Il lusso, le ricchezze ed il potere temporale di colui che si dice il vicario di Cristo e il successore di Pietro confermano che egli non può essere un servo di Dio

Quando si parla del falso dottore che ha la sua residenza qui a Roma, e precisamente nella Città del Vaticano, e mi riferisco a colui che falsamente viene chiamato sommo pontefice, non si può non parlare del lusso, delle ricchezze e del potere temporale che egli possiede. Ora, il papa dei Cattolici romani dice di fare le veci di Cristo sulla terra e di essere il successore di Pietro. Ci si aspetterebbe dunque di vedere un uomo che segue le orme di Gesù Cristo e quelle dell’apostolo Pietro, cioè che cammina in ogni umiltà come fecero Gesù e Pietro. Ma noi diciamo: Dov’é questa umiltà in lui? Noi non la vediamo affatto. Vediamo solo alterigia e lusso. Gesù era povero e visse umilmente sulla terra e questo lo dimostrò apertamente, difatti non aveva un luogo dove posare il capo, non andò in giro vestito con abiti magnifici, e non visse nelle delizie come fa quello che si fa chiamare il suo vicario che abita in un palazzo in Vaticano composto da centinaia di stanze, indossa dei vestimenti fatti con tessuti pregiati e adornati d’oro e vive nelle delizie. Un giorno Gesù dopo avere sfamato una moltitudine con solo cinque pani e due pesci, siccome seppe che stavano per venire a rapirlo per farlo re, si ritirò sul monte tutto solo, quindi rifiutò di essere consacrato re dagli uomini, mentre colui che si proclama il suo vicario sulla terra quando diventa papa si fa dichiarare sovrano di uno Stato. Gesù davanti a Pilato disse che il suo regno non era di questo mondo, ma il papa che si dice suo vicario dimostra invece di procacciarlo il potere temporale in ogni tempo e di volerlo estendere sempre di più sulla terra in ogni maniera e non si vergogna di vivere e di parlare come un potente della terra. Gesù entrò in Gerusalemme sopra un asinello ma lui viaggia godendo di ogni comfort e di ogni lusso, esattamente come qualsiasi re della terra, se non di più. Gesù venne per servire e per deporre la sua vita per noi e quindi non aveva con sé delle guardie per proteggerlo affinché i Giudei non gli facessero alcun male, ma questi è scortato dalle guardie del corpo che hanno l’ordine di colpire a morte nel caso la sua vita sia messa a repentaglio, ed inoltre é servito da un esercito di guardie svizzere; è veramente un principe della terra e non un uomo che segue le orme di Cristo Gesù.

Anche Pietro era un uomo umile e povero che non faceva affatto il tipo di vita che fa colui che si dice il suo successore. Alla porta del tempio detta ‘Bella’, egli disse allo zoppo: “Dell’argento e dell’oro io non ne ho….” (Atti 3:6), quindi non possedeva neppure del denaro per fare un elemosina in quell’occasione, ma costui è a capo di un impero che vanta ingenti ricchezze e come dice il Codice di diritto canonico ‘è il supremo amministratore ed economo di tutti i beni ecclesiastici’ (Codice di diritto canonico, can. 1273). Pare un re Salomone dei tempi moderni per ricchezze (non per sapienza), e non un apostolo di Cristo che vive umilmente con il suo Dio come lo fu Pietro. A casa di Cornelio, quando Cornelio gli si fece incontro e gli si gittò ai piedi e l’adorò, Pietro lo rialzò dicendo: “Levati, anch’io sono uomo!” (Atti 10:26), ma da come agisce questo cosiddetto successore di Pietro, è come se egli dicesse alle persone: ‘Abbassatevi davanti a me perché io sono Dio per voi’. Sì, in effetti il papa dei Cattolici ritiene di essere Dio sulla terra. E tale lo considerano i Cattolici romani perché viene da essi adorato, baciato, e gli cantano dei cantici. La cerimonia dell’incoronazione è un chiaro esempio di come in effetti quest’uomo è ritenuto essere Dio. Si legge per esempio nell’Enciclopedia Cattolica che durante questa cerimonia ‘il pontefice va al trono dove riceve l’ultima adorazione. I cardinali baciano il piede e la mano del papa che li abbraccia due volte, i patriarchi, gli arcivescovi e i vescovi gli baciano il piede e il ginocchio destro, gli abati mitrati e i penitenzieri gli baciano il piede’ (Enciclopedia Cattolica, vol. 6, 1781) [1]. Anzi il papa viene considerato maggiore di Dio perché il cardinale Bellarmino, fatto santo, ebbe a dichiarare che gli uomini devono ubbidire al papa, anche se questo insegna cose storte, piuttosto che a Dio. Ecco le sue parole: ‘Se però il Papa errasse, ordinando i vizi, o proibendo le virtù, la Chiesa è tenuta a credere che i vizi siano cosa buona, e le virtù malvagie, se non si vuole peccare contro coscienza. Si è tenuto ancora, nelle cose dubbie, stare al giudizio del Sommo Pontefice, e fare quel ch’egli comanda, e non fare quel ch’egli proibisce, e affinché non si agisca contro coscienza, si è obbligato di credere che sia buono ciò che egli comanda, e cattivo ciò che egli proibisce’ (Bellarmino, De Rom. Pontifice, Lib. IV, cap. 23). Notate che nel caso il papa insegni la perversione il Cattolico è obbligato ad ubbidirgli per non peccare contro coscienza? Ma noi diciamo: Ma non è forse vero il contrario? Cioè non è forse vero che se il papa dice una menzogna, perché tale si dimostra alla luce della Scrittura, gli uomini non devono ubbidirgli a motivo di coscienza? Certo che è così: ma non per molti Cattolici romani accecati dal diavolo. Non c’è dubbio, dalle parole di Bellarmino si evince che bisogna ubbidire al papa anziché a Dio, che tra quello che dice il papa e ciò che dice la Parola di Dio, quello che dice il primo è superiore. E noi non possiamo che esprimere il nostro odio verso quelle folli parole, che ripeto sono procedute dalla bocca di un ‘santo’ della chiesa cattolica romana (il che significa che anche le sue parole sono considerate sante).

Non si può dunque affatto dire che quest’uomo sia un esempio di vita ai credenti come lo furono gli apostoli. Paolo poté ben dire ai santi di Corinto: “Siate miei imitatori” (1 Cor. 11:1), e a quelli di Filippi: “Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e vedute in me, fatele; e l’Iddio della pace sarà con voi” (Fil. 4:9), e questo perché lui era imitatore di Cristo e non di qualche despota della terra, ma costui che afferma di essere niente di meno che il vicario di Cristo non può affatto dire agli uomini di vivere come vive lui per essere un esempio in questo mondo e questo perché fa una vita che s’addice ad un principe e non a un ministro di Cristo. Come possono dire quindi i Cattolici che noi parliamo male del loro capo senza ragione quando lui con la sua condotta dimostra apertamente di non tenere in nessuna considerazione i comandamenti di Cristo ma di innalzarsi contro Cristo? Se noi fossimo dei calunniatori di un ministro di Cristo che si conduce in modo degno di Dio senza dare motivo di scandalo in cosa alcuna certamente verremmo svergognati dalla sua stessa condotta perché irreprensibile ma questi non tiene affatto in considerazione le parole di Pietro: “Questa è la volontà di Dio: che, facendo il bene, turiate la bocca alla ignoranza degli uomini stolti” (1 Piet. 2:15). Se lui quindi facesse la volontà di Dio (come pretende di farla), e se noi fossimo degli stolti avremmo la nostra bocca turata; ma noi non siamo degli uomini stolti che prendono piacere nel dire male della retta condotta di qualcuno e perciò la nostra bocca non può essere in alcuna maniera turata perché dice la verità. Gesù un giorno disse queste parole alla guardia del sommo sacerdote che lo percosse: “Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto” (Giov. 18:23); quindi, se noi che diciamo a proposito di costui (che è stato chiamato dal cardinale Bellarmino con quindici nomi diversi che sono: ‘Papa, Padre dei padri, Pontefice dei cristiani, Sommo Sacerdote, Principe dei sacerdoti, Vicario di Cristo, Capo del corpo della Chiesa, Fondamento della Chiesa, Pastore dell’ovile di Cristo, Padre e Dottore di tutti i fedeli, Rettore della casa di Dio, Custode della Vigna di Dio, Sposo della Chiesa, Presule della Sede apostolica, Vescovo universale’ [Bellarmino, De Rom. Pontif. lib. II, cap. 31]) che è un anticristo diciamo una cosa non vera ce lo dimostrino i teologi papisti che abbiamo parlato male.

NOTE

[1] A proposito della cerimonia dell’incoronazione va detto che anticamente era circondata da uno sfarzo straordinario. Con Giovanni Paolo I (1978) però è scomparso una parte dello sfarzo che la caratterizzava. Sono stati infatti banditi alcuni sfarzi: niente triregno, niente sedia gestatoria, niente guardie nobili. Solo l’altare bianco dove viene celebrata una messa per la sua consacrazione; poi la ‘professione di ubbidienza’ dei cardinali che sfilano davanti a lui, col bacio dell’anello e l’abbraccio. Giovanni Paolo II si è adeguato alle innovazioni del suo predecessore.

GIACINTO BUTINDARO, La Chiesa Cattolica Romana, Roma 1998, pag. 117, 118

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