Scampato all’inferno per la grazia di Dio

Samuil Ianos racconta come dopo essersi sviato è rientrato in sè stesso ed è tornato al Signore

Sono nato il 27 Novembre 1974 a Timisoara (Romania), da genitori che al tempo erano già dei Cristiani. Ho altri quattro fratelli e una sorella. Io sono il secondo, c’è una differenza di dieci anni dal primo, tempo durante il quale mia madre non è riuscita a portare a termine altre gravidanze. Mia sorella invece, è la più piccola.

Dopo queste poche parole di presentazione vorrei continuare con le parole e con dei fatti che mi raccontò tempo fa mia madre: ‘Prima di concepirti, all’inizio del 1973, c’è stato un fratello di Jebel (un piccolo paesino vicino alla mia città) a casa nostra e abbiamo pregato nella camera da letto. Quando ci siamo alzati dalle ginocchia, questo fratello ha detto che ha avuto una visione. Ha visto una luce che veniva dalla finestra e che si è posata sulla mia pancia. Io non ho detto niente, ma non ero contenta perchè sapevo già che non potevo avere più figli. Avevo fatto tante cure e sempre dopo il quarto mese i bambini nel mio seno si muovevano e poi morivano, soffrivo soltanto. Nella seconda metà del 1973, a casa nostra c’è stato il fratello Gorgan (un servo del Signore). Abbiamo pregato, poi lui ha detto che il Signore gli ha fatto conoscere che avrò un figlio, ma io non credetti, anzi feci segno con la mano che questo non sarebbe mai accaduto. Nel Febbraio del 1974 rimasi incinta e ti concepii e dissi che se il Signore mi aveva parlato io non avrei fatto più le cure, poi mangiai tutto quello che c’era. Quando andavo e quando tornavo dal lavoro passavo sempre dal mercato e prendevo tutto quello che mi piaceva, senza escludere niente. Quando arrivai a sette mesi di gravidanza, la dottoressa che mi seguiva, voleva farmi una iniezione per essere sicura che tutto sarebbe andato bene, diceva lei.  Io sono andata da papà a dirgli la cosa, e lui mi ha detto che se io sapevo che la cosa mi avrebbe aiutata allora la dovevo fare, altrimenti non dovevo fare l’iniezione. Alla dottoressa il mio rifiuto non piacque, ma andammo avanti così. Quando andai all’ospedale per partorirti, mi fermai prima in pasticceria. La nonna aveva paura di stare a tavola con me e diceva spesso di andare, diceva: ‘Dai, che tu lo partorisci sulla strada!’ Quando arrivai all’ospedale incontrai la dottoressa; lei era lì per sostenere degli esami, quando mi vide andò a parlare con il medico che era di turno, era il dottore Vasile di Arad. Sempre mentre ero ancora incinta di te, papà era in missione per due settimane in diverse città della Romania. Durante questo periodo mangiai tante cose che in precedenza il medico non mi aveva affatto consentito. Quando papà tornò, gli dissi che forse a cagione dei funghi e di altre cose che avevo mangiato io avrei partorito un figlio selvaggio. Il giorno che tu nascesti (27/11/1974), di pomeriggio, gli agenti della polizia di quel tempo prelevarono papà dal lavoro e lo portarono a casa e rovistarono tutta la casa per trovare delle Bibbie ecc. Trovarono 4.500 Lei, i soldi giusti per comprarti la carrozzina ed anche il maiale (in Romania in quel periodo di Novembre-Dicembre si ammazza il maiale). La nonna rimase molto male. Io all’ospedale, a casa tutto sottosopra, senza soldi … fu un giorno segnato. Il nemico provò in tutti i modi di non farci gioire per il tuo arrivo. Alla presentazione (quando mi hanno portato in Chiesa per la benedizione) erano presenti molti. Invitammo molti a pranzo. C’era anche il fratello Gorgan, che ha detto da parte del Signore che Lui ti farà un profeta e un Suo servitore. Il Signore Gesù sia lodato per tutto!’

Sempre dai racconti dei miei genitori posso dire che nacqui con un piede più corto dell’altro. Sono stato all’ospedale sotto lo stretto controllo del medico. Dicono che ero in una condizione che mi causava molte sofferenze. Sono state fatte diverse preghiere per me. Mia madre decise di portarmi via dall’ospedale, non poteva vedermi soffrire, per di più anche legato a quelle macchine. Ma dato che se il Signore le aveva dato un figlio, sarebbe stato sempre Lui a fare il resto …. Dopo diversi mesi fui portato a dei controlli e per la gioia dei miei cari, il Signore fece sì che non fosse più trovato nessun difetto. Mi fecero e rifecero tanti di quei controlli, radiografie ecc., ma grazie al Signore che ancora oggi di quell’handicap non è più rimasto niente.

Durante il successivo periodo della mia vita le cose andarono avanti normalmente. Non conobbi mai una lite o qualche parola brutta da parte dei miei genitori. Vissi in un ambiente di preghiera e pieno di tanti incontri con dei fratelli di tutto il mondo che venivano a quel tempo a visitare ed evangelizzare la Romania.

Di questo periodo vorrei parlare di quando avevo quattordici anni. Ero con altre persone a casa del fratello Anghel, per una serata di preghiera. Io con altri cinque o sei ragazzi, di un età più o meno della mia, andammo in una altra stanza per pregare. Era d’inverno, faceva freddo, per di più quella stanza non era riscaldata. Ci mettemmo su un letto grande, un letto tipo quello matrimoniale. Stavamo lì a pregare. La figlia del fratello Anghel, Tabita, voleva essere battezzata con lo Spirito Santo, e io lo stesso. Poco dopo avere toccato il letto con le ginocchia, ho cominciato a pregare in altre lingue. Il Signore mi aveva riempito di una gioia indescrivibile, battezzandomi con lo Spirito Santo. In quella sera fu battezzata con lo Spirito Santo anche Tabita e un’altra ragazza. In tutti e tre si poteva notare senza ombra di dubbio l’inconfutabile segno di uno che è stato battezzato con lo Spirito Santo cioè il parlare in altre lingue verso Dio. Il parlare in altre lingue quando preghi viene in una maniera cosciente e consapevole. Anche se non hai mai studiato quelle lingue e non ne capisci il vero significato comunque hai la certezza che è un miracolo che solo Dio può fare, così come lo può fare in tutti quelli che credono e che vogliono sperimentare la nuova nascita, per ricevere poi la promessa che Dio stesso ha fatto. Una delle tante promesse è proprio il battesimo con lo Spirito Santo. Dopo qualche anno, quando crebbi, la Romania passò dal comunismo alla cosiddetta democrazia. Purtroppo anch’io cercai di andare dietro alla moda. Il Signore prontamente mi parlò tramite una Sua serva, una sorella che era venuta da una città del nord della Romania che stava al confine tra la Romania e la Moldavia. Questa sorella vide un toro che veniva contro di me, e dopo di ciò ha sentito una voce che veniva da parte di Dio che diceva che se non facevo marcia indietro avrei sofferto tanto e avrei avuto dei rimpianti per tutta la vita. Credevo, ma a mia vergogna non presi la cosa molto sul serio. I tanti richiami che ricevetti dai miei genitori furono inutili, mi ero allontanato sempre più dai sani comportamenti.

Quando avevo l’occasione io attaccavo tutti e mi sforzavo di dimostrare gli errori degli altri, ma non riuscivo a vedere me stesso. Tra amici e compagni, fidanzate e tante brutte cose, piano piano arrivai a non frequentare più le riunioni di culto. Cambiai ambiente e mi trovai sempre più vicino all’inferno. Il nemico mi faceva ancora pensare che era tutto a posto. Scivolai senza rendermi conto, per qualche anno andai avanti così fino al 24  Luglio 1997, era di giovedì mattina, mi ero appena svegliato ed ero solo. Pensavo al prossimo lunedì, il 28 Luglio 1997, quando dovevo andare a casa. Avevo chiamato per prenotare il biglietto dell’aereo Verona-Timisoara. Pensando a casa, pensai a tutto quell’ambiente familiare, ma anche all’ambiente della fratellanza che io avevo quasi dimenticato. Insieme a questi ricordi nella mia mente ha cominciato a girare un film che mi riportava ad una grossa serie di errori che avevo fatto negli ultimi anni. Capii subito che ero perduto. In quel momento mi resi conto per la prima volta dopo un lungo periodo che mi aspettava l’inferno. Sentii il mondo cadermi addosso e fui preso da una paura mai sperimentata prima. Era un bel pò di tempo che non mi inginocchiavo per pregare. Quando lo facevo era per i miei cari, mi vergognavo di intercedere per me stesso, ma arrivato a quel punto, dovevo prendere per forza una decisione. Sentii l’intervento dello Spirito Santo e mi lasciai portare coscientemente e umilmente davanti al Signore. Ma anche in quel momento cercai di fare il furbo, anche se con Dio non si può fare i furbi. Dato che io sapevo che Dio ama il peccatore, ho fatto la seguente preghiera: ‘Signore Iddio mio, se tu mi ami, esci davanti a me e ferma questa mia corsa che non fa altro che portarmi diritto all’inferno. Non mi permetto di dirti in che modo, ma ti faccio sapere che sono disposto a tutto pur di acquistare di nuovo il tuo grande amore ed essere salvato. Vedi Te Signore, qualche letto d’ospedale, stampella, invalidità … ma salvami!’ Ho chiesto le peggiori cose che potevo pensare in quel momento. Appena ho fatto questa preghiera ho sentito una liberazione, anche se c’era ancora del peso non indifferente su di me. Ricordo che telefonai a mia madre per chiedergli di pregare per me, anche se lei non aveva mai cessato di farlo. Quello stesso giorno, di pomeriggio, all’improvviso ricevetti una telefonata da un amico. Dovevo fare un servizio (droga) ed alle sue tante richieste mi misi in macchina e partii, erano le undici di sera. Alle undici del mattino seguente fui arrestato. A meno di 24 ore dalla mia preghiera, avevo già la risposta. Al contrario di quello che uno può mai pensare, mi trovai in arresto, ma io ero contento. Capii subito che era la mano del Signore. Iniziai sin dal primo momento un nuovo cammino. La preghiera, il digiuno e la comunione personale con Dio mi hanno aiutato a crescere. Non è stato difficile, ma questo lo posso affermare grazie alla continua presenza dello Spirito Santo, che Dio ha messo dentro di me. Per molto tempo non ho avuto coraggio di chiedere nient’altro che perdono. Cosciente di quello che avevo fatto, era già tanto il perdono. Ero contento di sentire la presenza di Cristo nella mia vita e lo sono ancora oggi. Non pensavo e non penso di usufruire di qualche sconto di pena, in quanto detenuto. Non ho accettato il Signore per uscire dal carcere. Il mio pensiero era ed è il beneficio del quale ho già usufruito, parlo del sacrificio che è stato fatto per me da Gesù Cristo sulla croce! Lo stesso che è stato fatto anche per te e per tutti coloro che sono pronti a voltare le spalle al peccato, così come ho fatto io. La grazia di Dio è il grande beneficio  che si può avere, credendo con tutta l’anima in Gesù Cristo, nostro Salvatore!

Non voglio fare pubblicità al carcere e non l’auguro a nessuno. Il carcere, come tante altre cose di questo mondo, non fà bene. Produce tante sofferenze e ti fa vedere delle cose che non vorrei mai vedere. Io sono uno dei pochi che, una volta uscito, ricorderò il carcere come una cosa utile e bella, grazie al Signore che ha messo dentro di me il Suo Spirito, facendo sì che io possa sopportare tutto. Grazie a Dio che mi fa guardare oltre i ‘muri’. Grazie a Dio che ogni cosa coopera per il mio bene. La speranza che ho dentro di me, in quanto credente, nato di nuovo, è più forte di ogni cosa. La mia speranza è viva e vorrei provocare pure te, che non conosci ancora l’amore meraviglioso di Dio, di sfidarLo. Non dire mai che sei peggiore di me, non devi credere alla voce del nemico. Apri il tuo cuore e lascia tutto nelle mani del Signore. Vista l’esperienza che ho in quanto credente, ma anche detenuto, posso affermare senza ombra di dubbio che accettando Gesù Cristo, come personale Salvatore, la vita ed il modo di vivere è diverso. La certezza di essere salvato ti mette in condizione di poter sopportare ogni cosa. Oggi si può ancora cambiare, domani non si sa. Ma perchè rimandare, ma perchè rischiare così tanto, ma perchè andare all’inferno quando si può avere la certezza sin da questo momento di andare con il Signore Gesù Cristo?

Potrei andare molto oltre, ma concludo facendo un resoconto ed una breve conclusione.

Venuto in questo mondo per una promessa che Dio fece a mia madre, sono cresciuto ai piedi del Signore per andare poi vicino all’inferno. Grazie al fatto che Dio mantiene le Sue promesse, grazie alle tante preghiere che sono state fatte per me, grazie alle tante lacrime dei miei genitori, sono stato fermato in tempo ed oggi faccio parte dei tanti che, come me, portano la loro testimonianza di ravvedimento che Gesù è vivente e che Lui mantiene sempre le promesse. In conclusione vorrei rivolgermi a tutti quelli che in qualche modo hanno fatto la stessa vita trovandosi nelle stesse circostanze ma anche diverse. Vi esorto a non indurire ulteriormente il vostro cuore, pentitevi dei vostri peccati e credete che Gesù Cristo è morto per i nostri peccati e risorto il terzo giorno per la nostra giustificazione. Questa è la Buona Notizia del Regno di Dio, potenza di Dio per la salvezza di ognuno che crede. Vi sentirete allora rinascere a nuova vita e non sarete mai più gli stessi. Dio vi darà un cuore nuovo, fatto di carne, al posto di quello di pietra che avete adesso; e metterà dentro di voi uno spirito nuovo, lo Spirito del suo Figliuolo per il quale comincerete a gridare: ‘Abba, Padre’, al posto dello spirito del mondo che avete adesso il quale è uno spirito di servitù. La paura dell’inferno svanirà da voi perché essendo diventati dei figli di Dio sarete diventati eredi del Regno di Dio che Egli ha promesso a coloro che lo amano. La vostra vita acquisterà un senso; fino ad ora avete servito il peccato, avete condotto un modo di vivere vano, ma una volta rinati tutto cambierà perché comincerete a vivere per il Signore che è morto e risuscitato per noi, e quindi una vita al servizio della verità e della giustizia. Questa è la vita che vale la pena di vivere, questo è il modo di vivere che ha una ricompensa nel mondo avvenire. Oggi, se udite la sua voce non indurate il vostro cuore.

Samuil Ianos

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