La teoria dell’evoluzione sia del pianeta terra che dell’uomo non è assolutamente compatibile con ciò che insegna la Bibbia, perché la teoria dell’evoluzione oltre che a sostenere che non ci fu nessun atto creativo da parte di Dio dal quale venne fuori l’universo, sostiene che il pianeta terra si è evoluto nell’arco di miliardi di anni fino a diventare quello che è adesso, e che l’essere umano all’inizio era una scimmia (o un bruto) e poi si è evoluto nell’arco di miliardi di anni fino a diventare l’essere che oggi si conosce. E tutto ciò va apertamente contro la Parola di Dio che afferma che è Dio che ha creato i cieli, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi: “Signore, tu sei Colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi” (Atti 4:24); tutte queste cose quindi non sono venute fuori in seguito ad una esplosione accidentale (il cosiddetto ‘big bang’) verificatasi nel cosmo.
Tutte queste cose poi furono create tali e quali a come noi le conosciamo oggi nell’arco di sei giorni di ventiquattro ore, tale fu il tempo che durò tutta la creazione (cfr. Gen. 1:1-31; 2:1-3; Es. 20:11). In merito all’uomo, creatura di Dio, la Parola di Dio dice che esso fu fatto ad immagine e somiglianza di Dio il sesto giorno, con la capacità di parlare, sentire, ragionare, fare delle scelte, dare i nomi agli animali dei campi, agli uccelli del cielo, e a tutto il bestiame (cfr. Gen. 1:27; 2:7-20). Questo esclude che l’uomo all’inizio possa essere stato una scimmia o un bruto e sia diventato quell’essere intelligente che noi sappiamo essere dopo un evoluzione di milioni o di miliardi di anni che dir si voglia. Leggi l’articolo completo →
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