I nomi di Dio nell’Antico Testamento

sole cielo

elohim

Elohim. La forma del nome è al plurale (lett. Dèi), ma il verbo che l’accompagna, quando è riferito a YHWH, è al singolare. Così Genesi 1:1 non dice “Elohim crearono”, ma “Elohim creò”. Elohim deriva da El, che significa forza, potenza ed onnipotenza. Elohim pone quindi l’accento sulla potenza creatrice di Dio, messa soprattutto in evidenza nell’opera della creazione di Genesi 1, dove Elohim ricorre ben 32 volte, In tutto l’Antico Testamento Elohim ricorre 2.312 volte.

yhwh

YHWH o JHWH. Il nome di Dio era scritto in ebraico con le sole consonanti YHWH, il Tetragramma appunto, e ad un certo punto, siccome si era diffusa fra gli Ebrei l’idea che fosse sbagliato anche solo pronunciare il nome di Dio (sul periodo in cui si affermò questa idea c’è grande incertezza e le idee tra gli studiosi variano), il Tetragramma cominciò ad essere normalmente letto Adonay (Signore), o Elohim (Dio) nel caso in cui il Tetragramma era già preceduto da Adonay, per evitare la ripetizione di quest’ultimo termine. Sulle quattro consonanti che formano il Tetragramma vennero poste le vocali di Adonay in maniera che quando il lettore capitava sul Tetragramma pronunciava Adonay. Tra il V e l’VIII secolo dopo Cristo i Masoreti (un gruppo di copisti ebrei) vocalizzarono il Tetragramma con le vocali di Adonay cioè a o a, solo che la prima a, per una legge fonetica ebraica divenne e con le nuove consonanti. Ecco così che il Tetragramma fu reso Ye -Ho -Wa- H. Così il nome di Dio YHWH, nella lingua ebraica, divenne YEHOWAH.

Però gli Ebrei non accettano questa pronuncia del nome di Dio, perché ritengono che la pronuncia più corretta del Tetragramma sia YAHWEH. Nella Jewish Encyclopedia alla voce ‘Jehovah’ si legge: ‘Una pronuncia scorretta (introdotta da teologi cristiani ma quasi interamente trascurata dagli Ebrei) dell’Ebraico ‘YHWH’ il nome (ineffabile) di Dio (il tetragramma o ‘Shem ha-Meforash’). Questa pronuncia è grammaticalmente impossibile…’[1]

Geova è l’adattamento italiano della forma distorta YEHOWAH del nome ebraico di Dio. Geova è quindi in realtà una parola fittizia. Il Nome di Dio è noto fra gli scrittori cristiani greci con ’Ιαουαί, presso Clemente Alessandrino, e ’Ιαβέ, presso Teodoreto[2].

YeHoWaH

YaHWeH

adonay

 

Ye – Ho – Wa – H

 

Nelle Bibbie in italiano il tetragramma è reso in modi diversi.

Nuova Riveduta SIGNORE
Riveduta Eterno
Nuova Diodati Eterno
Diodati Signore
Traduzione del Nuovo Mondo 1987 Geova

 

Composti di YHWH

YHWH Asah: Yahweh è il nostro fattore

«Venite, adoriamo e inchiniamoci, inginocchiamoci davanti all’Eterno che ci ha fatti!» (Salmo 95:6)

YHWH Elyon: Yahweh Altissimo

«Io loderò l’Eterno per la sua giustizia, e salmeggerò al nome dell’Eterno, dell’Altissimo» (Salmo 7:17)

«Poiché l’Eterno, l’Altissimo, è tremendo, re supremo su tutta la terra» (Salmo 47:2)

YHWH Jireh: Yahweh provvede. È il nome dato da Abrahamo a Dio sul monte, quando l’angelo dell’Eterno arrestò la sua mano dal sacrificare il figlio Isacco e gli provvide un montone come vittima. Questo nome sta ad indicare come Dio si prenda cura dei bisogna dell’uomo, specialmente di quelli del suo popolo.

«E Abrahamo alzò gli occhi, guardò, ed ecco dietro a sé un montone, preso per le corna in un cespuglio. E Abrahamo andò, prese il montone, e l’offerse in olocausto invece del suo figliuolo. E Abrahamo pose nome a quel luogo Jehovah-jireh. Per questo si dice oggi: ‘Al monte dell’Eterno, sarà provveduto’.»

YHWH Mkadishkin: Yahweh che ti santifica

«’Quanto a te, parla ai figliuoli d’Israele e di’ loro: Badate bene d’osservare i miei sabati, perché il sabato è un segno fra me e voi per tutte le vostre generazioni, affinché conosciate che io sono l’Eterno che vi santifica.» (Esodo 31:13)

«E le nazioni conosceranno che io sono l’Eterno che santifico Israele, quando il mio santuario sarà per sempre in mezzo ad essi.» (Ezechiele 37:28)

YHWH Nissi: Yahweh è la mia bandiera. È il nome dato da Mosè a Dio dopo la vittoria sugli Amalekiti.

«E Mosè edificò un altare, al quale pose nome: ‘L’Eterno è la mia bandiera‘» (Esodo 17:15)

YHWH Ra’ah: Yahweh è il nostro pastore.

«L’Eterno è il mio pastore, nulla mi mancherà» (Salmo 23:1)

YHWH Shalom: Yahweh pace. È nome dato da Gedeone ad un altare da lui eretto in Ofrah, dopo che il Signore gli aveva affidato l’incarico di liberare Israele dai Madianiti.

«Allora Gedeone edificò quivi un altare all’Eterno, e lo chiamò ‘l’Eterno pace‘. Esso esiste anche al dì d’oggi a Ofra degli Abiezeriti.» (Giudici 6:24)

YHWH Rafah: Yahweh il tuo guaritore. Dio promette al suo popolo di essere il suo guaritore, a condizione che il suo popolo si impegni a fare ciò che egli ha prescritto.

«’Se ascolti attentamente la voce dell’Eterno, ch’è il tuo Dio, e fai ciò ch’è giusto agli occhi suoi e porgi orecchio ai suoi comandamenti e osservi tutte le sue leggi, io non ti manderò addosso alcuna delle malattie che ho mandate addosso agli Egiziani, perché io sono l’Eterno che ti guarisco‘.» (Esodo 15:26)

YHWH Shammah: Yahweh è là. È il nome dato da Ezechiele alla città del millennio.

«La circonferenza sarà di diciottomila cubiti. E, da quel giorno, il nome della città sarà: L’Eterno è quivi‘.» (Ezechiele 48:35)

YHWH Tsabaoth: Yahweh degli eserciti

«E quest’uomo, ogni anno, saliva dalla sua città per andare ad adorar l’Eterno degli eserciti e ad offrirgli de’ sacrifizi a Sciloh; e quivi erano i due figliuoli di Eli, Hofni e Fineas, sacerdoti dell’Eterno.» (1 Samuele 1:3)

YHWH Tsedakah: Yahweh la nostra giustizia

«Ai giorni d’esso, Giuda sarà salvato, e Israele starà sicuro nella sua dimora: e questo sarà il nome col quale sarà chiamato: ‘l’Eterno nostra giustizia‘.» (Geremia 23:6)

adonai

Adonai. È il plurale si Adon che significa: sovrano, signore padrone. Adon era usato nel contesto del maestro degli schiavi e del marito di una moglie. Esso indicava una relazione personale in due particolari contesti: uno di autorità e l’altro di amore. Tutte e due i contesti si possono applicare alla relazione esistente fra Dio e il suo popolo.

«E Abramo disse: ‘Signore, Eterno, che mi darai tu? poiché io me ne vo senza figliuoli, e chi possederà la mia casa è Eliezer di Damasco’» (Genesi 15:2)

«E dette loro quest’ordine: ‘Direte così ad Esaù, mio signore: Così dice il tuo servo Giacobbe: Io ho soggiornato presso Labano e vi sono rimasto fino ad ora; ho buoi, asini, pecore, servi e serve; e lo mando a dire al mio signore, per trovar grazia agli occhi tuoi’» (Genesi 32:4-5)

«Poiché a te son vòlti gli occhi miei, o Eterno, o Signore; in te mi rifugio, non abbandonare l’anima mia» (Salmo 141:8)

«L’Eterno ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra finché io abbia fatto de’ tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi.» (Salmo 110:1)

el

El. È la forma abbreviata di Elohim, e significa forza, potenza ed onnipotenza. Il nome El è usato in altre lingue semitiche, come ad esempio nella lingua cananea e caldea, e può riferirsi tanto al Dio vero come a falsi dèi

El Elohey Israel: Il potente Dio d’Israele

«Ed eresse quivi un altare, e lo chiamò El-Elohè-Israel» (Genesi 33:20)

El Elyon: Dio Altissimo. Il Dio che è esaltato al di sopra di tutto ciò che è chiamato Dio o dèi. Indica la sovranità di Dio sopra tutta la creazione.

«Ed egli benedisse Abramo, dicendo: ‘Benedetto sia Abramo dall’Iddio altissimo, padrone de’ cieli e della terra!» (Genesi 14:19)

El Olam: Dio d’eternità o Dio eterno

«E Abrahamo piantò un tamarindo a Beer-Sceba, e invocò quivi il nome dell’Eterno, l’Iddio della eternità.» (Genesi 21:33)

El Roi: Dio che vede.

« Allora Agar chiamò il nome dell’Eterno che le avea parlato, Atta-El-Roï, perché disse: ‘Ho io, proprio qui, veduto andarsene colui che m’ha vista?’» (Genesi 16:13)

El Shaddai: Dio Onnipotente. È il nome speciale con il quale Dio si rivelò ai patriarchi. El Shadday comporta l’idea di forza e di potenza. Questo nome ricorre 31 volte in Giobbe e 17 volte nel resto della Bibbia.

«Quando Abramo fu d’età di novantanove anni, l’Eterno gli apparve e gli disse: ‘Io sono l’Iddio onnipotente; cammina alla mia presenza e sii integro;» (Genesi 17:1)

«E Dio parlò a Mosè, e gli disse: ‘Io sono l’Eterno, e apparii ad Abrahamo, ad Isacco e a Giacobbe, come l’Iddio onnipotente; ma non fui conosciuto da loro sotto il mio nome di Eterno» (Esodo 6:2-3)

Note

[1]‘A mispronunciation (introduced by Christian theologians, but almost entirely disregarded by the Jews) of the Hebrew ‘YHWH’, the (ineffable) name of God (the tetragrammaton or ‘Shem ha-Meforash’). This pronunciation is gramattically impossible…’ (Jewish Encyclopedia, New York 1904, vol. VII citato da Giacinto Butindaro in I Testimoni di Geova, Roma 1998, pag. 101)

[2]Tratto dalla Enciclopedia Treccani alla voce «Yahweh» http://www.treccani.it/enciclopedia/yahweh/

Coloro che Dio cancellerà dal libro della vita

libro-della-vita-cancellazioneNel libro della legge – dopo che gli Israeliti si erano resi colpevoli di idolatria presso il monte Horeb e i Leviti avevano eseguito una strage nel campo per ordine di Mosè per punire gli idolatri – troviamo scritto: “Mosè dunque tornò all’Eterno e disse: ‘Ahimè, questo popolo ha commesso un gran peccato, e s’è fatto un dio d’oro; nondimeno, perdona ora il loro peccato! Se no, deh, cancellami dal tuo libro che hai scritto!’ E l’Eterno rispose a Mosè: ‘Colui che ha peccato contro di me, quello cancellerò dal mio libro!” (Esodo 32:31-33). Continua a leggere

La predeterminazione divina nella vita di Gesù Cristo

earth-space-fotoPer mostrarvi mediante le Scritture che tutte le cose avvengono per il determinato consiglio di Dio, vi parlerò di alcuni eventi verificatisi nella vita di Gesù Cristo, non prima però di avere affermato con forza che la venuta di Gesù Cristo in questo mondo fu decretata da Dio prima della fondazione del mondo, in quanto l’apostolo Pietro ci dice che “non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatovi dai padri, ma col prezioso sangue di Cristo, come d’agnello senza difetto né macchia, ben preordinato prima della fondazione del mondo, ma manifestato negli ultimi tempi per voi” (1 Pietro 1:18-20). E quindi, se l’Agnello di Dio fu da Dio preordinato ad essere offerto per compiere l’espiazione dei nostri peccati, ciò significa che la ribellione di Satana e la caduta dell’uomo non furono eventi che sconvolsero il piano di Dio, ma semmai eventi che facevano parte del piano di Dio, in quanto affinchè il peccato potesse entrare nel mondo era necessario che l’uomo fosse tentato da un essere spirituale malvagio (in quanto Dio non tenta alcuno e Lui stesso non è tentato da nessuno), che quindi doveva sorgere tra le creature celesti che Dio aveva creato. Non è chiaro?

Ma veniamo alla vita terrena di Gesù Cristo, cominciando dalla sua nascita. Gesù nacque da una vergine di nome Maria, quindi non nacque come tutti gli altri uomini, perché avvenne questo? Perché lo aveva prestabilito Dio ab eterno e rivelato per mezzo del profeta Isaia alcuni secoli prima che l’evento si verificasse (Isaia 7:14; Matteo 1:18-23). Chi può negare questo?

Quindi quando giunse il tempo stabilito da Dio, quella giovane vergine rimase incinta per virtù dello Spirito Santo e diede alla luce dopo nove mesi il Figliuolo di Dio. E lo diede alla luce non nella sua città, cioè Nazaret (perché Maria era di Nazaret), ma in un’altra città e cioè in Betleem. Questo evento si verificò in quel luogo perché Dio aveva prestabilito che accadesse in quel luogo e aveva rivelato la cosa per mezzo del profeta Michea (Michea 5:1; Matteo 2:1-6). Continua a leggere

Dio è malvagio?

Appearance_of_sky_for_weather_forecast,_Dhaka,_BangladeshOggi giorno molte persone, leggendo i diversi passi della Bibbia, accusano Dio di essere malvagio, misogino, folle ecc… Tutto questo perché uccide o castiga, mandando anche calamità naturali, gli uomini perché si danno ad ogni pratica contraria alla Legge Santa di Dio. Infatti il salmista, conoscendo Dio, affermò: «Certo, tu ucciderai l’empio, o Dio» (Salmo 139:19). La Bibbia è piena di giudizi di Dio contro la malvagità degli uomini. Uno fra tutti fu il Diluvio Universale.

«Il SIGNORE vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo. Il SIGNORE si pentì d’aver fatto l’uomo sulla terra, e se ne addolorò in cuor suo. E il SIGNORE disse: «Io sterminerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato: dall’uomo al bestiame, ai rettili, agli uccelli dei cieli; perché mi pento di averli fatti».(Genesi 6:5-7 – Nuova Riveduta)

Dio, avendo visto la malvagità degli uomini, si dispiacque[1] per aver fatto l’uomo. La conseguenza fu il Diluvio Universale, dove salvò otto anime, Noè e la sua famiglia. Per ulteriori approfondimenti visitate questo link http://www.lanuovavia.org/insegnamenti.castighi.html.

La Bibbia presenta un Dio che è pronto a punire gli uomini che trasgrediscono i suoi comandamenti. Purtroppo, nel corso dei secoli, ci sono state molte persone che hanno odiato il carattere di Dio. Presentando Dio come un essere spregevole e malvagio. Tutto questo perché si mette in atto la propria giustizia. Sicuramente giudicavano Dio basandosi sulla propria giustizia. Qui di seguito vi elencherò alcune di queste persone.

MARCIONE (85 – 160 d.C.)

Marcione, eretico del II secolo d.C., fu il fondatore in una setta chiamata «marcionismo». Marcione e i suoi seguaci sostenevano che il Dio ebraico è inconsistente, geloso, rabbioso e perpetratore di genocidi, e che il mondo materiale creato da lui è difettoso, un luogo pieno di sola sofferenza. Il creatore, per i marcioniti, doveva essere necessariamente un incompetente o un maligno demiurgo. Marcione si definiva un discepolo dell’apostolo Paolo, quindi un Cristiano. Essendo che l’Antico e il Nuovo Testamento, incluse le epistole di Paolo, parlano del Dio degli Ebrei che castiga i malvagi si redasse un proprio canone. Escluse dal suo canone tutto l’Antico Testamento e gran parte del Nuovo. Tenendosi il Vangelo di Luca e quasi tutte le epistole di Paolo. Però apportò delle modifiche, o meglio dei tagli, sia al Vangelo di Luca sia alle epistole di Paolo, perché c’erano numerose citazioni in favore dell’Antico Testamento.

HELENA PETROVNA BLAVATSKY (1831 – 1891)

La Blavatsky, massona, fu la fondatrice della setta gnostica chiamata ‘Teosofica’. Secondo la Blavatsky il Dio dell’Antico Testamento aveva mentito agli uomini per poterli sottomettere. Invece il serpente aveva cercato di liberarli offrendo la vera conoscenza, Gnosis in greco. Ecco perché adorano Lucifero, che la Bibbia chiama Satana e Diavolo. Lucifero è visto come colui che volle dare libertà all’uomo. Liberarlo da un Dio malvagio. Infatti la Blavasky, nel suo libro la Dottrina segreta, disse che “Adonai è il “dio malvagio” dell’antico testamento”.

ALBERT PIKE (1809 – 1891)

Albert Pike, fu un massone del 33° grado, Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio del R.S.A.A. (Rito Scozzese Antico e Accettato, un satanista e praticante di magia nera e autore del libro Morals and Dogma che è considerato ‘La Bibbia della Massoneria di Rito Scozzese’ ‘la cui lettura e il cui studio sono indispensabili per chi voglia essere un Maestro dell’Arte Reale nel senso più vero e profondo’ (Introduzione di Elvio Sciubba in Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2004, Vol. 1, pag. 17 citato da Giacinto Butindaro) Continua a leggere

Dialogo tra un Cristiano Fondamentalista ed un Arminiano

Conversation

Premessa

Il Cristiano Fondamentalista crede nella predestinazione e nelle perdita della salvezza. Quindi non è un calvinista. L’Arminiano è un pentecostale delle ADI. Il presente dialogo è un dialogo immaginario che però rispecchia il modo di ragionare degli arminiani delle ADI.

Dialogo

Cristiano Fondamentalista: «Gesù è stato crocifisso per volontà di Dio o di Satana?»

Arminiano: «per volontà di Dio!»

Cristiano Fondamentalista: «Allora i Giudei hanno fatto la volontà di Dio quando hanno fatto uccidere Gesù gridando a Pilato: «Crocifiggilo, Crocifiggilo!» (Luca 23:21)?

Arminiano: «No, che centra. I Giudei hanno peccato perché hanno ucciso un innocente».

Cristiano Fondamentalista: «Però se non ammazzavano quell’innocente il mondo non poteva ottenere la remissione dei peccati. E se era volontà di Dio, secondo il tuo ragionamento, i Giudei non dovrebbero avere alcuna colpa. Perché sta scritto: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è ne’ cieli.» (Matteo 7:21) Chi fa la volontà di Dio ENTRERÀ nel regno dei cieli.»

Arminiano: «Allora i Giudei, nonostante abbiano ucciso un innocente, sono in paradiso perché hanno fatto la volontà di Dio.»

Cristiano Fondamentalista: «Quindi Dio manda in paradiso delle persone che uccidono un innocente? Ma poi non hai letto le parole di Gesù che disse a Pilato: chi m’ha dato nelle tue mani, ha maggior colpa (Giovanni 19:11)? E le parole che gli apostoli rivolsero ai Giudei addossandogli la colpa dell’uccisione di Gesù?

Pietro disse al Sinedrio: «sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele che ciò è stato fatto nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che VOI avete crocifisso, e che Dio ha risuscitato dai morti» (Atti 4:10) E più avanti negli Atti, dopo che gli apostoli vengono liberati da un angelo dalla prigione, «il sommo sacerdote li interrogò, dicendo: Noi vi abbiamo del tutto vietato di insegnare in cotesto nome; ed ecco, avete riempita Gerusalemme della vostra dottrina, e volete trarci addosso il sangue di cotesto uomo.» (Atti 5:27-28) «Ma Pietro e gli altri apostoli, rispondendo, dissero: Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini. L’Iddio de’ nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi uccideste appendendolo al legno.» (Atti 5:29-30) Come puoi dire che i Giudei erano innocenti se Gesù prima e poi gli apostoli li accusarono di aver ucciso una vittima innocente?»

Arminiano: «Ci sono alcune cose nella Bibbia che sono difficili da capire. Sicuramente Dio si è usato dei Giudei per adempiere la Sua volontà.»

Cristiano Fondamentalista: «Quindi ammetti che ci sono cose difficili da capire nella Bibbia e che Dio si è usato dei Giudei per adempiere la sua volontà. La domanda sorge spontanea: Quindi, secondo te, Dio si è usato dei Giudei per adempiere la sua volontà e gli addossa la colpa a loro. Ma non credevi nel «libero arbitrio»? Quei Giudei non erano liberi di decidere? Che colpa hanno quei Giudei allora. È stato Dio ad ammazzare Gesù. Questo dovrebbe essere il tuo ragionamento da arminiano, visto che per te se uno crede che Dio predestina delle persone alla morte significa che Dio sia un burattinaio, sadico e ingiusto.»

L’arminiano inizia a dare delle risponde senza senso girando attorno sull’argomento.

Cristiano Fondamentalista: «l’uomo, nonostante sia predestinato all’inferno, è colpevole dinanzi a Dio. Il profeta Isaia disse che: «…piacque all’Eterno di fiaccarlo coi patimenti» (Isaia 53:10) e in altri passi c’è scritto che furono i Giudei a fare uccidere Gesù. Perché accadde tutto ciò? Perché si doveva adempiere la volontà di Dio, secondo che è scritto: …«in questa città, contro al tuo santo Servitore Gesù che tu hai unto, si sono raunati Erode e Ponzio Pilato, insiem coi Gentili e con tutto il popolo d’Israele, PER FAR TUTTE LE COSE CHE LA TUA MANO E IL TUO CONSIGLIO AVEANO INNANZI DETERMINATO che avvenissero.» (Atti 4:27-28) Cosa vuol dire: PER FAR TUTTE LE COSE CHE LA TUA MANO E IL TUO CONSIGLIO AVEANO INNANZI DETERMINATO che avvenissero? Vuol dire che Dio aveva determinato, secondo il suo consiglio, che i Giudei e i Gentili (romani) si riunissero per uccidere Gesù. Tutto questo perché aveva preordinato la morte e risurrezione di Gesù. Infatti Pietro disse: «sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatovi dai padri, ma col prezioso sangue di Cristo, come d’agnello senza difetto né macchia, PREORDINATO prima della fondazione del mondo, ma manifestato negli ultimi tempi per voi» (1Pietro 1:18-20)

Arminiano: «Ma allora perché Dio si lamenta ancora trovando colpa in noi?

Cristiano Fondamentalista: «Piuttosto, o uomo, chi sei tu che replichi a Dio? La cosa formata dirà essa a colui che la formò: Perché mi facesti così? Il vasaio non ha egli potestà sull’argilla, da trarre dalla stessa massa un vaso per uso nobile, e un altro per uso ignobile? E che v’è mai da replicare se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta longanimità de’ vasi d’ira preparati per la perdizione, e se, per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso de’ vasi di misericordia che avea già innanzi preparati per la gloria, li ha anche chiamati (parlo di noi) non soltanto fra i Giudei ma anche di fra i Gentili?» (Romani 9:20-24)

Conclusione

Questo dialogo immaginario è stato scritto per rispondere agli attacchi di quanti ci giudicano che siamo gente in contraddizione. Tutto ciò viene dal fatto che crediamo sia nelle predestinazione (Sovranità di Dio) sia nella possibilità di perdere la salvezza (responsabilità dell’uomo). Purtroppo, molti evangelici, usano la «logica» dei Testimoni di Geova, anziché quella di Dio. I Testimoni di Geova giudicano i trinitari di credere in una dottrina contraddittoria in quanto Gesù, nonostante sia Dio, è distinto dal Padre. La loro «logica» non riesce a conciliare le due cose. La Bibbia, essendo che è la Parola di Dio, segue, giustamente, la logica di Dio e non quella dell’uomo. Altrimenti sarebbe parola dell’uomo anziché di Dio. La Sovranità di Dio e la responsabilità dell’uomo sono due facce della stessa medaglia. La Sovranità di Dio mostra le cose dal punto di vista di Dio. La responsabilità dell’uomo mostra le cose dal punto di vista dell’uomo. È semplice. La stessa cosa si può osservare con il moto del sole. L’uomo, guardando il sole dalla terra, dice che sorge o tramonta. Dio, guardando il sole dal terzo cielo, dice che è la terra che gira attorno il sole. 

Gian Michele Tinnirello

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Le autorità superiori

Busto di Tiberio Giulio Cesare, Museo Archeologico di Venezia

La sottomissione alle autorità

È scritto: “Ogni persona sia sottoposta alle autorità superiori; perchè non v’è autorità se non da Dio; e le autorità che esistono, sono ordinate da Dio; talchè chi resiste all’autorità, si oppone all’ordine di Dio; e quelli che vi si oppongono, si attireranno addosso una pena…” (Rom. 13:1,2).

Fratelli, le autorità che esistono in questa nazione (come anche nelle altre) sono stabilite da Dio e noi ci dobbiamo sottoporre ad esse; non importa di quale corrente politica esse siano, noi dobbiamo onorarle e mostrarci leali e rispettosi nei loro confronti. Pietro scrisse: “Siate soggetti, per amore del Signore, ad ogni autorità creata dagli uomini…” (1 Piet. 2:13), ciò significa che chi ama il Signore si deve sottoporre alle autorità e non deve mostrarsi nè sleale e nè irriverente in verso di esse affinchè, il nome del Signore che lui ama, non venga biasimato. Paolo disse: “Rendete a tutti quel che dovete loro: il tributo a chi dovete il tributo; la gabella a chi la gabella; il timore a chi il timore; l’onore a chi l’onore” (Rom. 13:7); ogni autorità ordinata da Dio deve essere onorata e temuta, e per ciò che ci riguarda, noi, come cittadini di questa nazione, dobbiamo onorare il Presidente della Repubblica, i deputati e i senatori, i ministri del governo, le forze dell’ordine, quali Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, e poi i giudici, i magistrati, i sindaci, gli assessori e i consiglieri comunali e qualunque altra autorità ordinata da Dio. L’autorità comanda ai cittadini di pagare i tributi (cioè le tasse) e questi devono essere dati all’autorità, perchè è scritto di dare “il tributo a chi il tributo” (Rom. 13:7) e perchè il Signor Gesù ha detto: “Rendete dunque a Cesare quel ch’è di Cesare” (Luca. 20:25). Oltre al tributo, anche la gabella (che è il diritto che il Comune e lo Stato esigono per l’introduzione di certe merci nel loro territorio o per il consumo di esse) deve essere pagata all’autorità preposta a riscuoterla. Quando Gesù cominciò anch’egli ad insegnare, Israele era sotto la dominazione romana; l’imperatore era Tiberio Cesare, il governatore della Giudea era Ponzio Pilato, e il tetrarca della Galilea era Erode (quell’Erode che aveva sposato la moglie di Filippo suo fratello), ma Gesù (che era Giudeo quanto alla carne) non istigò mai le turbe a ribellarsi alle autorità, non vietò mai di pagare i tributi a Cesare (benchè sapesse che parte dei tributi sarebbero stati impiegati per il mantenimento dell’esercito romano), non capeggiò nessuna fazione politica contro le autorità romane che governavano allora, e quando si trovò di fronte a Ponzio Pilato e ad Erode non ardì ingiuriarli e non si mostrò neppure irriverente in verso loro, ma mostrò loro il dovuto rispetto; Gesù Cristo ci ha lasciato l’esempio in ogni cosa onde seguiamo le sue orme, quindi faremo bene a stare soggetti alle autorità, a onorarle ed a pregare per loro affinchè Dio le salvi, le aiuti a governare con giustizia e le protegga, “affinchè possiamo menare una vita tranquilla e quieta, in ogni pietà e onestà” (1 Tim. 2:2). Continua a leggere

La volontà dell’uomo e quella di Dio

img“E Giuseppe disse ai suoi fratelli: ‘Deh, avvicinatevi a me!’ Quelli s’avvicinarono, ed egli disse: ‘Io son Giuseppe, vostro fratello, che voi vendeste perché fosse menato in Egitto.” (Genesi 45:4)

“Ma Dio mi ha mandato dinanzi a voi, perché sia conservato di voi un resto sulla terra, e per salvarvi la vita con una grande liberazione. Non siete dunque voi che m’avete mandato qua, ma è Dio; egli m’ha stabilito come padre di Faraone, signore di tutta la sua casa, e governatore di tutto il paese d’Egitto.” (Genesi 45:7, 8)

Giuseppe, figlio di Giacobbe, fu venduto dai suoi fratelli a dei madianiti per invidia. Furono loro a decidere la vendita del proprio fratello con il loro ‘libero arbitrio’. I Madiani vendettero Giuseppe come schiavo in Egitto ad un certo Potifar. Poi venne incarcerato ingiustamente a causa delle false accuse della moglie di Potifar. E dopo due anni di prigionia divenne governatore di tutto l’Egitto. Era secondo solo a Faraone. Giuseppe, sicuramente, guardando la sua vita, capì che era stato Dio ha mandarlo in Egitto. Riconobbe che Dio porta sempre a compimento il suo piano. E lo fa mettendo in cuore alle persone il suo disegno affinché quella cosa che Dio aveva decretata avvenga.

Passarono molti anni, quasi 15, tra la vendita di Giuseppe e l’incontro con i suoi fratelli. Tutto fu guidato da Dio. Dio agisce in questo modo. Sembra che tutto non sia sotto il suo controllo. Poi, dopo molti anni, il credente riconosce che l’Eterno ha diretto i suoi passi. Infatti la sapienza dice: “Il cuor dell’uomo medita la sua via, ma l’Eterno dirige i suoi passi” (Proverbi 16:9). Ecco perché Gesù disse che senza il volere di Dio non cade nemmeno un passero a terra (cfr. Matteo 10:29). Dinanzi a tale verità, il cuore del credente è fidente in Dio e non si preoccupa del domani.

Gian Michele Tinnirello

Lo vedi anche tu come lo vedo io?

Man-under-tree-300x199Il proponimento dell’elezione di Dio lo si vede chiaramente non solo nella Bibbia, ma anche nella propria vita. Se ognuno di noi infatti va a ritroso con la sua mente vedrà che Dio ha guidato i suoi passi in maniera perfetta e mirabile per portarlo a Cristo, quando lui ancora camminava nelle tenebre senza sapere dove andava. Io quando scoprii nella Bibbia il proponimento dell’elezione di Dio, mi misi a fare questo, e non solo, mi feci raccontare dai miei genitori ed anche da mia nonna (la madre di mio papà), cose che riguardavano la loro vita prima che essi si convertissero e quindi di un tempo precedente al mio concepimento. E mettendo assieme il tutto sono arrivato a questa conclusione, e cioè che “non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia” (Romani 9:16) in quanto Dio ha detto a Mosè: “Farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19). Per quanto mi riguarda quindi posso anzi devo dire che sono salvato perché Dio ha voluto salvarmi nella Sua grande misericordia, in quanto mi ha eletto a salvezza fin dal principio. A Lui quindi voglio dare la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen

Giacinto Butindaro

Fonte: http://giacintobutindaro.org/

Le decisioni dell’assemblea di Gerusalemme

Nel libro degli Atti degli apostoli è scritto quanto segue: “Or alcuni, discesi dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: Se voi non siete circoncisi secondo il rito di Mosè, non potete esser salvati. Ed essendo nata una non piccola dissensione e controversia fra Paolo e Barnaba, e costoro, fu deciso che Paolo, Barnaba e alcuni altri dei fratelli salissero a Gerusalemme agli apostoli ed anziani per trattar questa questione. Essi dunque, accompagnati per un tratto dalla chiesa, traversarono la Fenicia e la Samaria, raccontando la conversione dei Gentili; e cagionavano grande allegrezza a tutti i fratelli. Poi, giunti a Gerusalemme, furono accolti dalla chiesa, dagli apostoli e dagli anziani, e riferirono quanto grandi cose Dio avea fatte con loro. Ma alcuni della setta de’ Farisei che aveano creduto, si levarono dicendo: Bisogna circoncidere i Gentili, e comandar loro d’osservare la legge di Mosè. Allora gli apostoli e gli anziani si raunarono per esaminar la questione. Ed essendone nata una gran discussione, Pietro si levò in piè, e disse loro: Fratelli, voi sapete che fin dai primi giorni Iddio scelse fra voi me, affinché dalla bocca mia i Gentili udissero la parola del Vangelo e credessero. E Dio, conoscitore dei cuori, rese loro testimonianza, dando lo Spirito Santo a loro, come a noi; e non fece alcuna differenza fra noi e loro, purificando i cuori loro mediante la fede. Perché dunque tentate adesso Iddio mettendo sul collo de’ discepoli un giogo che né i padri nostri né noi abbiam potuto portare? Anzi, noi crediamo d’esser salvati per la grazia del Signor Gesù, nello stesso modo che loro. E tutta la moltitudine si tacque; e stavano ad ascoltar Barnaba e Paolo che narravano quali segni e prodigi Iddio aveva fatto per mezzo di loro fra i Gentili. E quando si furon taciuti, Giacomo prese a dire: Fratelli, ascoltatemi. Simone ha narrato come Dio ha primieramente visitato i Gentili, per trarre da questi un popolo per il suo nome. E con ciò s’accordano le parole de’ profeti, siccome è scritto: Dopo queste cose io tornerò e edificherò di nuovo la tenda di Davide, che è caduta; e restaurerò le sue ruine, e la rimetterò in piè, affinché il rimanente degli uomini e tutti i Gentili sui quali e invocato il mio nome, cerchino il Signore, dice il Signore che fa queste cose, le quali a lui son note ab eterno. Per la qual cosa io giudico che non si dia molestia a quelli dei Gentili che si convertono a Dio; ma che si scriva loro di astenersi dalle cose contaminate nei sacrifici agl’idoli, dalla fornicazione, dalle cose soffocate, e dal sangue. Poiché Mosè fin dalle antiche generazioni ha chi lo predica in ogni città, essendo letto nelle sinagoghe ogni sabato. Allora parve bene agli apostoli e agli anziani con tutta la chiesa, di mandare ad Antiochia con Paolo e Barnaba, certi uomini scelti fra loro, cioè: Giuda, soprannominato Barsabba, e Sila, uomini autorevoli tra i fratelli; e scrissero così per loro mezzo: Gli apostoli e i fratelli anziani, ai fratelli di fra i Gentili che sono in Antiochia, in Siria ed in Cilicia, salute. Poiché abbiamo inteso che alcuni, partiti di fra noi, vi hanno turbato coi loro discorsi, sconvolgendo le anime vostre, benché non avessimo dato loro mandato di sorta, è parso bene a noi, riuniti di comune accordo, di scegliere degli uomini e di mandarveli assieme ai nostri cari Barnaba e Paolo, i quali hanno esposto la propria vita per il nome del Signor nostro Gesù Cristo. Vi abbiam dunque mandato Giuda e Sila; anch’essi vi diranno a voce le medesime cose. Poiché è parso bene allo Spirito Santo ed a noi di non imporvi altro peso all’infuori di queste cose, che sono necessarie; cioè: che v’asteniate dalle cose sacrificate agl’idoli, dal sangue, dalle cose soffocate, e dalla fornicazione; dalle quali cose ben farete a guardarvi. State sani. Essi dunque, dopo essere stati accomiatati, scesero ad Antiochia; e radunata la moltitudine, consegnarono la lettera. E quando i fratelli l’ebbero letta, si rallegrarono della consolazione che recava. E Giuda e Sila, anch’essi, essendo profeti, con molte parole li esortarono e li confermarono” (Atti 15:1-32). Continua a leggere

Saulo cadde da cavallo?

Caravaggio-The_Conversion_on_the_Way_to_DamascusSarà probabilmente capitato anche a voi di sentire dire a dei credenti che la Bibbia afferma che quando Gesù apparve a Saulo sulla via di Damasco, Saulo cadde da cavallo. Ebbene, dovete sapere che nel libro degli Atti, non c’è alcun accenno ad una sua caduta da cavallo. C’è solo scritto: “Ed ESSENDO CADUTO IN TERRA, udì una voce che gli diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?” (Atti 9:4), e: “Or avvenne che mentre ero in cammino e mi avvicinavo a Damasco, sul mezzogiorno, di subito dal cielo mi folgoreggiò d’intorno una gran luce. CADDI IN TERRA, e udii una voce che mi disse: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?” (Atti 22:6-7), ed anche: “Io vidi, o re, per cammino a mezzo giorno, una luce dal cielo, più risplendente del sole, la quale lampeggiò intorno a me ed a coloro che viaggiavan meco. ED ESSENDO NOI TUTTI CADUTI IN TERRA, udii una voce che mi disse in lingua ebraica: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Ei t’è duro di ricalcitrar contro gli stimoli” (Atti 26:13-14). Da dove viene fuori allora questa caduta a terra da cavallo? Dalla tradizione, che vuole che la caduta sia avvenuta da cavallo.
Prima dunque di dire: «la Bibbia dice che ….», è bene accertarsi che la Bibbia lo dica.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Foto: la «Conversione di San Paolo», dipinto di Caravaggio (1600-1601, attualmente conservato nella Basilica di Santa Maria del Popolo a Roma), che ha contribuito a diffondere l’idea che Saulo cadde da cavallo.

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