Il culto a Maria

La chiesa cattolica romana, come ben sapete, tributa un culto a Maria, la madre di Gesù. A Maria sono rivolte preghiere e canti; le statue e le immagini che la raffigurano sono un po’ da per tutto, nelle basiliche cattoliche, negli ospedali, negli orfanotrofi, nei collegi, per le strade, per le piazze, sui monti, nelle grotte, nelle case; per esse molta gente va in delirio, davanti ad esse molte persone si prostrano invocandola affinché li aiuti, li guarisca, li consoli, e affinché li salvi. A Maria sono anche dedicati due mesi all’anno; Maggio, il mese di Maria; e Ottobre, il mese del Rosario. Alcune delle feste universali in suo onore sono: 1) l’Immacolata Concezione (8 Dicembre); 2) la Natività (8 Settembre); 3) l’Annunciazione (25 Marzo, nove mesi prima di natale); 4) la Purificazione (2 Febbraio); 5) l’Assunzione (15 Agosto). Per quanto riguarda poi i santuari mariani venerati da milioni di Italiani ce ne sono a decine in tutta Italia. Nel mondo intero sono moltissimi.

Maria in realtà è più importante di Gesù per i Cattolici romani [1], per loro è una sorta di dea onnipotente a cui persino Gesù deve ubbidire. Questo è quello che gli hanno inculcato i preti sin dalla loro fanciullezza. Di Maria viene detto dai preti che fu concepita senza peccato e durante la sua vita non peccò mai, che è la madre di Dio, che rimase sempre vergine, che fu la prima persona a cui Gesù apparve dopo essere risuscitato, che fu assunta in cielo anima e corpo dopo essere risorta, che in cielo prega per i Cristiani, che un giorno schiaccerà il capo del diavolo, che è corredentrice dell’umanità, che è la madonna, e che è la madre della Chiesa.

Confutazione delle eresie dette su Maria

Ella fu concepita senza peccato. ‘Maria nel primo instante della sua concezione, per una grazia speciale, è stata preservata pura da ogni macchia di peccato originale. – E’ di fede.’ (Bernardo Bartmann, Manuale di Teologia Dogmatica, vol. II, pag. 168). Quindi Maria sarebbe stata concepita e sarebbe nata senza peccato. Il dogma dell’immacolata concezione di Maria fu emanato, con il favore dei Gesuiti, da Pio IX nel 1854 in questi termini: ‘La beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale’ (Bolla Ineffabilis Deus dell’8 dicembre 1854). La ragione addotta è che Gesù per potere nascere immacolato aveva bisogno di una madre altresì immacolata.

Questo dogma è una menzogna perché tutti gli uomini e tutte le donne nati sulla terra (all’infuori di Gesù) sono nati col peccato secondo che é scritto: “Ecco, io sono stato formato nella iniquità, e la madre mia mi ha concepito nel peccato” (Sal. 51:5), ed ancora: “Tutti hanno peccato” (Rom. 3:23), perciò anche Maria aveva peccato e non poteva dire, e siamo sicuri che non lo disse e pensò mai, di essere nata senza peccato [2]. Il fatto che ella stessa riconobbe che Dio era il suo Salvatore dicendo: “L’anima mia magnifica il Signore, e lo spirito mio esulta in Dio mio Salvatore” (Luca 1:46,47), dimostra che ella non era nata senza peccato, perché in tale caso non avrebbe chiamato Dio suo Salvatore e non avrebbe avuto bisogno di essere salvata. ‘Ma i teologi romani affermano che anche Maria fu salvata’, dirà qualcuno. Noi rispondiamo: ‘Sì, ma a tale proposito fanno un discorso tutto particolare’. Bartmann dice per esempio: ‘Anche Maria è stata redenta da Cristo, come ogni altro uomo, ma in modo differente da tutti gli altri (…) La sua redenzione consiste nella preservazione e non nella liberazione dal peccato (redemptio praeservativa, non reparativa)’ (Bernardo Bartmann, op. cit., pag. 169). Ma noi vorremmo domandare a costui: ‘Ma se Maria fu preservata dal peccato ma non liberata da esso come si può affermare che ella fu salvata?’ Dobbiamo riconoscere che i teologi romani hanno fatto ricorso ad ogni specie di sofisma per ingannare le persone! No, non è affatto così come dicono i teologi papisti. Paolo dice ai Galati che “la Scrittura ha rinchiuso ogni cosa sotto peccato, affinché i beni promessi alla fede in Gesù Cristo fossero dati ai credenti” (Gal. 3:22), perciò anche Maria era stata rinchiusa da Dio sotto il peccato affinché pure lei ottenesse misericordia mediante la fede nel Signore Gesù Cristo. Ma vogliamo esibire un’altra prova scritturale che Maria non nacque senza peccato, il sacrificio che Giuseppe e Maria offrirono nel tempio quando andarono a presentare il bambino Gesù (cfr. Luca 2:22-24). La legge dice infatti: “E se (ella) non ha mezzi da offrire un agnello, prenderà due tortore o due giovani piccioni: uno per l’olocausto e l’altro per il sacrifizio per il peccato. Il sacerdote farà l’espiazione per lei, ed ella sarà pura” (Lev. 12:8). Quindi Maria dovette offrire anche lei quel sacrificio per il peccato. Ora, noi domandiamo: ‘Se ella fosse stata senza peccato che bisogno c’era che offrisse quel sacrificio?’ Ci rispondano i contenziosi. Ma vediamo ora quali sono le inevitabili conseguenze a cui porta l’affermazione papista che affinché Gesù potesse nascere immacolato era necessario che anche sua Madre fosse immacolata. Innanzi tutto si fa passare Dio per bugiardo perché Egli dice che “tutti hanno peccato e son privi della gloria di Dio” (Rom. 3:23); e poi si innalza Maria sopra tutte le altre creature facendola apparire una sorta di dea quando in effetti ella si dichiarò l’ancella del Signore; poi si fa dimenticare alle persone che Gesù nacque senza peccato non perché sua madre fosse senza peccato ma perché fu generato nel seno di sua madre dallo Spirito di Dio che è santo e quindi Dio non aveva bisogno di una donna senza peccato per fare nascere il suo Unico Figliuolo dal suo seno. Oltre a ciò se Maria era immacolata dovremmo dedurre che anche sua madre, sua nonna e tutte le altre donne presenti nella sua genealogia fossero anch’esse immacolate, e quindi si stabilirebbe una catena di donne immacolate, il che è diabolico. Ed infine definendo Maria nata senza peccato e vissuta pure senza peccato (perché si deve tenere presente che la chiesa papista insegna pure che ella ‘fu esente durante tutta la sua vita dal peccato personale’ [Bernardo Bartmann, op. cit., pag. 174] [3]), viene di conseguenza spontaneo dire che ella non ebbe bisogno di essere riscattata e purificata dal sangue di Cristo come gli altri, appunto perché senza peccato. Ma allora come mai morì se ella era senza peccato dato che la Scrittura dice che “per mezzo del peccato v’è entrata la morte” (Rom. 5:12) e che “il dardo della morte è il peccato” (1 Cor. 15:56)? La risposta è una sola: per i peccati degli uomini!! Ed ecco che allora ci sono due morti espiatorie e non più solo quella di Cristo. E non è forse così per i Cattolici romani? Quando essi chiamano Maria corredentrice dell’umanità che cosa vogliono dire se non che Cristo ha redento gli uomini assieme a lei? Ecco quali sono le altre eresie che scaturiscono dal dogma dell’immacolata concezione di Maria. Per l’ennesima volta si deve riconoscere che un abisso chiama un altro abisso.

Ella è la madre di Dio. ‘Maria é Madre di Dio in senso vero e proprio. – E’ di fede’ (Bernardo Bartmann, op. cit., pag. 157). Maria fu definita madre di Dio dal concilio di Efeso del 431. Il secondo concilio Costantinopolitano ha lanciato il seguente anatema contro coloro che non la ritengono tale: ‘Se qualcuno afferma che la santa gloriosa e sempre vergine Maria solo impropriamente e non secondo verità è madre di Dio (…) e non la ritiene davvero e secondo verità madre di Dio (…) costui sia anatema’.

Questa dottrina è una menzogna perché Dio è il Creatore di tutte le cose mentre Maria era solo una creatura. Certo, ella fu prescelta per dare alla luce il Figlio di Dio, ma tenete sempre presente che la Parola che é stata fatta carne era con Dio e Dio avanti che Dio creasse tutte le cose, quindi anche prima che Maria fosse concepita nel seno di sua madre; e che il Figlio di Dio coeterno con il Padre nascesse da Maria secondo la carne perché egli era l’Unigenito che era presso il Padre avanti la fondazione del mondo; ed infine che siccome che per mezzo della Parola è stata fatta ogni cosa e “senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta” (Giov. 1:3), di conseguenza anche Maria come tutte le altre creature fu fatta per mezzo della Parola e perciò non può essere definita ‘madre di Dio’ ma deve essere chiamata solo la madre di Gesù. Voler difendere la divinità di Cristo dicendo che Maria é la madre di Dio (come fece il concilio di Efeso) é un errore perché fa apparire quell’umile ancella del Signore che era Maria niente di meno che la madre del Creatore! La Scrittura, che é ispirata da Dio, definisce Maria la madre di Gesù; perciò, considerando che coloro che l’hanno chiamata così parlarono sospinti dallo Spirito Santo e credevano che Gesù Cristo era Dio perché in lui si compiacque il Padre di fare abitare tutta la pienezza, nessuno ha il diritto di chiamare Maria madre di Dio. I teologi della chiesa romana prendono le seguenti parole che Elisabetta, ripiena di Spirito, rivolse a Maria: “Come mai m’è dato che la madre del mio Signore venga da me?” (Luca 1:43), per sostenere che hanno il diritto di chiamarla ‘madre di Dio’. Non é affatto così come essi dicono, e questo perché Cristo Gesù é il nostro Signore ma non é il nostro Padre celeste, infatti noi quando ci rivolgiamo a Cristo sia nei canti che nell’adorazione non lo chiamiamo Padre, ma bensì Signore. Questo era anche il comportamento degli apostoli infatti Paolo ai Corinzi dice: “Per noi c’é un Dio solo, il Padre, dal quale sono tutte le cose, e noi per la gloria sua, e un solo Signore, Gesù Cristo, mediante il quale sono tutte le cose, e mediante il quale siamo noi” (1 Cor. 8:6); ed ai Filippesi dice: “Ed é perciò che Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che é al disopra d’ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sotto la terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo é il Signore, alla gloria di Dio Padre” (Fil. 2:9-11). Come potete vedere l’apostolo confessava con la sua bocca che Cristo é il Signore e non il nostro Padre celeste, infatti in queste Scritture il Signore Gesù Cristo é menzionato separatamente da Dio Padre. Quindi Elisabetta fece bene a chiamare Maria, “madre del mio Signore”, perché chiamandola così riconobbe che colui che era nel seno di Maria era il suo Signore. Anche noi affermiamo che Maria era la madre del nostro Signore, ma così dicendo non attribuiamo a Maria, né culto, né particolari e speciali riguardi ma diciamo solamente la verità attorno a lei. Ricordatevi che quando i magi venuti dall’Oriente entrarono nella casa dove era il fanciullino Gesù, la Scrittura dice che essi “videro il fanciullino con Maria sua madre; e prostratisi, lo adorarono; ed aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra” (Matt. 2:11). Quei magi videro sia il fanciullino che sua madre ma si prostrarono per adorare il fanciullino e non Maria sua madre, eppure sapevano che quella donna era la madre del re dei Giudei che era nato. Oltre a ciò, quando essi aprirono i loro tesori presero dei doni per offrirli al fanciullino e non a sua madre. Ricordatevi pure che un giorno mentre Gesù parlava una donna di fra la moltitudine alzò la voce e disse a Gesù: “Beato il seno che ti portò e le mammelle che tu poppasti! Ma egli disse: Beati piuttosto quelli che odono la parola di Dio e l’osservano!” (Luca 11:27,28). Gesù sapeva che Maria era stata prescelta da Dio per concepirlo e partorirlo; egli sapeva che Maria era benedetta fra le donne proprio per aver messo al mondo lui che era il Figlio di Dio, e ciò nonostante quando quella donna davanti a tante persone proclamò beato il seno che lo portò e le mammelle che lui poppò, Gesù proclamò la beatitudine di coloro che ascoltano la Parola di Dio e l’osservano. Badate che con questa risposta Gesù non disse che Maria sua madre non era beata, ma dette la priorità alla beatitudine che sperimentano coloro che sono facitori della Parola di Dio, anziché alla gioia che certamente la madre di Gesù sperimentò sia nel portare nel suo seno per nove mesi Colui che é stato generato (secondo la carne) dallo Spirito Santo, e sia nell’allattarlo. D’altronde Maria nel suo canto aveva detto: “D’ora innanzi tutte le età mi chiameranno beata, poiché il Potente mi ha fatto grandi cose” (Luca 1:48,49), e nell’esclamazione di quella donna già vediamo l’adempimento di quelle parole. Ancora oggi molti dicono bene di Maria e noi siamo tra questi, ma fino a quando si tratta di benedire Maria (dire bene di lei) dicendo che ella é definita dalla Parola “benedetta fra le donne” e “beata” non c’é nulla di male; ma quando invece avviene che gli uomini oltre che a chiamarla beata la adorano e la pregano allora essi si rendono colpevoli di un peccato che é quello di idolatria.

Ella rimase sempre vergine. ‘Maria concepì e partorì suo Figlio senza danno per la sua verginità, e restò vergine anche dopo il parto. – E’ di fede’ (Bernardo Bartmann, op. cit., pag. 163).

E’ falso che Maria è rimasta vergine dopo il parto perché la Scrittura afferma che Giuseppe “prese con sé sua moglie; e non la conobbe finch’ella non ebbe partorito il suo figlio primogenito, e gli pose nome Gesù” (Matt. 1:24,25). Questo significa che Giuseppe, dopo che Maria partorì Gesù, conobbe sua moglie [4]. Ma non solo Giuseppe la conobbe ma ebbe anche dei figli da lei perché Gesù aveva dei fratelli e delle sorelle. Queste Scritture confermano che Maria concepì e partorì altri figli dopo Gesù.

“Ella diè alla luce il suo figliuolo primogenito” (Luca 2:7), perciò se Gesù fosse stato il suo unico figlio sarebbe stato chiamato il suo unigenito e non il suo primogenito.

“Poi si partì di là e venne nel suo paese e i suoi discepoli lo seguitarono. E venuto il sabato, si mise ad insegnar nella sinagoga; e la maggior parte, udendolo, stupivano dicendo: Donde ha costui queste cose? e che sapienza è questa che gli é data? e che cosa sono cotali opere potenti fatte per mano sua? Non é costui il falegname, il figliuol di Maria, e il fratello di Giacomo e di Giosè, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?” (Mar. 6:1-3);

“E giunsero sua madre ed i suoi fratelli; e fermatisi fuori, lo mandarono a chiamare” (Mar. 3:31);

“Neppure i suoi fratelli credevano in lui” (Giov. 7:5);

“Tutti costoro perseveravano di pari consentimento nella preghiera, con le donne, e con Maria, madre di Gesù, e coi fratelli di lui” (Atti 1:14);

Paolo ai Corinzi: “Non abbiamo noi il diritto di condurre attorno con noi una moglie, sorella in fede, siccome fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa?” (1 Cor. 9:5);

Paolo ai Galati: “In capo a tre anni, salii a Gerusalemme per visitar Cefa, e stetti da lui quindici giorni; e non vidi alcun altro degli apostoli; ma solo Giacomo, il fratello del Signore” (Gal. 1:18,19);

Nei Salmi è detto a proposito del Cristo: “Io son divenuto… un forestiero ai figliuoli di mia madre” (Sal. 69:8). (Come potete vedere la Scrittura aveva preannunziato in questa particolare maniera che la vergine che avrebbe concepito e partorito il Cristo di Dio non sarebbe rimasta vergine perché avrebbe avuto altri figli infatti lo Spirito di Cristo disse tramite Davide: “Sono divenuto un forestiero ai figliuoli di mia madre”).

La Scrittura è chiara quindi a tale riguardo, Gesù aveva dei fratelli e delle sorelle. Ma i teologi romani l’hanno oscurata dicendo che questi fratelli erano i cugini di Gesù perché nella Scrittura talvolta il termine fratelli si riferisce anche ai parenti. E per sostenere questo prendono i seguenti passi: “E Abramo disse a Lot: Deh, non ci sia contesa fra me e te, né fra i miei pastori e i tuoi pastori, poiché siam fratelli” (Gen. 13:8); “E ricuperò tutta la roba, e rimenò pure Lot suo fratello…” (Gen. 14:16); e fanno notare che Lot è chiamato fratello di Abramo quantunque fosse figlio di suo fratello Haran, e perciò suo nipote. Al che noi rispondiamo dicendo che è vero che talvolta la Scrittura con il termine fratelli si riferisce ai parenti, come nipoti, zii, e cugini; ma questo discorso non si può fare nel caso dei fratelli di Gesù perché è ampiamente dimostrato dai passi qui sopra esposti che essi erano veramente figli di sua madre e non suoi cugini. E poi occorre dire, a conferma di tutto ciò, che per quanto riguarda Giacomo egli è chiamato da Paolo il fratello (in greco: adelfòs) del Signore, e non il cugino (in greco: anepsiòs) del Signore. Con ciò vogliamo dire che se Giacomo, che é chiamato “il fratello del Signore”, fosse stato il cugino del Signore Paolo non lo avrebbe chiamato il fratello del Signore, ma bensì il cugino del Signore; ma Paolo sapeva l’esatto grado di parentela che c’era tra Giacomo ed il Signore Gesù, perciò lo chiamò “il fratello del Signore”. Paolo non avrebbe mai chiamato il cugino del Signore “il fratello del Signore”, perché lui il cugino di qualcuno lo chiamava cugino infatti parlando di Marco ai Colossesi disse: “Vi salutano Aristarco, il mio compagno di prigione, e Marco, il cugino (in greco: anepsiòs) di Barnaba..” (Col. 4:10). Ma Paolo credeva che il Signore Gesù aveva non un solo fratello, ma più fratelli, infatti ai Corinzi parla dei “fratelli del Signore” (1 Cor. 9:5) i quali, da quello che lui dice, erano ammogliati; confermando quindi le parole di Matteo, Marco, Luca e Giovanni.

L’interpretazione data quindi dai teologi romani secondo la quale questi fratelli di Gesù erano i cugini di Gesù non ha quindi nessun fondamento scritturale appunto perché coloro che sono chiamati nel Vangelo “i suoi fratelli” erano figliuoli della madre di Gesù e non di sua zia.

Ella fu la prima persona a cui apparve Cristo dopo essere risorto. E’ ‘legittimo pensare che verosimilmente la madre sia stata la prima persona a cui Gesù risorto è apparso’ (Corriere della Sera, 22.5.97, pag. 15), ha detto l’attuale papa.

Falso anche questo. La sacra Scrittura infatti afferma che la prima persona a cui Gesù apparve dopo essere risorto fu Maria detta Maddalena. Ecco quanto dice Marco: “Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale avea cacciato sette demonî. Costei andò ad annunziarlo a coloro ch’erano stati con lui, i quali faceano cordoglio e piangevano” (Marco 16:9,10). Quest’apparizione di Gesù a Maria Maddalena è riportata dal discepolo che Gesù amava il quale dice che dopo che Pietro e Giovanni giunsero al sepolcro e si accertarono che il corpo di Gesù non era più nel sepolcro se ne tornarono a casa, ma Maria rimase presso al sepolcro a piangere. E mentre piangeva si chinò per guardare dentro il sepolcro e vide due angeli i quali le domandarono perché piangesse. Lei rispose loro che era perché avevano tolto il suo Signore dal sepolcro e non sapeva dove l’avevano posto. Detto questo, si voltò e vide Gesù in piedi ma non lo riconobbe. Gesù le domandò perché piangesse e chi cercava, e lei, pensando che fosse il giardiniere, gli disse che se sapeva dove l’avevano posto di dirglielo. Allora “Gesù le disse: Maria! Ella, rivoltasi, gli disse in ebraico: Rabbunì! che vuol dire: Maestro! Gesù le disse: Non mi toccare, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli, e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, all’Iddio mio e Iddio vostro” (Giov. 20:16,17).

Ella fu assunta in cielo. ‘Infine l’Immacolata Vergine preservata immune da ogni macchia di colpa originale, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria col suo corpo e con la sua anima, e dal Signore esaltata come la Regina dell’Universo, perché fosse più pienamente conformata al Figliuolo suo, il Signore dei dominanti, il vincitore del peccato e della morte’ (Concilio Vaticano II, Sess. V, cap. VIII). Il dogma dell’assunzione di Maria in cielo fu proclamato da Pio XII nel 1950. La festa dell’Assunzione di Maria ricorre il 15 Agosto.

Questa é una favola artificiosamente composta per esaltare Maria. Dell’assunzione di Maria non c’é il benché minimo accenno nella Parola di Dio. Possiamo dire che Maria, essendo una credente, quando morì andò ad abitare con il Signore, ma non che Maria morì e risuscitò e fu assunta in cielo con il suo corpo. Maria è in cielo con la sua anima è là sta aspettando anche lei la risurrezione del suo corpo che avverrà al ritorno di Cristo. Paolo ha detto infatti ai Corinzi che Cristo è la primizia di quelli che dormono e che quelli che sono di Cristo (quindi anche Maria) saranno vivificati alla sua venuta (cfr. 1 Cor. 15:20-23).

Ella prega per noi. Maria fa da mediatrice tra Cristo e gli uomini perché prende le preghiere che le si fanno e le porta a Cristo. Il concilio Ecumenico Vaticano II ha decretato a tale proposito quanto segue: ‘Assunta in cielo ella non ha deposto questa missione di salvezza, ma con la sua molteplice intercessione continua ad ottenerci i doni della salvezza eterna (…) Per questo la beata Vergine è invocata nella Chiesa con i titoli di avvocata, ausiliatrice, soccorritrice, mediatrice’ (Concilio Vaticano II, Sess. V, cap. VIII).

Questo é falso perché si fa passare Cristo per un giudice spietato non accessibile direttamente da parte degli uomini, ma solo attraverso sua madre che stando al suo fianco gli intenerisce il cuore. Ma da quando in qua Gesù sulla terra si dimostrò spietato in verso gli uomini o inaccessibile direttamente da parte delle persone? Ma non è forse scritto che Gesù nel vedere le folle ne aveva compassione e ne guariva gli infermi che gli portavano? Ma non è forse vero che quando quel lebbroso andò da Gesù e gli disse che egli se lo voleva lo poteva mondare Gesù fu mosso a pietà e lo mondò? E che dire di quando Gesù pianse davanti alla tomba di Lazzaro, o vedendo Gerusalemme? Ma non sono queste le prove della grande compassione di Cristo? Ma forse che le persone sulla terra per ottenere pietà da lui dovevano fargli arrivare le loro richieste tramite sua madre Maria? Affatto! Non c’è la benché minima prova di tutto ciò nel Vangelo. Gesù ha sempre indirizzato le persone ad andare direttamente a lui, come quando disse per esempio: “Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati e io vi darò riposo” (Matt. 11:28). Quindi le persone del mondo che non lo conoscono ancora possono rivolgersi direttamente a Cristo per ottenere grazia senza bisogno della mediazione di Maria. Al bando dunque questa opera di intenerimento di Maria al fianco di Gesù in cielo. Anche per i credenti vale lo stesso discorso perché essi pure non hanno bisogno di nessun mediatore fra loro e Cristo perché a Cristo si può accedere direttamente con tutta libertà, con quella stessa libertà che possedevano i suoi discepoli che camminarono, parlarono, mangiarono e bevvero assieme a lui quando era sulla terra. Abbiamo una prova di questa libertà che abbiamo di accostarci a Cristo nell’invocazione di Stefano prima di morire: egli disse a Gesù: “Signor Gesù, ricevi il mio spirito” (Atti 7:59); come potete vedere Stefano si rivolse direttamente a Cristo che era alla destra di Dio e non ebbe bisogno di rivolgersi a terzi per fare giungere la sua preghiera al Figliuolo di Dio. Maria non può essere in nessuna maniera mediatrice perché la Scrittura dice che “v’è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo” (1 Tim. 2:5), perciò come all’infuori di Dio non c’é altro Dio secondo che é scritto: “Fuori di me non v’é Dio” (Is. 44:6), così all’infuori di Cristo non c’é altro mediatore perché lui è il solo che esiste secondo che disse lui stesso: “Io son la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giov. 14:6). La Scrittura dice anche che Cristo Gesù “può anche salvar appieno quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio, vivendo egli sempre per intercedere per loro” (Ebr. 7:25); perciò l’intercessione e la mediazione di Cristo è sufficiente a coloro che vanno a Dio nel suo nome, e non hanno affatto bisogno dell’intercessione di qualcun altro. Ma la dottrina cattolica romana annulla quest’unica e sufficiente intercessione che Cristo svolge alla destra del Padre dicendo agli uomini: ‘Recitate sempre con gran devozione la Santa Maria con cui riconoscete e invocate Maria come Madre di Dio. Maria Vergine, perché vera Madre di Dio, dal cielo può tutto a favore dei suoi devoti. Siatene fervidamente devoti!’ (Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 139) e: ‘La Vergine santa, con la sua potente intercessione, ottiene da Dio e dispensa tutte le grazie divine di cui è depositaria’ (P. Pasquale Lorenzin O.F.M, Teologia dogmatica, Verona 1968, vol. II, pag. 505), ed ancora: ‘…La Madre spirituale degli uomini conosce perfettamente tutte le necessità materiali e spirituali dei suoi figli, e la sua intercessione provvede a tutti secondo i bisogni di ogni anima’ (Pasquale Lorenzin, op. cit., pag. 506). Ecco come Satana ha accecato le menti dei Cattolici affinché la luce del Vangelo non risplenda loro! Ecco cosa gli viene insegnato, che Maria è onnipotente in cielo mentre nella realtà non può fare assolutamente, e ripeto assolutamente nulla, in favore degli uomini che la invocano non solo perché non li può ascoltare ma perché non ha il potere di soccorrere i mortali come non ce lo hanno neppure gli altri fedeli che sono in cielo. Anche l’affermazione che Maria conosce tutti i bisogni degli uomini è falsa perché la Scrittura dice che “i morti non sanno nulla” (Ecc. 9:5, mentre colui di cui si attesta che vive, Egli, dico, conosce le cose che tutti noi abbiamo bisogno prima ancora che gliele chiediamo, perché egli è onnisciente.

Ecco adesso alcune Scritture che ci mostrano che noi siamo chiamati a pregare Dio solo nel nome di Cristo:

Gesù disse: “Quel che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figliuolo. Se chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò” (Giov. 14:13,14) ed anche: “In verità, in verità vi dico che quel che chiederete al Padre, Egli ve lo darà nel nome mio. Fino ad ora non avete chiesto nulla nel nome mio; chiedete e riceverete, affinché la vostra allegrezza sia completa” (Giov. 16:23,24);

Paolo dice ai santi di Colosse: “E qualunque cosa facciate, in parola o in opera, fate ogni cosa nel nome del Signor Gesù…” (Col. 3:17).

Noi credenti ci accostiamo al trono della grazia in un nome solo, quello del Signore Gesù, come appunto ce lo ha comandato lui stesso; siamo esauditi da Dio Padre in virtù della sua mediazione, questo é quello che sperimentiamo del continuo.

Infine, per quanto riguarda l’avvocatura di Maria dobbiamo dire che essa è una impostura perché è scritto chiaramente: “Se alcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre, cioè Gesù Cristo, il giusto” (1 Giov. 2:1). Chi crede veramente in Cristo affida la sua causa a Cristo, il suo avvocato, e non a Maria che non può difendere proprio nessuno in cielo come invece può fare Cristo Gesù.

Alcune parole ora sul rosario. Il rosario è sia un oggetto materiale che un modo di pregare che usano i Cattolici romani nella loro devozione a Maria. Con questo modo di pregare essi recitano cinque decine di Ave Maria, che sono intercalate ad ogni dieci da un Padre Nostro e da una brevissima meditazione detta mistero che consiste nel ricordare qualcosa che concerne la redenzione, come la intendono i Cattolici, quindi pensando anche all’intervento di Maria, infatti i due ultimi misteri si riferiscono all’assunzione di Maria ed alla sua incoronazione in cielo che non sono altro che favole. Per facilitare la recita di tale preghiere essi adoperano un oggetto chiamato Rosario o Corona, formato da una serie di cinquanta piccoli grani incatenati tra di loro e divisi ad ogni decina da un grano un pò più grosso. I grani piccoli rappresentano le Ave Maria, mentre i più grossi i Pater Noster. Il rosario ‘completo’ consiste nella recita di tre corone. Parlando del Rosario si deve parlare della preghiera rivolta a Maria che porta il nome di Ave Maria, nome che gli é stato dato dai Cattolici con le parole che l’angelo Gabriele rivolse a Maria quando le apparve e la salutò, appunto: “Ave (Ti saluto)” (Luca 1:28). Questa preghiera ha un pò più di quattro secoli di vita dato che fu introdotta al completo nel breviario nel 1568. La preghiera dice: ‘Ave o Maria. Piena di grazia il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio prega per noi, peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte’. Come potete vedere questa preghiera è un’invocazione a Maria nella quale ci sono anche le parole che Elisabetta rivolse a Maria quando questa l’andò a trovare; in essa Maria viene chiamata piena di grazia e madre di Dio cose che non sono vere perché Maria non era né piena di grazia e neppure la madre di Dio, ma solo una umile ancella del Signore che partorì Gesù. Con questa preghiera i Cattolici dicono a Maria di pregare per loro in quel momento e nell’ora della loro morte, cosa che abbiamo visto Maria in cielo non può fare perché ella non può in nessuna maniera né ascoltarli e neppure intercedere per loro. Ma io dico: ‘Ma quando mai nella Scrittura si dice che Maria volle che i discepoli di Gesù la pregassero? Ma quando mai Maria mentre era ancora viva lasciò detto loro di pregarla perché in cielo ella avrebbe potuto ascoltarli?

I Cattolici dicono le loro preghiere meccanicamente pensando di essere esauditi per la moltitudine delle loro parole: quello che importa loro è di raggiungere il numero di preghiere stabilito, niente di più. Questo è il modo di pregare che contraddistingue i pagani dai Cristiani; esso è vano perché Gesù ha detto: “E nel pregare non usate soverchie dicerie come fanno i pagani, i quali pensano d’essere esauditi per la moltitudine delle loro parole. Non li rassomigliate dunque, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate…” (Matt. 6:7,8).

La preghiera insegnataci da Gesù è il Padre nostro, secondo che è scritto: “Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra com’è fatta nel cielo. Dacci oggi il nostro pane cotidiano; e rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno” (Matt. 6:9-13); eleviamola a Dio sotto l’impulso della grazia e con fede. E’ chiaro però che noi credenti non siamo chiamati a dire solo questa preghiera a Dio, perché se leggiamo le epistole di Paolo vi troviamo delle particolari preghiere che quest’apostolo elevava a Dio per i fratelli (cfr. Ef. 1:15-19; 3:14-19; Fil. 1:9-11; Col. 1:9-12; 2:1-3; 2 Tess. 1:11,12) che faremo bene pure noi a innalzare con fede a Dio per i nostri fratelli. Poi vi sono tutte quelle preghiere fatte con lo spirito, ovvero mediante lo Spirito Santo (in altra lingua) che coloro che hanno ricevuto lo Spirito Santo sono chiamati ad elevare a Dio appunto per lo Spirito Santo (cfr. Rom. 8:26,27; Ef. 6:18; Giuda 20), senza intendere quello che essi dicono a Dio. Ed infine quelle invocazioni che rivolgiamo a Dio in circostanze particolari per noi (o per altri); prima di metterci in viaggio per chiedergli di proteggerci, in mezzo a certi pericoli, nella malattia affinché ci guarisca, o nel bisogno di qualcosa di materiale affinché supplisca al nostro particolare bisogno. Ma in tutti questi casi le preghiere sono rivolte a Dio.

Infine, per quanto riguarda l’oggetto materiale fatto di grani di cui si usano i Cattolici romani per pregare bisogna dire che esso è di origine pagana perché viene usato dai tempi antichi sia tra i Buddisti che tra i Mussulmani, quindi è un’usanza, quella di pregare con il rosario, che affonda le sue radici nel paganesimo.

Ella schiaccerà il capo del diavolo. Anche questa è una menzogna fabbricata dalla curia romana per esaltare Maria. E’ una menzogna che viene fatta sembrare verità al popolo in questa maniera: vengono prese le seguenti parole che Dio rivolse al serpente antico: “E io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo, e tu le ferirai il calcagno” (Gen. 3:15), e gli viene data l’interpretazione che in queste parole è adombrata la vittoria che Maria riporterà sul serpente.

Badate che Dio disse al serpente che la progenie della donna, e non la donna, gli avrebbe schiacciato il capo, perciò si deve concludere che Dio con queste parole predisse al serpente che il Cristo gli avrebbe schiacciato il capo. Quindi, secondo quello che dice la Scrittura non sarà Maria a calpestare Satana ma bensì Dio infatti nell’epistola ai Romani Paolo dice: “E l’Iddio della pace triterà tosto Satana sotto ai vostri piedi” (Rom. 16:20). A Dio sia la gloria ora e in eterno. Amen.

Ella è  corredentrice dell’umanità. Maria ‘dipendentemente da Cristo, ma come unico principio con Lui, cooperò alla redenzione oggettiva e perciò fu vera corredentrice (…) dipendentemente da Gesù, ma come unico principio con Lui, soddisfece per tutti i peccati dell’umanità, pagò a Dio il prezzo della nostra liberazione, guadagnò tutte le grazie per gli uomini, placando (a suo modo) Dio con il suo volontario e necessario concorso al sacrificio della croce’ (Pasquale Lorenzin, op. cit., pag. 499-500).

Questa è un altra menzogna che i teologi cattolici insegnano su Maria e lo fanno facendo ogni sorta di ragionamenti vani quali per esempio: ‘Si può dire che la vergine sia la salvatrice del mondo per avere sofferto insieme col Figlio, volontariamente da lei offerto alla divina giustizia’. La Scrittura dice in svariate maniere che solo Gesù Cristo è il Salvatore del mondo perché solo lui morì sulla croce per i nostri peccati e nessun altro con lui: ecco alcuni passi che lo affermano:

Gesù disse: “Il Figliuol dell’uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perito” (Luca 19:10); e: “Io son la porta: se uno entra per me, sarà salvato” (Giov. 10:9); ed ancora: “Io non son venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo” (Giov. 12:47).

Paolo disse: “Certa è questa parola e degna d’essere pienamente accettata: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori..” (1 Tim. 1:15);

Pietro disse: “E in nessun altro è la salvezza; poiché non v’é sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati” (Atti 4:12);

Quindi noi rigettiamo le affermazioni dei teologi cattolici secondo i quali Maria, la madre di Gesù, abbia sofferto assieme al suo Figlio per noi, perché esse sono prive di qualsiasi fondamento scritturale. Hanno fatto diventare Maria pure la salvatrice del mondo. Certo che i teologi di questa organizzazione religiosa hanno introdotto ogni sorta di menzogna sul conto di Maria. O guide cieche; ma ditemi: ‘Chi fu inchiodato sulla croce? Gesù o Maria?’, ‘Chi ha sparso il suo sangue come prezzo di riscatto per i nostri peccati? Gesù o Maria?’, ‘Chi è risorto per la nostra giustificazione? Gesù o Maria? Ma fino a quando vi glorierete della menzogna e mentirete contro la verità?

Ella è la madonna. Il termine madonna è una parola latina (mea domina) che significa ‘mia signora’; questo soprannome dato a Maria non compare nelle sacre Scritture ma le è stato dato per esaltarla. Come Tommaso chiamò Gesù Cristo “Signor mio” (Giov. 20:28), così i Cattolici romani chiamano Maria ‘mia Signora’ per non farla apparire da meno del Figliuolo di Dio. Maria non è la nostra Signora, ma è una nostra sorella, per questo noi credenti ci rifiutiamo di chiamarla madonna.

Ella è la madre della Chiesa. Ella fu dichiarata tale da Paolo VI nel 1964 in questi termini: ‘Noi proclamiamo Maria Santissima madre della Chiesa (…) e vogliamo che con tale titolo soavissimo d’ora innanzi la Vergine venga ancora più onorata e invocata da tutto il popolo cristiano’. Alla nascita di questo titolo hanno contribuito le seguenti parole di Agostino su Maria: ‘…Ma ella è madre, con piena evidenza, delle sue membra – e noi siamo tra questi – poiché ha cooperato, con la carità, alla nascita, nella Chiesa, dei fedeli che sono le membra del capo’ (Agostino di Ippona, Della Santa Verginità, Parte prima, sezione prima, VI). Per sostenere con le Scritture questo titolo datole i teologi papisti prendono le parole di Gesù dette al discepolo che egli amava: “Ecco tua madre!” (Giov. 19:27).

Questo titolo dato a Maria non corrisponde affatto a verità perché la Scrittura la chiama la madre di Gesù ma non la madre della Chiesa, e perciò dissentiamo profondamente dalle suddette parole di Agostino. (Tenete sempre presente che i teologi romani si rifanno spesso a parole di Agostino per sostenere diverse loro eresie). La madre della Chiesa è la Gerusalemme di sopra secondo che é scritto ai Galati: “Ma la Gerusalemme di sopra è libera, ed essa é nostra madre. Poich’egli é scritto: Rallegrati, o sterile che non partorivi! Prorompi in grida, tu che non avevi sentito doglie di parto! Poiché i figliuoli dell’abbandonata saranno più numerosi di quelli di colei che aveva il marito” (Gal. 4:26,27). La madre delle figliuole di Dio non è Maria ma Sara perché Pietro dopo avere detto alle mogli che il loro ornamento non deve essere l’esteriore “ma l’essere occulto del cuore fregiato dell’ornamento incorruttibile dello spirito benigno e pacifico, che agli occhi di Dio é di gran prezzo” (1 Piet. 3:4), dice: “E così infatti si adornavano una volta le sante donne speranti in Dio, stando soggette ai loro mariti, come Sara che ubbidiva ad Abramo, chiamandolo signore; della quale voi siete ora figliuole, se fate il bene e non vi lasciate turbare da spavento alcuno” (1 Piet. 3:5,6).

Per ciò che concerne il fatto che Gesù mentre era sulla croce, vedendo sua madre e presso a lei il discepolo ch’egli amava, disse a sua madre: “Donna, ecco il tuo figlio!” (Giov. 19:26) ed al discepolo: “Ecco tua madre” (Giov. 19:27), bisogna dire che Gesù queste parole le rivolse solo a sua madre e solo al discepolo ch’egli amava, infatti é scritto subito dopo che “da quel momento, il discepolo la prese in casa sua” (Giov. 19:27). Non ci meravigliamo del fatto che la curia romana prende diversi passi che si riferiscono a Maria e li interpreta a suo piacimento per esaltare la madre di Gesù. Perché? Perché è risaputo che coloro che mentono contro la verità e si gloriano contro di essa perché pieni di contenzione e d’invidia, per sostenere la menzogna mediante la verità devono per forza di cose dare spiegazioni false alla Parola di Dio. Fanno dire alle Scritture quello che esse non dicono; come fanno i Testimoni di Geova, i Mormoni, e tante e tante altre sette, né più né meno.

Abbiamo visto dunque quali sono le menzogne che la curia romana dice sul conto di Maria; ma riteniamo che non siano finite. Quale sarà la prossima? Forse che anche lei è stata generata dallo Spirito Santo? O forse che quando Gesù tornerà dal cielo sua madre sarà sul cavallo bianco che lui cavalcherà o magari su un altro cavallo bianco al suo fianco? Staremo a vedere; c’è da aspettarsi comunque di tutto da queste guide cieche.

Le glorie di Maria

Per farvi comprendere quanto i Cattolici siano attaccati al culto di Maria e cosa rappresenta veramente Maria per loro propongo alla vostra attenzione alcuni brani tratti dal libro Le glorie di Maria, scritto da Alfonso Maria De Liguori (1696-1787) più di due secoli fa ed approvato solennemente dalla chiesa romana con un decreto speciale di Gregorio XVI. Questo libro su Maria è molto amato dai Cattolici romani.

‘Dio vuole che tutte le grazie ci provengano per mano di Maria’ (Alfonso Maria De Liguori, Le glorie di Maria, Roma 1944, pag. 15); ‘Quante sono le creature che servono a Dio, tante debbono ancora servire a Maria; giacché gli Angeli, gli uomini e tutte le cose che sono nel cielo e nella terra, essendo soggette all’impero di Dio, sono anche soggette al dominio della Vergine’ (Alfonso de Liguori, op. cit., pag. 28); ‘L’eterno Padre ha dato al Figlio l’ufficio di giudicare e punire, ed alla Madre l’ufficio di compatire e sollevare i miserabili’ (ibid., pag. 31); ‘Siccome Adamo ed Eva per un pomo venderono il mondo, così ella col Figlio con un cuore riscattarono il mondo. Ha ben potuto Dio, conferma s. Anselmo, creare il mondo dal niente; ma essendosi perduto il mondo per la colpa, non ha voluto Dio ripararlo senza la cooperazione di Maria’ (ibid., pag. 206,207); ‘E’ impossibile che si danni un devoto di Maria che fedelmente l’ossequia ed a lei si raccomanda’ (ibid., pag. 282). Mi fermo qui con le aberrazioni scritte da quell’idolatra [5] perché ritengo che abbiate capito a sufficienza che cosa è in effetti Maria per i Cattolici romani. E poi i Cattolici romani ci vengono a dire di essere dei Cristiani, che siamo tutti fratelli e tante altre belle cose! Ma quali Cristiani, ma quali fratelli?

Fratelli, mi rivolgo a voi che parlate tanto di ecumenismo: ma vi rendete conto con chi avete a che fare? Ma non lo vedete che vi siete messi con gente che a Cristo non lo tengono in nessuna considerazione a confronto di Maria? Svegliatevi dal vostro sonno mortale nel quale siete caduti!

I mariani sono degli idolatri

Chi sono i mariani? Sono tutti quei Cattolici che dicono che si deve adorare solo Iddio, ma rinnegano con le loro opere questa loro affermazione perché si prostrano davanti alle statue ed alle immagini raffiguranti Maria e l’adorano, la pregano, la invocano. A capo dei mariani c’è Giovanni Paolo II; sotto la sua spinta il culto a Maria in questo ultimo decennio ha ricevuto un forte impulso sia in questa nazione che nel resto del mondo. Sia ben chiaro che la loro consueta affermazione: ‘Ma noi non l’adoriamo ma la veneriamo’, non significa affatto che essi la ricordano e l’onorano ma non l’adorano, e questo perché i fatti dimostrano il contrario. Sono degli idolatri perché offrono il culto ad una creatura invece che al Creatore; sono degli idolatri perché la Scrittura dice: “Adora il Signore Iddio tuo, ed a lui solo rendi il culto” (Matt. 4:10), mentre loro adorano Maria da loro considerata la loro Signora e il loro Dio. Come fanno ad affermare che la loro venerazione non è idolatria quando essi cantano, pregano e invocano Maria quasi che fosse Dio? C’è un’altra affermazione a cui i Cattolici romani ricorrono allo scopo di fare capire che loro non adorano Maria ma adorano solo Dio, ed è questa: essi dicono che a Dio rivolgono il culto di latria (dal greco latreia che significa ‘adorazione’ e ‘servizio’) [6], ma a Maria il culto di iperdulia (servizio superiore) e non quello di latria. E’ superfluo dire che questo è uno di quei ragionamenti vani fatti dalla curia romana per difendere il culto a Maria. Il culto va reso solo a Dio; quindi non importa di che tipo sia il culto reso ad altre persone fuori che Dio, se di dulia, di iperdulia, o di protodulia, esso è idolatria.

Fratelli, lo ripeto: sappiate che tutti coloro che adorano e pregano Maria sono degli idolatri le cui menti sono state accecate dall’iddio di questo secolo; perciò non vi tirate indietro dal dire ai Cattolici romani che essi si devono ravvedere (smettendo di servire la creatura) e credere nella verità del Vangelo per servire il Creatore che é benedetto in eterno. Amen.

Ciò che dice la Scrittura di Maria

Dopo avere dimostrato quante cose false vengono dette dai teologi papisti su Maria voglio trascrivere ciò che la sacra Scrittura dice di questa nostra sorella in Cristo.

Maria era una giovane vergine della città di Nazareth che era stata promessa sposa ad un uomo della casa e famiglia di Davide, chiamato Giuseppe. Ella, prima che si sposasse con Giuseppe, al tempo stabilito da Dio ricevette la visita dell’angelo Gabriele il quale le disse: “Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore é teco. Ed ella fu turbata a questa parola, e si domandava che cosa volesse dire un tal saluto. E l’angelo le disse: Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco tu concepirai nel seno e partorirai un figliuolo e gli porrai nome Gesù. Questi sarà grande, e sarà chiamato Figliuol dell’Altissimo, e il Signore Iddio gli darà il trono di Davide suo padre, ed egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine. E Maria disse all’angelo: Come avverrà questo, poiché non conosco uomo? E l’angelo, rispondendo, le disse: Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà dell’ombra sua; perciò ancora il santo che nascerà, sarà chiamato Figliuolo di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figliuolo nella sua vecchiaia; e questo é il sesto mese per lei, ch’era chiamata sterile; poiché nessuna parola di Dio rimarrà inefficace. E Maria disse; Ecco, io son l’ancella del Signore; siami fatto secondo la tua parola. E l’angelo si partì da lei” (Luca 1:28-38).

Dopo di ciò, Maria andò a visitare Elisabetta e quando la salutò, avvenne che il bambino che era nel seno di Elisabetta le balzò nel seno; “ed Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo, e a gran voce esclamò: Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto é il frutto del tuo seno! E come mai m’è dato che la madre del mio Signore venga da me? Poiché ecco, non appena la voce del tuo saluto m’è giunta agli orecchi, il bambino m’è per giubilo balzato nel seno. E beata é colei che ha creduto, perché le cose dettele da parte del Signore, avranno compimento. E Maria disse: L’anima mia magnifica il Signore, e lo spirito mio esulta in Dio mio Salvatore, poich’egli ha riguardato alla bassezza della sua ancella. Perché ecco, d’ora innanzi tutte le età mi chiameranno beata, poiché il Potente mi ha fatto grandi cose. Santo é il suo nome; e la sua misericordia é d’età in età per quelli che lo temono. Egli ha operato potentemente col suo braccio; ha disperso quelli ch’erano superbi ne’ pensieri del cuor loro; ha tratto giù dai troni i potenti, ed ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni i famelici, e ha rimandati a vuoto i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servitore, ricordandosi della misericordia di cui avea parlato ai nostri padri, verso Abramo e verso la sua progenie in perpetuo. E Maria rimase con Elisabetta circa tre mesi; poi se ne tornò a casa sua” (Luca 1:41-56).

Ora, Giuseppe quando vide che Maria era rimasta incinta, non sapendo che ella fosse rimasta incinta per virtù dello Spirito Santo, “si propose di lasciarla occultamente. Ma mentre avea queste cose nell’animo, ecco che un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: Giuseppe, figliuol di Davide, non temere di prender teco Maria tua moglie; perché ciò che in lei é generato, é dallo Spirito Santo. Ed ella partorirà un figliuolo, e tu gli porrai nome Gesù, perché é lui che salverà il suo popolo dai loro peccati. Or tutto ciò avvenne, affinché si adempiesse quello che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine sarà incinta e partorirà un figliuolo, al quale sarà posto nome Emmanuele, che, interpretato, vuol dire: ‘Iddio con noi’. E Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l’angelo del Signore gli avea comandato, e prese con sé sua moglie; e non la conobbe finch’ella non ebbe partorito il suo figlio primogenito; e gli pose nome Gesù” (Matt. 1:19-25).

Maria, quando venne per lei il tempo di partorire, dié alla luce il suo figliuolo primogenito e lo partorì a Betleem, il villaggio dove stava Davide. La ragione per cui lei e suo marito Giuseppe si trovavano a Betleem quando lei dovette partorire fu perché in quei giorni uscì da parte di Cesare Augusto un decreto che si facesse un censimento di tutto l’impero. E siccome che tutti andavano a farsi registrare nella loro città, anche Giuseppe, siccome che era della famiglia di Davide, dovette recarsi a Betleem, la città di Davide per farsi registrare con Maria sua sposa (cfr. Luca 2:1-7). Ora, tutto ciò avvenne affinché si adempisse quello che aveva detto il profeta Michea a proposito del luogo dove sarebbe nato il Cristo del Signore; il profeta infatti aveva detto: “E tu, Betleem, terra di Giuda, non sei punto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un Principe, che pascerà il mio popolo Israele” (Matt. 2:6; Mic. 5:1). A Betleem, il bambino Gesù quando nacque, fu posto in una mangiatoia e là andarono a trovarlo i pastori che erano stati avvertiti da un santo angelo di Dio di ciò che era avvenuto in Betleem (cfr. Luca 2:8-18). Quando i pastori dissero ciò che era loro stato detto di quel bambino dall’angelo tutti rimasero meravigliati delle cose udite da loro, e “Maria serbava in sé tutte quelle cose, collegandole insieme in cuor suo” (Luca 2:19). Sempre a Betleem andarono a trovare il bambino Gesù i magi che erano venuti dall’Oriente per adorarlo; essi, guidati dalla stella che gli era apparsa in Oriente (cfr. Matt. 2:9), arrivarono alla casa dov’era il fanciullo, “ed entrati nella casa, videro il fanciullino con Maria sua madre; e prostratisi, lo adorarono; ed aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra” (Matt. 2:11,12).

Dopo tutto ciò, Giuseppe per ordine di Dio si ritirò in Egitto fino alla morte di Erode, dopodiché, sempre per ordine di Dio, ritorno in Israele e andò ad abitare in una città della Galilea chiamata Nazaret (cfr. Matt. 2:13-23). Fu qui che Gesù fu allevato dai suoi genitori. All’età di circa dodici anni, i suoi genitori lo portarono a Gerusalemme alla festa della Pasqua, e terminati i giorni della festa, “come se ne tornavano, il fanciullo Gesù rimase in Gerusalemme all’insaputa dei genitori” (Luca 2:43). Quando essi si accorsero che non era nella comitiva si misero a cercarlo fra i parenti ed i conoscenti e tornarono a Gerusalemme facendone ricerca. Lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori che li ascoltava e faceva loro delle domande (cfr. Luca 2:44-47). Quando i suoi genitori lo videro “sua madre gli disse: Figliuolo, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre ed io ti cercavamo, stando in gran pena. Ed egli disse loro: Perché mi cercavate? Non sapevate ch’io dovea trovarmi nella casa del Padre mio?” (Luca 2:48,49).

All’età di circa trent’anni Gesù lasciò la Galilea e si recò al Giordano dove fu battezzato da Giovanni il Battista. Cominciò da quel tempo a predicare il regno di Dio, a guarire gli infermi e a cacciare i demoni. Il primo dei suoi miracoli, lo fece a Cana di Galilea in occasione di un convito nuziale al quale si era recato con i suoi discepoli. Era presente anche sua madre, la quale quando vide che era venuto a mancare il vino disse a Gesù: “Non han più vino. E Gesù le disse: Che v’è fra me e te, o donna? L’ora mia non é ancora venuta” (Giov. 2:3,4): a queste parole Maria disse ai servitori: “Fate tutto quel che vi dirà” (Giov. 2:5). I servitori fecero tutto ciò che Gesù ordinò loro di fare; riempirono sei pile di acqua, poi ne attinsero e ne portarono al maestro di tavola il quale assaggiò l’acqua che era diventata vino. Così Gesù mutò l’acqua in vino a Cana di Galilea.

In un altra occasione, mentre egli stava insegnando giunsero sua madre e i suoi fratelli i quali fermatisi fuori, lo mandarono a chiamare. Gli fu detto: “Ecco tua madre i tuoi fratelli e le tue sorelle là fuori che ti cercano. Ed egli rispose loro: Chi é mia madre? e chi sono i miei fratelli? E guardati in giro coloro che gli sedevano d’intorno, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli! Chiunque avrà fatta la volontà di Dio, mi é fratello, sorella e madre” (Mar. 3:32-35).

Venne poi il giorno in cui Gesù fu crocifisso, e Maria sua madre era presso la croce mentre Gesù soffriva su di essa. Gesù, prima di spirare, “vedendo sua madre e presso a lei il discepolo ch’egli amava, disse a sua madre: Donna, ecco il tuo figlio! Poi disse al discepolo: Ecco tua madre! E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua” (Giov. 19:26,27).

Dopo che Gesù risuscitò e fu assunto in cielo, Maria era con i discepoli nella sala di sopra a pregare assieme a loro, infatti é scritto: “Allora essi tornarono a Gerusalemme dal monte chiamato dell’Uliveto, il quale é vicino a Gerusalemme, non distandone che un cammin di sabato. E come furono entrati, salirono nella sala di sopra ove solevano trattenersi Pietro e Giovanni e Giacomo e Andrea, Filippo e Toma, Bartolomeo e Matteo, Giacomo d’Alfeo, e Simone lo Zelota, e Giuda di Giacomo. Tutti costoro perseveravano di pari consentimento nella preghiera, con le donne, e con Maria, madre di Gesù, e coi fratelli di lui” (Atti 1:12-14).

Ecco i riferimenti su Maria presenti nella sacra Scrittura. Come potete vedere tra questa Maria e quella della chiesa cattolica romana c’è una grande differenza.

NOTE

[1] Nella realtà Maria è più importante di Gesù per i Cattolici. Si consideri, tra le altre cose, che qui a Roma su 580 luoghi di culto della chiesa cattolica (quelli citati su Tuttocittà ‘97) ben 133 sono dedicati esclusivamente a Maria, mentre solo 33 sono dedicati esclusivamente a Gesù (incluso Corpus Domini e SS. Sacramento).

[2] E’ da notare che Tommaso d’Aquino, uno dei sommi dottori della chiesa romana (su cui è basata molta della sua teologia), era nettamente contrario all’immacolata concezione. Ecco quanto egli dichiarò: ‘Il corpo della Vergine fu concepito nel peccato originale e perciò contrasse quei difetti’ (Tommaso d’Aquino, La Somma Teologica, III, q.14).

[3] La Scrittura dice invece che solo Gesù fu tentato senza però mai peccare (cfr. Ebr. 4:15) e che “se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo, e la sua parola non è in noi” (1 Giov. 1:10). I teologi papisti dicendo che Maria non peccò mai durante la sua vita mentono e fanno Dio bugiardo.

[4] Amatulli Flaviano nel suo libro innanzi citato per spiegare ai Cattolici che queste parole di Matteo non vogliono dire che dopo che Maria partorì Gesù, ella ebbe relazioni carnali con Giuseppe dice: ‘Rispetto a questa maniera di esprimersi, ecco un altro esempio, preso dalla Bibbia: E Mical, figlia di Saul, non ebbe figli fino al giorno della morte di Davide (2 Sam 6,23). Che vuol dire ciò? Che dopo la morte di Davide ebbe figli? Evidentemente no’ (pag. 192). Ma costui ha citato male le parole della Scrittura perché la Scrittura non dice fino alla morte di Davide ma fino alla morte di Mical infatti il testo dice: “E Mical, figlia di Saul, non ebbe figliuoli fino al giorno della sua morte”. Quindi Mical non ebbe figli fino alla sua morte. Alcuni esempi tratti dalla Bibbia che ci mostrano invece che il significato delle parole di Matteo è quello che gli diamo noi, sono i seguenti. Gesù prima di dipartirsi disse ai suoi: “quant’è a voi, rimanete in questa città, finché dall’alto siate rivestiti di potenza” (Luca 24:49). Questo significa che dopo che sarebbero stati rivestiti di potenza potevano dipartirsi da Gerusalemme, il che noi sappiamo poi avvenne. Negli Atti è scritto che più di quaranta Giudei si recarono dai capi sacerdoti e dagli anziani e dissero loro: “Noi abbiam fatto voto con imprecazione contro noi stessi, di non mangiare cosa alcuna, finché non abbiam ucciso Paolo” (Atti 23:14). Questo significa che dopo che l’avrebbero ucciso avrebbero ripreso a mangiare regolarmente.

[5] Alfonso dei Liguori dopo la sua morte, e precisamente nel 1839, è stato pure canonizzato santo da Gregorio XVI, il che conferma che per essere canonizzati santi dal papa è necessario essere stati degli idolatri sulla terra.

[6] Questo termine è presente in questo versetto: ‘L’ora viene che chiunque v’ucciderà, crederà di offrir servigio (latreia) a Dio” (Giov. 16:2).

GIACINTO BUTINDARO, La Chiesa Cattolica Romana, Roma 1998, 175-184

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3 commenti su “Il culto a Maria

  1. […] si raccomanda’ (ibid., pag. 282). Mi fermo qui con le aberrazioni scritte da quell’idolatra [5] perché ritengo che abbiate capito a sufficienza che cosa è in effetti Maria per i Cattolici […]

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  2. renato ha detto:

    anche commercio poichè si vendono tante statuette e crocifissi e con questi si aumenta il potere economico di Romana Chiesa come succedeva al tempo dell’Apostolo Paolo ad Atene con le statuette dei loro dei…..

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  3. Evviva Maria ha detto:

    Quante sciocchezze in questo post ma perché non vi informate bene prima di scrivere questi scempi?

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