Confutazione Dottrina Cattolica Romana: La Cresima (o confermazione)

cresimaLa dottrina dei teologi papisti

La cresima fa ricevere lo Spirito Santo in una misura abbondante. Viene ministrata dal vescovo con l’imposizione delle mani sui cresimandi, e con l’unzione fatta con il sacro crisma sulla fronte dei cresimandi. I bambini la devono ricevere quando giungono all’età della discrezione. La Cresima o Confermazione è il Sacramento che ci fa perfetti cristiani e soldati di Gesù Cristo, e ce ne imprime il carattere’ (Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 463). Detto in altre parole la cresima per i Cattolici romani è il sacramento che completa e rende perfetta l’inserzione del cristiano nel corpo mistico di Cristo operata dal battesimo perché il cresimato riceve l’abbondanza dello Spirito Santo che lo fortifica interiormente e gli dà la grazia di testimoniare nel mondo il Vangelo di Cristo. Secondo loro infatti mediante la cresima avviene l’effusione dello Spirito Santo sui cresimandi come il giorno della Pentecoste avvenne sui discepoli del Signore. Rino Fisichella ha affermato: ‘Risulta dalla celebrazione che l’effetto del sacramento della Confermazione è la piena effusione dello Spirito Santo, come già fu concessa agli Apostoli il giorno di Pentecoste’ (Rino Fisichella, Il Catechismo della Chiesa cattolica, Casale Monferrato 1993, pag. 257) [8]. Questo loro sacramento viene ministrato dal vescovo (per gravi motivi il vescovo può concedere la facoltà di amministrare la cresima a dei sacerdoti), il quale, stese le mani sopra i cresimandi, invoca lo Spirito Santo, poi col sacro Crisma [9] (olio d’oliva mischiato con balsamo, consacrato dal vescovo il giovedì santo) unge in forma di croce la fronte di ciascuno, pronunziando le parole della forma (che sono per l’occasione: ‘Ricevi il sigillo del dono dello Spirito Santo’) e alla fine benedice solennemente tutti i cresimati. Per sostenere biblicamente l’imposizione delle mani del vescovo i teologi papisti prendono i passi della Scrittura che si riferiscono all’imposizione delle mani che gli apostoli facevano sui credenti affinché ricevessero lo Spirito Santo. In particolare essi prendono questi versetti degli Atti degli apostoli: “Allora imposero loro le mani, ed essi ricevettero lo Spirito Santo” (Atti 8:17); “E dopo che Paolo ebbe loro imposto le mani, lo Spirito Santo scese su loro…” (Atti 19:6). L’età più conveniente per ricevere la cresima, secondo il catechismo cattolico, è quella di sette anni circa. Il concilio di Trento, ritenuto infallibile dalla teologia romana, ha decretato quanto segue in difesa della cresima: ‘Se qualcuno afferma che la confermazione dei battezzati è una vana cerimonia, e non, invece, un vero e proprio sacramento (….) sia anatema’ (Concilio di Trento, Sess. VII, can. 1).

Confutazione

La cresima non fa ricevere al cresimando lo Spirito Santo perché non ha nulla a che fare con il battesimo con lo Spirito Santo promesso da Gesù Cristo, e con l’imposizione delle mani compiuta dagli apostoli sui credenti affinché ricevessero lo Spirito Santo

Come abbiamo visto i teologi papisti sostengono che la cresima è il battesimo con lo Spirito Santo perché paragonano gli effetti della cresima a quelli verificatesi sui discepoli il giorno della Pentecoste quando essi furono battezzati con lo Spirito Santo. Ma questo è falso e lo dimostreremo subito parlando della dottrina del battesimo con lo Spirito Santo dato che l’effusione dello Spirito Santo il giorno della Pentecoste è il battesimo con lo Spirito Santo che Gesù aveva promesso ai suoi prima di andare in cielo dicendo: “Voi sarete battezzati con lo Spirito Santo fra non molti giorni” (Atti 1:5). Secondo questa specifica dottrina di Dio quando il credente viene battezzato con lo Spirito Santo (o riceve lo Spirito Santo), come lo furono gli apostoli e i discepoli il giorno di Pentecoste e molti altri in seguito, viene rivestito di potenza per testimoniare di Cristo, riceve una misura maggiore di Spirito Santo perché viene riempito di esso (possiamo dire anche che egli viene confermato dal Signore mediante il battesimo con lo Spirito Santo); e nel momento in cui viene riempito di Spirito Santo comincia a parlare in altra lingua secondo che lo Spirito Santo gli dà di esprimersi. Le seguenti Scritture confermano questi aspetti che caratterizzano il battesimo con lo Spirito Santo.

Rivestimento di potenza. Gesù disse ai suoi discepoli: “Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso; quant’è a voi, rimanete in questa città, finché dall’alto siate rivestiti di potenza” (Luca 24:49), ed ancora: “Voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi, e mi sarete testimoni e in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra” (Atti 1:8).

Riempimento dello Spirito Santo. “E tutti furon ripieni dello Spirito Santo…” (Atti 2:4) (è da tenere presente in questo caso che i discepoli prima di essere riempiti di Spirito Santo in quel giorno avevano una misura di Spirito Santo perché Gesù quando era apparso loro aveva detto loro: “Ricevete lo Spirito Santo” [Giov. 20:22]); “Fratello Saulo, il Signore, cioè Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale tu venivi, mi ha mandato perché tu ricuperi la vista e sii ripieno dello Spirito Santo” (Atti 9:17).

Il mettersi a parlare in altre lingue quando si viene riempiti di Spirito Santo. “E tutti furon ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d’esprimersi” (Atti 2:4); “Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo cadde su tutti coloro che udivano la Parola. E tutti i credenti circoncisi che erano venuti con Pietro, rimasero stupiti che il dono dello Spirito Santo fosse sparso anche sui Gentili; poiché li udivano parlare in altre lingue, e magnificare Iddio” (Atti 10:44-46); “E dopo che Paolo ebbe loro imposto le mani, lo Spirito Santo scese su loro, e parlavano in altre lingue, e profetizzavano” (Atti 19:6).

Per ciò che riguarda la maniera in cui i credenti ricevevano lo Spirito Santo ai giorni degli apostoli, la Scrittura ci insegna che il giorno della Pentecoste i discepoli raunati ricevettero lo Spirito Santo senza l’imposizione delle mani di nessuno, e così lo ricevettero anche Cornelio e quelli di casa sua mentre Pietro annunziava loro l’Evangelo; ma essa ci insegna anche che lo Spirito Santo veniva comunicato ai credenti mediante l’imposizione delle mani degli apostoli che avevano questo dono di imporre le mani ai credenti affinché ricevessero lo Spirito Santo, e di ciò abbiamo un esempio in quello che avvenne a Samaria dove Pietro e Giovanni imposero le mani ai Samaritani che avevano creduto “ed essi ricevettero lo Spirito Santo” (Atti 8:17), e in quello che avvenne ad Efeso, dove, dopo che Paolo ebbe imposto le mani a quei circa dodici discepoli “lo Spirito Santo scese su loro” (Atti 19:6). Ancora oggi in mezzo al popolo di Dio lo Spirito Santo taluni lo ricevono senza l’imposizione delle mani di altri fratelli; mentre altri lo ricevono mediante l’imposizione delle mani di fratelli che hanno lo specifico dono di imporre le mani ai credenti affinché ricevano lo Spirito Santo.

Come abbiamo anche visto, l’imposizione delle mani che il vescovo cattolico compie sui cresimandi viene sostenuta con l’imposizione delle mani degli apostoli sui credenti per fargli ricevere lo Spirito Santo, in altre parole essa corrisponderebbe all’imposizione delle mani fatta dagli apostoli sui credenti. Ma anche in questo caso si deve dire che ciò che essi affermano è falso: i motivi sono i seguenti. Gli apostoli non ungevano i credenti con nessun olio santo (‘il crisma’) quando gl’imponevano le mani affinché ricevessero lo Spirito Santo, come fa invece il vescovo cattolico sui cresimandi; gli apostoli avevano questo dono da Dio di imporre le mani ai credenti affinché ricevessero lo Spirito Santo, infatti i credenti lo ricevevano quando essi gli imponevano le mani, ma i vescovi cattolici romani non ce l’hanno questo dono, difatti coloro a cui loro impongono le mani invocando lo Spirito Santo su di loro non ricevono il dono dello Spirito Santo come invece lo ricevevano quei credenti. E poi bisogna sempre tenere presente che gli apostoli imponevano le mani a persone che avevano creduto ed erano state battezzate, e non a bambini quando questi raggiungevano l’età di sette anni circa come invece fa il vescovo cattolico. In altri termini gli apostoli non seguivano la regola di imporre le mani a dei bambini di circa sette anni perché loro imponevano le mani su coloro che avevano creduto ed avevano ricevuto il battesimo. Ed anche qui occorre dire che essi questo atto lo facevano poco tempo dopo che le persone erano state battezzate.

In conclusione; noi non accettiamo la cresima della chiesa cattolica romana per queste ragioni.

Perché non è stata istituita da Gesù Cristo come non è stato istituito da Cristo il battesimo degli infanti. E dato che con il battesimo per infusione il neonato non diventa un figlio di Dio e non riceve una certa misura di Spirito Santo, come avviene invece quando una persona cosciente si pente dei suoi peccati e crede in Gesù Cristo, l’imposizione delle mani fattagli all’età di circa sette anni non viene fatta su un figlio di Dio al fine di fargli ricevere la pienezza dello Spirito Santo, come invece avviene quando l’imposizione delle mani in vista della ricezione del dono dello Spirito Santo viene fatta da un ministro del Vangelo su una persona che ha creduto ed è stata battezzata.

Perché il vescovo cattolico non essendo neppure un credente ma solo un idolatra che corre dietro agli idoli muti, non può avere il dono di imporre le mani sulle persone affinché ricevano lo Spirito Santo.

Perché siccome che lo Spirito Santo si riceve mediante la fede, non è possibile che delle persone senza fede (mi riferisco sia ai bambini che agli adulti ‘battezzati’ dal prete) che si sottopongono a questo rito ricevano lo Spirito Santo perché Gesù ha detto che il mondo non può riceverlo.

Perché i fatti confermano che i cresimati non ricevono lo Spirito Santo.

Se tutti coloro che vengono cresimati ricevessero veramente lo Spirito Santo dovrebbero essere sicuri di essere dei figliuoli di Dio secondo che é scritto: “Avete ricevuto lo spirito d’adozione, per il quale gridiamo: Abba! Padre! Lo Spirito stesso attesta insieme col nostro spirito, che siamo figliuoli di Dio; e se siamo figliuoli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo” (Rom. 8:15-17); e perciò sarebbero pure sicuri di avere la vita eterna. Ma parlando con i cresimati ci si accorge che essi non sono dei figliuoli di Dio perché non sono ancora nati da Dio e non sono perciò sicuri di essere salvati e di avere la vita eterna.

Se i cresimati ricevessero lo Spirito Santo si metterebbero a parlare in altre lingue perché quando si riceve lo Spirito Santo si comincia a parlare in altre lingue, e coloro a cui il vescovo cattolico impone le mani affinché ricevano lo Spirito Santo non cominciano a parlare in altre lingue. Le lingue sono il segno esteriore che attesta che il credente ha ricevuto lo Spirito Santo perciò in sua assenza non si può affermare che egli ha ricevuto la pienezza dello Spirito Santo. E di conseguenza, egli, non avendo ricevuto ancora la pienezza dello Spirito, non ha ancora ricevuto potenza dall’alto.

Se i cresimati ricevessero lo Spirito Santo con la cresima per certo si vedrebbe il frutto dello Spirito Santo nella loro vita (cfr. Gal. 5:22), ma esso rimane assente del tutto in loro appunto perché in loro rimane assente lo Spirito di Dio.

Essi dicono che con la cresima si diventa soldati di Gesù Cristo in grado di testimoniare al mondo del Vangelo: ma dobbiamo dire che tutto questo non è manifesto nei cresimati. Un soldato di Gesù Cristo rivestito della potenza dello Spirito Santo è una lampada ardente e splendente in questo mondo di tenebre; é un uomo che combatte il buon combattimento della fede, é un uomo che si leva in difesa del Vangelo e che testimonia di ciò che Cristo ha compiuto per lui secondo che disse Gesù ai suoi: “Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi, e mi sarete testimoni..” (Atti 1:8). Dov’é tutto questo nei Cattolici romani cresimati? Non ardono per Cristo Gesù ma per Maria; difatti li si sente parlare molto più di Maria, delle sue cosiddette apparizioni, dei suoi cosiddetti miracoli e delle sue cosiddette grazie che del Signore Gesù Cristo, della sua espiazione, della sua vita e delle sue parole, e di tutto ciò che lo concerne! Anzi a taluni cresimati non li si sente mai parlare di Gesù Cristo, ma solo di sua madre! Ma quali soldati di Cristo sono che combattono loro stessi contro il Vangelo e non per il Vangelo, contro la fede e non per la fede? Ma quali soldati di Cristo sono che molti di loro quando ci sentono parlare di Cristo Gesù si stancano, si arrabbiano, non ci prendono nessun piacere quasi che stessimo parlando di un Gesù diverso da quello del Vangelo, o di un impostore, e ci calunniano pure definendoci dei fanatici perché parliamo sempre di Gesù esaltandolo e celebrandolo? E di chi altro dovremmo parlare? Noi siamo dei Cristiani lavati con il sangue di Cristo Gesù; lui ci ha amati e ha dato se stesso per noi, che eravamo dei peccatori, affrancandoci dai nostri peccati e dandoci la vita eterna. Noi lo abbiamo conosciuto e l’amore di Cristo ci costringe a parlare di lui e di ciò che ha fatto per ciascuno di noi. La ragione per cui essi ci definiscono dei fanatici per Gesù? Gesù per loro non è ancora quello che è per noi perché non lo hanno conosciuto.

O Cattolici, se conosceste Gesù Cristo non parlereste di Maria come ancora fate, non la preghereste e non l’adorereste perché vorreste parlare solo di lui; allora sì che combattereste per Cristo! I fatti dunque parlano chiaro e dimostrano quanto sia inutile questo loro sacramento della cresima amministrato da peccatori ad altri peccatori.

[Tratto dal libro di Giacinto Butindaro ‘La Chiesa Cattolica Romana’]

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