La storia dei catari, sterminati dalla Chiesa Cattolica Romana

Una pagina di storia della Chiesa Cattolica Romana. Come ha sterminato i Catari.

Il Sapere di una minoranza è il potere che sovrasta l’ignorare della maggioranza.

da: “Il Filo d’Oro

Il Cristianesimo degli inizi era un brulicare di fedi in lotta tra loro. In una prima fase prevalse il confronto delle idee, ma poi, a partire dal III Secolo, una forma di cristianesimo si autodefinì come unica e vera, iniziando a reprimere e a distruggere gli altri cristianesimi. In sostanza, questi movimenti avevano il torto di credere ad un Gesùdiverso e di non condividere i dogmi, via via proclamati dalla grande Chiesa, nell’intento di definirsi nei confronti delle altre correnti di pensiero.  Tutti i dissidenti verranno bollati come eretici, perseguitati e infine, quando persistono nell’errore, eliminati.

Ammazzateli tutti, Dio riconoscerà i suoi.

Sul finire del XII Secolo la Chiesa ispirò e diresse uno spaventoso massacro in mezzogiorno della Francia, per sradicare l’eresia dei Catari o Albigesi. Ci vollero 20 anni di guerra e 100 di inquisizione per stroncare li ultimi focolai eretici. La Chiesa dopo aver compiuto la sua “opera” riesumò e bruciò, per sino, i cadaveri degli eretici.

Fin dal suo primo apparire in Europa, l’eresia catara fu sottilmente diffamata dai polemisti cristiani e posti ad una etichettatura di origine orientale. Oggi sappiamo invece con certezza che il movimento cataro era una forma di cristianesimo profondamente radicata in questa terra. Un secondo tradimento del catarismo avvenne alla fine del XIX Secolo ed è tutt’ora in corso. Scrittori e truffatori hanno prodotto un fantasioso intrigo fra ipotesi avventurose, segreti, tesori catari, templari e leggende del Graal. In realtà, tutta questa letteratura può forse attrarre i consumatori di occulto, ma non ha nulla a che fare con le sorgenti del pensiero cataro…

Il termine ingiurioso di “cataro” deriva dal latino catus. I Catari bacerebbero nei loro riti, il sedere di un gatto o di un caprone. Sono considerati odiosi adoratori del diavolo e accusati di abbandonarsi alla lussuria. Le comunità catare erano disseminate lungo gli itinerari delle persone, delle merci e delle idee. I Catari non formarono mai un’istituzione centralizzata, ma una moltitudine di comunità indipendenti. Risiedevano un po’ ovunque, nelle fattorie, nei paesini e qualche volta nei castelli. La chiesa catara era totalmente integrata nella vita sociale ed economica del paese. Tutti dovevano vivere del loro lavoro, i fedeli praticavano lavori artigianali. Erano sarti, sellai, tessitori, mugnai, contadini e venditori ambulanti.

Gli studi più recenti hanno chiarito che la chiesa catara non era una setta che strappava i suoi addetti dal mondo sociale per far vivere loro un’esistenza diversa. Raggruppava persone del loro tempo e del loro paese, nelle quali le aspirazioni spirituali e le inquietudini religiose erano state canalizzate, per mille ragioni, in strade diverse da quelle della chiesa ufficiale.

I Catari erano animati da una tensione verso  un rinnovamento morale, ispirato ai principi evangelici. Accusavano la Chiesa di Roma di aver tradito l’insegnamento di Cristo e di essersi compromessa con il mondo. Contestavano, più in generale, ogni forma di potere temporale. E’ il diavolo che ha conferito a certi uomini il potere su altri uomini.

Difronte alla messa in discussione dei dogmi la Chiesa ha sempre assunto posizioni intransigenti, gli eretici finiranno sul rogo. Raffigurazioni delle fiamme eterne, a cui li aveva destinati ad un patto con il diavolo.

La Chiesa era animata, in quei tempi, da una posizione totalizzante. Pretendeva di dirigere non solo le coscienze, ma anche le sorti del mondo! i roghi dovevano estirpare dal pianeta gli ultimi affioramenti di un pensiero gnostico, condannato e perseguitato già nei primi secoli…

Per i Catari il mondo era un espressione della forza diabolica. Il rifiuto di questa forza li spinse fino alla pratica della non violenza, fino alla dottrina che fa procedere dal male tutto ciò che appartiene al mondo materiale. E la Chiesa era certa di trovarsi difronte al vecchio e diabolico nemico di sempre, finché Papa Innocenzo III definì i movimenti ereticali di Catari e Valdesi, come piccole volpi che devastano la vigna del signore. Da qui partirono molte missioni, tese a convertire gli eretici. Quando però si accorsero che il clero era screditato per via di facenti parte della Chiesa stessa, allora chiesero aiuto all’esercito francese, così da invadere il paese degli Albigesi per sradicare più alla svelta l’eresia. Infatti, a coloro che porteranno la croce per sterminare gli eretici, il Papa prometterà loro un’indulgenza nei peccati… e un ricco bottino!

La spada materiale, si unisca alla spada spirituale. Poiché il male non può essere combattuto, dovrà essere estirpato!

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