La salvezza non è in una chiesa ma è in Cristo Gesù

La Scrittura dice che la salvezza è in Cristo Gesù, nel suo nome, e non in una religione o in una organizzazione perché Pietro disse: “E in nessun altro é la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati” (Atti 4:12). Certo, la Chiesa di Dio (e qui non ci riferiamo a nessuna denominazione o organizzazione particolare, ma all’insieme dei riscattati dell’Eterno) proclama agli uomini la salvezza che è in Cristo Gesù; in mezzo a lei dimora il Salvatore, ma questo non significa che sia lei a salvare gli uomini, perché la salvezza appartiene a Dio e al suo Figliuolo. Vogliamo dire con questo che la Chiesa di Dio possiede il nome di Colui che è potente a salvare gli uomini e quello annunzia ma non il potere di conferire la grazia a nessuno, perché questa la conferisce solo Dio in Cristo Gesù a chi crede. La chiesa cattolica romana invece afferma più o meno esplicitamente che fuori di essa non c’è salvezza, perché secondo la sua dottrina la grazia giustificante e santificante si ottiene mediante i suoi sacramenti amministrati da lei. In questa maniera è lei che fa diventare Cristiani gli uomini con il battesimo, è lei che li conferma, ed è sempre lei che mediante i sacerdoti assolve gli uomini dai loro peccati, e li sostenta con il vero corpo e sangue di Cristo, ed infine gli dà l’estrema unzione per aiutarli a passare da questa vita a quell’altra. E una volta morti viene in loro aiuto con le indulgenze per farli passare dal purgatorio in paradiso. Insomma essa con la sua dottrina sui sacramenti tiene incatenate a sé le persone, facendo dipendere la loro salvezza eterna dai suoi sacramenti. Questa è la ragione per cui ancora oggi i Cattolici pensano che al di fuori della loro chiesa non ci sia salvezza; perché viene detto loro che fuori di essa non c’è nessuna chiesa con il vero battesimo che possiede lei, con dei veri sacerdoti che hanno il potere di rimettere i peccati come li possiede lei, che mutano l’ostia nel vero corpo di Cristo, e che dopo morti mediante le messe potranno farli passare dal purgatorio in paradiso. Ah! quante anime si affidano ai sacerdoti cattolici romani per la loro salvezza credendo che essi siano dei mediatori tra Dio e loro! Una cosa è certa: chi è salvato è membro della Chiesa di Dio ed ha il suo nome scritto nei cieli. Ma chi ha il suo nome scritto nel registro della chiesa romana ed è definito membro di essa, e non ha il suo nome scritto nei cieli, è perduto; e questo perché la salvezza non la si ottiene entrando a fare parte della chiesa cattolica romana con il battesimo e ricevendo in seguito gli altri suoi sacramenti ma ravvedendosi e credendo in Cristo Gesù, quindi per grazia, senza compiere opere buone. Certo è che la curia romana affermando che fuori dalla chiesa romana non v’è salvezza fa pensare alle persone che solo in mezzo a lei si sta al sicuro, ma questa é una menzogna perché tutti coloro che hanno conosciuto il Signore e sono usciti da essa riconoscono di essere stati liberati da una casa di servitù dove per lungo tempo hanno ubbidito a dei precetti umani che voltano le spalle alla verità. Essi si vergognano di quelle cose che un giorno compivano in ubbidienza ai precetti di questa organizzazione e sono riconoscenti a Dio per avere loro fatto conoscere la verità che li ha resi liberi. A coloro che cercano il Signore in mezzo a questa organizzazione il Signore dice tuttora: “Uscite da essa” (Ap. 18:4).

A questo punto è bene anche dire che la curia romana da alcuni decenni a questa parte ha mitigato un pò l’affermazione che al di fuori della chiesa romana non c’è possibilità di salvarsi, anzi possiamo dire che l’ha apertamente contraddetta anche se molti Cattolici forse non se ne sono accorti. Siamo abituati a sentire la curia romana contraddirsi, per questo non ce ne meravigliamo un gran che. Ma qual’è questa ennesima contraddizione in cui è caduta la curia romana? Questa. Essa dice: ‘…chi è fuori della Chiesa senza propria colpa (perché è nato da genitori non cattolici, e non conosce che la vera Chiesa è la cattolica) e vive bene, cioè ama e serve il Signore nel migliore modo che conosce, egli può salvarsi…’ (Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 224). Ci si domanderà il perché di questo apparente cambiamento; bene, la ragione è perché la curia romana per potere mettersi a parlare di ecumenismo con i suoi cosiddetti ‘fratelli separati’ si è trovata costretta ad abbandonare la sua rigidezza, nel parlare s’intende non nei fatti, per non compromettere il suo dialogo con tutte quelle chiese che essa cerca di portare ai suoi piedi. Quindi, in sostanza, queste parole sulla possibilità di salvezza anche per coloro che non fanno parte della chiesa cattolica romana servono alla chiesa romana per camuffarsi e poter attirare così i cosiddetti fratelli separati nel suo seno. Fratelli, non vi fate sedurre da quei loro discorsi, fondati sul decreto sull’ecumenismo, in cui parlano di noi come di ‘chiese’ perché nella sostanza la chiesa cattolica romana si ritiene ancora ‘lo strumento generale della salvezza’ ed afferma che ‘solo per mezzo della cattolica chiesa di Cristo (…) si può ottenere tutta la pienezza dei mezzi di salvezza’ (Concilio Vaticano II, Sess. V, cap. 1), il che equivale a dire che noi non siamo veramente chiesa perché non possediamo questa pienezza dei mezzi di salvezza. Ci tengo a ribadire questo perché so che molti credenti sono rimasti ingannati da questi discorsi papisti sull’appartenenza alla chiesa che vengono fatti dopo il concilio Vaticano II. Io ho potuto riscontrare personalmente che questo loro discorso che tende a riconoscere in coloro che non fanno parte della chiesa cattolica romana dei Cristiani contraddice la loro tradizione. Perché? Perché affermare che fuori della loro organizzazione le persone possono salvarsi lo stesso significa andare contro le loro dottrine così come sono esposte per esempio dal concilio di Trento, in altre parole significa annullarle. Ma vediamo da vicino questa loro ennesima contraddizione. Ora, da un lato essi affermano che solo loro possiedono la pienezza dei mezzi di salvezza e che noi questa pienezza non la possediamo, e dall’altro lato essi dicono che pure noi possiamo salvarci senza ‘la pienezza dei mezzi di salvezza’. Ma allora questo vuole dire che gli uomini possono salvarsi anche senza i loro sacramenti? Se sì, perché dunque sono così attaccati ai loro sacramenti come lo erano i loro predecessori attribuendogli il potere di giustificare e santificare? Perché dunque non ritrattano tutto quello che essi affermano sui loro sacramenti? Perché non affermano che il concilio di Trento ha sbagliato grandemente lanciando l’anatema contro coloro che non riconosceranno la loro tradizione e i loro sette sacramenti? Perché non tolgono di mezzo tutte le loro dottrine che non hanno un fondamento scritturale a partire da quella che attribuisce ai loro sacramenti il potere di conferire la grazia santificante per poi proseguire con tutte le altre? Ma tutto ciò è impensabile perché in questo caso dovrebbero smentire i loro padri, i loro dottori, i loro concili, insomma tutta la loro tradizione. Allora, il fatto che essi affermino che c’è salvezza fuori dalla loro chiesa non può che essere falso perché non si concilia affatto con tutta la loro tradizione. Ma fermatevi un momento e riflettete fratelli: come può la chiesa papista affermare che tutti coloro che rigettano il papa e la via della salvezza così come la insegna lei (cioè per mezzo dei suoi sacramenti) sono maledetti (quindi noi saremmo sotto la maledizione) [6] e dire nello stesso tempo che anche noi (qui mi riferisco in particolare a coloro che sono fuori dalla chiesa cattolica romana perché nati da genitori che non sono più o non sono mai stati Cattolici romani) possiamo salvarci o che siamo a ragione insigniti del nome di Cristiani e riconosciuti da essa come fratelli nel Signore? Ma ditemi: ma da quando in qua i maledetti sono anch’essi figliuoli di Dio? Non è forse vero che secondo la Scrittura i maledetti saranno gettati nel fuoco eterno? Ed ancora, come fa la chiesa cattolica ad affermare che la Bibbia solo non basta per salvarsi (perché ci vuole anche la tradizione) e nello stesso tempo dire che noi ci possiamo salvare solo con la Bibbia senza la loro tradizione? E voglio proseguire: ma come si fa a credere al papato quando i loro libri di dogmatica e i loro catechismi passati e presenti non differiscono in nulla tra di loro se non nel modo di presentare certe dottrine (cioè oggi sono un pò meno duri nei nostri confronti di quanto fossero una volta)? Quando le affermazioni sui sacramenti, sul papato, sul purgatorio, sulla salvezza, sono le stesse di quelle che facevano secoli fa i loro eminenti teologi? Perché credere che dicono il vero quando dicono che anche noi ci possiamo salvare quando continuano a sostenere le stesse eresie di secoli fa? Come si può affermare che la chiesa cattolica romana dice il vero quando afferma che noi possiamo salvarci ugualmente quando leggo che il suo concilio di Firenze ha detto che la sacrosanta chiesa romana ‘crede, fermamente, confessa e predica che nessuno di quelli che sono fuori della chiesa cattolica, non solo pagani, ma anche Giudei o eretici e scismatici, possano acquistare la vita eterna, ma che andranno nel fuoco eterno, preparato per il demonio e per i suoi angeli, se prima della fine della vita non saranno stati aggregati ad essa; e che è tanto importante l’unità del corpo della chiesa, che solo a quelli che rimangono in essa giovano per la salvezza i sacramenti ecclesiastici, i digiuni e le altre opere di pietà, e gli esercizi della milizia cristiana procurano i premi eterni. Nessuno – per quante elemosine abbia potuto fare, e perfino se avesse versato il sangue per il nome di Cristo – si può salvare, qualora non rimanga nel seno e nell’unità della chiesa cattolica’ (Concilio di Firenze, Sess. XI )? Ce lo spieghino i contenziosi!

A quelli che prima erano Cattolici romani e che a motivo dell’ecumenismo, reputano questo mio parlare troppo duro o ingiusto dico: ‘Se non mi credete andatevi a leggere i loro libri di teologia dogmatica, il loro catechismo, i canoni del concilio di Trento, il concilio Vaticano II. Ma io dico: ma non serve che vi andiate a leggere i loro noiosi e menzogneri libri per rendervi conto di quello che vi dico; basta che vi mettete a parlare – se non l’avete ancora fatto – con preti, suore, e semplici zelanti Cattolici romani sulla certezza della salvezza che avete ottenuto soltanto mediante la fede in Cristo, o che vi mettiate a riprovare il purgatorio, il papato, il culto a Maria, le loro immagini, le loro processioni, i loro sacramenti, dicendo che esse sono delle dottrine di demoni che a nulla vi hanno giovato quando le accettavate, ed allora vi renderete conto come sarete reputati perduti, altro che salvati; traviati altro che sulla retta via; eretici ed apostati altro che Cristiani. ‘Siete una setta’, vi cominceranno a dire; altro che comunità ecclesiale. ‘Hai voltato le spalle al successore di Pietro e perciò a Cristo’ vi diranno; ‘Hai cambiato bandiera, hai rinnegato la verità per andare dietro alla menzogna’, proseguiranno. ‘Torna all’ovile, perché altrimenti andrai all’inferno!’ ti diranno i tuoi ex-compagni nella loro ignoranza per spaventarti e farti tornare nel loro mezzo. Anche voi fratelli che non avete mai fatto parte della chiesa cattolica romana, perché siete nati in una famiglia di cosiddetti apostati cioè di ex Cattolici romani o in una famiglia che non ha mai fatto parte della chiesa cattolica romana, mettevi a riprovare la tradizione cattolica romana e vedrete pure voi gli insulti che riceverete dai suoi sostenitori! Vi domanderete allora il perché vi risponderanno in questa maniera benché parlino tanto di ecumenismo, di unità delle chiese, di amore di Dio, di comunione dello Spirito Santo. La risposta è che questa loro via a loro appare diritta ma finisce col menare nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, mentre la via sulla quale siete voi a loro appare storta e tenebrosa, una via di perdizione, perché su di essa non ci vedono il loro papa, il culto a Maria, il purgatorio, le indulgenze, i sacerdoti e tante altre cose, ma solo la Bibbia, solo Cristo. In altre parole perché loro ancora sono sotto la potestà di Satana mentre voi ne siete stati liberati; loro sono ancora perduti, mentre voi siete salvati; loro ancora sono nelle tenebre mentre voi per la grazia di Dio siete nella luce. Quindi quando si parla con loro bisogna insistere sul fatto che la salvezza si ottiene direttamente da Dio, mediante la fede soltanto, e perciò gratuitamente, senza l’ausilio dei loro sacramenti, e senza l’intercessione né di Maria e né di nessun altro all’infuori di Cristo Gesù. E quindi persuaderli che essi non si trovano nella Chiesa di Dio ma fuori. Questo naturalmente va nettamente contro la loro dottrina sulla Chiesa e attira molti oltraggi; ma è la verità e vale perciò proclamarla.

Giacinto Butindaro, La Chiesa Cattolica Romana, 92-95

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