“The passion of the Christ di Mel Gibson” (La passione di Cristo) Attenzione! Non usate questo film a scopo evangelistico!

Quali sono le cose di cui ogni cristiano evangelico dovrebbe essere a conoscenza e che dovrebbe valutare a proposito di questo film: Il carattere distintamente e decisamente cattolico-romano (CR) che lo ha generato e lo pervade.

a. Il cattolicesimo di M. Gibson.

Il produttore e regista Mel Gibson non fa mistero delle proprie convinzioni religiose. Egli è dichiaratamente “un devoto cattolico romano tradizionalista”, ovvero un “preconciliare” che preferisce partecipare alla messa recitata in Latino, secondo l’antico rito tridentino e che ha realizzato questo film affinché riflettesse con precisione la concezione CR della persona, delle sofferenze e della morte di Cristo. È risaputo che la concezione CR di ciò che gli evangelici chiamano la “Santa Cena” o “Cena del Signore” e che la chiesa CR intende come “il memoriale della morte del Signore Gesù Cristo”, ha il significato ben diverso di “sacrificio eucaristico”, ovvero la ripetizione del sacrificio della croce in modo non-cruento. Lo scopo del film è dichiaratamente quello di sovrapporre il sacrificio della croce a quello dell’altare che si compie nella messa cattolica. Gibson afferma infatti che si tratta “della stessa cosa”. Si deve aggiungere che un altro “segno caratteristico” della teologia CR posto in evidenza nel film è il ruolo di Maria. La madre di Gesù è descritta in modo sensibilmente diverso a confronto della Scrittura, ed ha una posizione esagerata rispetto a quella attribuitale dai Vangeli. Riferendosi al fatto che il film era stato ricevuto positivamente da molti leader evangelici, David Neff chiede a Mel Gibson quali fossero i suoi sentimenti a proposito. La risposta di Gibson rivela la sua stessa meraviglia perché, a suo stesso dire, il film è “molto mariano”. In effetti, nel film, Pietro, dopo aver rinnegato Gesù si getta ai piedi di Maria per supplicare il perdono, tutti i discepoli le si rivolgono chiamandola “Madre”, e il film pone molto in evidenza i tratti di un’iconografia tipicamente CR, come quelli della “Pietà”. Inoltre, come fa notare Peter T. Chattaway nella sua recensione del film, le brutalità della flagellazione e della crocifissione vengono rappresentate senza alcun risparmio e, a volte, c’è da temere che siano state perfino esagerate. La drammatizzazione delle sofferenze fisiche di Cristo, a cominciare della raffigurazione del “crocifisso”, di origine medievale e assai diffusa nel CR è, in linea di principio, del tutto contraria ai principî biblici. La Scrittura, infatti, attribuisce un’importanza relativamente minore a questo aspetto delle sofferenze diCristo; ne parla in modo limitato e non si sofferma in alcun modo a descrivere la devastazione prodotta dalla flagellazione sul corpo di Cristo, né l’entità o la profondità delle ferite prodotte dai chiodi. In Matteo 27:26 viene riferito ciò che è essenziale e nulla di più.

b. Le fonti del copione.

Lo stesso Gibson afferma di non essersi basato sulla Bibbia solamente per la sua ricostruzione delle ultime 12 ore della vita terrena di Cristo, ma di aver tratto ispirazione e aggiunto molti particolari traendoli dall’opera: La passione dolorosa del nostro Signore Gesù Cristo, della monaca mistica tedesca stigmatizzata Anne Catherine Emmerich (1774-1824). Questo è certamente in linea con il CR che rifiuta il principio “protestante”sola Scriptura e include fonti e rivelazioni extrabibliche nella “tradizione” che è poi considerata di uguale valore della Bibbia. Inoltre, le varie aggiunte– come l’episodio della tentazione del Signore da parte del Diavolo nel Giardino del Getsemani della quale la Bibbia non dice una sola parola, alcuni flashback che riguardano l’infanzia di Gesù, e l’attribuzione di pensieri a Cristo che non trovano alcun riscontro nella Bibbia – dovrebbero far sussultare la nostra coscienza evangelica. Un film è certamente un’opera “artistica”, ma aggiungere o togliere alla rivelazione biblica e perfino pretendere di penetrare la mente e i pensieri del Dio-uomo Gesù Cristo è blasfemo e sacrilego.

c.  La “spiritualità” di Jim Caviezel.

 J.Caviezel, l’interprete di Gesù nel film, in un’intervista rilasciata a frate Mario Knezovic a Medjugorie, il 6 dicembre del 2003, ha dichiarato di aver subito una grande influenza dalle apparizioni e dai messaggi mariani di Medjugorje. Nella stessa intervista, ha affermato che la catarsi (purificazione) necessaria per interpretare il ruolo di Cristo è avvenuta mettendo in pratica le raccomandazioni delle “rivelazioni” di Medjugorie (che rileggeva continuamente) e aggiungendovi varie altre pratiche. Per tutto il tempo della lavorazione del film si è recato a messa e si è comunicato ogni giorno. Avendo udito che il Papa si confessa di frequente ha pensato di dover seguire il suo esempio e, per tutto il periodo della lavorazione del film, ha recitato quotidianamente il rosario, ha digiunato spesso, ed ha sempre portato con sé un pezzo della “autentica croce” di Cristo ed altre reliquie di Padre Pio, S. Antonio da Padova, ecc.

Da queste semplici osservazioni si può comprendere che il carattere del film in questione è “distintamente e decisamente” CR e che il messaggio che cerca di trasmettere è deliberatamente (e direi anche “sfacciatamente”) CR. Mentre è comprensibile che per chi condivide la fede del CR tutto ciò sia normale e perfino virtuoso, per qualunque evangelico non può che essere abominevole!!

N. Ulfo

Original Text:

[Many of the quotes from Anne-Catherine Emmerich’s visions are from The Dolorous Passion of Our Lord and Saviour Jesus Christ, as collected by Tim Challies.]

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