L’apostolo Pietro non fu costituito capo della Chiesa e non lasciò successori

Il capo dello Stato del Vaticano non può essere definito in nessuna maniera il successore di Pietro. La ragione è perché Gesù non conferì mai a Simon Pietro il primato sugli altri apostoli e sulla Chiesa dicendogli di trasmetterlo poi ad altri; di conseguenza coloro che insegnano che egli era a capo della Chiesa d’allora e che il suo primato sia stato da lui trasmesso a qualcun altro insegnano una falsa dottrina e seducono coloro che l’accettano. Adesso dimostreremo mediante le Scritture quanto appena detto cominciando con lo spiegare il passo del “Tu sei Pietro…” (Matt. 16:18) in Matteo, perché è su di esso che i teologi papisti si appoggiano per spiegare che Pietro fu costituito da Cristo capo e fondamento della Chiesa, e quindi che fu il primo papa.

Ora, Gesù disse a Pietro: “Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell’Ades non la potranno vincere. Io ti darò le chiavi del regno de’ cieli; e tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà legato ne’ cieli, e tutto ciò che avrai sciolto in terra sarà sciolto ne’ cieli” (Matt. 16:18,19). Queste parole Gesù le rivolse a Pietro dopo che questi gli disse dinanzi agli altri discepoli: “Tu sei il Cristo, il Figliuol dell’Iddio vivente” (Matt. 16:16), e noi crediamo in esse infatti crediamo che Gesù Cristo edificò la sua Chiesa sopra la sola pietra angolare che esista in tutto il tempio di Dio e che é lui stesso, il Figliuol di Dio, e non Pietro, nulla togliendo al fatto che Pietro sia una parte del fondamento posto da Cristo sopra di lui. Che “questa pietra”, a cui Gesù fece riferimento in quella risposta a Simon Pietro, è Gesù Cristo stesso, e che il fatto che poco prima egli si sia rivolto a Pietro dicendogli: “Tu sei Pietro..” non significa che questa pietra è Pietro, lo si deduce anche dal confronto con queste parole che Gesù disse ai Giudei: “La pietra che gli edificatori hanno riprovata è quella ch’è divenuta pietra angolare… E chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato; ed ella stritolerà colui sul quale cadrà” (Matt. 21:42,44). Perché? Perché in queste parole Gesù dicendo “su questa pietra” si riferì a lui medesimo e non a qualcun altro; certo non disse ‘su di me stesso’, ma è evidente che parlò di lui e non di qualcun altro. Quindi, anche il “su questa pietra” presente nel discorso di Gesù a Pietro significa su Cristo e non su Pietro. Perciò, come Gesù quando disse “chi cadrà su questa pietra” non volle dire: ‘Chi cadrà su Simon Pietro’, così anche quando egli disse: “Su questa pietra edificherò la mia Chiesa” non disse: ‘Su Simon Pietro edificherò la mia chiesa’, perché in tutti i due discorsi “questa pietra” è lui stesso e nessun altro.

Le seguenti Scritture attestano chiaramente che Pietro non fu costituito da Cristo né il fondamento della Chiesa, né il principe degli apostoli e neppure il capo supremo della Chiesa.

  • Paolo dice agli Efesini: “Voi dunque non siete più né forestieri né avventizî; ma siete concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio, essendo stati edificati sul fondamento degli apostoli e de’ profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare, sulla quale l’edificio intero, ben collegato insieme, si va innalzando per essere un tempio santo nel Signore” (Ef. 2:19-21). La casa di Dio é una casa spirituale formata da pietre viventi, cioè da uomini e donne vivificati da Cristo, ed ha come fondamento alla base di essa Cristo Gesù, la pietra angolare. Ma sopra Cristo é stato posto un altro fondamento da Dio che é costituito dagli apostoli e dai profeti, e difatti noi figliuoli di Dio ci basiamo nella nostra vita sugli insegnamenti di Cristo Gesù, su quelli degli apostoli e sulle parole dei profeti. Ma rimane il fatto che il Capo e il Fondamento della Chiesa rimane sempre Cristo perché lui é il Salvatore del corpo. Come potete vedere nelle parole di Paolo non si intravede la benché minima prova della supremazia dell’apostolo Pietro su gli altri apostoli, appunto perché Pietro é uno degli apostoli che formano il fondamento della Chiesa e non il solo apostolo di cui è formato il fondamento.
  •  L’apostolo Paolo dice ai Corinzi: “Io, secondo la grazia di Dio che m’è stata data, come savio architetto, ho posto il fondamento; altri vi edifica sopra. Ma badi ciascuno com’egli vi edifica sopra; poiché nessuno può porre altro fondamento che quello già posto, cioè Cristo Gesù” (1 Cor. 3:10,11). Queste parole di Paolo, assieme a queste sue altre parole scritte ai Romani: “Così, da Gerusalemme e dai luoghi intorno fino all’Illiria, ho predicato dovunque l’Evangelo di Cristo, avendo l’ambizione di predicare l’Evangelo là dove Cristo non fosse già stato nominato, per non edificare sul fondamento altrui” (Rom. 15:19,20), confermano che il fondamento della Chiesa di Dio è Cristo Gesù, e non Pietro o il suo presunto successore come invece asserisce la chiesa romana.
  • L’apostolo Pietro nella sua prima epistola dice: “Accostandovi a lui, pietra vivente, riprovata bensì dagli uomini ma innanzi a Dio eletta e preziosa, anche voi, come pietre viventi, siete edificati qual casa spirituale… Poiché si legge nella Scrittura: Ecco, io pongo in Sion una pietra angolare, eletta, preziosa; e chiunque crede in lui non sarà confuso” (1 Piet. 2:4-6), ed ai capi sacerdoti e agli anziani disse del Cristo: “Egli è la pietra che è stata da voi edificatori sprezzata, ed é divenuta la pietra angolare” (Atti 4:11). Quindi Pietro ha definito Gesù pietra vivente, eletta e preziosa ed anche la pietra angolare che Dio aveva promesso di mettere in Sion dopo che sarebbe stata rigettata dagli edificatori; quindi lui stesso riconobbe che Cristo era la prima pietra di tutta la costruzione e che tutti i credenti (lui incluso) erano come delle pietre viventi che si dovevano accostare alla pietra vivente che é Cristo. Che fanno invece i teologi cattolici romani? Disconoscono Cristo Gesù come la pietra angolare, e difatti la chiesa romana non ha come fondamento Cristo Gesù, ma il papato che fonda la sua esistenza sulla menzogna e sull’ipocrisia. Se la chiesa romana fosse veramente fondata sopra Cristo Gesù (come dice di essere) essa si atterrebbe alle parole di Cristo e non annullerebbe l’insegnamento del Signore nostro Cristo Gesù e quello degli apostoli.
  • Marco dice: “E vennero a Capernaum; e quand’egli fu in casa, domandò loro: Di che discorrevate per via? Ed essi tacevano, perché per via aveano questionato fra loro chi fosse il maggiore. Ed egli postosi a sedere, chiamò i dodici e disse loro: Se alcuno vuol essere il primo, dovrà essere l’ultimo di tutti e il servitor di tutti” (Mar. 9:33-35). Ora, se Pietro fosse stato il principe degli apostoli di certo Gesù lo avrebbe detto in quest’occasione in cui i discepoli avevano discusso fra loro per sapere chi era il maggiore; ma da quello che dice Marco, Gesù non dichiarò Pietro il maggiore degli apostoli. Egli disse che chi fra loro voleva essere il primo doveva essere il servitore di tutti. Ed oltre a ciò, bisogna dire che dato che questa disputa fra i discepoli avvenne dopo che Gesù dichiarò beato Simon Pietro per la sua confessione di fede e gli disse: “Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa…” (Matt. 16:18), è evidente che i discepoli a quelle parole di Gesù dirette a Pietro non gli avevano affatto dato l’interpretazione che gli danno i teologi papisti. Perché? Perché altrimenti essi non avrebbero questionato fra loro chi fosse il maggiore, essendo stata la questione risolta in precedenza da Gesù.
  • Paolo ai Galati chiama Giacomo, Cefa, e Giovanni “quelli che godono di particolare considerazione” (Gal. 2:6) e anche quelli “che godono maggior considerazione” (Gal. 2:6), e dice che essi erano “reputati colonne” (Gal. 2:9) nella Chiesa. Anche in queste parole di Paolo, Pietro non ricopre una posizione di dominio sopra gli altri apostoli o sopra la Chiesa di Dio perché viene annoverato tra le colonne della Chiesa assieme ad altri due apostoli. Da come parlano invece i teologi cattolici romani Pietro era la colonna portante dell’intera Chiesa. A chi credere dunque? A Paolo, di certo, perché lui parlava da parte di Dio in Cristo.
  • Dopo che Gesù fu assunto in cielo, prima che giungesse il giorno della Pentecoste, l’apostolo Pietro si alzò in mezzo ai fratelli che erano adunati, che ammontavano a circa centoventi persone, e disse innanzi tutto che era stato necessario che si adempisse ciò che lo Spirito Santo aveva detto tramite Davide intorno a Giuda Iscariota, poi disse queste parole: “Bisogna dunque che fra gli uomini che sono stati in nostra compagnia tutto il tempo che il Signor Gesù è andato e venuto fra noi, a cominciare dal battesimo di Giovanni fino al giorno ch’egli, tolto da noi, è stato assunto in cielo, uno sia fatto testimone con noi della risurrezione di lui” (Atti 1:21,22). E questo fu fatto perché trassero a sorte tra Mattia e Giuseppe, ed essendo stato sorteggiato Mattia egli fu aggiunto agli undici. Notate che non fu Pietro a decidere chi doveva prendere il posto di Giuda, ma la sorte. Questo conferma che Pietro in seno alla Chiesa non possedeva il posto di ‘capo della Chiesa’, come invece asserisce la curia romana, perché altrimenti lo avrebbe scelto lui il successore di Giuda.
  • A Gerusalemme quando si riunirono gli apostoli e gli anziani per discutere un’importante questione che era sorta, cioè se circoncidere i Gentili e comandare loro d’osservare la legge o no, l’apostolo Pietro non ricoprì la posizione di principe degli apostoli o di vescovo universale. E’ scritto infatti: “Essendone nata una gran discussione, Pietro si levò in piè, e disse loro: Fratelli, voi sapete che fin dai primi giorni Iddio scelse fra voi me, affinché dalla bocca mia i Gentili udissero la parola del Vangelo e credessero. E Dio, conoscitore dei cuori, rese loro testimonianza, dando lo Spirito Santo a loro, come a noi; e non fece alcuna differenza fra noi e loro, purificando i cuori loro mediante la fede. Perché dunque tentate adesso Iddio mettendo sul collo de’ discepoli un giogo che né i padri nostri né noi abbiam potuto portare? Anzi, noi crediamo d’esser salvati per la grazia del Signor Gesù, nello stesso modo che loro” (Atti 15:7-11). Dopo Pietro parlarono anche Paolo e Barnaba, ed infine Giacomo che fu quello che giudicò di non dare molestia ai credenti di fra i Gentili, ma di ordinargli di astenersi dalle cose sacrificate agli idoli, dalla fornicazione, dalle cose soffocate e dal sangue. Ora, se Pietro avesse avuto la priorità in ogni cosa sicuramente questo si sarebbe palesato a Gerusalemme in quell’importante riunione, ma bisogna dire che, ancora una volta, della sua sbandierata supremazia non c’é la benché minima prova. Pietro sì parlò per primo, ma colui che disse cosa bisognava dire ai Gentili di evitare fu Giacomo e non Pietro, infatti egli disse: “Io giudico che non si dia molestia a quelli dei Gentili che si convertono a Dio…” (Atti 15:19). E badate che quello di Giacomo non fu un consiglio ma un giudizio; dico questo perché i sostenitori del primato di Pietro tendono con i loro discorsi a farlo passare per un semplice suggerimento.
  • “Or gli apostoli ch’erano a Gerusalemme, avendo inteso che la Samaria avea ricevuto la parola di Dio, vi mandarono Pietro e Giovanni. I quali, essendo discesi là, pregarono per loro affinché ricevessero lo Spirito Santo; poiché non era ancora disceso sopra alcuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signor Gesù. Allora imposero loro le mani, ed essi ricevettero lo Spirito Santo” (Atti 8:14-17). Anche in questo caso non emerge nella maniera più assoluta che Pietro fosse il Principe degli apostoli o il capo della Chiesa. Notate infatti che Pietro fu mandato in Samaria assieme a Giovanni dagli apostoli che erano in Gerusalemme, e che sia Pietro che Giovanni pregarono per i Samaritani affinché ricevessero lo Spirito Santo, il che sta ad indicare che ambedue avevano il dono di imporre le mani ai credenti affinché ricevessero lo Spirito Santo e non solo Pietro. Pietro, sia prima del giorno della Pentecoste, che il giorno della Pentecoste, e sia dopo, e precisamente nel caso della guarigione dello zoppo al tempio, quando lui e Giovanni comparvero davanti al Sinedrio, quando Anania portò i denari ai piedi degli apostoli, e quando Simone offerse a lui e a Giovanni del denaro per ricevere l’autorità di imporre le mani ai credenti affinché ricevessero lo Spirito Santo, dico, in tutte queste diverse circostanze, egli si palesò essere il primo a parlare tra gli apostoli (cfr. Atti 1:15; 2:14; 3:12; 4:8; 5:3; 8:20), ma non il primo per importanza tra gli apostoli. Vi ricordo a tale proposito che Paolo e Barnaba erano stati ambedue appartati per ordine dello Spirito Santo ad Antiochia, ed ambedue erano stati mandati dallo Spirito Santo a compiere quell’opera, ma tra i due Paolo era il primo a parlare infatti a Listra le turbe dopo avere visto la guarigione compiuta da Paolo lo chiamarono Mercurio “perché era il primo a parlare” (Atti 14:12). A conferma di ciò vi ricordo che ad Antiochia di Pisidia, quando i capi della sinagoga mandarono a dire a Barnaba e Paolo che se avevano una parola d’esortazione da dire al popolo la potevano dire, fu Paolo ad alzarsi e a parlare per primo ai presenti (cfr. Atti 13:16). Ma tutto ciò non ci porta a dire che Paolo era superiore a Barnaba o suo capo. La stessa cosa si può dire dell’apostolo Pietro nei confronti degli altri apostoli; egli parlava per primo, ma non aveva il primato né su loro e né sulla Chiesa.

Ma tutto questo che abbiamo detto sin qui, benché sia provato mediante le sacre Scritture, non incontra per nulla il favore della chiesa romana che ha lanciato il seguente anatema contro chi non riconoscerà che il papa è per diritto divino il successore di Pietro sopra tutta la Chiesa: ‘Se, quindi, qualcuno dirà che non è per istituzione dello stesso Cristo signore, cioè per diritto divino, che il beato Pietro ha sempre dei successori nel primato su tutta la chiesa; o che il Romano pontefice non è successore del beato Pietro in questo primato: sia anatema’ (Concilio Vaticano I (1869-1870), Sess. IV, cap. II). Oh! quanto è vera la parola del profeta: “Non sanno nulla, non capiscono nulla; hanno impiastrato loro gli occhi perché non veggano, e il cuore perché non comprendano” (Is. 44:18).

GIACINTO BUTINDARO, La Chiesa Cattolica Romana, Roma 1998, pag. 105-107

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2 commenti su “L’apostolo Pietro non fu costituito capo della Chiesa e non lasciò successori

  1. monti giovanni scrive:

    1Pietro 5:1 Io esorto dunque gli anziani che sono fra voi, io che sono anziano con loro e testimone delle sofferenze di Cristo e che sarò pure partecipe della gloria che ha da essere manifestata:

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