Il classico ‘ipocrita’ che proclama di ‘non giudicare’ e poi ti giudica offendendoti

Nel video di YouTube ‘Adrano 25 Aprile 2012 giornata di Spiritualità e Preghiera di lode Mistagogia la Rete.wmv’ in cui Corrado Salmé fece la famosa preghiera Ecumenica sentendosi unito a dei cattolici romani che avevano stampata nella loro maglietta il ‘Gesù della misericordia’[1] feci un commento nel video.

commento di gian michele

A questo commento mi rispose un anonimo di nome ‘Iol7211′. Questo è il suo canale di YouTube: Continua a leggere

Metteteli alla prova

attenti-predicatore-lupo-massoneIl massone – sia quello con il grembiule che quello senza grembiule – odia Gesù Cristo e i suoi veri discepoli: egli “parla con dissimulazione; ma, dentro, cova la frode. Quando parla con voce graziosa, non te ne fidare, perché ha sette abominazioni in cuore. L’odio suo si nasconde sotto la finzione, ma la sua malvagità si rivelerà nell’assemblea” (Proverbi 26:24-26).

Mettete dunque alla prova i conduttori della Chiesa di cui fate parte, e fateli parlare PUBBLICAMENTE sulla Massoneria, domandate loro di condannare PUBBLICAMENTE e CON OGNI FRANCHEZZA la massoneria, e la doppia appartenenza (alla Chiesa e alla Massoneria), e invitateli a dire che quelli che si dicono fratelli ma sono massoni sono FALSI FRATELLI e idolatri e quindi vanno espulsi dall’assemblea dei santi. Se sono massoni non diranno queste cose, e si manifesteranno per quello che sono (facendo dei ragionamenti strani e ambigui, in altre parole alle vostre domande vi daranno delle NON RISPOSTE), ossia degli operai fraudolenti, dei ministri di Satana travestiti da ministri di Cristo. Lo ripeto, METTETELI ALLA PROVA, perché i massoni si nascondono e si camuffano abilmente in mezzo alle Chiese.

E’ ora che saltino fuori e si manifestino apertamente questi operatori di iniquità che hanno portato corruzione e falsità di ogni genere in mezzo alla Chiesa in tutto questo tempo, portando le Chiese ad allearsi con la Massoneria per dei loro motivi interessati.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Leggete il libro del fratello Giacinto Butindaro ‘La Massoneria smascherata’

Predicazioni sulla Trinità, di Giacinto Butindaro

La Trinità nel Antico Testamento

La Trinità nel Nuovo Testamento

Ancora in difesa della Trinità

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La Trinità secondo le Sacre Scritture

La dottrina della Trinità – cioè, che Dio Padre, Figlio e Spirito Santo sono tutti ugualmente ed eternamente l’unico vero Dio – può apparire difficile da comprendere, ma è il fondamento dell’insegnamento cristiano.

Sia l’Antico che il Nuovo Testamento insegnano l’unità e la trinità (o tri-unità) di Dio. L’idea che ci sia un solo Dio, che ha creato tutte le cose, viene ripetutamente sottolineata in molti versi della Bibbia; un esempio è Isaia 45:18: “Così dice l’Eterno che ha creato i cieli, egli, il Dio che ha formato la terra e l’ha fatta…: ‘Io sono l’Eterno e non c’è alcun altro’”.

Questo verso dichiara che Dio ha creato i cieli e la terra, e che non esistono altri dèi. Confrontiamolo con Giovanni 1:1-3: “Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta”.
Qui leggiamo chiaramente che tutto ciò che esiste è stato creato dalla Parola di Dio. Pochi versi dopo, in Giovanni 1:14 leggiamo che Gesù Cristo è la Parola di Dio, che “è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi”. Egli non è un essere creato ma esiste da sempre (“nel principio era la Parola”, Giovanni 1:1), dimora pienamente in Dio ed è Dio stesso (“la Parola era con Dio, e la Parola era Dio”, stesso verso – si veda la nota conclusiva di questo studio per l’analisi del testo originale in greco). Continua a leggere

Faremo il male onde ne venga il bene? Così non sia

Un Cristiano non può rubare, ammazzare, mentire, frodare, buffoneggiare, parlare volgarmente, corrompere le autorità con denaro, darsi ai piaceri della vita e alle concupiscenze mondane, e all’idolatria, e così via, a fin di bene. Purtroppo però oggi tanti cosiddetti Cristiani giustificano la violazione di quasi ogni comandamento di Dio con la frase ‘Ma noi lo facciamo per il Signore, per un fine giusto quindi!’.

Fratello, non fare il male a fin di bene, perchè questo è condannato dalla Parola di Dio che dice: “Aborrite il male, e attenetevi fermamente al bene” (Romani 12:9).

Sappi che facendo il male si fa biasimare la dottrina di Dio, bestemmiare il nome di Dio, screditare la via della verità, e si è d’intoppo sia alla Chiesa che al mondo; e ci si fa nemici di Dio e ci si attira l’ira e il giudizio di Dio. Facendo il bene invece, si induce gli altri ad onorare la dottrina di Dio, a lodare Dio, e li si incoraggia ad attenersi solo al bene; e si viene amati e premiati da Dio.

“Da questo sono manifesti i figliuoli di Dio e i figliuoli del diavolo: chiunque non opera la giustizia non è da Dio; e così pure chi non ama il suo fratello” (1 Giovanni 3:10).

Chi ha orecchi da udire oda.

Giacinto Butindaro

Tratto da: giacintobutindaro.org

Gesù era Nazareno e no Nazireo

Fratelli nel Signore, sono stato costretto a scrivervi anche su questo soggetto, perché ci sono ancora credenti che confondono le due cose.

Gesù, la sera che fu tradito, quando istituì la cena del Signore, disse queste parole:
«Io vi dico che d’ora in poi NON BERRO’ PIU’ di questo FRUTTO DELLA VIGNA, fino al giorno che lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio.» (Matteo 26:29)
Se Gesù disse che non avrebbe più bevuto da quel momento in poi, significa che prima IL VINO LO AVEVA BEVUTO, quindi non era assolutamente NAZIREO, perché il nazireato comportava il fatto che il nazireo non doveva bere vino e nè mangiare il frutto della vigna.

Ecco cosa sta scritto a proposito della legge sul nazireato:
«”Parla ai figliuoli d’Israele e di’ loro: Quando un uomo o una donna avrà fatto un voto speciale, il voto di nazireato, per consacrarsi all’Eterno, si asterrà dal vino e dalle bevande alcooliche; non berrà aceto fatto di vino, né aceto fatto di bevanda alcoolica; non berrà liquori tratti dall’uva, e non mangerà uva, né fresca né secca.» (Numeri 6:2,3)
Vedete, dunque, non era possibile che GESU’ FOSSE NAZIREO, perché ha bevuto del VINO, che è assolutamente vietato per un NAZIREO bere. Continua a leggere

La salvezza si può perdere? Si può scadere dalla grazia?

Domanda:

La grazia si può perdere o in altre parole, coloro che hanno fatto una reale esperienza con Dio possono perdere il loro stato di grazia?

Molti credenti che non accettano la dottrina del proponimento di Dio credono che la salvezza non si può perdere. Ovviamente alla luce della scrittura ciò è falso. Ho preso questa risposta dal sito ‘La nuova Via’ di Illuminato e Giacinto Butindaro su questa domanda. La risposta è molto esaustiva e completa.

Risposta:
La risposta a questa domanda è affermativa; la Scrittura dice chiaramente che esiste questa eventualità o possibilità.

Vediamo quali sono le Scritture che attestano ciò.

Lo scrittore agli Ebrei afferma quanto segue: “Perché quelli che sono stati una volta illuminati e hanno gustato il dono celeste e sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo a venire, se cadono, è impossibile rinnovarli da capo a ravvedimento, poiché crocifiggono di nuovo per conto loro il Figliuol di Dio, e lo espongono ad infamia. Infatti, la terra che beve la pioggia che viene spesse volte su lei, e produce erbe utili a quelli per i quali è coltivata, riceve benedizione da Dio; ma se porta spine e triboli, è riprovata e vicina ad esser maledetta; e la sua fine è d’esser arsa” (Ebr. 6:4-8). A riguardo di queste parole vorrei dire alcune cose per spiegarle. Innanzi tutto voglio dire che coloro dei quali si dice “se cadono” sono identificati come veri credenti. Perché dico questo? Perché alcuni quando devono spiegare queste parole vogliono far passare coloro dei quali parla lo scrittore per dei non credenti o meglio per dei non veri credenti, insomma per qualcuno che sembrava esteriormente un credente ma nella realtà non lo era. Questo è falso perché le caratteristiche enunciate dallo scrittore non lasciano minimamente pensare a una cosa del genere, anche perché lo scrittore si rivolgeva a dei credenti e non avrebbe avuto senso avvertirli su un pericolo che per loro non esisteva perché erano dei veri credenti prendendo come esempio quello che poteva succedere a dei credenti finti! E non solo, diciamo anche che le parole sopra citate si riferiscono a credenti maturi, ben versati nella Parola di Dio, e non a dei bambini in Cristo. Ma vediamo da più vicino le parole prima menzionate. Continua a leggere

Sul calice che Gesù chiese al Padre di allontanare da Lui

Sul calice che Gesù chiese al Padre di allontanare da lui – 52 min. mp3


Fratelli nel Signore, voglio brevemente spiegarvi cosa intese Gesù per calice nella notte in cui fu tradito, quando pregò il Padre nel giardino del Getsemani.

Luca afferma: “Poi, essendo uscito, andò, secondo il suo solito, al monte degli Ulivi; e anche i discepoli lo seguirono. E giunto che fu sul luogo, disse loro: Pregate, chiedendo di non entrare in tentazione. Ed egli si staccò da loro circa un tiro di sasso; e postosi in ginocchio pregava, dicendo: Padre, se tu vuoi, allontana da me questo calice! Però, non la mia volontà, ma la tua sia fatta. E un angelo gli apparve dal cielo a confortarlo. Ed essendo in agonia, egli pregava vie più intensamente; e il suo sudore divenne come grosse gocce di sangue che cadeano in terra” (Luca 22:39-44).

Per capire questa richiesta fatta da Gesù all’Iddio e Padre suo, bisogna innanzi tutto tenere a mente quale fosse il suo stato d’animo nel Getsemani. Marco dice infatti che Gesù dopo avere detto ai suoi discepoli di sedersi lì finchè Lui avesse pregato, prese con sè Pietro e Giacomo e Giovanni e “cominciò ad essere spaventato ed angosciato. E disse loro: L’anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate” (Marco 14:33-34). Continua a leggere

Essere Figli di Dio dentro e fuori

“Fate tutto senza mormorazioni e senza critiche, perché siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere come astri nel mondo, tenendo alta la parola di vita”
(Filippesi 2:14-16)

Molti pensano che tutti siamo figli di Dio ma non è affatto così. La Parola di Dio afferma che siamo tutti creature di Dio e non figli di Dio. Ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome (Gv 1:12).

Figli di Dio ci si diventa quando ci convertiamo, cioè nasciamo di nuovo (Gv 3:3), e apparteniamo veramente al Signore.  Questo diritto si riceve mediante la fede in Cristo Gesù quando facciamo una esperienza personale con il Signore accettandolo nella nostra vita come personale Salvatore. Allora saremo davvero dei figli di Dio. Essere un figlio di Dio è una responsabilità perché dobbiamo essere una luce in questo mondo di tenebre. Si deve vedere la differenza tra chi serve Dio e chi non lo serve (Ml 3:18) perché ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce (Ef 5:8). I figli di Dio si riconoscono dal comportamento e dal loro modo di vestire. Continua a leggere

Cena del Signore: Un calice o i bicchierini?

L’ondata di modernismo che ha investito la chiesa, non ha risparmiato neppure la cena del Signore.
Col pretesto dell’igiene, il calice della cena del Signore è stato sostituito dai bicchierini.

A causa di ciò, desidero porre all’attenzione dei santi, il passo sulla cena del Signore, dove si parla di UN calice e non “di calici”, come se fossero più di uno.

Poi, preso UN CALICE e rese grazie, lo diede loro, dicendo: Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per la remissione dei peccati.” (Matteo 26:27,28)

Come abbiamo letto, si comprende che Gesù dopo aver preso un calice lo ha dato ai discepoli affinché bevessero da quell’ UNICO calice.

In merito al CALICE, dal quale hanno bevuto i dodici discepoli, possiamo, tra le altre cose, vedere simbolicamente anche  l’unità del Corpo di Cristo nell’abbeverarsi ad un UNICO CALICE;  i membri del Corpo sono molti, pure formano un corpo unico, essendo tutti membri del Corpo di Cristo;  i quali, prima di tutto devono avere una profonda comunione spirituale con il Signore Gesù Cristo, camminando in modo degno dell’evangelo, poi devono avere anche tra di loro una  profonda unità e comunione, un cuore solo, una mente sola. Continua a leggere

Esiste il fondamentalismo cristiano ?

“Fondamentalismo” è sinonimo di ortodossia. Essere fondamentalisti, in qualunque religione, significa semplicemente essere fedeli alle dottrine della propria fede. Essere, cioè, non credenti nominali, ma praticanti.

L’uso indiscriminato che i media e i politicanti fanno di questo termine ha indotto le persone a credere e a divulgare l’idea che il termine fondamentalismo sia inevitabilmente un sinonimo di odio, violenza, e bigottismo religioso, e che il fondamentalismo cristiano sia la controparte del fondamentalismo islamico.

Ciò è falso. Il fondamentalismo cristiano consiste nel mettere in pratica tutti gli insegnamenti di Gesù così come sono riportati nella Bibbia, nel basare la propria vita su un rapporto personale con Lui, e nel comportarsi con quella stessa coerenza mostrata dagli Apostoli nell’osservare e insegnare fedelmente la Parola di Dio. Continua a leggere

La Trinità

Come abbiamo dunque visto la Divinità è composta da Dio Padre, dal suo Figliuolo Gesù Cristo, e dallo Spirito Santo. Questa dottrina viene comunemente denominata la dottrina della Trinità ed è una dottrina molto importante che nel passato fu attaccata ed è tuttora attaccata da molte sètte, e possiamo dire è alla base della nostra fede. Prima di passare a dimostrare la Trinità con le Scritture voglio dire qualche parola su questo termine non presente nelle sacre Scritture. Il termine Trinità deriva dal latino Trinitas che significa ‘la riunione di tre’, una parola coniata da Tertulliano di Cartagine (uno dei cosiddetti padri della Chiesa), alla fine del secondo secolo dopo Cristo, per illustrare il concetto che la Divinità è composta da Tre persone divine, ossia il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo. Il fatto dunque che la parola Trinità non sia presente nelle Scritture è relativo, perché come abbiamo già visto e come vedremo meglio fra poco il concetto di un Dio trino è abbondantemente presente nelle Scritture. Per fare un paragone con il nome di un’altra dottrina biblica non presente (il nome) nella Bibbia è come dire che nella Bibbia quantunque non sia presente l’espressione ‘l’immortalità dell’anima’ vi è chiaramente presente il concetto dell’immortalità dell’anima. E così nella Bibbia quantunque non ci sia la parola Trinità c’è il concetto della Trinità. Continua a leggere

La bestemmia contro lo Spirito Santo chi la commette, e in che cosa consiste?

Stando alle parole di Gesù Cristo la bestemmia contro lo Spirito Santo la commettono coloro che parlano contro lo Spirito Santo anche se ancora non sono dei credenti. Gesù Cristo infatti fece riferimento a questo peccato quando alcuni Farisei dissero di lui: “Costui non caccia i demoni se non per l’aiuto di Beelzebub, principe dei demoni” (Matt. 12:24), ecco le sue parole: “Ogni regno diviso in parti contrarie sarà ridotto in deserto; ed ogni città o casa divisa in parti contrarie non potrà reggere. E se Satana caccia Satana, egli è diviso contro se stesso; come dunque potrà sussistere il suo regno? E se io caccio i demonî per l’aiuto di Beelzebub, per l’aiuto di chi li cacciano i vostri figliuoli? Per questo, essi stessi saranno i vostri giudici. Ma se è per l’aiuto dello Spirito di Dio che io caccio i demonî, è dunque pervenuto fino a voi il regno di Dio. Ovvero, come può uno entrar nella casa dell’uomo forte e rapirgli le sue masserizie, se prima non abbia legato l’uomo forte? Allora soltanto gli prederà la casa. Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde. Perciò io vi dico: Ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata. Ed a chiunque parli contro il Figliuol dell’uomo, sarà perdonato; ma a chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo mondo né in quello avvenire” (Matt. 12:25-32). In Marco queste ultime espressioni di Gesù sono trascritte in una maniera leggermente differente e con qualcosa in più, infatti è scritto: “In verità io vi dico: Ai figliuoli degli uomini saranno rimessi tutti i peccati e qualunque bestemmia avranno proferita; ma chiunque avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non ha remissione in eterno, ma è reo d’un peccato eterno. Or egli parlava così perché dicevano: Ha uno spirito immondo” (Mar. 3:28-30). In particolare vorrei che notaste la ragione per cui Gesù parlò in quella maniera e cioè perché dissero di lui che aveva uno spirito immondo. Quindi la bestemmia contro lo Spirito Santo una persona la commette quando dice di un uomo ripieno di Spirito Santo che egli ha uno spirito immondo e caccia i demoni per l’aiuto di quello spirito. Continua a leggere

La festa di Natale: perchè non va santificata

INTRODUZIONE

Tra le feste che la chiesa romana ordina di osservare vi è anche la festa di natale infatti essa, nel suo catechismo, è tra le cosiddette feste di precetto della Chiesa di cui essi devono ricordarsi per santificarla secondo il loro comandamento. Essa viene celebrata con tre messe di cui una a mezzanotte perché secondo la tradizione Gesù fu partorito da Maria in quell’ora. Alla festa del natale sono collegate molte consuetudini: una di queste è quella di fare il presepio. Esso consiste in una rappresentazione figurale fatta con statuette dell’evento della nascita di Gesù Cristo. Il catechismo cattolico riferisce l’origine del presepio in questi termini: ‘San Francesco d’Assisi aveva gran devozione al mistero del Natale del Salvatore. Si alzava spesso a mezzanotte per adorare Gesù nell’ora in cui fece la prima comparsa nel mondo. Più tardi, nel 1220, chiese ed ottenne dal papa, Onorio III, il permesso di fare il presepio durante la Messa della mezzanotte di Natale, e ciò in mezzo ad un bosco che era accanto al monastero di Greccio. Formò una specie di caverna con delle pietre, del muschio e rami d’alberi; vi pose una mangiatoia, v’introdusse anche un bue ed un giumento, e vi eresse l’altare per la celebrazione della Messa. Una gran folla di popolo accorse alla funzione illuminando la foresta con fiaccole. Più tardi si fece il presepio con le figurine, e dapprima nel napoletano verso il secolo XV, e poi in Sicilia ed in altre regioni d’Italia e dell’estero’ (Giuseppe Perardi, Nuovo Manuale del Catechista per l’insegnamento del catechismo della dottrina cristiana, Pubblicato per ordine di Pio X, XVII edizione rinnovata e in gran parte rifatta, Torino 1939, pag. 143-144). Continua a leggere

Il proponimento dell’elezione di Dio

Dio fa misericordia a chi vuole e indura chi vuole

L’apostolo Paolo dice ai Romani: “Perché quelli che Egli ha preconosciuti, li ha pure predestinati ad esser conformi all’immagine del suo Figliuolo, ond’egli sia il primogenito fra molti fratelli; e quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati” (Rom. 8:29-30).

Ora, secondo l’apostolo solo quelli che Dio ha preconosciuti sono stati predestinati ad ottenere la giustificazione. Ma che significa che Dio ha preconosciuto e predestinato alcuni ad essere giustificati? Continua a leggere