Predizioni cadute a terra

harold-camping-21-maggioRoma, 23 Maggio 2011

Fratelli nel Signore, abbiamo tutti potuto constatare come la predizione fatta dall’ottantanovenne Harold Camping (nella foto) sulla venuta di Cristo sia caduta a terra. Costui infatti aveva detto che il 21 Maggio 2011 i morti in Cristo sarebbero risorti e i credenti viventi sarebbero stati rapiti sulle nuvole a incontrare il Signore nell’aria, mentre coloro che sarebbero rimasti sulla terra avrebbero passato cinque mesi di orribile tormento fino al 21 Ottobre 2011 quando Dio avrebbe distrutto completamente questa creazione e tutte le persone che non hanno sperimentato la salvezza in Cristo.

Peraltro Harold Camping non è la prima volta che ha predetto il ritorno di Cristo, infatti nel 1992 pubblicò un libro dal titolo 1994?, in cui proclamò che il 6 settembre del 1994 Cristo sarebbe tornato. Quando poi Gesù non tornò, provvide un altra data per il suo ritorno, il 31 Marzo 1995.

Ma non è il primo che abbia fatto delle predizioni sul ritorno di Cristo o sulla fine del mondo, che puntualmente sono cadute a terra, infatti prima di lui ce ne sono stati una lunga schiera. Eccone alcuni.

Ilario di Poitiers (315 – 367)

Ilario di Poitiers, vescovo di Pictavium (l’attuale Poitiers), annunciò che la fine del mondo sarebbe avvenuta nel 365.

Martino di Tours (ca. 316-397)

Martino, vescovo di Tours, era convinto che la fine sarebbe venuta prima del 400.

Ippolito di Roma (cir. 170-235)

Ippolito (cir. 170-235), teologo e scrittore cristiano, predisse che Cristo sarebbe tornato nell’anno 500, quando sarebbe iniziato il regno di Cristo sulla terra durante il quale i santi avrebbero regnato con Lui.

Melchiorre Hoffman (c. 1495–1543)

L’anabattista Melchiorre Hoffman predisse che il ritorno di Cristo sarebbe avvenuto 1500 anni dopo la data della sua crocifissione, e quindi nel 1533. Sarebbe quindi iniziata una nuova era, e la Nuova Gerusalemme si sarebbe instaurata nella città di Strasburgo

Michael Stiefel (1486-1567)

Michael Stiefel, un predicatore Luterano, predisse che Gesù Cristo sarebbe tornato il 19 Ottobre 1533. Lutero lo rigettò.

Benjamin Keach (1640-1704)

Benjamin Keach, un Battista del XVII secolo, predisse la fine del mondo per il 1689

Cotton Mather (1663-1728)

Il predicatore puritano Cotton Mather predicò che la fine del mondo sarebbe avvenuta nel 1697. Quando poi l’evento atteso non si verificò, rifece i calcoli e stabilì la data del 1716.

Charles Wesley (1707 – 1788)

Charles Wesley, uno dei fondatori del Metodismo, predisse la fine del mondo per il 1794

John Wesley (1703-1791)

John Wesley, che assieme a suo fratello Charles fondò il Metodismo, predisse che la fine del mondo sarebbe giunta nel 1836.

William Miller (1782-1849)

Miller nacque nel 1782 in Pittsfield, nello Stato del Massachusetts. Si convertì nel 1816 e dopo due anni di intenso studio delle Scritture arrivò alla conclusione che la fine del mondo sarebbe arrivata nel 1843. Ecco quello che lui stesso scrisse a tale riguardo: ‘Io fui portato, nel 1818, alla fine del mio studio delle Scritture di due anni, alla solenne conclusione che nello spazio di circa venticinque anni da quel tempo [ 1818] tutti gli affari del nostro presente stato sarebbero stati conclusi (would be wound up)’ (Francis D. Nichol, The Midnight Cry [Il Grido di Mezzanotte], Washington, D. C. 1944, pag. 35; citato da Walter R. Martin, The Kingdom of the cults [Il Regno dei culti], Minneapolis, Minnesota 1977, 24esima ediz. (riveduta), pag. 361). Più tardi Miller specificò il tempo del ritorno di Cristo in questi termini: ‘Io credo che il tempo può essere conosciuto da tutti coloro che desiderano capire ed essere pronti per la Sua venuta. E io sono pienamente convinto che in un tempo fra il 21 Marzo 1843 e il 21 Marzo 1844, in base al modo dei Giudei di computare il tempo, Cristo verrà e porterà tutti i suoi santi con Lui; e che poi egli ricompenserà ogni uomo a secondo di quel che sarà l’opera sua’ (Signs of the Times [Segni dei Tempi], 25 Gennaio 1843; citato da Walter Martin, op. cit., pag. 361).

Miller si diede a predicare questo messaggio del secondo avvento di Cristo in quel preciso periodo di tempo e migliaia di persone gli credettero. Ma la mancata apparizione di Cristo in quell’anno fissato da Miller, provocò una grande delusione. Miller riconobbe il suo errore ma persistette nel dire che il giorno del Signore era imminente; ecco come si espresse: ‘Confesso il mio errore, e riconosco la mia delusione; comunque io credo ancora che il giorno del Signore è vicino, cioè alle porte; e vi esorto, fratelli miei, ad essere vigilanti e a non permettere che quel giorno venga su voi ignari’ (Sylvester Bliss, Memoirs of William Miller [Memorie di William Miller], pag. 256; citato da Anthony A. Hoekema, The Four Major Cults [I Quattro Maggiori Culti], Exeter, Devon England, 1975, pag. 91). Dopo la mancata apparizione di Cristo in quell’anno, Samuel S. Snow, uno dei collaboratori di Miller, spostò la data del ritorno di Cristo all’autunno del 1844, e precisamente al 22 Ottobre di quell’anno; e molti dei seguaci di Miller accettarono questa nuova data, e alla fine l’accettò pure Miller. Come si approssimava quel giorno, molti vendettero le loro proprietà, degli agricoltori lasciarono le loro raccolte non mietute e alcuni che possedevano dei negozi li chiusero in onore del Re dei re, e tutti si prepararono in vista di quell’evento. Gruppi di Milleriti si radunarono nelle loro case e nei loro luoghi di riunione per aspettare il ritorno del Signore in quel giorno (in tutto viene detto che i seguaci di Miller si aggiravano sui 50.000). Ma in quel giorno il Signore non tornò: e fu così grande la delusione che molti abbandonarono la fede nell’avvento di Cristo. Per quanto riguarda William Miller occorre dire che egli si oppose alle varie e nuove teorie sorte dopo il 22 Ottobre 1844 per spiegare la delusione.

Ellen G. White (1827 – 1915)

Ellen G. White, la ‘profetessa’ (che ha insegnato tante false dottrine) degli Avventisti del Settimo giorno, verso la fine del Giugno 1850 predisse che rimanevano solo pochi mesi prima del ritorno di Cristo (Early Writings, pag. 64-67)

Claas Epp, Jr. (1838 – 1913)

Claas Epp, Jr. era un predicatore russo Mennonita, che predisse che Cristo sarebbe tornato l’8 Marzo 1889.

Charles Taze Russell (1852 – 1916)

Russell nacque il 16 febbraio 1852 a Allegheny (ora parte di Pittsburgh), in Pennsylvania, da genitori che frequentavano una Chiesa presbiteriana. All’età di circa diciassette anni, in una sala di Allegheny, il giovane Russell assistette ad una predicazione di Jonas Wendell il quale annunziava il 1874 come data del ritorno visibile e glorioso di Cristo. Questo Jonas Wendell faceva parte della chiesa cristiana avventista (una chiesa che esiste ancora, ma che non va confusa con la chiesa avventista del settimo giorno) che era formata da quelli che dopo la ‘grande delusione’ del 1844 (delusione prodottasi a motivo del mancato adempimento del ritorno di Cristo predetto da William Miller per quell’anno) continuavano ancora a stabilire nuove date sul ritorno di Cristo. In seguito a questo incontro con Wendell, Russell si mise a studiare la Bibbia con altri suoi coetanei. Anche lui, quantunque non aderì alla chiesa cristiana avventista, si mise ad aspettare il ritorno di Cristo (lui però, sosteneva che il ritorno di Cristo sarebbe stato invisibile, e non prestò attenzione alle argomentazioni relative al tempo perché le giudicò ‘immeritevoli di attenzione’). Venne anche quell’anno, ed ancora una volta Cristo non tornò visibilmente secondo i calcoli fatti dai cristiani-avventisti. Ancora una volta però dinanzi alla grande delusione i delusi decisero di optare per l’idea della ‘cosa sbagliata nel tempo giusto’; in sostanza che la data del 1874 era quella giusta, ma l’evento atteso per quell’anno era stato quello sbagliato. Così dissero che nel 1874 era iniziata la presenza invisibile di Cristo, e che nello spazio di quaranta anni, cioè nel 1914 sarebbe venuta la fine del mondo e sarebbe iniziato il millennio. Tra costoro che dopo questa ennesima delusione adottarono questa tesi c’era anche il cristiano-avventista Nelson H. Barbour, con cui Russell si mise a collaborare dal 1876 divenendo poi ‘condirettore’ con lui della rivista Herald of the Morning (L’Araldo del Mattino) nel 1878. Il motivo di questa sua collaborazione con Barbour fu che egli rimase convinto dalla tesi di Barbour sul tempo dell’inizio della presenza invisibile di Cristo. Da quel momento in poi Russell durante tutta la sua vita si diede molto da fare per annunziare il 1874 come data del ritorno invisibile di Cristo. Sulla Watch Tower (Torre di Guardia) del 15 luglio 1906 venne raccontato come Russell volle mettersi in contatto con Barbour perché aveva letto una copia dell’Herald of the Morning in cui il Direttore (Barbour appunto) diceva che il Signore era già presente nel mondo dal 1874. Ecco le parole di Russell: ‘…rimasi perplesso dinanzi ad una dichiarazione molto cauta in base alla quale il Direttore credeva che le profezie indicassero che il Signore fosse già presente nel mondo (non visto e invisibile), e che l’opera di raccolta e di scelta del grano era già imminente, e mi sorprese che questa opinione fosse sostenuta dalle profezie relative al tempo le quali, appena pochi mesi prima, egli aveva considerato fallite. Ecco un nuovo aspetto sul quale riflettere; era possibile che le profezie relative al tempo, che avevo così a lungo disprezzato a motivo dell’erroneo uso che ne avevano fatto gli Avventisti, intendessero realmente indicare il tempo in cui il Signore sarebbe stato invisibilmente presente per stabilire il proprio regno, cosa che, come comprendevo chiaramente, non si sarebbe potuta conoscere altrimenti? La cosa mi sembrava, in verità, ragionevole, molto ragionevole. (…) Poteva essere che queste argomentazioni relative al tempo, che avevo trascurate come immeritevoli di attenzione, contenessero realmente un’importante verità che essi avevano applicato in maniera erronea? (…) Tuttavia, non erano disponibili libri o altre pubblicazioni che esponessero le profezie relative al tempo come allora erano intese, perciò mi accollai le spese necessarie a che il sig. Barbour venisse a trovarmi a Philadelphia (dove avevo degli impegni di affari nell’estate del 1876), per dimostrarmi ampiamente e facendo uso della Scrittura, se ne fosse stato capace, che le profezie indicavano il 1874 come data per l’inizio della presenza del Signore e per la ‘raccolta’. Egli venne e l’evidenza mi soddisfece. Essendo una persona dalle salde convinzioni e completamente consacrato al Signore, subito compresi che la particolare epoca in cui vivevamo, richiedeva un importante impegno nel nostro incarico e nella attività in qualità di discepoli di Cristo …’. Arrivò anche il 1914 senza che nulla di quello che era stato preannunziato da Russell fosse successo. Ma egli non si arrese, e lanciò una nuova data; il 1918. Ma nel 1916 morì.

Joseph Franklin Rutherford (1869 – 1942)

Morto Russell, nel gennaio del 1917 fu eletto presidente della società Torre di Guardia, J. F. Rutherford che era stato il suo avvocato durante i suoi numerosi processi. Rutherford era nato nel 1869 da genitori battisti, e veniva soprannominato il ‘giudice’ perché durante la sua professione di avvocato in talune occasioni era stato chiamato a sostituire temporaneamente il giudice regolare nel Quattordicesimo Distretto Giudiziario del Missouri. Arrivò anche il 1918, ed ancora tutte le aspettative furono deluse; Rutherford allora spostò la data al 1925 annunciando la fine del mondo per quell’anno. Rutherford disse che il Millennio sarebbe iniziato nel 1925 e che in quell’anno sarebbero risuscitati i patriarchi dell’Antico Testamento. Ecco come si espresse nel suo libro Milioni ora viventi non morranno mai: ‘Perciò possiamo aspettare con fiducia che il 1925 segnerà il ritorno di Abraamo, Isacco, Giacobbe e dei fedeli profeti dell’antichità, particolarmente quelli nominati dall’Apostolo in Ebrei cap. 11, alla condizione di umana perfezione (…) possiamo attendere il 1925 per testimoniare il ritorno di questi fedeli uomini d’Israele dalla condizione di morte alla condizione di (…) visibili, legali rappresentanti del nuovo ordine di cose sulla terra. (…) Quindi, basandosi sull’argomento prima esposto che il vecchio ordine di cose, il vecchio mondo, sta finendo ed è prossimo, perciò, a passare, e che il nuovo ordine sta sopravvenendo, e che il 1925 designerà la risurrezione dei fedeli notabili dell’antichità ed il principio della restaurazione, è ragionevole concludere che milioni di persone ora sulla terra si troveranno ancora sulla terra nel 1925. Quindi, fondati sulle promesse espresse nella Parola di Dio, dobbiamo giungere alla positiva ed indiscutibile conclusione che milioni ora viventi non morranno mai’ (J. F. Rutherford, Milioni ora Viventi non Morranno Mai, 1920, edizione inglese, pag. 88 e segg. – Si tenga presente che il testo inglese di questo libro di Rutherford dopo il 1925 fu modificato infatti sui libri in circolazione si cancellò la data 1925 e si stampò, con caratteri tipografici diversi dagli altri, la parola inglese ‘soon’ – di quattro caratteri come ‘1925’ – che significa ‘presto, tra poco’. Queste modifiche avevano lo scopo di far dimenticare ai Testimoni di Geova quello che Rutherford aveva detto dover avvenire nel 1925.) William Schnell, autore del noto libro Trent’anni schiavo della Torre di Guardia, che lavorava per la società della Torre di Guardia al tempo in cui fu stabilita questa nuova data dice a tale proposito: ‘Negli anni successivi (…) la Società della Torre di Guardia spostò la data al 1925. Presentarono questa nuova data a noi e tutta la gente come l’anno in cui sarebbe venuto il Regno sulla terra, e in mezzo agli Studenti della Bibbia, sarebbero riapparsi i celebri personaggi o i principi dell’Antico Testamento. Questa aspettativa veniva sventolata da ogni pubblicazione dell’organizzazione e lasciava un’impronta profonda nelle nostre menti’ (William Schnell, Trent’anni schiavo della Torre di Guardia, Napoli 1983, pag. 36); ma anche questa nuova predizione non si adempì. La delusione del 1925 portò il giudice Rutherford a rivedere il sistema delle date ed a fissare al 1914 la data della invisibile venuta di Cristo sulla terra.

Nathan Homer Knorr (1905 – 1977)

Nel 1942 Rutherford morì, ed il suo posto fu preso da Nathan Homer Knorr; anche lui stabilì una data profetica; quella del 1975 in cui dovevano scadere seimila anni dalla creazione di Adamo.

Nel 1966 Fred Franz (l’allora vice presidente della Torre di Guardia) pubblicò il libro intitolato Vita eterna nella libertà dei figli di Dio in cui veniva detto: ‘Dal tempo di Ussher è stato fatto un intenso studio della cronologia biblica. In questo ventesimo secolo è stato fatto uno studio indipendente che non segue ciecamente qualche tradizionale calcolo cronologico della cristianità, e lo stampato calcolo del tempo che risulta da questo studio indipendente indica la data della creazione dell’uomo come il 4026 a.E.V. Secondo questa fidata cronologia biblica seimila anni dalla creazione dell’uomo termineranno nel 1975, e il settimo periodo di mille anni della storia umana comincerà nell’autunno del 1975 E.V.’ (pag. 28-29). Era così sentita questa fatidica data, negli anni anteriori al 1975, che un certo numero di Testimoni di Geova si prepararono al grande evento in queste maniere. Alcuni liquidarono i propri affari, lasciarono il lavoro, vendettero case e fattorie e si trasferirono in altre zone per ‘servire dove il bisogno era maggiore’ con mogli e figli, ritenendo di avere fondi a sufficienza per arrivare fino al 1975. Altri, tra cui anche delle persone anziane, incassarono le polizze di assicurazione, e altri i titoli di valore; e qualcuno rinviò operazioni chirurgiche pensando che con l’inizio del millennio non ce ne sarebbe stato più bisogno. Nell’aprile del 1975 (quando l’attesa della fine del mondo era immensa) sulla rivista Svegliatevi! venivano elogiate e difese quelle coppie che avevano deciso di non avere figli per poter meglio proclamare il messaggio della Torre di Guardia: ‘Oggi c’è una grande folla di persone che confidano che ora è imminente una distruzione di proporzioni ancora più grandi. Le evidenze indicano che fra breve la profezia di Gesù avrà un adempimento maggiore, su questo intero sistema di cose. Questo è stato uno dei maggiori fattori che ha indotto molte coppie a decidere di non avere figli in questo tempo. Hanno preferito rimanere senza figli così che sarebbero stati meno ostacolati nell’osservanza delle istruzioni di Gesù Cristo di predicare la buona notizia del regno di Dio in tutta la terra prima che venga la fine di questo sistema (…) ci sono molte buone ragioni perché le coppie decidano ora di non avere figli. Anche nella profezia di Gesù riguardo al tempo della fine, si trovano buone ragioni per rimanere senza figli. Perciò, sarebbe interamente scorretto da parte di chiunque criticare quelli che decidono che questo non è il tempo per avere figli’ (Svegliatevi!, 8 aprile 1975, pag. 11-12).

Joseph Smith (1805 – 1844)

Joseph Smith è il fondatore della setta dei Mormoni. Questo falso profeta oltre ad insegnare tante eresie, fece una predizione falsa anche sul ritorno di Cristo, infatti nel 1835 predisse che nello spazio di 56 anni sarebbe ritornato Gesù Cristo, ma quando arrivò il 1891 Gesù non ritornò (History of the Church, Vol. 2, pag. 180-182).

Herbert W. Armstrong (1892-1986)

Herbert Armstrong, fondatore della Worldwide Church of God (Chiesa di Dio Universale), predicatore di numerose eresie, predisse l’inizio della Grande Tribolazione per il 1972, e il ritorno di Cristo per il 1975.

William Marrion Branham (1909 – 1965)

William Branham era un predicatore americano molto famoso ai suoi giorni che si proclamò il Messaggero degli Ultimi giorni, e che insegnò parecchie eresie. Nel suo libro Esposto sulle sette epoche della Chiesa, Branham, prendendo lo spunto dalle sette Chiese dell’Apocalisse, divide la storia della chiesa in sette epoche. Ciascuna delle Chiese dell’Apocalisse rappresenta un epoca e ciascun angelo di ogni chiesa il messaggero suscitato da Dio in quell’epoca. La Chiesa di Efeso è l’epoca che va dal 53 al 170, e il messaggero di questa epoca fu Paolo da Tarso; la Chiesa di Smirne è l’epoca che va dal 170 al 312, e il suo messaggero è Ireneo, vescovo di Lione; la Chiesa di Pergamo è l’epoca che va dal 312 al 606, e il suo messaggero è Martino di Tours; la Chiesa di Tiatiri è l’epoca che va dal 606 al 1520, e il suo messaggero fu l’irlandese Columba; la Chiesa di Sardi è l’epoca che va dal 1520 al 1750 e il suo messaggero è Martin Lutero, il riformatore tedesco; la Chiesa di Filadelfia è l’epoca che va dal 1750 al 1906, e il suo messaggero fu il predicatore inglese John Wesley. Per ciò che riguarda la chiesa di Laodicea, che rappresenta l’ultima epoca, Branham scrisse quanto segue: ‘L’epoca della chiesa di Laodicea ebbe inizio alla svolta del XX secolo, cioè press’a poco nel 1906. Quanto durerà? Quale servitore di Dio che ha avuto una moltitudine di visioni dal Signore e delle quali NESSUNA ha mai fallito, permettetemi di dire in anticipo (non ho detto profetizzare, bensì dire anticipatamente), che questa epoca terminerà intorno al 1977’ (Esposto…., pag. 432). Cosa volle dire Branham con questo? Che Cristo sarebbe tornato per quell’anno infatti più avanti dice: ‘Sebbene molti penseranno che non si dovrebbe osare pronunciare simile affermazione così piena di responsabilità, poiché Gesù ha detto che: ‘Nessuno sa né il giorno né l’ora’ mantengo la validità di tale predizione anche se sono passati già 30 anni dal giorno in cui ebbi tali visioni. Infatti Gesù NON ha detto che nessuno poteva conoscere l’anno, il mese o la settimana in cui avrebbe luogo il suo ritorno. Così ripeto, credo sinceramente e mantengo quale uomo che conosce la Parola di Dio con divina ispirazione, che entro il 1977 tutti i sistemi di questo mondo avranno fine e comincerà il passaggio per il Regno Milleniale’ (ibid., pag. 434).

Hal Lindsey (1929 -)

Hal Lindsey, noto predicatore americano, autore del famoso libro Addio terra, ultimo pianeta, che negli anni 80 era invitato spesso a parlare alla TBN, fece intendere che Cristo sarebbe tornato entro la fine del 1988, cioè entro la generazione dopo (ossia 40 anni dopo) la fondazione dello stato di Israele, che avvenne nel 1948.

Edgar C. Whisenant (1932 – 2001)

Nel 1988 Edgar Whisenant, un ex ingegnere della NASA ed anche uno studente della Bibbia, pubblicò un libro dal titolo ’88 Reasons Why the Rapture Will Be in 1988′ (88 Ragioni per cui il Rapimento avverrà nel 1988′), che vendette milioni di copie. La data precisa del Rapimento era tra l’11 e il 13 Settembre del 1988. La TBN seguì molto da vicino la cosa, tanto che approssimandosi il grande giorno fece delle trasmissioni in cui venivano date speciali istruzioni su come prepararsi al Rapimento.

Jang Rim Lee

Il movimento coreano Hyoo-go (‘Rapimento’) or Jong Mal Ron (‘teoria della fine dei tempi’), predisse che il rapimento sarebbe avvenuto nel 1992. Il movimento nacque nel 1987 con la pubblicazione del libro Getting Close to the End di Jang Rim Lee – che era un ministro di culto protestante – in cui l’autore sosteneva che il rapimento sarebbe avvenuto il 28 Ottobre 1992. Molti dei suoi seguaci lasciarono il lavoro, vendettero le loro case, e dettero i loro beni a Lee. Quando la predizione non si avverò, Jang Lee fu messo in carcere per due anni con l’accusa di frode in quanto aveva frodato alcuni milioni di dollari in donazione ai suoi seguaci e ne aveva investiti una parte in obbligazioni che sarebbero maturate solo 6 mesi dopo la supposta data del ritorno di Gesù da lui stabilita!

David Berg (1919 – 1994)

David Brandt Berg, falso profeta propagatore di eresie, che ha fondato la setta ‘Bambini di Dio’ (ora ‘Family International’), predisse il ritorno di Cristo per il 1993.

Lester Sumrall (1913 – 1996)

Lester Sumrall, noto predicatore evangelico pentecostale, nel 1987 scrisse il libro ‘I Predict 2000 A.D’ (Io predico il 2000 d.C.), in cui predisse che Gesù sarebbe tornato nel 2000.

Carlo Fumagalli (1934 -)

Carlo Fumagalli, ex prete della Chiesa Cattolica Romana, convertitosi a Cristo ed ora predicatore del Vangelo, nel 1999 ha pubblicato il libro Il Giubileo secondo il cuore di Dio nel quale sosteneva che l’anno 2000 non solo introduce ufficialmente il terzo millennio dalla nascita di Cristo, ma esso introduce pure il settimo millennio dalla creazione del mondo. Dato quindi che questo periodo di tempo è contrassegnato dal numero SETTE e tutte le date contrassegnate dal numero sette racchiudono nel piano di Dio un particolare significato in quanto il sette è il numero dell’opera perfetta di Dio – il sabato è il settimo giorno della settimana, l’anno sabbatico cadeva ogni sette anni, e il giubileo cadeva dopo sette settimane di anni (49 anni), – in questo prossimo millennio si compirà il piano divino della redenzione. In esso infatti avverranno queste cose: la discesa di Gesù dal cielo con la resurrezione dei morti in Cristo e il mutamento dei santi viventi i quali saranno tutti portati in cielo a celebrare le nozze dell’Agnello. Poi dopo qualche tempo, Cristo tornerà sulla terra con grande potenza e gloria, e stabilirà il suo trono in Gerusalemme e da qui regnerà sulla terra per mille anni con i suoi eletti. Questo millennio sarà dunque caratterizzato dalla pace e dalla giustizia e da grande prosperità. Satana sarà legato per mille anni, e i santi regneranno con Cristo. Nell’ottavo millennio poi il Signore farà tutte le cose nuove (cfr. Carlo Fumagalli, Il Giubileo secondo il cuore di Dio, Pantigliate – Milano, 1999, pag. 63-64,152-153).

Conclusione

Queste predizioni si sono rivelate false, ma ce ne sono delle altre che sono false ugualmente ma la cui data ancora non è giunta. Una di queste è quella di Gilberto Perri (1948-2010), fondatore della ‘Chiesa Cristiana’ di Gallico, che ha predetto che Cristo tornerà tra il 2013 ed il 2018, infatti ha affermato: ‘Io dico che i tempi del ritorno e i tempi della conclusione scattano dall’anno ’73 (1973). Una generazione conta intorno 40-45 anni. Se sommate 73 e 40 andiamo a 113, e 5 possibili in più sono 118. Ovvero entro il 2013 o entro il 2018 il Signore ritorna. Comunque noi siamo nella generazione dove in ogni istante è possibile il ritorno del Signore’. Noi ovviamente sappiamo che neppure questa predizione si avvererà e quindi possiamo già includerla tra le false predizioni.

Qual’è la lezione che traiamo da tutte queste predizioni che non si sono verificate?

Che Gesù aveva ragione quando disse: “Ma quant’è a quel giorno ed a quell’ora nessuno li sa, neppure gli angeli dei cieli, neppure il Figliuolo, ma il Padre solo” (Matteo 24:36), perchè tutti quelli che hanno preteso di sapere quando Gesù tornerà sono rimasti confusi; ed anche quando disse: “E questo evangelo del Regno sarà predicato per tutto il mondo, onde ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine” (Matteo 24:14), perchè la fine di ogni cosa non può venire prima che il Vangelo sia predicato a tutte le genti.

E non solo Gesù, ma anche Paolo aveva ragione quando disse ai santi di Tessalonica in mezzo ai quali si erano insinuati alcuni che dicevano che il giorno del Signore fosse imminente: “Or, fratelli, circa la venuta del Signor nostro Gesù Cristo e il nostro adunamento con lui, vi preghiamo di non lasciarvi così presto travolgere la mente, né turbare sia da ispirazioni, sia da discorsi, sia da qualche epistola data come nostra, quasi che il giorno del Signore fosse imminente. Nessuno vi tragga in errore in alcuna maniera; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e non sia stato manifestato l’uomo del peccato, il figliuolo della perdizione, l’avversario, colui che s’innalza sopra tutto quello che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e dicendo ch’egli è Dio” (2 Tessalonicesi 2:1-4).

Dunque, che tutte queste predizioni mancate servano di monito a tutta la fratellanza affinché nessuno si metta a stabilire tempi o momenti per il ritorno di Cristo o la fine del mondo.

Vegliamo, fratelli, non sapendo quando Gesù ritornerà, come ci ha comandato di fare Gesù: “Vegliate, dunque, perché non sapete in qual giorno il vostro Signore sia per venire” (Matteo 24:42); ma sapendo che la sua venuta è vicina (Giacomo 5:8), come anche la fine di ogni cosa (1 Pietro 4:7).

Ma non mettiamoci a fare calcoli o congetture, che ci porterebbero sicuramente a stabilire tempi o momenti e a rimanere inesorabilmente confusi. Ricordiamoci che Gesù ci ha lasciato detto: “Non sta a voi di sapere i tempi o i momenti che il Padre ha riserbato alla sua propria autorità” (Atti 1:7), e Paolo: “Or quanto ai tempi ed ai momenti, fratelli, non avete bisogno che vi se ne scriva; perché voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà come viene un ladro nella notte. Quando diranno: Pace e sicurezza, allora di subito una improvvisa ruina verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno affatto. Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, sì che quel giorno abbia a cogliervi a guisa di ladro; poiché voi tutti siete figliuoli di luce e figliuoli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre; non dormiamo dunque come gli altri, ma vegliamo e siamo sobrî. Poiché quelli che dormono, dormono di notte; e quelli che s’inebriano, s’inebriano di notte; ma noi, che siamo del giorno, siamo sobrî, avendo rivestito la corazza della fede e dell’amore, e preso per elmo la speranza della salvezza” (1 Tessalonicesi 5:1-8).

E ovviamente, per concludere, vi dico anche di non seguire assolutamente quelli che stabiliscono date o tempi per il ritorno di Cristo o la fine del mondo: guardatevi da essi, non date loro ascolto, nessuno di essi vi seduca con i suoi vani ragionamenti.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2011/05/23/predizioni-cadute-a-terra/

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