La Massoneria nelle Chiese Protestanti

massoneria-protestantiINTRODUZIONE

Ancora oggi – come nel passato – ci sono protestanti che – sedotti dal serpente antico – entrano nella massoneria per far penetrare nella società (e quindi anche nella Chiesa) gli ideali di uguaglianza, di tolleranza e di libertà, così cari alla Massoneria, e quindi sanno di trovare un potente alleato nella Confraternita Massonica per portare avanti questo loro progetto di costruzione di una società migliore, come lo chiamano loro. E tra questi protestanti ci sono anche pastori di Chiese – che sono quelli che sostengono il cosiddetto vangelo sociale – che attraverso l’adesione alla massoneria si aprono verso la società, il che significa che si mettono a fare lotte sociali e politiche con l’obbiettivo di far trionfare – come dicono loro – nel mondo i principi di libertà, di uguaglianza e di tolleranza. Ci sono poi quelli che entrano nella massoneria perchè tra i massoni possono affrontare tematiche ed argomenti che nelle Chiese difficilmente si affrontano, come la reincarnazione, o lo spiritismo o l’occultismo, e questo perchè essi si interessano a queste cose essendone attratti. E poi anche quelli che ci entrano per ragioni opportunistiche, perchè sanno che quando si diventa massoni – soprattutto in certe obbedienze e gradi – aumenta il cerchio delle amicizie, e ci si fa amici uomini potenti appartenenti all’ambiente non solo politico, ma anche economico, finanziario, religioso, e culturale, che possono poi essere di grande aiuto; per cui la massoneria esercita un notevole fascino su quegli Evangelici che confidano nell’uomo anziché in Dio, e che non sono pochi, e che vogliono arricchire o diventare ‘qualcuno’ nella società o vogliono riconoscimenti e aiuti per la loro chiesa o denominazione. Peraltro la massoneria è presente anche nella magistratura, per cui si possono avere anche giudici o magistrati massoni amici che sicuramente non faranno mancare il loro appoggio al loro fratello massone in caso avesse bisogno di loro perchè indagato o imputato.

Peraltro, se entrano nella massoneria degli esponenti mafiosi proprio per questi motivi, come ha detto chiaramente l’ex presidente della Commissione Antimafia Luciano Violante: ‘L’ingresso nelle logge di esponenti mafiosi corrisponde a una scelta strategica; non è un fatto accidentale. Le affiliazioni massoniche offrono infatti all’organizzazione mafiosa uno strumento formidabile per estendere il proprio potere, per ottenere favori e privilegi in ogni campo: sia per la conclusione di grandi affari, sia per «l’aggiustamento» dei processi, come hanno rivelato numerosi collaboratori di giustizia’ (Luciano Violante, Non è la piovra, Einaudi, 1994, pp. 168 s.), e anche nelle Chiese esistono membri – inclusi pastori – che operano iniquamente e bramano arricchire e estendere il proprio potere e ottenere favori e privilegi, non ci si deve meravigliare se ci entrano anche i ‘mafiosi evangelici’. Scrisse una volta il giornalista Mino Pecorelli a proposito della Massoneria che ‘è anche una bottega per coloro che la sanno sfruttare. [….] Medici e professionisti in cerca di baiocchi, burocrati in cerca di protezioni, industriali squattrinati e ufficiali in via di pensionamento, intriganti imbroglioni, falsi moralisti, tutta una ramazzaglia di arrivisti e mitomani. Libertà, fratellanza e uguaglianza sono i tre termini della più geniale truffa che sia mai stata organizzata per sfruttare la democrazia. Riti, cerimoniali, simboli, formulari, statuti, logge segrete e coperte; una cortina fumogena per coprire piccoli e grandi imbrogli; trampolini per avvicinare politici e banchieri, generali, direttori di banca, magistrati e burocrati. Trampolini […] per migliorare la propria posizione e per sistemare i propri affari’ (in Mario Guarino & Fedora Raugei, Gli anni del disonore, pag. 194). Per cui sapendo come in mezzo alle Chiese ci sia una ricerca di questi trampolini, perchè regna la carnalità in tutte le sue forme, non meraviglia per nulla sapere che ci sono pastori o membri di Chiese che entrano nella Massoneria o sono fortemente collusi con essa.

A questo punto sorge spontanea questa domanda: ‘Ma perchè la Massoneria ‘fa proseliti’ nelle Chiese Protestanti e tramite di essi si studia di tenere buoni rapporti con esse?’ La risposta è perchè avere dei buoni rapporti con le Chiese Protestanti significa che le Chiese possono fornire aderenti alla Massoneria, per cui la Massoneria cerca di afferrare in primo luogo pastori o predicatori – se sono famosi e influenti è meglio – per diffondere nelle Chiese tramite di essi i suoi principi di libertà, tolleranza e fratellanza universale in vista della formazione di quell’unica religione mondiale che essa si prefigge di instaurare sulla terra. E badate che per la Massoneria non è indispensabile che un pastore si affili ad una loggia, perchè basta che egli promuova l’ideologia massonica nella Chiesa e questo gli è sufficiente: in altre parole gli basta anche che sia solo ‘un massone senza grembiule’. E poi, altra cosa molto importante, tenendo buoni rapporti con le Chiese o ‘aiutandole’, la Massoneria evita che queste riprovino e condannino ufficialmente e pubblicamente la massoneria e la doppia appartenenza, cosa questa che gli fa molto comodo per poter continuare a lavorare nell’ombra.

E a seguire viene da domandarsi anche: ‘Come ha fatto la Massoneria ad infiltrarsi nella Chiesa?’ Qui le risposte sono diverse. Una delle ragioni è certamente perchè essa asserisce che non è una religione o un sostituto di essa, ma semplicemente una fratellanza che cerca di migliorare il mondo. E poi essa asserisce che è compatibile con tutte le religioni e non ha nulla contro il Cristianesimo. Inoltre, perchè la Massoneria fa presente l’importanza di credere in Dio e dice che ogni membro è libero di interpretare Dio in qualsiasi maniera egli desidera. Ed infine, ciò è potuto accadere perchè molti Massoni sono arrivati ad affermare che l’istituzione della Massoneria esiste per assistere ed aiutare la Chiesa. E siccome che molti credenti non sanno cosa sia realmente la Massoneria, e non vengono messi in guardia da essa, allora è accaduto che si è potuta tranquillamente infiltrare in mezzo a tante Chiese Evangeliche.

ALL’ESTERO

Quando in Inghilterra nel 1717 nacque la massoneria ‘speculativa’, ci furono due pastori protestanti inglesi che ebbero un ruolo di primo piano nella sua formazione: il pastore anglicano John Theophilus Desaguliers (1683-1744 – nella foto a destra), e il pastore presbiteriano James Anderson (1680 o 1684-1739 – nella foto a sinistra) a cui si devono le Costituzioni dei Liberi Muratori adottate nel 1723. Come ha detto Luc Nefontaine, storico delle religioni e dottore in filosofia e lettere dell’Università Libera di Bruxelles, specialista sulle sette e sulla massoneria: ‘La massoneria si potrebbe dire che in qualche modo è la figlia naturale del protestantesimo. Il problema è che le Chiese Luterane e Calviniste non hanno mai riconosciuto questa figlia. E quindi è difficile (è per questo che usiamo il termine figlia naturale), è difficile fare della massoneria una istituzione protestante. Potremmo dire che massoneria e protestantesimo in fondo sono cugini’ (http://blog.oratoiredulouvre.fr/2010/02/le-protestantisme-et-la-franc-maconnerie/). Non ci si deve dunque meravigliare nel constatare che tra una buona parte del protestantesimo – non solo quello nei paesi anglosassoni ma anche quello in altre parti del mondo – e la massoneria ci sono sempre stati dei forti legami, o comunque dei buoni rapporti di vicinato. E’ fuori di dubbio infatti che la Massoneria, da quando è sorta, si è infiltrata massicciamente in mezzo al Protestantesimo. Nel 1972 sulla ‘Rivista Massonica’ apparve uno scritto del valdese Giordano Gamberini, esponente di spicco della Massoneria Italiana, in cui l’autore affermava che ‘…. i protestanti sono, negli Stati Uniti e in tutto il mondo anglosassone, la schiacciante maggioranza dei massoni e che numerosi ministri di culto sono fra i più attivi dignitari e membri di logge’ (in Marco Novarino, L’Italia delle minoranze. Massoneria, protestantesimo e repubblicanesimo nell’Italia contemporanea, Edizioni l’Età dell’Acquario, Torino 2003, pag. 204). Ricordiamo però anche che in seno alle Chiese Protestanti anglosassoni ci sono stati famosi predicatori che hanno riprovato la Massoneria prendendo apertamente una posizione contro di essa, come per esempio Charles G. Finney che peraltro era stato un massone (aveva raggiunto il terzo grado) prima di convertirsi e una volta lasciata la massoneria scrisse ‘Why I Left Freemasonry’ (Perchè ho lasciato la Frammassoneria) in cui espresse – inevitabilmente direi io, visto la natura diabolica di questa istituzione – duri giudizi contro la Massoneria. Dato che la massoneria speculativa è sorta in Inghilterra, cominciamo dunque proprio dall’Inghilterra, per spiegare la presenza massonica nelle Chiese Protestanti, per poi passare ad altre nazioni.

Inghilterra

La Chiesa di Scozia non vieta ai suoi membri di diventare massoni, ma nel 1989 l’Assemblea Generale dichiarò che c’erano delle ‘difficoltà teologiche molto reali’ nell’essere massoni da parte dei membri della Chiesa di Scozia.

La Conferenza Metodista d’Inghilterra del 1985 ha affermato che la Massoneria rivaleggia con le credenze Cristiane, chiedendo ai Metodisti Massoni di riconsiderare la loro appartenenza alla Massoneria e che gli incontri massonici siano vietati nelle strutture Metodiste. Essa tuttavia non ha vietato ai suoi membri di aderire alla Massoneria e alcuni incontri massonici hanno continuato ad avere luogo in strutture della Chiesa Metodista. A seguito di quel rapporto che attestava l’incompatibilità tra l’appartenenza alla Chiesa e alla Massoneria, i molti massoni Metodisti diedero vita all’Associazione dei Metodisti Massoni! Peraltro esistono due logge in Inghilterra – una a Londra e l’altra a Manchester – i cui membri fanno parte interamente delle denominazioni Metodiste (cfr. Dudley Wright, Ethics of Freemasonry, Kessinger Publishing Co. 1997, pag. 6).

Molti ufficiali dell’Esercito della Salvezza sono Massoni, la Chiesa Presbiteriana del Galles è ‘fortemente influenzata’ dalla Massoneria, e la Chiesa di Inghilterra è da oltre duecento anni una roccaforte della Massoneria (cfr. John Ankerberg, The Secret Teachings of the Masonic Lodge, pag. 46).

In merito alla Chiesa d’Inghilterra, Rowan Williams l’arcivescovo di Canterbury, dopo aver affermato nel 2002 che credeva che il Cristianesimo e la Massoneria erano incompatibili, è stato costretto nel 2003 a scusarsi con le centinaia di migliaia di massoni che ci sono in Inghilterra (http://www.cesnur.org/2003/coe.htm). Considerate voi quanto sia forte dunque la presenza della Massoneria nella Chiesa d’Inghilterra.

Spagna

Anche in Spagna tra molte Chiese Protestanti e la Massoneria ci sono state e ci sono tuttora buoni rapporti. In un interessante studio dal titolo ‘Il legame massonico dei dirigenti protestanti spagnoli, 1868-1939′, Jean-Pierre Bastian, del Centro di Sociologia delle Religioni e dell’Etica Sociale, presso la Facoltà di Teologia Protestante a Strasburgo, ha redatto una lista di dirigenti protestanti spagnoli affiliati alla Massoneria tra il 1868 e il 1939. Metto tutta la sua lista (dove sono specificati anche il nome della loggia massonica di appartenenza di ognuno e la sua posizione o funzione massonica, dove naturalmente è stato possibile per lui metterla), affinchè vi rendiate conto come anche in altre nazioni la Massoneria è ben addentro alle Chiese Protestanti. Ecco le Abbreviazioni che troverete nella lista: IEE = Iglesia Evangélica Española (Chiesa Evangelica Spagnola); IERE = Iglesia Española Reformada Episcopal (Chiesa Spagnola Riformata Episcopale); UEBE = Unión Evangélica Bautista Española (Unione Evangelica Battista Spagnola); P = pasteur (pastore); M = maître d’école (maestro di scuola); GONE = Gran Oriente Nacional Español (Grande Oriente Nazionale Spagnolo); GOE = Gran Oriente de España (Grande Oriente di Spagna); GOL = Gran Oriente Lusitano (Grande Oriente Lusitano); GLE = Gran Logia de España (Gran Loggia di Spagna); SCF = Supremo Consejo de Francia (Supremo Consiglio di Francia).

1. ALBRICIAS, Francisco, (?-1934), P, IEE, Alona No. 44 (GOE), Alicante, 1890, oratore; Esperanza (loggia indipendente), Alicante, Maestro Venerabile, 1896.

2. ALBRICIAS GOËTJ, Franklin, P, IEE, Constante Alona No. 3 (GOE), Alicante, 1930.

3. ALHAMA TEBA, Antonio, (1839-?), cappellano, IEE, Lux in Excelsis No. 7, Fávila, Granada, 1885, Gr. 3, Ospitaliere.

4. ALHAMA TEBA, José, (1826-1892), P, IEE, Lux in Excelsis No. 7, Mazzini, Granada, 1885, Gr. 13.

5. ALHAMA HERRERA, José, (1865- ?), cappellano, Beni-Garnata No. 170 (GONE), Granada, iniziato; Granada No. 271, Granada, Zorilla, Gr. 11, Segretario, 1885.

6. ALONSO LALLAVE, Manrique, P, IEE, Numancia No. 16 (GOL), Siviglia, 1886, Venerabile Maestro fondatore ; Numantina No. 67 (GLSE), Siviglia, Venerabile Maestro fondatore.

7. ARAUJO CARRETERO, Carlos, (1856-1925), P, IEE, Constancia No. 238, Gustavo Adolfo, Saragozza, Oratore nel 1914, Primo Sorvegliante nel 1915, Venerabile Maestro nel 1916.

8. BEN-OLIEL TICATI, Jorge Simeón, P, IEE, Alona No. 44 (GOE), Alicante, 1876, iniziato, Libre examen No. 152, Alcoy, 1879, fondatore.

9. BLANCO FERNÁNDEZ, Angel, P, IEE, Pirámides No. 250, Cadice, Oratore.

10. CABRERA e IVARS, Juan Bautista, (1837-1916), P, IERE, Mantuana No. 1 (GONE), Knox, Madrid, Iniziato nel 1888, Oratore, Venerabile Maestro, Gr. 33.

11. CAÑELLAS y RIVAS, Juan, P, IERE, Bética No. 110 (GOE), Lutero, 1864.

12. CARREÑO DEL TORO, Emilio, P, IEE, Espíritu Práctico No. 345 (GONE), Siviglia.

13. COCO y MARTÍN, Atilano, (1902-1936), P, IERE, Helmántica No. 22 (GOE), Timoteo, Salamanque, 1921, Primo Sorvegliante, fucilato il 9 décembre 1936.

14. DIAZ RODRÍGUEZ, Antonio José, (1889-?), P, IEE, Constancia No. 16, Mirapeix, Saragozza, 1932, Gr. 3.

15. DIGÓN, Ángel (?-1923), P, IEE, Providencia No. 270 (GONE), San Sebastiano, Oratore.

16. FUENTES, Juan Emeterio, (1855-?), P, IERE, Alianza de 1817 No. 112, Melanchtón, Granada, iniziato nel 1878, 1885, Gr. 18, Secondo Sorvegliante; Amigos de la Humanidad No. 61 (GONE), Melanchtón, Gijón, 1887, Gr. 33, Oratore nel 1889, Venerabile Maestro nel 1891-1894.

17. GAGEL SCHMITZ, Pablo, (1828-1912), P, IEE, Logia Virtud, Malaga.

18. GARCÍA RUBIERA, José, Bracciante, Diacono, IERE, Amigos de la Humanidad No. 61, (GONE), Gravina, Gijón, 1871, Primo Sorvegliante nel 1887, Gr. 3, Copritore nel 1892-1894.

19. GUTIÉRREZ MARÍN, Claudio, (1902-?), P, IEE, Patria Grande, Malaga, 1936.

20. HERAS BENITO, Benjamín (1909-), P, IEE, Constancia No. 16, Palavas, Saragozza, 1932, Gr. 3.

21. HERAS MAÍZ, Ángel, M, IEE, Altuna No. 15 (GOE), Euclides, San Sebastiano, 1932, Gr. 3, Secondo Sorvegliante.

22. LÓPEZ RODRÍGUEZ, Alejandro, M, IEE, Luz de Figueras No. 21 (GLE), Daniel, Figueras, 1891, Gr. 18.

23. LÓPEZ RODRÍGUEZ, Luís, P, IEE, Luz de Figueras No. 21 (GLE), Moisés, Figueras, 1891, Gr. 18, Gr. 33, Ospitaliere, 1934.

24. LÓPEZ-RODRÍGUEZ MURRAY, Luís, (1883-1937), P e medico, IEE, Luz de Figueras No. 21 (GLE), Figueras, Iniziato nel 1932, Oratore nel 1934.

25. LUSA HERRERO, Guillermo, (1901-?), M, musicista, IEE, figlio del pastore Mauricio Lusa (?-1941), membro del Triangolo massonico di Valladolid, 1936.

26. MARIBLANCA GARCÍA, Eliseo, M della scuola protestante, quadro dirigente del GOE a Siviglia, 1934.

27. MARQUÉS, José, P, IEE, Caridad No. 20 (GONE), Bilbao, Gr. 19, Oratore ; Luz del Norte No. 57, Bilbao, Gr. 30., Segretario.

28. MARQUÉS FERNÁNDEZ, Elías Bautista, P, IEE, Altuna No. 15 (GOE), Jonathan, San Sebastiano, 1932, Segretario.

29. MARTÍN MOLINA y ZURITA, Santos, (1900-1966), P, IERE, Isis y Osiris No. 377, Moisés, Siviglia, 1936.

30. MEDINA, Federico, IEE, Conde Real, 1939.

31. MORENZA, Juan, P, Alianza No. 57, Santander.

32. OREJÓN DELGADO, Felipe, P, IEE, Híjos de Hiram No. 118 (GONE), Cártago, Cartagena, Oratore; Sparta No. 18 (GOI), Cartagena, fondatore; Unión No. 160 (GOI), Cartagena, fondatore.

33. PALOMARES GARCÍA, Francisco, (1835- ?), P, IERE, Numantina No. 61, Galileo, Siviglia, 1878, Segretario.

34. REGALIZA, Daniel, P, IERE, Híjos de la Humanidad No. 251 (GONE), Melanchton, Salamanca, 1888, Maestro Venerabile.

35. ROLDÁN RODRÍGUEZ, Juan Pedro, (1899-?), P, EBE, Patria Grande, Malaga, 1937

36. SABIO DEL VALLE, Segundo, P, IEE, Caballeros de la noche No. 33 (GOL), Arnaldo de Brescia, Saragozza, 1886, primo diacono.

37. SALA y VILLARET, Pedro, (?-1916), P., IERE, Mantuana No. 1 (GONE), Madrid, Secondo sorvegliante, Gr. 32 nel 1894.

38. SANTELICES PELLÓN, José, IERE, Constante Ilona No. 3, Alicante, 1880, Gr. 33 nel 1898.

39. TIENDA, Enrique, (?-1905), P, IEE, Alianza No. 57 (GOLU), Autoskenes, Santander, fondatore, Oratore.

40. TORNOS y BLASCO, Cipriano, (1843-1918), P, IEE, Acacia Fraternal No. 3 (GONE), Madrid ; Mantuana No. 1 (GONE), Elliot, Madrid, 1892, Grande Oratore aggiunto.

41. TUDURY DE LA TORRE, Francisco, P, IEE, Amigos de la humanidad No. 158 (SCF), Mahon, fondatore, 1868.

42. TRIGO BUSTAMANTE, Miguel, (1825-?), P, IEE, Hijos de Hiram, Cartagena, 1869, fondatore, Maestro Venerabile nel 1869-1870; Union Africana, Oran, 1868, Iniziato.

43. TRIGO, Salomé, Híjas del Sol, Madrid, 1877.

Francia

In Francia sin dall’inizio, ci sono stati tanti protestanti nella Massoneria. Nel XVIII secolo la partecipazione dei protestanti alla massoneria fu notevole: prima dell’Editto della Tolleranza del 1787, ci furono molti protestanti nelle logge di Marsiglia, Bordeaux, Sedan, Strasburgo, Nantes e altre città. Tra questi protestanti c’era Antoine Court de Gébelin (1724 o 1728-1784), che dopo essere stato ordinato pastore nel 1754 aderì alla Massoneria nel 1771 e diventò un noto occultista che si occupava dell’interpretazione dei Tarocchi! Durante la Rivoluzione numerosi deputati protestanti erano massoni (tra cui 16 erano pastori). A partire dal 1802 i protestanti e i massoni furono riconosciuti dallo Stato, e si contavano circa 3000 protestanti massoni. François de Jaucourt (1757-1852), membro del Concistoro della Chiesa Riformata di Parigi, nonchè uno dei fondatori della Società Biblica di Parigi di cui ne fu il primo presidente dal 1818 al 1852, era un massone. Il pastore Frédéric Desmons, esponente di spicco dei protestanti liberali, aderì ad una loggia nel 1861, e dopo avere lasciato il pastorato, divenne Gran Maestro del Grande Oriente di Francia nel 1887. Attualmente, nella Massoneria francese ‘si trovano dei pastori, dei professori di teologia, e dei responsabili di associazioni protestanti’. Sul sito de L’Église Réformée de l’Oratoire du Louvre (La Chiesa Riformata dell’Oratorio del Louvre) che è una Chiesa Protestante appartenente alla Chiesa Riformata di Francia e quindi alla Federazione Protestante di Francia, alla domanda di un giovane lettore che chiede di sapere se ci sia incompatibilità tra l’iniziazione massonica e la dottrina protestante, il pastore Marc Pernot (dell’Église Réformée de Paris-Oratoire) risponde così: ‘Nella nostra forma di protestantesimo, noi siamo piuttosto dell’idea di lasciare le persone libere di decidere da loro stesse. Io conosco diversi parrocchiani de l’Oratorio che dicono pubblicamente che appartengono ad una loggia ed io evidentemente non ho niente da ridire a tale riguardo …. Certe persone appartengono a delle logge e lo nascondono, è un loro diritto farlo ….’ (4 Marzo 2011 – http://blog.oratoiredulouvre.fr/2011/03/protestantisme-et-franc-maconnerie/).

Segnalo infine che Claude Baty, il presidente della Federazione Protestante di Francia (FPF), ha partecipato nel 2011 ad una grande cena organizzata dalla Gran Loggia di Francia nel ristorante della propria sede in rue Puteaux a Parigi. I tavoli degli invitati erano 21, e il Baty era seduto al tavolo dove c’era il Gran Maestro della Loggia (http://blogs.lexpress.fr/). La Federazione Protestante di Francia ha tra i suoi membri Luterani, Riformati, Battisti, Salutisti, e Pentecostali, per un totale di circa 900.000 membri. Le Assemblee di Dio non ne sono ancora membri, ma da anni hanno avviato un dialogo con la Federazione.

Germania

In Germania la Massoneria è piuttosto diffusa nelle Chiese Evangeliche, anche grazie alla Commissione ufficiale del dialogo della Chiesa evangelica tedesca, che ha intrapreso colloqui con i massoni, la quale ha sostanzialmente dato il permesso ai cristiani evangelici di entrare nella Massoneria. E’ vero che questa Commissione ha espresso delle perplessità sui lavori che avvengono nel tempio massonico, dicendo: “Non è stato possibile agli ecclesiastici partecipanti al colloquio farsi una opinione definitiva sul significato del rituale e sulle sue ripercussioni nella vita interiore. Perciò essi si sono chiesti se l’influsso del rituale nella vita interiore e il lavoro del massone non concorressero a diminuire l’idea della giustificazione per grazia nei cristiani evangelici” (Information Nr. 20 der Evangelischen Zentralstelle für Weltanschauungsfragen, 56/74, p. 19 – cfr. http://www.alleanzacattolica.org/), ma esse non servono a impedire a dei credenti di rimanere presi nel laccio della Massoneria, perchè alla fine gli si dà il permesso di aderire ad una religione diabolica. Veramente una follia la conclusione a cui è arrivata questa commissione evangelica, ma d’altronde quando manca il timore di Dio e la conoscenza delle Scritture non si può che giungere a queste conclusioni che sono molte dannose per la Chiesa. Viene da loro detto che ‘non è stato possibile agli ecclesiastici partecipanti al colloquio farsi una opinione definitiva sul significato del rituale e sulle sue ripercussioni nella vita interiore’, il che va a loro vergogna, perchè invece avrebbero dovuto fare delle investigazioni serie e profonde, perchè qui c’è di mezzo la salvezza delle persone, che li avrebbero portati a fare delle dichiarazioni di tenore completamente diverso.

In Germania esiste la Massoneria Cristiana. La Große Landesloge der Freimaurer von Deutschland (Grande Loggia Nazionale dei Massoni di Germania), o il Freimaurerorden (FO), ossia l’Ordine dei Massoni, è una Grande Loggia Massonica tedesca fondata nel 1770 da Johann Wilhelm Kellner von Zinnendorf, un medico dell’esercito Prussiano.

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Non si definisce una comunità religiosa e non è richiesta l’affiliazione ad una particolare denominazione cristiana, come anche non è neppure richiesto ai membri dell’Ordine di essere espressamente Cristiani, tuttavia le regole dell’Ordine richiedono che ogni membro ‘riconosca gli insegnamenti di Gesù Cristo così come sono scritti nella Sacra Scrittura’. Mi domando come si faccia a riconoscere gli insegnamenti di Cristo e nello stesso tempo essere membri di un ordine massonico, quando la Massoneria per sua natura è contraria agli insegnamenti di Cristo. In effetti, coloro che accettano gli insegnamenti di Gesù Cristo non possono entrare a far parte di alcuna loggia massonica, neppure quindi di una loggia che si definisce cristiana.

E a conferma di questa commistione tra Chiese Protestanti tedesche e Massoneria c’è la recente notizia che il 29 settembre 2012 ad Amburgo, nell’edificio di culto della Chiesa Luterana chiamata ‘St. Michealis Kirche’ si sono radunati 1500 massoni provenienti da tutto il mondo (per il GOI c’era Gustavo Raffi), per commemorare con delle cerimonie massoniche i 275 anni della presenza massonica in Germania. Si è trattato della prima volta di un rituale massonico nell’edificio di culto di una Chiesa in Germania. E «per l’occasione, gli stessi fedeli evangelici sono stati “sfrattati” dal loro tempio: un cartello all’esterno ne ha proibito l’accesso per l’intera giornata, “causa manifestazione” si è scritto, come se all’interno vi fosse una normalissima riunione di condominio o un raduno dei sindacati» (http://www.corrispondenzaromana.it/per-la-prima-volta-1-550-massoni-riuniti-per-un-rituale-in-un-tempio-protestante/)! Ecco alcune foto di quel raduno massonico.

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Da: http://eponymousflower.blogspot.it/2012/09/lutheran-church-closed-to-host.html

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Da: http://www.welt.de/newsticker/news3/article109543461/1-500-Freimaurer-treffen-sich-zu-Ritual-im-Hamburger-Michel.html

Norvegia

L’Ordine Norvegese dei Frammassoni (in norvegese: Den Norske Frimurerorden) è la Gran Loggia Massonica in Norvegia. Segue il rito Svedese, e per aderirvi bisogna aderire al Cristianesimo. Che cosa intendono per Cristianesimo? Un Cristianesimo che si sono fatti su misura, in quanto dicono che ai membri non viene richiesto di aderire a particolari dogma o credi. E poi basta considerare che all’interno del loro tempio centrale a Oslo ci sono simboli egizi, per capirlo. Quindi ci si trova davanti ad una Loggia Massonica che è ‘Cristiana’ solo di nome, perchè di fatto il loro rito è pieno di esoterismo ed occultismo. Leo Zagami, un ex Illuminati, ha affermato a proposito di questo rito: ‘Loro si chiamano un ‘ordine massonico cristiano’ ok? ammettono solo cristiani lì dentro [….] l’enfasi è all’esterno sulla cristianità, ma una volta dentro al tempio in cima noterete questo simbolo, che ha tutto fuorché origini cristiane, vi accorgerete che il tempio dentro che è del rito svedese, uno dei più esoterici ed occulti riti massonici che vengono praticati qui in Norvegia ed in tutta la Scandinavia’ (Leo Zagami – Confessioni di un ex Illuminati – http://video.google.com/ – da 1 ora 10 minuti). L’Ordine nel 2009 aveva circa 20.000 membri. Fanno sapere che l’Ordine non si impegna in questioni politiche nazionali o internazionali, e neppure in dispute religiose o sociali; e che i membri mostreranno rispetto per l’Ordine stesso e gli obbiettivi della Frammassoneria. Di questo Ordine massonico faceva parte Anders Behring Breivik, l’estremista norvegese che nell’estate del 2011 uccise 77 persone.

Ecco lo stemma dell’Ordine Norvegese dei Frammassoni a sinistra e la foto dell’interno del loro tempio in cui potete vedere in alto una simbologia occulta pagana (che è quella che fa notare Leo Zagami nel suddetto video indicandola però su un documento cartaceo).

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Foto prese da: http://en.wikipedia.org/wiki/Norwegian_Order_of_Freemasons

Svizzera

In un’intervista sulla Massoneria fatta da un giornalista della rivista Protestante Bonne Nouvelle al pastore Jean-Luc Rojas, teologo e massone lui stesso, alla domanda ‘Si trovano dei pastori nelle logge in Svizzera?’ questo pastore ha risposto così: ‘Sì, ma non tanti, meno di cento anni fa. Ce ne sono di più in Francia, in Belgio, e ancora di più nel mondo anglo-sassone. La tendenza evangelica attuale è molto antimassonica. Pertanto, i pastori del risveglio nel XIX secolo a Ginevra, erano massoni. Non esiste una posizione ufficiale nelle nostre Chiese e niente impedisce ad un pastore di essere massone. Anche per i fedeli c’è una totale libertà’ (http://www.bonnenouvelle.ch/)

Brasile

In Brasile la commistione tra la Massoneria e alcune denominazioni, in particolare quella Battista e quella Presbiteriana – è antica. Per quanto riguarda i Battisti, gli emigrati dagli USA che si stabilirono a Santa Bàrbara (stato di San Paolo) dove nel 1871 fondarono la prima Chiesa Battista brasiliana, nel 1874 fondarono in quella città la Loggia Massonica George Washington. José de Souza Marques (1894-1974), noto pastore e teologo battista, che ha ricoperto anche la carica di presidente della Convenzione Battista Brasiliana, era membro del Grande Oriente del Brasile, nonchè membro del Consiglio Supremo del Brasile del Rito Scozzese Antico ed Accettato. Il famoso pastore battista Rubens Lopes (1914 – 1979), che fu anche presidente della Convenzione Battista Brasiliana nonchè vice presidente dell’Alleanza Mondiale Battista, era un massone. Il pastore David Mein (1919-1995) che è stato il rettore del Seminario Teologico del Nord del Brasile, ed anche Presidente della Convenzione Battista, era un massone appartenente al Grande Oriente del Brasile ed aveva raggiunto il 30° grado. In merito ai Presbiteriani, bisogna dire che la presenza massonica in questa Chiesa portò nel 1903 una scissione al suo interno, dalla quale nacque la Igreja Presbiteriana Independente do Brasil (IPIB), il cui fondatore fu Eduardo Carlos Pereira (1856-1923) il quale assieme ad altri pastori si separò dalla Chiesa Presbiteriana perchè riteneva incompatibile la Massoneria con l’Evangelo di Cristo Gesù. Ci sono stati anche pastori pentecostali massoni, tra cui il famoso pastore Paulo Leivas Macalão (1903-1982), fondatore dell’Assemblea di Dio Ministério de Madureira – Rio de Janeiro, che peraltro compose e tradusse diversi inni che sono parte dell’innario ufficiale delle Assemblee di Dio; e l’altrettanto famoso Túlio de Barros Ferreira (1921-2007) pastore dell’Assemblea di Dio di São Cristóvão – Rio de Janeiro (cfr. Folha Maçônica, Nº 291, 9 de abril de 2011, pag. 2-4).

In Brasile la Massoneria in ambito evangelico sta crescendo molto, tanto che il 3 Agosto 2011, più di 60 massoni evangelici (appartenenti a circa 10 differenti Chiese Evangeliche) si sono radunati presso l’Hotel Guanabara, a Rio de Janeiro, per dare vita al Movimento de Integração dos Evangélicos Maçons (Movimento di Integrazione degli Evangelici Massoni) il cui obbiettivo è combattere le persecuzioni o discriminazioni che i massoni evangelici soffrono per opera delle loro Chiese, famiglie e amici, ‘per colpa di assurde menzogne disseminate in maniera irresponsabile dai nemici dell’Ordine Massonico’, così si legge sul sito del Grande Oriente del Brasile (http://www.gob.org.br/).

Il pastore Lindemberg Mendes Viana – che ha diretto il ‘culto’ massonico in quel raduno – è professore della Cappellania Fatum Facoltà Teologica universale, Pastore Presidente del Ministero Ruach, Direttore del Cappellania OTIB-federale (Ordine federale dei Teologi del Brasile), affiliato alla OMEB (Ordine dei Ministri Evangelici in Brasile); alla CGADB (Convenzione delle Assemblee di Dio del Brasile); alla COMADERJ (Convenzione dei ministri delle Assemblee di Dio dello Stato di Rio de Janeiro; alla CIMEB (Convenzione Interdenominazionale dei Ministri Evangelici del Brasile); e alla UCEBRAS (Unione dei Cappellani Evangelici del Brasile). Costui è il Maestro Venerabile della loggia Estrela do Rio Comprido Nº 2045 – GOB/RJ.

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Foto scattata a quel raduno: al centro si può leggere ’1° Incontro degli Evangelici Massoni’.

Va anche detto che i seguenti pastori pentecostali sono amici del Grande Oriente di Goiás e collaborano con esso che quindi è molto grato a questi evangelici: si tratta del pastore e deputato federale João Campos – grande amico del vescovo Manoel Ferreira – che è pastore della Assemblea di Dio e deputato federale per il PSDB/GO, e leader della FPE (Fronte Parlamentare Evangelico); e del pastore e deputato di Stato Daniel Messac – Pastore della Chiesa dell’Assemblea di Dio Madureira (da: http://www.horadaverdade.com/ e http://www.gobgo.org.br/).

Inoltre, Stefani Saad, ex massone del 33° grado, dice che quando era nella massoneria era un pastore evangelico che illudeva le persone, ma il Signore lo ha salvato, ed afferma che i dirigenti delle denominazioni evangeliche più importanti, comprese le Assemblee di Dio brasiliane, sono massoni, e le chiese evangeliche sono sotto il controllo della massoneria che opera come una ‘mafia’. Tra i nomi che lui ha fatto ci sono: Edir Macedo (vescovo e fondatore della Chiesa Universale del Regno di Dio, che peraltro vuole costruire una replica del tempio di Salomone che come sappiamo è un simbolo molto caro ai Massoni); Jose Wellington Bezerra Da Costa, presidente della Convenzione Generale delle Assemblee di Dio in Brasile; Manoel Ferreira pastore delle Assemblee di Dio di Madureira; Silas Malafaia pastore della Igreja Assembleia de Deus Vitória em Cristo di Rio de Janeiro che ha circa 20.000 membri e che è stato vice-presidente della Convenção Geral das Assembleias de Deus del Brasile; e il ‘reverendo’ Isaías de Souza Maciel, della Chiesa Presbiteriana.

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Da: http://www.verdadeocultadownload.com/2011/05/testemunho-do-ex-macom-stefani-saad.html

In merito a quest’ultimo, diciamo che Isaías de Souza Maciel è presidente dell’OMEBE (Ordem de Ministros Evangélicos no Brasil e no Exterior ossia Ordine dei Ministri Evangelici in Brasile e all’Estero), che raggruppa ben 27.000 pastori evangelici), ed è stato Gran Maestro del Grande Oriente Indipendente di Rio De Janeiro dal 1981 al 1984, come si può vedere in questa foto presa dal loro sito internet, in cui si vede lui in paramenti massonici.

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Da: http://goirj.com/site/index2.php?ctx_menu=8&fb_source=message

Peraltro vorrei far notare come nel logo dell’OMEBE c’è pure un piccolo pentalfa massonico.

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Da: http://www.omebe.org.br/index.php

Isaías de Souza Maciel è anche presidente nazionale del SASE (Servizio di Assistenza Sociale Evangelico), ed anche della CONBRASE (Confederazione Brasiliana dei Servizi di Assistenza Sociale Evangelici), e dell’APE (Associazione Promotrice dell’Evangelismo). Isaías de Souza Maciel era intimo amico del pastore massone Paulo Leivas Macalão dell’Assemblea di Dio Ministério de Madureira (http://www.admadureira.com.br/) ed è in ottimi rapporti con questa denominazione pentecostale, come si può vedere da questi fotogrammi presi da un video dove il De Souza viene intervistato da João Nunes pastore dell’Assemblea di Dio:

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Da: http://youtu.be/JRmse5O_hNY

Va anche detto che la Massoneria è penetrata anche nella Congregazione Cristiana del Brasile (CCB) che è una delle attuali denominazioni Pentecostali brasiliane più grandi (conta alcuni milioni di membri), il cui fondatore fu Luigi Francescon (1866-1964). Ci sono infatti conduttori di Chiese che sono massoni, e si dice che ci sono persone vicine al Presidente della CCB che sono legate alla Massoneria (cfr. http://www.blogdomario.com/2010/10/maconaria-esta-entre-nos.html). Inoltre ci sono fratelli che affermano che da qualche tempo hanno cominciato a notare segni e toccamenti massonici nel corso delle Assemblee Annuali della CCB.

Stati Uniti d’America

L’ex massone americano Jack Harris ha affermato che ‘molti pastori, anziani, diaconi, amministratori e insegnanti della Scuola Domenicale’ sono Massoni (Jack Harris, Freemasonry: The Invisibile Cult In Our Midst, pag. X) e un altro ex massone afferma che ‘molti predicatori che avevo conosciuto e amato e rispettato erano Massoni’ (John R. Rice, Lodges Examined by the Bible [Le logge esaminate per mezzo della Bibbia], Murfreesboro, Tennessee, Sword of the Lord, 1943, pag. 6).

Un rapporto datato 2000 fatto dalla Convenzione Battista del Sud dice che più di 1000 pastori di questa denominazione sono massoni. E questo perchè la Convenzione Battista del Sud (SBC) nel 1993 ha dichiarato che l’appartenenza alla Massoneria è ‘una questione di coscienza personale’, per cui un Battista è libero di aderirvi o meno (watch.pair.com/sbc.html). Secondo alcune stime esisterebbero tra i 400.000 e i 500.000 Battisti del Sud che sono massoni. Quelli che vi segnalerò qui di seguito sono stati dei noti Battisti americani affiliati alla Massoneria.

George W. Truett (1867-1944), pastore della First Baptist Church di Dallas (1897-1944), presidente della SBC (1927-1929), presidente della Baptist World Alliance (1934-1939), e amministratore della Baylor University e del Southwestern Baptist Theological Seminary, era un massone del Rito Scozzese. Diventò Maestro Massone nel 1920 nella Dallas Lodge No. 760; e ricevette il 32esimo grado nel 1921.

B.H. Carroll (1843-1914), primo presidente del Southwestern Seminary, era un membro della Waco Lodge No. 92 e della Herring Lodge No. 1224, ambedue localizzate a Waco, Texas. Fu autore di oltre 20 libri, tra cui The Bible Doctrine of Repentance (La Dottrina Biblica del Ravvedimento), Baptists and Their Doctrines (I Battisti e le loro Dottrine), e Evangelistic Sermons (Sermoni Evangelistici).

L.R. Scarborough (1870-1945) era un membro della Gray Lodge No. 329 di Houston, Texas. Fu pastore della First Baptist Church di Abilene, Texas, dal 1901 al 1908; professore di evangelismo presso il Southwestern seminary dal 1908 al 1914, quando ne diventò presidente. Fu autore di diversi libri.

W.W. Barnes (1883-1960), professore di storia della Chiesa presso il Southwestern seminary (1913-1953), era un attivo massone del 32esimo grado del Rito Scozzese.

W.T. Conner (1877-1952), che insegnò teologia al Southwestern seminary dal 1910 fino al 1949, era un membro della Southside Lodge No. 1114 di Fort Worth fino alla sua morte.

William W. Hamilton (1868-1960), massone, fu presidente del Baptist Bible Institute (BBI), ora chiamato New Orleans Baptist Theological Seminary, dal 1927 al 1943. Fu presidente della SBC dal 1940 al 1942.

Louie D. Newton (1892-1986), presidente della SBC (1947-1948) e vice presidente della Baptist World Alliance (1939-1959), era membro della Joseph C. Greenfield Lodge No. 400 di Atlanta. Era anche un massone del Rito di York.

James P. Wesberry (morto nel 1992), pastore della Morningside Baptist Church di Atlanta per 31 anni, era un massone del Rito di York, e un 32esimo grado del Rito Scozzese.

Joseph Samuel Murrow (1835-1929), un missionario dei Battisti del Sud, che secondo un resoconto fondò oltre 100 chiese, era chiamato ‘il fondatore della Massoneria in Oklahoma’. Diventato Maestro Massone nel 1867, fu Gran Maestro della Grand Lodge dell’Indian Territory dal 1877 al 1878, e scrisse il Murrow Masonic Monitor.

J.B. Lawrence, massone, fu vice presidente della SBC (1916-1917).

Richard A. McLemore, presidente del Mississippi College di Clinton (1957-1968), era membro della Hattiesburg Lodge No. 397 e un 33esimo grado del Rito Scozzese (da: http://jesus-is-savior.com/False%20Religions/Freemasonry/famous_baptists.htm).

Oltre alla maggiore denominazione Battista americana, anche altre denominazioni Protestanti americane non hanno espresso ufficialmente nessuna obbiezione alla doppia appartenenza dei loro membri alla Massoneria e alla Chiesa (quindi non espellono quei membri di Chiesa che sono massoni e rifiutano di abbandonare la massoneria), e sono quella Metodista, quella Presbiteriana e quella Episcopale (cfr. William J. Whalen, Christiantity and American Freemasonary [Cristianesimo e Massoneria Americana], Ignatius Press, Terza Edizione, San Francisco USA, 1998, pag. 16). Da qui si spiega la presenza di molti Massoni (molti dei quali pastori di chiese) anche in queste denominazioni (basta leggere il libro di William R. Denslow e Harry S. Truman, 10,000 Famous Freemasons, ed anche quello di Forrest D. Haggard, The Clergy and the Craft, per rendersi conto di questo).

I massoni però sono presenti anche in denominazioni che dichiarano che nessuno può ricoprire incarichi di governo nella Chiesa o finanche essere un membro se appartiene alla Massoneria, come mi hanno confermato quelli di Followers of Jesus Christ che hanno la loro base a Evansville, Indiana (USA) – ritualabusefree.org – che confutano anche la massoneria e mettono in guardia i Cristiani da essa. Le ragioni sono essenzialmente tre: perchè i massoni generalmente costituiscono una risorsa finanziaria per queste denominazioni, perchè sono considerati delle persone rispettabili, e poi perchè la Chiesa ignora la storia e le pratiche della Massoneria (lettera inviatami il 5 gennaio 2012).

Keith Harris, nel suo libro The Masonic/Christian conflict explained, fa le seguenti affermazioni: ‘La schiavitù della Frammassoneria ha colpito il corso spirituale di molti individui – persino denominazioni intere – offrendo i mezzi tramite cui molte persone sentenziano sè stesse all’inferno riponendo la loro fiducia nelle cose sbagliate, per l’ammissione al regno di Dio’ (Keith Harris, The Masonic/Christian conflict explained, pag. 111), ed anche: ‘Un numero significativo di Massoni mantengono ancora posizioni di governo in chiese della nostra nazione’ (Ibid., pag. 113). E un testo massonico fa notare che quali insegnanti della Bibbia e della Scuola Domenicale, questi Massoni ‘stanno apportando all’interpretazione della Bibbia molte delle grandi rivelazioni della Massoneria’ in tema di religione (come la salvezza per meriti personali, l’idea che tutti gli uomini sono figli di Dio e quindi fratelli) – ma senza dottrina o teologia. In altre parole, la Bibbia viene reinterpretata dai Massoni per conformarla alla dottrina Massonica (cfr. John Ankerberg, The Secret Teachings of the Masonic Lodge, pag. 45-46).

Ci sono predicatori americani molto famosi che sono massoni, tra i quali Billy Graham (www.whale.to/b/33.html).

Billy Graham

Per quel che concerne Billy Graham (1918 -), il famoso predicatore americano, è un massone in base alle seguenti prove.

1) Nel libro The Deadly Deception dell’ex massone (convertitosi a Cristo) Jim Shaw, c’è una parte dove lui parla del giorno in cui ricevette il 33esimo grado massonico del Rito Scozzese ed Accettato, e dice sulla cerimonia: ‘C’erano alcuni uomini estremamente importanti quel giorno, inclusi un Re Scandinavo, due ex presidenti degli Stati Uniti d’America, un evangelista internazionalmente importante, due altri predicatori internazionalmente importanti, e un ufficiale molto alto del governo federale, colui che effettivamente mi diede [presented me with] il certificato del 33esimo Grado. Alcuni fecero solo delle brevi apparizioni; altri stettero molto più a lungo’ (Jim Shaw & Tom McKenney, The Deadly Deception, pag. 104-105).

Tom McKenny, che è co-autore con Shaw del libro, ha detto che l’evangelista internazionalmente importante che era presente a quella cerimonia era Billy Graham (l’associazione di Billy Graham ha confermato questa circostanza, cosa questa di per sè molto grave e indicativa) e che il nome di Billy Graham era stato rimosso dal libro prima della pubblicazione altrimenti la Casa Editrice non lo avrebbe pubblicato. Inoltre Shaw prima di morire gli aveva detto che Graham era un Massone del 33esimo Grado. Graham non ha mai personalmente negato di essere un massone. Qua c’è la foto di una lettera di Tom McKenney, in cui dice peraltro che lui si è convinto che Graham sia un massone quando gli ha scritto e ha ricevuto da Graham una elaborata non-risposta.

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Da: http://newjerusalemchronicle.blogspot.it/2010/04/problem-with-billy-graham-part-one.html

Notate che era presente Eisenhower, che sì non era massone, ma aveva una grande stima della Massoneria (cfr. William R. Denslow, 10,000 Famous Freemasons, pag. 14), per cui era un ‘massone senza grembiule’.

2) Nel libro di Albert Mackey The History of Freemasonry (La Storia della Frammassoneria), nella copertina, Billy Graham viene dalla casa editrice menzionato tra i Massoni elencati:

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3) Sul sito della ‘Grande Loggia dello Stato della Louisiana’ c’è una sezione intitolata, “Famous Masons” [Massoni famosi] (www.la-mason.com/famous.htm), e in una sotto sezione intitolata “Other Famous Masons” [Altri Massoni Famosi], nella lista c’era anche Billy Graham! Dico ‘c’era’ perchè una volta che dei fratelli americani hanno denunciato la cosa facendola conoscere, il nome di Billy Graham è stato rimosso. Ma alcuni avevano fatto in tempo a fare lo screenshot di quella parte in cui compariva il nome di Graham, che è il seguente (Notizie tratte da: http://www.cuttingedge.org/News/n1082.cfm)

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4) In questa foto Billy Graham saluta con una stretta di mano massonica l’ex presidente americano Harry S. Truman che era anche lui un massone. Si noti anche la mano sinistra di Graham tenuta in una tipica posizione massonica.

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Per confermarvi che si tratta di una stretta di mano massonica guardate questa stretta di mano (a destra è ingrandita) tra due potenti massoni, di cui uno è il presidente americano Franklin D. Roosevelt. Identica!

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5) Nel libro The Clergy and the Craft, scritto dal maestro massone Forrest D. Haggard, Billy Graham elogia l’organizzazione massonica giovanile DeMolay (che è alleata con la Massoneria) dicendo: ‘Possa Dio benedire riccamente tutti quelli di Demolay mentre continuano la loro buona opera ‘ (Forrest D. Haggard, The Clergy and the Craft, The Ovid Bell Press, USA 1970, pag. 127). Per farvi capire come l’organizzazione DeMolay sia filo-massonica, ecco quello che si trova scritto sulla pagina facebook della Loggia Heredom 1224 di Cagliari il giorno giovedì 24 marzo 2011: ‘In occasione della Gran Loggia di Rimini l’Ordine De Molay Italia sarà presente, come di consueto, con una riunione rituale nel corso della quale interverranno numerosi invitati illustri, tra cui anche alcuni massimi esponenti e rappresentanti del GOI nonchè una nutrita rappresentanza di giovani DeMolay e Delegati da tutta Italia ed Europa. Il Programma dei lavori prevede il Training dei futuri Advisor per l’Ordine DeMolay Italiano che avrà luogo il 1 Aprile 2011, alle ore 15:00, presso la sala del Tempio DeMolay. Il 2 Aprile 2011, alle ore 10:00, si svolgerà una mini-conferenza dei ragazzi DeMolay dal titolo “Giovani: riflessioni e propositi nel 150° dell’Unità d’Italia” e sempre nello stesso giorno, alle ore 15:00, si terrà una riunione rituale con l’iniziazione di alcuni ragazzi provenienti da tutte le Regioni italiane’. (www.facebook.com/notes/loggia-heredom-1224-di-cagliari/ordine-demolay-gran-loggia-2011/10150126162202367).

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La foto della pagina del libro The Clergy and the Craft, dove ci sono quelle parole di Billy Graham. Forrest D. Haggard, l’autore di questo libro, massone del 33°, fu ordinato pastore dalla Chiesa di Cristo del Kansas e fondò la Overland Park Christian Church (Discepoli di Cristo), ed è stato il Presidente della Convenzione Mondiale delle Chiese di Cristo dal 1975 al 1980.

6) Diversi eminenti Massoni hanno fatto parte dell’Associazione Evangelistica di Billy Graham, che sono i seguenti: William M. Watson, David M. McConnell, e Arthur Lee Malory. E’ interessante poi notare come per la Crociata Evangelistica tenuta da Billy Graham nel 1992 a Portland (Oregon), furono autorizzati ad esibirsi solo clowns appartenenti a Shriners (cfr. Cathy Burns, Billy Graham and His Friends [Billy Graham e i Suoi Amici], Sharing, Second Printing 2002, pag. 177), che è un’organizzazione massonica per entrare nella quale fino al 2000 bisognava essere un massone del 32° del Rito Scozzese Antico e Accettato o avere completato i gradi del Rito di York.

7) Billy Graham era intimo amico di Norman Vincent Peale (1898-1993), predicatore del pensiero positivo, che era un massone del 33° grado del Rito Scozzese (lui stesso affermava di essere un massone), e difatti Graham nel 1966 disse al Consiglio Nazionale delle Chiese: ‘Non conosco nessuno che abbia fatto per il regno di Dio più di quanto abbiano fatto Norman e Ruth Peale, o che abbiano significato di più nella mia vita per l’incoraggiamento che mi hanno dato’ (Hayes Minnick, BFT Report #565 p. 28) Secondo Tom McKenney coautore assieme a Jim Shaw del libro The Deadly Deception, Billy Graham e Norman Vincent Peale erano assieme presenti all’iniziazione di James Shaw al 33° Grado del Rito Scozzese.

8) La dottrina di Billy Graham sulla salvezza è ‘massonica’ in quanto lui insegna che si può andare in cielo anche senza conoscere Cristo. Infatti in una intervista rilasciata a Robert Schuller nel 1997, egli ha affermato: ‘Io penso che tutti coloro che amano Cristo o conoscono Cristo, a prescindere che essi siano consapevoli di ciò o non siano consapevoli, essi sono membri del corpo di Cristo … quando egli [Giacomo] disse che il piano di Dio per questa era è trarre un popolo per il suo nome. E questo è quello che Dio sta facendo oggi: Egli sta chiamando persone fuori dal mondo per il Suo nome, sia che essi vengono dal mondo mussulmano, o dal mondo Buddista, o dal mondo Cristiano, o dal mondo dei non credenti, essi sono membri del Corpo di Cristo, perchè essi sono stati chiamati da Dio. Essi possono anche non conoscere il nome di Gesù, ma essi sanno nel loro cuore che essi hanno bisogno di qualcosa che non hanno ed essi si volgono alla sola luce che hanno, e io credo che essi sono salvati e che essi saranno con noi in paradiso’ (www.cuttingedge.org/News/n1141.cfm). Si consideri peraltro che secondo Billy Graham, Giovanni Paolo II, che era un idolatra, è ora in cielo, come pure altre persone morte nei loro peccati! E poi anche la morale di Billy Graham si avvicina a quella massonica in quanto approva l’aborto (in certi casi) e le mondane concupiscenze!

9) Billy Graham è fortemente ecumenico, caratteristica questa di tutti i ‘Protestanti’ massoni. Nel 1997, durante una intervista nel corso del programma Larry King Live, Billy Graham dichiarò di avere una meravigliosa comunione con i Mormoni e i Cattolici Romani, e sempre in quella intervista affermò che il rabbino ebreo Marc H Tanenbaum (1925-1992) era un suo grande amico, e dipese da lui costantemente sia teologicamente che spiritualmente (cfr. Cathy Burns, Billy Graham and His Friends: A Hidden Agenda?, pag. 17). Pensate cosa dobbiamo sentire: che un predicatore del Vangelo ha una meravigliosa comunione con gli eretici Mormoni e gli idolatri Cattolici Romani e che è dipeso dai consigli spirituali e teologici di un rabbino ebreo che rifiutava di credere che Gesù è il Messia.

10) Fritz Springmeier & Cisco Wheeler nel loro libro The Illuminati Formula to Create an Undetectable Total Mind Control Slave affermano che il ministerio di Billy Graham è stato ‘creato’ e finanziato dagli Illuminati per portare a compimento il loro disegno del Nuovo Ordine Mondiale (NOM).

Essi dicono che un certo David Hill, che era un ex Mafioso e Massone convertitosi a Cristo, e amico di Franklin Graham (figlio di Billy Graham), un giorno comprese che Billy Graham era uno strumento nelle mani degli Illuminati e lo avvertì. Essi dicono infatti: ‘…. era un amico di Franklin Graham (figlio di Billy) ed aveva vissuto per due anni in casa di Billy Graham. Egli non capì che Graham era stato coinvolto nel Nuovo Ordine Mondiale fino a che non si incontrò con Billy Graham. David Hill, che era un ex Massone convertito a Cristo, che aveva lavorato con molti dell’elite mondiale, trascorse 18 ore in una camera di hotel a mettere in guardia Billy Graham dal Nuovo Ordine Mondiale. Billy Graham, alla fine dei loro due giorni di discussione in questo hotel dell’est degli USA, disse a David Hill che egli era ‘un prigioniero di quella organizzazione’ [NOM]. In altre parole, dopo essersi posto sotto la sponsorizzazione degli Illuminati verso la fine degli anni ’40, Billy Graham ha avuto la scelta o di continuare a fare il suo lavoro per loro o di essere distrutto. Siccome gli Illuminati hanno creato quello che lui è, essi lo possono distruggere. E lui lo sa questo. David Hill continuò a cercare di smascherare il Nuovo Ordine Mondiale e perse la sua vita (fu ucciso) appena finì di scrivere un manoscritto in cui lo smascherava. [….] David Hill sapeva che William Randolph Hearst era parte degli Illuminati, egli era parte del ramo Illuminati – a quello che potrebbe essere definito il 6° grado. William Randolph Hearst era immerso totalmente nel paganesimo. Ciò è molto evidente facendo un giro nella sua villa in California che è stata trasformata in un museo. Fu William Randolph Hearst che finanziò i primi tre anni delle Crociate [evangelistiche] di Billy Graham. […] Anche la famiglia californiana dei Van Duyn, che fa parte degli Illuminati, ha aiutato il ministerio di Billy Graham a partire. Una delle maniere in cui gli Illuminati travasarono denaro a Billy Graham fu tramite un assegno mensile spedito all’ufficio di Jeanne Dixon, che ogni mese veniva ritirato dallo staff di Billy Graham. Dopo che la segretaria della Dixon si convertì a Cristo, ella cercò di smascherare la connessione di Billy Graham con Jeanne Dixon. Jeanne Dixon vende sfere di cristallo con serpenti. Ella fa parte degli Illuminati. Billy Graham le scrisse una lettera chiamandola «una donna di Dio». La segretaria della Dixon, dopo che divenne una Cristiana, ebbe una copia di questa lettera con la firma di Billy Graham su di essa’ (http://educate-yourself.org/mc/illumformula5Bchap.shtml; tutto il libro in file pdf è scaricabile da qua http://www.emhdf.com/Monarch-mind-control.pdf).

Che dire? Le prove del coinvolgimento di Billy Graham nella massoneria e negli Illuminati sono evidenti, c’è dunque un chiaro collegamento tra il predicatore Billy Graham e gli ambienti Massonici e degli Illuminati che lo hanno manovrato abilmente nel corso di tutti questi anni per portare menzogne, divisione e confusione in seno alle Chiese, e dobbiamo riconoscere che ci sono riusciti. Le sue amicizie quindi con molti presidenti americani, con molti uomini politici di fama mondiale, con capi religiosi sparsi in tutto il mondo, con personaggi importanti dello spettacolo, della finanza e dell’economia, il suo parlare doppio come anche il suo modo di comportarsi doppio, e le sue false dottrine, e la mancanza di qualsiasi riprovazione pubblica della Massoneria e dei suoi piani diabolici, si spiegano in questa maniera.

Norman Vincent Peale

Norman Vincent Peale (1898-1993), che fu per 52 anni pastore della Marble Collegiate Church che è una Chiesa Riformata (affiliata alla Reformed Church in America) di New York City, e che è considerato il padre del cosiddetto ‘pensiero positivo’, era massone.

Appare tra i massoni sul sito massonico (http://freemasonry.bcy.ca/) della ‘Grand Lodge of British Columbia and Yukon’ e sulla rivista massonica ‘Scottish Rite Journal’ (pubblicata dal Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico ed Accettato 33° Grado – http://scottishrite.org/srjournal/).

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Inoltre ecco la foto di una lettera presente nel libro massonico ‘Transactions, The Supreme Council 33º 1975′ a pagina 48. Lettera scritta nel 1975 da Norman Peale all’allora Sovrano Gran Commendatore del Rito scozzese per esprimergli le sue congratulazioni per un suo libro diabolico che aveva scritto. Notate sotto la firma di Peale la dicitura 33° che indica il grado massonico di Peale (http://www.theforbiddenknowledge.com/).

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Alcuni dei libri di Peale tradotti in Italiano:

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Vincent Peale approvava materiale occulto, come per esempio The Jesus Letters che è una raccolta di lettere scritte da Jane Palzere tramite scrittura automatica sotto la guida di un spirito che lei chiama ‘Gesù Cristo’, ma che in realtà è un spirito maligno in quanto il Gesù di ‘The Jesus Letters’ dice tante menzogne, come quella che il paradiso è per tutti e che tutti gli uomini compresi i pagani hanno Cristo dentro di loro. Ovviamente è un libro che approva i medium spiritualisti. Peale definì questo libro un ‘libro veramente ispirato’ (cfr. Cathy Burns, Billy Graham and His Friends: A Hidden Agenda?, pag. 27-28). Altro materiale occulto approvato da Peale fu il libro dal titolo The Dead are Alive! They Can and Do Communicate with You [I Morti sono Vivi! Essi Possono Comunicare e Comunicano con Voi] il cui autore è un medium spiritista. Peale lo definì ‘un capolavoro’ (Ibid., pag. 29).

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Peale poi sosteneva tra le tante falsità, che ‘non è necessario nascere di nuovo’, e che ‘Cristo è una delle vie’, e negava che Gesù Cristo è morto sulla croce per espiare i nostri peccati mediante il suo sangue, come negava pure il significato letterale delle Scritture (Ibid., pag. 29-36). In altre parole, il Gesù di Vincent Peale non era il Gesù di cui parla la Bibbia, come neppure il Vangelo che lui predicava in quanto lui predicava il vangelo dell’autostima e si rifiutava di predicare il ravvedimento. Eppure Billy Graham, nonostante ciò, nella sua autobiografia del 1997 ha definito Vincent Peale ‘un credente profondamente dedicato [a deeply committed believer]‘ (Billy Graham, Just as I am, pag. 315). Stando così le cose, è evidente che Billy Graham è privo di ogni discernimento spirituale: d’altronde essendo un massone non può avere discernimento spirituale essendo caduto vittima di spiriti seduttori.

Robert Schuller

Robert Schuller (1926-) è un famoso predicatore della prosperità e del pensiero positivo, che predica agli uomini l’autostima in contrapposizione al messaggio di ravvedimento. E’ stato il fondatore della Crystal Cathedral di Garden Grove (California), un enorme cattedrale coperta da 10.000 lastre di vetro e capace di 2.700 posti a sedere. La Chiesa di cui lui era pastore è associata alla Chiesa Riformata in America.

Il predicatore Texe Marrs, che da anni smaschera i massoni e gli illuminati, fa sapere nel suo video Tower of Infamy ossia ‘Torre dell’Infamia’ (http://video.google.com/videoplay?docid=7871532030062743382 – min. 39-41), che l’ex massone del 33° grado Jim Shaw, autore del libro The Deadly Deception in cui smaschera la massoneria, gli disse che alla cerimonia tenutasi a Washington nel 1966 quando fu iniziato al 33° grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato, oltre a Billy Graham e Norman Vincent Peale, c’era pure Robert Schuller che quindi anche lui è un massone del 33° grado.

Non sorprende quindi sapere che Robert Schuller insegna diverse eresie. Sostiene infatti che Gesù Cristo non è l’unica via per andare in cielo, in quanto sia gli Ebrei che le persone delle altre religioni possono andare in cielo senza la fede in Gesù Cristo; che il peccato è qualsiasi atto o pensiero che priva l’uomo della sua autostima; che l’inferno è uno stato psicologico in quanto una persona è all’inferno quando ha perso la sua autostima; che è anticristiano cercare di rendere le persone consapevoli del loro stato di peccato in cui si trovano e che esso li menerà in perdizione, e quindi gli uomini non vanno chiamati peccatori e non gli si deve predicare il ravvedimento come neanche l’ira di Dio; che nascere di nuovo significa che noi dobbiamo essere trasformati da una immagine negativa di noi stessi ad una positiva, da un senso di inferiorità all’autostima. Promuove fortemente l’ecumenismo con la Chiesa Cattolica Romana, ed anche il dialogo interreligioso, infatti promuove la comunione con i Mussulmani e non solo con loro (cfr. Cathy Burns, Billy Graham and His Friends: A Hidden Agenda?, pag. 113-122).

Come non sorprende sapere che Robert Schuller era grande amico di Norman Vincent Peale, che lui chiama ‘l’uomo che più di ogni altra persona vivente ha inciso e influenzato il suo pensiero e la sua teologia e la sua vita’ (Robert Schuller, ‘The Plus Factor’, estratti pubblicati da una conversazione di Peale durante il programma ‘Hour of Power’, 1985, p. 3). Schuller trasformerà il pensiero positivo di Norman Peale in Pensiero della Possibilità: ‘Il pensiero della possibilità fa accadere miracoli … La potenza più grande nel mondo è la potenza del pensiero della possibilità’ (Robert Schuller, Your Church, pag. 85.). Questo suo pensiero della possibilità che fa miracoli però non è riuscito a fargli evitare la bancarotta nel 2010!

L’altro grande amico di Schuller è Billy Graham, dal quale è molto stimato infatti Billy Graham ha detto che Schuller ‘ha fatto alcune delle cose più grandi per il Regno di Dio di qualsiasi uomo nella nostra generazione’ (in Cathy Burns, Billy Graham and His Friends: A Hidden Agenda?, pag. 116 – He has done some of the greatest things for the Kingdom of God of any man in our generation), ed anche: ‘Robert Schuller è un grande uomo di Dio …’ (Ibid., pag. 121).

In Italia la casa editrice EUN, che è diretta da Giuseppe Laiso, ha pubblicato due libri di Robert Schuller: Atteggiamenti per essere felici e Cambiate il vostro stress in forza.

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In questa foto presa dal sito di Texe Marrs (http://www.texemarrs.com/) potete vedere Robert Schuller che dà una stretta di mano ‘massonica’ all’ex presidente dell’Unione Sovietica Michael Gorbaciev (massone) invitato a parlare alla Crystal Cathedral.

Oral Roberts

Ora Roberts, famoso predicatore americano (morto nel 2009 a 91 anni), e fondatore della nota Oral Roberts University (ORU), che viene considerato da molti il padre del messaggio della prosperità (che tanto danno ha fatto nella vigna del Signore sviando tante persone dalla fede), era un massone. Sul sito Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili del Piemonte e Valle d’Aosta viene infatti messo tra i leader religiosi massoni. Fritz Springmeier & Cisco Wheeler, nel loro libro The Illuminati Formula to Create an Undetectable Total Mind Control Slave, sostengono che Oral Roberts era un 33° (http://educate-yourself.org/mc/illumformula5Bchap.shtml). E non solo questo, sempre in questo libro viene detto che sotto la Torre della Preghiera presente nel campus della ORU ci sarebbe un centro in cui si sarebbero svolti dei rituali satanici in cui lo stesso Oral Roberts avrebbe partecipato. In un video dal titolo ‘Satanic Ritual Abuse at Oral Roberts University’ visionabile su YouTube (http://youtu.be/OrJUzEBJRIw) si può ascoltare una donna che racconta la sua orribile esperienza presso la ORU quando era una bambina.

Anche Texe Marrs dichiara che Oral Roberts era un massone del 33° grado, ed ha affermato: ‘Ho visitato il campus della Oral Roberts University (ORU) e sono rimasto sorpreso di vedere che la torre ed altri edifici architettonici sono progettati nella forma di simboli del New Age e della Massoneria’. In effetti ha ragione Texe Marrs, perchè come si può vedere dalle foto che ho messo qui di seguito nello stemma della ORU c’è un triangolo capovolto, e poi nel comprensorio del centro c’è per esempio una costruzione a forma piramidale. Secondo quanto riportato sempre da Texe Marrs, Oral Roberts anni fa invitò (dandogli decine di migliaia di dollari) il massone Michael Gorbaciev a parlare presso la Oral Roberts University.

Oral Roberts era un amico del massone Billy Graham ed era anche molto ecumenico.

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Il triangolo capovolto lo si trova in anelli massonici del 32° grado, come si vede qua sotto.

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Dal sito del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili del Piemonte e Valle d’Aosta: Oral Roberts viene messo tra i leader religiosi massoni assieme a Robert Schuller e Vincent Peale.

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http://www.goipiemonte-aosta.it/massoni_famosi.html

IN ITALIA

Anche in Italia nel corso del tempo ci sono stati protestanti massoni, sia pastori che semplici membri di Chiese Protestanti. In particolare durante il Risorgimento tanti Protestanti aderirono alla Massoneria, in quanto quest’ultima contrastava il papato proclamando la piena libertà religiosa, cose che invece il papato negava e faceva negare, e poi nel tentativo di liberare l’Italia dal potere del papato e di riunificare la penisola sotto una sola bandiera; perchè – come disse il massone Albert Pike – ‘la vera Massoneria, non evirata, sostiene le bandiere della Libertà e dell’Uguaglianza dei Diritti, ed è ribelle alla tirannia temporale e spirituale’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 1, pag. 82).

I massoni infatti ebbero un ruolo nell’unificazione dell’Italia, e rivendicano di avere avuto un ruolo fondamentale in essa, come ha detto Gustavo Raffi il 20 settembre 2000 durante una manifestazione tenutasi a Porta Pia: ‘Noi Massoni festeggiamo questa ricorrenza da oltre un secolo con il cuore e la passione di quanti sono consapevoli di aver svolto un ruolo determinante nel processo di fondazione dello stato unitario’ (http://www.radioradicale.it/). Peraltro va ricordato a tal proposito che la Massoneria inglese finanziò la spedizione dei Mille, finanziamento che fu determinante perchè si trattò di un finanziamento di alcuni milioni di franchi che servirono a Garibaldi (massone, e così anticlericale che affermò: «il grido di ogni italiano, dalle fasce alla vecchiezza deve essere: guerra al prete») per comprare a Genova i fucili di precisione, senza i quali non avrebbe potuto affrontare l’esercito borbonico, e poi oltre a ciò la massoneria inglese monitorò costantemente la spedizione (cfr. Michele Traversa, ‘La spedizione dei Mille fu finanziata dalla massoneria inglese’ in LSDmagazine, 11 Luglio 2009 – http://www.lsdmagazine.com/la-spedizione-dei-mille-fu-finanziata-dalla-massoneria-inglese/2771/). E in questa lotta per l’unità d’Italia la Massoneria si trovò degli alleati sia in tanti Protestanti che anche in tanti Ebrei, che appunto entrarono nella Massoneria proprio per questo, per opporsi allo strapotere del papato e liberare il popolo Italiano dalle sue grinfie.

Quindi tanti Protestanti, essendo già anticattolici per motivi dottrinali, e sapendo di essere una piccola minoranza in Italia, si allearono con questa istituzione diabolica che è la Massoneria – anch’essa una piccola minoranza, ma molto potente – per ‘difendersi’ dal soverchiante avversario che era il papato e liberare gli Italiani dal suo opprimente potere, nella speranza di far acquisire ai Protestanti ‘la libertà religiosa’, non tenendo in considerazione innanzi tutto di prestare la mano d’associazione ad una istituzione che si propone di annientare il Cristianesimo, e poi che il combattimento che devono affrontare i Cristiani non è contro carne e sangue e quindi le armi non sono carnali.

Anche dopo la riunificazione però, la Massoneria ha continuato ad attirare al suo interno tanti Protestanti, soprattutto nella prima metà del Novecento, e non solo per la sua opposizione alla Chiesa Cattolica Romana, ma anche a motivo del positivismo e della scienza accettati dalla Massoneria.

A tale riguardo è interessante quello che dice Marco Novarino su questo rapporto tra Massoneria e Protestantesimo, ossia sugli elementi che hanno contribuito a unire i due soggetti: ‘Dopo la lunga parentesi imposta dalla Restaurazione, il rapporto tra massoneria e protestantesimo in Italia riprese su basi diverse, in cui l’anticlericalismo divenne l’elemento che rese saldo il rapporto tra questi due soggetti. La comune opposizione alla politica della Chiesa cattolica, secondo alcuni autori, nasceva da posizioni di difesa e rientrava in quel fenomeno ricorrente di alleanza tra minoranze nei confronti di un avversario soverchiante. Per avvalorare queste interpretazioni e meglio comprendere la relazione di mutuo aiuto esistente è sufficiente leggere i rapporti inviati dai pastori o colportori ai responsabili dei comitati di evangelizzazione delle varie Chiese. Spesso avveniva che nei piccoli e medi centri le logge o i massoni influenti, anche senza nutrire un particolare interesse per l’opera degli evangelici e tanto meno avendo l’intenzione di abbracciare una nuova fede, mettessero a disposizione le loro reti di relazioni per difenderli dagli attacchi del clero locale e, con altrettanta frequenza, accadeva che in breve tempo chi aveva beneficiato di tale aiuto chiedesse di essere iniziato. Sebbene l’anticlericalismo fosse un forte elemento unificante, esistettero, pur nella diversità degli ambiti d’intervento, anche altri atteggiamenti, non solo di tipo «difensivo», che agevolavano l’incontro e che agivano all’interno di un comune progetto di sostenere il tentativo di laicizzazione e modernizzazione condotto dalla dirigenza liberale italiana. Questo venne favorito anche dal fatto che nelle Chiese protestanti, nella seconda metà dell’Ottocento, incominciò a diffondersi la teologia liberale, aperta al positivismo e alla scienza. Anche il deismo, professato da buona parte dei massoni, non era considerato l’anticamera dell’ateismo, come in seguito venne sostenuto dai teologi post-barthiani. Anzi, fino all’avvento del fascismo, i teologi protestanti rivolgevano molta attenzione a coloro che, partendo da vaghe concezioni deiste, cercavano una religione e una Chiesa «nuova», non tollerando più le posizioni del cattolicesimo, incapace di offrire una risposta spirituale adeguata al mondo moderno’ (Marco Novarino ‘Massoneria e Protestantesimo’, in Gian Mario Cazzaniga, Storia d’Italia, Annali, 21, La Massoneria, Giulio Einaudi Editore, Torino, 2006, pag. 268-269). Notate le parole: ‘Spesso avveniva che nei piccoli e medi centri le logge o i massoni influenti, anche senza nutrire un particolare interesse per l’opera degli evangelici e tanto meno avendo l’intenzione di abbracciare una nuova fede, mettessero a disposizione le loro reti di relazioni per difenderli dagli attacchi del clero locale e, con altrettanta frequenza, accadeva che in breve tempo chi aveva beneficiato di tale aiuto chiedesse di essere iniziato’, perchè sono molto e ripeto molto inquietanti, perchè mostrano come tra coloro che la Massoneria aiuta ci siano coloro che proprio grazie al fatto di avere visto l’efficacia dell’aiuto massonico si sentano attirati alla Confraternita Massonica e chiedano l’iniziazione. Quando dunque la Massoneria ‘aiuta’ la Chiesa, sicuramente essa presta il suo aiuto con la speranza di poter far proselitismo in mezzo alla Chiesa.

In particolare i Massoni sono stati e sono presenti soprattutto nella Chiesa Valdese, quella Metodista, e in quella Battista.

La Massoneria tra Chiese Libere, Luterane, Valdesi, Metodiste, Battiste e Chiese dei Fratelli

Sin dalla nascita della Massoneria in Italia, il Protestantesimo è stato coinvolto in essa, tanto che Marco Novarino dice: ‘Alcune delle prime logge italiane furono fondate da cittadini stranieri, per lo più inglesi ma anche francesi, svizzeri, prussiani, danesi e olandesi, di religione protestante, in città come Firenze e Roma, oltre che nelle principali città portuali: Genova, Livorno, Napoli, Palermo, Messina, Trieste’ (Marco Novarino, L’Italia delle minoranze, pag. 58), ed ancora: ‘Nei suoi studi Carlo Francovich ha pubblicato numerosi elenchi in cui era consistente la presenza di Protestanti. E’ sufficiente citare le logge di Genova e Novi Ligure, frequentate da ufficiali ugonotti francesi e da ufficiali luterani tedeschi e ungheresi e le logge inglesi e olandesi operanti a Napoli. Una testimonianza della presenza protestante nelle logge italiane è presente nelle memorie del teologo luterano Friedrich Münter. Danese, ma d’origine tedesca, Münter venne inviato in Italia dalla Stretta Osservanza e dagli Illuminati di Baviera per tracciare un quadro preciso della massoneria nei vari Stati della Penisola. Ufficialmente il suo viaggio venne finanziato dal governo danese con lo scopo di catalogare testi sacri conservati in chiese e conventi, lavoro che svolse con perizia grazie alla sua formazione. Al contempo Carlo d’Assia, grazie all’appoggio del genero, il re di Danimarca, gli affidò il compito di riorganizzare la massoneria in Italia, allineandola all’indirizzo impresso dal convento di Wilhelmsbad. Gli Illuminati, a loro volta, lo incaricarono di individuare, all’interno delle logge, gli elementi più attivi e di gettare le basi dell’Ordine nella Penisola’ (Marco Novarino ‘Massoneria e Protestantesimo’, in Gian Mario Cazzaniga, Storia d’Italia, Annali, 21, La Massoneria, pag. 268 – Friederich Christian Carl Heinrich Münter [1761-1830] è stato un vescovo luterano, archeologo, filologo, massone, storico della Chiesa, numismatico, orientalista e naturalista tedesco naturalizzato danese. Di confessione luterana, era noto per la conoscenza delle lingue antiche. In missioni segrete per la corte danese e la massoneria, percorse buona parte dell’Europa. La sua azione più significativa egli la svolse nella capitale del Regno di Napoli e in Sicilia, ove soggiornò per tre volte [1785-1786] con un finanziamento del reggente di Danimarca).

Anche lo storico valdese Giorgio Spini conferma l’esistenza di un vecchio connubio tra Massoneria e Protestantesimo, quando dice: ‘Era il segreto di Pulcinella che fino dal tempo del Risorgimento non pochi esponenti dell’Italia evangelica erano affiliati alla Massoneria’ (Giorgio Spini, Italia di Mussolini e Protestanti, Claudiana Editrice, Torino 2007, pag. 75).

L’ex massone Paolo Orano a proposito della presenza dei Protestanti nella Massoneria in Italia fra il 1900 e il 1915, afferma: ‘Oltre gli ebrei, le logge hanno buon numero di protestanti. Si può dire senza tema di errare che le chiese protestanti d’Italia siano in maggioranza massoniche. I protestanti in massoneria, attaccati come debbono essere alla monarchia e alle leggi italiane, si trovano a tutto loro agio. Non fanno molto parlare di loro, ma i loro rappresentanti attivi nell’Ordine si fanno valere e conquistano le cariche alte per meriti massonici distinti’ (Paolo Orano, La massoneria dinnanzi al Socialismo, F. Giorgetti, Macerata 1913; citato in Marco Novarino, L’Italia delle minoranze. pag. 199).

Si consideri a tal proposito che nel 1900 per opera di Valdesi massoni fu fondata a Torre Pellice la Loggia Excelsior. La cronaca della cerimonia con la quale fu fondata l’8 Luglio 1900 apparve sulla ‘Rivista della Massoneria Italiana’ del 31 Luglio, e vi si legge tra le altre cose questo: ‘Tutti i membri del Grande Oriente che facevano parte della Commissione installatrice, furono proclamati membri onorari della nuova Officina, la quale è composta di ottimi e autorevoli elementi e si propone il compito, che certo conseguirà, di diffondere la luce massonica in quelle alpestri e pittoresche vallate’ (in Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, Claudiana Editrice, Torino 2000, Seconda edizione, pag. 118-119). Di quella Loggia facevano parte commercianti, funzionari pubblici, insegnanti, ministri di culto e qualche militare. Fu dato questo nome alla loggia in riferimento alla fiducia nel progressivo miglioramento dell’Umanità. Questa loggia sarà impegnata anche politicamente e sarà presente nelle contese elettorali della Val Pellice tra il 1900 ed il 1915, favorendo generalmente l’ala conservatrice dei liberali, di ispirazione Giolittiana. Con l’avvento del Fascismo la loggia fu sciolta, ma ancora prima del decreto di scioglimento del 1925 si mise ‘in sonno’. Tra i suoi membri di maggior spicco in quegli anni vanno ricordati oltre a Teofilo Gay, i professori del Collegio Valdese di Torre Pellice Giovanni Maggiore e Davide Jahier, grazie ai quali si stabilì sin dall’inizio uno stretto legame tra la Loggia ed il Collegio, legame che è rimasto vivo negli anni. Poi, una volta che l’Italia verrà liberata nel 1945, ci sarà la rifondazione della Loggia Excelsior (www.goipiemonte-aosta.it/21.html).

Ma vediamoli alcuni dei Protestanti Massoni: partendo dal periodo risorgimentale, e poi proseguendo con il novecento per arrivare ai nostri giorni.

Pietro Geymet (1753-1822), pastore valdese nonché moderatore della tavola valdese, fu nel 1807 e 1808 il primo maestro venerabile della loggia massonica chiamata Parfaite Amitié, da lui fondata a Pinerolo nel 1807, di cui facevano parte anche una decina di Valdesi. Del gruppo dirigente di questa loggia faceva parte anche un altro pastore, Jean-Daniel Olivet. Dal 1801 al 1814 Pietro Geymet fu sotto-prefetto napoleonico di Pinerolo (cfr. Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 25-33; http://www.comune.pomaretto.to.it/index.php/luoghi-storici.html). Questo Pietro Geymet fu anche presidente della Società Biblica fondata a Torre Pellice nel 1815 (cfr. http://www.risorgimento.it/ e Giorgio Spini, Risorgimento e Protestanti, Claudiana, Torino 2008, pag. 93).

Giuseppe Tartaro (1765 ca – …), un missionario protestante in Italia, era massone, membro della loggia napoletana La Concordia. Fu ingaggiato per diffondere la Bibbia in Toscana da Henry Drummond (1786-1860), banchiere e politico inglese, conosciuto meglio per essere tra i fondatori della Chiesa Apostolica o Chiesa Irvingita (che sosteneva strane dottrine), il quale aveva fatto pubblicare a Napoli (come poi a Livorno) un’edizione del Nuovo Testamento versione cattolica del Martini, ed anche un volumetto che illustrava gli scopi e l’attività della Società Biblica. Questa collaborazione del Tartaro diede occasione alla Chiesa Cattolica Romana di accusare le Società Bibliche di convivenze con la massoneria o con società segrete (cfr. Giorgio Spini, Risorgimento e Protestanti, pag. 92-93, 126-127; http://www.risorgimento.it/). Accuse vere perchè sin dall’inizio della sua fondazione, la Società Biblica Britannica e Forestiera ha avuto ottimi rapporti con la Massoneria (vedi il capitolo 14).

Lajos Kossuth (1802 – 1894). Personaggio storico conosciuto per essere stato il capo delle rivoluzioni ungheresi dell’Ottocento. Fu uno dei membri stranieri della comunità valdese di Torino. Dopo il fallimento del tentativo rivoluzionario del 1859, si stabilì in Torino capitale, dove fu tra l’altro membro autorevolissimo della dirigenza del Grande Oriente Italiano, di cui facevano parte numerosi massoni ungheresi esuli in Italia. Chiesta l’iscrizione alla Chiesa valdese, la mantenne fino alla morte, sopravvenuta nel 1894 (cfr. Umberto Levra, Storia di Torino, VI, La città nel Risorgimento: 1798-1864, Giulio Einaudi Editore, 2000, pag. 853).

Tito Chiesi (1805-1886). Valdese, avvocato al tribunale di Pisa e alla corte d’Appello di Lucca, e assessore comunale e segretario della Camera di Commercio dalla sua fondazione nel 1863. Fu autore di alcune opere di carattere storico su Diodati e sulla riforma evangelica ottecentesca in Toscana. Fu eletto membro del Comitato di Evangelizzazione per due mandati (1873-1875 e 1880-1886). Fu socio a vita della Società biblica italiana, e ‘uno stimato propagatore della Bibbia’. Era massone. (cfr. Dora Bognandi & Mario Cignoni, Scelte di fede e di libertà: profili di evangelici nell’Italia unita, Claudiana, Torino 2011, pag. 23-25).

Luigi Desanctis (1808-1869) ex membro dell’ordine dei ‘Camilliani’ e per un certo periodo parroco della Chiesa di Santa Maria Maddalena in Roma, divenne protestante nel 1847 e fu consacrato pastore valdese nel 1853 a Torre Pellice. Nel 1854 però si distaccò momentaneamente dalla Chiesa Valdese, svolgendo un ministero di evangelista indipendente presso le comunità libere e diventando membro del Comitato della neonata Società Evangelica Italiana di Torino. Nel 1863, trasferitosi a Firenze, Desanctis riprese rapporti più istituzionali con la Chiesa Valdese, lavorando con Alessandro Gavazzi ad un “Progetto di unione delle chiese evangeliche” e dirigendo «L’eco della verità». A Firenze, la Facoltà valdese di Teologia lo incaricò sin dal 1865 di insegnare “Storia delle dottrine della Chiesa romana”. In seguito fu nominato professore titolare di teologia polemica, apologetica e pratica (1868) e tenne inoltre corsi di polemica, di archeologia cristiana, di introduzione all’Antico e Nuovo Testamento, di apologetica e di teologia evangelistica. Oltre all’insegnamento, Desanctis si occupò insieme a Paolo Geymonat della cura della comunità valdese di Firenze, diventando anche membro del Concistoro. Tra i suoi scritti confutatori ricordiamo: La Confessione, saggio dommatico-storico … riveduto ed accresciuto dall’autore (1858); Il Celibato dei Preti, riflessioni storico-dommatiche (1861); Il purgatorio (1861); La messa (1862); Il Papa non è successore di San Pietro. Osservazioni storiche (1872); Roma papale descritta in una serie di lettere con note (1882), che rimane la sua opera più famosa. Il Bollettino della società di studi valdesi lo mette tra i massoni assieme a Charles Beckwith e Lajos Kossuth (Edizioni 196-199 – Pagina 216). Marco Novarino lo mette tra gli ‘importanti esuli protestanti iniziati ai segreti dell’ «Arte Reale»’ (Marco Novarino ‘Massoneria e Protestantesimo’, in Gian Mario Cazzaniga, Storia d’Italia, Annali, 21, La Massoneria, pag. 273).

Alessandro Gavazzi (1809-1889), pastore protestante che nel 1870 fondò la Chiesa Cristiana Libera in Italia, secondo lo storico valdese Giorgio Spini era sicuramente massone (cfr. G. Spini, L’evangelo e il berretto frigio, p. 27). La Chiesa libera da lui fondata (a cui non voIle legarsi la Chiesa dei Fratelli sia per il rifiuto di ogni forma di organizzazione, sia perché non approvavano i legami che la Chiesa libera aveva con la massoneria) si sciolse nel 1904, e le singole chiese che ne facevano parte aderirono ai due rami metodisti in Italia (episcopale e wesleyano); mentre altre si unirono ai battisti o ai valdesi.

Amedeo Bert senior (1809-1883). Nato a Torre Pellice, studiò teologia a Ginevra, dove fu consacrato il 17 luglio del 1832, dopodichè fu inviato per un anno, fra il 1832 e il 1833 a Rodoretto (Prali), villaggio della Val Germanasca. Nel 1833 fu nominato cappellano delle ambasciate protestanti a Torino, incarico che mantenne fino al 1864. Nella capitale del Regno di Sardegna, in seguito all’editto di Carlo Alberto del 1848, fondò la Chiesa evangelica francofona, che nel 1849 diventò la sedicesima “parrocchia” valdese, e ne divenne pastore. Fin dal 1839 ideò a Torino un “Rifugio” per malati protestanti (dedicato nel 1843), primo nucleo di quello che sarebbe diventato l’Ospedale evangelico di Torino; istituì inoltre una scuola per bambini, una biblioteca popolare e ottenne un reparto del cimitero cittadino per gli evangelici (1846). Il 15 dicembre 1853 ci fu la dedicazione del tempio valdese di Torino. Nel 1865 si ritirò a Torre Pellice e assunse la carica di giudice conciliatore e ispettore scolastico. Fu insignito del titolo di cavaliere della Corona d’Italia nel 1870 e di ufficiale dello stesso ordine nel 1877. Fu membro della Società dei trattati religiosi dal 1855 al 1861 (http://www.studivaldesi.org/dizionario/evan_det.php?evan_id=106&str=amedeo). Era un massone, in quanto fu iniziato il 4 aprile 1831 nella loggia ginevrina La Triple Union des Quatres Nations, fondata nel 1769 (cfr. Marco Novarino ‘Massoneria e Protestantesimo’, in Gian Mario Cazzaniga, Storia d’Italia, Annali, 21, La Massoneria, pag. 274). Anche suo figlio Amedeo Bert junior fu massone.

Giuseppe Petroni (1812-1888), affiliato prima alla Chiesa battista di Roma e poi a quella Metodista episcopale di Terni, fu massone, infatti dal 1880 al 1885 fu Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia. Iniziato nel 1871 nella Loggia Universo di Roma, il 23 ottobre 1873 ne divenne Maestro Venerabile e tenne tre anni il maglietto. Fondò il 4 aprile 1881 la Loggia Rienzi e ne fu Maestro Venerabile. Elevato nel Rito Scozzese Antico e Accettato al 33° grado, fu eletto membro del Supremo Consiglio. Eletto Gran Maestro Aggiunto, alla morte del G. M. Mazzoni (1880) fu innalzato alla Grande Maestranza. Lasciata la carica del 1885, fu nominato Gran Maestro Emerito (cfr. Marco Novarino, L’Italia delle minoranze, pag. 61-62, http://www.mclm.org/storiagoi.htm e http://www.akhenaton.org/; Aldo A. Mola, Storia della Massoneria Italiana, pag. 182, 186).

Ecco una circolare che il Petroni, il 21/04/1884, cioè il giorno dopo l’Enciclica Humanum Genus di Leone XIII, scrisse ai Massoni:

‘Illustri, Egregi e Venerati Fratelli, Se noi ci crediamo in obbligo di dirigervi la parola, segnalandovi il documento, che, col nome di Enciclica, il Papa Leone XIII ha diretto a tutto il Mondo Cattolico, non è, certamente, perché reputiamo, che, in tutto quel lungo accatastamento di frasi, più o meno elaborate, si trovi una sola asserzione, che meriti di essere seriamente confutata e discussa. La nostra antica e gloriosa Istituzione è abituata a simili violente diatribe dei Pontefici della Chiesa di Roma, ed era inutile che Leone XIII ci facesse l’enumerazione di quelle sciagurate Bolle ed Encicliche, che invocavano contro la Massoneria, oltre che i castighi di Dio punitore, il braccio secolare dei Principi e la tortura ed il capestro del carnefice. E tutto ciò perché la nostra Istituzione, umanitaria e veramente moralizzatrice e civile, combatteva, con l’energia dei suoi onesti sentimenti e con la forza della ragione e della scienza, quelle superstizioni pericolose e immorali, che avevano ritardato il fatale cammino della Umanità sulla eccelsa via del progresso. Però fomite ai maggiori odii contro di noi era il vederci banditori e sostenitori sinceri, quanto convinti, di quei sacrosanti princìpi di tolleranza, di fratellanza e di amore, che il Divino Institutore del Cristianesimo aveva predicati, e il suo Vangelo consacrava, e che a Chiesa di Roma aveva, rinnegato, e dei quali avrebbe voluto, potendolo, soffocare persin la memoria. All’intolleranza del Clero di Roma pareva enormità, che nei Templi della Libera Muratoria si ammettessero tutti gli uomini onesti, che onoravano il grande Ideale umano della Divinità in tutte le forme e in tutti i modi della preghiera con le opere caritatevoli e sante ed anche con la stessa negazione scientifica. Però, ora avremmo creduto che anche la Chiesa di Roma, quantunque si faccia bella della sua immobilità in mezzo allo incessante progredire delle cose umane, avesse dai tempi e dalle vicissitudini qualcosa imparato, e credevamo anzi che, dopo l’Enciclica Quanta cura, emanata, con infelice esito, dal predecessore dell’attuale Pontefice, Leone XIII, che ha pure fama di dotto e di sapiente, non avrebbe mai fatto seguire questa dell’Humanum Genus, più insipiente e più inqualificabile, per le sue asserzioni gratuite e per le sue insinuazioni calunniose. Il documento, o Egregi e Carissimi Fratelli, vi è noto, e non abbiamo quindi bisogno di segnalarvene i passi più fieramente avversi alla nostra Istituzione. Voi li avrete a quest’ora già giudicati e stigmatizzati con la vostra sapiente disapprovazione. «Libero alla Chiesa di Roma di querelarsi a sua posta sul toltole potere temporale; libero di ricalcitrare contro la stessa Provvidenza, che ne ha determinato inesorabilmente la fine; libero di vaneggiare sul suo ideale dell’abbassamento e dell’annichilimento della dignità umana, fino a rimpiangere i secoli barbari e santificare, in Giuseppe Labre, l’esempio del cinismo e dell’abbrutimento morale ! Ciò si comprende; come si comprende il tardo ed intempestivo appello al braccio secolare dei Principi per distruggere quella Sètta, alla quale si addebita tutto il progresso dell’incivilimento umano, e si infligge la responsabilità anche di quelle aberrazioni, che, in ogni grande elaborazione, di principii e nella esplicazione delle più giuste riforme, sogliono sempre, più o meno, infiltrarsi. Queste cose erano da aspettarsi, da parte di una Istituzione, che si vede crollare sotto i piedi il presente e che certamente e giustamente diffida del proprio avvenire. Ma la Massoneria, forte com’è, sotto l’usbergo della coscienza pura, individuale e collettiva dei suoi aderenti, non avrebbe ad occuparsene, lasciando ai ciechi di negare il sole, lasciando agli uomini ed alle istituzioni, destinati a perire, la libertà degli ultimi aneliti. Tolleranti ed amorevoli, come sempre, noi ci saremmo accontentati di sorridere di compassione, di guardare e di passare avanti nel nostro cammino. Ma quando vediamo, in un documento, destinato ad essere letto e commentato in tutto il Mondo civile, segnalarsi al sospetto, al disprezzo ed agli odii feroci delle classi più inintelligenti, una classe di cittadini, soltanto perché si chiamano Massoni, allora noi dobbiamo pensare, se non sia il caso di legittima difesa, e se non si debba, pur troppo, ricordare, che, nella seconda metà di questo secolo, e pochi anni or sono, da questa stessa Roma, ancora dominata dal Potere Teocratico, partivano assoldati e benedetti i briganti che insanguinavano le nostre Provincie Meridionali. Ricordate, o Egregi e Dilettissimi Fratelli, quante lagrime e quanto sangue, in altri paesi, e proprio in questi ultimi anni, abbiano costato alcune imprudenti e poco cristiane insinuazioni contro la operosa e innocente razza Semitica; e pensate che, non invano, una parola, anche insipiente, è detta in così alto luogo, e che, se non si provveda in tempo ai riparo, potremmo, davvero, rimpiangere la nostra indifferenza e quella noncuranza, che sarebbe legittima e sublime, se non potesse riuscire pericolosa e fatale. Illustri, Egregi e Venerati Fratelli, La Massoneria Italiana, giovane di anni, ma ardente di fede e di coraggio, sta alla vostra avanguardia. A Voi, però, la parola d’ordine, per assegnarci il posto di battaglia e per dirigerci con mosse sapienti, a quella vittoria, che non può mancare, a chi combatte per la verità e per la giustizia. Gradite, Illustri e Venerati Fratelli, il mio fraterno saluto’.

L’anno dopo, a giugno, sappiamo che ricevette il battesimo in seno alla Chiesa Evangelica Battista di Roma di cui era pastore James Wall, e dopo aver frequentato per qualche tempo quella chiesa, andò a vivere a Terni a casa di sua figlia Erminia. A Terni frequentò la Chiesa Metodista Episcopale (dove fu membro del consiglio di Chiesa) fino alla sua morte avvenuta nel 1888.

In merito alla sua morte, c’è però qualcosa che fa molto riflettere ed è questa. Quando morì, il pastore metodista si recò a casa della figlia di Petroni, per partecipare, con la chiesa, al funerale, ma le persone presenti negarono che il Petroni fosse mai diventato evangelico, affermando che era sempre vissuto come deista e mazziniano, la qual cosa ovviamente causò molta tristezza alla Chiesa Metodista (cfr. Dora Bognandi & Mario Cignoni, Scelte di fede e di libertà: profili di evangelici nell’Italia unita, Claudiana, Torino 2011, pag. 116).

Bonaventura Mazzarella (1818-1882). In seguito all’incontro con il pastore Giovanni Pietro Meille, da lui incontrato e frequentato a Torino nel 1850, conobbe la teologia protestante del Risveglio e si convertì; e nel 1851 entrò a far parte della comunità valdese. Nel marzo 1852 si recò a Ginevra accogliendo l’invito del Comité d’évangélisation italien-suisse, che sosteneva l’opera di evangelizzazione in Italia e da cui dipendeva, come pastore della congregazione italiana, anche Luigi Desanctis. A Ginevra il Mazzarella lavorò a stretto contatto con Desanctis nella piccola comunità italiana composta per lo più di esuli e qui iniziò la sua attività di predicatore, ma già il 1° dicembre 1852 fece rientro in Italia chiamato dal pastore Paolo Geymonat a collaborare alla missione nella città di Genova. Nel 1854 decise di lasciare la Chiesa valdese, e aderì come semplice predicatore ad una Società Evangelica che intanto era sorta a Genova. Poco dopo, assieme ad altri, diede vita alla Chiesa Italiana Indipendente. Nel 1865 nacque la Chiesa Cristiana Libera, e la Comunità Libera di Genova dove c’era Mazzarella vi aderirà solo nel 1879. Fu anche deputato del Parlamento Italiano dal 1865 al 1882. Secondo Augusto Comba, il Mazzarella fu iniziato alla Massoneria dal Supremo Consiglio scozzese. Quando morì la sua bara fu decorata da tutti gli emblemi massonici. Domenico Maselli, che è stato presidente della FCEI dal 2006 al 2009, lo definisce ‘un personaggio molto importante, per il mondo evangelico italiano, ma anche per la massoneria in Italia’ (cfr. Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 42, 43, 69, 168-171. Cfr. Marco Novarino, L’Italia delle minoranze, pag. 61), ed anche ‘il modello di un parlamentare veramente evangelico’ (in Dora Bognandi & Mario Cignoni, Scelte di fede e di libertà: profili di evangelici nell’Italia unita, pag. 43).

Teodorico Pietrocola Rossetti (1825-1883), predicatore e patriota italiano del risorgimento, che si convertì nel 1853 tramite il conte Guicciardini ed ambedue frequentarono per un certo tempo i gruppi evangelici di Londra, e che viene considerato fra gli originatori delle Chiese dei fratelli in Italia, era massone (Marco Novarino, L’Italia delle minoranze, pag. 61). Nel 1857 venne richiamato in Italia, per dirigere la neonata chiesa evangelica di Alessandria. Nella città piemontese rimase per alcuni anni, svolgendo una triplice attività: curava la comunità evangelica, esercitava come medico omeopata e proseguiva l’attività politica scrivendo, senza firmare i suoi articoli, sull’ “Avvisatore alessandrino”, un giornale di opposizione di sinistra. Subito dopo la seconda guerra di indipendenza prese a collaborare con la rivista napoletana “Il Nomade”. A questi anni risalgono tre importanti scritti politici apparsi sulla “Rivista contemporanea”, che sanciscono, nonostante la professata fede politica democratica, la collaborazione con il conte di Cavour e con il governo piemontese: Cenni statistici sull’ex Reame di Napoli, Cenni statistici sulla Sicilia e Il Messico (www.centrorossetti.eu/e_view.asp?E=152).

Salvatore Ragghianti (1825-1892). Nato a Viareggio entrò giovanissimo in collegio a Lucca e quindi in convento, dove a sedici anni diventò frate dei Minori Osservanti di S. Francesco e iniziò a predicare con il nome di Padre Gabriele (o Gabriello) da Viareggio. Abbandonato il convento, indossò la camicia rossa garibaldina e partecipò alle battaglie di Magenta (1859), Milazzo (1860) e del Volturno (1860). Nel 1873 avvenne la conversione ed entrato nella Chiesa Metodista Wesleyana diventò pastore. Fu autore di inni (alcuni ancora in uso nelle chiese evangeliche), articoli e discorsi, e operò per circa vent’anni tra Napoli, Catanzaro, Messina, Castellammare, Pozzuoli, S. Maria Capua Vetere, dove morì. Accanto alla bara furono poste la Bibbia, la camicia rossa garibaldina e le insegne massoniche, per testimoniare le tre cause cui Ragghianti aveva dedicato la propria vita (cfr. http://www.studivaldesi.org/).

Felice Dardi (1826-1931). Triestino, fondatore nel 1898 della Chiesa metodista nella città di Trieste, di cui ne fu pastore, era un massone (http://www.dehominisdignitate1314.org/massoni-D.htm). A Roma nel 1893 sotto il suo impulso era sorto «L’Aurora », periodico settimanale della Chiesa Metodista Episcopale, dedicato ai fanciulli delle Scuole Metodiste Episcopali.

Giuseppe Moreno (1829-1900) Nel 1866 fu uno dei primi pastori ordinati nella Chiesa Metodista Wesleyana. Fu pastore nelle Chiese metodiste di Roma, Parma, Firenze, Pavia e in ultimo Genova. Fu membro della Loggia massonica ‘Giuseppe Garibaldi’ di Palermo nel 1868 e della Loggia ‘Alberico Gentile’ di Parma dal 1874. Scrisse nel 1889 Inni Religiosi e curò la revisione del Compendio di Controversia colla Chiesa Romana di Luigi Desanctis, oltre a pubblicare diversi racconti, tra cui Le serate d’inverno, Il Genio Malefico, Ad Maiorem Dei Gloriam e diversi studi biblici che apparvero sul periodico «L’Evangelista» (http://www.studivaldesi.org/).

Giovanni Ribetti (1834-1904), che fu pastore della Chiesa Valdese di Pisa dal 1882 al 1892, fu massone (Marco Novarino, L’Italia delle minoranze, pag. 61; cfr. Giorgio Spini, Italia liberale e protestanti, Claudiana Editrice, Torino 2002, pag. 184).

Matteo Prochet (1836-1907), pastore valdese, fu massone. Fu pastore a Lucca, Pisa, Genova e Roma. Fu presidente del Comitato di evangelizzazione dal 1871 al 1905. Augusto Comba dice di lui che ‘si ascrisse alla massoneria e che il suo caso fu di quelli in cui «si collegarono strettamente le due qualità di protestante e di massone»’ (Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 88; cfr. Renato Salvaggio, Vivere il vangelo in minoranza. Breve storia dei valdesi a Palermo, Il Pozzo di Giacobbe, Trapani 2005, pag. 29-30; Marco Novarino, L’Italia delle minoranze, pag. 62). Ricoprì la carica di Gran Maestro della massoneria in Italia, avendo strette relazioni con i massoni statunitensi (http://www.studivaldesi.org/). Il figlio Mario, un anno prima della morte del padre, entrò anch’egli nella massoneria, nella loggia Stella d’Italia di Torino (cfr. Marco Novarino ‘Massoneria e Protestantesimo’, in Gian Mario Cazzaniga, Storia d’Italia, Annali, 21, La Massoneria, pag. 276).

Francesco Sciarelli (1837-1899), pastore della Chiesa Metodista wesleyana, ex-prete, era massone (Marco Novarino, L’Italia delle minoranze, pag. 61).

Giacomo Roland (1838-1916), per circa venti anni pastore della Chiesa Metodista Wesleyana di Bologna, che veniva dalle valli Valdesi, era massone. Fu iniziato nel 1906 a Torre Pellice nella loggia Excelsior (cfr. Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 46).

Paolo De Michelis (1839-1883) pastore della Chiesa evangelica pisana, era massone. Nato a Novi Ligure nel 1839, studiò Legge. Poco dopo il matrimonio divenne evangelico insieme alla moglie Luigia Candia (iniziata alla Massoneria da Giuseppe Garibaldi nel 1862, dal quale ricevette il grado di Maestra nel 1867). Nella Chiesa evangelica di Pisa si scontrò con alcuni membri che chiedevano l’espulsione di altri, dichiaratisi anti-trinitari; il suo rifiuto gli valse l’accusa di essere egli stesso anti-trinitario, e la nascita di un secondo nucleo evangelico, aderente alla Chiesa valdese e in conflitto con la comunità di De Michelis. Paolo De Michelis fu il Maestro Venerabile della Loggia Dovere e Diritto n° 75 (prima) all’Obbedienza del Supremo Consiglio di Palermo, e presidente della Fratellanza Artigiana di Pisa. Consigliere comunale nel 1878, assessore all’istruzione, si prevedeva una sua elezione a deputato alla Camera ma nel 1882 fu colpito dalla tubercolosi. Trasferitosi a La Spezia per tentare una cura, vi morì nella notte tra il 21 e il 22 dicembre 1883 (cfr. ‘Paolo De Michelis’ in Dizionario Biografico dei Protestanti in Italia – http://www.studivaldesi.org/dizionario/evan_det.php?evan_id=131; Ippolito Spadafora e Piane Sergio, La massoneria a Pisa. Dalle origini ai primi del Novecento, Editore Bastogi, 2006, pag. 119, 126).

Giovanni Battista Gattuso di Brancaccio (1844-1922). Nato a Palermo nel 1844, a soli sedici anni prese parte all’insurrezione di Palermo del 1860, entrando in contatto con Giuseppe Garibaldi. Si arruolò in seguito nell’esercito e partecipò a diverse battaglie del Risorgimento, prima come semplice soldato e poi con il grado di ufficiale. Divenuto protestante nel 1872, nel novembre dello stesso anno entrò a far parte della Chiesa Metodista Episcopale, intraprendendo poco tempo dopo gli studi teologici. Terminata la sua formazione, fu mandato in prova a Roma nel 1876 e successivamente nelle comunità di Arezzo (1877-1879), Pisa (1879-1881) e Perugia (1882-1886). In quest’ultima sede si avvicinò ai locali ambienti massonici e ben presto divenne Maestro venerabile della principale loggia del capoluogo umbro, la «Francesco Guardabassi». Nel 1886 si spostò a Milano dove entrò in contatto con l’Alleanza Evangelica Mondiale, e fu membro della sezione milanese. Due anni dopo, nel 1888, divenne sovraintendente del Distretto meridionale della Chiesa Metodista episcopale. Grazie all’aiuto di Saverio Fera (massone), abbandonò la Chiesa Metodista per passare nel 1897 alla Chiesa Cristiana Libera, che in quello stesso anno gli affidò la comunità di Scicli, in Sicilia. Con la fine della Chiesa Cristiana Libera, nel 1905 ritornò nella Chiesa Metodista Episcopale, e gli furono affidate le comunità di Nizza di Sicilia (1904-1906); Taormina (1906-1911) e infine, a partire dal 1912, Mottola (cfr. http://www.studivaldesi.org/; Marco Novarino, L’Italia delle minoranze, pag. 60; cfr. Giorgio Spini, Italia Liberale e protestanti, pag. 202).

William Burgess (1845-1930), pastore metodista wesleyano, originario di Manchester, venne iniziato alla Loggia ‘Rienzi’ di Roma il 23 Aprile 1900. Nello scisma che ci fu nella Massoneria Italiana per opera di Saverio Fera, si schierò con Fera. E difatti poi nel 1912 si recò a Washington assieme a Saverio Fera per conseguire il riconoscimento del primo Supremo Consiglio del mondo e di numerosi altri Supremi Consigli. Fu Gran Maestro di Piazza del Gesù dal 12/01/1918 al 21/03/1919 (cfr. Aldo Mola, Storia della Massoneria Italiana, pag. 417; Giorgio Spini, Italia liberale e protestanti, pag. 288-289; Marco Novarino, L’Italia delle minoranze, pag. 203-204; Doxa, Rivista di studi massonici e di scienze umanistiche, Anno III, pag. 86).

Luigi Angelini (1847-1919) ex sacerdote, divenne pastore della Chiesa Cristiana Libera, poi pastore della Chiesa Valdese. Appartenente alla Massoneria, fu insignito del titolo di cavaliere e commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia (http://www.studivaldesi.org/).

Giovanni Rochat (1849-1919), pastore valdese che operò soprattutto in varie comunità della Toscana, fu anche lui un massone (Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 47).

Carlo Alberto Tron (1850-1930), pastore valdese. Fu un esponente di spicco della Massoneria. Inizialmente fu pastore a Torino dal 1881 al 1889 della ‘chiesa italiana’. Nel 1893, grazie a rapporti massonici, organizzò assieme all’altro massone Teofilo Gay, l’emigrazione nella Carolina del Nord dalla quale nacque la cittadina di Valdese (cfr. Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 45, 92; Giorgio Spini, Italia Liberale e protestanti, pag. 100), dove superfluo dirlo c’è una presenza massonica, infatti c’è la Lovelady Lodge # 670, che è sorta nel 1933 (http://ncmason.net/lovelady670/).

Saverio Fera (1850-1915), ex garibaldino, fu un personaggio di primo piano della Massoneria Italiana. Convertitosi assieme alla sua famiglia nel 1872, entrò nella Chiesa Wesleyana. Nel 1877 venne nominato pastore e inviato in missione dapprima a Napoli e poi a Palermo, dove ricevette l’iniziazione alla massoneria. Nel 1888, scontratosi con i dirigenti della Chiesa Wesleyana, passò nelle file alla Chiesa Cristiana Libera, alla quale nel 1890 il Fera fece cambiare nome con Chiesa Evangelica Italiana ed ottenne un decreto di erezione ad Ente morale. Ma questa Chiesa ‘chiuse’ nel 1904, e i suoi membri confluirono in parte nella Chiesa Metodista Episcopale e in parte nella Chiesa Metodista Wesleyana. Fera fu Maestro Venerabile e ricoprì importanti cariche nell’Ordine, e divenne uno dei massimi dirigenti del Rito Scozzese Antico ed Accettato. Membro del Supremo Consiglio, nel 1906 divenne, come Luogotenente, il numero due del Rito, accanto al Sovrano Gran Commendatore. Quando poi l’allora Sovrano Gran Commendatore si dimise, il Fera ne assunse le funzioni. E in questa veste, l’anno dopo, si recò a Bruxelles, dove rappresentò l’Italia alla Conferenza mondiale dei Riti Scozzesi. Nel 1908, il Fera fu protagonista del noto scisma all’interno della Massoneria di Palazzo Giustiniani. Il Fera infatti (per ragioni che non sto qui a spiegarvi) dichiarò di non riconoscersi più nel Grande Oriente, e si proclamò scissionista. Il risultato di quella scissione fu che undici logge si schierarono con Fera, e la sede della nuova organizzazione massonica fu fissata prima in via Ulpiano e, successivamente, in Piazza del Gesù. Ecco spiegato perchè questa loggia massonica si chiamerà ‘Gran Loggia di Piazza del Gesù’ (cfr. Giorgio Spini, Italia liberale e protestanti, pag. 174-176, 286-290; Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 73-75; cfr. Aldo A. Mola, Storia della Massoneria Italiana, pag. 305, 324-331).

Teofilo Gay (1851-1912), pastore e giornalista, entrò nella massoneria (nel Supremo Consiglio Scozzese di Torino) nel 1877, vale a dire quattro anni dopo essere diventato pastore metodista. Nella massoneria fece una carriera fulminea in quanto già nel 1878 faceva parte, con il 33° grado e con la carica di G. Cerimoniere, della sezione costituita a Roma dai vertici rituali del Supremo Consiglio di Torino del Rito Scozzese. Quando poi ci fu la fusione (nel 1887) del Supremo Consiglio di Torino e delle logge alle sue dipendenze, con il Grande Oriente d’Italia, Teofilo Gay entrò nella dirigenza del Grande Oriente d’Italia. Nel 1889 lascerà la Chiesa metodista per entrare nella Chiesa Valdese, rimanendo però massone. Teofilo Gay compì ‘fruttuosi viaggi negli Stati Uniti alla ricerca di finanziamenti, ottenuti anche grazie alle relazioni derivategli dai suoi incarichi nel Rito Scozzese’ (Marco Novarino ‘Massoneria e Protestantesimo’, in Gian Mario Cazzaniga, Storia d’Italia, Annali, 21, La Massoneria, pag. 279). Augusto Comba dedica a Teofilo Gay un lungo capitolo nel suo libro Valdesi e Massoneria (pag. 53-75).

Amedeo Bert junior, pastore della comunità riformata svizzera di Genova, di cui fu pastore dal 1858 al 1896. Fu a Genova (non si sa quando però) che fu iniziato alla massoneria. Nel 1886 in una lettera diretta a Giacomo Dall’Orso, un alto esponente genovese della massoneria, gli scriveva a proposito della Chiesa Valdese: ‘Alcuni dei suoi membri appartengono alla massoneria, ma credo siano pochi, anzi pochissimi, e se si potesse ottenere che i loro pastori si unissero a noi, sarebbe per noi e per essi stessi un incontrastabile elemento di forza e di vita. Ma sarà difficile raggiungere questo scopo, imperocchè la massoneria nè può nè deve rivestire un colore determinato, il che ne trasformerebbe il carattere fondamentale e ne escluderebbe tutti coloro che a tale forma sarebbero avversi. – Nullameno credo che si potrebbe tentare e che al Presidente della Missione valdese Sig. Cav. Matteo Prochet (Roma, Via Nazionale n° 107) uomo intelligente e liberale, potrebbesi fare colla dovuta prudenza, qualche apertura in proposito’ (citata da Augusto Comba in Valdesi e Massoneria, pag. 100-101; cfr. Giorgio Spini, Italia Liberale e Protestanti, pag. 223-224). Interessante la maniera in cui si esprime questo pastore massone, perchè fa capire come i massoni cercano di fare ‘adepti’ in mezzo alle Chiese Evangeliche.

William Burt (1852-1936), di origine inglese, nominato nel 1888 presidente della Chiesa Metodista Episcopale era massone, e come obbiettivo si era proposto di distruggere l’egemonia papale in Italia soprattutto con l’aiuto della massoneria! (cfr. Renato Salvaggio, Vivere il vangelo in minoranza. Breve storia dei valdesi a Palermo, pag. 29-30). Il corpo pastorale della Chiesa guidata da Burt era formato tutto da massoni doc – dice Giorgio Spini in Italia di Mussolini e protestanti (pag. 63).

Ernesto Filippini (1854-1928), pastore metodista, era massone. Dice Giorgio Spini di lui: ‘… vi fu tra i convertiti della missione wesleyana Ernesto Filippini, divenuto evangelico a Roma subito dopo il 1870, per effetto della predicazione di Sciarelli. Studiò per pastore e fu ordinato ministro, ma fu anche professore di materie letterarie nei licei. Resse prima la chiesa di Pavia, poi quella della Spezia ove fu pure direttore delle attività educative della sua denominazione, e infine fu per lunghi anni segretario per l’Italia dell’Unione Mondiale delle Scuole Domenicali. Oltre a questo, fu anche un pezzo grosso della Massoneria, … Il suo nome figura infatti nell’elenco dei membri del Consiglio dell’Ordine, al tempo in cui Ernesto Nathan era Gran Maestro, fra i delegati del Supremo Consiglio dei 33 (scozzesista)’ (Giorgio Spini, Italia Liberale e Protestanti, pag. 188, 224; cfr. Aldo A. Mola, Storia della Massoneria Italiana, pag. 264, 351). Il Filippini fu dunque un massone del 33° e un importante esponente del GOI!

Giovanni Daniele Buffa (1857-1935). Pastore valdese che operò tra l’altro a Roma, Nizza e a Torino nella ‘chiesa italiana’, era massone. In una sua lettera del 21 luglio 1920 al moderatore Giampiccoli protestava contro un intervento antimassonico che era comparso sulla rivista evangelica ‘La Luce’ dicendo che ‘abbiamo avuto da quel sodalizio … un aiuto non indifferente all’opera nostra’ (cfr. Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 46).

Ugo Janni (1865-1938), che negli anni 1890 era un autorevole esponente della chiesa vecchio-cattolica, nel 1900 (o 1901 secondo altri) aderì assieme con la sua comunità di S. Remo alla Chiesa valdese, e nello stesso anno fu affiliato alla loggia ‘Mazzini’ pure di S. Remo. E’ da molti considerato come un pioniere dell’ecumenismo. Giorgio Spini dice di lui: ”… Janni si era affiliato ad una loggia di San Remo, anche se poi era «entrato in sonno» sotto il profilo libero-muratorio. A guardare bene, l’idea di Janni di una sostanziale unità cristiana, latente sotto le apparenti divisioni confessionali, era tutt’altro che inconciliabile con certi universalismi massonici’ (Giorgio Spini, Italia liberale e protestanti, pag. 259; cfr. Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 48, 72, 95). Nel libro Scelte di fede e di libertà: profili di evangelici nell’Italia unita, Janni viene definito ‘pastore e teologo colto e competente … scrittore forbito e oratore eloquentissimo’ e viene detto che ‘era conosciuto e stimato presso la cittadinanza sanremese ma anche in Italia e all’estero’ e ‘nel 1927 l’università scozzese di Saint Andrews gli conferì il titolo di Doctor divinitatis honoris causa e in quella occasione pronunziò un discorso in latino’ (pag. 131).

Enrico Meynier (1868-1947), pastore valdese che fu pastore della Chiesa di Pisa dal 1912 al 1919 era un massone (Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 47; cfr. Giorgio Spini, Italia liberale e protestanti, pag. 347). Nel 1912, in occasione del 40° anniversario della morte di Giuseppe Mazzini, egli scrisse: «Più si studia Giuseppe Mazzini, più lo si ama, e si vorrebbe che maggiormente la nostra gioventù non ne dimenticasse gl’insegnamenti. Non già che in lui tutto sia perfetto. Ma stimiamo essere grande errore il trascurare l’esempio di fede, di disinteresse che Egli ci dà nel compimento dei nostri doveri. E fu ben detto di lui: “Giuseppe Mazzini visse nella luce di una visione spirituale; egli fu un vero e grande idealista; un carattere nel senso strettamente più austero; un credente nel senso più alto della parola”» (Enrico Meynier, La fede di Giuseppe Mazzini, in: ‘La Rivista Cristiana’, maggio 1912, p. 336). Ecco in che termini questo pastore valdese si esprimeva nei confronti di un uomo che affermò: ‘Non sono Cristiano; non credo alla religione cristiana, alla divinità di Cristo, al dogma della caduta, ecc., credo alla morale del Cristo, ma credo che essa sia insufficiente all’adempimento dei destini sociali dell’umanità’ (Lettres intimes de Mazzini [Lettere intime di Mazzini], pubblicate da D. Melegari, Parigi 1895, pag. 57).

Nicolò Introna (1868-1955). Valdese, ricordato soprattutto perchè fu vice-governatore della Banca d’Italia, era iscritto all’Obbedienza Massonica di Palazzo Giustiniani (cfr. Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 148). Fece parte del concistoro della Chiesa valdese di via IV Novembre a Roma (come anziano, diacono e cassiere) per quasi cinquant’anni e per otto volte venne inviato come deputato della chiesa al Sinodo (cfr. Dora Bognandi & Mario Cignoni, Scelte di fede e di libertà: profili di evangelici nell’Italia unita, pag. 123).

Ernesto Giampiccoli (1869-1921), pastore valdese, fu massone. Dice lo storico Giorgio Spini: ‘Oltre a due intellettuali di notevole statura, come Janni e Luzzi, i valdesi del primo Novecento ebbero la ventura di trovare anche un abile e lungimirante uomo di governo ecclesiastico in Ernesto Giampiccoli (1869-1921). Neanche a farlo apposta, come Luzzi e Janni, non era un valdese di nascita. Era un veneto, di famiglia oriunda di Fonzaso, in quel di Feltre. Venuto a Firenze come studente di Lettere all’Istituto di Studi Superiori, aveva incontrato Emilio Comba, si era convertito alla fede evangelica, e dopo un anno aveva lasciato Lettere per la Scuola Teologica valdese. Consacrato nel 1893, dopo un breve servizio a Aidone, in Sicilia, era stato assegnato a Prochet come collaboratore a Roma e vi restò finchè nel 1898 divenne pastore della Chiesa di Torino. Lì visse sedici anni, cioè finché non tornò a Roma in qualità di moderatore della Tavola. Suo padre era un alto funzionario delle imposte: si era pure convertito e viveva a Milano, e lì restò anche dopo la sua morte, la sede della famiglia. Insomma Giampiccoli era dalla testa ai piedi un uomo della Terza Italia post-risorgimentale, vissuto sempre tra Roma, Torino, Milano, cioè nei grandi centri di quell’Italia. E’ quasi superfluo dire che era anche massone’ (Giorgio Spini, Italia Liberale e Protestanti, pag. 262-263). Fu eletto presidente del Comitato di Evangelizzazione nel 1913, e moderatore della Tavola Valdese nel 1915 e lo restò fino alla sua morte. Giorgio Spini lo chiama ‘un uomo di fede e di calda pietà personale’ ed afferma che ‘ciò che stava a cuore a Giampiccoli era di togliere una buona volta i valdesi, e tutta l’Italia evangelica con loro, da quella posizione marginale – fra i «culti tollerati» in cui li aveva messi l’art. 1 dello Statuto e li aveva mantenuti l’Italia liberale …’ (in Dora Bognandi & Mario Cignoni, Scelte di fede e di libertà: profili di evangelici nell’Italia unita, pag. 125). Assieme al suo fratello massone valdese Matteo Prochet, che fu presidente del Comitato di evangelizzazione dal 1871 al 1905, era un acceso sostenitore ‘dell’idea che l’evangelizzazione dell’Italia poteva avvenire solo attraverso una stretta collaborazione con gli ambienti liberali, democratici e anticlericali’ (Marco Novarino ‘Massoneria e Protestantesimo’, in Gian Mario Cazzaniga, Storia d’Italia, Annali, 21, La Massoneria, pag. 276).

Alessandro Simeoni (1870-1941). Nato a Dignano al Tagliamento il 24 aprile 1870. Educato in un collegio dei cappuccini, compì gli studi liceali a Padova e quelli di teologia a Venezia, e fu consacrato dal card. Sarto (poi Pio X). Professore di Filosofia scolastica tomistica a Padova, direttore spirituale e confessore nel seminario vescovile di Padova. Nel 1897 lasciò il convento e si recò a Firenze dove rimase un anno nella Chiesa Libera. Frequentò la Scuola valdese di Teologia di Firenze. Consacrato nel 1909. Candidato pastore a Verona (1901-1902); Mantova (1902-1907); Revere (1907-1909). Pastore a Cerignola (1909-1910); Brescia (1910-1917); Roma, IV Novembre (1917-1924); Genova (1924-1929); Torino (1929-1939). Emeritato nel 1939, deceduto a Torino il 1 aprile 1941. Fu un massone (www.valdesigenova.com/; cfr. Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 48).

Vincenzo C. Nitti (1871-1957), pastore metodista, fu massone e mazziniano ardente (Giorgio Spini, Italia di Mussolini e Protestanti, pag. 91; cfr. Aldo A. Mola, Storia della Massoneria Italiana, pag. 708).

Alfredo Taglialatela (1872-1949), pastore metodista episcopale, era ‘uno degli astri del firmamento masson-evangelico’ (Giorgio Spini, Italia di Mussolini e protestanti, pag. 63). Fu direttore della rivista evangelica ‘L’Evangelista’ e tra i membri della Commissione per la Versione Riveduta della Bibbia (1915). Finì con il rigettare la dottrina della Trinità e difatti verso la fine della sua vita scrisse anche un’opera contro la Trinità che restò inedita, quando morì nel 1949 (Giorgio Spini, op. cit., pag. 154).

Tito Signorelli (1875-1958), veneziano, pastore evangelico, sopraintendente della Chiesa Metodista Episcopale d’Italia, iniziato massone nel 1924, diventò Luogotenente Sovrano Gran Commendatore (LtSGC) del Supremo Consiglio del 33° grado del Rito Scozzese Antico e Accettato della Massoneria Unificata Italiana (nel periodo della seconda guerra mondiale, dal 1943) e dal 1946 al 1949 fu Sovrano Gran Commendatore del RSAA di Palazzo Giustiniani (digilander.libero.it/iniziazioneantica/index.html in ‘Giosuè Carducci esoterico’; cfr. Aldo A. Mola, Storia della Massoneria Italiana, pag. 679, 687, 689, 694). Fu in collegamento col Rito del Misraim e Memphis di Allegri e diede licenza a Mario De’ Conca 33° di ricevere il grado 33.•.95.•. del Rito di Memphis amministrato da Allegri. In una lettera ad Allegri, Signorelli spiega che molti massoni del RSAA giustinianeo sono membri del Rito di Memphis.

Lo scrittore Fulvio Conti afferma che il riconoscimento del GOI da parte della Massoneria americana nel secondo dopoguerra (vedi più avanti il capitolo ‘L’ombra della massoneria sulle Assemblee di Dio in Italia’ dove parlo di Frank Gigliotti per capire meglio di che si tratta) fu possibile anche grazie al confluimento nel Grande Oriente d’Italia del gruppo massonico capeggiato dal Signorelli: ‘Nel novembre 1945 il gruppo massonico facente capo a Tito Signorelli decise di confluire nel Grande Oriente d’Italia. Per il GOI si rivelò una mossa molto abile, perché in un colpo solo gli consentì di acquisire una consistente rappresentanza di logge del rito scozzese e un autorevole esponente delle chiese evangeliche in Italia, Signorelli appunto, cui nel febbraio 1946 venne conferita la carica di sovrano gran commendatore del rito. Queste novità – l’acquisizione di un gruppo di logge e di un organismo direttivo del rito scozzese, combinata con l’ulteriore radicamento dell’obbedienza nel mondo protestante, cui apparteneva anche Cipollone – crearono le condizioni perché il GOI ottenesse il riconoscimento della massoneria americana’ (Fulvio Conti, La massoneria a Firenze. Dall’età dei Lumi al secondo Novecento, Bologna 2007, pag. 445-446). Considerate dunque quale fosse il livello di commistione tra le Chiese Metodiste e la Massoneria!

Alberto Clot (1876-1916). Nato a Riclaretto, fu consacrato nel 1901 ed esercitò il pastorato a Palermo, Rio Marina, Vittoria e Grotte. Per diversi anni fu Segretario della American Waldensian Aid Society, che operava a favore degli emigranti evangelici negli Stati Uniti. Era un massone, e fondò una loggia massonica (cfr. Renato Salvaggio, Vivere il vangelo in minoranza. Breve storia dei valdesi a Palermo, pag. 118; Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 46).

Camillo Pace, anziano della Chiesa dei Fratelli era un massone. Si era convertito verso gli ultimi anni dell’Ottocento, mentre era a Bologna. Nel 1905 si trasferì a Pescara; lavorò con dei missionari inglesi. Guidò le comunità di Pescara, Paglieta e Gissi. Era fortemente anticattolico infatti non voleva che nessuna delle sue predicazioni fosse priva di una polemica contro il papato, la Chiesa Cattolica e i suoi dogmi. Giorgio Spini dice di lui: ‘Pace aveva collaborato strettamente con missionari inglesi e si era affiliato alla Massoneria’ (Giorgio Spini, Italia di Mussolini e Protestanti, pag. 179-180), ed anche: ‘Durante il fascismo ebbe la casa perquisita e finì al confino perchè nella perquisizione era stato trovato in possesso di simboli massonici …’ (Giorgio Spini, Italia Liberale e protestanti, pag. 234).

Per quanto riguarda la Chiesa dei Fratelli, Andrea Diprose, che fa parte del corpo docente dell’Istituto Biblico Evangelico Italiano (IBEI) appartenente alla Chiesa dei Fratelli, riferendosi al libro di Giorgio Spini Italia di Mussolini e Protestanti ha affermato che ‘… nei decenni fra il 1870 e il 1950, ci sono stati conduttori di chiesa, appartenenti a varie denominazioni protestanti, persino anziani di qualche assemblea «dei Fratelli» (in Italia), che sono stati affiliati alla massoneria. Questo, probabilmente, è dovuto al fatto che in passato la massoneria, come i protestanti, lottava per la libertà, in senso anche anti-clericale’, ed anche: ‘Inoltre, da altre fonti attendibili ho saputo di evangelici all’estero, appartenenti a movimenti similari alla «chiesa dei Fratelli» italiana e cioè persone aderenti alle «assemblee dei Fratelli» e alle «Chiese di Cristo» che sono state legate anch’esse alla massoneria’ (puntoacroce.altervista.org/_Cul/T1-Massoneria_protestanti_Oc.htm).

Arturo Mingardi (1877-1942), ex teologo cattolico modernista che, divenuto pastore valdese fu responsabile della Chiesa di Riesi dal 1918 al 1930, era un massone (www.riesi.com/ cfr. Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 48; Giorgio Spini, Italia Liberale e protestanti, pag. 290).

Giuseppe La Scala (1877-1961), pastore metodista, fu un massone. ‘La sua conversione era avvenuta alla fine dell’Ottocento nel suo paese natale, Mandanici, a pochi chilometri da Messina: un piccolo centro di origine greca, vivace, aperto al nuovo, dove, per la prima volta, aveva ascoltato la predicazione ispirata dei primi missionari. Da quel primo gruppo di anglicani si passò poi all’azione più incisiva dei metodisti, che seppero coinvolgerlo con entusiasmo al suo ritorno dal servizio militare in Marina, durato quattro anni (1896-1900)’ (Dora Bognandi & Mario Cignoni, Scelte di fede e di libertà: profili di evangelici nell’Italia unita, pag. 134). ‘Il 23 maggio del 1909 ricevette a Venezia l’ordinazione a Diacono della chiesa metodista episcopale (Methodist Episcopal Church) dalle mani del Vescovo Earl Cranston. Nel diploma di nomina sul nome Giuseppe sono evidenti i tre puntini della crittografia massonica che andrebbero meglio approfonditi in quanto La Scala venne iniziato alla loggia massonica “Michele Bello” di Siderno solo il 25 aprile 1911 come apprendista, l’8 gennaio del 1912 fu promosso a compagno d’arte (secondo grado della gerarchia massonica) e anche a maestro (terzo e ultimo grado indispensabile per accedere ai riti massonici). E’ noto come in Italia numerosi pastori metodisti appartenenti alla missione episcopale trovarono ospitalità nei templi massonici. La Scala fu uno di questi insieme al battista Bruno Saccomani ….’ (‘Giuseppe la Scala’ in http://www.mandanici.net/).

Carlo Maria Ferreri (1878-1942), pastore metodista episcopale, era massone. E’ spesso ricordato per questa ragione. All’inizio dello scorso secolo la missione metodista episcopale americana aveva fatto costruire centri di istruzione in Italia, come per esempio il complesso costruito a Monte Mario a Roma e la Casa Materna a Napoli. Dopo la crisi economica del 1929 però i metodisti americani si ritirarono dall’Italia e interruppero ogni aiuto economico. E così Carlo Maria Ferreri, che era il sovrintendente, vendette i beni della Missione per pagare le liquidazioni ai dipendenti ed evitare un fallimento. Chiusero le comunità presenti in città ove si trovavano chiese evangeliche di altra denominazione. Le altre vennero conservate perché i pastori rimasero al loro posto anche senza stipendio (cfr. Giorgio Spini, Italia di Mussolini e Protestanti, pag. 152; Valdo Benecchi, Guardare al passato, pensare al futuro. Figure del metodismo italiano, Claudiana, Torino 2011, pag. 9; Marco Novarino, L’Italia delle minoranze. Massoneria, protestantesimo e repubblicanesimo nell’Italia contemporanea, pag. 206).

Ugo Bazoli, pastore metodista, era massone. Il valdese Giordano Gamberini, alto esponente della Massoneria in Italia, ha detto di lui: ‘Nell’archivio del Supremo Consiglio di Washington ho trovato due lettere mandate nel 1926 dal pastore metodista Ugo Bazoli, da Savona. Sul «Christian Science Monitor» di Boston egli aveva letto il messaggio indirizzato da John Cowles, Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio della Giurisdizione Sud degli Stati Uniti, agli uomini politici d’America per invocare solidarietà a favore dei massoni italiani, perseguitati dal fascismo. E il Fr. Bazoli già Venerabile della Loggia «Sabazia» e Saggissimo del Capitolo gli scrive per ringraziarlo e per dirgli che purtroppo questo messaggio arriva troppo tardi … «Tutte le nostre Logge sono state occupate dai soldati del governo; in tutte le città, chiusi i locali, rubato il mobilio e proibite le sedute» (Giordano Gamberini, Protestanti e massoni nel primo quindicennio del secolo, in ‘Rivista massonica’, 1972, n. 7, pag. 432).

Franco Panza De Maria, pastore della comunità evangelica di lingua italiana di Losanna, era massone. Grazie al suo aiuto, negli anni ’30 Ernesto Buonaiuti (il noto storico e teologo cattolico romano scomunicato per aver preso le difese del movimento modernista) fu invitato, dalla Facoltà teologica del capoluogo del canton di Vaud, Losanna, a tenere dei corsi liberi. E dopo alcuni anni di insegnamento, l’Università gli offrì di divenire professore ordinario chiedendogli, discretamente, di aderire alla chiesa evangelica cantonale della quale egli avrebbe dovuto preparare ed esaminare i futuri pastori. Ma Buonaiuti, pur riconoscendo la legittimità della condizione posta, declinò l’offerta (cfr. Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 49; vedi anche Ernesto Buonaiuti, Pellegrino di Roma, pag. 307, 323 versione pdf qui pt.gloria.tv/?media=115351; Marco Novarino, L’Italia delle minoranze. Massoneria, protestantesimo e repubblicanesimo nell’Italia contemporanea, pag. 206).

Ernesto Geymonat, valdese, titolare dell’omonimo stabilimento farmaceutico in Torre Pellice, fu iniziato nell’ottobre del 1910 nella loggia Excelsior. Fu 1° sorvegliante (cfr. Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 126).

Stefano Peyrot, avvocato valdese, fu iniziato nella loggia Giordano Bruno di Pinerolo, dove conseguì il grado di maestro nel 1910. Ebbe la carica di oratore (cfr. Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 126, 136-137).

Federico Margaria, valdese, amministratore delegato di una piccola industria tessile, fu iniziato nel giugno del 1900 nella loggia Cavour di Torino. Fu nominato Maestro Venerabile Onorario. In un documento diretto al Gran Maestro Guido Laj, nel 1946, scriveva tra le altre cose: ‘Localmente abbiamo ottenuto l’adesione della popolazione e diversi nostri FF.*. fanno parte dei comitati sia come presidenti sia in qualità di membri. Tuttavia prevediamo che, in ragione della mole dei lavori, ci sarà necessaria la Vostra Assistenza a Roma stessa presso i singoli Ministeri. Diteci se possiamo contare sulla vostra benevola e fraterna collaborazione per il conseguimento di tali progetti’ (cfr. Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 126-127).

Giuseppe Angeleri (1878-1952). Pastore evangelico battista, era massone. Divenne pastore della chiesa battista di Pordenone nel 1903. (http://www.dehominisdignitate1314.org/massoni.htm http://www.storiastoriepn.it/blog/?p=2609).

Davide Augusto Albarin (1881-1959). Valdese, emigrato in Egitto (nel 1905), fu qui iniziato nella loggia ‘Cincinnato’. Fu Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia in esilio. Tenne in piedi la rete delle logge italiane all’estero, e combattè il fascismo, aderendo anche a tutte le organizzazioni clandestine antifasciste, sostenendole con la sua fede di massone, incoraggiandole con la sua coscienza di fiero repubblicano, in relazione costante con i gruppi di «Giustizia e Libertà» e di «Azione antifascista, di Parigi» (cfr. Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 51, 120-121).

Corrado Jalla (1883-1947), pastore valdese che operò in Sicilia dal 1908 al 1911, fu iniziato nella massoneria nel 1910 nella loggia ‘Aurelio Saffi’ di Barcellona P.D.G. Nel 1911-12 fu cappellano valdese presso le truppe impegnate in Libia (Cfr. Renato Salvaggio, Vivere il vangelo in minoranza. Breve storia dei valdesi a Palermo, pag. 119; Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 47, 93).

Emanuele Sbaffi (1883-1965), pastore della Chiesa metodista wesleyana, era massone dal 1922 – come sostiene Giordano Gamberini – essendo stato iniziato a Napoli alla loggia ‘Propaganda’ il 6 Luglio 1922 (cfr. Marco Novarino, L’Italia delle minoranze. Massoneria, protestantesimo e repubblicanesimo nell’Italia contemporanea, pag. 204; Giorgio Spini, Italia di Mussolini e Protestanti, pag. 75).

Giorgio Tron (1884-1963), Valdese, biologo di fama. Fu direttore dell’Istituto Sieroterapico Italiano di Napoli dal 1940 al 1953, studioso di parapsicologia, ed anche membro e segretario della Società Italiana di Parapsicologia. Fu iniziato nella Loggia Propaganda di Torino nel 1907, e membro della Loggia Hermes n. 594 di Roma. Fu Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal 1960 al 1961, e membro effettivo del Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico e Accettato (it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Tron cfr. Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 51, 128-130; cfr. Aldo A. Mola, Storia della Massoneria Italiana, pag. 714-715).

Davide Bosio (1885-1950), professore della Facoltà valdese di teologia e esponente della ‘tradizione liberale’, molto vicino all’allora moderatore Comba; era massone, almeno secondo un rapporto del 1931 della polizia fascista (citato da J.P. Viallet, La chiesa valdese di fronte allo stato fascista, Torino, Claudiana 1985, p. 366, nota 9). Fu il fondatore della FUV (Federazione Unioni Valdesi), un movimento giovanile riconosciuto dal Sinodo Valdese nel 1938, e fu anche direttore della rivista valdese ‘La Luce’ (http://www.pinerolovaldese.org/linea7/pinerolo15.php).

Guglielmo Del Pesco (1889-1951), pastore delle Comunità Evangeliche Unite Elvetica e Valdese di Trieste, nonché Moderatore della Tavola Valdese (dal 1948 al 1951), era un massone: ‘Nel corpo pastorale valdese vi furono massoni che detennero le massime cariche della chiesa: il presidente del Comitato per l’evangelizzazione (da cui Pinerolo dipendeva sino al 1886) Matteo Prochet, i moderatori Ernesto Giampiccoli e Guglielmo Del Pesco’ (pinerolovaldese.org/linea7/pinerolo10.php; cfr. Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 48,49). In merito alla sua elezione a moderatore della Tavola Valdese nel 1948, nel libro Scelte di fede e di libertà: profili di evangelici nell’Italia unita viene detto che ‘la sua elezione significava una prudente apertura a una visione ecumenica della chiesa (in quello stesso anno si costituì il Consiglio ecumenico delle chiese a Ginevra) in una prospettiva pastorale, dopo le tragedie della seconda guerra mondiale’ (pag. 144). Dunque, Del Pesco era ecumenico, e non poteva non esserlo, essendo massone nonchè seguace di Ugo Janni. Interessante poi notare che tra i presidenti del Consiglio ecumenico delle Chiese sorto nel 1948 – come vedremo dopo – c’erano due massoni. Che coincidenza!

Cesare Gay (1892-1970). Avvocato valdese, massone, fu dirigente della ACDG e presidente della YMCA in Italia che era ‘in stretti rapporti con la massoneria’. Fu iniziato alla massoneria nei primi anni dello scorso secolo nella Loggia Losanna a Napoli, ricoprendo poi varie cariche nell’Ordine massonico e nel Rito Scozzese. Fondò la Loggia Mario Savorgnan d’Osoppo di Pinerolo. Appoggiò i modernisti, ed era profondamente ecumenico, infatti di lui si dice che a lui è legata gran parte della storia dell’ecumenismo valdese nella prima metà del Novecento (cfr. Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 48,140-141; Giorgio Spini, Italia di Mussolini e Protestanti, pag. 199-200; http://www.pinerolovaldese.org/linea7/pinerolo15.php).

Carlo Piccinni, divenuto evangelista dell’opera Battista, iniziò intorno al 1891 un’attività evangelistica nella città di Matera. Fu pastore della Chiesa Battista di Miglionico in provincia di Matera dal 1892 al 1919. Era un massone, appartenente alla loggia Mario Pagano di Potenza (cfr. di Tommaso Russo e Prinzi Vittorio, La massoneria in Basilicata. Dal decennio francese all’avvento del fascismo, Editore Franco Angeli, 2012, pag. 51, 74).

Teofilo Pons (1895-1991). Professore per molti anni nel Collegio valdese di Torre Pellice, dove sarà anche preside della Scuola media, fu iniziato alla Loggia Excelsior nel 1946. Ricoprì diverse cariche nella Società di Studi valdesi, rimanendo a lungo Direttore responsabile del ‘Bollettino’ (cfr. Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 135).

Giuseppe Gangale (1898-1978), appartenente ad una Chiesa Battista, era massone. Fu lui che coniò il termine ‘Massonevangelismo’ per indicare quella doppia militanza, in una Chiesa evangelica e nella massoneria, che caratterizzava così tanti personaggi di primo piano del suo tempo. Gangale infatti sosteneva che ‘le società segrete sono una naturale reazione nei paesi dove c’è intolleranza spirituale e politica, cioè nei paesi cattolici’ (Giuseppe Gangale, Consensi e dissensi, «Conscientia», a. III n° 29, 19 luglio 1924), per cui era giusto e normale che degli Evangelici anche in Italia vi aderissero per opporsi al papato!

Bruno Saccomani (1902 – 1970), pastore battista della Chiesa Isola dei Liri dal 1928 al 1929 e di quella di Miglionico dal 1929 al 1931, era un massone (web.tiscali.it/labriola/pastori.htm; Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 147).

Augusto Armand Hugon (1915-1980). Valdese e massone: era un ‘insigne storico del movimento Valdese’. Nel 1943 venne incaricato della cattedra di lettere al Liceo Valdese, dove poi diviene preside. E’ stato anche presidente della Società di Studi Valdesi. E’ stato inoltre sindaco di Torre Pellice dal 1949 al 1961 (cfr. Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 130-133).

Ernesto Ayassot (-1996), teologo valdese-metodista, docente di lingua e letteratura inglese (molto conosciuto nei paesi di lingua inglese), traduttore della Lettera ai Romani nella Bibbia concordata, 1968, e pastore a Biella, era massone. Giorgio Spini dice di lui: ‘Era un noto anglofilo, legato alle A.C.D.G e anch’egli esponente della Massoneria’ (Giorgio Spini, Italia di Mussolini e protestanti, pag. 251).

Domenico Abate (morto a 93 anni alla fine dello scorso secolo), valdese, appassionato antifascista, era un massone. Ebbe un ruolo importante nella rifondazione della Loggia Excelsior di Torre Pellice, dopo la liberazione d’Italia. Si era trasferito a Torre Pellice da Catania, dove era membro attivo della loggia Martini (cfr. Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 125, 127, 146).

Giordano Gamberini (1915-2003). Valdese, è stato un eminente figura della massoneria e dell’esoterismo italiano. ‘Insegnante di chimica, venne iniziato al linguaggio dei simboli dal pastore protestante veneziano Tito Signorelli’ (http://www.goiradio.it/notizie/notizia_13.htm). Fu Vescovo della Chiesa Gnostica d’Italia con il nome di Tau Julianus ed eletto per la prima volta Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia nel 1961, rimanendo in carica sino al 1970. Fu direttore dal 1966 della ‘Rivista Massonica’ (che dal febbraio 1980 cambiò formato e denominazione, mutata in Hiram), fu promotore della sua rinascita. Era un massone con spiccate propensioni allo studio del simbolismo, della filosofia e della spiritualità; partecipò alla stesura della ‘Bibbia concordata’ nell’ambito della quale tradusse il Vangelo di San Giovanni. E’ passato alla storia della Massoneria italiana per lo più per le sue doti di diplomatico, sia per il suo dialogo con la Chiesa cattolica al fine di far rimuovere la scomunica contro i massoni, sia con la Gran Loggia Unita d’Inghilterra al fine di far ottenere il riconoscimento di regolarità massonica al Grande Oriente d’Italia. Fu inoltre autore dei volumi “Mille volti di massoni italiani” (1975); “Attualità della massoneria. Contenti gli operai?” (1978) e “Storia e costituzione della Repubblica Romana attraverso i manifesti” (1981). Venne espulso dalla Massoneria con sentenza della Corte Centrale del 13 settembre 1986 per fatti inerenti la Loggia “P2″. Venne sostituito da Augusto Comba alla direzione della rivista Hiram. (www.akhenaton.org/ cfr. Aldo A. Mola, Storia della Massoneria Italiana, pag. 715-736).

Augusto Comba (1923-2009). Valdese, è stato professore di storia del Risorgimento all’università di Torino, e direttore del ‘Bollettino della Società di Studi Valdesi’. Entrato in loggia nel 1949, fu componente della Giunta del Grande Oriente d’Italia, e direttore della sua rivista ufficiale ‘Hiram’ per diversi anni. Nel 1969, lui, Gamberini e Roberto Ascarelli, ebbero dei colloqui con una delegazione ufficiosa di tre sacerdoti cattolici, Rosario Esposito, Giovanni Caprile e Vincenzo Miano, al fine di far rimuovere la scomunica papale contro la massoneria. Il risultato di quei colloqui fu che anni dopo, nel nuovo Codice canonico scomparve la scomunica esplicita alla massoneria. Nel 1974, quindi anni prima che scoppiasse lo scandalo della loggia P2 diretta da Licio Gelli, aveva espresso alla Giunta del Grande Oriente il suo invito ad espellere Gelli e compagnia, ma non fu ascoltato, anzi fu sottoposto ad un procedimento disciplinare. Quando Comba morì nel 2009 il Grande Oriente d’Italia emanò questo comunicato stampa: ‘Roma 4 agosto 2009. Le condoglianze del Gran Maestro Gustavo Raffi per la morte del fr. Augusto Comba. Il Gran Maestro Gustavo Raffi e i Membri della Giunta del Grande Oriente d’Italia partecipano commossi al dolore dei familiari e dei Liberi Muratori per la scomparsa dell’Illustrissimo Fratello Augusto Comba, già Grande Dignitario dal 1961 al 1970 e direttore della rivista massonica “Hiram”, e ne ricordano le grandi doti, il profondo rigore morale, lo spessore culturale mai ostentato. Promotore del risveglio spirituale della Massoneria Italiana negli anni ’50 – ’60, ha testimoniato e garantito negli anni bui del piduismo che il Grande Oriente d’Italia si identifica con i valori della Democrazia e della Carta Repubblicana’ (www.grandeoriente.it/). Il suo libro ‘Valdesi e Massoneria: due minoranze a confronto’ è fondamentale per capire i rapporti tra Valdesi e Massoneria. Lo ha dedicato a due maestri massoni, vale a dire Augusto Armand Hugon e Paolo Ungari.

Pier Carlo Longo, Valdese, già Gran maestro aggiunto della Gran Loggia d’Italia, ora è il gran maestro di una nuova Massoneria che inizia all’Arte Muratoria sia uomini sia donne (Barbara Curti, La nuova Massoneria reggiana, 6 Aprile 2001 – http://www.telereggio.it/). E’ menzionato nel libro Valdesi e Massoneria (pag. 172-179).

Antonio Mucciardi (1945-) è stato pastore della Chiesa di Napoli – Rione Berlingieri – e di Torre del Greco delle Chiese Cristiane Libere, una denominazione legata storicamente al risorgimento Italiano e incardinata dal 1980 nella Chiesa Valdese e Metodista; eletto per tre trienni consigliere nazionale della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia assumendo in questa organizzazione anche la responsabilità di Segretario del Servizio di Azione Sociale; ed è stato per sette anni Segretario Generale della Consulta Evangelica. Il Supremo Consiglio dei Sovrani Grandi Ispettori Generali del 33° ed ultimo grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato della Libera Muratoria Universale per la giurisdizione italiana del Grande Oriente Italiano – Obbedienza di Piazza del Gesù – il giorno 11 aprile 2010 lo ha eletto nuovo Sovrano Gran Commendatore (cfr. http://www.grandeorienteitaliano.it). Quantunque non sia più pastore, rimane pur sempre membro della Chiesa Valdese Metodista. Leo Zagami, un ex Illuminati, lo definisce infatti ‘legato alla Chiesa Valdese’ (Leo Zagami, Le confessioni di un Illuminato, Vol. 1, pag. 171).

Come potete vedere, il coinvolgimento di Protestanti nella Massoneria è evidente, a tal punto che Giorgio Bouchard, pastore valdese ed ex presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (lo fu dal 1988 al 1994) ha affermato: ‘Per quanto riguarda le chiese evangeliche italiane, è particolarmente imbarazzante dover ammettere che molte fra le personalità che hanno «fatto» il nostro protestantesimo (i dirigenti delle due chiese metodiste, e poi Matteo Prochet, Teofilo Gay, Ernesto Giampiccoli, Ugo Janni) erano membri attivi della massoneria …’ (Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 162). Persino la nota casa editrice Claudiana è stata ‘fatta’ anche da massoni, infatti John Richardson Mc Dougall (1831- 1900), ordinato pastore della Chiesa libera di Scozia nel 1855 e venuto in Italia nel 1859, che ‘aiutò molto i valdesi per l’impianto della tipografia Claudiana’, era affiliato alla Massoneria (Giorgio Dimitriadis, I valdesi e il movimento evangelico nel Salento 1868-1915, pag. 48 nota 40).

E’ un dato dunque inconfutabile che il protestantesimo di oggi in Italia è il risultato anche di influenze massoniche di non poco conto, e questo lo vedremo meglio quando parleremo della genesi della FCEI. Non solo, è altrettanto inconfutabile il fatto che la massoneria è tuttora presente nel Protestantesimo odierno. Il teologo valdese Paolo Ricca infatti nel corso di una relazione dal titolo ‘Protestantesimo e massoneria dopo l’Unità d’Italia’, tenuta a Torino in occasione di un convegno organizzato nel 1997 da Pier Carlo Longo dal titolo Protestantesimo e massoneria in Italia nel secolo XX, ha confermato che la Massoneria è presente in seno alle Chiese Protestanti, dicendo che mentre prima, cioè fino all’avvento del fascismo, ‘la presenza protestante nella massoneria era una presenza pastorale, oggi questa presenza, ridotta nei ranghi, è laica’ (in Augusto Comba, Valdesi e Massoneria, pag. 174).

Ma sulla presenza odierna dei Protestanti – soprattutto dei Valdesi – nella Massoneria, è molto importante quello che ha detto il professore Antonio Panaino, già preside della facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna, che è un importante esponente del Grande Oriente d’Italia infatti è direttore scientifico nonchè condirettore della rivista massonica ‘Hiram’: ‘… nel Grande Oriente abbiamo protestanti, cattolici, qualche mussulmano, molti ebrei, tanti Valdesi ….’ (in Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, pag. 213 – il grassetto è mio). Avete visto? Attualmente nella Massoneria ci sono TANTI VALDESI. E questo lo dice uno dall’interno del GOI che conosce bene le cose come stanno. Ecco perchè i rapporti tra la Chiesa Valdese e la Massoneria sono buoni, tanto è vero che nel 2008 in occasione del centenario della nascita del Grande Oriente Italiano Obbedienza del Gesù, sì è tenuto il 20 settembre un convegno sul tema “Prospettive etiche della modernità – Culture laiche a confronto”, a Roma presso l’aula magna della Facoltà Valdese di Teologia. Tra gli altri c’erano il Gran Maestro Dott. Nicola Tucci, il professore Daniele Garrone, decano della Facoltà Valdese di Teologia, e Antonio Mucciardi Grande Oratore G.O.I. Obbedienza Piazza del Gesù. Il Convegno è stato voluto dal Grande Oriente Italiano (Doxa, Rivista di studi massonici e di scienze umanistiche, Anno III, pag. 1-88). E’ vero anche che alcuni in seno alla Chiesa Valdese vorrebbero cacciare i massoni dal loro mezzo, perchè ritengono incompatibile il Cristianesimo con la Massoneria, ma essi non contano niente, e infatti i tanti massoni sono ancora al loro posto, in quanto la Chiesa Valdese non ha alcuna intenzione di cacciare via i massoni. Non caccia quei suoi membri che sono omosessuali e lesbiche, anzi adesso benedice pure le coppie gay, figuriamoci se si va a mettere contro i valdesi massoni, che poi come abbiamo visto sono TANTI!

Pentecostali Massoni

Abbiamo visto di massoni appartenenti a diverse Chiese Evangeliche, ma nessuno alle Chiese Pentecostali. Ma questo non significa affatto che non siano esistiti o che non esistano massoni membri di Chiese Pentecostali. A proposito di Pentecostali nella Massoneria, ma all’estero, C. F. McQuaig, un pastore delle Assemblee di Dio USA, aveva così tanti massoni nella sua congregazione che fece delle intense ricerche sulla Massoneria e scrisse The Masonic Report, che è un libro confutatorio che smaschera la massoneria. Il suo libro fu pubblicato nel 1976 (www.crossroad.to/articles2/006/freemasons.htm).

masonic-report

E poi in Brasile ci sono importanti pastori pentecostali che sono massoni, appartenenti a varie denominazioni Pentecostali.

Come si può pensare quindi che in seno alle Chiese Pentecostali in Italia – che nel loro insieme contano più membri di tutte le Chiese non Pentecostali messe anch’esse insieme – non ci siano affatto dei massoni o dei massoni senza grembiule? Non si può. Peraltro, dovete considerare che in Italia esistono anche Chiese Pentecostali brasiliane che fanno parte di denominazioni che in Brasile sono colluse con la Massoneria.

In base a delle informazioni in mio possesso, in una denominazione pentecostale italiana ci sono dei massoni tra i quali alcuni pastori (e sono nomi importanti). Cosa questa risaputa dai ben informati. A tale proposito, vorrei ricordare che prima che uscissero a suo tempo sul giornale OP (Osservatore Politico) i nomi degli ecclesiastici della Chiesa Cattolica Romana affiliati alla Massoneria, ‘in Vaticano da molto prima e da più parti diverse, pervenivano segnalazioni su nomi e cognomi di ecclesiastici, certamente affiliati e in stretta collaborazione con la massoneria’, per cui i ben informati sapevano. Anche nel caso di questa denominazione la cosa è un pò simile: i ben informati sanno, e quando Dio farà sì che usciranno i nomi di questi pastori, rimarranno sorpresi solo quelli che non sanno.

Per il momento mi limito a riferirvi questo, che ritengo basti per indurvi a riflettere molto seriamente e a tenere alta la guardia. Comunque, sappiate che è presente uno spirito massonico in mezzo a tante Chiese Pentecostali che si sta diffondendo sempre di più, e a supporto di quello che dico ci sono tante prove, tra cui quella della sempre maggior diffusione dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso all’interno del Movimento Pentecostale, perchè la Massoneria è promotrice dei principi di tolleranza e di fratellanza universale, che purtroppo anche tra di noi Pentecostali vanno diffondendosi.

Ma per avere un quadro completo di ciò leggi questi capitoli ‘Influenze e somiglianze massoniche nelle Chiese’, ‘L’ombra della massoneria sulle Assemblee di Dio in Italia’ e ‘Il piano dei Massoni/Illuminati: distruggere il Cristianesimo per mezzo delle Chiese evangeliche’.

Avvertimento sull’influenza massonica valdese sulle Chiese Pentecostali

Come abbiamo visto in precedenza, il professore Antonio Panaino, che è un importante esponente del Grande Oriente d’Italia, e che è condirettore della rivista massonica ‘Hiram’ ha affermato: ‘… nel Grande Oriente abbiamo protestanti, cattolici, qualche mussulmano, molti ebrei, tanti Valdesi ….’ (Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, pag. 213 – evidenziatura mia).

Ora, questa cosa non può lasciare indifferenti, perchè egli parla di TANTI VALDESI che sono massoni, oltre naturalmente ad un certo numero di Protestanti non Valdesi perchè lui prima cita in generale i Protestanti e poi fa una specificazione riguardante la consistenza numerica dei Valdesi. E si badi che questo ‘tanti Valdesi’ riguarda solo il Grande Oriente d’Italia, quindi solo una delle Obbedienze massoniche italiane anche se la più numerosa, perchè ci sono le altre Obbedienze ufficiali in cui anche lì ci sono Protestanti, per non parlare delle Logge coperte, in cui non si può escludere la presenza di Protestanti, anzi.

Ma voglio concentrarmi sulla presenza valdese nel GOI, perchè è quella che ci riguarda più direttamente a noi Pentecostali. Ma andiamo per ordine, abbozzando prima la composizione sociale del GOI, per capire che ceto sociale ricoprono i Valdesi che ne fanno parte.

Gli operai sono il 2 per cento circa, gli impiegati l’11 per cento, gli imprenditori il 15 per cento, gli insegnanti il 20 per cento, i pensionati il 22 per cento, liberi professionisti 30 per cento. Oltre a questo, va detto che i titolari di scuola media superiore sono il 25 per cento degli iniziati, mentre i laureati sono il 70 per cento (cfr. Fratelli d’Italia, pag. 14-15). In base a questi dati si può quindi dire che i tanti Valdesi massoni contano nella Chiesa Valdese (per non parlare poi dei massoni valdesi senza grembiule!). D’altronde, abbiamo visto che in passato hanno fatto parte della Massoneria esponenti di spicco della Chiesa Valdese, quindi non ci meravigliamo nello scoprire che anche oggi è la stessa cosa.

Ma proseguiamo. Ora, è evidente che siccome ‘il vero Massone è colui che opera strenuamente per aiutare l’Ordine a realizzare i suoi grandi scopi’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 1, pag. 58 – 2° Compagno d’Arte), e difatti ai Massoni viene ordinato: ‘Siate fedeli alla Massoneria, che è fedele ai massimi interessi dell’umanità. Lavorate, con la fermezza e con l’esempio, per elevare il livello morale del corpo massonico, per allargare la sua sfera d’influenza, per divulgare i suoi insegnamenti, per fare che tutti lo conoscano come un grande apostolo della pace, dell’armonia e della buona volontà fra gli uomini sulla terra, per la libertà, l’eguaglianza, la fraternità’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 2, pag. 11 – 4° Maestro Segreto); anche i tanti Valdesi affiliati alla Massoneria operano strenuamente per aiutare la Massoneria, e noi conosciamo l’agenda della Massoneria. E quindi essi esercitano sicuramente una influenza nella Chiesa Valdese, non importa come, dove e quando, e in che misura, essi fanno sentire la loro influenza, che è una influenza dannosa per la Chiesa naturalmente. E credo che questo sia ben visibile.

Vedere dunque tante Chiese Pentecostali che ormai vanno ‘d’amore e d’accordo’ – per così dire – con la Chiesa Valdese, come le Assemblee di Dio in Italia (l’ex presidente Francesco Toppi era in ottimi rapporti con i Valdesi e difatti era amico di Giorgio Spini); la Federazione delle Chiese Pentecostali che ha nella sua facoltà dei docenti valdesi (Pawel Gajewski, pastore valdese, ha affermato con soddisfazione che ‘il corpo docente della Facoltà è composto anche da professori appartenenti alle chiese valdesi, metodiste e battiste’ – http://www.ildialogo.org/pentecostali/unita29112007.htm) e che dialoga (secondo il teologo valdese Paolo Ricca questo dialogo ‘ha dato sinora buoni frutti’! – http://www.ildialogo.org/pentecostali/fape11062008.htm) e collabora con i Valdesi da anni; e le Assemblee di Dio (AD) che addirittura nel 2009 hanno contratto una alleanza con la Chiesa Valdese-Metodista che prevede lo scambio dei pulpiti; dico vedere queste cose, non può che destare tanta indignazione, perchè è cosa certa che l’influenza massonica presente nella Chiesa Valdese – come anche nelle altre Chiese Protestanti storiche – è destinata a diffondersi anche in ambito pentecostale, e già questo sta avvenendo.

Il massone (appartenente alla Chiesa Battista) Giuseppe Gangale disse: «Il protestantesimo deve rendersi conto della realtà pentecostale” (Paolo Sanfilippo, Giuseppe Gangale araldo del nuovo protestantesimo italiano. Genova, Editrice Lanterna, 1981 pp. 91 ss), e difatti se n’è reso ben conto infatti è riuscito ad introdurre il suo pensiero massonico nelle Chiese Pentecostali che ormai assomigliano sempre di più alle Chiese Protestanti storiche.

D’altronde, se un pò di lievito fa lievitare tutta la pasta, è evidente che il lievito malvagio costituito dalla Massoneria presente in mezzo alla Chiesa Valdese – e non solo in essa perchè esso è presente anche nelle altre Chiese Protestanti – è destinato a far lievitare tutto l’ambiente evangelico italiano che ha legami di amicizia e di collaborazione con la Chiesa Valdese. Nessuno si illuda dunque. E d’altronde i fatti parlano chiaro.

Davanti a questa situazione, non potete far finta di niente, fratelli che frequentate queste Chiese, dovete reagire per non trovarvi anche inconsapevolmente a dare una mano alla Massoneria, e già molti di voi una mano gliela state dando, eccome se gliela state dando, in quanto avete assimilato bene insegnamenti e concetti massonici.

Che dovete fare dunque? Sbarazzarvi in ogni modo del lievito malvagio che è in mezzo a voi, e rompere ogni legame con la Chiesa Valdese, quella Metodista, quella Battista, quella Luterana, e la Federazione delle Chiese Evangeliche, in cui la Massoneria e i Massoni sono tollerati.

La mancanza di confutazioni sulla Massoneria e di dichiarazioni ufficiali di condanna della doppia appartenenza da parte delle Chiese Pentecostali

Visto che la Massoneria – questo sistema di dottrine e pratiche diaboliche che fanno volgere i massoni all’idolatria in quanto il dio massone non è il vero ed unico Dio di cui parla la Scrittura – costituisce una potente macchinazione del diavolo contro la Chiesa, e che essa è tollerata se non approvata in alcune Chiese Evangeliche in Italia, e difatti essa è ben presente in esse, qualcuno forse porrà la seguente domanda: ‘Abbiamo compreso il perchè le Chiese Valdesi-Metodiste e quelle Battiste non confutano la Massoneria e non condannano la doppia appartenenza di loro membri ad essa, ma come mai mancano delle confutazioni della Massoneria nelle Chiese Pentecostali e mancano dichiarazioni ufficiali delle varie denominazioni pentecostali che condannano la massoneria, e ne proibiscono l’affiliazione dei loro membri pena l’estromissione dalla Chiesa?’

Dopo avere esaminato la questione, posso dire che le ragioni possono essere diverse.

La prima è che a capo di queste Chiese Pentecostali ci siano dei massoni (poco importa se con o senza il grembiule), per cui è impensabile che essi condannino la Massoneria.

La seconda è che in queste Chiese ci siano massoni o persone che simpatizzano per la Massoneria, per cui fare una simile cosa porrebbe dei seri problemi ai dirigenti delle Chiese, nel senso che si potrebbero creare delle fratture o divisioni, e quindi per compiacere agli uomini stanno zitti.

Ed infine c’è questa ragione, e cioè che queste Chiese non vogliono inimicarsi le Chiese Protestanti Storiche che tollerano la Massoneria e che hanno al loro interno numerosi massoni, in particolare la Chiesa Valdese che è risaputo a livello politico conta nel panorama evangelico italiano, e quindi queste Chiese Pentecostali non hanno per nulla intenzione di farsi nemici i Valdesi che peraltro possono servire – come sono già serviti alle ADI – in vista dell’ottenimento di una intesa con lo Stato per esempio.

Quindi, io sono persuaso che se una Chiesa Pentecostale qui in Italia è a conoscenza di cosa è la Massoneria, se non dice e fa niente per avvertire i propri membri da essa, e non la condanna pubblicamente vietando ai suoi membri di affiliarsi ad essa o non ordina a quei suoi membri massoni di rinnegare immediatamente la Massoneria, pena l’estromissione dalla Chiesa, ciò vuol dire che quella Chiesa tollera la Massoneria ed eventuali Massoni al suo interno, e quindi tollera l’idolatria perchè ripeto la Massoneria è idolatria e i Massoni sono idolatri in quanto servono un altro dio, che è il dio di questo presente secolo malvagio cioè Satana.

L’apostolo Paolo afferma: ” ….. quel che v’ho scritto è di non mischiarvi con alcuno che, chiamandosi fratello, sia un fornicatore, o un avaro, o un idolatra, o un oltraggiatore, o un ubriacone, o un rapace; con un tale non dovete neppur mangiare. Poiché, ho io forse da giudicar que’ di fuori? Non giudicate voi quelli di dentro? Que’ di fuori li giudica Iddio. Togliete il malvagio di mezzo a voi stessi” (1 Corinzi 5:11-12).

Quindi quei conduttori che invece si mettono o incitano a mettersi con quelli che pur definendosi fratelli sono massoni, violano la Parola di Dio, e da essi bisogna guardarsi e ritirarsi perchè dice sempre Paolo: “Or io v’esorto, fratelli, tenete d’occhio quelli che fomentano le dissensioni e gli scandali contro l’insegnamento che avete ricevuto, e ritiratevi da loro. Poiché quei tali non servono al nostro Signor Gesù Cristo, ma al proprio ventre; e con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore de’ semplici” (Romani 16:17-18).

Dal libro di Giacinto Butindaro, ‘La Massoneria Smascherata’ (pag. 284-333)

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