I nomi di Dio nell’Antico Testamento

sole cielo

elohim

Elohim. La forma del nome è al plurale (lett. Dèi), ma il verbo che l’accompagna, quando è riferito a YHWH, è al singolare. Così Genesi 1:1 non dice “Elohim crearono”, ma “Elohim creò”. Elohim deriva da El, che significa forza, potenza ed onnipotenza. Elohim pone quindi l’accento sulla potenza creatrice di Dio, messa soprattutto in evidenza nell’opera della creazione di Genesi 1, dove Elohim ricorre ben 32 volte, In tutto l’Antico Testamento Elohim ricorre 2.312 volte.

yhwh

YHWH o JHWH. Il nome di Dio era scritto in ebraico con le sole consonanti YHWH, il Tetragramma appunto, e ad un certo punto, siccome si era diffusa fra gli Ebrei l’idea che fosse sbagliato anche solo pronunciare il nome di Dio (sul periodo in cui si affermò questa idea c’è grande incertezza e le idee tra gli studiosi variano), il Tetragramma cominciò ad essere normalmente letto Adonay (Signore), o Elohim (Dio) nel caso in cui il Tetragramma era già preceduto da Adonay, per evitare la ripetizione di quest’ultimo termine. Sulle quattro consonanti che formano il Tetragramma vennero poste le vocali di Adonay in maniera che quando il lettore capitava sul Tetragramma pronunciava Adonay. Tra il V e l’VIII secolo dopo Cristo i Masoreti (un gruppo di copisti ebrei) vocalizzarono il Tetragramma con le vocali di Adonay cioè a o a, solo che la prima a, per una legge fonetica ebraica divenne e con le nuove consonanti. Ecco così che il Tetragramma fu reso Ye -Ho -Wa- H. Così il nome di Dio YHWH, nella lingua ebraica, divenne YEHOWAH.

Però gli Ebrei non accettano questa pronuncia del nome di Dio, perché ritengono che la pronuncia più corretta del Tetragramma sia YAHWEH. Nella Jewish Encyclopedia alla voce ‘Jehovah’ si legge: ‘Una pronuncia scorretta (introdotta da teologi cristiani ma quasi interamente trascurata dagli Ebrei) dell’Ebraico ‘YHWH’ il nome (ineffabile) di Dio (il tetragramma o ‘Shem ha-Meforash’). Questa pronuncia è grammaticalmente impossibile…’[1]

Geova è l’adattamento italiano della forma distorta YEHOWAH del nome ebraico di Dio. Geova è quindi in realtà una parola fittizia. Il Nome di Dio è noto fra gli scrittori cristiani greci con ’Ιαουαί, presso Clemente Alessandrino, e ’Ιαβέ, presso Teodoreto[2].

YeHoWaH

YaHWeH

adonay

 

Ye – Ho – Wa – H

 

Nelle Bibbie in italiano il tetragramma è reso in modi diversi.

Nuova Riveduta SIGNORE
Riveduta Eterno
Nuova Diodati Eterno
Diodati Signore
Traduzione del Nuovo Mondo 1987 Geova

 

Composti di YHWH

YHWH Asah: Yahweh è il nostro fattore

«Venite, adoriamo e inchiniamoci, inginocchiamoci davanti all’Eterno che ci ha fatti!» (Salmo 95:6)

YHWH Elyon: Yahweh Altissimo

«Io loderò l’Eterno per la sua giustizia, e salmeggerò al nome dell’Eterno, dell’Altissimo» (Salmo 7:17)

«Poiché l’Eterno, l’Altissimo, è tremendo, re supremo su tutta la terra» (Salmo 47:2)

YHWH Jireh: Yahweh provvede. È il nome dato da Abrahamo a Dio sul monte, quando l’angelo dell’Eterno arrestò la sua mano dal sacrificare il figlio Isacco e gli provvide un montone come vittima. Questo nome sta ad indicare come Dio si prenda cura dei bisogna dell’uomo, specialmente di quelli del suo popolo.

«E Abrahamo alzò gli occhi, guardò, ed ecco dietro a sé un montone, preso per le corna in un cespuglio. E Abrahamo andò, prese il montone, e l’offerse in olocausto invece del suo figliuolo. E Abrahamo pose nome a quel luogo Jehovah-jireh. Per questo si dice oggi: ‘Al monte dell’Eterno, sarà provveduto’.»

YHWH Mkadishkin: Yahweh che ti santifica

«’Quanto a te, parla ai figliuoli d’Israele e di’ loro: Badate bene d’osservare i miei sabati, perché il sabato è un segno fra me e voi per tutte le vostre generazioni, affinché conosciate che io sono l’Eterno che vi santifica.» (Esodo 31:13)

«E le nazioni conosceranno che io sono l’Eterno che santifico Israele, quando il mio santuario sarà per sempre in mezzo ad essi.» (Ezechiele 37:28)

YHWH Nissi: Yahweh è la mia bandiera. È il nome dato da Mosè a Dio dopo la vittoria sugli Amalekiti.

«E Mosè edificò un altare, al quale pose nome: ‘L’Eterno è la mia bandiera‘» (Esodo 17:15)

YHWH Ra’ah: Yahweh è il nostro pastore.

«L’Eterno è il mio pastore, nulla mi mancherà» (Salmo 23:1)

YHWH Shalom: Yahweh pace. È nome dato da Gedeone ad un altare da lui eretto in Ofrah, dopo che il Signore gli aveva affidato l’incarico di liberare Israele dai Madianiti.

«Allora Gedeone edificò quivi un altare all’Eterno, e lo chiamò ‘l’Eterno pace‘. Esso esiste anche al dì d’oggi a Ofra degli Abiezeriti.» (Giudici 6:24)

YHWH Rafah: Yahweh il tuo guaritore. Dio promette al suo popolo di essere il suo guaritore, a condizione che il suo popolo si impegni a fare ciò che egli ha prescritto.

«’Se ascolti attentamente la voce dell’Eterno, ch’è il tuo Dio, e fai ciò ch’è giusto agli occhi suoi e porgi orecchio ai suoi comandamenti e osservi tutte le sue leggi, io non ti manderò addosso alcuna delle malattie che ho mandate addosso agli Egiziani, perché io sono l’Eterno che ti guarisco‘.» (Esodo 15:26)

YHWH Shammah: Yahweh è là. È il nome dato da Ezechiele alla città del millennio.

«La circonferenza sarà di diciottomila cubiti. E, da quel giorno, il nome della città sarà: L’Eterno è quivi‘.» (Ezechiele 48:35)

YHWH Tsabaoth: Yahweh degli eserciti

«E quest’uomo, ogni anno, saliva dalla sua città per andare ad adorar l’Eterno degli eserciti e ad offrirgli de’ sacrifizi a Sciloh; e quivi erano i due figliuoli di Eli, Hofni e Fineas, sacerdoti dell’Eterno.» (1 Samuele 1:3)

YHWH Tsedakah: Yahweh la nostra giustizia

«Ai giorni d’esso, Giuda sarà salvato, e Israele starà sicuro nella sua dimora: e questo sarà il nome col quale sarà chiamato: ‘l’Eterno nostra giustizia‘.» (Geremia 23:6)

adonai

Adonai. È il plurale si Adon che significa: sovrano, signore padrone. Adon era usato nel contesto del maestro degli schiavi e del marito di una moglie. Esso indicava una relazione personale in due particolari contesti: uno di autorità e l’altro di amore. Tutte e due i contesti si possono applicare alla relazione esistente fra Dio e il suo popolo.

«E Abramo disse: ‘Signore, Eterno, che mi darai tu? poiché io me ne vo senza figliuoli, e chi possederà la mia casa è Eliezer di Damasco’» (Genesi 15:2)

«E dette loro quest’ordine: ‘Direte così ad Esaù, mio signore: Così dice il tuo servo Giacobbe: Io ho soggiornato presso Labano e vi sono rimasto fino ad ora; ho buoi, asini, pecore, servi e serve; e lo mando a dire al mio signore, per trovar grazia agli occhi tuoi’» (Genesi 32:4-5)

«Poiché a te son vòlti gli occhi miei, o Eterno, o Signore; in te mi rifugio, non abbandonare l’anima mia» (Salmo 141:8)

«L’Eterno ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra finché io abbia fatto de’ tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi.» (Salmo 110:1)

el

El. È la forma abbreviata di Elohim, e significa forza, potenza ed onnipotenza. Il nome El è usato in altre lingue semitiche, come ad esempio nella lingua cananea e caldea, e può riferirsi tanto al Dio vero come a falsi dèi

El Elohey Israel: Il potente Dio d’Israele

«Ed eresse quivi un altare, e lo chiamò El-Elohè-Israel» (Genesi 33:20)

El Elyon: Dio Altissimo. Il Dio che è esaltato al di sopra di tutto ciò che è chiamato Dio o dèi. Indica la sovranità di Dio sopra tutta la creazione.

«Ed egli benedisse Abramo, dicendo: ‘Benedetto sia Abramo dall’Iddio altissimo, padrone de’ cieli e della terra!» (Genesi 14:19)

El Olam: Dio d’eternità o Dio eterno

«E Abrahamo piantò un tamarindo a Beer-Sceba, e invocò quivi il nome dell’Eterno, l’Iddio della eternità.» (Genesi 21:33)

El Roi: Dio che vede.

« Allora Agar chiamò il nome dell’Eterno che le avea parlato, Atta-El-Roï, perché disse: ‘Ho io, proprio qui, veduto andarsene colui che m’ha vista?’» (Genesi 16:13)

El Shaddai: Dio Onnipotente. È il nome speciale con il quale Dio si rivelò ai patriarchi. El Shadday comporta l’idea di forza e di potenza. Questo nome ricorre 31 volte in Giobbe e 17 volte nel resto della Bibbia.

«Quando Abramo fu d’età di novantanove anni, l’Eterno gli apparve e gli disse: ‘Io sono l’Iddio onnipotente; cammina alla mia presenza e sii integro;» (Genesi 17:1)

«E Dio parlò a Mosè, e gli disse: ‘Io sono l’Eterno, e apparii ad Abrahamo, ad Isacco e a Giacobbe, come l’Iddio onnipotente; ma non fui conosciuto da loro sotto il mio nome di Eterno» (Esodo 6:2-3)

Note

[1]‘A mispronunciation (introduced by Christian theologians, but almost entirely disregarded by the Jews) of the Hebrew ‘YHWH’, the (ineffable) name of God (the tetragrammaton or ‘Shem ha-Meforash’). This pronunciation is gramattically impossible…’ (Jewish Encyclopedia, New York 1904, vol. VII citato da Giacinto Butindaro in I Testimoni di Geova, Roma 1998, pag. 101)

[2]Tratto dalla Enciclopedia Treccani alla voce «Yahweh» http://www.treccani.it/enciclopedia/yahweh/

Coloro che Dio cancellerà dal libro della vita

libro-della-vita-cancellazioneNel libro della legge – dopo che gli Israeliti si erano resi colpevoli di idolatria presso il monte Horeb e i Leviti avevano eseguito una strage nel campo per ordine di Mosè per punire gli idolatri – troviamo scritto: “Mosè dunque tornò all’Eterno e disse: ‘Ahimè, questo popolo ha commesso un gran peccato, e s’è fatto un dio d’oro; nondimeno, perdona ora il loro peccato! Se no, deh, cancellami dal tuo libro che hai scritto!’ E l’Eterno rispose a Mosè: ‘Colui che ha peccato contro di me, quello cancellerò dal mio libro!” (Esodo 32:31-33). Continua a leggere

Quando la Chiesa Cattolica Romana introdusse nel Canone della Bibbia i libri apocrifi

imageNella sessione del 8 Aprile 1546 del concilio di Trento furono dichiarati canonici, oltre ai sessantasei libri da cui é formata la Bibbia, anche altri libri che portano questi nomi: Tobia, Giuditta, Sapienza, Ecclesiastico, Baruc e 1 e 2 Maccabei. Inoltre furono fatte delle aggiunte al libro di Ester e a quello di Daniele perché furono anch’esse ritenute Scritture ispirate. Nel documento redatto in quel concilio, a proposito di questa loro decisione, sono scritte tra le altre cose queste parole: ‘Se qualcuno, poi, non accetterà come sacri e canonici questi libri, interi con tutte le loro parti, come si é soliti leggerli nella chiesa cattolica e come si trovano nell’edizione antica della volgata latina e disprezzerà consapevolmente le predette tradizioni, sia anatema’ (Concilio di Trento, Sess. IV, primo decreto.). Questi libri aggiunti sono apocrifi (da apokryphos, termine greco che significa ‘nascosto’ [1]) e sono chiamati dalla chiesa romana deuterocanonici ossia aggiunti al canone. Ora, i Cattolici ci accusano di avere mutilato la Bibbia togliendogli i libri qui sopra enumerati con le aggiunte a Ester e a Daniele, ma questo non è affatto vero perché noi non abbiamo tolto alcunché al canone delle Scritture. La verità è che loro hanno adulterato il canone delle Scritture aggiungendovi i libri che hanno voluto e ci accusano di averli tolti perché non ci siamo conformati alla decisione del concilio di Trento. In altre parole loro non sopportano che noi ci siamo astenuti dall’includere nel canone dei libri che sin da quando comparvero non furono dichiarati canonici! Le ragioni per cui noi non riconosciamo i libri apocrifi come canonici, cioè come parte del canone delle Scritture, sono le seguenti. Continua a leggere

7 menzogne molto diffuse nel mondo

mondo-seduttore-serpenteQuelle che seguono sono tra le menzogne del diavolo più diffuse nel mondo, tramite le quali egli tiene sotto la sua potestà tantissime anime e le porta in perdizione.

1) In fondo in fondo tutti sono buoni. E’ una menzogna perchè la Scrittura dice: “Non v’è alcun giusto, neppur uno. Non v’è alcuno che abbia intendimento, non v’è alcuno che ricerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti quanti son divenuti inutili. Non v’è alcuno che pratichi la bontà, no, neppur uno. La loro gola è un sepolcro aperto; con le loro lingue hanno usato frode; v’è un veleno di aspidi sotto le loro labbra. La loro bocca è piena di maledizione e d’amarezza. I loro piedi son veloci a spargere il sangue. Sulle lor vie è rovina e calamità, e non hanno conosciuto la via della pace. Non c’è timor di Dio dinanzi agli occhi loro” (Romani 3:10-18).

2) Tutti gli uomini sono figli di Dio. E’ una menzogna perchè tutti gli uomini sono creature di Dio ma non tutti gli uomini sono figli di Dio, in quanto figli di Dio si diventa credendo nel Signore Gesù Cristo come dice l’apostolo Giovanni: ” a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome; i quali non son nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma son nati da Dio” (Giovanni 1:12-13).

3) Nessuno conosce o possiede la verità. E’ una menzogna perchè coloro che credono nel Figliuolo di Dio conoscono o hanno la verità. Dice infatti l’apostolo Giovanni: “Quanto a voi, avete l’unzione dal Santo, e conoscete ogni cosa. Io vi ho scritto non perché non conoscete la verità, ma perché la conoscete, e perché tutto quel ch’è menzogna non ha che fare colla verità” (1 Giovanni 2:20-21), e Paolo gli fa eco chiamandoci “quelli che credono e hanno ben conosciuta la verità” (1 Timoteo 4:3).

4) Alla fine Dio nella sua misericordia salverà tutti. E’ una menzogna perchè Dio salverà solo coloro che credono nel suo Figliuolo Gesù Cristo, ossia che Egli è morto per i nostri peccati, che fu seppellito e che il terzo giorno risuscitò dai morti a cagione della nostra giustificazione. E’ scritto infatti: “Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato” (Marco 16:16), ed ancora: “Chi vince erediterà queste cose; e io gli sarò Dio, ed egli mi sarà figliuolo; ma quanto ai codardi, agl’increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda” (Apocalisse 21:7-8).

5) Tutte le religioni portano a Dio. E’ una menzogna perchè a Dio ci si arriva solo tramite il Suo Figliuolo Gesù Cristo il quale disse: “Io son la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6). Per cui c’è “un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, il quale diede se stesso qual prezzo di riscatto per tutti; fatto che doveva essere attestato a suo tempo” (1 Timoteo 2:5-6).

6) Dio è lo stesso Dio in ogni religione. E’ una menzogna perchè “sebbene vi siano de’ cosiddetti dèi tanto in cielo che in terra, come infatti ci sono molti dèi e molti signori, nondimeno, per noi c’è un Dio solo, il Padre, dal quale sono tutte le cose, e noi per la gloria sua, e un solo Signore, Gesù Cristo, mediante il quale sono tutte le cose, e mediante il quale siam noi” (1 Corinzi 8:5-6). Il solo vero Dio dunque è l’Iddio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che è anche chiamato “l’Iddio d’Abrahamo, l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe” (Esodo 3:6).

7) Quando l’uomo muore si va a reincarnare o in un altro essere umano o in un animale. E’ una menzogna perchè l’uomo ha un’anima immortale dentro il suo corpo che dopo la morte continua a vivere o in paradiso che è un luogo di riposo celeste (se la persona è un figlio di Dio) o nell’Ades che è un luogo di tormento dove c’è il fuoco posto nel cuore della terra (se la persona muore nei suoi peccati). E’ scritto infatti: “Beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, essendo che si riposano dalle loro fatiche, poiché le loro opere li seguono” (Apocalisse 14:13), e: “Gli empi se n’andranno al soggiorno de’ morti” (Salmo 9:17). Coloro che sono in paradiso risusciteranno corporalmente in resurrezione di vita al ritorno di Gesù Cristo, mentre coloro che sono nell’Ades risorgeranno in resurrezione di condanna nel giorno del giudizio.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

Fonte: http://giacintobutindaro.org/

Confutazione della dottrina ‘Una volta salvati sempre salvati’

sheep-homeIntroduzione

In seno a molte Chiese Evangeliche viene insegnata la seguente dottrina: che chi ha creduto nel Signo­re non corre in alcun modo il rischio o il pericolo di andare in perdizione; in altre parole la dottrina che esclude possa esserci la possibilità che un credente dopo avere creduto per un certo tempo rinneghi la fede e vada così in perdizione. Tra le Chiese che la insegnano ci sono le chiese Battiste, le Chiese Riformate, le Chiese Valdesi, le Chiese Presbiteriane, e le Chiese dei Fratelli.

Ecco alcune dichiarazioni a tale proposito: citerò prima dichiarazioni di singoli credenti e poi alcuni articoli di fede di alcune famose confessioni di fede.

Renè Pache, che è stato direttore della Scuola Biblica Emmaus di Ginevra, i cui libri tradotti anche in Italiano sono molto apprezzati anche in seno alle Chiese dei Fratelli, ha scritto: ‘Chi può commettere il peccato contro lo Spirito Santo? Per defi­nizione, tutti coloro che, fino alla fine, rifiutano di pentirsi e di ac­cettare il Salvatore. Ma è possibile per un figliuolo di Dio, veramente rigenerato, di commettere questo peccato? Noi non lo crediamo, perchè egli ha già permesso allo Spirito di entrare in Lui e di convincerlo’ (Renè Pache, La persona e l’opera dello Spirito Santo, Arezzo 1950, pag. 63).

Rinaldo Diprose, della Chiesa dei Fratelli, ha detto: ‘Non credere in Cristo equivale a ritrarsi dall’Iddio vivente e non otte­nere la salvezza eterna (…) Concludiamo, dunque, nell’affermare che i brani esortativi sopra considerati [Ebrei 3:12; 4:1-3; 4:9-11] non insegnano che il credente corra il pericolo di perdere la salvezza. Essi insegnano piuttosto che quanti sono religiosi corrono il pericolo di non giungere alla salvezza per mancanza di una fede incondizionata in Cristo’ (Rinaldo Diprose,‘Il problema dell’apostasia nei brani esortativi della lettera agli Ebrei’ in Lux Biblica, N° 6 1992, pag. 59).

Guglielmo Standridge, pastore della Chiesa Bereana, ha detto: ‘Chi è salvato ha già ricevuto in dono la vita eterna e non si perderà mai, né commetterà dei peccati così gravi da potergli togliere la salvezza. (…) Chi è veramente salvato, invece ‘vincerà’, non ‘calpesterà’ mai il sangue di Cri­sto, e vivrà con il Signore per l’eternità. Quale grande salvezza Gesù ha acquistata con il suo sangue! Il‘buon pastore’ non perderà mai una delle sue pecore’ (Guglielmo Standridge, ‘Si salva solo chi vince?’ in La voce del Vangelo, N° 7 Luglio 1994, pag. 8),
Ernest F. Kevan, che è stato rettore del London Bible College, famosa università Biblica di Londra, ha scritto: ‘La risposta evangelica al problema della perseveranza ultima è che essa è interamente assicurata in Cristo, che Dio non ritira mai il suo aiuto da coloro che Egli ha scelti e ha giustificati e che, anche se talvolta Egli permette che il credente vacilli e pecchi, provvede che nessuno di essi cada irrimediabilmente (….) La dottrina della salvezza finale dei credenti attraverso la preservazione divina e la loro perseveranza nella santità trova pieno appoggio nell’intero sistema della verità cristiana. Essa è conforme alla dottrina della sovranità di Dio nell’elezione e nella predestinazione, con il patto di redenzione in cui il Padre diede al Figlio quella moltitudine che nessun uomo può contare; con il carattere sostitutivo della morte di Cristo e la Sua attuale opera diintercessione; con la profonda unione mistica che esiste tra Cristo e coloro che condividono la sua vita; con la fattiva opera dello Spirito Santo che rende reale nell’esperienza del credente tutto ciò che Cristo ha fatto per lui; e, infine, con la sicurezza della salvezza che è data al credente per mezzo della fede in Cristo e l’intima testimonianza dello Spirito Santo’ (Ernest F. Kevan, Salvezza, Genova 1979, pag. 108,117)

Il quinto articolo di fede della Southern Baptist Convention (La Convenzione Battista del Sud) accettato anche dai Battisti in Italia dice: ‘Tutti i veri credenti perseverano fino alla fine. Quelli che Dio ha accettato in Cristo, e santificato per mezzo del suo Spirito non scadranno mai dallo stato di grazia, ma persevereranno fino alla fine. I credenti possono cadere nel peccato per mezzo della negligenza e della tentazione, e per mezzo di esso essi contristano lo Spirito, essi danneggiano le loro grazie e i loro conforti, ed espongono la causa di Cristo al biasimo, e attirano su loro stessi dei giudizi temporanei; ma essi saranno conservati dalla potenza di Dio per mezzo della fede a salvezza’.

La Confessione di fede di Westminster pubblicata la prima volta nel 1646 (a cui si rifanno le Chiese Riformate e le Chiese Presbiteriane) nel suo diciassettesimo articolo afferma quanto segue: ‘1. Quelli che Dio ha accolto nel suo amato Figliolo, quelli che efficacemente ha chiamato e santificato per il suo Spirito, non possono scadere né totalmente né definitivamente dallo stato di grazia; anzi, persevereranno certamente in quello stato fino alla fine, e saranno salvati eternamente. 2. Questa perseveranza dei santi non dipende dalla loro libera volontà, ma dall’immutabilità del decreto dell’elezione, il quale procede dall’amore gratuito ed immutabile di Dio Padre, dall’efficacia del merito e dell’intercessione di Gesù Cristo; dalla dimora in essi dello Spirito, dal seme di Dio presente in loro, e dalla stessa natura del patto di grazia. Tutti questi fattori danno luogo alla certezza ed infallibilità della perseveranza dei santi. 3. I santi tuttavia possono cadere in peccati molto gravi a causa delle tentazioni di Satana e del mondo, dal prevalere in essi della loro corruzione residua, e dal fatto di avere trascurato i mezzi che Dio ha provveduto per preservarli. E’ possibile che continuino in questo stato per un certo tempo, in modo da causare su di loro il dispiacere di Dio, da contri­stare il suo Spirito Santo e da venire privati in qualche misura delle loro grazie e consolazioni, da subire l’indurimento del loro cuore ed il ferimento della loro coscienza, da offendere e scandalizz­are gli altri e da attirare su di sé giudizi temporanei’.

L’articolo ventiseiesimo della Confessione di fede dei Valdesi del 1662, a cui si rifanno anche i Valdesi di oggi, afferma: ‘Che la Chiesa non può mancare e essere ridotta al niente, ma che deve esser perpetua, tutti gli eletti essendo, ognuno nel suo tempo, chiamati da Dio nella comunione dei santi, e talmente per la virtù del suo santo Spirito sostenuti e conservati nella fede, che perseverando in essa conseguono l’eterna salvezza’.

Per ciò che concerne le dichiarazioni presenti nella Confessione di fede di Westminster e nella Confessione di fede dei Valdesi, si tenga presente che esse furono promulgate sulla base di quanto aveva insegnato a tale proposito Giovanni Calvino (1509-1564), il noto riformatore nato in Francia e che svolse la sua opera nella città di Ginevra, che nelle Istituzioni della Religione Cristiana scrisse quanto segue: ‘….. fra quelli che Gesù Cristo ha unito al suo corpo, non permetterà che alcuno perisca, visto che per attuare la loro salvezza spiegherà la potenza di Dio, che, secondo la promessa, è più forte di ogni cosa’ (Giovanni Calvino, Istituzioni della Religione Cristiana, libro terzo, cap. XXII, 7 ), ed ancora: ‘Inoltre è cosa certa che Gesù Cristo, pregando per tutti gli eletti, chiede per loro quel che aveva chiesto per Pietro: che la loro fede non venga meno. Ne concludiamo che non corrono il pericolo di una caduta mortale, visto che la richiesta del figlio di Dio, che rimanessero saldi, non è stata respinta. Che cosa Cristo ci ha voluto qui insegnare, se non renderci certi che avremo la salvezza eterna, poiché una volta siamo stati fatti suoi?’ (ibid., libro terzo, cap. XXIV, 6). Ma oltre a quelle Confessioni, ce ne sono altre di confessioni antiche che praticamente si basarono sull’insegnamento di Calvino, come per esempio la Confessione di fede Belga del 1561.

Come si può vedere, in tutte queste dichiarazioni c’è la chiara attestazione che un credente non corre in nessuna maniera il pericolo di perdere la salvezza, o di scadere dalla grazia: una simile eventualità è rigettata categoricamente.

Ma con quali Scritture viene sostenuta questa dottrina? Per sostenere questa dottrina vengonoprese principalmente le seguenti parole di Gesù: “Le mie pecore ascoltano la mia voce, e io le conosco, ed esse mi seguono; e io do loro la vita eterna, e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date, è più grande di tutti; e nessuno può rapirle di mano al Padre” (Giovanni 10:27-29), “Tutto quel che il Padre mi dà, verrà a me; e colui che viene a me, io non lo caccerò fuori; perché son disceso dal cielo per fare non la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di Colui che mi ha mandato: ch’io non perda nulla di tutto quel ch’Egli m’ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figliuolo e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Giovanni 6:37-40); e queste altre parole di Paolo: “Poiché io sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potestà, né altezza, né profondità, né alcun altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 8:38-39), e queste altre ancora sempre di Paolo: “Colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù” (Filippesi 1:6). Tutte parole queste che vengono messe in relazione al proponimento dell’elezione di Dio che dipende non dalle opere ma dalla volontà di Colui che chiama, e secondo il quale Dio fa misericordia a chi vuole e indura chi vuole, e secondo il quale quelli che Dio  “ha preconosciuti, li ha pure predestinati ad esser conformi all’immagine del suo Figliuolo, ond’egli sia il primogenito fra molti fratelli; e quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati” (Romani 8:29-30). Quest’ultimo mio discorso vale in particolare per i Battisti, i Valdesi, i Riformati e i Presbiteriani, perché per ciò che concerne le Chiese dei Fratelli, la predestinazione non è una dottrina insegnata nel loro mezzo. Continua a leggere

Cattolici Romani, la confessione al prete non vi riconcilia con Dio

confessionaleAscoltatemi, Cattolici Romani, vi è stato insegnato che la confessione al prete è il sacramento della riconciliazione perché il prete mediante la sua assoluzione riconcilia l’uomo con Dio.

Ma questa affermazione è falsa perché l’uomo può riconciliarsi con Dio direttamente mediante Cristo Gesù senza il bisogno di nessun mediatore terreno.

I vostri teologi per sostenere che i preti hanno in loro la parola della riconciliazione per riconciliare gli uomini con Dio, come l’avevano prima di loro gli apostoli, prendono le seguenti parole di Paolo ai Corinzi: “Iddio… ha posta in noi la parola della riconciliazione” (2 Corinzi 5:19); ma voglio farvi notare che questa parola della riconciliazione che avevano gli apostoli non si riferisce affatto alla formula assolutoria dei preti: ‘Io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo’, che essi rivolgono ai confessanti dopo avere udito la loro confessione, perché gli apostoli non confessavano e non assolvevano né i peccatori e neppure i credenti quando essi si rendevano colpevoli ma li esortavano a ravvedersi e a fare pace con Dio.

L’apostolo Paolo spiega in che consisteva questa parola della riconciliazione quando dice: “Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: Siate riconciliati con Dio” (2 Corinzi 5:20). Gli apostoli quindi non obbligavano gli uomini a confessarsi a loro, come fanno i preti, ma li esortavano a riconciliarsi con Dio, il che è tutt’altra cosa!
Loro facevano la loro ambasciata esortando gli uomini a ravvedersi e a credere nel Vangelo; mentre Colui che li aveva mandati assolveva coloro che accettavano le loro parole. Questa è una ulteriore prova che la confessione auricolare al prete non ha fondamento scritturale e che per sostenerla i teologi cattolici romani fanno ricorso ad arbitrarie interpretazioni scritturali.

Dunque, anch’io come Paolo vi annuncio la parola della riconciliazione, scongiurandovi a ravvedervi e a credere nel Vangelo, perché è soltanto mediante il ravvedimento e la fede nella morte espiatoria di Cristo e nella sua resurrezione, che si viene riconciliati con Dio.
E una volta ottenuta la riconciliazione, dovete uscire immediatamente dalla Chiesa Cattolica Romana ed unirvi ad una Chiesa Evangelica Pentecostale che annuncia tutto il consiglio di Dio, dove la prima cosa che dovete fare è farvi battezzare per immersione nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo, perché il battesimo da voi ricevuto da bambini non è valido.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Fonte: http://giacintobutindaro.org/

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Secondo la Chiesa Cattolica Romana l’uomo discende dai bruti; secondo la Bibbia NO

evoluzione_R375Dottrina papista

Pio XII (1939-1958) nell’enciclica Humani Generis (1950) affermò quanto segue: ‘Il Magistero della Chiesa non proibisce che in conformità dell’attuale stato delle scienze e della teologia, sia oggetto di ricerche e discussioni, da parte dei competenti in tutti e due i campi, la dottrina dell’evoluzionismo, in quanto cioè essa fa ricerche sull’origine del corpo umano, che proverrebbe da materia organica preesistente (la fede cattolica ci obbliga a ritenere che le anime sono state create immediatamente da Dio)’. Come potete vedere in questa enciclica l’evoluzione non venne affatto condannata, ma venne implicitamente ammessa sia pure come ipotesi e con prudenza. Il fatto che anche i teologi furono incoraggiati a fare delle ricerche e a discuterne dimostrò certamente un certo favore della chiesa cattolica verso questa teoria dell’evoluzione. Sono passati quasi cinquanta anni da quella enciclica; come stanno oggi le cose? Stanno che la chiesa cattolica romana insegna l’evoluzione dell’uomo cioè che l’uomo deriva da esseri inferiori o da bruti. Ma non è un evoluzione che esclude l’atto creativo di Dio ma un evoluzione che presuppone la creazione. Ecco infatti quanto ha affermato Giovanni Paolo II in un Simposio su Fede cristiana e teoria dell’evoluzione: ‘Una fede rettamente compresa nella creazione e un insegnamento rettamente inteso dell’evoluzione non creano ostacoli (…) L’evoluzione infatti presuppone la creazione; la creazione si pone nella luce dell’evoluzione come un avvenimento che si estende nel tempo – come una creatio continua – in cui Dio diventa visibile agli occhi del credente come creatore del cielo e della terra’ (L’Osservatore Romano 27 Aprile 1985).

Questo tipo di evoluzione sostenuto dalla chiesa romana è chiamato evoluzionismo antropologico mitigato e si differenzia dall’evoluzionismo antropologico radicale di Lamarck, di Darwin e di Haeckel e professato da molti biologi, perché esso afferma che l’evoluzione è ristretta solo all’origine del corpo umano (giacché l’anima è creata direttamente da Dio) mentre quello radicale afferma che l’evoluzione dell’uomo comprende anche l’anima. Ma nella sostanza che cosa dice questo tipo di evoluzionismo sostenuto dalla chiesa romana? Questo; che Dio mediante uno speciale intervento sia causa principale del corpo umano, ma si è servito di un bruto come di materia e strumento. In altre parole, come dice Fiorenzo Facchini, ‘l’uomo è frutto, a un tempo, dell’evoluzione biologica e di un concorso particolare creativo di Dio’, perché si è evoluto da un essere inferiore creato da Dio. Uno studioso cattolico, per spiegare questo concetto, ha affermato: ‘Non discendiamo dai bruti, ma ascendiamo da essi’. Quindi a distanza di circa mezzo secolo dall’enciclica Humani Generis di Pio XII l’evoluzione non è più una semplice ipotesi ma una verità da abbracciare a braccia aperte che non si deve mettere in dubbio: ecco come recentemente Giovanni Paolo II ha posto fine ad ogni dubbio: ‘L’Enciclica Humani generis considerava la dottrina dell’’evoluzionismo’ un’ipotesi seria, degna di una ricerca e di una riflessione approfondite al pari dell’ipotesi opposta (…) Oggi, circa mezzo secolo dopo la pubblicazione dell’Enciclica, nuove conoscenze conducono a non considerare più la teoria dell’evoluzione una mera ipotesi. E’ degno di nota il fatto che questa teoria si sia progressivamente imposta all’attenzione dei ricercatori, a seguito di una serie di scoperte fatte nelle diverse discipline del sapere’ (L’Osservatore Romano, 24 Ottobre 1996). Continua a leggere

Contro le eresie di Paul C. Jong

jong-libriPaul C. Jong (da non confondere con Paul David Yonggi Cho, il famoso predicatore coreano fondatore della più grande Chiesa Pentecostale del mondo che conta centinaia di migliaia di membri appartenente alle Assemblee di Dio) è un predicatore coreano ed ha fondato la New Life Mission (la cui sede principale è a Seul, Corea) che è una organizzazione non denominazionale nel 1991, e distribuisce gratuitamente i suoi libri e da quello che dice ne hanno distribuiti finora centinaia di migliaia in tutto il mondo. Li stanno distribuendo anche in Italia e nella rete da un pò di tempo circolano inviti fatti da parte di alcuni suoi seguaci ad andare al sito della New Life Mission e scaricarsi gratuitamente i suoi libri, tra cui in italiano è disponibile ‘Sei davvero rinato di acqua e di Spirito?’, o anche a richiederli gratuitamente su carta. Continua a leggere

La testimonianza di John R. Rice, ex massone

john-rice-lodges-examinedQuesta è la testimonianza di John R. Rice (1895-1980), figlio di un massone, che dopo essersi affiliato alla Massoneria sottoponendosi al giuramento di sangue a cui l’apprendista deve sottoporsi, si è ravveduto del suo peccato ed ha chiesto perdono al Signore, ed è uscito dalla Massoneria. E poi ha smascherato la Massoneria scrivendo un libro dal titolo «Lodges Examined By The Bible» («Le Logge esaminate per mezzo della Bibbia») – da cui ho tratto la sua testimonianza che ritengo molto importante – in cui con ogni franchezza condanna la Massoneria dicendo che essa è anticristiana e mena le anime all’inferno, ed esorta i Massoni a credere in Cristo Gesù per ottenere la salvezza e a uscire dalla Massoneria. Ed ovviamente egli dice anche che un Cristiano non può e non deve affiliarsi alla Massoneria, e se qualcuno lo ha fatto egli ha peccato e deve ravvedersi di questo peccato ed uscire e separarsi dalla Massoneria.

Chi dunque ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

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Credo che fosse l’estate del 1921, quando, influenzato da molti amici, mi recai alla loggia per essere fatto Massone. Un amico predicatore mi disse: «Essere un Massone ti darà molta più influenza. Per mezzo delle tue relazioni Massoniche puoi raggiungere molti uomini che altrimenti non potresti raggiungere. Ed è un grande fattore nella sicurezza tua e della tua famiglia essere un Massone».

Mio padre mi disse che lui, naturalmente, non poteva chiedermi di diventare un Massone, ma che tuttavia la cosa mi sarebbe stata di grande aiuto nella mia opera di predicatore. Tutto quello che io avevo sempre sentito sugli ordini segreti, o su quasi tutti, era buono. Molti predicatori che avevo conosciuto e amato e rispettato erano Massoni. Mi fu detto che Salomone, Giovanni il Battista, l’Apostolo Giovanni, ed altri personaggi della Bibbia erano Massoni e che questa antica fraternità custodiva molte grandi verità spirituali che il resto del mondo non possedeva. Appena prima mi ero arreso a predicare il Vangelo di Cristo, e non vedevo l’ora di avere tutto l’aiuto che potevo avere per guadagnare gli uomini. E così mi presentai per diventare membro della Massoneria.
Ma la loggia fu per me un grande disinganno. Trovai che un uomo che conoscevo essere un infedele, che si faceva beffe dell’ispirazione della Bibbia e derideva l’idea che Cristo è il divino Figlio di Dio, un razionalista che disprezzava le Chiese, era il più attivo ed importante membro della loggia! Egli stava gomito a gomito con mio padre mentre i lavori del grado avanzavano, consigliandolo. Questo uomo era un noto profano che io avevo sentito usare invano il nome di Dio, eppure era il fratello di loggia e il più intimo compagno di mio padre, che prima dei giorni nella loggia era stato un attivo predicatore del Vangelo! Nella sala della loggia c’erano altri che non pretendevano di essere figli di Dio [n.d.t. Cristiani]. Senza amare Cristo o senza avere creduto in Lui per la loro salvezza, essi parlavano familiarmente di Dio ed erano sulla stessa base come i zelanti Cristiani e i predicatori del Vangelo.

Quando mi fu chiesto di ripetere dietro mio padre le parole del giuramento dell’Apprendista, cominciai e poi mi fermai. Non immaginavo che un tale giuramento fosse una parte della Massoneria, e non volevo andare avanti. Mio padre ed altri mi dissero che non c’era niente nel giuramento o nella Massoneria che fosse offensivo verso Dio o la mia coscienza. Continuai. Ma rimasi scioccato, e più ci pensavo e più ero scioccato dalle parole che avevo pronunciato. Quando fui presentato con il grembiule bianco e mi fu detto che dovevo essere seppellito in esso, e che al mio funerale i Massoni dovevano assumerne la direzione e la Massoneria doveva essere esaltata, il mio cuore gridò che se morivo volevo un semplice sermone evangelico e volevo che i peccatori sentissero parlare del sangue di Cristo, volevo che fosse rivolto loro un invito! E così quella notte me ne andai via, afflitto e scioccato. Lo Spirito Santo dentro di me si mostrava offeso. Non tornai mai più nella loggia. Dopo qualche mese, giunsi alla conclusione che avevo peccato nell’andare nella loggia e nell’avere preso a parte a quel linguaggio e a quelle cerimonie e a quella riunione di persone. Chiesi a Dio di perdonarmi e Gli promisi che non avrei mai incominciato il lavoro [n.d.t. del massone], nonostante alcuni buoni amici si erano offerti volontariamente di pagare il costo dei miei primi tre gradi.

Fonte: http://www.ctmin.org/pdf/johnrice.pdf

Giacinto Butindaro è l’accusatore dei fratelli?

giacinto-butindaro-2Fratelli nel Signore, siccome nel confutare le false dottrine e smascherare i compromessi e gli scandali, come anche nel riprovare le mondane concupiscenze, presenti in mezzo alle diverse denominazioni evangeliche, io vengo accusato da tanti pastori e non pastori di fare l’opera del diavolo, in quanto essi dicono che il diavolo è l’accusatore dei fratelli, e quindi chi accusa i ministri di Dio o altri credenti è dal diavolo e non da Dio, mi sono trovato costretto a scrivervi per dimostrarvi come anche questa accusa è falsa, in quanto non è dimostrabile affatto che faccio la stessa opera che compie il diavolo, anzi è dimostrabile proprio il contrario e cioè che faccio un’opera che è da Dio, opera che prima di me hanno fatto tanti altri e che assieme a me fanno altri sia in Italia che all’estero.

Ora, ecco cosa è scritto nel libro dell’Apocalisse: “E vi fu battaglia in cielo: Michele e i suoi angeli combatterono col dragone, e il dragone e i suoi angeli combatterono, ma non vinsero, e il luogo loro non fu più trovato nel cielo. E il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato Diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo, fu gettato giù; fu gettato sulla terra, e con lui furon gettati gli angeli suoi. Ed io udii una gran voce nel cielo che diceva: Ora è venuta la salvezza e la potenza ed il regno dell’Iddio nostro, e la potestà del suo Cristo, perché è stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli, che li accusava dinanzi all’Iddio nostro, giorno e notte. Ma essi l’hanno vinto a cagion del sangue dell’Agnello e a cagion della parola della loro testimonianza; e non hanno amata la loro vita anzi l’hanno esposta alla morte. Perciò rallegratevi, o cieli, e voi che abitate in essi. Guai a voi, o terra, o mare! Perché il diavolo è disceso a voi con gran furore, sapendo di non aver che breve tempo” (Apocalisse 12:7-12).

Dunque, il diavolo è chiamato l’accusatore dei nostri fratelli, e quindi lui accusa i figli di Dio nel cospetto di Dio. Che egli compie questo è confermato anche da quello che dice il profeta Zaccaria: “E mi fece vedere il sommo sacerdote Giosuè, che stava in piè davanti all’angelo dell’Eterno, e Satana che gli stava alla destra per accusarlo. E l’Eterno disse a Satana: ‘Ti sgridi l’Eterno, o Satana! ti sgridi l’Eterno che ha scelto Gerusalemme! Non è questi un tizzone strappato dal fuoco?’ Or Giosuè era vestito di vestiti sudici, e stava in piè davanti all’angelo. E l’angelo prese a dire a quelli che gli stavano davanti: ‘Levategli di dosso i vestiti sudici!’ Poi disse a Giosuè: ‘Guarda, io ti ho tolto di dosso la tua iniquità, e t’ho vestito di abiti magnifici’ (Zaccaria 3:1-4)
Ma come sono le sue accuse? Vere o false? Le sue accuse sono false, e non potrebbe essere altrimenti in quanto Gesù disse che il diavolo “non si è attenuto alla verità, perché non c’è verità in lui. Quando parla il falso, parla del suo, perché è bugiardo e padre della menzogna” (Giovanni 8:44). Continua a leggere