Gli eletti, ossia i vasi di misericordia innanzi preparati per la gloria

Parliamo prima di coloro che si sono ravveduti ed hanno creduto nel Vangelo ottenendo la remissione dei loro peccati, cioè degli eletti di Dio. Dopo avere vissuto degli anni al servizio dell’iniquità arrivò il giorno in cui dopo avere sentito (per la prima volta o per l’ennesima volta come nel mio caso per esempio) parlare di Gesù Cristo e del suo sacrificio si sono ravveduti ed hanno creduto in Lui ottenendo il perdono dei loro peccati, ed entrando così a fare parte della famiglia di Dio. In altre parole essi hanno ottenuto la salvezza preannunciata dai profeti e annunciataci da Cristo Gesù nella pienezza dei tempi.

Ora, domandiamoci: ‘E’ stata questa loro decisione una decisione in cui Dio non ha interferito per niente, vale a dire una loro decisione semplicemente antiveduta o preconosciuta da Dio ma non da lui fissata avanti i secoli, come dicono le ADI?’ In altre parole Dio sapeva solo che essi avrebbero creduto perché Egli è onnisciente ma niente di più, o Dio oltre a sapere innanzi che essi avrebbero creduto aveva decretato che essi credessero e perciò ha operato in tale maniera che al tempo da Lui stabilito quella decisione quegli uomini l’hanno dovuta prendere senza sapere nulla di questo suo disegno benevolo formato nei loro

confronti?’ Ecco come risponde la Scrittura a questa domanda: “Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento.

Perché quelli che Egli ha preconosciuti, li ha pure predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figliuolo, ond’egli sia il primogenito fra molti fratelli; e quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati li ha pure glorificati” (Romani 8:28-30). Quindi tutti coloro che sono stati giustificati da Dio sono stati preconosciuti da Dio; ma come si può altresì chiaramente leggere questa prescienza di Dio non è intesa da Paolo come una prescienza passiva nel senso che Dio sapeva che essi avrebbero creduto e basta, rimanendo inoperoso sia prima che quando essi hanno creduto; affatto perché Paolo dice subito dopo che quelli che Dio ha preconosciuti avanti i secoli li ha pure predestinati avanti i secoli ad essere giustificati. Per altro, va detta un’altra cosa, e cioè che il verbo preconoscere usato in Romani 8:29 non ha il significato che gli danno le ADI perché qui Paolo non dice che Dio conosceva innanzi che alcuni avrebbero creduto o  conosceva innanzi la loro fede, ma che Egli conobbe innanzi o preconobbe delle persone. In altre parole che Egli ripose innanzi la Sua affezione su di esse, nel senso dunque che Egli determinò innanzi di separare affettuosamente certe persone in base al beneplacito della sua volontà e non in base al risultato della loro decisione. Che sia questo il significato dell’espressione ‘quelli che Egli ha preconosciuti’ si deduce per esempio da queste parole che Dio rivolse a Geremia: “Prima ch’io ti avessi formato nel seno di tua madre, io t’ho conosciuto; e prima che tu uscissi dal suo seno, io t’ho consacrato e t’ho costituito profeta delle nazioni” (Geremia 1:5), e da queste altre che Paolo dice a proposito del popolo di Israele: “Iddio non ha reietto il suo popolo, che ha preconosciuto” (Romani 11:2).

Quindi la prescienza di Dio nei confronti degli eletti ha avuto un chiaro impegno di Dio: in altre parole coloro che hanno ottenuto la giustizia che si ha mediante la fede sono stati destinati da Dio avanti i secoli ad ottenerla. Ecco perchè parliamo di predestinazione; perchè i credenti sono stati da Dio destinati avanti la fondazione del mondo ad ottenere la giustizia basata sulla fede. Il che significa che se essi si sono ravveduti ed hanno creduto, essi si sono ravveduti ed hanno creduto esclusivamente in virtù di un decreto nascosto in Dio che egli ha mandato ad effetto al tempo da Lui stabilito dando loro sia il ravvedimento (in quanto esso viene da Dio secondo che è scritto: “Iddio dunque ha dato il ravvedimento anche ai Gentili affinché abbiano vita” (Atti 11:18. Cfr. 2Timoteo 2:25) che la fede (che è il dono di Dio. Cfr. Efesini 2:9) in quanto Dio gli ha dato di credere in Cristo (cfr. Filippesi 1:29). L’apostolo Paolo conferma questa predestinazione nei confronti dei santi anche agli Efesini quando dice che Dio ci ha eletti in Cristo “prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi ed irreprensibili dinnanzi a lui nell’amore, avendoci predestinati ad essere adottati, per mezzo di Gesù Cristo, come suoi figliuoli, secondo il beneplacito della sua volontà” (Efesini 1:4-5) ed ancora che in Cristo “siamo pure stati fatti eredi, a ciò predestinati conforme al proposito di Colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della propria volontà…” (Efesini 1:11). E l’apostolo Pietro pure conferma la predestinazione dei santi quando dice agli eletti “eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, ad ubbidire e ad essere cosparsi del sangue di Gesù Cristo” (1 Pietro 1:2).

Ma proseguiamo a parlare della predestinazione concernente gli eletti citando altre eloquenti Scritture.

Giovanni ci dice che Gesù disse al Padre dei suoi discepoli: “Erano tuoi, e tu me li hai dati” (Giovanni 17:6); che cosa significa questo? Che essi erano stati già appartati da Dio prima della fondazione del mondo e poi nella pienezza dei tempi furono da Lui dati a Cristo Gesù. Quindi i suoi discepoli furono predestinati da Dio a credere in Gesù. Essi andarono a Gesù perchè erano stati eletti ad essergli donati, per questo Gesù disse loro: “Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi” (Giovanni 15:16).

Luca dice che i credenti di Antiochia di Pisidia credettero perché erano stati ordinati da Dio a vita eterna, infatti dice che “tutti quelli che erano ordinati a vita eterna credettero” (Atti 13:48). La Nuova Diodati ha “preordinati alla vita eterna.” Quindi anche loro erano stati predestinati da Dio a credere.

L’apostolo Paolo dice ai Galati: “Ma quando Iddio che m’aveva appartato fin dal seno di mia madre e m’ha chiamato mediante la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il suo Figliuolo per ch’io lo annunziassi fra i Gentili….” (Galati 1:15-16). Notate che Paolo era stato appartato per l’Evangelo fin dal seno di sua madre e che egli dice che arrivò il giorno in cui Dio si compiacque di rivelargli il suo Figliuolo. Quindi anche lui fu predestinato da Dio a credere nel suo Figliuolo. Questo è confermato pure da queste parole che gli disse Anania quando andò da lui tre giorni dopo che il Padre gli aveva rivelato il suo Figliuolo: “L’Iddio dei nostri padri ti ha destinato a conoscere la sua volontà, e a vedere il Giusto, e a udire una voce dalla sua bocca” (Atti 22:14).

Sempre Paolo dice ai Tessalonicesi: “Ma noi siamo in obbligo di rendere del continuo grazie di voi a Dio, fratelli amati dal Signore, perchè Iddio fin dal principio vi ha eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità” (2 Tessalonicesi 2:13). Quindi anche i santi di Tessalonica avevano creduto in Cristo perchè predestinati a ciò da Dio sin dal principio. E il principio di cui parla Paolo è lo stesso principio di cui parla Giovanni quando dice: “Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio” (Giovanni 1:1).

Da tutte queste Scritture sopra citate si evince che la salvezza dipende dalla volontà di Dio e non dalla volontà degli uomini (quantunque Dio si usi della volontà dell’uomo per compiere la Sua volontà verso loro). Ma non dice forse Giacomo che Egli ci ha di sua volontà generati mediante la Parola di verità, affinché siamo in certo modo le primizie delle sue creature (cfr. Giacomo 1:18)? E non dice forse Giovanni che quelli che credono nel Figliuolo di Dio non sono nati da volontà di carne né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio (cfr. Giovanni 1:13)? E non dice forse Paolo che “non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia” (Romani 9:16)? E ditemi un pò: ma Gesù non disse forse la stessa cosa in un altra maniera, quando disse ai Giudei: “Niuno può venire a me se non gli è dato dal Padre” (Giovanni 6:65) ed ancora: “Niuno può venire a me se non che il Padre, il quale mi ha mandato, lo attiri” (Giovanni 6:44), ed ancora: “Tutto quel che il Padre mi dà, verrà a me; e colui che viene a me, io non lo caccerò fuori” (Giovanni 6:37) ed ancora: “..niuno conosce appieno il Padre, se non il Figliuolo, e colui al quale il Figliuolo avrà voluto rivelarlo” (Matteo 11:27)? Forse che questo è un modo di agire ingiusto di Dio perchè significa che Egli ha deciso di salvare alcuni e di non salvare altri? Affatto, perchè Dio ha detto: “Io avrò mercé di chi avrò mercé, e avrò compassione di chi avrò compassione” (Romani 9:15). E chi oserà replicare a Dio? L’apostolo Paolo per spiegare che il fatto che a taluni Dio ha voluto fare misericordia prima che essi nascessero mentre ad altri non ha voluto cita l’esempio di Esaù e Giacobbe e dice che “prima che fossero nati e che avessero fatto alcun che di bene o di male, affinché rimanesse fermo il proponimento dell’elezione di Dio, che dipende non dalle opere ma dalla volontà di colui che chiama” (Romani 9:11-12) fu detto a Rebecca loro madre: “Il maggiore servirà al minore; secondo che è scritto: Ho amato Giacobbe, ma ho odiato Esaù” (Romani 9:13). Notate che Dio aveva deciso di fare misericordia a Giacobbe e di non fare misericordia a Esaù ancora prima che questi nascessero e quindi ancora prima che avessero operato qualche cosa di bene o di male. Quindi non fu a motivo delle opere che essi compirono dopo essere nati, o che Dio antevide avrebbero fatto, che Giacobbe fu eletto ed Esaù reietto, ma a motivo della volontà di Dio, fatta conoscere da Lui prima che essi nascessero e poi naturalmente da lui mandata ad effetto nella maniera in cui noi sappiamo. Lo so che tutto ciò è duro da accettare, ma è la verità e noi non possiamo fare nulla contro la verità, quel che possiamo è per la verità (cfr. 2 Corinzi 13:8).

Noi abbiamo quindi da rendere del continuo grazie a Dio perchè Egli fin dal principio ci ha eletti a salvezza mediante la fede nella verità. A Lui è piaciuto così; a Lui sia la gloria in Cristo Gesù. Amen.

Tratto dal libro di Giacinto Butindaro “Le Assemblee di Dio in Italia e la predestinazione” pag. 5, 6

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