La vendetta di Dio su Gerusalemme nell’anno 70

witness-of-70ad-300x217Fratelli nel Signore, voglio parlarvi della distruzione di Gerusalemme avvenuta nell’anno 70 dopo Cristo per opera dell’esercito romano, e per farlo nella maniera migliore dovrò innanzi tutto parlarvi della rivolta giudaica scoppiata nell’anno 66. Per scrivere questo resoconto storico mi sono avvalso degli scritti di alcuni storici.

Stando al racconto di Giuseppe Flavio (37 – 100 dopo Cristo circa [1]) la scintilla che fece scoppiare la rivolta giudaica e portò alla guerra contro Roma fu il prelevamento da parte di Gessio Floro, il procuratore della Giudea, di diciassette talenti dal tesoro sacro, usando come pretesto le esigenze di Cesare. Il popolo turbatosi di ciò corse in massa al tempio e a gran grida invocava Cesare di liberarli dalla tirannia di Floro. Alcuni di tra la folla cominciarono a lanciare ingiurie pesantissime contro Floro e per schernire Floro fecero passare in mezzo alla gente un canestro domandando l’elemosina per il ‘povero’ Floro. Quando Floro seppe ciò mandò il suo esercito a Gerusalemme, intimando ai principali della città di consegnargli coloro che avevano commesso quell’affronto contro di lui, altrimenti avrebbero subito la sua vendetta. Costoro invece chiesero a Floro di perdonare i colpevoli, al che Floro ordinò ai suoi soldati di saccheggiare una parte della città e di fare strage tra i Giudei: ‘Costoro, allora accogliendo il comando del generale come gente avida di bottino, non solo saccheggiarono il luogo contro cui erano stati inviati, ma irrompendo dentro tutte le case fecero strage degli abitanti. Si fuggiva per i vicoli e chi era preso restava ucciso, né vi fu genere alcuno di rapina che fosse tralasciato; molti pacifici cittadini furono arrestati e condotti davanti a Floro, ed egli, fattili prima percuotere con i flagelli, li crocifisse. Il numero totale degli uccisi in quel giorno, comprese le donne con i figli (…) sommò a circa tremila e seicento’ (Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, Libro II, 14 § 9). In quei giorni era a Gerusalemme la sorella del re Agrippa, Berenice, la quale visto ciò che i soldati romani stavano facendo pregò Floro di fare smettere la strage, ma egli rifiutò e Berenice rischiò pure di perdere la vita per mano dei soldati romani. Il giorno dopo la folla si adunò sulla Piazza superiore e si mise a imprecare contro Floro. Visto ciò, i maggiorenti e i sommi sacerdoti si lacerarono le vesti e supplicarono la gente di non provocare Floro; la gente si lasciò persuadere dai loro discorsi. Floro però fu dispiaciuto che il tumulto si fosse spento e cercò di riaccenderlo. Egli chiamò dunque i sommi sacerdoti e disse loro che c’era solo una maniera per capire che il popolo non mirava più ad alcuna innovazione, e cioè che la gente andasse incontro ai soldati che risalivano da Cesarea. Lui intanto mandò ad avvisare i centurioni dicendogli che impartissero l’ordine ai soldati di non rispondere al saluto dei Giudei, e nel caso questi dicessero qualcosa contro di lui usassero le armi contro di essi. La folla andò dunque incontro ai soldati e li salutarono, ma nessuno dei Romani rispose, e i turbolenti allora alzarono delle grida contro Floro. A questo punto i soldati reagirono e massacrarono parecchi Giudei. Siccome però gli Ebrei temevano che i soldati romani si impadronissero del tempio, fecero in modo da impedire ai soldati di Floro di prenderlo. Floro visto ciò, partì dalla città alla volta di Cesarea, lasciando in Gerusalemme una guarnigione dei suoi soldati. Continua a leggere

Quali prove ci sono che Gesù è storicamente esistito?

Scritto tratto da corsobiblico.org

Foto: Nazaret (1842, David Roberts)

Oggi molte persone negano l’esistenza storica di Gesù Cristo, Possiamo affermare, invece, che ci sono prove documentate riguardo l’esistenza storica di Gesù, noi abbiamo la testimonianza del Nuovo Testamento e le testimonianze extrabibliche.

Testimonianze del Nuovo Testamento

Il Nuovo Testamento contiene 27 libri che sono stati scritti nel primo secolo, in gran parte da testimoni oculari, che hanno avuto un’esperienza diretta di ciò che avevano visto e udito (Luca 1:1-3; 1 Giov.1:1). Ci sono più di 5000 manoscritti in lingua greca del Nuovo Testamento che vanno dall’intero Testamento a frammenti di papiri che contengono una parte di un versetto. Alcuni frammenti esistenti risalgono al periodo che va da 25 a 50 anni dopo il testo scritto.

Il numero dei manoscritti che abbiamo a disposizione e la loro vicinanza agli originali dimostrano che sono affidabili. Attualmente, ci sono circa 25.000 frammenti di manoscritti del Nuovo Testamento in greco e in altre lingue. Questo è molto importante perché nessun altro documento dell’antichità si avvicina lontanamente a tali cifre!

L’Iliade di Omero, per esempio, è seconda con 343 manoscritti. Noi, possiamo essere sicuri che il Nuovo Testamento è degno di fede! John Warwick Montgomery, professore di legge, afferma che:

“ essere scettici sul testo risultante il Nuovo Testamento significa scivolare nell’oscurità, dato che nessun documento del periodo antico è tanto attestato bibliograficamente quanto il Nuovo Testamento.” [1]

W.F. Albright, archeologo e studioso, parlando della documentazione unica del Nuovo Testamento afferma:

“Nessun’altra opera dell’antichità greco-romana è così bene attestata da una tradizione di manoscritti antichi del Nuovo Testamento. Ci sono molti più manoscritti antichi del Nuovo Testamento che di qualunque altra opera di altri autori classici, e le parti più lunghe che ne restano risalgono a solo due secoli dopo la loro composizione originaria”. [2]

I manoscritti del Nuovo Testamento non solo sono affidabili per il loro numero maggiore rispetto agli altri testi antichi, ma anche perché le copie risalgono al massimo a due secoli dopo. Sir Frederic G. Kenyon direttore e principale bibliotecario del British Museum a riguardo afferma:

“A parte il numero, i manoscritti del Nuovo Testamento differiscono da quelli degli autori classici…In nessun altro caso l’intervallo di tempo fra la composizione del libro e la data dei più antichi manoscritti esistenti è così breve come nel caso del Nuovo Testamento. I libri del Nuovo Testamento furono scritti sul finire del primo secolo; i più antichi manoscritti esistenti (ad eccezione di brani trascurabili…) risalgono al IV secolo, diciamo dai 250 ai 300 anni più tardi. Questo potrebbe sembrare un intervallo di tempo considerevole, ma non è nulla in confronto a quello che separa molti dei grandi autori classici dai loro primissimi manoscritti. Crediamo di avere in tutte le sue parti essenziali un testo accurato delle sette opere teatrali di Sofocle; tuttavia, il primissimo manoscritto sostanziale sul quale si basa fu scritto più di 1400 anni dopo la morte del poeta.” [3] 

Se si accettano come affidabili le opere antiche, se nessuno mette in dubbio la loro autenticità, sebbene i più antichi manoscritti, siano stati scritti, molto tempo dopo gli originali e il numero esistente è molto esiguo, a maggior ragione lo sono i documenti del Nuovo Testamento!! Nessuna opera letteraria antica, né religiosa può reggere il confronto con le credenziali del Nuovo Testamento!

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Altre prove cristiane

Alla prova bibliografia delle copie dei 5500 circa manoscritti, si aggiungono le prove di almeno 15000 versioni tradotte in altre lingue e le prove fornite dagli scritti dei primi cristiani, i padri della chiesa primitiva (commentari, lettere, sermoni). Gli studiosi concordano sul fatto che se tutti i manoscritti del Nuovo Testamento fossero stati persi, sarebbe stato possibile ricostruire il tutto dalle citazioni di questi scritti e di altri primi cristiani!!

In riferimento a questo J. Harold Greenlee afferma:

“Queste citazioni sono così estese che il Nuovo Testamento potrebbe praticamente essere ricostruito da essi, senza l’uso dei manoscritti”. [4]

Della stessa opinione è lo studioso Bruce Metzger :

“Oltre alle testimonianze testuali derivanti dai manoscritti greci del Nuovo Testamento e da versioni antecedenti, la critica testuale ha a disposizione le numerose citazioni comprese nei commentari, sermoni, ed altri trattati scritti dai primi Padri della chiesa. In effetti, queste citazioni sono così articolate che se tutte le altre fonti da cui attingiamo nozioni riguardo al Nuovo testamento fossero distrutte, esse basterebbero per risalire all’intero testo”. [5]

Testimonianze extrabibliche

Tacito storico Romano.

Lo storico romano, Tacito vissuto tra il I e il II secolo d.C., è considerato una fonte attendibile, a riguardo il professore Robert E. Van Voorst afferma:

“Tacito scrive in uno stile terso ed efficace; pare usare le fonti in modo accurato e redige resoconti la cui fondamentale credibilità non è mai stata seriamente messa in dubbio”. [6]

Gli Annali sono l’ultima opera di Tacito (scritto fra 115-117 d.C.) e sono considerati come l’opera migliore di Tacito e in genere sono riconosciuti dagli storici moderni come la migliore fonte d’informazione su questo periodo. I capitoli 38 al 45 del libro XV, descrivono il grande incendio di Roma avvenuto nel 64 d.C. e il tentativo di Nerone di attribuirne la colpa ai cristiani, che egli definisce una sorta di persone detestate per i loro vizi e da un breve resoconto delle loro origini, Tacito dice:

“Essi prendevano nome da Cristo, che aveva subito il supplizio per ordine del procuratore Ponzio Pilato sotto l’impero di Tiberio; quella funesta superstizione, repressa per breve tempo, ora riprendeva forza non solo in Giudea, dove quel male era nato, ma anche a Roma, in cui tutte le cose vergognose e atroci confluiscono e si affermano.” (Annali XV, 44).

Quindi Tacito afferma, testimoniandone la Sua storicità, due cose che, Cristo è esistito storicamente e che subì un supplizio sotto Ponzio Pilato come dicono anche i Vangeli!

Giuseppe Flavio Storico giudeo.

Lo storico Ebreo (37-circa 100 d.C.) scrisse la “Guerra giudaica” tra il 75 e l’80 d.C. e le “Antichità giudaiche” scritto agli inizi ddegli 90 del I secolo. Robert E. Van Voorst dice:

“Le due opere sono fonti importanti per la conoscenza della storia biblica, e soprattutto della politica e della guerra in Palestina nel I secolo d.C ”.[7]

Nel XVIII libro delle Antichità troviamo almeno tre informazioni interessanti.

La prima informazione che lo storico riporta è l’esistenza di Giovanni Battista. Giuseppe menziona una grave sconfitta del re Erode Antipa, tetrarca della Galilea. Secondo alcuni giudei questa sconfitta è un giudizio di Dio, un castigo giusto per l’assassinio di Giovanni Battista, Erode infatti lo aveva ucciso per quanto Giovanni fosse un uomo buono, che esortava i giudei a praticare le virtù, a mostrarsi giusti nei riguardi gli uni degli altri, a mostrare pietà verso Dio e a formare una comunità mediante il battesimo. Anche i Vangeli parlano sia che Giovanni battezzava (Gesù fu battezzato proprio dal Battista) e sia che fu ucciso da Erode, quindi questo dimostra l’attendibilità storica dei Vangeli (Matt. 3:1-12; 14:1-12; ecc).

La seconda informazione dello storico, che racconta nelle sue Antichità, è Giacomo il Giusto, fratello di Gesù. Giuseppe Flavio narra che il procuratore romano Festo morì improvvisamente mentre era in carica (verso il 62 d.C.). Ci fu un vuoto di potere di tre mesi prima dell’arrivo in Giudea del suo successore Albino. In questo periodo fu nominato sommo sacerdote Anna il giovane.

Giuseppe Flavio racconta un episodio riguardo questo sommo sacerdote:

“…convocò una sessione del Sinedrio e vi fece comparire il fratello di Gesù detto Cristo che si chiamava Giacomo, e alcuni altri, che accusò di trasgressione della legge e che condannò a essere lapidati.” (Antiquitates XX,200).

Ora è scritto nel Nuovo Testamento che Gesù aveva diversi fratelli, tra cui uno che si chiamava Giacomo (Matte. 13:55, Mar.6:1-6; Gal.1:19). Giacomo era anche un responsabile della chiesa di Gerusalemme (Atti 15:13; 21:18; Gal.2:9,12). Questo, non solo prova l’esistenza storica di Gesù, ma anche l’attendibilità storica del Nuovo Testamento.

Vi è una terza informazione dello storico ebreo Giuseppe Flavio, la più importante, conosciuta tradizionalmente come “Testimonium Flavianum” questa riguarda direttamente Gesù.

Nel libro XVIII delle sue Antichità, Giuseppe Flavio narra varie difficoltà che il popolo giudaico ha dovuto affrontare durante il governo di Ponzio Pilato (26-36 d.C.). Giuseppe, scrive riguardo a Gesù dicendo:

“Ora, all’incirca nello stesso periodo, sorse una fonte di ulteriori disordini in un Gesù, un uomo saggio, che compì opere eclatanti e fu maestro di persone che accoglievano con piacere cose strane. Egli convinse a seguirlo molti Ebrei, e molti Gentili. Egli era il cosiddetto Cristo. Quando Pilato, sulla base delle informazioni fornitegli dai principali nostri uomini, lo condannò alla croce, coloro che si erano uniti a lui all’inizio non cessarono di provocare disordini. E fino ad oggi non è venuta meno la tribù di coloro che da lui sono detti cristiani.” (Antiquitates XVIII, 63-64).

Anche se questi riferimenti provvedono soltanto scarse informazioni circa la nascita, il ministero, la morte e la resurrezione di Gesù, stabiliscono concretamente l’esistenza di Gesù di Nazaret.

Alcuni pensano che nel Testimonium Flavianum ci siano delle interpolazioni cristiane. Infatti il defunto professor Joseph Klausner, dell’Università ebraica di Gerusalemme, suggerisce che la versione originale del paragrafo fosse questa:

A quel tempo c’era Gesù, un uomo saggio; infatti egli faceva cose meravigliose ed era maestro di quegli uomini che ricevono la verità con piacere. Egli attirò a sé molti ebrei e anche molti pagani. E quando Pilato, su proposta degli uomini più importanti che stanno in mezzo a noi, lo ebbe condannato alla croce, coloro che lo avevano amato non per questo smisero di farlo; e la razza dei cristiani, che da lui prese il nome, non è estinta neppure ora. [8] 

Quindi se queste interpolazioni fossero vere, la storicità di Gesù è ugualmente testimoniata.

Il Gesù Cristo Signore predicato, non riguarda semplicemente la fede dei cristiani, è lo stesso Gesù che è nato in un momento e luogo specifico della storia, che ha vissuto una vita umana, che ha pronunciato determinate parole, fatto determinate cose e sofferto dolori specifici. Nessuno mai dubiterebbe dell’esistenza storica di Gesù, a meno che non abbia prima il dubbio, il pregiudizio e il desiderio di affermare che Gesù non sia mai esistito!

L’uomo non vuole il Signore a cui deve dare conto e ubbidire! “Accettare che Napoleone sia esistito non richiede alcun impegno da parte nostra; ma accettare l’esistenza di Cristo implica la necessità di prendere una decisione circa il rapporto da stabilire con Lui.” [9]

Queste testimonianze Bibliche ed extrabibliche sono più che sufficienti per dimostrare che Gesù è veramente esistito storicamente! 2 Pietro 1:16:

“Infatti vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del nostro Signore Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole abilmente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua maestà”.

Note

[1] John Warwick Montgomery, cit. da Josh McDowell, Nuove Evidenze che richiedono un verdetto, Lago Patria, Napoli, 2004, pag. 88

[2] W. F. Albright, cit. da Josh McDowell, op. cit. pag. 86, 87

[3] Sir Frederic G. Kenyon, cit. da Josh McDowell, op. cit. pag. 87

[4] J. Harold Greenlee, cit. da Josh McDowell, op. cit. pag. 94

[5] Bruce Metzger, , cit. da Josh McDowell, op. cit. pag. 95

[6] Robert E. Van Voorst, Gesù nelle fonti exstrabibliche, Edizioni San Paolo s.r.l., Cinisello Balsamo (Milano), 2004, pag. 55

[7] Robert E. Van Voorst, op. cit., pag. 101

[8] J. KLAUSNER, Jesus of Nazareth, Londra, 1929 citato da Frederick F. Bruce in Testimonianze extrabibliche su Gesù, pag.38, Claudiana, seconda edizione 2003

[9] Josh McDowel e Don Stewart, Risposte alle domande spinose degli atei, Edizioni Centro Biblico, Casoria (Napoli), 1993, pag. 58

Bibliografia

F.F. Bruce, Gesù visto dai contemporanei, Claudiana Editrice, Torino,1989.

Josh McDowell, Nuove Evidenze che richiedono un verdetto, Lago Patria, Napoli, 2004.

Josh McDowell e Don Stewart, Risposte alle domande spinose degli atei, Edizioni Centro Biblico, Casoria (Napoli), 1993.

Robert E. Van Voorst, Gesù nelle fonti extrabibliche, Edizioni San Paolo s.r.l., Cinisello Balsamo (Milano), 2004.

Frederick F. Bruce, Testimonianze extrabibliche su Gesù, Claudiana, seconda edizione 2003

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Foto: Il Rotolo dei Salmi con la sua trascrizione

Nell’edizione del 1948 del suo libro, Our Bible and Ancient Manuscripts (La nostra Bibbia e gli antichi manoscritti), lo studioso Sir Frederic Kenyon affermava: «Purtroppo non ci sono reali possibilità di trovare manoscritti del testo ebraico risalenti a periodi anteriori a quello del testo ebraico risalente a periodi anteriori a quello del testo cosiddetto Masoretico». (C. F. Pleiffer, The Dead Sear Scrolls and the Bible, Grand Rapids, Baker, 1967 p. 107) (testo dell’Antico Testamento risalente al IX o X secolo d. C.).

Proprio mentre si stava stampando il suo libro, nel 1947, iniziò una serie di scoperte archeologiche che avrebbe vanificato per sempre affermazioni del genere. Sino a quel momento gli unici testi antichi che contribuivano alla comprensione della storia biblica, erano le tavolette di argilla babilonesi e i papiri egiziani; nessun manoscritto dell’Antico Testamento risalente al periodo anteriore a Cristo era mai stato ritrovato.

Tutto ciò cambiò radicalmente con la scoperta di alcuni rotoli conservati in vasi di terracotta in caverne lungo il lato nord-occidentale del Mar Morto. Con questi rotoli, il mondo ebbe a disposizione manoscritti dell’Antico Testamento che erano di ben mille anni più antichi di quelli conosciuti in precedenza. Continua a leggere

La storia della nascita del sacramento della confessione

confessionale

Durante i primi secoli, nella Chiesa si cominciò a prescrivere che colui che fosse caduto in qualcuno dei peccati per i quali la Chiesa aveva stabilita una penitenza in segno di ravvedimento, confessasse il suo peccato nella raunanza e venisse poi sottoposto alla penitenza canonica. In altre parole inizialmente la confessione per alcuni peccati avveniva pubblicamente e dopo di essa il vescovo assegnava al penitente la penitenza prescritta dai canoni sinodali che variava a secondo del peccato commesso; e dopo che il penitente era passato per tutti i gradi della sua punizione (che poteva durare anche molti anni) veniva riconciliato con la Chiesa e ammesso alla cena del Signore. La riconciliazione avveniva mediante l’imposizione delle mani del vescovo sul penitente e la preghiera del vescovo a pro di lui affinché Dio accettasse la sua penitenza e lo restituisse alla Chiesa. Questa cerimonia non consisteva in un’assoluzione del penitente perché si riteneva che questi potesse essere assolto solo da Dio, solo lui infatti aveva il potere di perdonare i peccati; in altre parole il vescovo non assolveva il penitente come oggi si sa il prete fa nella confessione ma solo intercedeva presso Dio per lui. Ma col passare del tempo sviluppandosi la dottrina del potere delle chiavi questa intercessione diventerà assoluzione per cui verrà attribuito al vescovo il potere di riconciliare il penitente con Dio oltre che con la Chiesa. Come abbiamo detto innanzi la confessione era pubblica.

Come dunque avvenne che da pubblica essa divenne privata? In questa maniera. Quando nella seconda metà del terzo secolo sorse la questione dei lapsi, ossia di coloro che erano caduti nell’idolatria durante la persecuzione che c’era stata sotto l’imperatore Decio, i quali chiedevano di essere riammessi alla comunione e la Chiesa accettò di riammetterli dopo che avessero fatto anche loro confessione pubblica del loro peccato, allora il numero dei penitenti divenne così grande che il culto doveva dilungarsi per molto tempo. I vescovi allora fecero in quell’occasione un canone nel quale ordinarono che si scegliesse fra gli anziani un uomo savio che ascoltasse le confessioni dei penitenti ed imponesse loro la penitenza stabilita dai canoni a secondo il peccato. Questo anziano fu chiamato penitenziere. Ecco dunque quali furono le circostanze in cui si ebbe il principio della confessione auricolare privata ad un uomo. Alla fine del quarto secolo però questa confessione venne abolita. Continua a leggere

Crimini sessuali nella Chiesa Cattolica Romana

Propongo il famoso documentario inglese completamente doppiato in italiano, per non dimenticare l’omertà della Chiesa Cattolica che nonostante sapeva di questi casi di pedofilia, ha fatto finta di niente. Lasciano tranquillamente agire i preti pedofili sui bambini.

La Chiesa Romana nel corso degli anni ha registrato un gran numero di casi di pedofilia, intorno a 4000.

La malattia spirituale della pseudo Chiesa Cristiana è manifesta da molti secoli. Quanto male ha fatto al genere umano. Prima con le persecuzioni e gli assassini, dopo con le indulgenze e con la cosiddetta santa inquisizione. Inoltre ha introdotto nei secoli delle dottrine che contrastano La Sacra Bibbia. Con quale coraggio si definisco la vera chiesa. Solo un cieco o un mercenario può dare tale definizione.

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Il Padre di Gesù è un vendicatore

padre-vendicatore-300x198Gesù Cristo un giorno fece riferimento a due tremendi giudizi esercitati da Dio nell’antichità, il diluvio sul mondo degli empi e il fuoco e lo zolfo sulle malvagie città di Sodoma e Gomorra, infatti un giorno disse:

“E come avvenne a’ giorni di Noè, così pure avverrà a’ giorni del Figliuol dell’uomo. Si mangiava, si beveva, si prendea moglie, s’andava a marito, fino al giorno che Noè entrò nell’arca, e venne il diluvio che li fece tutti perire. Nello stesso modo che avvenne anche ai giorni di Lot; si mangiava, si beveva, si comprava, si vendeva, si piantava, si edificava; ma nel giorno che Lot uscì di Sodoma piovve dal cielo fuoco e zolfo, che li fece tutti perire. Lo stesso avverrà nel giorno che il Figliuol dell’uomo sarà manifestato.” (Luca 17:26-30).

Gesù Cristo credeva dunque a quello che dice la Scrittura. E siccome “c’è un Dio solo, il Padre” (1 Corinzi 8:6), Gesù ha confermato in questo modo che il Padre che Egli ci ha fatto conoscere “è un Dio geloso e vendicatore” (Nahum 1:2) e “si vendica dei suoi avversari, e serba il cruccio per i suoi nemici” (Nahum 1:2). Il Padre di Gesù dunque è lo stesso Dio di Abrahamo, di Isacco e di Giacobbe. Non è forse scritto che quando uno scriba gli chiese: “Qual è il comandamento primo fra tutti?” (Marco 12:28), Gesù rispose: “Il primo è: Ascolta, Israele: Il Signore Iddio nostro è l’unico Signore: ama dunque il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua e con tutta la forza tua” (Marco 12:29-30), e che davanti a questa sua risposta lo scriba riconobbe che per Gesù “v’è un Dio solo e che fuor di lui non ve n’è alcun altro” (Marco 12:32), e questo Dio è l’Iddio di Israele o degli Ebrei? Non ci sono due Dei dunque, uno dell’Antico Patto e un altro del Nuovo Patto, il primo malvagio e il secondo buono; come non c’è stato alcun innovamento del volto vero di Dio operato da Gesù, come se il volto di Dio che ci hanno presentato gli antichi profeti non fosse quello vero e aveva quindi bisogno di essere innovato. No, fratelli, esiste un solo Dio, il cui nome è YHWH, e il Suo Figliuolo Gesù Cristo ce lo ha fatto conoscere, ed è lo stesso Dio che sia prima che dopo che diede la legge ad Israele esercitava le sue vendette contro i suoi nemici. Investigate tutti gli scritti che vanno da Matteo all’Apocalisse e troverete tante conferme a ciò, ossia al fatto che l’Iddio e Padre di Gesù è un vendicatore perché è lo stesso Dio che disse ai giorni di Mosè: “A me la vendetta e la retribuzione” (Deuteronomio 32:35) ed anche: “Com’è vero ch’io vivo in perpetuo, quando aguzzerò la mia folgorante spada e metterò mano a giudicare, farò vendetta de’ miei nemici e darò ciò che si meritano a quelli che m’odiano” (Deuteronomio 32:40.41)! Nessuno dunque vi seduca con vani ragionamenti.

Giacinto Butindaro

Fonte: http://giacintobutindaro.org/

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Riti satanici, droga e orge in Vaticano

Guardate con molta attenzione il seguente filmato. E’ un’intervista in cui il pentito di mafia Vincenzo Calcara racconta diversi episodi della sua vita passata inerenti il suo rapporto con il Vaticano (e i suoi esponenti). Le dichiarazioni rilasciate da Vincenzo Calcara sono molto forti, infatti parla di uso di droga (dichiara di avere consegnato lui stesso tre chili di cocaina ad un «monsignore» in Piazza San Pietro), di riti satanici (la droga veniva usata durante i riti satanici, le messe nere dentro il Vaticano) e orge in cui venivano coinvolti anche delle minorenni, e di sacrifici umani in Vaticano (parla di ragazzine) e di occultamento di cadaveri dentro le mura vaticane.

Riti satanici, droga e orge in Vaticano from Giacinto Butindaro on Vimeo.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Oltre 5 milioni e mezzo di aborti in Italia dal 1978 al 2014

aborti-in-italia-fb-768x448Da quando la legge 194 fu promulgata, nel 1978, al 2014, secondo i dati forniti dal Ministero della Salute, gli aborti in Italia sono stati oltre 5 milioni e mezzo (la tabella è presa dal centro di aiuto alla vita di Cassino – http://www.centrodiaiutoallavitadicassino.it/da-sapere/i-numeri-dell-aborto-in-italia/)! Fino ad oggi dunque c’è stato uno sterminio di quasi 6 milioni di esseri umani! Nessuno dunque si meravigli dei giudizi di Dio su questa nazione. L’ira di Dio infatti si rivela dal cielo anche a motivo di questo peccato, che è omicidio agli occhi di Dio, contro coloro che lo praticano! E questo è solo uno dei tanti peccati per i quali l’ira di Dio si rivela dal cielo sugli uomini! Aggiungeteci per esempio l’idolatria, l’omicidio (in questo caso mi riferisco all’omicidio di esseri umani già nati), la fornicazione, l’adulterio, l’omosessualità, la pedofilia, il ladrocinio, l’avarizia, la bestemmia, la menzogna, la stregoneria, lo spiritismo, il satanismo, ubriachezze e gozzoviglie, e vi renderete conto come non v’è alcuna ingiustizia in Dio quando Egli decide di riversare la sua ira sugli uomini ribelli tramite terremoti, alluvioni, trombe d’aria, fulmini, malattie e altri mezzi! Tutti questi giudizi sono una manifestazione della sua giustizia che è eccelsa! Colgo dunque l’occasione per esortare le donne a non abortire per non rendersi colpevoli di omicidio. E a quelle che hanno già praticato l’aborto a ravvedersi e convertirsi dai loro peccati e chiedere perdono al Signore. Nessuno si illuda, la parte degli omicidi sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, dove saranno tormentati per l’eternità (cfr. Apocalisse 21:8).

Quanto a me, continuerò, con l’aiuto che viene da Dio, a levare la mia voce forte e chiara contro l’aborto, perché è omicidio agli occhi di Dio.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Alcune parole per Michela Marzano

Signora Michela Marzano, salve. Dopo avere ascoltato quello che lei ha detto in risposta alla domanda «Perché le religioni odiano gli omosessuali?», voglio dirle le seguenti cose.

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Sappia che in quanto Cristiani (da voi etichettati come integralisti e fondamentalisti) non manifestiamo nessuna forma di odio o persecuzione verso gli omosessuali, infatti non facciamo loro alcun male e non li insultiamo e neppure li deridiamo come invece fanno tanti. Ma ciò detto, sappia anche questo, che gli omosessuali agli occhi di Dio, che è il Creatore di tutte le cose, sono dei peccatori in quanto violano la sua santa legge che afferma: “Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole” (Levitico 18:22), e, come ha detto Gesù Cristo, il Figlio di Dio, “chi commette il peccato è schiavo del peccato” (Giovanni 8:34), e quindi in quanto peccatori essi devono ravvedersi e credere nel Vangelo di Cristo, per essere liberati dai loro peccati ed ottenere la remissione dei loro peccati. Questa è la ragione per cui noi li esortiamo a ravvedersi, convertirsi dai loro peccati, e credere nel Signore Gesù Cristo. E’ odio questo? E’ persecuzione questa? Non mi pare proprio! Anzi è l’amore di Cristo che ci costringe ad annunciare anche agli omosessuali questo messaggio, che è l’unico messaggio salvifico che esiste. Sì, proprio l’amore di Cristo, perché il nostro desiderio e la nostra preghiera è che essi siano salvati, e non solo dai loro peccati, ma anche dalle fiamme dell’inferno dove sono diretti; e solo mediante la fede nel Vangelo di Cristo (e quindi nella morte espiatoria e nella resurrezione di Cristo) si può ottenere la salvezza. E sì, perché coloro che muoiono nei loro peccati (tra cui ci sono oltre agli omosessuali, pure i fornicatori, gli adulteri, i ladri, gli omicidi, gli idolatri, gli effeminati, gli ubriachi, gli oltraggiatori, gli stregoni, gli ingiusti e altri) vanno nelle fiamme dell’inferno, che è un luogo di tormento nel cuore della terra. Quindi, noi da Dio non siamo chiamati ad avere alcun rispetto o sentimento di accettazione verso l’omosessualità, in quanto è peccato, è qualcosa di abominevole agli occhi di Dio. Come si può accettare un comportamento che conduce le anime all’inferno? Lungi da noi il fare una tale cosa. Ma l’amore verso il prossimo che noi nutriamo – e che si manifesta anche annunciandogli il ravvedimento e il Vangelo – viene da molti scambiato per odio, e questo perché il mondo in cui viviamo è un mondo di tenebre, sotto la potestà del diavolo, che è il seduttore di tutto il mondo, che induce il mondo a credere che noi odiamo gli omosessuali. Ma, vede, signora Marzano, noi odieremmo gli omosessuali se dicessimo loro che Dio li accetta così come sono e che quindi Dio non li condannerà, perché li inganneremmo e dimostreremmo così di non avere a cuore la loro salvezza! Ma dato che abbiamo a cuore la loro salvezza, come anche la salvezza di tutti gli altri peccatori, noi continueremo a dirgli: “Ravvedetevi dunque e convertitevi, onde i vostri peccati siano cancellati” (Atti 3:19).

La saluto cordialmente.

Giacinto Butindaro

Fonte: http://giacintobutindaro.org/

Gli angeli caduti

103074_meteor-yang-melintas-di-langit-as_300_225Quando Satana si ribellò contro Dio molti angeli lo seguirono nella sua ribellione; non conosciamo il loro numero, ma sappiamo che sono molti. Gli angeli di Satana sono liberi di agire in tutto il mondo. Paolo scrisse ai Corinzi che un angelo di Satana era stato dato a lui per tormentarlo, al fine di impedirgli di diventare superbo a causa delle eccezionali rivelazioni dal Signore (2 Corinzi 12: 7). Come abbiamo visto in precedenza, prima del ritorno di Cristo, Michele e i suoi angeli combatteranno contro Satana e i suoi angeli, ma Satana e i suoi angeli non prevarranno e saranno scagliati a terra (Apocalisse 12: 7-9). Il fuoco eterno è stato preparato da Dio per Satana e i suoi angeli (Matteo 25:41), quindi gli angeli di Satana, sono stati designati ad essere gettati nel fuoco eterno, dove saranno tormentati nei secoli dei secoli.

Oltre a questi angeli, ci sono altri angeli malvagi che – a differenza degli angeli menzionati prima – non sono liberi di agire in questo mondo, perché sono in una prigione chiamata Tartaro (parola greca che indica il più profondo abisso dell’Ades). Dio li gettò giù in questo luogo, e li diede nelle catene delle tenebre, per essere riservati per il giudizio, perché non mantennero la loro primiera gloria, ma hanno lasciato la propria abitazione e si sono dati loro stessi alla fornicazione (2 Pietro 2: 4; Giuda 6 -7). Per quanto riguarda questi angeli, nel libro della Genesi è scritto che videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli tutte quelle che scelsero (Genesi 6: 1-4). Secondo la Parola di Dio, noi giudicheremo gli angeli caduti (1 Corinzi 6:3).

Giacinto Butindaro

Fonte: http://www.the-new-way.org/

La sconvolgente testimonianza dell’ex massone John Salza

John Salza, un avvocato americano cattolico, ex massone del 32° (che era un grande esperto di massoneria tanto che insegnava i rituali massonici ai massoni), racconta come è entrato nella Massoneria, le sue esperienze nella Massoneria, e come dopo alcuni anni ne è uscito. Esorto tutti i fratelli ad ascoltare questa sconvolgente e interessantissima e dettagliata testimonianza (racconta infatti in maniera dettagliata in particolare il rituale massonico del primo e del terzo grado, ma soprattutto del terzo con cui i massoni oltraggiano e scherniscono Gesù Cristo), perché le cose che dice questo ex massone sulla Massoneria sono molto importanti. Peraltro Salza conferma che il Grande Architetto dell’Universo (GADU), che i massoni adorano e servono, è Satana. Fa vedere alcune strette di mano massoniche, e poi parla di alcuni segnali segreti massonici che i massoni fanno anche durante i processi in tribunale per essere aiutati dai giudici! Nell’intervista si parla anche dell’infiltrazione massonica nella Chiesa papista.

Ho fiducia nel Signore che questa intervista spaventerà e scuoterà tanti, e spingerà molti a riconoscere finalmente che la Massoneria è una istituzione satanica, e che essa va condannata dalla Chiesa con ogni franchezza. E quindi che bisogna uscire e separarsi immediatamente da tutte quelle Chiese che rifiutano di condannare la Massoneria o dicono che la Massoneria è buona o che si sono alleate con la Massoneria.

Naturalmente, dovete considerare che sia l’intervistatore che l’intervistato sono cattolici romani, quindi lasciate perdere tutte quelle menzogne papiste che vengono dette (su Maria, ecc).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Con quale presupposto leggi la Bibbia?

Mauro Biglino, in un’intervista, parlando del suo ultimo libro intitolato “Antico e Nuovo Testamento. Libri senza Dio”, dice queste testuali parole (dal min. 2:05):

…si procede in un analisi che parte da un presupposto che è il presupposto che sto dichiarando in modo manifesto palese da sei anni. Facciamo finta che gli autori antichi c’abbiano scritto, cioè ci abbiano voluto dire, ciò che realmente scrivevano, letteralmente scrivevano, è vediamo che ne viene fuori un mosaico completamente diverso. Un quadro completamente diverso da quello che ci è stato tanto raccontato dalla teologia che invece parte dal presupposto che la Bibbia parli di Dio…

Lui afferma in modo chiaro che, a differenza della teologia che parte dal presupposto che Dio esiste, presuppone che Dio nella Bibbia non esiste e cerca di adattarla ai suoi presupposti. Cosa significa presupposto? Significa, in poche parole, che lui guarda la Bibbia con un filtro o una premessa. Paragonabile ad un uomo che indossando un paio di occhiali con il vetro arancione, vede tutto arancione (vedi foto). Biglino se ne esce sempre con la sua famosa frase – «facciamo finta che» – per sedurre le persone. Tutti i suoi seguaci, purtroppo, non si limitano a far «finta che», ma accettato come verità quello che lui presuppone. Insomma, ha creato un circolo vizioso, dove chi ci entra non esce più. In questi circoli viziosi si estrapolano con facilità parole dal contesto per farne un pretesto, vedi il caso del Salmo 82 citato per affermare che Dio è morto.

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Anche i cosiddetti filologi tedeschi per negare l’infallibilità della Bibbia dovettero partire da dei presupposti. Infatti questi presupposti sulla Torah sono conosciuti con il termine «teoria documentaria o documentarista» che parte dal presupposto che non esiste una rivelazione soprannaturale. E quel libro che la presenta non va preso come documento vero. Qualsiasi evidenza a favore della soprannaturalità della Bibbia viene scartata a priori per assecondare il presupposto ateo.

Gleason L. Archer, studioso di Antico Testamento, infatti ha detto:

La teoria documentaria è stata caratterizzata da un sottile circolo vizioso, in quanto tende e trarre la sua conclusione: «La Bibbia non è una rivelazione soprannaturale» da una sua fondamentale premessa: «perché non vi può essere una rivelazione soprannaturale». Questa premessa era naturalmente un articolo di fede per tutta la intelligentsia occidentale sin dallo illuminismo del diciottesimo secolo […] in quanto era implicita nella filosofia allora prevalente del deismo. (Gleason L. Archer, La parola del Signore vol. 1 Introduzione all’Antico Testamento, Modena, 1972, p. 120)

In conclusione, queste cose ci fanno capire innanzi tutto che le argomentazioni dei cosiddetti scettici sono misere ed anche che senza il convincimento dello Spirito Santo non accetteranno mai la verità della Bibbia.

Gian Michele Tinnirello

Dio avalla gli stupri e le abominazioni?

biglinianoUn seguace di Mauro Biglino, dopo essere stato indottrinato dai suoi libri, ha affermato in un commento che Dio avalla gli stupri e le abominazioni. Leggendo queste parole gli ho chiesto, innanzi tutto, su quali basi morali giudica Dio? Queste parole fanno entrare in crisi qualsiasi ateo. Fino ad oggi non ricevuto alcuna risposta. Tra l’altro nella Bibbia, precisamente la Legge di Mosè, c’era la pena di morte verso coloro che stupravano una donna fidanzata:

se l’uomo trova per i campi la fanciulla fidanzata e facendole violenza si corica con lei, allora morirà soltanto l’uomo che si sarà coricato con lei; non farai niente alla fanciulla; nella fanciulla non c’è colpa degna di morte; si tratta di un caso come quello di un uomo che aggredisce il suo prossimo e lo uccide, perché egli l’ha trovata per i campi; la fanciulla fidanzata ha gridato, ma non c’era nessuno per salvarla. (Deuteronomio 22:25-27)

Adesso metterò alcuni passi che parlano delle abominazioni dei Cananei, così una volta per tutte si sfata questo mito delle ingiustizie di Dio.

Dio mandò Giosuè con il popolo di Israele ad uccidere i Cananei perché compivano abominazioni:
praticavano verso i loro dèi tutto ciò ch’è abominevole per l’Eterno e ch’egli detesta; davan perfino alle fiamme i loro figliuoli e le loro figliuole, in onore dei loro dèi. (Deuteronomio 12:31)

Il paese n’è stato contaminato; ond’io punirò la sua iniquità; il paese vomiterà i suoi abitanti. Voi dunque osserverete le mie leggi e le mie prescrizioni, e non commetterete alcuna di queste cose abominevoli [sodomia, bestialismo, fornicazione, adulterio, impurità, stregoneria, idolatria ecc.. ndr]; né colui ch’è nativo del paese, né il forestiero che soggiorna fra voi. Poiché tutte queste cose abominevoli le ha commesse la gente che v’era prima di voi, e il paese n’è stato contaminato. Badate che, se lo contaminate, il paese non vi vomiti come vomiterà la gente che vi stava prima di voi. (Levitico 18:25-28)

Questi sono alcuni passi dove si parla dei peccati/abominazioni dei Cananei. Nonostante sia scritto in modo così chiaro, continuano imperterriti ad accusare Dio di essere ingiusto e malvagio, soltanto perché sentenzia la morte di popolazioni malvagie.

Dio, secoli prima, aveva avvertito Abrahamo che avrebbe punito gli Amorei (abitanti di Canaan), ma prima di agire aspettava che la loro iniquità arrivasse fino al colmo:

E alla quarta generazione essi torneranno qua; perché l’iniquità degli Amorei non è giunta finora al colmo. (Genesi 15:16)

Infatti nel libro di Giosuè troviamo l’adempimento di queste parole:

E Giosuè disse a tutto il popolo: ‘Così parla l’Eterno, l’Iddio d’Israele: I vostri padri, come Terah padre d’Abrahamo e padre di Nahor, abitarono anticamente di là dal fiume, e servirono ad altri dèi. […] Io vi condussi quindi nel paese degli amorei, che abitavano di là dal Giordano; essi combatterono contro di voi, e io li diedi nelle vostre mani; voi prendeste possesso del loro paese, e io li distrussi d’innanzi a voi. (Giosuè 24:2, 8)

Queste parole ci fanno capire che la giustizia di Dio è molto diversa da quella degli uomini corrotti che vogliono un dio bonaccione, affinché possono fare tutto quello che vogliono. Sono sicuro che se Dio fosse bonaccione, l’accuserebbero ugualmente di essere debole e ingiusto, perché non sentenzia la morte del malvagio facendo giustizia. Inoltre, onde evitare fraintendimenti, anche se credo che se ne creeranno, con questo non voglio assolutamente dire che adesso il Cristiano è chiamato a distruggere i malvagi. Essendo che siamo sotto la Legge di Cristo dobbiamo pregare per la loro conversione senza fare guerre fisiche. La nostra guerra è spirituale, penso che sia più dura, e non fisica come quello dell’Antico Testamento:

poiché il combattimento nostro non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono ne’ luoghi celesti. (Efesini 6:12)

Dio, di certo, continua a castigare i malvagi tramite calamità naturali, malattie, nazioni e popoli. Il Cristiano sa che un giorno Gesù tornerà e farà vendetta degli uomini malvagi, instaurando un perfetto Regno sulla terra di 1000 anni e dopo una nuova creazione con la Nuova Gerusalemme celeste.

Gian Michele Tinnirello

Ex massone afferma che la Massoneria è «una macchina da guerra contro il Cristianesimo in particolare»

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Il pianista francese Stéphane Blet (cattolico) racconta che un giorno fu avvicinato da qualcuno che gli propose di entrare nella Massoneria e lui si mostrò interessato anche perché attirato dall’adogmatismo e dalla simbologia massonica perché era appassionato di simboli. Fu prima sottoposto a delle domande, e soddisfatti dalle sue risposte i massoni lo accettarono. Si sottopose quindi al rituale di iniziazione. Ma lui dice che la Massoneria nella pratica si mostra in maniera diversa da come si presenta. Infatti egli dice che quando uno entra nella Massoneria gli viene fatto credere che la Massoneria rispetta le credenze degli altri, ma non è affatto così perché la Massoneria è – parole sue – «una macchina da guerra contro il Cristianesimo in particolare». (6; cfr. 13). Lui dice anche che ha scoperto che la Massoneria è una lobby sionista e che dopo che ne è uscito gli ha creato problemi e impedimenti nel suo lavoro (11). Diventato un maestro massone (terzo grado) ha cominciato a viaggiare, visitando altre logge o altre obbedienze massoniche e lì è rimasto scioccato nel constatare come la Massoneria lavora per condizionare e influenzare la politica (28-29), e che al disopra della Massoneria francese c’è la potente Massoneria ebraica del B’nai B’rith (66-69). Ha visto quindi che certi soggetti erano intoccabili, ed altri invece da attaccare pesantemente (41). Cosa questa che ha avuto un ruolo fondamentale nel fargli decidere di abbandonare la Massoneria (ha scritto una lettera in cui ha dichiarato ai massoni di non volere avere niente più a che fare con la Massoneria), perché non si aspettava di trovare che la Massoneria fosse agli ordini del B’nai B’rith! Egli afferma poi che secondo la Massoneria l’Iddio dell’Antico Testamento (Adonai) deve essere distrutto, e che il vero Dio è Lucifero (63) e quindi Satana.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Sul Convegno dedicato a Paolo Paschetto tenutosi a Torre Pellice

torre-pellice-paschettoDa una Chiesa massonizzata come quella Valdese non ci si può aspettare altro che abominazioni su abominazioni. Giudicate voi da persone intelligenti. Colgo l’occasione per avvertire tutti i santi a guardarsi anche da tutte quelle Chiese che si sono messe o alleate con la Chiesa Valdese-Metodista. Perchè anche loro odorano di Massoneria. Non illudetevi, la Massoneria sta usando la Chiesa Valdese per trascinare le altre Chiese Evangeliche a fare parte della religione unica mondiale che sta costruendo. Giacinto Butindaro
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Il Convegno su Paschetto e i valori della Repubblica a Torre Pellice. Il Gran Maestro Stefano Bisi: “Con i Valdesi un percorso comune per una legge sulla Libertà di coscienza”

L’Aula Sinodale della Casa Valdese di Torre Pellice a stento ha contenuto il pubblico delle grandi occasioni, almeno 250 persone di cui quasi la metà non massoni, per il convegno organizzato dal Grande Oriente d’Italia e dalla Fondazione Centro Culturale Valdese.
Alla presenza dei sindaci di Torre Pellice e Villar Pellice e altre autorità si è svolto il primo incontro ufficiale di due realtà minoritarie ma significative nell’impegno quotidiano per la costante ricerca del miglioramento della nostra società. Continua a leggere