Il culto della madonna

“Il titolo di “mediatrice” non venne che molto tardi in uso nei documenti della Chiesa; fu raramente adoperato; è difficile ad essere esattamente interpretato; sembra in contraddizione con il testo biblico che chiama Cristo il solo mediatore”. 

Cardinale Paul Emile Léger(1).

Locale di culto cattolico romano di santa Maria di Loreto

Che nome ha dato la chiesa cattolica alla madre di Gesù?

Maria viene chiamata “Madonna”, parola latina (mea domina) che significa “mia Signora”.

È vero che nel cattolicesimo la madre di Gesù è presentata come oggetto di culto?

La chiesa cattolica insegna a invocare Maria chiamandola: Regina, Madre di misericordia, Vita, Dolcezza, Speranza nostra, mia santissima Regina, Luce dell’anima, mia Avvocata, Speranza mia, mia Protezione, mio Rifugio, mia Consolazione e Felicità (si veda la pagina sul Rosario).

Ma la Maria della Bibbia, l’umile e benedetta madre di Gesù uomo, non è la Madonna, divinità creata successivamente dal clero sulla base della figura di Maria.

Ecco una delle tante preghiere di adorazione e consacrazione cattoliche. Si noti come questi insegnamenti defraudano il Signore del culto dovuto a Lui soltanto. Non c’è che da sostituire il nome di Maria perché essa possa essere rivolta, esattamente com’è, a Dio Padre o a Gesù Cristo:

“Cuore Immacolato di Maria, che in cambio del Vostro amore per noi riceveste tante offese. Io vi offro e consacro in perpetuo tutto me stesso, per corrispondere nel miglior modo alla vostra tenerezza materna, per riparare le ingiurie di cui siete oggetto da parte di tanti figli ingrati… Degnatevi di accettare quest’umile, ma sincera offerta. La mia anima, il mio corpo, la mia vita sono vostri; e giacché interamente vi appartengono, custoditemi e difendetemi come cosa tutta vostra” (2).


Ma il culto non deve essere reso soltanto a Dio?

Infatti questo è l’ordine tassativo della Parola di Dio. Ed è qualcosa di naturale e spontaneo per chi ha ricevuto nella propria vita Gesù come proprio Salvatore. Gesù stesso disse: “Adora il Signore Iddio tuo, e a Lui solo rendi il culto” (Matteo 4:10). Il culto, per sua stessa definizione, implica l’adorazione, e deve essere reso solo al Creatore.

Il culto della creatura umana ci è vietato da Dio, e la madre di Gesù era una creatura umana, nata e defunta come tutti gli altri esseri umani. Inoltre, quando si invoca Maria chiamandola “vita, speranza e avvocata” si dimostra una evidente mancanza di fede in Gesù Cristo. La Bibbia dice che se alcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo (I Giovanni 2:1), mentre, in contrasto con questa dichiarazione, la chiesa cattolica insegna che abbiamo un avvocato principale (Gesù Cristo) e altri secondari (Madonna e santi).

Altrove, la chiesa cattolica arriva addirittura ad affermare che Maria è “il solo avvocato” dei peccatori (si veda più sotto) e “l’agnella senza macchia” (titolo che invece appartiene soltanto a Cristo; si leggano le parole dell’apostolo Pietro in I Pietro 1:19).


Allora come viene giustificato il culto delle creature?

Anziché attenersi semplicemente alla Parola di Dio, vengono fatte delle sottili distinzioni che hanno lo scopo di rendere accettevole il falso. La chiesa cattolica insegna, senza alcun fondamento biblico, che si deve adorare (culto di “latria”) soltanto Dio, ma che si possono anche venerare, pregare e invocare gli angeli e i santi (culto di “dulia”).

Quanto alla Madonna – dice il regnante pontefice – ad essa “è dovuto un culto speciale, eccezionale”. Un culto di “iperdulia”, dice il catechismo. Questo termine esprime qualche cosa che va al di là della comune misura. Perciò, secondo la teologia cattolica, noi non potremo mai soddisfare pienamente al nostro dovere di venerazione verso Maria, perché il suo diritto a tali onori va al di là dei nostri limiti e delle nostre possibilità (3).


Per quali motivi questa dottrina cattolica va respinta?

Questa distinzione di vari gradi di culto è del tutto arbitraria. Non solo in base alla Bibbia, ma anche da un semplice punto di vista del buon senso, non è possibile fare distinzioni nell’adorazione. Quando ci si inginocchia davanti a qualcuno, e lo si prega, lo si invoca, ci si confida in esso per la propria eterna salvezza, lo si porta in processione religiosa, lo si innalza sugli altari, questa non è semplice “venerazione”, ma vera e propria adorazione, che non spetta in nessun caso alla creatura, ma soltanto al Creatore.

Per rendersi conto che non basta cambiare i nomi per cambiare le cose, non c’è che da leggere questa preghiera di san Bernardo (1090-1153), dove egli parla di Maria esattamente negli stessi termini che i Vangeli attribuiscono a Gesù Cristo:
“Nei pericoli e nelle angosce, nel dubbio pensate a Maria, invocate Maria. Se la seguirete, non andrete smarriti; se essa vi sostiene, non cadrete; se vi protegge, non avrete da aver paura; se essa vi conduce, non avrete tribolazioni; se essa vi è propizia, arriverete alla meta” (4).


Di quali e quanti mediatori ci parla il Vangelo?

Il Vangelo dichiara in modo costante e perentorio che fra Dio e gli uomini vi è un solo Mediatore, uno solo che ci possa salvare, Gesù Cristo. “V’è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo” (I Timoteo 2:5). “In nessun altro è la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati” (Atti 4:12).


Che cosa insegna invece la chiesa cattolica?

Per cercare di convincere evangelici e protestanti ad avvicinarsi al culto della Madonna, i teologi cattolici cercano di presentarlo nel modo più seducente possibile, negando, contro ogni evidenza, che la chiesa cattolica ponga Maria come mediatrice accanto a Gesù. Allo stesso tempo, però, essi insegnano l’esatto contrario. Ad esempio:

“…augusta Regina delle vittorie, o vergine Sovrana del Paradiso, al cui nome potente si rallegrano i cieli e tremano per terrore gli abissi, o Regina gloriosa del Santissimo Rosario, noi tutti avventurati figli tuoi, che la bontà tua ha prescelto ad innalzarti un Tempio in Pompei. Prostràti ai tuoi piedi, in questo giorno solenne della festa dei tuoi novelli trionfi, sulla terra dagli idoli e dei demoni, effondiamo con le lacrime gli affetti del nostro cuore, e con la confidenza di figli ti esponiamo le nostre miserie… Madre,trattieni il braccio della giustizia del tuo Figliolo adirato, e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori…” (6).

Qui, Gesù, che per amore nostro venne a dare la sua vita in croce per salvarci, e che versò il suo sangue innocente per noi, viene invece descritto come il “Figliolo adirato” di cui la Madonna deve “trattenere il braccio”?


Come viene anche chiamata la madre del Signore Gesù?

Al Concilio di Efeso (431), Maria è stata chiamata “madre di Dio”. E i teologi cattolici deducono che – essendo Gesù vero Dio – essa sarebbe anche madre di Dio (7).


Perché non dobbiamo chiamare Maria “madre di Dio”?

1) Anzitutto perché neppure una volta troviamo alcuna indicazione di questo insegnamento nella Parola di Dio.
2) Perché questo titolo favorisce l’equivoco di attribuire la divinità a una creatura umana.
3) Perché Maria fu madre della natura umana di Gesù, non certo della sua natura divina. Maria stessa, come ogni essere vivente, è stata creata dalla Parola eterna di Dio, cioè da Gesù (vedi Giovanni capitolo 1).


Qual è il nuovo titolo dato a Maria?

Nella terza sessione del Concilio Vaticano II è stato a lungo discusso sull’opportunità di chiamare Maria “madre della Chiesa”.
Il vescovo cattolico S. Mendez Arceo, parlando a nome di 40 vescovi latino-americani, presentò una serie di 12 argomenti contro l’inclusione del titolo “madre della Chiesa”, osservando, tra l’altro, che “se la Chiesa è nostra madre, come siamo soliti considerarla, allora Maria, come madre della Chiesa, sarebbe in realtà nostra nonna. Essa sarebbe anche la madre degli angeli, dato che San Tommaso afferma che gli angeli fanno parte della Chiesa”.
Senza tener conto di queste obiezioni, il regnante pontefice ha invece stabilito: “Noi proclamiamo Maria Santissima madre della Chiesa… e vogliamo che con tale titolo soavissimo d’ora innanzi la Vergine venga ancor più onorata e invocata da tutto il popolo cristiano” (9).


Che cos’è l’Immacolata Concezione?

L’8 dicembre 1854, papa Pio IX (G.M. Mastai Ferretti, 1846-1878) ha dichiarato che “la beatissima Vergine Maria, nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio… venne preservata immune da ogni macchia della colpa originale” (10).

Maria sarebbe quindi nata senza peccato, a differenza di tutte le altre creature umane, che nascono sotto il peccato originale, cioè con una tendenza a peccare. Nel passato, contro l’idea dell’Immacolata Concezione si schierarono le menti più dotte della chiesa cattolica: san Bernardo, san Bonaventura e il sommo dottore di questa chiesa, Tommaso d’Aquino. I francescani e i gesuiti hanno sostenuto questa dottrina, mentre i domenicani l’hanno fieramente combattuta.


Perché i Cristiani non devono accettare questa dottrina?

Perché non solo non ha alcun fondamento biblico, ma è contraria a quanto dice la Parola di Dio sulla radicale corruzione della natura umana. L’apostolo scrive: “per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato v’è entrata la morte, e in questo modo la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato…” (Romani 5:12; si leggano anche Romani 11:32, Romani 3:9-10, Ecclesiaste 7:20, ecc).

Inoltre, la stessa Maria non si definì priva di peccato o superiore agli altri, anzi lodò umilmente Dio come suo Salvatore: “L’anima mia magnifica il Signore, e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore, perché egli ha guardato alla bassezza della sua serva…” (Luca 1:46).

Tra i primi cristiani, una testimonianza è quella di sant’Eusebio (260-340 d.C.), che scrisse: “Nessuno è esente dalla macchia del peccato originale, neanche la madre del Redentore del mondo. Gesù solo è esente dalla legge del peccato, benché nato da una donna sottoposta al peccato” (Eusebio, Emiss. in Orat. II de Nativ.).


Che cos’è l’Assunta?

La chiesa cattolica insegna che “Maria, dopo aver compiuto il corso della sua vita terrestre, è stata elevata corpo e anima alla gloria celeste…” (11).

Questa leggenda, che ha cominciato a farsi strada solo diversi secoli dopo Cristo, si chiama Assunzione (e perciò Maria è chiamata l’Assunta), ed è stata proclamata dottrina della chiesa cattolica soltanto nel 1950. Il sacerdote prof. Romano Guardini, precisamente a proposito delle leggende fiorite intorno alla Vergine, ha scritto: “La leggenda può allietarci con le sue dilettevoli immagini, ma di leggende non si vive, tanto meno quando ne va della sostanza” (12).


Perché non bisogna credere all’Assunzione di Maria?

1) Perché, se fosse vera, i Vangeli e gli altri scritti del Nuovo Testamento ce ne avrebbero sicuramente tramandato il ricordo.
2) Perché sappiamo, invece, che si tratta di una leggenda di cui troviamo le prime tracce solo dal VI secolo dopo Cristo. Lo storico cattolico M. Jugie così parla di questi racconti: “Dal punto di vista storico, il loro valore è assolutamente nullo” (13).
3) Perché, se l’Assunzione corrispondesse a un fatto storico, e di così grande importanza, sarebbe inspiegabile che la chiesa cattolica abbia atteso tante centinaia di anni prima di farlo sapere autorevolmente.
4) Perché l’Assunzione non solo non ha alcun fondamento storico, ma contraddice l’esplicita affermazione dell’apostolo Giovanni, secondo cui nessuno, all’infuori di Gesù il Figlio di Dio, è ancora risuscitato (Giovanni 3:13), e a quella, non meno esplicita, dell’apostolo Paolo (I Corinzi 15:50).


Qual è l’equivoco presentato dalla preghiera “Ave Maria”?

La chiesa cattolica insegna a invocare la madre di Gesù con le parole “Ave Maria, gratia plena”, cioè: “Ti saluto, o Maria, piena di grazia”, favorendo così l’equivoco che Maria sia dispensatrice di grazie.

Viceversa, l’angelo che annunziò a Maria la nascita di Gesù, le aveva detto: “Salve, o tu, a cui è stata fatta grazia” (Luca 1:28, testo greco originale: “Chaire, kecharitômenê…”). E per ben escludere che si potesse interpretare diversamente, lo stesso angelo ha aggiunto: “Non temere, Maria, perché tu hai trovato graziadavanti a Dio” (v. 30).

Sant’Ambrogio così commenta questo passo: “Nessuno distolga verso la Vergine Maria questa parola! Maria era il tempio di Dio e non il Dio del tempio. Solo dev’essere adorato Colui che era all’opera nel tempio(14).


Quale altra forzatura è stata recata alla dottrina biblica per esaltare Maria?

Nel racconto della Genesi, Dio dice al serpente: “Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno” (Genesi 3:15). Secondo il Concilio Vaticano II la Madonna “viene già profeticamente adombrata nella promessa, fatta ai progenitori caduti nel peccato, circa la vittoria sul serpente” (15).

Qual è il significato? La Bibbia del “Cardinal Ferrari” così annota: “Secondo il testo ebraico il vincitore è uno” (genere maschile). Molti interpreti hanno giustamente capito che si tratta di Gesù Cristo, il che non impedisce, tuttavia, che ai bambini cattolici si insegni ancora che non sarà Gesù ma la Madonna.


Che cosa insegna la Bibbia riguardo alla madre di Gesù?

È significativo notare come, all’infuori degli episodi della nascita di Gesù, la Bibbia parli pochissimo di Maria (cinque volte soltanto), e sempre mettendone in evidenza la posizione umile e subordinata, ben diversa da quella che pretende per lei la chiesa cattolica:

1) Gesù dodicenne a Gerusalemme, quando esprime il suo stupore perché i suoi genitori non hanno pensato a cercarlo subito nel Tempio (Luca 2:41-52).
2) Le nozze di Cana, dove Gesù fa notare a sua madre che non è suo compito di interferire nella missione del Figlio (Giovanni 2:1-12).
3) L’episodio di Maria e degli altri familiari, che vanno a cercare Gesù, ritenendolo “fuori di sé” (Marco 3:21). In questa occasione, Gesù, dolorosamente colpito nel suoi affetti più cari, esclama: “Chi è mia madre, e chi sono i miei fratelli?” (Matteo 12:48).
4) Maria ai piedi della croce (Giovanni 19:25-27).
5) Maria in preghiera con i discepoli a Gerusalemme dopo l’Ascensione (Atti 1:14).


Vi è nel Vangelo un episodio che insegna precisamente il contrario dell’Ave Maria?

Si, una volta qualcuno lodò proprio Maria in presenza di Gesù: “Una donna di fra la moltitudine alzò la voce e gli disse: Beato il seno che ti portò e le mammelle che tu poppasti!”
Ma Gesù, rispondendo, le insegnò che la gloria spetta soltanto a Dio: “Beati piuttosto quelli che odono la parola di Dio e l’osservano!” (Luca 11:27-28).


Per quale motivo il culto della Vergine ha preso un tale sviluppo nella chiesa romana?

1) Anzitutto, nel culto della Madonna rivive l’esaltazione pagana del principio femminile, come creatore e datore di vita (16).

2) Inoltre, nel culto della Madonna rivive in modo concreto il culto pagano di Iside, che fu per due secoli la “Santa Madre” del mondo antico. Iside “che tutto vede e tutto può, stella del mare, diadema della vita, donatrice di legge e redentrice” era la donna divinizzata (culto ripetuto anche in altre mitologie, vedere qui). La si rappresentava come una giovane donna, inghirlandata dal loto azzurro della luna crescente, col figlioletto Horus tra le braccia. Non poche statue di Iside furono trasformate più tardi in immagini della Madonna. Anche i Druidi (sacerdoti pagani) onoravano la statua in legno di una donna, rappresentante la fecondità (17).

3) Un altro motivo è da ricercarsi nelle eresie che negavano la divinità di Gesù. Per combattere queste eresie la Chiesa ha messo l’accento sulla divinità di Gesù, e questo nel tempo portò taluni a divinizzare anche la madre di Gesù.

4) Ma, soprattutto, il culto della Madonna è il culto della creatura umana in quello che essa ritiene di avere di più nobile. Attraverso il culto della Madonna, l’uomo dice a Dio: “Tu, per agire, avevi bisogno di noi. Non è dunque vero che l’umanità sia perduta senza rimedio, se è stata capace di esprimere un essere così perfetto come la Regina del cielo, la Madonna”. Gesù sarebbe perciò morto per noi inutilmente.


In conclusione, che cosa dobbiamo pensare della dottrina su Maria?

Questa dottrina rimane uno degli ostacoli fondamentali per la riunione della cristianità, e l’espressione più evidente del deviazionismo della chiesa cattolica romana. Come giustamente si esprime il prof. Vittorio Subilia: “I protestanti spesso considerano la mariologia come una appendice strana e poco interessante della fede cattolica, una specie di superstizione popolare tollerata ufficialmente o tacitamente dalle illuminate sfere dirigenti e legata in particolare alle regioni meridionali, comunque un elemento marginale e non essenziale su cui non è il caso di fermerai troppo e che sarà spazzato via man mano che l’influenza dei progressisti ai verrà affermando. Questo atteggiamento è indicativo di una incomprensione fondamentale del cattolicesimo… Bisogna rendersi conto che la mariologia è connessa con l’essenza del cattolicesimo, è l’espressione del cattolicesimo” (18).

Perciò ogni cristiano che “sa in chi ha creduto”, sa che fuori di Gesù Cristo non c’è altro Mediatore, né Salvezza, né Signore, e che “non c’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad essere salvati” (Atti 4:12).
NOTE

1 – Card. P.-É. Léger, al Concilio Vaticano II. Vedi: Docum. Cathol. 4 ottobre 1964.
2 – Il devoto della SS. Vergine di Fatima. Edito con approvazione ecclesiastica della Curia arcivescovile di Trani, 1953, p. 47.
3 – Discorso a Castel Gandolfo. Vedi: Docum. Cathol. 6 settembre 1954.
4 – Bernardo, Omelia II sull’Ev. Missus Est ; Cit. da: P. Gasparri (Card.), Catéchisme catholiqne, p. 184.
5 – Alberto Bellini, consultore del Segretariato per l’unità dei cristiani, in: “La Rocca”, 1 maggio 1964.
6 – Supplica alla Regina del SS. Rosario di Pompei, in: Venite adoremus., boll. Studentato eucaristico, San Benedetto del Tronto, 5/64.
7 – G. Gasparri, op. cit., p. 82.
8 – Cit. da “Bollettino del Consiglio federale delle chiese evangeliche d’Italia”, n. 21, 9 dicembre 1964.
9 – Paolo VI, Discorso pronunziato alla chiusura della terza sessione del Concilio Vaticano Il. Vedi: Docum. Cathol. ., 6 dicembre 1964.
10 – Bolla “Ineffabilis Deus”, 8 dicembre 1854. Vedi: Denzingher, op. cit., 2803, p. 562.
11 – Pio XII, Coit. dogm. , Munificentissimus Deus, novembre 1950 (Denzingher, op. cit., 1903, p. 782).
12 – R. Guardini, Il Signore Milano, Ed. Vita e Pensiero, 1955, p. 10.
13 – M. Jugse, La mort et l’Assomption; Cit. da G. Mirece, La Vergine Maria, Torre Pellice, Ed. Claudiana, 1959, p. 103.
14 – De Spiritu Sancto, III; II, 80.
15 – Cost. dogm. sulla Chiesa, 55.
16 – Louis-Paul Favre, in: Réforme ., 16 aprile 1960.
17 – R. Puaux, Rome ef l’avenir des nations, p. 46.
18 – V. Subilia, La nuova cattolicità del Cattolicesimo, Torino, Ed. Claudiana, 1967, p. 67.

(Adatt. da “Il Vangelo non dice così”, di R. Nisbet, Ed. Claudiana)

Tratto da: Il Cammino Cristiano

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2 commenti su “Il culto della madonna

  1. Sara Marzella scrive:

    A volte nelle chiese si trova la madonna al centro e il crocifisso in basso.. a volte neanche quello.. o si trova al centro in alto la madonna col bambino.. Rimango fedele al non ti farai immagine alcuna..quindi a prescindere è sbagliata qualunque rappresentazione.E’ la visione della madre che gestisce i nostri bisogni..incoronata..ma questo è uno sbaglio dell’uomo e il lavoro del diavolo.. Il Signore ci ha espressamente lasciato lo Spirito Santo come consolatore e guida. E lui solo.
    Siamo arrivati al punto che a lei vanno le preghiere a lei la radio.. a lei il culto .. ma io nn leggo nulla nella bibbia sul pregare Maria o santi o morti.. sono grandi esempi.. o sono persone a cui abbiam voluto bene ma nn devono sostituire MAI Dio nè Gesù nelle nostre vite e solo a lui dobbiamo riferirci.DIO SOLO PREGO.

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