Il presunto errore nel Vangelo di Luca sul censimento di Quirino

quirinius

Publio Sulpicio Quirinio

Frederick Fyvie Bruce, nel suo libro “Possiamo fidarci del Nuovo Testamento?, a proposito del Censimento di Quirino nel Vangelo di Luca, scrive:

In riferimento in Luca 2:2 a Quirino come governatore di Siria al tempo della nascita di Cristo (prima della morte di Erode il Grande nel 4 a. C.), è stato spesso ritenuto un errore perché si sa che Quirino divenne legato imperiale di Siria nell’anno 6 D.C.(Giuseppe Flavio, Antichità Giudaiche XVIII.I,1), ed ebbe la supervisione, in quello stesso anno, del censimento menzionato in Atti 5:37, che provocò l’insurrezione guidata da Giuda il galileo. Oggi, però, è ampiamente accettato che un censimento precedente, come descritto in Luca 2:1ss,

(a) potrebbe essere avvenuto durante il regno di Erode il Grande,
(b) potrebbe aver costretto ciascuno a tornare nella propria terra natia,
(c ) potrebbe aver fatto parte di un censimento di tutto l’impero,
(d) potrebbe essere avvenuto durante un precedente governatorato di Quirino in Siria.

(a) Giuseppe Flavio ci informa che verso la fine del regno di Erode (37-4 a.C.) l’imperatore Augusta lo trattò più come subordinato che come amico (Ibid. XVI.9,3), e che tutta la Giudea fece voto di obbedienza ad Augusto come Erode (Ibid. XVII.2,4). L’effettuazione di un censimento imperiale in un regno vassallo (come era la Giudea durante il regno di Erode) non è un eccezione; durante il regno di Tiberio fu imposto un censimento al regno vassallo di Antioco, nell’est dell’Asia Minore (Tacitus, Annales VI.41).

(b) L’obbligo fatto a ciascuna persona di registrarsi nel proprio domicilio di origine, che costrinse Giuseppe a ritornare a Betlemme, è stato illustrato da un editto nel 104 d.C. in cui C. Vibius Maximus, prefetto romano dell’Egitto, ne dà notizia in questo modo: “Siccome deve iniziare l’ascrizione per casate, è necessario notificare a tutti quelli che, per qualunque motivo, siano lontani dalla loro area amministrativa, di tornare a casa, alfine di adempiere alle regole abituali del censimento, e di rimanere poi nelle loro terre” (Cfr. A. Deissmann, Light from the ancient East, trad. dal ted., Hodder and Stoughton, Londo, 1927, p. 270ss.)

(c) Vi sono prove sparse di censimenti effettuati in varie parti dell’impero tra gli anni 11 e 8 a.C., che terminano praticamente col papiro proveniente dall’Egitto, sopra citato.

(d) Vi sono parecchie iscrizioni attestanti che quado Quirino iniziò il suo ufficio in Siria, nell’anno 6 d.C., era la seconda volta che fungeva da legato imperiale. La prima volta fu quando comandò una spedizione contro gli Homanadensiani, una tribù delle montagne dell’Asia Minore, all’incirca tra il 12 e il 6 a.C. Ma le prove non dicono espressamente in quale provincia egli fu legato imperiale in questo periodo. Sir William Ramsey proponeva che fosse la provincia di Siria (The bearing of recent discovery, op. cit., p. 275ss.). Abbiamo comunque un resoconto ininterrotto di quegli anni relative ai governatori della Siria, e in esso non troviamo Quirino; Ramsay suggeriva che egli ricevette l’icarico di legato straordinario aggiunto, per scopi militari. Per contro, ci sono buone ragioni per credere che il suo primo incarico nell’ufficio di legato imperiale fosse espletato in Galazia, e non in Siria (R. Syme, “Galatia and Pamphylia under August”, Klio XXVII (1934), p 122). Il problema non ha ancora una soluzione definitiva, ma è consigliabile seguire quei commentatori e filologi che traducono Luca 2:2 in questo modo: “Questo censimento avvenne prima di quello che Quirinio, governatore della Siria, fece” (Cfr N. Turner, Grammatical insights into the New Testament, T. & T. Clark, Edinburgh, 1965, p. 23-24. Alcuni studiosi seguendo così Tertulliano cambierebbero “Quirino” con “Saturnino”, che fu legato imperiale di Siria negli anni 8-6 a.C. (Adv. Marc. IV.19))

F.F. BRUCE, Possiamo fidarci del Nuovo Testamento?, Luglio 2006, GBU, pag. 101, 102

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Simbologia occulta-massonica sull’edificio di culto della Chiesa ADI di Torino

Faccio sapere ai fratelli che si recano al locale di culto costruito dalla Chiesa ADI di Torino, sito in via Spalato N. 9/B, locale di culto dedicato nel 2006 (vedi foto sotto), che sulla sua facciata c’è una simbologia occulta-massonica. Mi riferisco al simbolo delle tre porte, chiamato ‘Trittico’, che ‘è il simbolo principale di una avanzata Religione Universale che in antichità è stata condivisa a livello globale, soprattutto dalle culture che costruivano piramidi’.

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Al fine di comprendere bene cosa rappresenta questo trittico (ed il rosone che si trova sopra la porta centrale, cosa questa da non sottovalutare), vi invito a leggere questo studio. E una volta letto vi assicuro che avrete l’ennesima conferma che nelle ADI esiste uno spirito massonico che promuove di soppiatto i diabolici principi della Massoneria, usandosi anche di simboli. Cosa questa che ho già ampiamente dimostrato nel mio libro‘La Massoneria smascherata’ uscito a dicembre 2012 e che vi invito quindi a leggere attentamente. Per cui, fratelli nel Signore, vi rinnovo l’esortazione ad uscire e separarvi dalle ADI. Continua a leggere

Geova è il nome di Dio? Cosa insegnano i Testimoni di Geova?

tetragramma

Il nome di Dio in lettere ebraiche YHWH

Il nome di Dio

La dottrina dei Testimoni di Geova. I Testimoni di Geova affermano che il nome personale di Dio è Geova: ‘Il nome ‘Geova’ è un verbo ebraico e significa letteralmente ‘Egli è causa di esistenza’, cioè agisce per un proposito. Rivelò in una maniera particolare questo nome a Mosè allorché espose il Suo proposito relativamente al suo popolo eletto, che si trovava allora sotto la schiavitù d’Egitto’ (Sia Dio riconosciuto verace, pag. 31). Il nome Geova ‘è la più nota forma italiana del nome divino’ (Perspicacia nello studio delle Scritture, vol. I, pag. 1023) ossia YHWH, il tetragramma – dal greco tetra ‘quattro’, e gramma ‘lettera’ -, il nome di Dio in ebraico. I Testimoni di Geova riconoscono però che ‘gli ebraicisti in genere preferiscono ‘Yahweh’ ritenendola la pronuncia più probabile’ (op. cit., pag. 1025). Tuttavia, essi dicono, ‘non sembra che ci sia alcuna ragione per abbandonare la nota forma italiana ‘Geova’ a favore di qualche altra forma suggerita’ (ibid., pag. 1025). Ma allora è solo una questione di pronuncia dato che essi preferiscono pronunciare il Tetragramma sacro YHWH ‘Geova’ anziché ‘Yahweh’? No, non è semplicemente una questione di pronuncia. C’è qualcosa di più. I Testimoni di Geova accusano sia i Cattolici che i Protestanti di avere privato il popolo della conoscenza del nome di Dio, perché lo avrebbero tolto dalle varie traduzioni della Bibbia da loro fatte. ‘Il nome di Dio è dunque GEOVA. Ma molti che professano di adorare Dio hanno mancato di rispetto verso tale nome. Alcuni lo hanno perfino tolto dalle loro traduzioni della Bibbia, sostituendolo con i titoli ‘Signore’ e ‘Dio’. Questa pratica non solo nasconde l’illustre nome di Dio, ma anche confonde il Signore Geova con il Signore Gesù Cristo e con altri ‘signori’ e ‘dei’ a cui la Bibbia si riferisce’ (‘Venga il tuo regno’, Stampato nella Rep. Fed. di Germania 1981, pag. 16-17), ed ancora: ‘Pertanto, facendo le moderne traduzioni della Bibbia, i teologi e i traduttori della cristianità preferiscono abbandonare il Tetragramma o il più comprensibile Geova o Yahweh e sostituirlo con qualche espressione che suona più neutrale come Signore’ (La Torre di Guardia, 15 aprile 1969, pag. 250). Questo costituisce una profanazione del nome di Dio, cosa che va contro le parole che Gesù disse di dire a Dio: “Sia santificato il tuo nome” (Matt. 6:9). Che hanno fatto dunque i Testimoni di Geova? Hanno ritenuto opportuno rimettere al suo posto il Tetragramma, che in base ai loro calcoli nella Bibbia ricorrerebbe circa 7.000 volte. Nell’Antico Testamento, da loro chiamato anche Scritture Ebraiche, ‘il nome, raffigurato da queste quattro consonanti ebraiche compare, complessivamente, 6823 volte’ (Sia Dio riconosciuto verace, pag. 23), nel Nuovo Testamento, da loro chiamato anche Scritture Greche Cristiane, invece compare 237 volte. Per quanto riguarda i motivi con cui spiegano la mancanza del Tetragramma sia nei manoscritti dell’Antico Testamento che in quelli del Nuovo essi sono i seguenti. ‘Le Scritture Ebraiche furono per la prima volta tradotte in greco verso il 285-247 a.C; ma fin da qualche tempo prima gli Ebrei incominciarono ad evitare di pronunziare questo nome nel timore superstizioso di nominarlo invano. Perciò ogni qualvolta giungevano al nome, pronunziavano in sua vece la parola Adonai (Signore) o Elohim (Dio). Nel fare quindi la prima traduzione in greco, conosciuta come la Versione dei Settanta (LXX) i traduttori seguirono l’uso ebraico e sostituirono nella loro versione greca i sopraddetti nomi nel designare il nome di Dio’ (op. cit., pag. 23) [1]. ‘Perché allora il nome non compare nei manoscritti delle Scritture Greche Cristiane, il cosiddetto Nuovo Testamento, che ci sono pervenuti? Evidentemente perché quando furono fatte quelle copie (dal III secolo E.V in poi) il testo originale degli scritti degli apostoli e dei discepoli era già stato alterato. Quindi copisti successivi devono avere sostituito il nome divino nella forma del Tetragramma con Kyrios e Theos…’ (Perspicacia nello studio delle Scritture, vol. I, pag. 1028). Stando così le cose per il Nuovo Testamento, secondo la Torre di Guardia, i loro traduttori hanno ritenuto opportuno di rimettere il Tetragramma, nella forma di Geova, al suo posto. E si vantano di avere fatto ciò: ‘Una traduzione che ripristina coraggiosamente il nome di Dio su solide basi è la Traduzione del Nuovo Mondo delle Scritture Greche Cristiane’ (Il nome divino che durerà per sempre, pag. 27). Ecco dunque perché hanno rimpiazzato Kyrios ‘Signore’, o Theos ‘Dio’ con Geova in ben 237 casi. Oltre a tutto ciò i Testimoni di Geova sostengono che per stabilire una relazione personale con Dio occorre conoscere e usare il suo nome: ‘Conoscere e usare il nome di Dio è l’unico modo per avvicinarsi a Dio e stabilire con lui una relazione personale’ (La Torre di Guardia, 15 ottobre 1982, pag. 31); ‘L’unico modo in cui uno può avvicinarsi a Dio e avere una relazione personale con lui è di conoscerlo per nome, Yahweh o Geova, e di imparare a usare rispettosamente tale nome nell’adorarlo’ (La Torre di Guardia, 1 maggio 1982, pag. 9). Questo spiega il perché essi si danno tanto da fare per fare conoscere il nome Geova alle persone perché solo in questa maniera esse possono instaurare un rapporto personale con Dio. Solo in questa maniera esse possono essere salvate: ‘Se volete ottenere la salvezza, anche voi, dovete conoscere e onorare il nome di Dio’ (La verità che conduce alla vita eterna, pag. 127); ‘Perché coloro che non lo usano non possono essere identificati con quelli che Dio sceglie come ‘popolo per il suo nome’ (Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, pag. 44). Facendo questa opera di divulgazione del nome Geova essi ritengono di seguire l’esempio di Cristo che disse: “Ed io ho fatto loro conoscere il tuo nome, e lo farò conoscere” (Giov. 17:26). ‘Gesù fece conoscere ad altri il nome di Dio, Geova…’ (Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, pag. 184).

Confutazione

Innanzi tutto riteniamo di dover parlare, seppur brevemente, dell’origine della parola italiana Geova.

Il nome di Dio era scritto in ebraico con le sole consonanti YHWH, il Tetragramma appunto, e ad un certo punto, siccome si era diffusa fra gli Ebrei l’idea che fosse sbagliato anche solo pronunciare il nome di Dio (sul periodo in cui si affermò questa idea c’è grande incertezza e le idee tra gli studiosi variano), il Tetragramma cominciò ad essere normalmente letto Adonay (Signore), o Elohim (Dio) [2] nel caso in cui il Tetragramma era già preceduto da Adonay, per evitare la ripetizione di quest’ultimo termine. Sulle quattro consonanti che formano il Tetragramma vennero poste le vocali di Adonay in maniera che quando il lettore capitava sul Tetragramma pronunciava Adonay. Tra il V e l’VIII secolo dopo Cristo i Masoreti (un gruppo di copisti ebrei) vocalizzarono il Tetragramma con le vocali di Adonay cioè a o a, solo che la prima a, per una legge fonetica ebraica divenne e con le nuove consonanti. Ecco così che il Tetragramma fu reso Ye -Ho -Wa- H. Così il nome di Dio YHWH, nella lingua ebraica, divenne YEHOWAH [3]. Bisogna dire però che gli Ebrei non accettano questa pronuncia del nome di Dio, perché ritengono che la pronuncia più corretta del Tetragramma sia YAHWEH. Nella Jewish Encyclopedia per esempio alla voce ‘Jehovah’ si legge: ‘A mispronunciation (introduced by Christian theologians, but almost entirely disregarded by the Jews) of the Hebrew ‘YHWH’, the (ineffable) name of God (the tetragrammaton or ‘Shem ha-Meforash’). This pronunciation is gramattically impossible…’ (Jewish Encyclopedia, New York 1904, vol. VII), ossia: ‘Una pronuncia scorretta (introdotta da teologi cristiani ma quasi interamente trascurata dagli Ebrei) dell’Ebraico ‘YHWH’ il nome (ineffabile) di Dio (il tetragramma o ‘Shem ha-Meforash’). Questa pronuncia è grammaticalmente impossibile…’. Geova è l’adattamento italiano della forma distorta YEHOWAH del nome ebraico di Dio. Geova è quindi in realtà una parola fittizia. Ma come abbiamo anche visto i Testimoni di Geova muovono delle accuse contro i traduttori delle Bibbie perché hanno omesso di mettere il Tetragramma o almeno Yahweh tutte le volte che esso ricorre sia nell’Antico Testamento che nel Nuovo. A questo proposito diciamo le seguenti cose. Per quanto riguarda le Scritture dell’Antico Patto, senza voler entrare a discutere se le prime versioni della Settanta contenevano o meno il Tetragramma ebraico, diciamo che sarebbe stato opportuno che i moderni traduttori degli Scritti dell’Antico Patto si attenessero scrupolosamente agli originali ebraici e quindi che mettessero Yahweh, che è la pronuncia corretta del Tetragramma ebraico, o almeno il suo significato che è ‘Colui che è’ dove appunto c’era il Tetragramma [4]. Per quanto riguarda invece gli Scritti del Nuovo Testamento le cose sono differenti, perché non c’è la benché minima prova che negli originali c’era per ben 237 volte il Tetragramma e che i copisti l’hanno rimpiazzato con Signore e con Dio, infatti tra le molte copie in greco del Nuovo Testamento non c’è nessuna copia in cui compare il Tetragramma. Qui veramente occorre dire che l’immissione della parola Geova da parte dei ‘traduttori’ della Nuovo Mondo è stato un atto non coraggioso, ma presuntuoso (Come vedremo in appresso, in alcuni casi l’immissione di Geova al posto di Signore ha avuto lo scopo di non fare credere che Gesù Cristo è Dio. Altro dunque che ripristinare il nome divino al suo posto hanno fatto quei traduttori!!). Stando dunque così le cose a riguardo degli Scritti del Nuovo Testamento, cioè che originariamente in nessuno di essi in qualche luogo al posto di Signore (Kyrios) o Dio (Theos) compariva il Tetragramma, va fatta questa doverosa osservazione. Quantunque molti traduttori dell’Antico Patto al posto del Tetragramma abbiano messo, a secondo dei casi, ‘Signore’ o ‘Dio’, il fatto che diversi versetti dell’Antico Patto (dove è menzionato il sacro Tetragramma) quando sono citati nel Nuovo Testamento vengono citati con ‘Signore’ al posto del Tetragramma [5], fa capire che ai giorni di Gesù e degli apostoli pronunciare a voce o scrivere al posto del Tetragramma (presente in molti versi dell’Antico Patto) il nome Signore era una cosa comune e normale che non costituiva affatto un offesa o un oltraggio al nome di Dio. Dopo avere dunque dimostrato che la parola Geova è una parola fittizia e che la sua immissione negli Scritti dell’Antico Testamento al posto del Tetragramma non costituisce un qualcosa di lodevole perché semmai i ‘traduttori’ della Nuovo Mondo avrebbero dovuto mettere ‘Yahweh’ e non ‘Geova’ [6], e che la sua immissione nel Nuovo Testamento è stata presunzione, qualcuno domanderà: che cosa bisogna rispondere dunque ai Testimoni di Geova quando ci domandano come si chiama Dio? Per attenersi scrupolosamente alla Scrittura occorrerebbe ripetergli il Tetragramma YHWH la cui pronuncia è Yahweh, cioè Colui che è. Egli è l’Io sono quegli che sono come disse a Mosè (cfr. Es. 3:14) [7] e l’Iddio di Abrahamo, l’Iddio di Isacco e l’Iddio di Giacobbe. Per esperienza so che quando gli si risponde in questa maniera i Testimoni di Geova rimangono meravigliati e compiaciuti di trovare finalmente qualcuno che ‘conosce’ il nome di Dio. E quindi non insistono più di tanto sulla questione del nome. 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Gesù Cristo non è il Padre – Contro la dottrina unitariana

david k, bernard essentials of oneness theology

David K. Bernard, Essentials of Oneness Theology

La dottrina unitariana

Gesù è il Padre. ‘Gesù è il Padre’ (David K. Bernard, Essentials of Oneness Theology, pag. 14), ‘Gesù non è solo la manifestazione di una delle tre persone della Divinità, ma Egli è l’incarnazione del Padre, il Jehovah dell’Antico Testamento’ (David K. Bernard, The Oneness of God, pag. 144), ‘Gesù è il Padre incarnato’ (Doctrines of the Bible, pag. 25). E questo perché Isaia disse che sarebbe stato chiamato Padre eterno, e perché la Bibbia attribuisce molte opere sia al Padre che a Gesù come la risurrezione del corpo di Cristo, lo spargimento dello Spirito Santo, l’esaudimento della preghiera, la santificazione dei credenti e la risurrezione dei morti. Ma allora se Gesù è il Padre come fanno gli Unitariani a spiegare la distinzione tra il Padre e il Figliuolo di cui parla così chiaramente la Scrittura? In questa maniera. Essi affermano che la distinzione che c’è tra il Padre e il Figliuolo è la stessa distinzione che c’è tra la divinità di Cristo e la umanità di Cristo. In altre parole per loro, dire che Gesù è sia il Padre che il Figliuolo è lo stesso che dire che Gesù è sia Dio che uomo. Uno dei loro scrittori Gordon Magee ha detto infatti: ‘Il Figliuolo è la carne o l’umanità’, il che significa che il Figliuolo non è Dio, ma l’uomo nel quale Dio fu incarnato, l’uomo in cui dimorò Dio. E il prima citato David Bernard ha affermato: ‘Le referenze plurali al Padre e al Figlio distinguono semplicemente la deità di Cristo dalla sua umanità’ (David Bernard, Essentials of Oneness Theology, pag. 16), e: ‘Le referenze plurali al Padre e al Figlio nei Vangeli mostrano la vera umanità di Gesù, perché il Figliuolo è l’uomo nel quale dimorò Dio’ (Doctrines of the Bible, pag. 34), ed ancora: ‘Il termine Figliuolo si riferisce sempre all’Incarnazione, all’umanità nella quale Dio dimorò e rivelò se stesso’ (ibid., pag. 143). In altre parole il termine Padre si riferisce alla divinità di Cristo, mentre il termine Figlio alla sua umanità, così quando la Scrittura parla del Padre parla di Gesù come del vero Dio, mentre quando parla del Figlio parla di Gesù come vero uomo!! Quindi per gli Unitariani quando Cristo è presentato che prega, piange, soffre, è tentato, muore così via, la Scrittura lo presenta come il Figlio di Dio, cioè come un vero essere umano e difatti David Bernard in relazione alla morte di Gesù dice: ‘Il Padre (lo Spirito) non morì, ma il Figliuolo (l’umanità) morì’ (ibid., pag. 34). Mentre quando Gesù è presentato come eterno, come oggetto di adorazione, come colui che rimetteva agli uomini i peccati allora la Scrittura lo presenta quale Padre. La conseguenza di questo ragionamento è che la relazione tra il Padre e il Figliuolo non è una relazione tra due persone ma la relazione tra due nature diverse, quella divina e quella umana che in Cristo erano unite! David Bernard afferma per esempio che le ‘descrizioni di comunione ed amore tra il Padre e il Figlio mostrano l’unione della deità e della umanità in Cristo. Se usate per dimostrare una distinzione di persone esse stabilirebbero centri di coscienza separati nella Divinità, il che in effetti è politeismo’ (ibid., pag. 34).

La dottrina che fa del Figliuolo anche il Padre, con la relativa spiegazione sulla distinzione tra Padre e Figliuolo, ha generato un’altra dottrina che è questa. Essendo che gli Unitariani equiparano il Figlio di Dio all’umanità di Cristo, ne consegue per loro che Gesù come Figliuolo di Dio non è eterno. Come Padre è sì eterno ma non come Figliuolo; come Figliuolo ha avuto un inizio, precisamente nel seno di Maria quando è stato concepito dallo Spirito Santo. David Bernard è chiaro a tale riguardo: ‘Il Figliuolo fu generato dall’opera miracolosa dello Spirito Santo nel seno di Maria (…) il Figliuolo ebbe un inizio, vale a dire, all’Incarnazione’ (ibid., pag. 21). In altre parole per loro il Figliuolo di Dio prima di essere concepito nel seno di Maria preesisteva idealmente, cioè esisteva solo nella mente di Dio, ma non come una reale persona. Come spiegano allora il verso della Bibbia che dice che “nel principio… la Parola era con Dio” (Giov. 1:1)? In questa maniera: la Parola che era nel principio con Dio non era una persona ma il piano di Dio. Ecco come David Bernard esprime questa dottrina: ‘(…) gli esponenti dell’Unione (Oneness) (…) rigettano il termine non biblico ‘Dio il Figliuolo’, la dottrina dell’eterno Figliuolo…’ (David Bernard, Essentials of Oneness Theology, pag. 18,19), ed ancora: ‘Prima dell’Incarnazione, il Logos [1] era il pensiero inespresso o il piano nella mente di Dio, che possedeva una realtà che nessun pensiero umano può avere (…) Nel principio, il Logos era con Dio, non come una persona separata ma come Dio stesso – riferendosi a, e appartenendo a, Dio molto come un uomo e la sua parola (much like a man and his word). Nella pienezza dei tempi Dio mise la carne sopra il Logos; Egli espresse se stesso in carne’ (ibid., pag. 22-23).

Gli Unitariani sostengono pure che Gesù è lo Spirito Santo; per l’esposizione di questa loro dottrina e la sua confutazione però vi rimando più avanti alla parte sullo Spirito Santo.

Confutazione

Gesù non è il Padre

Non si può in nessun modo affermare che Gesù Cristo è il Padre, o che Lui e il Padre sono la medesima persona, perché le seguenti Scritture mostrano chiaramente che il Padre ed il Figliuolo sono due persone distinte l’una dall’altra (e quindi non due termini che starebbero a indicare rispettivamente la divinità di Cristo e la sua umanità).

Quando Gesù fu battezzato da Giovanni nel Giordano è scritto che venne una voce dai cieli che disse: “Questo è il mio diletto Figliuolo nel quale mi son compiaciuto” (Matt. 3:17). Ma di chi era quella voce? Chi disse quelle parole? Gesù che era in terra? Affatto, perché la voce venne dal cielo. Quindi quella voce era la voce del Padre del Signore nostro Gesù Cristo e non la voce di Gesù Cristo. Per questo non possiamo affermare che il Padre è solo un titolo dato a Gesù (per indicare la sua Divinità) e non una persona divina distinta da lui perché quella voce procedette dalla persona del Padre che era in cielo mentre il suo Figliuolo era in terra. Ma diciamo qualcosa d’altro: ora, gli Unitariani convengono con noi che Gesù fu unto di Spirito Santo al Giordano, vorremmo quindi domandare loro: ‘Se Gesù è il solo vero Dio e fuori di lui non v’è altro Dio, come mai nei Salmi, a proposito dell’unzione di Gesù Cristo sono scritte le seguenti parole: “Tu ami la giustizia e odii l’empietà. Perciò Iddio, l’Iddio tuo, ti ha unto d’olio di letizia a preferenza de’ tuoi colleghi” (Sal. 45:7)? Come mai viene detto di Dio che è stato unto dal suo Dio? Non è forse perché il Cristo era Dio, e al Giordano fu unto di Spirito Santo dal suo Dio, cioè il Padre suo? Certo, altrimenti la frase non avrebbe nessun senso? Quindi Gesù non poteva essere il Padre. Continua a leggere

Il triangolo con l’occhio ‘onniveggente’ su opuscolo delle ADI

Questo è un opuscolo distribuito dalle ADI, come si può vedere in fondo ad esso. Come potete vedere nella foto in alto in mezzo c’è un chiaro simbolo occulto-massonico che è il triangolo con l’occhio onniveggente al suo interno. E’ l’occhio ‘onniveggente’ del Grande Architetto dell’Universo (che secondo il massone Albert Pike rappresenta Osiride, il dio egizio dei morti), la ‘divinità’ dei massoni che veglia affinché gli iniziati portino al compimento la Grande Opera, la creazione di una nuova umanità! E questa loro ‘divinità’ è Satana. La cosa dunque non può che fare inorridire e indignare i santi.

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Guardatevi dal falso profeta T. B. Joshua

tb_joshuaTemitope Joshua Balogun, comunemente denominato T. B. Joshua (nato nel 1963), è un predicatore nigeriano molto conosciuto.

È il fondatore della Synagogue, Church Of All Nations (SCOAN), un’organizzazione ‘cristiana’ con sede a Lagos, in Nigeria. Circa 15.000 persone partecipano al culto domenicale nella sede di Lagos. Si presenta come un pastore cristiano evangelista, ed è il fondatore del canale televisivo “EMMANUEL TV”. Si è anche autodefinito ‘profeta’. La sua influenza si è estesa fino in Ghana, il Regno Unito, il Sud Africa e la Grecia. Superfluo dire che è anche un uomo molto ricco, grazie all’impero che ha messo su.

Ora, in base al seguente documentario (in lingua inglese), in cui parlano dei suoi ex discepoli e stretti collaboratori, ex membri della Synagogue, egli viene smascherato, in quanto viene accusato con testimonianze dettagliate di essere un uomo che è dato a relazioni sessuali illecite, cioè alla fornicazione (si parla anche di orgie); alla menzogna e alla frode, ed è anche un uomo che signoreggia le persone manipolando la loro mente in quanto fa su di loro un potente lavaggio del cervello inducendole a fare tutto quello che vuole lui. Ha introdotto inoltre delle pratiche di origini occulte, come quella di far bere una particolare acqua – con presunti poteri miracolosi – a chi va alla Synagogue. I miracoli e le guarigioni sono falsi perchè creati con la frode per far credere che lui è un uomo di Dio. Le ‘rivelazioni’ che egli da su molte persone sono semplicemente il frutto di informazioni su quelle persone passategli da collaboratori o membri che lui poi usa come base per le sue ‘profezie’. Notate poi il suo sguardo maligno in certe parti del video, oltre che i suoi strani movimenti che compie sia con il corpo che con le mani, che è evidente che non sono da Dio. Inoltre ci sono molte altre imposture e violenze di cui si è reso colpevole. Per chi comprende l’inglese suggerisco di leggere questo scritto, ed anche questo, come anche quest’altro. Leggete poi questa testimonianza dal titolo ‘Come T. B. Joshua ha preso mia moglie’ Continua a leggere

Crollato un edificio della Synagogue Church of All Nations del falso profeta TB Joshua

prophet-tb-joshua-buildingIl 12 settembre scorso in Nigeria è crollato un edificio di sei piani adibito agli ospiti presso gli edifici della Synagogue Church of All Nations, (SCOAN), a Ejigbo, Lagos (Nigeria), di cui il «pastore» è il falso profeta TB Joshua. I morti sono oltre 80 e molti sono rimasti feriti. A quanto pare, ci sarebbero state delle irregolarità nella costruzione di questo edificio. Le autorità competenti stanno investigando, e in base a delle indicazioni il governo dello Stato del Lagos potrebbe ordinare la chiusura del grande locale di culto dove Joshua tiene i suoi culti spettacolo, che può contenere 15000 persone. Continua a leggere

Saulo cadde da cavallo?

Caravaggio-The_Conversion_on_the_Way_to_DamascusSarà probabilmente capitato anche a voi di sentire dire a dei credenti che la Bibbia afferma che quando Gesù apparve a Saulo sulla via di Damasco, Saulo cadde da cavallo. Ebbene, dovete sapere che nel libro degli Atti, non c’è alcun accenno ad una sua caduta da cavallo. C’è solo scritto: “Ed ESSENDO CADUTO IN TERRA, udì una voce che gli diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?” (Atti 9:4), e: “Or avvenne che mentre ero in cammino e mi avvicinavo a Damasco, sul mezzogiorno, di subito dal cielo mi folgoreggiò d’intorno una gran luce. CADDI IN TERRA, e udii una voce che mi disse: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?” (Atti 22:6-7), ed anche: “Io vidi, o re, per cammino a mezzo giorno, una luce dal cielo, più risplendente del sole, la quale lampeggiò intorno a me ed a coloro che viaggiavan meco. ED ESSENDO NOI TUTTI CADUTI IN TERRA, udii una voce che mi disse in lingua ebraica: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Ei t’è duro di ricalcitrar contro gli stimoli” (Atti 26:13-14). Da dove viene fuori allora questa caduta a terra da cavallo? Dalla tradizione, che vuole che la caduta sia avvenuta da cavallo.
Prima dunque di dire: «la Bibbia dice che ….», è bene accertarsi che la Bibbia lo dica.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Foto: la «Conversione di San Paolo», dipinto di Caravaggio (1600-1601, attualmente conservato nella Basilica di Santa Maria del Popolo a Roma), che ha contribuito a diffondere l’idea che Saulo cadde da cavallo.

Fonte: http://giacintobutindaro.org/

Francesco I (Jorge Mario Bergoglio) è massone? Giudicate voi

bergoglio wikipedia1) È un gesuita

I Gesuiti hanno avuto un’influenza sia sulla Massoneria che sugli Illuminati, e secondo alcune testimonianze sarebbero proprio i Gesuiti a controllare sia la Massoneria che gli Illuminati per poter realizzare il Nuovo Ordine Mondiale in cui verrà adorato il diavolo.

I Gesuiti sono un ordine all’interno della Chiesa Cattolica Romana che viene chiamato anche Compagnia di Gesù, e il cui capo è soprannominato ‘Papa nero’ per l’enorme potere che esercita in Vaticano fino al punto che secondo degli ex Gesuiti è lui che controlla le gerarchie vaticane e la Chiesa Cattolica Romana. Continua a leggere

Lo stemma delle Assemblee di Dio in Italia è un opera di un massone? Giudicate voi

Le origini dello stemma delle ADI

risveglio-stemma

Lo stemma delle Assemblee di Dio in Italia (ADI), in base a quanto si legge sul libro Le radici del movimento pentecostale è opera di Paolo Paschetto (pittore battista, ma di famiglia valdese) e fu adottato durante l’Assemblea Generale del 1969: ‘… su proposta di Umberto N. Gorietti, venne adottato uno stemma proprio delle ADI, raffigurante una Bibbia aperta, innalzata al di sopra dei monti, con il motto ‘Tutto l’Evangelo’, per distinguerlo da quello usato dalle chiese strutturalmente legate alle ‘Assemblies of God’ in U.S.A. Tra l’altro il disegno interno dello stemma era opera del noto pittore evangelico Paolo Paschetto, il quale ne permise fraternamente l’uso, autore anche dello stemma ufficiale della Repubblica Italiana’ (David A. Womack – Francesco Toppi, Le radici del movimento pentecostale, ADI-Media, 1989, pag. 168-169).

Su Risveglio Pentecostale, organo ufficiale delle ADI, in un articolo dal titolo ‘Sotto le insegne dei padri’, ciò è confermato in questi termini: ‘Anche la famiglia delle Assemblee di Dio in Italia ha, tutt’oggi, uno stemma caratteristico, un emblema figurativo stilizzato. Infatti nel corso dell’Assemblea Generale del 1969 «su proposta di Umberto N. Gorietti, venne adottato uno stemma proprio delle ADI, raffigurante una Bibbia aperta, innalzata al di sopra dei monti, con il motto “Tutto l’Evangelo”… Tra l’altro il disegno interno dello stemma era opera del noto pittore evangelico Paolo Paschetto… autore anche dello stemma ufficiale della Repubblica Italiana» [D.A.Womack-F.Toppi: Le radici del movimento pentecostale; ADI-Media 1989, pag. 168]. Questo emblema ufficiale delle ADI fu pubblicato per la prima volta sul Risveglio Pentecostale, organo ufficiale delle Chiese Cristiane evangeliche Assemblee di Dio in Italia, nel gennaio del 1978, quando fu adottata la revisionata veste tipografica e da quel periodo, in cui era direttore responsabile il fratello Paolo Arcangeli, il suo utilizzo perdura fino ai giorni nostri. Lo stemma ADI, pur essendo piuttosto articolato nei contenuti, nel suo insieme non è confondibile con altri. Il motto rammenta il mandato del Signore Gesù e dovrebbe costituire motivo di impegno personale per ogni credente: “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura…” (Marco 16:15). La sua forma, come quella di una porta, ci ricorda che Gesù è quella porta, anzi è l’unica via per il cielo: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giov.14:6). Nella raffigurazione iconografica vediamo che la Parola di Dio si erge sopra un alto monte che, elevato rispetto alla pianura, oltrepassa le nuvole, perché “al monte dell’Eterno sarà provveduto” (Gen. 22:14). Possiamo infine osservare come l’acronimo ADI sia attorniato dal bagliore solare, per ricordarci di come Dio ci abbia acquistato a caro prezzo “affinché proclamiate le virtù di Colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua meravigliosa luce” (I Pie.2:9) – (Risveglio Pentecostale, Numero 1 – Anno LXI, Gennaio 2007, pag. 2). Continua a leggere