Lo Spiritismo

STORIA

Per spiritismo, o spiritualismo come viene anche chiamato, si intende la credenza che è possibile comunicare con gli spiriti dei morti per ricevere da loro messaggi e prove della loro iden­tità e sopravvivenza, ed anche quell’insieme di dottrine che si fondano su dimostrazioni scientifiche incontrovertibili – così le chiamano gli spiritisti – di comunicazioni avvenute tra i vivi e i morti. Per citare una loro definizione: ‘Lo spiritualismo è la Scienza, la Filosofia e la Religione di una continua vita, basata sul comprovato fatto della comunicazione, per mezzo di medium, con coloro che vivono nel mondo dello Spirito’ (citato da Walter Martin in The Kingdom of the cults, Bethany House Pubblishers, 2003, pag. 274).

Lo spiritismo è una pratica molto antica; nella legge di Mosè Dio mettendo in guardia il suo popolo da questa pratica gli dice di non imparare ad imitare le abominazioni delle nazioni che egli stava per cacciare dinnanzi ad esso (siamo attorno all’anno 1400 A.C.), e tra queste pratiche abomi­nevoli che le sette nazioni che abitavano il paese di Canaan praticavano attirandosi così l’ira di Dio vi era anche la consul­tazione degli spiriti e la negromanzia (cfr. Deuteronomio 18:11).

Pure al tempo del re Saul (siamo attorno all’anno 1000 A.C.) l’evocazione degli spiriti era diffusa nel paese che Dio aveva dato ad Israele infatti è scritto sia che “Saul aveva cacciato dal paese gli evocatori di spiriti e gli indovini” (1 Samuele 28:3) e sia che lui stesso si fece cercare una donna che sapeva evocare gli spiriti per andare a consultare Samuele che era morto (cfr. 1 Samuele 28:7).

E questa pratica abominevole la troviamo anche al tempo del profeta Isaia (che visse attorno alla metà dell’VIII secolo A.C.) – sempre in Israele – perché Dio rimprovera il popolo di praticare le arti occulte come i Filistei (cfr. Isaia 2:6), e gli dice come deve rispondere a coloro che gli dicono di consultare quelli che evocano gli spiriti (cfr. Isaia 8:19-22).

Nella Bibbia troviamo lo spiritismo anche al tempo del re Manasse, infatti è scritto che questo re tra le altre cose malvage che fece “istituì di quelli che evocavano gli spiri­ti” (2 Cronache 33:6).

Per quanto riguarda i tempi moderni, lo spiritismo ha ricevuto un forte impulso nel 1848 per opera delle sorelle Fox. Ecco gli avvenimenti – che ebbero come protagoniste queste sorelle – che contribuirono a diffondere maggiormente nel mondo lo spiritismo. Margaret e Kate Fox mentre abitavano a Hydesville, nello stato di New York, cominciarono a sentire nella loro casa, dei rumori di passi, e dei colpi contro le pareti o i pavimenti; che fecero dunque queste due bambine? elaborarono un sistema di comunicazio­ne, una specie di codice (un colpo per la A, due per la B, e così via) per comunicare con la fonte di quei colpi. E così queste sorelle riuscirono a scoprire che chi mandava quei colpi era lo spirito di un certo Charles B. Rosma che era stato ucciso e sepolto nella cantina di quella casa. Ma le ricerche che poi vennero fatte non confermarono la sparizione di quell’uomo. La notizia di questo contatto avuto dalle sorelle Fox con lo spirito di un defunto attirò subito molta attenzione e si sparse molto velocemente sia negli Stati Uniti che nel Canada. Alle sorelle Margareth e Kate si unì anche la sorella più vecchia, Leah.

Ci furono molte iniziative da parte di molti che contribuirono in maniera fondamentale alla diffusione dello spiritismo, che negli Stati Uniti in pochi anni arrivò a contare decine di migliaia di medium, alcuni milioni di seguaci e alcune decine di riviste specializzate.

Le sorelle Fox morirono tra il 1890 e il 1893.

Il primo congresso generale spiritista fu tenuto a Cleveland nel 1852, e subito dopo il movimento iniziò a diffon­dersi in Europa, soprattutto in Francia e in Inghilterra. Uno degli esponenti maggiori dello spiritismo è stato Allan Kardec (1804-1869) il quale nel 1857 pubblicò Il Libro degli Spiriti, che per gli spiritisti è una sorta di Bibbia.

LA DOTTRINA SPIRITICA CONFUTATA

Come viene astutamente presentata la dottrina spiritica

Prima di esporre i punti principali della dottrina spiritica voglio fare questa premessa: questa dottrina è presentata dai ministri di Satana, che ne è l’autore, in una maniera da farla apparire come un qualcosa che giova molto all’umanità, infatti dicono: ‘Lo Spiritualismo è uno spargimento dello spirito sopra l’umanità, una rivelazione divina dalle sfere della luce. Esso è il più alto messaggio di verità che noi posse­diamo (…) Lo Spiritismo è l’educatore liberale (broad educator), il grande redentore, l’emancipatore che libera le anime umane dalla schiavitù della superstizione e dell’ignoranza, che toglie le nuvole o l’errore che hanno per così tanto tempo avvolto il mondo, e illumina le tenebre della materialità del mondo’ (‘What is Spiritualism?’ Spiritualist Manual, 1940: citato da Walter Martin in The Kingdom of the Cults, pag. 275); e come qualcosa di cristiano che si attiene perfettamente alla morale di Cristo, infatti Allan Kardec afferma: ‘L’insegnamento degli Spiriti è in sublime maniera cri­stiano, poiché si appoggia sulla immortalità dell’anima, sulle pene e ricompense future, sulla giustizia di Dio, sul libero arbitrio dell’uomo, sulla morale di Cristo. E’ da stolti dunque tacciarlo di irreligiosità’ (Allan Kardec, Il libro degli spiriti, Roma 1972, pag.149). La ragione di questa attitudine è evidente: non spaventare le persone e persuaderle che lo spiritismo è qualcosa che viene da Dio, e quindi salutare agli uomini.

Ma noi vogliamo dimostrare che benché Kardec nel suo libro si sforzi di dimostrare – anche facendo uso della Bibbia come quando parla della reincarnazione per esempio – che la dottrina spiriti­ca è verace, essa non è altro che un insieme di menzogne e di imposture che il diavolo con la sua astuzia è riuscito a fare credere a milioni di persone in tutto il mondo, e che invece di togliere le nuvole e gli errori ne accumu­la ancora di maggiori nella vita di coloro che l’accettano.

Vediamo quali sono i punti principali di questa dottrina, così come sono trascritti in questo libro, tenendo presente che di essa viene detto che è stata trasmessa dagli spiriti stessi.

Gli spiriti e le loro menzogne

Dio è eterno, immutabile, immateriale, unico, onnipotente, supre­mamente giusto e buono. Egli ha creato l’universo, che comprende tutti gli esseri animati e inanimati, materiali ed immateriali. Gli esseri materiali costituiscono il mondo visibile o corporeo, mentre gli esseri immateriali il mondo invisibile o degli spiri­ti. Il mondo degli spiriti preesisteva a quello materiale; gli uomini non sono altro che degli involucri in cui gli spiriti si vanno ad incarnare; sì perché gli spiritisti insegnano la rein­carnazione. E quindi per loro l’anima è uno spirito incarnato, mentre il corpo è il suo involucro. Vediamo ora di spiegare da che cosa è costituito l’essere umano per gli spiritisti: essi insegnano che l’uomo ha un corpo, un anima che è una sostanza immateriale o uno spirito incarnato, ed infine il perispirito, che è il legame che congiunge l’anima e il corpo. Questo perispirito è una specie di involucro semi-materiale, e dopo la morte lo spirito conserva questo perispirito che gli serve da corpo ete­reo. Esso è invisibile allo stato normale, ma in talune circo­stanze può essere visto e toccato (nelle sedute spiritiche).

Gli spiriti appartengono a diverse categorie, e differiscono in potenza, in intelligenza, in sapere e in moralità. Ma essi – secondo gli spiritisti – non rimangono sempre nella stessa categoria, perché migliorano. E questo miglioramento avviene per mezzo della incarnazione; in altre parole gli spiriti andandosi ad incarnare negli uomini, vanno ad espiare le loro colpe commesse nella vita precedente e si purificano per giungere poi allo stato di perfe­zione, allo stato di spiriti puri. Quando l’uomo muore però, secondo gli spiritisti, la sua anima non va subito ad incarnarsi nel corpo di un uomo, ma passa un tempo più o meno lungo a vaga­re, in attesa di riprendere la vita materiale. L’uomo buono è l’incarnazione di uno spirito buono, mentre l’uomo malvagio è l’incarnazione di uno spirito malvagio. Gli spiriti erranti influiscono sulla vita degli uomini, perché i buoni li spingono a fare il bene, mentre i cattivi a fare il male. Essi ci guardano, ci ascoltano, sono attorno a noi, e secondo Kardec, essi si manifestano spontaneamente o per effetto di evocazione. E’ possi­bile, secondo lui, invocare qualsiasi spirito ed ottenere da essi comunicazioni scritte o verbali, consigli, schiarimenti sul loro stato di oltretomba, e loro pensieri a nostro riguardo, come anche delle rivelazioni. Per quanto riguarda la morale degli spiriti, è questa: ‘Fare agli altri quello che ragionevolmente vorremmo che fosse fatto a noi; o in altre parole fare sempre il bene e mai il male’. Per questo Kardec afferma che l’insegnamento degli spiriti è cristiano, perché essi insegnano a fare il bene e non il male, ma questo non può essere vero perché nel momento in cui uno spirito (qui non ci riferiamo però all’anima di un uomo morto) suggerisce di praticare lo spiritismo cioè l’evocazione di spiriti di defunti, sta esplicitamente incitando a fare il male e non il bene, e questo perché l’evocazione degli spiriti è una pratica condannata espressamente dalla Parola di Dio che dice: “Non vi rivolgete agli spiriti..” (Levitico 19:31). Quindi questa cosiddetta morale cristiana degli spiriti non è altro che un manto di cui si usano i demoni – perchè tali sono quelli che si manifestano agli spiritisti – per fare avvicinare le persone a loro ed imposses­sarsi di loro. Badate dunque bene a voi stessi fratelli e non lasciatevi ingannare da quelle persone che dicono che sono andati a consultare gli spiriti mediante i medium e questi gli hanno detto di fare delle cose buone, perché questa non è che un’arte seduttrice dei demoni. E che questa cosiddetta morale cristiana degli spiriti, di cui parla Kardec, non è che un sotterfugio demoniaco per ingannare le persone, si evince in una maniera inequivocabile leggendo le dichiarazioni degli spiritisti, che naturalmente le hanno ricevute dagli spiriti, sull’incarnazione e sulla divinità di Cristo e sull’espiazione compiuta da Cristo. Vediamone alcune di alcuni spiritualisti: ‘E’ un’idea assurda che Gesù fosse più divino di qualsiasi altro uomo. – Weisse; ‘Il concepimento miracoloso di Cristo è semplice­mente un racconto leggendario. – Haweis; ‘Gli spiriti superiori non insegnano l’espiazione di Cristo – niente del genere. – Nocholas’ (citati da Walter Martin, in op. cit., pag. 275).

Ma andiamo avanti nell’esporre cosa dicono gli spiriti su altre dottrine della Bibbia: ‘Colui che voi chiamate Adamo, non fu nè il primo, nè il solo uomo che popolò la terra’ (Allan Kardec, Il libro degli spiriti, pag. 74); ‘In qual modo l’anima, che non ha conseguito la perfezione durante la vita corporea, può finire di purificarsi? Col subire nuove esistenze’ (Ibid., pag.123); ‘Qual’è lo scopo della reincarnazione? ‘Espiazione e miglioramento pro­gressivo dell’umanità; senza di che, dove sarebbe la giustizia?’ (Ibid., pag.124); ‘Su che si poggia il principio della rein­carnazione? Sulla giustizia di Dio..’ (Ibid., pag.124); ‘Da che è derivata la dottrina del fuoco eterno? Da una immagine presa, come tante altre, per realtà’ (Ibid., pag. 391); ‘Ciò posto, l’in­ferno e il paradiso non esisterebbero come se li figura l’uomo? Questi sono concetti umani..’ (Ibid., pag. 407). Le domande sono quelle poste agli spiriti, e le risposte quelle ottenute dagli spiritisti.

Ora, ma non è abbastanza chiaro che gli spiriti che gli spiriti­sti consultano rigettano le dottrine della Bibbia? Qualcuno dirà: ma nell’esistenza di Dio ci credono però? Sì, credono che Dio esiste; ma è bene precisare che alcuni di loro quando parlano di Dio intendono un essere personale, mentre altri danno di Dio un’idea panteista (difatti su questo punto non tutti gli spiriti­sti sono d’accordo fra loro; Kardec per esempio si spingeva a considerare Dio un essere personale). E questa non è che una delle tantissime contraddizioni presenti nello spiritismo; con­traddizioni che gli spiritisti giustificano col dire che non tutti gli spiriti che parlano sono ‘superiori’ perché ce ne sono anche di ‘inferiori’; i primi sono degni di fiducia i secondi no!! Per quanto riguarda il fatto che ci sono spiriti che affermano che Dio esiste non c’è da meravigliarsi perché Giacomo dice che anche i demoni credono che v’è un Dio solo, e tremano (cfr. Giacomo 2:19). Anche per quanto riguarda il fatto che di tanto in tanto gli spiriti parli­no pure di Gesù facendo capire che credono che sia esistito non c’è da meravigliarsi perché gli indemoniati che incontrò Gesù sulla terra sapevano che egli era il Figlio dell’Altissimo, ma non lo amavano perché i demoni impedivano loro di farlo. E così anche oggi, gli spiritisti benché parlino dell’esistenza di Dio – non importa in che maniera e in che termini lo fanno – e di Gesù, non li amano affatto ma li odiano, essendo agitati e posseduti da spiriti. E badate che qui non si deve fare nessuna distinzione tra spiriti buoni e spiriti catti­vi, perché tutti gli spiriti che parlano ed agiscono per mezzo dei medium sono malvagi; possono differire quanto a grado, perché nel mondo spirituale gli spiriti malvagi appartengono a diverse categorie gerarchiche (i principati, le potestà, i dominatori di questo mondo di tenebre, e le forze spirituali della malvagità che sono nei luoghi celesti – Efesini 6:12), e anche quanto a malvagità, perché Gesù parlò di quello spirito immondo che uscito da un uomo va e prende seco sette spiriti peggiori di lui (cfr. Matteo 12:43-45), ma tutti senza distin­zione sono malvagi e bugiardi. Tali sono gli spiriti che parlano ed agiscono tramite i medium; la distinzione tra spiriti superio­ri ed inferiori (così come la intendono gli spiritisti) è quindi solo un abile sotterfugio satanico per fare capire alle persone che anche tra gli spiriti che vengono invocati ci possono essere degli spiriti che non dicono la verità di cui non ci si può fidare pienamente.

Bisogna dunque stare attenti quando gli spiritisti parlano dell’esistenza di Dio, o di Gesù; perché in effetti essi ne parlano solo per ingannare le persone. Menzionano i loro nomi, ma ricordatevi che dicono ogni sorta di menzogne contro di loro. Abbiamo visto infatti come essi negano l’incarnazione e la divi­nità di Cristo (per loro Gesù Cristo è uno spirito benefico e ispiratore di buoni propositi) come anche l’espiazione di Cristo e la purificazione dai peccati compiuta dal sangue di Gesù, perché secondo loro Dio avrebbe stabilito che gli uomini per purificarsi devono reincarnarsi e tornare a vivere sulla terra. E così denigrano la purificazione che compie il sangue di Cristo rimpiazzandola con una illusoria purificazione avente come mezzo la reincarnazione. Ed abbiamo visto come essi negano anche l’inferno e il paradiso, quantunque parlino di giustizia di Dio. E gli spiriti negano anche il peccato così come ne parla la Scrittura. Come potete dunque vedere da voi stessi, fratelli, gli spiriti di cui parlano gli spiritisti dicono il falso a proposito delle dottrine cardini del Vangelo; e non può essere altri­menti, dato che sappiamo che essi sono agli ordini di Satana, del padre della menzogna, che – come disse Gesù – “non si è attenuto alla verità, perché non c’è verità in lui” (Giovanni 8:44). Quindi, ribadiamo con forza, che questa cosiddetta morale cristiana degli spiriti è un inganno.

Abbiamo visto quindi che quantunque venga detto che la morale degli spiriti è quella di fare sempre il bene e mai il male, cosa che non è vera perché gli spiriti malvagi chiamano il bene male, e il male bene, essi rigettano l’incarnazione di Cristo, la sua divinità, e la sua espiazione; e perciò il Vangelo. Questo loro rigetto è manifesto; noi ribadiamo dal canto nostro che la verità è che nel principio era la Parola e la Parola era Dio e nella pienezza dei tempi la Parola è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo fra gli uomini. Il nome assunto dalla Parola fatta carne è quello di Gesù, chiamato il Cristo cioè l’Unto di Dio. Egli dopo avere operato segni e prodigi in mezzo al popolo d’Israele fu arrestato dai Giudei e condannato a morte e dato nelle mani dei Gentili che lo crocifissero. Questo avvenne per il determinato consiglio di Dio Padre, affinché egli compisse l’espiazione dei nostri peccati. Ma il terzo giorno egli risusci­tò dai morti per la nostra giustificazione; e perciò chiunque crede in lui viene giustificato.

La composizione dell’uomo e l’aldilà

Adesso noi, sempre mediante le sacre Scritture, vogliamo confutare la dottrina spiritica sulla composizione dell’uomo, e su quello che avviene all’anima dopo la morte, perché questa è la dottrina su cui si poggia tutto lo spiritismo. Abbattere questo loro baluardo significa abbattere tutto lo spiritismo e smascherarlo per quello che è, cioè un’impostura.

Innanzi tutto diciamo che la Scrittura insegna che l’essere umano è composto solo da uno spirito, da un’anima e da un corpo, questo lo spiega Paolo quando dice ai Tessalonicesi: “E l’intero essere vostro, lo spirito, l’anima ed il corpo, sia conservato irreprensibile per la venuta del Signor nostro Gesù Cristo” (1 Tessalonicesi 5:23); lo spirito e l’anima costituiscono la parte spirituale, mentre il corpo è la parte materiale dell’essere. Di questo cosiddetto perispirito però, che viene detto essere una specie di involucro semi-materiale che unisce l’anima al corpo, la Scrittura non ne parla minimamente perciò è da ritenersi un’invenzione. Quindi l’anima è spirituale e quando si distacca dal corpo rimane tale secondo la Scrittura; ad essa non rimane attaccata nessuna cosa semi-materiale di nome perispirito perché altrimenti perderebbe la sua immaterialità. L’anima di una persona morta si può vedere – se e quando Dio lo permette – perché Giovanni in visione vide le anime di quelli che erano stati uccisi a motivo della parola di Dio (cfr. Apocalisse 6:9-11), e gli apostoli videro l’anima di Mosè quando apparve sul monte santo assieme ad Elia (cfr. Matteo 17:3), ma non si può toccare appunto perché immateriale.

Ora quando gli spiritisti parlano di anima dell’uomo parlano di uno spirito incarnato perché secondo loro l’uomo ha più esistenze dato che credono nella reincarnazione; e quindi, secondo loro, la persona si può chiamare con un nome ma in effetti avere lo spirito di un altro uomo vissuto secoli prima. Ma questo ragionamento toglie e annulla l’identità stretta­mente personale dell’uomo, perché lo fa passare per l’incarnazio­ne dello spirito di un suo predecessore. Questa loro dottrina sull’anima è dunque anch’essa falsa perchè la Scrittura insegna che l’anima di ogni uomo è una creazione di Dio distinta dal corpo, che Dio crea assieme al corpo nel seno della donna. Essa è dunque personale, cioè ogni persona ha un’anima sua; e non può avere dentro di sè l’anima di un suo predecessore. In altre parole l’anima dell’uomo ha avuto un inizio nell’uomo che la possiede, e non è preesistita nel corpo di qualche altro, come vorrebbero fare credere gli spiritisti. Per sostenere il passaggio di un’anima dal corpo di un uomo nel corpo di un’altro (la reincar­nazione), gli spiritisti prendono l’esempio di Giovanni Battista, e dicono che egli era l’incarnazione dello spirito di Elia, e quindi era Elia. Il passo su cui si poggiano è questo: “Ma io vi dico: Elia è già venuto, e non l’hanno riconosciuto… Allora i discepoli intesero ch’era di Giovanni Battista ch’egli aveva loro parlato” (Matteo 17:12,13). Ma le cose non stanno affatto così come dicono loro perché Giovanni Battista non era Elia infatti quando gli chiesero: “Sei Elia?”, egli rispose: “Non lo sono” (Giovanni 1:21). Ma perché Giovanni Battista non poteva essere Elia? Perché Elia era stato assunto in cielo con il suo corpo, senza vedere dunque la morte, mentre Giovanni Battista nacque come qualsiasi altro uomo. Si deve dunque dire di loro che essi sono due persone distinte e separate, vissute in tempi diversi con una personalità distinta e separata; di cui la prima non vide la morte, mentre la seconda sì. Avremmo potuto dire che Giovanni Battista era Elia se fosse disceso dal cielo e non sarebbe quindi nato da donna, ma come si fa a dire che egli era Elia quando nacque e morì come qualsiasi altro uomo? Non si può dire.

La Scrittura non insegna nessuna tesi reincarnazionista perché insegna che quando gli uomini muoiono, le loro anime si dipartono dal corpo e vanno o in paradiso o all’inferno, che sono due luoghi distinti e separati; il primo di felicità e il secondo di tormento. In paradiso ci vanno i giusti (cfr. Apocalisse 6:9-11), e là attendono la risur­rezione e la retribuzione per il loro operato (il premio); all’inferno ci vanno gli empi, e là attendono la resurrezione per essere giudicati secondo le loro opere e condannati al fuoco eterno (cfr. Luca 16:19-31; Apocalisse 20:11-15). Notate però che gli spiriti che parlano tramite i medium, negano l’esistenza del paradiso e dell’inferno; eppure affermano di essere gli spiriti dei defunti. Come si spiega tutto ciò dato che la Scrittura afferma che gli uomini morti vanno in questo o in quell’altro luogo che non sono affatto sulla terra, ma il primo è al terzo cielo e il secondo nel cuore della terra? Si spiega con il fatto che essi sono dei demoni che vagano per tutta la terra, che si fanno passare per le anime dei defunti. Essi non sono nè in paradiso e neppure all’inferno; e parlano dell’oltre­tomba da dove sono, cioè da una posizione da dove vedono gli uomini e li ascoltano (sempre per sedurli naturalmente). Sì, perché i demoni, a differenza delle anime dei defunti possono vedere ed ascoltare gli uomini sulla terra! Ma le anime degli uomini – come insegna la Scrittura – non ci possono vedere, ascoltare, assistere o attaccarci, guidare o fuorviarci e così via, ed apparire spontaneamente quando invocate, in attesa di andarsi ad incarnare in qualche corpo per purificarsi delle loro colpe in vista della perfezione, appunto perché esse quando si dipartono dal corpo umano prendono la via del cielo o quella dell’inferno, e là vi rimangono in attesa della risurrezione senza potere comunicare con i viventi. A sostegno di ciò ricordiamo la Scrittura che dice che “i morti non sanno nulla” (Ecclesiaste 9:5) e quella che dice che l’empio una volta morto “se i suoi figliuoli salgono in onore, egli lo ignora; se vengono in dispregio, ei non lo vede” (Giobbe 14:21). Tutto ciò annulla nella maniera più categorica la dottrina spiritista secondo la quale le anime disincarnate entrano nel mondo degli spiriti attorno a noi e possono comunicare con noi sia in maniera occulta che palese.

Questi punti qui sopra esposti, cioè l’origine dell’anima e la fine che fa l’anima alla morte sono molto importanti fratelli; è su questi che bisogna insistere quando si parla contro lo spiri­tismo, perché una volta stabilito mediante le Scritture l’origine dell’anima che è nell’uomo e la fine che fanno le anime degli uomini una volta morti si annulla la dottrina spiritista.

Sui fenomeni paranormali nelle sedute spiritiche

Dimostrato con la Scrittura che l’anima non è affatto uno spirito incarnato, e che quando la persona muore essa lascia la superfi­cie della terra per andarsene o in cielo o all’inferno a seconda che era salvata o perduta, vogliamo parlare di quei fenomeni strani e prodigiosi che avvengono nelle sedute spiritiche e che sono attribuiti agli spiriti dei defunti che evocati dai medium si presentano manifestandosi in tante maniere e comunicando questa o quell’altra cosa ai presenti. E’ da tenere presente che la presenza del medium è indispensabile nelle sedute spiritiche perché gli spiriti possano manifestarsi e comunicare i loro mes­saggi perché è detto che il medium è considerato un mezzo inter­medio tra gli spiriti e gli uomini perché egli possiede un peri­spirito migliore di quello dei comuni mortali che si mette in contatto con il perispirito dello spirito invocato. Ma in che cosa consistono queste manifestazioni materiali? Nel movimento di oggetti provocato a distanza dal medium; nel solle­vamento dal suolo di oggetti o persone; nell’emissio­ne di una materia fluida dalla bocca del medium, materia che assume quasi sempre la forma di mani, faccia ecc. (ectopla­sma); nell’essere presenti simultaneamente in due posti diversi (bilocazione); nella scrittura automatica; e nell’apparizione di fiori nella stanza chiusa, ed in altre manifestazioni.

Ora, quando si sente parlare di queste cose, soprattutto di tavoli che si alzano, o di oggetti che si spostano, e così via, tanti pensano subito alla frode, ad un trucco inventato dal medium per fare credere che nella stanza sono presenti degli spiriti; è innegabile che in alcuni casi il tutto sia frutto di trucchi che vengono puntualmente smascherati. Ma rimane il fatto che in alcuni casi queste manifestazioni non si possono attribui­re alla furbizia del medium, e quindi a qualche marchingegno inventato, ma solo ai demoni, perché esse avvengono per opera dei demoni e nient’altro. Con questo vogliamo dire che noi credenti non dobbiamo pensare affatto che quelle cose siano uno scherzo di cattivo gusto operato dal medium per fare credere la presenza degli spiriti e guadagnare così soldi; perché in effetti la Scrittura ci insegna che i ministri di Satana sotto la guida di spiriti maligni e con la loro assistenza possono fare accadere delle cose strabilianti come appunto queste cose descritte poco sopra. Non dimentichiamoci dei magi d’Egitto che si opposero a Mosè ed Aaronne; essi riuscirono ad imitare alcuni prodigi di Dio infatti riuscirono a mutare i loro bastoni in serpenti secondo che è scritto: “E i magi d’Egitto fecero anch’essi lo stesso, con le loro arti occulte. Ognun d’essi gettò il suo bastone, e i bastoni diventaron serpenti…” (Esodo 7:11-12); riuscirono a mutare l’acqua in sangue secondo che è scritto: “E i magi d’Egitto fecero lo stesso con le loro arti occulte” (Esodo 7:22), e a fare salire le rane secondo che è scritto: “E i magi fecero lo stesso con le loro arti occulte e fecero salire le rane sul paese d’Egitto” (Esodo 8:7). Come avrebbero potuto fare quelle cose quei magi senza l’intervento dei demoni? Perciò tenete bene a mente che i medium assistiti dai demoni possono compiere dei gesti e fare accadere cose di cui la mente umana non può dare una spiegazione logica o scientifica appunto perché si tratta di manifestazioni che hanno come autori gli spiriti malvagi. Per tornare quindi a quelle strane manifestazioni (quelle che l’uomo non può dimostrare che sono frodi umane) che avvengono nelle cosiddette sedute spiritiche, esse vanno attribuite tutte, dalla prima all’ultima, agli spiriti malvagi comandati dal diavolo.

E che dire poi di quando appaiono spiriti e parlano con una voce somigliante a quella dei defunti invocati? Diciamo che dato che non possono essere le anime dei defunti per il motivo sopra spiegato, essi sono spiriti maligni che riescono ad imitare la voce dei defunti da far sembrare vero di essere loro stessi. E che dire del fatto che talvolta è stato comprovato che questi spiriti hanno detto delle cose del passato o del presente della persona che hanno lasciato stupefatto chi li ha fatti evocare? Non c’è niente da meravigliarsi; gli spiriti malvagi vedono quello che fanno gli uomini, conoscono la loro identità e possono in determinati casi rivelare queste cose. Ricordatevi a tale proposito che gli spiriti che Gesù cacciava sapevano che egli era il Cristo (cfr. Luca 4:41); che quello spirito pitone che possedeva quella serva indovina a Filippi sapeva che Paolo e i suoi collaboratori erano servi di Dio (cfr. Atti 16:17); e che quello spirito malvagio che fece violenza ai figli di Sceva, capo sacerdote, sapeva chi erano Gesù e Paolo infatti disse loro: “Gesù, lo conosco, e Paolo so chi è; ma voi chi siete?” (Atti 19:15).

L’evocazione dello spirito di Samuele incoraggia lo spiritismo?

A questo punto qualcuno dirà: ‘Se i morti non possono comunicare con i vivi perché si trovano o in cielo o all’inferno come mai Samuele parlò con Saul quando questi lo fece evocare da quella donna di En-Dor?’ In quel caso, fu perché Dio lo permise; esclu­sivamente dunque per volere di Dio. Ma ricordiamo che per quel gesto Saul fu fatto morire dal Signore secondo che è scritto: “Così morì Saul… anche perchè aveva interrogato e consultato quelli che evocano gli spiriti, mentre non avea consultato l’Eterno. E l’Eterno lo fece morire….” (1 Cronache 10:13,14). Come potete vedere, coloro che consultano gli evocatori di spiriti, che oggi si chiamano medium, secondo il giudizio di Dio sono degni di morte. Ma perché sono degni di morte? Perché si rivolgono ai morti anziché rivolgersi all’Iddio vivente. La Scrittura è chiara a tale riguardo e non lascia dubbi di nessun genere: essa dice: “Non si trovi in mezzo a te… chi consulti gli spiriti… poiché chiunque fa queste cose è in abominio all’Eterno…Tu sarai integro verso l’Eterno, l’Iddio tuo; perché quelle nazioni, del cui paese tu vai ad impossessarti, danno ascolto ai pronosticatori e agl’indovini; ma, quanto a te, l’Eterno, il tuo Dio, ha disposto altrimenti” (Deuteronomio 18:10,11,12-14). Quindi il consultare gli spiriti è un atto abomine­vole nel cospetto di Dio al pari della relazione carnale con una bestia o della relazione carnale di un uomo con un altro uomo, che secondo la legge è degno di morte. Notate che Dio disse al suo popolo che per esso aveva disposto altrimenti; che significa? Che mentre gli altri popoli consultavano i morti a pro dei vivi, Dio aveva stabilito che il suo popolo consultasse Lui per mezzo dei profeti che lui avrebbe suscitato in mezzo ad esso. E difatti sotto l’Antico Patto troviamo esempi di uomini che hanno consultato Dio tramite i profeti; ricordiamo Giosafat e Jehoram quando andarono a consultare l’Eterno per mezzo di Eliseo (cfr. 2 Re 4:6-12); Giosafat ed Achab quando consulta­rono Dio per mezzo del profeta Micaiah (cfr. 1 Re 22:5,7-9); il residuo di Gerusalemme quando consultò Dio per mezzo del profeta Geremia (cfr. Geremia 42:1-22); Geroboamo quando mandò a consultare Dio per mezzo del profeta Ahija (cfr. 1 Re 14:1-4), ed altri casi. Questo è quello che Dio voleva: che gli uomini con­sultassero Lui. Ancora oggi, è giusto consultare Dio, il quale è pronto a rispondere a chi lo consulta.

Fratelli, abbiate fede nella parola di Dio che dice: “Invocami e io ti risponderò, e t’annunzierò cose grandi e impe­netrabili, che tu non conosci” (Geremia 33:3). Essa è una parola uscita dalla bocca di Dio ed è verace; chi vi scrive ha sperimentato la fedel­tà di questa promessa diverse volte. A questo punto però è bene precisare che le rivelazioni che si chiedono a Dio devono essere rivelazioni di cui uno sente necessità; cioè di cui sente nel cuore un desiderio così grande che si sente spinto per lo Spirito di chiederle a Dio. Taluni possono sentire per lo Spirito di consultare Dio affinché gli dica che ministerio vuole che essi esercitino, o dove devono andare a predicare, o chi devono sposa­re, o dove trovare alcune cose che loro hanno perduto e così via. Tutto ciò rientra nella normalità, in altre parole non c’è asso­lutamente nulla di strano nel sentire dire ad un fratello di avere consultato Dio per fargli sapere una di queste cose qui sopra esposte e che Dio gli ha risposto; ripeto nulla di strano. Il nostro Dio è il rivelatore dei segreti ancora oggi; non ha smesso di rivelarli, come invece taluni reputano che abbia fatto, perché lui ha detto che non muta e la Scrittura dice che “il segreto dell’Eterno è per quelli che lo temono” (Salmo 25:14). Certo in seno al popolo di Dio non è comune sentire tali testimonianze; ma pure esse ci sono e portano a glorificare Dio quando le si sentono perché si riconosce in questo uno dei segni dell’immutabilità del nostro Dio.

Dove sono e come stanno i nostri cari 

Vorrei dire ora qualche parola a riguardo del motivo principale per cui le persone vanno alle sedute spiritiche. La maggiore parte delle persone si domandano dove siano i loro cari morti, e se stiano bene o male. Questo avviene anche nei credenti a proposito dei loro familiari quando questi durante la loro vita dopo essere stati ripetutamente evangelizzati non davano segni di ravvedimento, ma che in fin di vita si pensa abbiano potuto pentirsi ed invocare il Signore per la salvezza della loro anima. E’ chiaro il motivo; il dolore della perdita è grande e il cre­dente vorrebbe sapere se almeno i suoi cari sono col Signore, perché questo lo consolerebbe grandemente.

Ma questo dolore nel non credente lo porta a consultare gli spiritisti perché questi assicurano di mettere i viventi in contatto con i morti; e così vanno a queste riunioni dove vengono ingannati da ogni sorta di apparizione e di manifestazione fatte passare per segni tangibili che il defunto evocato è lì presente. E’ male consultare questi ministri di Satana, perché essi in questa maniera riescono a fare riporre alle persone la fiducia nelle loro arti occulte, e a renderle schiave di esse, e a far loro credere ogni sorta di menzogne. In questa maniera la persona che va alle sedute spiritiche si contamina perché è scritto: “Non vi rivolgete agli spiriti, nè agli indovini; non li consultate, per non contaminarvi per mezzo loro” (Levitico 19:31).

Nel credente invece il dolore per la perdita di un familiare di cui non si sa se è stato salvato dal Signore perché quando è morto era da solo, lo porta ad invocare Dio talvolta e a chieder­gli non di metterlo in contatto con lui per sapere dove si trova e come sta, ma di farglielo vedere se si trova in cielo o di dirglielo semplicemente senza farglielo vedere. In questo compor­tamento non c’è nulla di male; vogliamo dire con questo che se un credente formula una tale domanda a Dio, non si contamina, come farebbe invece se andasse a consultare gli evocatori di spiriti, perché egli consulta il Vivente, il Santo, e il Verace. Certo è che se Dio ha salvato in fin di vita quella persona e vuole esaudire la richiesta del credente, gli farà sapere in qualche maniera che egli si trova in cielo, nella gloria. Ma può accadere pure che non glielo voglia rivelare quantunque egli sia in cielo; tutto ciò dipende da Dio. Naturalmente Dio può anche fare vedere l’anima del defunto di cui si vuole sapere se è stato salvato o meno, mentre questa è nel tormento delle fiamme dell’Ades o rivelargli che è andato perduto nel caso questi sia morto impeni­tente, come anche può tenere nascosta la cosa. Anche qui tutto dipende da Dio.

Un altra ragione per cui le persone vanno a consultare gli spiri­ti è per sapere dai trapassati come è fatto l’altro mondo, o come è fatto il paradiso o come è fatto l’inferno; anche in questo caso essi fanno male e oltre a ciò rimangono ingannati dagli spiriti maligni che gli dicono che l’inferno e il paradiso sono concetti umani e non dei luoghi reali dell’oltretomba. La cosa migliore per sapere come sono l’inferno e il paradiso è quella di leggere la Bibbia.

Nel caso poi un credente dopo avere letto del paradiso, decida di consultare Dio per farglielo vedere, egli non fa nulla di male. Certo, anche in questo caso se Dio vorrà otterrà la richiesta esaudita, altri­menti si deve accontentare di vederlo il giorno in cui morirà.

CONCLUSIONE

Quindi per concludere, la dottrina spiritica alla luce delle sacre Scritture è diabolica e ingannatrice e per questo va riget­tata senza esitazione; dunque gli spiriti non devono essere in nessun caso consultati. Lo spiritismo è un’opera del diavolo condannata dalla Scrittura; e gli spiritisti sono sotto condanna come anche coloro che vanno a consultarli.

Ma dall’altro canto, noi credenti sappiamo di avere un Dio viven­te in cielo, un Dio che rivela i segreti che vuole Lui e che può e deve essere consultato da ciascuno di noi quando sentiamo il bisogno di ricevere da Lui una particolare rivelazione. Ma ripe­tiamo, che quand’anche Dio non ci faccia vedere dove sono i nostri cari morti, quand’anche non ci facesse vedere il cielo o l’inferno, noi dobbiamo rimanere attaccati alle Sacre Scritture; alle testimonianze che esse portano sullo stato delle anime dopo la morte, e sui due luoghi dove esse possono andare. Nessuno si faccia prendere dalla curiosità di vedere cosa c’è di vero nello spiritismo; perchè questa curiosità lo trascinereb­be a commettere un’infedeltà contro Dio, un’infedeltà che lo esporrebbe all’influenza demoniaca, e che lo condurrebbe al fuoco eterno. Concludo con le parole che Dio ha detto tramite il profe­ta Isaia: “Se vi si dice: ‘Consultate quelli che evocano gli spiriti e gl’indovini, quelli che sussurrano e bisbigliano’, rispondete: ‘Un popolo non dev’egli consultare il suo Dio? Si rivolgerà egli ai morti a pro de’ vivi?’ Alla legge! alla testimonianza! Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui alcuna aurora! Andrà errando per il paese, affranto, affamato; e quando avrà fame, s’irriterà, maledirà il suo re ed il suo Dio. Volgerà lo sguardo in alto, lo volgerà verso la terra, ed ecco, non vedrà che distretta, tenebre, oscurità piena d’angoscia, e sarà sospinto in fitta tenebria” (Isaia 8:19-22). Amen.

[Tratto dal libro ‘Contro lo spiritsmo e l’astrologia’ di Giacinto Butindaro, pag.3-10]

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