C’è chi usa dire: “ti benedico…”, ma l’uomo non ha il potere di benedire nessuno…

SOLO DIO PUO’ BENEDIRE!

Fratelli nel Signore, ho ritenuto bene di scrivere questo studio basandomi naturalmente sulle sole Sacre Scritture, poiché vi sono alcuni che usano benedire il prossimo dicendogli: “… ti benedico”, anziché dirgli: “… Dio ti benedica”.
Ora, questo modo di esprimersi è antiscritturale poiché disubbidisce un chiaro comandamento di Dio al riguardo, che troviamo scritto nel libro dei Numeri:

  • “L´Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: “Parla ad Aaronne e al suoi figliuoli, e di´ loro: Voi benedirete così i figliuoli d´Israele; direte loro: L´Eterno ti benedica e ti guardi! L´Eterno faccia risplendere il suo volto su te e ti sia propizio! L´Eterno volga verso te il suo volto, e ti dia la pace! Così metteranno il mio nome sui figliuoli d´Israele, e io li benedirò. (Numeri 6:22,27).

Infatti dando questo comandamento al Suo popolo, Iddio chiarisce che per essere benedetti doveva esser messo il Suo Nome sui figliuoli d’Israele, siccome è scritto:

  • “…Così metteranno il mio nome sui figliuoli d´Israele, e io li benedirò. (verso 27)

Chi dunque vorrebbe benedire qualcuno senza mettere il Nome di Dio sul suo prossimo disubbidisce perciò all’ordine dato da Dio.

Ora qualcuno potrebbe però obiettare dicendo che noi non siamo più sotto la legge di Mosè ma sotto la grazia; occorre perciò ricordare che è vero che non siamo più soggetti alla legge di Mosè, ma è altresì vero che con questo noi non annulliamo la legge, poiché è anche scritto:

  • “…Or noi sappiamo che la legge è buona, se uno l´usa legittimamente” (1° Timoteo 1:8)

La legge perciò è buona quando dice “non uccidere”, la legge è buona quando dice: “non rubare”, e la legge è altresì buona quando dice che dobbiamo benedire mettendo il Nome di Dio sul soggetto da benedire.

Il fatto poi, che non sia né giusto e nemmeno scritturale benedire qualcuno senza nominare su lui il Nome di Dio è dimostrato nelle Sacre Scritture anche dal fatto che perfino quando la legge non era ancora stata data, gli antichi uomini di Dio benedicevano nominando il Nome del Signore.

Vediamo ora alcuni esempi di benedizione PRIMA che fossa data la legge:

Isacco (quando benedì Giacobbe)

  • “E Isacco senti l´odore de´ vestiti di lui, e lo benedisse dicendo: “Ecco, l´odor del mio figliuolo è come l´odor d´un campo, che l´Eterno ha benedetto. Iddio ti dia della rugiada de´ cieli e della grassezza della terra e abbondanza di frumento e di vino. Ti servano i popoli e le nazioni s´inchinino davanti a te. Sii padrone de´ tuoi fratelli e i figli di tua madre s´inchinino davanti a te. Maledetto sia chiunque ti maledice, benedetto sia chiunque ti benedice!  E avvenne che come Isacco ebbe finito di benedire Giacobbe…”(Genesi 27:27,30)

Ancora Isacco

  • “Allora Isacco chiamò Giacobbe, lo benedisse e gli diede quest´ordine: “Non prender moglie tra le figliuole di Canaan. Lèvati, vattene in Paddan-Aram, alla casa di Bethuel, padre di tua madre, e prenditi moglie di là, tra le figliuole di Labano, fratello di tua madre…” (Genesi 28:1,2)

…e come lo benedisse?

  • “… E l´Iddio onnipotente ti benedica, ti renda fecondo e ti moltiplichi, in guisa che tu diventi un´assemblea di popoli, e ti dia la benedizione d´Abrahamo: a te, e alla tua progenie con te; affinché tu possegga il paese dove sei andato peregrinando, e che Dio donò ad Abrahamo”. (Genesi 28:3,4)

Sarebbe perciò errato non leggere i versi precedenti dove Isacco nomina il Nome di Dio e prendere solo il seguente verso 33, cioè di  quando arrivò Esau a cui Isacco pur scoprendo l’inganno disse:

  • “…e l´ho benedetto; e benedetto ei sarà” (Genesi 27:33)

Giacobbe (quando benedì Giuseppe e i suoi figli)

  • “E Israele (Giacobbe) stese la sua man destra, e la posò sul capo di Efraim ch´era il più giovane; e posò la sua mano sinistra sul capo di Manasse, incrociando le mani; poiché Manasse era il primogenito. E benedisse Giuseppe, e disse: “L´Iddio, nel cui cospetto camminarono i miei padri Abrahamo e Isacco, l´Iddio ch´è stato il mio pastore dacché esisto fino a questo giorno, l´angelo che mi ha liberato da ogni male, benedica questi fanciulli!” (Genesi:48:14,15) -  “E in quel giorno li benedisse…” (Genesi 48:20)

Come per l’esempio di Isacco, anche in questo caso occorre far notare che vi sono diversi versi nella Bibbia che presi da soli parrebbero avvalorare la pratica di dire: “ti benedico…”, al suo prossimo. Ad esempio sarebbe sbagliato prendere solo il verso 20 del capitolo 48 di Genesi che dice: “E in quel giorno li benedisse…” (Genesi 48:20), senza citare i versi precedenti che dimostrano chiaramente che Giacobbe benedisse i figli di Giuseppe non di suo, ma nominando su di loro il nome di Dio, quando disse: L´Iddio, nel cui cospetto…benedica questi fanciulli!” (Genesi 48:15). Più avanti ad esempio, vedremo un verso al tal riguardo inerente Mosè.

Per questo motivo i disubbidienti intoppano (o inciampano), nella Parola.

Perciò riguardo il comandamento (o la legge) sul modo in cui Israele doveva benedire il prossimo, dato da Dio a Mosè in Numeri 6:22,27, sia Isacco che Giacobbe mostrarono che quella stessa legge, l’avevan ambedue scritta nel loro cuore quando benedicevano nominando il Nome di Dio, anche prima che la legge fosse data agli uomini.

Vediamo adesso altri esempi biblici su come nell’antichità si benediva il prossimo DOPO che fu data la legge:

Mòse

  • “Queste sono le parole che Mosè rivolse a Israele… L´Eterno, l´Iddio de´vostri padrivi aumenti anche mille volte di più, e vi benedica come vi ha promesso di fare!”(Deuteronomio 1:1,11)

Naomi (a Rut)

  • “Ed egli a lei: Sii benedetta dall´Eterno, figliuola mia!” (Rut 3:10)

Saul

  • “Saul disse: “Siate benedetti dall´Eterno, voi che avete pietà di me!” (1° Samuele 23:21)

Davide

  • “Allora Davide inviò de´ messi agli uomini di Jabes di Galaad, e fece dir loro: “Siate benedetti dall´Eterno, voi che avete mostrato questa benignità verso Saul, vostro signore, dandogli sepoltura!” (2° Samuele 2:5)

Passi biblici possibile causa d’inciampo per i disubbidienti

  • “…essi, infatti, essendo disubbidienti, intoppano nella Parola; ed a questo sono stati anche destinati.” (1° Pietro 2:8)

Ci sono nella Parola di Dio anche altri versi, in cui sembrerebbe plausibile benedire senza nominare il nome di Dio, ma come vedremo non è così, perciò diventano una causa d’inciampo per i disubbidienti. Analizziamoli meglio:

Elisabetta

  • “E avvenne che come Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le balzò nel seno; ed Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo, e a gran voce esclamò: Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno!” (Luca 1:41,42)

E’ vero che leggiamo che Elisabetta, ripiena di Spirito Santo disse così a Maria: “… Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno! “ (Luca 1:41,42) Ma dire “Benedetta sei tu tra le donne” è diverso dal dire: “Ti benedico…”. E’ chiaro che Elisabetta dice a Maria di essere benedetta… da “Qualcun’Altro…”.

Da chi secondo voi?

Debora

  • “In quel giorno, Debora cantò questo cantico con Barak, figliuolo di Abinoam: …Benedetta sia fra le donne Jael, moglie di Heber, il Keneo! Fra le donne che stan sotto le tende, sia ella benedetta!” (Giudici 5:1,24)

La stessa cosa si può dire del cantico di Debora…

E’ chiaro che quando Debora dice: “Benedetta sia fra le donne Jael,… Sia ella benedetta”, quel “…Sia” vuol chiaramente dire “sia benedetta da Qualcuno”, e quel “Qualcuno” chi potrà mai essere, se non Dio?

Davide

  • “E Davide disse ad Abigail: “Sia benedetto l´Eterno, l´Iddio d´Israele, che t´ha oggi mandata incontro a me! E sia benedetto il tuo senno, e benedetta sii tu che m´hai oggi impedito di spargere del sangue e di farmi giustizia con le mie proprie mani!” (1° Samuele 25:32,33)

Anche qui vediamo che Davide benedice Abigail dicendogli: “…benedetta sii tu”. Notato il modo in cui Davide la benedice? “…sii tu”. Anche qui, “…sii tu” da chi? Se non da Dio? Lo stesso perciò si può dire per altri passi simili come 1° Samuele 23:25 ecc…

Mosè

  • “E Mosè vide tutto il lavoro; ed ecco, essi l´aveano eseguito come l´Eterno aveva ordinato; l´aveano eseguito a quel modo… E Mosè li benedisse.” (Esodo 39:43)

Questo passo isolato potrebbe avvalorare l’ipotesi che Mosè li benedisse senza menzionare il nome di Dio, se non fosse che come abbiamo letto prima, in Deuteronomio 1:11, lui invece, era solito benedire nominando il Nome di Dio.

Passi Biblici molto conosciuti…

Ora desidero elencare una serie di versi dove ci vien ordinato di benedire i nostri nemici anziché maledirli; va però fatto notare che qui non è menzionata alcuna modalità sul “come” o sulla “formula”  del benedire, poichè è sottinteso che dobbiamo benedire nel Nome del Signore…

  • “Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici; fate del bene a quelli che v´odiano; benedite quelli che vi maledicono, pregate per quelli che v´oltraggiano.”(Luca 6:27,28)
  • “Benedite quelli che vi perseguitano; benedite e non maledite.” (Romani 12:14).
  • “… ingiuriati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; diffamati, esortiamo.” (1° Corinzi 4:12)
  • “… Infine, siate tutti concordi, compassionevoli, pieni d´amor fraterno, pietosi, umili; non rendendo male per male, od oltraggio per oltraggio, ma, al contrario, benedicendo; poiché a questo siete stati chiamati onde ereditiate la benedizione.” (1° Pietro 3:8,9)

Un approfondimento sulla questione…

 

Perché ho detto che in questi passi  non è contenuta alcuna “formula” sul come benedire? Perché in quei passi l’accento è sull’atto in sé, che riguarda il nostro non rendere mai male per male a nessuno, non la “modalità” sul come benedire.

Infatti lo stesso discorso vale per tutti quei versi, ad esempio, in cui vien detto che i discepoli battezzavano “…nel nome di Gesù” (Atti 8:16; 10:48; 19:5), dove lo scrittore descrive alcuni eventi… ma non la formula battesimale! Poiché la vera formula battesimale la troviamo indubbiamente scritta nel vangelo di Matteo secondo il chiaro comandamento di Gesù: “Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo, insegnando loro d´osservar tutte quante le cose che v´ho comandate.” (Matteo 28:19,20)

Numeri 6:22,27 indica perciò nella legge,  il comandamento su cui basare il principio della benedizione da parte di Dio, per cui senza di Lui, non può esservi alcuna benedizione…

Nei molti esempi di come anticamente si benediva il prossimo abbiamo visto ad esempio Davide dire ai messi di Jabes di Galad: “Siate benedetti dall’Eterno” (2° Samuele 2:5) anziché: “L’Eterno vi benedica…”, perciò è naturale che dire: “Dio ti benedica…” oppure: “Il Signore ti benedica…”, oppure oggi che ci troviamo nel nuovo patto:“Gesù ti benedica…” o altre formule simili, è lo stesso che dire: “L’Eterno… ti benedica”,  descritto in Numeri 6:22,27, poichè è lo Spirito della legge, non la “forma”, quello che conta.

Quindi è perfettamente lecito benedire anche dicendo: “Gesù ti benedica”, essendo Gesù anche vero Dio benedetto in Eterno! Amen!

Ma a proposito di Gesù… C’è un bellissimo passo della Scrittura dove leggiamo:

  • “E Gesù, veduto ciò, s´indignò e disse loro: Lasciate i piccoli fanciulli venire a me; non glielo vietate, perché di tali è il regno di Dio. In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come un piccolo fanciullo, non entrerà punto in esso. E presili in braccio ed imposte loro le mani, li benediceva. (Marco 10:14,16)

Potremo chiederci, ma come benediceva Gesù? Usava nominare il Nome di Dio? Non possiamo dirlo con certezza, non avendo chiari riscontri biblici. Una cosa è sicura però, e cioè che come Gesù poteva perdonare i peccati agli uomini essendo Lui stesso anche Dio (Marco 2:5,12), Lui poteva anche benedire… come Dio! Ne aveva tutti i diritti, “…poiché in Lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità” (Colossesi 2:9) !

Qualcuno nonostante tutto potrebbe ancora dire che quelli che ho citato fossero casi isolati, e che in Israele magari qualcuno benediceva il prossimo senza nominare il nome di Dio su di lui…

Niente affatto, poiché Iddio, nella Sua infinita saggezza ha fatto trascrivere un passo nella Sua Parola, che conferma ulteriormente che anche in Giuda e nelle sue città era consuetudine benedire menzionando il Santo Nome di Dio. Così leggiamo infatti nel libro del profeta Geremia:

  • “Così parla l´Eterno degli eserciti, l´Iddio d´Israele: ANCORA SI DIRA’ QUESTA PAROLA nel paese di Giuda e nelle sue città, quando li avrò fatti tornare dalla cattività:“L’ETERNO TI BENEDICA, o dimora di giustizia…” (Geremia 31:23)

Notato quel: “Ancora si dirà… l’Eterno ti benedica…” ? Se Dio dice che nel paese di Giuda, a quel tempo si sarebbe continuato a dire: “…l’Eterno ti benedica”, è perché quella era l’usanza comune, secondo le descrizioni della legge, di benedire il prossimo!  E’ inequivocabile!

Con questo passo della scrittura possiamo esser certi che anche al tempo del profeta Geremia si benediceva nominando il nome di Dio secondo il comandamento di Numeri 6:23,24 : “Voi benedirete così i figliuoli d´Israele; direte loro: L´Eterno ti benedica…”.

Ma c’è ancora un bellissimo passo che conferma tutto ciò. E’ una  profezia contenuta nel Salmo 72 che riguarda Gesù Cristo, il Nostro Salvatore e il Nostro Re. Proprio per Lui e in vista di Lui furono infatti scritte queste meravigliose parole di cui ancora oggi  ne vediamo l’adempimento tra i Suoi riscattati col Suo prezioso Sangue

  • “…Il suo nome durerà in eterno, il suo nome sarà perpetuato finché duri il sole; e gli uomini si benediranno a vicenda in lui” (Salmo 72:17)

si benediranno a vicenda… in Lui (Gesù)”

Non è meraviglioso sapere che i Suoi Figliuoli si benediranno l’un l’altro in Gesù?

Ma poiché l’ostinatezza umana non ha limiti, purtroppo proprio questo passo potrebbe esser preso da coloro che usano dire: “…ti benedico”, dicendo: “vedi? Noi sotto la grazia non ci troviamo forse “in Lui”, cioè “in Cristo”? Perciò se Cristo abita in noi per mezzo del Suo Santo Spirito, allora che bisogno abbiamo più di dire: “Il Signore… ti benedica”?

Costoro forse dimenticano che anche se Iddio si è compiaciuto di venire a vivere in noi, per mezzo del Suo Santo Spirito, è pur vero che noi NON SIAMO DIO!  E che se pur il Suo Spirito Santo abita in noi, Iddio Padre, l’Eterno, abita in cielo!

“…il nostro Dio è nei cieli; egli fa tutto ciò che gli piace.” (Salmo 115:3)

Arrivando verso la conclusione di questo studio sul benedire, per quanto si possa cercare, posso affermare con assoluta certezza che non c’è un solo passo della Scrittura in cui è mostrato chiaramente che qualcuno abbia mai benedetto il prossimo dicendogli: “…ti benedico”, senza menzionare il nome di Dio.

Perciò chi vuole benedire il prossimo senza nominare il nome di Dio mostra solo presunzione, poiché crede di aver questo potere in sé, ma l’uomo da solo non benedirà proprio nessuno, poiché nel libro dei Proverbi sta scritto:

  • “Quel che fa ricchi è la benedizione dell´Eterno e il tormento che uno si dà non le aggiunge nulla.” (Proverbi 10:22)

Termino con un passo, sempre nel libro dei Proverbi, dove leggiamo che non tutti coloro che benedicono il prossimo lo fanno animati da motivazioni pure, nel cospetto di Dio…

  • “Chi benedice il prossimo ad alta voce, di buon mattino, sarà considerato come se lo maledicesse.” (Proverbi 27:14)

State perciò in guardia da costoro e ammoniteli severamente affinché abbandonino questa pratica antiscritturale e s’attengano fermamente alla Parola di Dio nel Suo insieme, e non estrapolando qualche versetto isolato di quà e di là, poiché sta scritto:

“La somma della Tua Parola è verità” (Salmo 119:160)

Nicola Iannazzo

Tratto da: nicolaiannazzo.org

Un commento su “C’è chi usa dire: “ti benedico…”, ma l’uomo non ha il potere di benedire nessuno…

  1. monti giovanni scrive:

    Gen.14:18-20;Ebrei 7:7 Ora, senza contraddizione, è l’inferiore che è benedetto dal superiore.

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