiviso l’egida con gente come Pelè, Falcao, Nordhal, Sivori, Didì, Piola, Paolo Rossi, Bobby Charlton. Quando gli consigliano un giocatore, la sbirciata al segno zodiacale equivale ad un provino con il pallone tra i piedi. Un giorno il suo «consulente specifico» uscirà allo scoperto. Si chiama Mario Maggi, il «mago di Busto Arsizio», e racconta così la genesi del sodalizio: «Fu Santarini a presentarmi Liedholm. Dissi al Barone tutte le sue malattie e da quel giorno si fidò pienamente di me. In seguito gli anticipai i risultati delle partite, finchè mi disse: Non darmi più i risultati, sono stanco di dormire sempre in panchina sapendo già come va a finire». La bravura del doppio mago diventa leggenda a Milano’.

http://www.hellastory.net/pages/scheda.cfm?id=7D5A9D22-4854-12EA-BDAC59400748B2D6

In un articolo dal titolo ‘Il mago di Liedolhm: “Avevo previsto quella Coppa persa ai rigori” ‘, si parla di Mario Maggi, il mago amico di Liedolhm dal quale il “Barone” (il soprannome con cui veniva definito Liedolhm) portava le sue squadre prima dei match più importanti:

‘Si dice che il mago predisse la sconfitta della Roma contro il Liverpool nella finale di Coppa dei Campioni nel 1984, ammonendo Liedholm di non far tirare i rigori a Graziani e Conti: il “Barone” quella volta non lo ascoltò e la Roma perse: «Non gli parlai per due mesi – conferma Maggi -. I portafortuna ci sono e non li ho realizzati solo per lui, ma anche per altri giocatori, tra i quali Bruno Conti e Franco Baresi. Di calcio però non voglio parlare adesso, lo farò forse dopo il funerale, ora sono veramente distrutto. Tutte le sue vittorie però sono merito suo, questo deve essere chiaro. Mi mancherà».

http://www3.varesenews.it/sport/articolo.php?id=84355

Manchester City titolo: stregoni e voodoo per Balotelli e Nasri

Insolita nottata per i due giocatori di Mancini, al bar insieme a otto stregoni, tra bamboline e riti magici. Domani si assegna il titolo inglese, il Manchester United gufa in tutti i modi contro i cugini.

Per vincere serve anche la fortuna. Ma se si aiuta a vedere – visto che solitamente è cieca – tanto meglio. Deve essere per questo motivo che, come riferisce il Sun, Mario Balotelli e Samir Nasri hanno fatto le quattro del mattino in un bar di Manchester, il Panacea, attorniati da otto stregoni che hanno inscenato una sorta di rito voodoo, oltre ai classici tarocchi. Ah, e c’erano pure le bamboline rituali d’ordinanza (chissà se raffiguravano Alex Ferguson o Wayne Rooney).

Essi, dopo 44 anni, il Manchester City di Roberto Mancini può riportare il titolo della Premier League sulla sponda Blues. Proprio ai danni dei cugini dal plamres invidiabile, quel Manchester United che, per assicurarsi il trofeo, dovrà battere il Sunderland e sperare in un clamoroso scivolone del Mancio contro il Queen’s Park Rangers.

Insomma, magia e forza alla vigilia della volata. In caso di arrivo a pari punti, vince il City per la miglior differenza reti. Con Ferguson che gufa: “Il City dovrebbe fare una grossa stupidaggine per non vincere con il Qpr; certo, se dovessero perdere questo campionato, per loro sarebbe un colpo così duro che non si riprenderebbero più”.

Il Times, nel paginone sportivo, non è stato da meno. Ha trasformato il famoso cartellone pubblicitario in cui si annunciava l’arrivo di Tevez al City con “Welcome to Manchester” in un “Welcome to your Nightmare”. Firmato Alex Ferguson. Ecco perché c’è bisogno anche delle bamboline da punzecchiare.

Parlando di calcio giocato, Mancini ha ricordato a Sir Alex che la gara più difficile è proprio la loro: “Il Qpr lotta per non retrocedere e non se lo merita. Per noi sarà durissima. Ma se non dovessimo vincere la lega, avremmo comunque giocato il miglior calcio”. Però: “Abbiamo una missione da compiere. Ho completa fiducia nei miei ragazzi”. In effetti, solo l’imponderabile potrebbe cambiare le carte in tavola. E qui i tarocchi non c’entrano. O forse sì. Lo sapremo domani sera.

12 Maggio 2012

Alessandro Pignatelli

http://calciomalato.blogosfere.it/2012/05/manchester-city-titolo-stregoni-e-voodoo-per-balotelli-e-nasri.html

Il Manchester City ha poi vinto il giorno dopo il campionato inglese all’ultimo minuto.

Calcio e magia nera

Il fenomeno non è nuovo nel mondo del calcio camerunese ed è legato a grosse cifre di affari.

Per gli avvenimenti più importanti, si fa ricorso ai servizi di maghi che utilizzano la magia nera o l’invocazione degli avi per “fare degli incantesimi” sugli avversari; questi servizi sono ottenuti in cambio di forti somme di denaro.

L’uso della magia nelle competizioni calcistiche è un fatto abituale. È noto che durante la Coppa delle nazioni africane del 2002, organizzata in Mali, qualche ora prima della competizione tra il Camerun e il paese ospitante, l’allenatore dei Lions indomptables camerunesi fu arrestato dalla polizia insieme al suo assistente mentre stava installando un amuleto magico sul terreno dello stadio. Due anni prima, pratiche simili erano state segnalate in occasione dei quarti di finale tra il Senegal e la Nigeria.

Il fenomeno concerne globalmente tutto il continente africano. In un rapporto reso pubblico nel febbraio scorso, l’allenatore serbo della nazionale del Gana ha denunciato le pratiche magiche dei calciatori. Il calcio africano, afferma nel suo rapporto, fa ricorso abituale ai marabù, ai maghi e a pratiche di magia nera per destabilizzare l’avversario.

Un fenomeno inquietante

Sempre secondo le affermazioni dell’allenatore del Gana, se il fenomeno dell’uso della magia da parte delle squadre africane è ampiamente conosciuto, la novità consiste nel fatto che tali pratiche magiche sono oggi esercitate non solo a destinazione degli avversari, ma degli stessi compagni di squadra. Dopo l’eliminazione nella semifinale della Coppa delle nazioni africane del Gana da parte dello Zambia, il tecnico ha espresso le sue gravi preoccupazioni a riguardo, affermando che occorre eliminare il ricorso alla magia nera che conduce i calciatori a distruggersi vicendevolmente.

Gli esperti del calcio africano ammettono che il fenomeno è sempre esistito e che dunque non desta meraviglia. Con tali pratiche i giocatori mirano essenzialmente a “proteggersi” o ad attirare la “buona sorte” dalla propria parte. Tuttavia per tutti è inquietante il fatto che tali pratiche siano sempre più frequentemente utilizzate contro i propri compagni di squadra.

La magia è frequente nelle culture così come nel calcio africani. Ogni competizione importante organizzata nel continente, vede il ricorso abituale a un sorcier, un mago o un “consigliere spirituale” che utilizza la magia nera e invoca delle forze capaci di destabilizzare gli avversari.

A tale fine, vengono utilizzati oggetti sotterrati nel campo sportivo dove la competizione deve avere luogo. Se l’avversario passa sopra l’oggetto magico, viene destabilizzato. Alcuni maghi utilizzano anche, fuori delle competizioni, delle bevande con erbe speciali oppure scandiscono frasi magiche.

Un’immagine non edificante del calcio

L’antropologo Arnold Pannenborg nel 2008 fece un’inchiesta sul rapporto tra il football africano e la superstizione. Fece notare tra l’altro che la più potente forma di magia nel calcio consiste nel fare appello a Mami Wata, una divinità acquatica che protegge il portiere dai gol e impedisce al pallone di entrare in porta. Pannenborg spiegò che per avere tale divinità dalla propria parte, occorreva gettare una noce di cocco sul terreno perché è questo il cibo preferito da Mami Wata.

La Confederazione africana di calcio (CAF) ritiene che l’uso della magia nera non contribuisce a dare un’immagine edificante del calcio africano e tenta una strategia di lotta contro il fenomeno. Varie federazioni africane, come ad esempio quella del Senegal, hanno vietato tutte le pratiche “mistiche”, chiamate maraboutage.

Tuttavia si ammette l’impossibilità di evitare tali pratiche nei giorni che precedono le competizioni. Anche i giocatori che non vi credono ciecamente, vi fanno ricorso per sentirsi in ogni caso “sicuri”; non esitano a sottomettersi a numerosi bagni “mistici” a base di erbe e di radici varie, credendo di poter così dare il meglio di se stessi sul campo.

Superstizione anche nel calcio europeo

Non bisogna credere che la superstizione esista solo nel calcio africano.

I calciatori europei hanno anch’essi i loro “rituali” per aumentare le possibilità di vittoria nelle competizioni.

Nel suo libro “The Soccer Tribe” (La tribù del calcio), pubblicato nel 1981, Desmond Morris inventoriava tali rituali, tra cui ci sono ad esempio i baci dati ai pali della porta, lo strofinamento delle scarpe di calcio con il whisky, oppure il fatto di non uscire mai per ultimo sul terreno di gioco. Questi riti, anche se bizzarri, contribuiscono in qualche maniera a dare sicurezza ai giocatori.

È così che l’allenatore della nazionale italiana, Giovanni Trapattoni, fu fotografato mentre versava di nascosto l’acqua benedetta sul terreno da gioco prima di un match degli Azzurri nei campionati del 2002, un’immagine che fece scalpore. L’allenatore francese Luis Fernandez, da parte sua, lanciava dei pizzichi di sale prima del tiro di inizio per propiziare i goal.

L’antico capitano del Chelsea, John Terry, nel 2005 ammise di aver praticato almeno una cinquantina di forme di superstizione. Si sedeva sempre allo stesso posto nel bus, parcheggiava l’auto sempre nello stesso spazio del parcheggio e utilizzava sempre lo stesso urinatoio prima degli incontri del club.

Fonti: http://www.cameroononline.org (28/2/2012) – http://www.presseforceone.blogspot.com (20/4/2012)

18/06/2012

http://es.missionerh.com/content/view/6098/471/

I Waganga, i dottori della magia nera – La stregoneria tra le tribù del Kenya

NAIROBI, 20 Luglio 2013 – “Waganga” in Kiswahili, “Whitch doctors” in inglese, è il nome locale per definire il dottore che cura i pazienti con la stregoneria. Nonostante il Cristianesimo e la medicina occidentale abbiano colonizzato il Kenya, la magia nera è ancora molto praticata tra le 42 tribù che vivono in questo paese. In particolare, la “Juju” è diffusissima tra i Kamba e altre tribù che vivono nella zona costiera del paese, ma ogni tribù ha i suoi stregoni.

I motivi per i quali si va da un waganga possono essere diversi: amore, soldi, lavoro, fertilità. Il costo è di circa 6000 scellini ( 60 euro), tuttavia in alcuni casi è necessario “barattare” alcuni aspetti positivi della propria vita con altri – ad esempio, si possono ottenere soldi in cambio della salute di un familiare.

Secondo quanto raccontano i Luyha, tribù che viene dall’entroterra, città di Kakamega, i waganga tengono generalmente un animale selvatico in casa, un serpente gigante o perfino un leopardo, che conferisce loro poteri speciali. A seconda del tipo di magia che debbono praticare, sistemeranno un capello, degli slip, un po’ di terra sotto il vaso che contiene il serpente. Ad esempio, se vogliono rovinare il raccolto del campo, dovranno mettere un pugno di terra sotto al vaso; se vogliono impedire la fertilità di una donna, adagiare la biancheria di questa donna sotto al vaso e la donna non potrà rimanere incinta in nessun modo.

Joswha, un insegnante di una scuola elementare locale, racconta un episodio significativo. Nel 1998, durante la partita di calcio Kenya v. Uganda, il portiere ugandese era stato stregato da un waganga e non riusciva a parare il pallone, si muoveva in maniera strana e goffa, perfino evidente ai telespettatori. Una volta intervistato, dopo la partita, confessò che al posto di vedere il pallone vedeva la testa di un toro avvicinarsi verso la porta. [….]

Clarissa Maracci

http://www.fattodiritto.it/i-waganga-i-dottori-della-magia-nera/

Roma-Napoli “truccata”. Lotito: “Maghi ingaggiati per cambiare le sorti delle partite”. C’entra anche Maradona

Magica Roma, nel vero senso della parola. Il primato in campionato, il record di nove vittorie consecutive in altrettante giornate di campionato, il bel gioco espresso dalla squadra di Rudi Garcia e i tifosi in delirio dopo anni di delusioni non sarebbero solo frutto di duro lavoro e tanto sudore. C’è qualcosa di prestigioso nell’aria capitolina sponda giallorossa, una sorta di influsso positivo che mette il turbo alle gambe dei calciatori. Chiaroveggenza o, appunto, magia. A rivelarlo è il presidente della Lazio Claudio Lotito, che a quanto apprende Retenews24 avrebbe confidato ai suoi giocatori il segreto di tanto successo, racchiuso tutto – o quasi – nei maghi alle “dipendenze” di Garcia. Già, maghi di professione, veggenti o maestri specializzati nelle premonizioni. Lotito lo ripeterebbe tutti i giorni a Formello e l’avrebbe ribadito ai ‘suoi’ negli spogliatoi al termine dell’incontro con il Cagliari. “James Pallotta ha ingaggiato cinque maghi che lavorano costantemente tra Trigoria e lo stadio Olimpico per far vincere la Roma”. Una notizia choc che il patron biancoceleste avrebbe riferito in una conversazione telefonica anche al presidentissimo del Napoli Aurelio De Laurentiis. Secondo quanto apprende Retenews24 da fonti interne Lotito avrebbe svelato il segreto della vittoria casalinga proprio contro la squadra di Benitez: “Aurè lo sai perché avete perso? I maghi di Pallotta hanno suggerito di far alzare Maradona dagli spalti a fine primo tempo per eliminare gli influssi negativi…”. E, sarà un caso o forse no, sta di fatto che proprio quando il Pibe de Oro si è avviato verso l’uscita, Pjanic ha insaccato la palla in rete su calcio di punizione. Incredibile ma a quanto pare vero: insieme ai vari Gervinho, Strootman e Benatia nella lista della spesa della Lupa nell’ultima sessione di calciomercato ci sarebbero stati anche i maestri del futuro. Capaci di eliminare il malocchio dalla squadra afflitta dalle gestioni Luis Enrique e Zeman. Unitevi voi discepoli di Harry Potter: nel mondo del calcio c’è posto anche per voi. Oltre alla sfera di cuoio, Totti & company hanno anche quella di cristallo.

Fine settembre 2013

Piero Bonito Oliva

http://www.retenews24.it/rtn24/sport/roma-napoli-truccata-lotito-maghi-ingaggiati-per-cambiare-le-sorti-delle-partite-centra-anche-maradona/

Fonte: http://giacintobutindaro.org/2013/11/02/abominazione-le-assemblee-di-dio-usa-si-sono-messe-con-i-mormoni/

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