Jezabel non va tollerata

Nella lettera che Cristo Gesù ordinò a Giovanni di scrivere all’angelo della Chiesa di Tiatiri troviamo scritto quanto segue: “Ma ho questo contro a te: che tu tolleri quella donna Jezabel, che si dice profetessa e insegna e seduce i miei servitori perché commettano fornicazione e mangino cose sacrificate agl’idoli. E io le ho dato tempo per ravvedersi, ed ella non vuol ravvedersi della sua fornicazione. Ecco, io getto lei sopra un letto di dolore, e quelli che commettono adulterio con lei in una gran tribolazione, se non si ravvedono delle opere d’essa. E metterò a morte i suoi figliuoli; e tutte le chiese conosceranno che io son colui che investigo le reni ed i cuori; e darò a ciascun di voi secondo le opere vostre” (Apocalisse 2:20-23).

Come potete vedere dunque, fratelli, c’era una donna nella chiesa di Tiatiri che si diceva profetessa e insegnava e seduceva dei servitori di Cristo affinché questi trasgredissero i comandamenti di Cristo, infatti li induceva con la sua astuzia, perché si seduce con l’astuzia, a commettere fornicazione con lei e a mangiare cose sacrificate agli idoli. Non sappiamo i ragionamenti che questa donna facesse per avallare sia la fornicazione che il mangiare le cose sacrificate agli idoli, ma sicuramente erano dei ragionamenti vani di cui però erano rimasti vittima dei servi di Cristo.

L’angelo di quella Chiesa però, cioè il suo conduttore, invece che ammonirla e riprenderla immediatamente e pubblicamente affinché riconoscesse i suoi peccati, la tollerò. Così facendo naturalmente permise a quella donna di perseverare indisturbata nella sua opera di seduzione in seno a quella Chiesa.

Il Signore Gesù, visto questo allora, riprese il conduttore di quella Chiesa per la sua colpa, perché agli occhi del Signore, tollerare coloro che insegnano eresie e seducono i credenti è una colpa.

Dunque, alla luce della Scrittura, coloro che in seno alle Chiese insegnano false dottrine e inducono con la loro astuzia i santi a peccare, VANNO AMMONITI E RIPRESI E NON TOLLERATI. Chi li tollera si attira l’ira di Dio perché non sta facendo altro che contribuire in una certa misura alla diffusione della menzogna e del peccato in mezzo al campo di Dio.

Ora, Jezabel era una donna, che essendo stata sedotta dal nemico, prima si era messa ad insegnare, cosa che è vietato alla donna di fare, e poi si era pure messa ad insegnare delle false dottrine, inducendo dei credenti a peccare.

Oggi ci sono molte donne come Jezabel, che si sono appropriate del pulpito – e molte di esse si dicono profetesse – e da esso diffondono le loro menzogne, e la dissolutezza presentata da loro come libertà in Cristo. E queste donne in tutto il mondo stanno facendo dei danni enormi, che sono sotto gli occhi di tutti. Ma come ai giorni dell’apostolo Giovanni, anche oggi queste moderne Jezabel sono tollerate da molti pastori e non pastori, i quali hanno paura di farsele nemiche assieme alle loro vittime.

No, fratelli, queste donne ribelli vanno ammonite pubblicamente, e da esse bisogna mettere in guardia i fratelli, perché cercano il male del popolo di Dio. Da quello che ho potuto appurare queste moderne Jezabel hanno molta presa sui giovani, in particolare le ragazze, perché assecondano i loro desideri carnali, cioè le loro passioni giovanili. Ecco perché sono seguite e osannate da tanti giovani.

Dunque, massima attenzione, bisogna ammonire queste Jezabel a motivo delle loro menzogne e lascivie, non stare in silenzio. Dobbiamo farlo, per amore della verità e degli eletti.

Ricordatevi che chi sa fare il bene e non lo fa, commette peccato (Giacomo 4:17)

Naturalmente, se queste donne poi non si ravvederanno delle loro menzogne e inique opere, saranno punite da Dio come meritano, assieme a coloro che sono stati sedotti da esse e che anch’essi non hanno voluto saperne di ravvedersi.

La grazia del nostro Signore sia con voi

Giacinto Butindaro

Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2010/06/05/jezabel-non-va-tollerata/

4 commenti su “Jezabel non va tollerata

  1. Sono in parte d’accordo, in quanto è vero che la Bibbia vieta alle donne d’insegnare, ma è anche vero che nella Bibbia ci sono donne che sono: profetesse, diacone, ecc. Ci sono state donne usate dal Signore per liberare il popolo: Ester, Debhora… Quindi ci possono essere delle eccezioni. E’ chiaro che se gli uomini non prendono in mano le redini, Dio si può usare anche
    delle donne. Può fare parlare le pietre e gli asini perchè no una donna? Infatti io credo che per esempio Joice Mayer sia una di queste eccezioni. Infatti mi pare che i suoi messaggi non abbiano nulla di eretico, ma anzi siano d’incoraggiamento e molto edificanti. Non so cosa ne pensi tu….

    • Raimondo, le profetesse e le diaconesse non hanno il compito di insegnare la Legge di Dio. Infatti né Deborah e né Ester insegnavano la legge di Dio in quanto era compito dei sacerdoti leviti. Joyce Meyer è una donna caparbia che non ha il minimo timore di Dio, ecco perché insegna.

      • Rispetto il tuo punto di vista ma non sono d’accordo. Non puoi dire che i messaggi di Joyce Mayer non sono edificanti. Le profetesse non insegneranno ma parlano da parte di Dio. Poi nella Bibbia è menzionata una donna che insieme a suo marito insegna ad Apollo

        Atti 18:24 Ora un ebreo di nome Apollo, oriundo di Alessandria, uomo eloquente e versato nelle Scritture, arrivò a Efeso. 25 Egli era stato istruito nella via del Signore; ed essendo fervente di spirito, annunciava e insegnava accuratamente le cose relative a Gesù, benché avesse conoscenza soltanto del battesimo di Giovanni. 26 Egli cominciò pure a parlare con franchezza nella sinagoga. Ma Priscilla e Aquila, dopo averlo udito, lo presero con loro e gli esposero con più esattezza la via di Dio.

        Concordo con te che non deve essere una regola ma solo eccezzioni. Primariamente il Signore ha dato all’uomo il compito d’insegnare, ma ci possono essere alcune eccezzioni. Purtroppo, come in tante altre cose, si va da un estremo all’altro e magari incominciano a esserci troppe donne che pretendono d’insegnare. Secondo me dobbiamo valutare come anche nel caso di predicatori uomini se quello che viene insegnato è conforme con le scritture ed è di edificazione. Se la predica di una donna è guidata da Dio e ricevo benedizione, non vedo perchè non la devo ricevere come parola da parte di Dio.

      • Edificanti? Questo viene detto anche da coloro seguono il servo di mammona Benny Hinn. Mettere in paragone la Meyer con Priscilla moglie di Aquila è assurdo. Innanzi tutto in quei versi il fatto che la moglie partecipi alla «esposizione della via di Dio» non significa che lei insegnava o per assurdo guidava una comunità come la Meyer, ma semplicemente che partecipava in maniera attiva alla conversazione, magari confermando con la propria testimonianza l’esperienza del battesimo di Spirito Santo e cose simili. Si è vero che il profeta o profetessa parla da parte di Dio, ma non è chiamato ad insegnare guidando un’assemblea. Purtroppo si fa molta confusione con il misterio di Profeta che è un altra cosa. Ecco cosa fa un profeta: «E uno di loro, di nome Agabo, alzatosi, predisse mediante lo Spirito che ci sarebbe stata una grande carestia su tutta la terra; la si ebbe infatti durante l’impero di Claudio» (Atti 11:28) La profezie, dono spirituale che ha il profeta, è distinto dal dono d’insegnare, questo ce l’ho fa capire proprio l’apostolo Paolo: «Avendo pertanto doni differenti secondo la grazia che ci è stata concessa, se abbiamo dono di profezia, profetizziamo conformemente alla fede; se di ministero, attendiamo al ministero; se d’insegnamento, all’insegnare» (Romani 12:6-7)

        Inoltre ci tengo a precisare che io non sostengo la dottrina che la donna non può fare niente, anzi tutto il contrario perché oltre agli incarichi di diaconessa e il ministerio di profeta devono «incoraggiare le giovani ad amare i mariti, ad amare i figli, a essere sagge, caste, diligenti nei lavori domestici, buone, sottomesse ai loro mariti, perché la parola di Dio non sia disprezzata.» (Tito 2:4-5) Quanto lavoro c’è per le sorelle in Cristo! Se queste presunte pastoresse si dedicassero soltanto a queste cose quanto beneficio né avrebbe la Chiese e anche i matrimoni stessi. Oggi giorno, purtroppo, diverse mogli al posto di essere un aiuto convenevole al marito sono un sconforto disonorevole.

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